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domenica 5 settembre 2010

Non bisogna ritardare l'entrata in convento


Se una persona ha la vocazione religiosa, ma a causa di una seria e giusta causa non può entrare subito in convento, in questo caso non deve preoccuparsi troppo; il Signore l'aiuterà a preservare la vocazione. L'importante è che non si metta nei guai, per esempio frequentando cattive amicizie.

Ma se un giovane con la vocazione volesse ritardare l'entrata in monastero per capriccio, ad esempio per divertirsi con gli amici ancora qualche anno, in questo caso metterebbe a serio repentaglio la propria vocazione. Sì, c'è il rischio che la perda e rimanga per sempre nel mondo facendo una vita infelice e lontano da Dio. L'esperienza dimostra che molti dei peccatori più scellerati che vivono nel mondo, non sono altro che persone che in gioventù hanno smarrito o rifiutato la vocazione religiosa. Chi non adempie la vocazione, viene a perdere gli aiuti spirituali che il Signore gli aveva preparato in quello stato di vita a cui lo chiamava. Ecco perché chi perde la vocazione, in genere conduce una vita cattiva; il motivo è che senza gli aiuti di Dio, un essere umano non può fare nulla di buono.