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domenica 25 giugno 2017

Gesù Eucaristia

Tempo fa un'assidua lettrice del blog mi ha detto che stava cercando un buon monastero di clausura in cui fare adorazione Eucaristica...

Caro fratello in Cristo,
                                         ti saluto con affetto. È ormai da più di un mese che seguo il tuo blog vocazionale, del quale sono molto entusiasta. Mi ha aiutato molto nella mia scelta sullo stato di vita da eleggere (e per il quale sto lottando dall'inizio di quest'anno per riuscire a realizzare ciò che ho nel cuore). Un po' tardi, forse... (ho compiuto 35 anni a Gennaio). Sono ormai più che convinta di entrare in un monastero di stretta clausura, e ne sono molto felice. Sono, però, un po' in ansia perchè non ho ancora compreso il carisma dove consacrarmi. Spero tu mi possa, in qualche modo, essere d'aiuto. Recentemente ho effettuato un ritiro di 4 giorni presso il Monastero di […] e mi sono innamorata della loro spiritualità; ma, dopo aver parlato con la superiora, sono stata messa, per così dire, "in lista d'attesa", nel senso che mi ha detto che dovrei aspettare uno o due anni, perchè, parlando con la Madre generale, ha avuto l'ordine di farmi aggregare con altre 5 ragazze (per fare la formazione insieme) che ancora devono terminare gli studi. Non volendo aspettare, quindi, per illuminazione del buon Dio, ho pensato di cercare un altro Ordine. Cosa che, però, a quanto mi è sembrato (ricercando nei siti dei Monasteri femminili), è molto complessa, più che altro per la grande quantità di carismi... ed inoltre, quasi tutti ubicati nel nord Italia, e per me, non è facile andare, per ora, molto distante dalla mia zona. Spero di non averti fatto spazientire. Unita in preghiera con Gesù Cristo e Maria Santissima ti saluto con affetto sperando in un riscontro.

(Lettera firmata)

P.S. non ho ancora trovato un buon direttore spirituale.


Cara sorella in Cristo,
                                        gioisco ogni volta che qualche persona mi confida che desidera abbandonare il mondo e abbracciare la vita religiosa. Coloro che hanno la vocazione devono essere grati a Gesù buono per essere stati prescelti tra tanti altri. Nell'ora della morte, quando sarà imminente il momento di presentarsi innanzi a Cristo Giudice per rendere conto della propria vita, comprenderanno meglio quanto sia stato prezioso il dono della chiamata alla vita religiosa. Inoltre le suore dovrebbero avere una gratitudine particolare verso Gesù. Infatti, le donne che si sposano con gli uomini di mondo, spesso si pentono poiché ricevono dai loro mariti maltrattamenti e tradimenti (il Vangelo insegna che si tradisce la propria moglie anche semplicemente desiderando altre donne). Insomma, un conto è essere sposa di un povero peccatore (noi umani siamo tutti peccatori), altro conto è essere sposa del Redentore Divino. Se tutte le donne comprendessero questi discorsi, difficilmente si lascerebbero ingannare da quegli uomini che promettono di renderle felici e invece le farebbero solo soffrire.

Non sono stupito del fatto che tu non abbia ancora trovato una valida guida spirituale. Purtroppo, è difficile trovarne una davvero adatta a tale scopo. Deve essere una persona esperta di ascetica, altrimenti i suoi consigli rischiano di essere inefficaci o addirittura dannosi. Ahimè, oggi si preferisce studiare i manuali di psicologia anziché quelli di ascetica. Alle anime amanti della perfezione cristiana e desiderose di approfondire questa materia, consiglio di leggere il celebre ed autorevole “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica” di Padre Adolfo Tanquerey.

Per quanto riguarda la tua situazione, penso che far aspettare una ragazza altri due anni nel mondo mi sembra un pericolo per la vocazione. Del resto, nulla capita per cieco caso, poiché non cade foglia che Dio non voglia. Se il Signore ha voluto o permesso questo imprevisto, certamente ci sarà una motivazione che noi adesso ignoriamo. Comunque, anche io se fossi nella tua situazione cercherei di trovare qualche altro ordine religioso con una spiritualità simile, cioè incentrata sull'adorazione Eucaristica, che a te piace tanto. Nella lettera che ti ho inviato in privato ti ho segnalato alcuni monasteri della tua regione. Qualsiasi cosa deciderai di fare, ti incoraggio a perseverare sulla strada della vocazione religiosa! La vita claustrale è una vita semplicemente splendida! La gente ti criticherà quando verrà a sapere che sei diventata monaca di clausura, ma non devi prendere in considerazione le critiche della gente, il mondo non capisce quanto sia bello vivere uniti a Dio e trascorrere la vita amando il Signore e adorandolo nel Santissimo Sacramento.

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

sabato 24 giugno 2017

Santa povertà

Circa la perfezione della santa povertà, è necessario che ogni religioso si spogli da ogni affetto alle cose terrene. L'amore per le cose terrene è come una catena che impedisce all'anima di volare a Dio. Al contrario, la povertà è una grande ala che fa volare al cielo. O beata povertà volontaria! Chi è volontariamente povero, non teme di perdere nulla ed è sempre con l'animo gioioso. A tal fine Gesù Cristo per nostro bene volle darci il buon esempio vivendo poveramente su questa terra fin dalla nascita a Betlemme, ove nacque in un'umile stalla, ed ebbe come culla una mangiatoia per animali. Un'anima che ama assai Gesù Cristo, disprezza i beni della terra e li considera come sterco, come faceva l'eroico San Francesco d'Assisi. Beati pauperes spiritu, quoniam ipsorum est regnum caelorum (Matth. V, 3). Beati i poveri in spirito, poiché di essi è il regno dei cieli. Diceva Santa Teresa d'Avila che quanto più saremo poveri su questa terra, tanto più godremo nell'eternità, conformemente all'amore col quale avremo imitato la vita di Gesù Cristo. Le ricchezze possono essere paragonate alle spine, poiché quanto più sono maggiori, tanto più pungono e tormentano l'anima con le sollecitudini, coi timori di perderle e col desiderio di accrescerle. “Avarus terrena esurit ut mendicus”, disse il dotto San Bernardo di Chiaravalle. In effetti gli avari soffrono di fame come mendicanti, poiché non giungono mai a saziarsi dei beni che desiderano; ne vorrebbero sempre di più, e vivono sempre inquieti. Oh che tesoro godono i religiosi che non possiedono niente e niente desiderano in questo mondo! Essi godono la vera pace, che vale più di tutti i beni della terra, i quali non possono saziare il cuore dell'uomo, poiché è stato creato per amare Dio, e solo in Lui può trovare la felicità.

venerdì 23 giugno 2017

Pensieri contrari alla vocazione

Una ragazza mi ha chiesto se è normale sentire una lotta interiore mentre si riflette sulla vocazione religiosa.

Salve, mi chiamo [...], ho visitato molte volte il blog sulla vocazione religiosa […]. Ho 17 anni e sin dal mio battesimo avvenuto tre anni fa mi sento chiamata ogni giorno; non una chiamata qualsiasi, ma una chiamata alla vita religiosa. Il mio parroco e le persone a me molto vicine mi incoraggiano in questo mio cammino di discernimento, ma vorrei chiederti se secondo te è normale che dentro di me sento una lotta interiore. Ti ringrazio e ti saluto, mi piacerebbe avere una tua risposta, grazie. Mi scuso per l'italiano non coretto, ma non sono italiana...

Cara sorella in Cristo,
devi essere molto grata a Gesù per averti fatto sentire la chiamata alla vita religiosa; si tratta di un dono enorme da parte di Dio. Il nostro scopo su questa terra è di salvarci l'anima per dare maggior gloria a Dio. Entrando in un buon ordine religioso, è molto facile raggiungere questo fondamentale obiettivo. Sono contento che il tuo parroco ti sta incoraggiando a proseguire il discernimento vocazionale. Tu mi domandi se è normale sentire una lotta interiore. Sì, è normale, infatti San Paolo dice che la carne ha desideri contrari a quelli dello spirito. Quindi nelle persone che si sentono attrarre alla vita religiosa, spesso avviene una lotta interiore perché da una parte si vorrebbe restare nel mondo per poter continuare a fare una vita comoda e ricca di divertimenti e piaceri, mentre d'altra parte si vorrebbe entrare in convento per poter vivere più uniti a Dio e dedicarsi alla vita devota e alla salvezza delle anime. Inoltre c'è un altro pericoloso nemico da affrontare: satana, la bestiaccia infernale. Infatti, quando il diavolo si accorge che una persona vuole entrare in un ordine religioso, fa di tutto per ostacolarla, poiché sa benissimo che divenendo religiosa sarà facile per lei salvarsi l'anima e salvare anche le anime di tante altre persone con la preghiera e l'apostolato. Quindi il demonio cerca di seminare dubbi, incertezze, tentazioni e persecuzioni pur di ostacolare la vocazione.

La lotta interiore che stai combattendo è una vera e propria prova d'amore nei confronti di Gesù. Se resterai fedele alla chiamata di Dio, sarà grande la ricompensa. Coraggio, non arrenderti! Prega ogni giorno la Beata Vergine Maria di aiutarti ad adempiere la volontà di Dio. Se vuoi avere un dialogo con delle suore per fare delle domande sulla vocazione religiosa, ti consiglio di scrivere alle Servidoras, le quali sono bravissime nell'aiutare le ragazze a discernere la propria vocazione. Puoi chiedere a loro anche di pregare per te durante l'adorazione Eucaristica che fanno ogni giorno. Per contattare queste gentili e gioiose suore, puoi scrivere all'indirizzo: vocazione@servidoras.org

Cordiali saluti in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter

giovedì 22 giugno 2017

Una donna bisognosa di aiuto

Ripubblico la lettera di una giovane donna che stava cercando un direttore che l'aiutasse nel cammino spirituale.

Salve,
         sono una giovane donna, mi chiamo [...], fin da bambina subivo il fascino dell'immagine di Gesù. Frequentavo la chiesa abitualmente al seguito di mia nonna. Ero una bambina molto vivace. Ricordo che quando andavo in chiesa mi incantava il Crocifisso, lo fissavo per tutto il tempo che potevo rimanere. [...] Attualmente lavoro in sala operatoria presso il policlinico di [...]. Non vado a messa abitualmente. L'ultima volta che mi sono confessata risale a mesi fa. Avevo l'urgenza di aprire il mio cuore. Sento che ho bisogno di aiuto e non so come fare. Mi commuove e mi scalda il cuore la Misericordia Divina, ne sento la grazia e il conforto. Ho molto a cuore la cura dei bisognosi vedendo in loro Gesù. Il mio conflitto è grande. Ma da dove iniziare? Mi interrogo continuamente. Chiedo a Gesù di indicarmi la via e di sostenermi. Quando sono in ascolto di Dio il mio cuore esulta di gioia. Ma mi sento indegna. Superba. Vago dentro me stessa. Ho bisogno di un cammino di fede e un padre spirituale.
Aspetto risposte,

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                    ti ringrazio di avermi scritto. Innanzitutto devo dirti che ho molte speranze che il tuo futuro sarà gioioso. Sai perché? Nella tua lettera appare chiaro che senti tanta nostalgia di Gesù, e visto che senti il desiderio di tornare a Lui conducendo una vita cristiana più fervorosa, ciò mi rende fiducioso sul tuo avvenire. Sant'Agostino in gioventù condusse una vita scellerata, ma poi capì che siamo stati creati per amare Dio, e il nostro cuore è inquieto sin tanto che non riposa in Lui.

Le colpe che hai commesso non devono intimorirti, esse verranno cancellate per sempre nella Confessione, ricordati che il Signore è incapace di allontanare da Sé una persona che ritorna a Lui col cuore sinceramente pentito.

Non è facile trovare una buona guida spirituale, perché è necessario che sia dotto, caritatevole e prudente. Visto che abiti a [...] ti consiglio di andare dai Padri [...], ho sentito parlare molto bene di loro. [...]

Per il momento che devi fare? Cerca di dedicare ogni giorno un po' di tempo alla preghiera, che è l'ossigeno dell'anima. Molto utile è anche la recita del Rosario, devi infatti coltivare una grande devozione alla Madonna, che oltre ad essere la Mamma di Gesù è anche Mamma nostra ed intercede per noi presso Dio.

Cerca di fare un po' di lettura spirituale ogni giorno. A tal proposito ti consiglio di leggere "Le Glorie di Maria", "Pratica di amar Gesù Cristo" e "Riflessioni devote", tutti scritti da Sant'Alfonso Maria de Liguori.

Ogni domenica devi cercare di andare ad assistere alla Santa Messa, la quale è la rinnovazione incruenta del Santo Sacrificio del Calvario. Quando non hai voglia di andarci, devi ricordarti che devi farlo per fare un piacere a Gesù buono. Lui lo vuole. Purtroppo, oggi spesso le Messe vengono celebrate male e con molti abusi liturgici, pertanto cerca di frequentare chiese dove le Messe vengono celebrate con devozione e sacralità.

Cerca di prenderti alcuni giorni di ferie per partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola organizzati dall'Istituto del Verbo Incarnato e dalle Serve del Signore e della Vergine di Matarà. Questi esercizi ti daranno una forte carica nella vita spirituale e ti aiuteranno a farti eleggere lo stato di vita che Dio ha designato per te. Certamente ti sarai accorta che le cose della terra non possono soddisfare il cuore umano: successo, soldi, viaggi, divertimenti, amicizie frivole e tutte le cose mondane non sono altro che vanità delle vanità che presto svaniranno. Dobbiamo pensare solo a vivere da buoni cristiani e a salvarci eternamente l'anima, per poter andare in Cielo ad amare Dio per sempre.

Questo è un momento importantissimo della tua vita, il Signore ti sta facendo sentire il desiderio della conversione e di una vita cristiana più fervorosa. Qual è il suo progetto su di te? Io non conosco gli arcani decreti divini, però ti dico chiaramente che spero assai che Gesù buono possa prenderti tutta per Sé in qualche ordine religioso fervoroso e osservante. Un conto è essere sposa di un uomo della terra, altro conto è essere sposa di Gesù Cristo. Secondo me le donne più felici della terra sono quelle che hanno abbandonato tutto per vivere più unite al Signore in qualche buon ordine religioso.

Gli uomini della terra spesso maltrattano e tradiscono le loro mogli, invece Gesù dona tanta gioia e pace interiore alle sue spose fedeli, cioè a coloro che lo amano con cuore indiviso.

Carissima in Cristo Redentore, la nostra vita in questa valle di lacrime è una continua battaglia spirituale per salvare l'anima. Coraggio, con l'aiuto di Dio e della Madonna ognuno di noi può farcela a raggiungere la Patria Celeste. Dobbiamo amare la Santissima Trinità con tutto il cuore e con tutte le nostre forze. Ma che ci stiamo a fare su questa terra se non amiamo Dio?

Avrei tante altre cose da dirti, ma per il momento mi fermo qui. Spero di esserti stato di qualche giovamento, ma non esitare a scrivermi se hai delle domande da farmi oppure se desideri solo un po' di incoraggiamento nella vita spirituale.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

mercoledì 21 giugno 2017

Testimonianza di una ragazza

Ripubblico la testimonianza di una lettrice del blog rinvigorita nella fede dopo aver partecipato alle "Giornate Universitarie" e agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio. 

Carissimo D.,
                     come stai? Leggo dal tuo blog che tantissime giovani che si tenevano in contatto con te hanno deciso di abbracciare la vita religiosa! Il cuore di Maria Santissima Corredentrice sarà colmo di gioia, e questo è anche merito tuo! Con quanta pazienza e sensibilità aiuti tantissimi a trovare la loro strada!

Anche il mio cammino spirituale è fiorito grazie ai tuoi preziosi consigli. Grazie a te sono entrata in contatto con le Servidoras. Ho partecipato alle Giornate Universitarie di Formazione Cattolica. Che esperienza! È stato meraviglioso conoscere tanti ragazzi, che come me non condividono la logica del mondo, ma amano profondamente Gesù e Maria. Ogni tanto mi sento così sola! Non mi interessano più le cose vane: televisione e discoteche non hanno più nessuna attrattiva. Le persone intorno a me, la famiglia e gli amici, non capiscono; e qualche volta ho dei momenti di scoraggiamento. Ma adesso so che ci sono altri come me e non ho più paura della solitudine.

Per grazia di Dio dopo le Giornate di Formazione sono rimasta per gli Esercizi Spirituali. Quei giorni di silenzio sono di un'intensità... assordante! Sono davvero nutrimento per lo spirito e portano un tale numero di doni celesti....! Un'esperienza che ogni cristiano dovrebbe fare con una certa periodicità. Purtroppo sono pochissime le parrocchie che la propongono ai loro fedeli.

Sono ancora in discernimento vocazionale. Non so se è Dio che desidera aspettare a rivelarmi la mia strada o se sono io che sono... sorda! Cerco di mettermi ogni giorno con la preghiera nelle mani di Gesù. Desidero solo fare ciò che a Lui piace. Mi affido alla Divina Provvidenza, che conosce tutti i nostri bisogni.

Ti ringrazio tanto per la pazienza con cui rispondi alle mie lettere e per il preziosissimo lavoro che fai con il blog. Che Dio ti benedica.

Un affettuoso saluto in Gesù e Maria,
(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                           sono contento che hai partecipato alle Giornate Universitarie di Formazione Cattolica organizzate dall'Istituto del Verbo Incarnato in collaborazione con le Servidoras. Al giorno d'oggi è importantissimo avere una solida preparazione dottrinale, onde evitare di farsi ingannare dai sofismi e dalle menzogne di coloro che vivono come se Dio non ci fosse, e che spesso gestiscono le scuole, le università, la stampa, le televisioni, ecc. C'è bisogno di cattolici coraggiosi e militanti che sappiano contrastare l'avanzata della secolarizzazione della società. Apprezzo il fatto che state cercando di organizzare un gruppo di giovani cristiani legati alla Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato. In questo modo potrete organizzare varie iniziative apostoliche per il bene delle anime, cioè per portarle a Dio; inoltre vi darete aiuto e coraggio a vicenda. Poter condividere con altre persone l'amore per il Redentore Divino, procura una grande gioia. I pagani rimanevano impressionati nel vedere che i cristiani dei primi tempi si amavano gli uni gli altri come fratelli. La carità fraterna è un potente mezzo di apostolato, perché un atto di pura carità vale più di mille parole. 

É meraviglioso sapere che ormai le discoteche, la televisione e le cose mondane della società non ti attraggono più. Quando una persona si innamora di Gesù Cristo, tutte le cose vane della terra non le interessano più, perché perdono ogni valore. Solo Dio è l'unico nostro bene!

Dopo le “Giornate Universitarie” hai fatto benissimo a partecipare anche agli esercizi spirituali di sant'Ignazio di Loyola, i quali sono un'occasione d'oro per riflettere sul vero senso della vita, che non consiste nell'ammassare beni materiali e immergersi nei divertimenti sfrenati. Il nostro scopo su questa terra è di conoscere, amare e servire Dio, per poter poi andare in Cielo ad amarlo per sempre. Tutto ciò che non conduce a questo fine, è vanità delle vanità.

Circa l'elezione dello stato di vita, spero tanto che tu sia stata prescelta da Gesù buono per divenire sua casta sposa abbracciando la vita religiosa. Certo, anche nel mondo è possibile praticare le virtù cristiane, ma è molto più difficile, perché si è costretti a vivere in mezzo a tante preoccupazioni materiali, per non parlare delle innumerevoli tentazioni. Invece in un convento fervoroso e osservante è molto più semplice fare vita devota e ascetica.

Carissima in Cristo, continua a combattere la buona battaglia della fede. La nostra permanenza in questa valle di lacrime è breve, infatti passa in fretta la scena di questo mondo. Tra cento anni al massimo, sia io che scrivo, sia tu che leggi, saremo entrati nell'eternità. Ancora un po' di sofferenza  su questa terra e poi potremo finalmente incontrare Dio. Accettiamo per amore di Cristo le sofferenze di questa vita, e così potremo dimostrare al Redentore Divino di amarlo davvero. Offriamo al Signore le nostre pene per la salvezza delle anime! La Madonna a Fatima disse che molte anime vanno all'inferno perché non c'è nessuno che offre preghiere e penitenze per la conversione dei peccatori. Sacrifichiamoci per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria e la maggior gloria della Santissima Trinità!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

martedì 20 giugno 2017

Desiderare di amare Dio più di tutti i santi

Insegna Sant'Alfonso Maria de Liguori, che è molto importante sollevare i nostri desideri a cose grandi, come il voler amare Dio più di tutti i santi, di patire più di tutti i martiri per suo amore, di soffrire e perdonare tutte le ingiurie, di abbracciare ogni fatica e pena per salvare un'anima, e cose simili. Innanzitutto perché questi desideri, benché siano di cose che non accadranno, nondimeno son di gran merito presso Dio, il quale odia le volontà perverse, ma si compiace di quelle buone. In secondo luogo, perché l'anima per questi desideri di cose grandi e difficili si rende più coraggiosa ad eseguire le cose più facili. Perciò giova molto fare sin dal mattino il proposito di far sempre quanto si può per Dio, di sopportare cristianamente tutte le avversità, di star sempre raccolto ed occupato nel fare atti di amore verso Dio. Così faceva San Francesco, come riferisce San Bonaventura. Dice Santa Teresa d'Avila che il Signore si compiace talmente tanto dei buoni desideri, che li considera come se fossero stati realizzati. Oh quanto è meglio aver a che fare con Dio che col mondo! Per conseguire i beni del mondo, le ricchezze, gli onori, gli applausi degli uomini, non basta il desiderarli, anzi il desiderio accresce la pena, quando non si ottengono; ma con Dio basta desiderare la sua grazia e il suo amore, per ottenerli già. L'amicizia di Dio la ottiene chi la vuole con vero e risoluto desiderio di ottenerla. Dico con vero e risoluto desiderio; poiché poco servono quei desideri inefficaci coi quali si pascono alcune anime pigre, le quali sempre desiderano, e intanto non danno mai un passo avanti nella via di Dio.

lunedì 19 giugno 2017

Felice di vivere nella purezza

Tempo fa ho ricevuto una bella testimonianza di vita cristiana da parte di una ragazza che voleva vivere in castità nonostante il fidanzato aveva idee diverse dalle sue...

Caro curatore di questo meraviglioso blog vocazionale, sono una studentessa di ventuno anni, lettrice assidua del tuo blog e di letture sacre (amo leggere). E' da tempo che volevo scriverti, per raccontarti la mia storia. Sono una cattolica-cristiana (vado a Messa la Domenica), e sin da quando andavo alle medie sono catechista, Dio mi ha dato questo grande dono di insegnare la sua Parola e trasmetterla agli altri. Sin da quando ero ragazzina amo Dio, e quando avevo 17 anni decisi di dire a mia madre che dopo la scuola superiore sarei voluta partire per andare in un monastero di clausura, per lodare Dio e dedicargli tutta la vita. Mia madre fece di tutto per distogliermi dalla mia vocazione, non perdeva mai un'occasione per ripetermi che prima o poi l'avrei abbandonata. Riuscì a distogliermi e […] l'anno dopo conobbi il mio attuale ragazzo. All'inizio mi sembrò un giovane credente, di buona fede, ma ora dopo tre anni che siamo fidanzati mi ripete sempre che il fidanzamento come lo intendo io (cioè casto fino al matrimonio) è solo un'idea arcaica [...]. Da parte mia ho detto che mi era sembrato di essere stata chiara sin dall'inizio e ho detto che se a lui non va bene il fidanzamento così, può anche lasciarmi, ma lui ha detto che sarebbe stupido lasciarmi solo per questo. Credevo di aver trovato una persona adatta alla mia personalità, (sono molto semplice, non vado mai dal parrucchiere, vesto sempre con dei vestiti che coprono tutto il mio corpo, non sono mai stata in discoteca la sera e per studiare all'università vivo in un istituto di suore), ma non è così, a lui piaccio solo perché sono seria, ma poi mi dice che mi trascuro, che sbaglio a dedicare tanto tempo allo studio e sbaglio ad essere con dei princìpi che mai nessuno mi toglierà, ne tanto meno lui. Vorrei qualche consiglio sul comportamento che devo assumere, aiutami, perché non riesco a parlare con nessuno di questa delicata questione, mi vergogno di tutto questo e il mio cuore è triste...

In più vorrei qualche consiglio spirituale, sono un'umile serva di Dio e lo amerò sempre! Grazie davvero per tutto ciò fai per ogni anima che ti chiede conforto. Pregherò per te.

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                  ti ringrazio per avermi scritto, la tua testimonianza di vita cristiana mi è piaciuta molto.

Il tuo modo di concepire il fidanzamento, cioè di viverlo in castità fino al matrimonio, non è arcaico, ma è il modo di viverlo ordinatoci per nostro bene dal Signore. Il Catechismo della Chiesa Cattolica promulgato da Papa Giovanni Paolo II ribadisce ai cristiani di oggi ciò che la Chiesa ha sempre insegnato al riguardo, e cioè che tutte le persone che non sono sposate devono vivere in castità anche se sono fidanzate. Purtroppo, persino tanti fedeli praticanti rifiutano di obbedire a questa Legge che Dio ha scritto nei nostri cuori (non fornicare), e si ribellano agli insegnamenti della Chiesa sul sesto comandamento. Tu continua a obbedire all'eterna Legge di Dio e non te ne pentirai giammai. I mondani ti derideranno e ti insulteranno, ma Gesù Cristo ci ha detto: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.” (Matteo 5,11-12)

Dunque non sei una persona antiquata, sei solo una seguace del Redentore Divino: continua così! L'unica cosa che conta nella vita è piacere a Dio, tutto il resto è vanità delle vanità. Apprezzo moltissimo anche il modo castigato di vestirti. La Madonna a Fatima disse che un giorno sarebbero venute delle mode che avrebbero offeso molto Nostro Signore, e infatti quelle mode oscene sono giunte davvero: minigonne, scollature profonde e gli altri abiti spudorati costituiscono un grave scandalo per l'anima del prossimo, poiché lo inducono a commettere dei peccati. Per questo motivo una donna davvero cristiana deve indossare solo abiti che non offendono il pudore. Continua ad essere semplice, a non frequentare luoghi malsani come le discoteche, e a vivere coerentemente la vita cristiana.

Quando avevi 17 anni era meglio se non avessi confidato a tua madre il desiderio di donarti a Dio in un monastero di clausura. Ma ormai quel che è fatto è fatto, adesso bisogna guardare al futuro. Ormai sei maggiorenne e tra qualche anno finirai gli studi universitari, ritengo sia importantissimo utilizzare questo periodo per riflettere attentamente sullo stato di vita che il Signore ha scelto per te. Io non so se ciò che sentivi nel tuo cuore a 17 anni era una vera vocazione o un semplice pio desiderio, però ti raccomando di metterti in ascolto della volontà di Dio. E se Gesù buono volesse prenderti tutta per Sé? Lo spero tanto! Un conto è essere sposa del Re del Cielo, altro conto è essere moglie di un uomo della terra: non c'è paragone! Io ti chiedo solo di pregare il Signore di farti capire la sua volontà. Tra coloro che mi hanno scritto ci sono anche varie persone (in prevalenza donne) che rimpiangono di essersi sposate e di non aver approfondito in gioventù la possibilità di abbracciare la vita religiosa. Tu sei ancora in tempo per riflettere attentamente ed eleggere lo stato di vita al quale ti chiama il Signore. Durante le prossime vacanze sarebbe ottima cosa poter trascorrere alcuni giorni in qualche convento fervoroso e osservante. Immersa nella preghiera e nella meditazione sarà più facile poter ascoltare ciò che Iddio vuole da te.

Ti consiglio di fare l'orazione mentale, la quale consiste nel dedicare alcuni minuti della giornata nel pensare alla maestà della Santissima Trinità, alla dolorosa Passione del Redentore, all'amore di Dio per noi, ai novissimi o ad altri misteri di fede, e inframmezzare questa meditazione con devote frasi piene d'amore rivolte a Gesù buono e anche alla nostra Mamma del Cielo. Per allenare l'anima al sacrificio e al combattimento spirituale, è buona cosa fare ogni giorno qualche mortificazione, ad esempio rinunciare a mangiare una caramella, ad usare l'ascensore e l'automobile, ad ascoltare una canzone, a leggere subito una lettera che si è appena ricevuta, a guardare un film lecito, a discolparti quando ricevi un rimprovero, ecc. Per quanto riguarda la tristezza che senti nel cuore, puoi trovare facilmente conforto buttandoti tra le braccia di Gesù buono. Solo Dio può consolarci nei momenti di dolore.

Carissima sorella in Cristo, spero tanto di esserti stato di qualche utilità. Per me è una grande gioia poter essere di aiuto alle persone che vogliono amare Dio, pertanto non esitare a scrivermi ogni volta che ne sentirai il bisogno.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,

Cordialiter

domenica 18 giugno 2017

Lasciare tutto per seguire Gesù

Ripubblico volentieri la testimonianza che mi scrisse una ragazza al ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid nel 2011.


Caro Cordialiter,
da poco sono tornata dal pellegrinaggio in Spagna. Ringrazio Dio per aver potuto partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid.

Durante la Veglia a Cuatro Vientos risuonava un unico coro di più di un milione e mezzo di giovani che gridava “Questa è la gioventù del Papa!”. Come sai quella sera, appena il Santo Padre ha iniziato il suo discorso, è iniziato a piovere, ma più pioveva e più gridavamo e ci rallegravamo. È stata una grande benedizione dal Cielo!

Ciò che più mi ha colpito invece, è stato il silenzio che improvvisamente si è fatto quando il Santo Padre ha esposto il Santissimo Sacramento. Che gioia vedere tanti giovani adorare silenziosamente Gesù Eucaristico, tra l’altro erano state allestite varie tende – cappella con la possibilità di continuare l’Adorazione durante la notte. In quel momento ho pregato tanto per te, per le lettrici del blog e per tutti i giovani che stanno pensando alla vita religiosa, sono sicura che dopo la GMG tanti ragazzi e ragazze lasceranno il mondo per consacrarsi al Signore.

Ti ringrazio per il bene che attraverso il blog stai facendo a tante anime e ti incoraggio a continuare accompagnandoti con le nostre preghiere. Ti chiedo di pubblicare questa piccola mail, e a tutte le ragazze che si sentono chiamate alla vita religiosa ricordo le parole del Santo Padre durante la Veglia di preghiera del 20 agosto 2011:

“…Non abbiate paura del mondo, né del futuro, né della vostra debolezza… Vale la pena accogliere nel nostro intimo la chiamata di Cristo e seguire con coraggio e generosità il cammino che ci propone!... Che bello è sapere che Gesù ti cerca, fissa il suo sguardo su di te, e con la sua voce inconfondibile dice anche a te: «Seguimi!» (cfr Mc 2,14).” [LEV]

Coraggio! Solo per Cristo vale la pena lasciare tutto!

In Gesù e Maria,
(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                           ti ringrazio per la bella testimonianza che mi hai inviato. Anche io spero ardentemente che molte persone che hanno partecipato alla GMG decidano di abbandonare il mondo traditore e di donarsi a Dio in qualche ordine religioso fervoroso e zelante del bene delle anime, come l'istituto delle “Serve del Signore e della Vergine di Matarà”, dette anche “Servidoras”. Alle ragazze che in seguito alla Giornata Mondiale della Gioventù si sentono attrarre da Gesù in un ordine di vita attiva e missionaria, consiglio di fare un'esperienza vocazionale presso le Servidoras (ai maschi consiglio l'Istituto del Verbo Incarnato). Possono contattare queste zelanti suore (tra l'altro in maggioranza giovani), scrivendo all'indirizzo: vocazione@servidoras.org

Rilancio volentieri la tua esortazione finale: “Coraggio! Solo per Cristo vale la pena lasciare tutto!”

In Cristo Redentore e in Maria Corredentrice,

Cordialiter

venerdì 16 giugno 2017

Vocazione religiosa

Da quando nell'estate del 2010 ho aperto il blog sulla vocazione religiosa, ho ricevuto numerose lettere da parte dei lettori. Alcuni hanno abbandonato il mondo e sono entrati in ordini religiosi fervorosi e osservanti, ma ce ne sono tanti altri che stanno ancora decidendo cosa fare. Vi confesso che sono un po' preoccupato, perché il nemico del genere umano fa di tutto pur di distogliere le anime dall'abbracciare la vita religiosa. Lui sa benissimo che coloro che entrano in un convento fervoroso e osservante, non solo si salveranno l'anima quasi certamente, ma si impegneranno anche a salvare tante altre anime con la preghiera e con altre forme di apostolato. Quindi il demonio tenta di seminare dubbi e incertezze con la speranza di far perdere la vocazione a coloro che sono stati chiamati dal Signore.

Quando una persona comprende di avere la vocazione, deve darsi da fare per cercare di adempierla al più presto, così come insegnano San Tommaso d'Aquino e Sant'Alfonso Maria de Liguori. Purtroppo, molte persone tentennano un po' troppo, cioè non si decidono a dare l'addio al mondo e ad entrare in convento. A dir la verità, i maschi mi sembrano più decisi, mentre tra le donne è più facile trovare coloro che trovano mille motivi per ritardare il momento di prendere una decisione. Chi non vuole lasciare gli amici, chi non vuole lasciare il lavoro, chi non vuole lasciare il fidanzato, chi non vuole lasciare le comodità di casa... sembra quasi che ogni scusa sia buona pur di prendere tempo. Viene voglia di piangere: mentre Gesù buono con tanto amore li ha prediletti e chiamati ad una vita più evangelica e di maggiore perfezione, costoro preferiscono restarsene nel mondo in mezzo a tante distrazioni, tentazioni e dissipazioni. Che ingratitudine!

Il Redentore Divino ha dimostrato il suo amore per il genere umano patendo una morte atroce inchiodato in croce per espiare i nostri peccati. Almeno per gratitudine bisognerebbe rispondere senza indugi alla vocazione religiosa. L'amore con amor si paga.

giovedì 15 giugno 2017

Il sacerdote deve zelare il bene delle anime, senza pensare ad arricchirsi

[Riporto un interessante brano tratto dall'Enciclica “Ad catholici sacerdotii” di Papa Pio XI]

Guai se il sacerdote, dimentico di sì divine promesse, cominciasse a mostrarsi "avido di turpe lucro" e si confondesse con la turba dei mondani, su cui geme la Chiesa insieme con l'Apostolo: "Tutti pensano alle cose loro, non a quelle di Gesù Cristo". In tal caso, oltre il mancare alla sua vocazione, raccoglierebbe il disprezzo del suo stesso popolo, il quale riscontrerebbe in lui una deplorevole contraddizione tra la sua condotta e la dottrina evangelica così chiaramente espressa da Gesù e che il sacerdote deve annunziare: "Non cercate di accumulare tesori sopra la terra, dove la ruggine e il tarlo li consumano e dove i ladri li dissotterrano e li rubano; procurate invece di accumulare tesori nel cielo". Se si pensa che uno degli Apostoli di Cristo, uno dei Dodici, come mestamente notano gli Evangelisti, Giuda, fu condotto all'abisso dell'iniquità appunto dallo spirito di cupidigia delle cose terrene, ben si comprende come questo medesimo spirito abbia potuto arrecare tanti danni alla Chiesa attraverso i secoli: la cupidigia, che dallo Spirito Santo è detta "radice di tutti i mali", può trascinare a qualunque delitto; e quando anche non arrivi a tanto, di fatto un sacerdote infetto da tale vizio, consciamente o inconsciamente fa causa comune coi nemici di Dio e della Chiesa e coopera ai loro iniqui disegni.

E invece il sincero disinteresse concilia al sacerdote gli animi di tutti, tanto più che con questo distacco dai beni terreni, quando viene dall'intima forza della fede, va sempre congiunta quella tenera compassione verso ogni sorta d'infelici, che trasforma il sacerdote in un vero padre dei poveri, nei quali egli, memore di quelle commoventi parole del suo Signore: "Ogni volta che avete fatto qualche cosa per uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatta a me", con affetto singolare vede, venera e ama Gesù Cristo stesso.

mercoledì 14 giugno 2017

Blog di spiritualità cristiana

Ricordo che oltre al blog vocazionale, aggiorno quotidianamente anche un altro blog sulla spiritualità cristiana: http://cordialiter.blogspot.it/









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Attratta dalla clausura

Tempo fa una giovane lettrice del blog mi ha confidato di sentirsi attrarre dalla vita monastica...

Carissimo fratello,
                                ho continuato a seguire il tuo blog che mi ha arricchito e cambiato giorno per giorno. Cambiata perché ora la clausura non mi fa più paura, anzi mi attrae sempre più. Ricordi, io sono quella che si sentiva attratta dalla vita apostolica nel mondo, ma era solo un modo per nascondere la mia vera chiamata, il luogo a cui sono destinata e da cui sono scappata fino ad ora. Forse volevo solo forzare un'altra vocazione che non mi appartiene anche se mi sarebbe piaciuta. :) Ma se Dio, il mio futuro Sposo, mi vuole in un monastero di clausura, obbedirò senza esitazione. :) Eh sì mio caro fratello, mi sto arrendendo al suo Amore ammettendo la mia fragilità.

Grazie perché Dio ha usato anche te per mostrarmi il suo volere. A presto.

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                      è davvero consolante sapere che esistono ancora giovani ragazze così innamorate del Redentore Divino, da sospirare il giorno in cui potranno unirsi a Lui in un monastero. Purtroppo, tante tue coetanee pensano invece a fare carriera, ad avere successo nel luccicante mondo dello spettacolo, ad accumulare beni materiali, a divertirsi in maniera sfrenata in discoteca, ecc.

Noi siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio, in attesa di unirci a Lui in Cielo. Le gioie mondane sono solo vanità delle vanità. Sono contento che il tuo direttore spirituale ha visto in te la chiamata alla vita religiosa, dunque non si tratta di una tua immaginazione. Adesso però devi amare Gesù buono con un amore speciale, devi essergli grata per averti prescelta tra tante altre ragazze migliori di te. Troppo grande sarebbe la tua ingratitudine se non lo amassi con tutto il tuo cuore. E chi altro potresti amare all'infuori di Lui? Non conosco nessun altro uomo che si lascerebbe flagellare, coronare di spine e inchiodare alla croce per dimostrarti il suo amore.

Per vivere "incarcerata" in un monastero di clausura è necessario essere follemente innamorata di Gesù buono, ma se Lui ti sta chiamando alla vita contemplativa ti darà anche gli aiuti spirituali per poterla abbracciare. Fortunatamente nella tua zona ci sono alcuni monasteri di clausura fervorosi, spero che tu possa fare presto un'esperienza vocazionale. Essendo ancora una secolare potrebbero non farti soggiornare all'interno della clausura, tuttavia anche nella foresteria ti sarà possibile assaporare il raccoglimento e la vita devota. Inoltre potrai avere dei lunghi dialoghi spirituali nel parlatorio, anche se sarai divisa dalle suore da una grata. A mio avviso le suore di clausura sono le donne più felici della terra, poi mi dirai se avrai avuto la stessa impressione.

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

martedì 13 giugno 2017

Le virtù teologali, le virtù morali, e i doni dello Spirito Santo

Riporto un interessante scritto del dotto Padre Adolphe Tanquerey.

a) [Le virtù teologali] hanno Dio per oggetto materiale e qualche attributo divino per oggetto formale. La fede ci unisce a Dio, suprema verità, e ci aiuta a veder tutto e a tutto giudicare alla divina sua luce. La speranza ci unisce a Colui che è la sorgente della nostra felicità, sempre pronto a versare su noi le sue grazie per compiere la nostra trasformazione ed aiutarci col suo potente soccorso a fare atti di confidenza assoluta e di filiale abbandono. La carità ci eleva a Dio sommamente buono in se stesso; e, sotto il suo influsso, noi ci compiacciamo delle infinite perfezioni di Dio più che se fossero nostre, desideriamo che siano conosciute e glorificate, stringiamo con Lui una santa amicizia, una dolce familiarità e così diventiamo ognor più a lui somiglianti. Queste tre virtù teologali ci uniscono dunque direttamente a Dio.

 b) Le virtù morali, che hanno per oggetto un bene onesto distinto da Dio e per motivo l'onestà stessa di quest'oggetto, favoriscono e perpetuano questa unione con Dio, regolando le nostre azioni in modo che, non ostante gli ostacoli che si trovano dentro e fuori di noi, tendano continuamente verso Dio. Così la prudenza ci fa scegliere i mezzi migliori per tendere al nostro fine soprannaturale. La giustizia, facendoci rendere al prossimo ciò che gli è dovuto, santifica le nostre relazioni coi nostri fratelli in modo da avvicinarci a Dio. La fortezza arma l'anima nostra contro la prova e la lotta, ci fa sopportare con pazienza i patimenti e intraprendere con santa audacia le più rudi fatiche per procurare la gloria di Dio. E, poichè il piacere colpevole ce ne distoglierebbe, la temperanza modera il nostro ardore pel piacere e lo subordina alla legge del dovere. Tutte queste virtù hanno dunque per ufficio di allontanare gli ostacoli e anche di somministrarci mezzi positivi per andare a Dio.


Dei doni dello Spirito Santo.

[...]

I doni, senza essere più perfetti delle virtù teologali e specialmente della carità, ne perfezionano l'esercizio. Così il dono dell'intelletto ci fa penetrare più addentro nelle verità della fede per scoprirne i reconditi tesori e le arcane armonie; quello della scienza ci fa considerare le cose create nelle loro relazioni con Dio. Il dono del timore fortifica la speranza, staccandoci dai falsi beni di quaggiù, che potrebbero trascinarci al peccato e ci accresce quindi il desiderio dei beni celesti. Il dono della sapienza, facendoci gustare le cose divine, aumenta il nostro amore per Dio. La prudenza è grandemente perfezionata dal dono del consiglio, che ci fa conoscere, nei casi particolari e difficili, ciò che è o non è espediente di fare. Il dono della pietà perfeziona la virtù della religione, che si connette colla giustizia, facendoci vedere in Dio un padre che siamo lieti di glorificare per amore. -- Il dono della fortezza compie la virtù dello stesso nome, eccitandoci a praticare ciò che vi è di più eroico nella paziente costanza e nell'operare il bene. Infine il dono del timore, oltre che facilita la speranza, perfeziona pure in noi la temperanza, facendoci temere i castighi e i mali che risultano dall'amore illecito dei piaceri.

(Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Desclée & Co., 1928) 

lunedì 12 giugno 2017

Farsi frate

Ripubblico la lettera di un gentile lettore del blog che sentiva il desiderio di "diventare frate".

Carissimo blogger,
                                  mi chiamo [...], ho scoperto con molto piacere il tuo blog e quasi ogni giorno leggo le lettere che pubblichi, sei molto incoraggiante. Ti scrivo per esporti alcuni miei bisogni spirituali, in pratica da molti mesi ormai la mia meditazione quotidiana si protrae sullo stesso punto: la scelta dello stato di vita.

Sono molto combattuto, forse a causa della mia età (30 anni), mi chiedo se veramente il Signore mi sta chiamando oppure è il nemico che mi sta tentando. Certo, pensare di dedicare la propria vita a totale servizio di Cristo mi infiamma tantissimo il cuore, ma nel contempo non ti nascondo di sentire forti i legami che mi tengono attaccato al mondo. Questo mi impaurisce molto… e penso di non essere all’altezza, di non essere capace di lasciare tutto…

Ogni giorno recitando il Rosario chiedo alla Vergine S.S. di aiutarmi nella scelta, ma ancora non riesco ad afferrare bene la Volontà di Dio. Ho fatto due esperienze vocazionali presso i [...], lo scorso anno, mi hanno molto aiutato, il loro convento più vicino però dista quasi 300 km dalla zona in cui vivo, mi risulta un po’ scomodo. […] Sono angustiato dalla paura di sbagliare la scelta dello stato, e preoccupato di passare la mia vita in uno stato non perfetto.

Noto nelle tue lettere una forte capacità nel sostenere i giovani in ricerca, per questo ti chiedo di aiutarmi a risolvere questa situazione, e nel contempo approfitto ancora della tua bontà chiedendoti di segnalarmi un buon Sacerdote della mia zona da eleggere a Direttore Spirituale.

Nel chiedere un ricordo nelle tue Preghiere, ti saluto fraternamente in Corde Matris,

(lettera firmata)

Carissimo fratello in Cristo,
                                              fai benissimo a cercare di capire qual è la volontà di Dio su di te. L'elezione dello stato di vita è una scelta di fondamentale importanza. Così come in un orologio ad ingranaggi se si guasta la ruota maestra non può più funzionare correttamente, così colui che sbaglia il proprio stato di vita condurrà un'esistenza squilibrata poiché gli verranno a mancare gli aiuti spirituali che Dio gli aveva preparato nello stato in cui lo chiamava.

A 30 anni sei ancora in tempo per abbracciare lo stato di vita religioso. La vocazione ad uno stato di vita più perfetto non è un evento raro, anzi diceva Don Bosco che un terzo dei giovani porta nel cuore i germi della chiamata divina, la quale più che in un sentimento del cuore o in una sensibile attrattiva, è riscontrabile principalmente nella retta intenzione di chi aspira alla vita religiosa. Chi desidera diventare frate per il nobile motivo di consacrarsi al servizio di Dio e alla salvezza delle anime, vivendo con fervore cristiano la Regola del proprio ordine, costui mostra di avere dei segni tipici di una sincera vocazione.

Sono contento che tu abbia avuto delle esperienze di vita religiosa in uno dei migliori ordini presenti in Italia, non uno di quelli rilassati che vive in maniera radicalmente diversa dal proprio Fondatore. In un buon ordine è facile raggiungere la santità. Ti incoraggio a proseguire con ardore il cammino di discernimento che stai percorrendo. Il mondo con le sue lusinghe tenterà in tutti i modi di farti desistere, ma il cristiano deve avere l'animo di un combattente che una volta iniziata la battaglia continua a lottare fino alla vittoria finale. La vita dell'uomo è un continuo combattimento spirituale contro i nemici dell'anima. In questo momento tu stai combattendo l'importantissima battaglia dell'elezione dello stato di vita, che potrebbe essere una battaglia “determinante” per le sorti della salvezza eterna della tua anima. Coraggio! solo chi rimane fedele a Cristo Re sino all'ultimo respiro, riceverà la palma dell'imperitura vittoria.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Redentore e Maria Mediatrice di tutte le grazie.

Cordialiter

domenica 11 giugno 2017

Confidarsi con Gesù

Quando si riceve la Comunione, è molto bello poter dire parole d'amore a Gesù realmente presente nel Santissimo Sacramento con tutto il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità.

Caro Cordialiter,
                              grazie per la tua risposta. […] Tra una settimana andrò in vacanza, i tuoi articoli sulla vocazione mi mancheranno. Per quanto riguarda la mia vocazione, mi sento abbastanza indegna della vita religiosa. Con tutti i miei peccati e i miei difetti, non sono una bella sposa per Gesù. Mi chiedo quando inizierò a fare passi concreti nel cammino spirituale, quando cesserò di essere vile. E' una guerra contro me stessa. Una delle cose che mi incoraggiano è l'esempio dei santi che, dopo aver condotto una vita cattiva, si sono convertiti al Signore. Voglio essere una di loro! Vedo come un segno della mia vocazione il desiderio di Dio sin dalla mia infanzia. Quando io Lo amo, sono felice; quando non Lo amo, soffro, e tanto quanto il mio amore è freddo, la mia sofferenza è grande.

[…] Prega per me, perché il Signore mi dia il coraggio di fare ciò che Egli desidera da me!

Io continuo a pregare per te e ti saluto di tutto cuore!

(Lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                               ti ringrazio di cuore per tutto l'aiuto che mi hai dato in questi mesi. Non è facile in questo mondo trovare delle persone generose come te, mi hai donato molte ore del tuo prezioso tempo libero traducendo numerosi post vocazionali. Come potrò ricompensarti? Se potrò fare qualcosa per te, la farò molto volentieri, ti sono debitore.

Il desiderio che senti nel tuo cuore di donarti a Dio abbracciando la vita religiosa è semplicemente meraviglioso. Ti incoraggio a perseverare nel discernimento vocazionale! Non devi temere di essere “indegna”, perché Gesù non sceglie le sue spose in base ai meriti. La vocazione è un puro dono d'amore da parte di Dio. Devi sempre avanzare nel cammino di perfezione cristiana, senza arrenderti mai di fronte alle avversità. Non preoccuparti eccessivamente dei peccati commessi, infatti il Signore è infinitamente buono e ci perdona volentieri quando ci confessiamo con sincero pentimento. Il diavolo non vuole che tu viva in maniera cristiana, per questo motivo cerca di allontanarti da Gesù facendoti cadere nella tristezza e nello scoraggiamento. Quando una persona è scoraggiata e demoralizzata, per il diavolo è facile allontanarla dalla preghiera e dalla Comunione. Non devi cadere in questa trappola.

Tu non puoi più vivere senza Gesù, perché quando il tuo amore per Lui è freddo, c'è tanta sofferenza nel tuo cuore. Devi amare assai Gesù, però nel mondo ci sono tante distrazioni e tentazioni; ecco perché spero tanto che il Signore possa prenderti tutta per Sé facendoti abbracciare la vita religiosa in un monastero osservante. Lì sarà facile per te vivere il cristianesimo in maniera fervorosa, lì potrai pensare solo ad amare Dio con tutto il cuore, senza distrarti con le vanità della terra.

Il diavolo non vuole che tu fai la Comunione, perché in questo modo ti unisci totalmente a Gesù: Lui diventa tutto tuo, e tu diventi tutta Sua. Quando Gesù è dentro di te, devi dirgli parole d'amore, devi dirgli che lo ami e che lo vuoi amare ancora di più perché Lui lo merita, devi confidargli che sei disposta a donargli la tua vita, che vuoi amare solo Lui, che vuoi che tutte le anime lo amino, che Lui regni su tutti i cuori degli uomini, che tutte le anime si salvino e vadano in Cielo ad amarlo per sempre, che preferisci morire anziché commettere anche un solo peccato con piena avvertenza, ecc.

Durante le vacanze non dimenticarti mai di meditare spesso sulla vita religiosa. Quando la mattina ti svegli, il tuo primo pensiero deve essere un atto d'amore a Gesù buono, devi chiedergli di accrescere in te il desiderio di consacrarti a Lui entrando in un buon istituto religioso. E non dimenticarti di affidarti ogni giorno alla Beata e Gloriosa Vergine Maria, infatti insegnano San Bernardo e Sant'Alfonso che è moralmente impossibile salvarsi l'anima senza avere una tenera devozione verso la Madre di Gesù e Madre nostra.

Ti saluto fraternamente in Cristo Redentore e in Maria Corredentrice del genere umano e Mediatrice universale di tutte le grazie,

Cordialiter

sabato 10 giugno 2017

Salvezza eterna delle anime

Riporto alcuni brani di una lettera che Santa Teresa di Lisieux scrisse nel marzo del 1888 a Madre Agnese di Gesù (sua sorella Paolina).

Mia cara Paolinetta,
                                   […] una goccia di fiele si mescola sempre alle nostre gioie, ma m'accorgo pure che le prove ci aiutano molto a staccarci dalla terra. Ci fanno guardare più in alto, al di là di questo mondo. Quaggiù nulla ci può soddisfare. Non si può gustare un po' di riposo fuorché nell'essere pronti a fare la volontà di Dio.

[…] Credimi, Paolina, quando Gesù mi avrà deposto sulla riva del Carmelo, voglio donarmi tutt'intera a lui, non voglio vivere che per lui. Oh! no, i suoi colpi non mi faranno paura perché, anche quando le sofferenze sono più amare, si sente sempre che è la sua dolce mano che colpisce. L'ho sperimentato bene a Roma nel momento in cui tutto mi avrebbe fatto credere che la terra fosse lì lì per sparire sotto i miei piedi.

Non bramo che una cosa quando sarò al Carmelo, di soffrire sempre per Gesù. La vita passa così presto che veramente vale di più avere una corona bellissima e un po' di patire, che averne una ordinaria, senza patire. Che cos'è una piccola sofferenza sopportata con gioia, quando penso che per tutta l'eternità si potrà amare più perfettamente il buon Dio! Inoltre, soffrendo, si possono salvare le anime. Ah! Paolina, quanto sarei felice se al momento della mia morte potessi avere un'anima da offrire a Gesù! Sarebbe un'anima di più strappata al fuoco dell'inferno per benedire Dio tutta l'eternità…

Mia cara sorellina, vedo che non ti ho parlato ancora della tua lettera, che pure m'ha procurato tanto piacere. Sono così felice, Paolina, che il buon Dio mi abbaia dato una sorella come te. Spero che tu pregherai per la tua figliolina, affinché corrisponda alle grazie che Gesù ama farle così generosamente. […] Celina ti abbraccia tanto. Questa povera sorellina ha male ad un piede e credo che non potrà recarsi ai vespri. Quasi tutti sono malati a casa dello zio. La vita è proprio piena di guai, e non è facile che il cuore ci s'attacchi.

Addio, Paolina Cara, mia confidente. Arrivederci al lunedì di Pasqua, ma soprattutto al 9 aprile! [data fissata per la sua entrata in monastero n.d.r.] Abbraccia per me nostra Madre.

Teresa

["Gli Scritti" di S. Teresa di Gesù Bambino, Edizioni OCD, traduzione a cura di Dante Giovannini].

venerdì 9 giugno 2017

Le persone non sposate devono vivere in castità

Riporto una bella lettera che mi ha scritto una ragazza sul tema della purezza.

Caro D.,
              ti ringrazio per aver risposto alla mia lettera, mi ha fatto molto bene leggere le tue parole, farò tesoro dei preziosi consigli che mi hai dato. Leggerò sicuramente e al più presto le letture che mi hai consigliato. Amo leggere tutto ciò che riguarda Gesù, Maria e i Santi, infatti ho anche trovato il tempo per leggere il Vangelo, che sta diventando una cosa di cui non posso fare a meno. Ogni volta che ho qualche perplessità, dubbio, problema o semplicemente ho bisogno di sentire la parola di Dio, lo apro e sento infondermi coraggio e speranza.

Come mi hai detto, e come già avevo intenzione di fare, continuerò a recitare il Rosario e ad amare la Madonna. Sai, fin quando ero piccola io vedevo (come penso tutti i bambini) mia mamma pura e perfetta come Maria, ma in seguito, crescendo, mi sono resa conto che quella era una mia convinzione. Allora ho cominciato a chiedere a Dio perché non mi avesse dato una mamma pura come pensavo di avere, e alla fine cosa è successo? Mi sono accorta che in realtà Dio me l’aveva data eccome una mamma, anzi La Mamma, purissima, buonissima e perfetta e che questa Mamma era la sua stessa Mamma! Io so che se sentiamo Maria come Madre e Dio come Padre allora non dobbiamo temere niente, e infatti io mi sto impegnando ogni giorno di più a considerarLi tali.

Sei il primo ad approvare il mio stile di vita. La maggioranza delle persone (tra cui i miei parenti più stretti) mi dicono che dovrei uscire, adattarmi agli altri e ai loro discorsi, cercare di parlare di più con i miei compagni. Io invece mi sento davvero bene e in pace solo quando non faccio tutto ciò, perché so che queste cose mi allontanerebbero da Dio, e questa è l’ultima cosa che voglio. Loro pensano che mi sento sola, ma non è così: come potrei sentirmi sola se ho sempre la compagnia della Madonna e di Gesù? Credo che quelle persone piene di amicizie frivole e che si adeguano a questa società siano veramente sole, e felici solo in apparenza.

Fin da quando ero alle medie ho sempre provato una sorta di serenità al pensiero di rimanere vergine e tuttora sono spinta a mantenere questa purezza. Al contrario delle mie compagne di classe che aspettano solo l’occasione di perdere la loro verginità (quelle che ancora non l’hanno persa) io ho il fermo desiderio di rimanere vergine il più a lungo possibile, e anche per sempre se Dio lo vorrà. Amo la purezza al punto che pochi giorni fa sono scoppiata a piangere quando ho sentito un ragazzo dire di essere felice di essere schiavo della lussuria, quasi screditando la Chiesa che definisce la lussuria uno dei peccati gravi, perché so bene che i lussuriosi, se non si pentono, si dannano finendo col decretare da sé la loro fine. E purtroppo conosco molta gente schiava della lussuria e non sai come vorrei che abbandonassero questo vizio.

[…] Grazie per il tuo augurio, se Gesù vorrà io sarò ben felice di divenire sua sposa. Tutto ciò che voglio è fare la volontà di Dio.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   sono contento che sei “allergica” alle discoteche e a tutti i ritrovi mondani. Spero con tutto il cuore che tu possa perseverare su questa strada! La mentalità del mondo è opposta a quella del Vangelo, e noi dobbiamo impegnarci solo a piacere a Gesù buono, mentre le critiche che riceviamo dai mondani non meritano nemmeno di essere prese in considerazione. A che vale ricevere la stima e l'approvazione dei seguaci del mondo, se poi si perde l'anima? Solo Dio può rendere felici i nostri cuori.

Io non conosco gli arcani disegni del Redentore Divino su di te, ma spero sinceramente che voglia prenderti tutta per Sé facendoti abbracciare la vita religiosa. Nel mondo ci sono tante tentazioni, distrazioni e dissipazioni che rischiano di soffocare la vita spirituale nelle anime. Invece in un convento fervoroso e osservante è più facile dedicarsi alla vita devota e ad amare Dio con tutto il cuore.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

giovedì 8 giugno 2017

Il sacerdote non può salvare le anime senza mirare alla santità

Di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932).



A) Santificare e salvare le anime, tal è il dovere del proprio stato per un sacerdote. Quando Gesù sceglie gli apostoli, li sceglie per farne pescatori d'uomini "faciam vos fieri piscatores hominum"; perchè producano in sè e negli altri copiosi frutti di salute: "Non vos me elegistis, sed ego elegi vos ut eatis et fructum afferatis et fructus vester maneat". A questo fine devono predicare il Vangelo, amministrare i sacramenti, dar buon esempio e pregar con fervore.

Ora è di fede che ciò che converte e santifica le anime è la grazia di Dio; noi non siamo che strumenti di cui Dio si degna servirsi ma che non producono frutto se non in proporzione della loro unione colla causa principale, instrumentum Deo conjunctum. Tal è la dottrina di S. Paolo: "Io piantai, Apollo irrigò, ma Dio fece crescere. Quindi nè chi pianta è qualchecosa, nè chi irriga, ma chi fa crescere, Dio: Ego plantavi, Apollo rigavit, sed Deus incrementum dedit; itaque neque qui plantat est aliquid neque qui rigat; sed qui incrementum dat, Deus". D'altra parte è certo che questa grazia s'ottiene principalmente con due mezzi, con la preghiera e col merito. Nell'uno e nell'altro caso noi otteniamo tanto maggiori grazie quanto più siamo santi, più ferventi, più uniti a Nostro Signore [...]. Se dunque il dovere del nostro stato è di santificar le anime, vuol dire che dobbiamo prima santificar noi stessi: "Pro eis ego sanctifico meipsum ut sint et ipsi sanctificati in veritate".

B) Arriviamo del resto alla stessa conclusione, facendo passare i principali mezzi di zelo, cioè la parola, l'azione, l'esempio e la preghiera.

a) La parola non produce salutari effetti se non quando parliamo in nome e nella virtù di Dio, "tamquam Deo exhortante per nos". Così fa il sacerdote fervoroso: prima di parlare, prega affinchè la grazia avvivi la sua parola; parlando, non mira a piacere ma a istruire, a far del bene, a convincere, a persuadere; e perchè il suo cuore è intimamente unito a quello di Gesù, fa vibrar nella voce un'emozione, una forza di persuasione, che scuote gli uditori; e perchè, dimenticando sè stesso, attira lo Spirito Santo, le anime restano tocche dalla grazia e convertite o santificate. Un sacerdote mediocre invece non prega che a fior di labbra, e perchè cerca sè stesso, per quanto si venga sbracciando, non è spesso che un bronzo sonoro o un cembalo fragoroso, "æs sonans aut cymbalum tinniens".

b) Il buon esempio non può essere dato che da un sacerdote sollecito del suo progresso spirituale. Allora può con tutta fiducia invitare, come S. Paolo, i fedeli a imitar lui come egli si studia d'imitar Cristo: "Imitatores mei estote sicut et ego Christi". Vedendone la pietà, la bontà, la povertà, la mortificazione, i fedeli dicono: è un sacerdote convinto, un Santo; lo rispettano e si sentono tratti ad imitarlo: verba movent, exempla trahunt. Un sacerdote mediocre potrà essere stimato come un brav'uomo; ma si dirà: fa il suo mestiere come noi facciamo il nostro; e il ministero ne sarà poco o punto fruttuoso.

c) Quanto alla preghiera, che è e sarà sempre il più efficace mezzo dello zelo, qual differenza tra il sacerdote santo e il sacerdote ordinario? Il primo prega abitualmente, costantemente, perchè le sue azioni, fatte per Dio, sono in sostanza una preghiera; non fa nulla, nè dà consiglio, senza riconoscere la propria incapacità e pregar Dio di supplirvi con la sua grazia. Dio copiosamente gliela concede "humilibus autem dat gratiam", e il suo ministero è fruttuoso. Il sacerdote ordinario prega poco e prega male; quindi anche il ministero ne è sterile.

Chi dunque vuol efficacemente lavorare alla salute delle anime, deve sforzarsi di quotidianamente progredire: la santità è l'anima dell'apostolato.




[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]

mercoledì 7 giugno 2017

Discorso a una ragazza che si fa suora

Sant'Alfonso Maria de Liguori scrisse un edificante discorso da fare a una ragazza che entra in monastero. Per leggerlo, cliccate qui.

martedì 6 giugno 2017

Dio può chiamare anche ex peccatori

Ripubblico la lettera di una lettrice del blog che mi chiese se Gesù può chiamare alla vita religiosa anche una peccatrice pentita.

Ciao, mi chiamo […] e ho 26 anni. È davvero molto bello il tuo blog, e anche io vorrei chiederti un consiglio. Ho incontrato Gesù quando ero piccola, e nella mia vita faccio parte di un gruppo cattolico, ogni settimana ci incontriamo e preghiamo insieme. Il Signore mi ha dato tante grazie e doni, e io da piccola ho sempre sentito di essere sua sposa e nel mio cuore avevo fatto la mia promessa, ma poi mi sono lasciata andare alle cose del mondo fino a commettere peccati mortali, e in parallelo continuavo a fare il mio cammino di preghiera, pentendomi e confessandomi, per poi ricadere. Mi resi conto che ero legata e schiava, e per questo non riuscivo a liberarmene. Appena cadevo soffrivo e mi angosciavo perché consapevole di ciò che avevo fatto. Una settimana fa, in un periodo in cui non pregavo più e non mi confessavo da tanto tempo, ho sentito qualcuno che mi chiamava. Non so spiegarlo ma ho sentito una voce interiore così all'improvviso, e sono corsa in chiesa. Lì, guardando Gesù negli occhi del quadro, ho sentito tutta la mia indegnità, i miei crimini, i miei orrori, e sembrava che Gesù piangesse per il male che gli ho fatto. Ho pianto amare lacrime e sentivo che ormai ero dell'inferno e che non meritavo il suo amore. Sono stata in preda a tormenti interiori e a pensieri come ad esempio che ormai per me in paradiso non c'era più posto, che non sono degna di niente. Ma dentro di me sentivo anche che volevo il cielo, che volevo amare Gesù  veramente, che il mondo non è niente e che il tutto è Gesù. E in mezzo a questi pensieri dentro di me c'era un desiderio di santità e un desiderio di consacrarmi a Lui, misto a pensieri del tipo: “È impossibile che Gesù vuole una sposa del genere, che ha commesso peccati mortali”. Alcuni giorni dopo sono andata a visitare una Basilica, e lì ho visto i confessori che confessavano...andavo avanti e indietro indecisa se confessarmi o no, perché non avevo il coraggio di confessare i miei peccati, e ho chiesto a Gesù di aiutarmi a fare una buona Confessione. Appena inginocchiata ho detto a fatica i miei peccati, non perché non volevo, ma perché per il dolore che provavo non riuscivo a parlare, avevo il fiato rotto. […] Non puoi capire come mi sono sentita felice appena finita la Confessione, e sono corsa davanti a Gesù Sacramentato, e lì ho pianto come non mai. Sentivo davvero tutto il dolore dei miei peccati e allo stesso tempo ero felice. Ora sto andando a Messa tutti i giorni e sto chiedendo a Gesù la grazia di riavere il dono della purezza. Ogni tanto i brutti pensieri tornano in mente, ma ora so come fare per mandarli via. Gesù attraverso la Confessione mi ha fatto tornare con i piedi per terra e ho capito che devo amarlo e servirlo nelle cose semplici. […] Intanto il desiderio di consacrarmi in un monastero ce l'ho sempre...devo andare a parlare con un frate che conosco e che può diventare il mio direttore spirituale, al quale voglio dire anche questa cosa che sento...ma Gesù può chiamare alla vita religiosa anche me che ho commesso peccati mortali? Tu hai molta esperienza spirituale e voglio che con me tu sia sincero.

Grazie e continua così!


Carissima sorella in Cristo,
                                            mi è piaciuta molto la tua lettera vocazionale! È commuovente pensare all'infinita Misericordia di Gesù buono, il nostro amorevole Redentore. Sono felicissimo di sapere che ormai ti sei arresa al suo amore per te, e che desideri diventare sua casta sposa. Nessun uomo della terra potrà mai amarti con un amore più grande di quello che Gesù ha per te. Il mondo è traditore, promette di far felici i suoi seguaci, e invece li rende schiavi e infelici. In realtà siamo stati creati per amare Dio, e solo in Lui possiamo trovare la pace e la vera gioia. 

Prima di confessarti hai subito una terribile tentazione che voleva indurti a credere che per te non c'era più speranza di salvezza, e che ormai eri destinata alla dannazione eterna. Ricordati di una cosa: la Misericordia di Dio è più grande di tutti i peccati degli umani messi assieme. Il Signore è felicissimo di perdonare il peccatore pentito, perché Lui ci ama assai e vuole ardentemente il nostro vero bene. Se non ci avesse amato assai, non sarebbe venuto sulla terra per redimerci offrendosi sulla croce come vittima di espiazione per i nostri peccati. Comprendo la grande gioia che hai provato dopo aver ricevuto l'assoluzione sacramentale, è una cosa che ordinariamente sperimentano tutti coloro che si confessano con umiltà, perché la pace della coscienza è un bene maggiore di tutti i beni della terra. Se un uomo è ricco, ma è tormentato dai rimorsi di coscienza per le sue colpe, come potrà essere felice? Al contrario, i santi, pur essendo poveri e perseguitati, erano ripieni di gioia perché avevano Dio nel cuore.

Se il demonio dovesse metterti in testa pensieri peccaminosi di odio, di lussuria, di avidità o di altre cose brutte, ti basterà invocare continuamente i dolcissimi nomi di Gesù e Maria, e la tentazione svanirà.

Mi hai scritto per chiedermi se dopo tutti i peccati che hai commesso è possibile che il Signore ti abbia prescelta per divenire sua casta sposa. Ti rispondo raccontandoti un fatto davvero accaduto. Alessandra di Rudinì Carlotti, figlia di un noto politico italiano, rimase vedova all'età di 24 anni. Era ancora una donna ricca e davvero molto bella, e non avrebbe avuto nessuna difficoltà a trovare un nuovo marito tra i suoi numerosi spasimanti. Un giorno incontrò Gabriele D'Annunzio, il quale si innamorò di lei e incominciò a corteggiarla. Inizialmente Alessandra tentò di resistere alle avances del celebre poeta, ma poi si arrese e diventò la sua donna. Pur non essendo sposati, andarono addirittura a vivere insieme (a quei tempi le “convivenze” erano considerate scandalose, non erano considerate “moralmente lecite” come purtroppo oggi pensano erroneamente in molti).  D'Annunzio era famoso non solo come poeta, ma anche come forsennato conquistatore di donne. Prima le conquistava, poi le abbandonava e passava a corteggiare qualche altra sventurata. Ma la Madonna, essendo una madre affettuosa, vegliava su Alessandra, e il buon Dio le inviò un salutare castigo. Il Signore è amore infinito, e quando ci invia qualche croce, lo fa per il nostro bene, ossia per trarne un bene maggiore. Così, ella si ammalò gravemente, e rischiò di morire senza ricevere gli ultimi sacramenti. Quando guarì, D'Annunzio la lasciò. Dopo la malattia, la giovane marchesa di Rudinì Carlotti non era più bella come prima, e poi il poeta si era già innamorato di un'altra donna. Ecco come è fragile l'amore mondano e come svanisce velocemente! Alessandra pianse amaramente il suo amore perduto, ma ben presto si accorse che quell'amore era solo vanità delle vanità. Dopo un lungo periodo di ricerca si sentì attrarre da un Uomo speciale, il migliore di tutti gli uomini, Colui che non tradisce mai: Gesù Cristo, il Re del Cielo. Dopo essersi consigliata col suo direttore spirituale, e aver preso contatti con le suore, entrò in un monastero di clausura francese, dove le venne imposto il nome religioso di suor Maria di Gesù, e visse in maniera esemplare la vita monastica fino alla morte.

Quindi, carissima sorella in Cristo, se il Signore ha voluto come sua sposa un'ex amante di D'Annunzio, può volere anche te. La vocazione religiosa non viene donata in base ai meriti, ma per puro amore di Dio. Pertanto ti incoraggio a perseverare nel discernimento vocazionale, sarebbe meraviglioso se tu riuscissi ad entrare in monastero! Sarebbe un trionfo della Divina Misericordia! 

Tra gli altri, c'è un motivo in particolare che mi spinge a sperare che Gesù buono voglia prenderti tutta per Sé. Le tue colpe sono state incenerite dall'infinito amore di Cristo nel momento in cui hai ricevuto l'assoluzione sacramentale. Però i peccati che hai commesso in passato hanno prodotto anche dei danni spirituali che hanno reso più debole la tua anima. Se rimani nel mondo, c'è il rischio che a poco a poco possa affievolirsi il fervore della tua conversione, e che tu possa tornare a commettere gli stessi peccati del passato, e forse peccati ancora più gravi e disgustosi. Invece se entrassi in un buon monastero saresti al riparo da tante occasioni di peccato, quindi sarebbe molto più facile vivere in grazia di Dio e fare vita devota.

Che fare? Contatta un monastero o un convento e vai a trascorrere alcuni giorni di preghiera e discernimento per comprendere la volontà di Dio su di te. Se non sai dove andare, ti consiglio di contattare le Servidoras e di chiedere di fare un'esperienza vocazionale in un loro convento. Perché ti consiglio proprio le Servidoras? Queste suore hanno sia il ramo di vita apostolica, sia quello di vita contemplativa, inoltre sono di buona dottrina (seguono San Tommaso d'Aquino), sono cordiali e caritatevoli, saranno felici di accoglierti per una settimana nel loro noviziato. Lì potrai vedere coi tuoi occhi come si vive in un buon istituto religioso ricco di fervore, inoltre potrai beneficiare dell'assistenza spirituale dei sacerdoti dell'Istituto del Verbo Incarnato, i quali sono tra i migliori che abbia conosciuto, perché oltre ad essere ben preparati, sono anche molto cordiali e caritatevoli. Sono molto ricercati come confessori e direttori spirituali. Quando sarai in convento, sarai al riparo dalle dissipazioni e tentazioni che infestano il mondo, e ti sarà facile immergerti nella preghiera e riflettere sullo stato di vita da eleggere. Puoi contattare le Servidoras scrivendo al seguente indirizzo: vocazione@servidoras.org  

Coraggio, non arrenderti! Spero che Gesù buono riesca a catturarti presto in qualche istituto religioso fervoroso e osservante! 

Se vuoi, puoi continuare a scrivermi ogni volta che lo desideri, per me è una gioia aiutare le anime che cercano Dio. 
  
Prego la Regina del Cielo di darti la forza di restare fedele a Gesù buono fino alla morte. Così sia.

Cordialiter