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giovedì 17 agosto 2017

Adorare Gesù Eucaristia

Una delle lettrici del blog è molto attratta dall'adorazione Eucaristica, e si è resa conto che la devozione alla Madonna spinge ad amplificare l'amore verso Gesù.

Caro Cordialiter,
                         […] Ultimamente sto conoscendo meglio i [...] e, col mio solito spirito di osservazione, conosco sempre meglio il loro amore verso Gesù Eucaristico. Sempre più mi rendo conto che Maria è stata davvero il primo tabernacolo del mondo e la prima discepola di Gesù Eucaristico. È talmente grande questo Mistero, che noi non possiamo avvicinarci a Lui senza l'aiuto e l'esempio della prima "Donna Eucaristica". […]

Ti ringrazio per il tuo apostolato. La Madonna ti protegga sotto il suo manto.
In Gesù e Maria

(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                              grazie a te ho potuto arricchire varie volte il blog con brani tratte dalle lettere che mi scrivi. Sono contentissimo di sapere che stai perseverando nel discernimento vocazionale, e mi fa piacere che il blog ti piaccia. In effetti uno degli scopi di questo sito è di aiutare le persone come te che si sentono attratte per la vita consacrata, a pensare spesso alla vocazione. Una persona che non beve e non mangia, finisce per morire dopo qualche giorno di digiuno. Una cosa del genere rischia di accadere anche a coloro che hanno la vocazione: se non vi pensano mai, c'è il rischio che si spenga. Il mio intento è di pubblicare un post al giorno per aiutare coloro che stanno facendo discernimento vocazionale a tenere acceso nel loro cuore il desiderio di donarsi totalmente a Dio.

Dopo aver letto tante tue lettere, dico che secondo me non sei una persona adatta a vivere nel mondo, dove spadroneggiano gli squali senza scrupoli. No, non penso proprio che il mondo sia il tuo habitat naturale. Al contrario, in un convento fervoroso e osservante, penso che ti troveresti bene e avresti altissime probabilità non solo di salvarti l'anima, ma anche di farti santa.

La devozione alla Beata Vergine Maria aiuta tantissimo ad essere più devoti a Gesù Eucaristico Amore. È praticamente automatico: più si ama la Madonna, più Lei ci aiuta ad amare Dio. Dunque chi desidera infiammarsi d'amore per il Santissimo Sacramento, deve alimentare anche la devozione alla Regina del Cielo. Le suore dell'ordine in cui ti senti chiamata, sono religiose molto osservanti e fanno ogni giorno l'adorazione Eucaristica leggendo tra le altre anche le splendide meditazioni alfonsiane intitolate “Visite al SS. Sacramento e a Maria SS.”. In uno dei primi capitoli Sant'Alfonso Maria de Liguori ammette che è grazie alle visite a Gesù Eucaristico che ha sentito la vocazione che lo ha staccato dal mondo.

Quando mi hai detto che ti senti attrarre dalla vita religiosa, mi hai dato una notizia che mi ha fatto davvero piacere. Non vedo l'ora di sapere che hai abbandonato definitivamente il mondo. Fino ad allora mi sentirò un po' sulle spine, perché il mondo farà di tutto per farti cambiare idea, ma confido nella Mediatrice di tutte le grazie affinché ti protegga da tutti i nemici dell'anima tua. Così sia.

Cordialiter

mercoledì 16 agosto 2017

Imparare da Sant'Alfonso

Tempo fa una ragazza in discernimento vocazionale mi ha detto che stava leggendo "Pratica di amar Gesù Cristo", uno dei più devoti libri spirituali del cattolicesimo...

Grazie D., ancora una volta della tua attenzione e della tua risposta! [...sono in attesa] di trovare un padre spirituale. Per ora parlo col mio vecchio sacerdote che mi ha battezzata, comunicata per la prima volta, cresciuta, cresimata, conosce bene la mia anima, e mi ha sempre ben consigliato....anche se non è un religioso, ma un prete diocesano (in pensione!) :-)

P.S. Sto leggendo: "Pratica di amar Gesù Cristo", è bellissimo.....!!

Caro D., grazie ancora per i tuoi preziosi consigli!!

A presto
(lettera firmata)

Carissima in Cristo,
                                  uno dei motivi per cui ti ho consigliato di fare un'esperienza vocazionale tra le [...] è di poter osservare coi tuoi occhi la vita religiosa vissuta in maniera intensa e fervorosa in un monastero di stretta osservanza, così se in futuro farai esperienze vocazionali in altri ordini religiosi ti accorgerai subito se sono osservanti o rilassati. La differenza è come quella che c'è tra un fiore fresco e uno appassito. Inoltre lì potrai immergerti nella preghiera e nella meditazione per comprendere quel che Dio desidera da te.

Sì, se ti ispira fiducia e ti sembra ben preparato puoi parlare di vocazione con l'anziano sacerdote che ti ha battezzato. Il direttore spirituale può essere anche un prete diocesano, non c'è alcun problema al riguardo. Se io consiglio i religiosi (ovviamente quelli osservanti) è perché, generalmente parlando, hanno una preparazione ascetica e spirituale più approfondita rispetto a quella che ricevono gli aspiranti al sacerdozio nel seminario diocesano. Ma anche tra i preti diocesani è possibile trovare dei buoni direttori spirituali. Ad esempio il Santo Curato d'Ars era un sacerdote secolare, anche se viveva in maniera austera e fervorosa come un religioso di stretta osservanza.

Sono contento di sapere che stai leggendo “Pratica di amar Gesù Cristo” di Sant'Alfonso Maria de Liguori. Considero questo libro uno dei più utili per l'anima. Nell'istante della morte ci ritroveremo innanzi all'inappellabile tribunale di Gesù Cristo per essere giudicati sull'amore. Ebbene, questo libro insegna il modo in cui dobbiamo amare Dio e il prossimo. Se tutti leggessero questo libro, il mondo si trasformerebbe in un'oasi di pace fondata sulla carità. Sant'Alfonso scriveva in modo semplice, ma soprattutto pieno di fervore e di zelo per la salvezza delle anime. Chissà quanta gente si è convertita e ha versato fiumi di lacrime nel leggere i suoi devoti scritti spirituali!  Il Venerabile Pio Brunone Lanteri diceva che se si vuol fare del bene alle anime bisogna rivestirsi dello spirito di Sant'Alfonso. Ecco le sue testuali parole: “Attaccatevi al Liguori, al Liguori. Se si vuol far del bene alle anime bisogna che ci appigliamo alla dottrina di questo autore; bisogna rivestirsi del suo spirito, se vogliamo portare anime a Dio.”

Ti saluto cordialmente in Cristo Salvatore e in Maria Addolorata,
Cordialiter

martedì 15 agosto 2017

La Madonna assiste i suoi devoti nell'ultima agonia

I mondani pensano a vivere nelle agiatezze e ad accumulare più ricchezze possibili, le quali sono un grosso pericolo per l'anima. Al contrario, coloro che vivono in umiltà hanno maggiori possibilità di salvarsi.

Sentite questo fatto narrato da Sant'Alfonso Maria de Liguori ne “Le Glorie di Maria”. Un parroco andò ad assistere un moribondo che possedeva servi e ricchezze. Quando entrò nella lussuosa casa vide che nella stanza del malato agonizzante vi erano dei demoni sotto le sembianze di orribili cagnacci che fremevano in attesa della morte del ricco per prendersi la sua anima e portarsela all'inferno, poiché era in stato di peccato mortale. Intanto anche una pia e povera donna era moribonda e desiderava ricevere gli ultimi sacramenti prima di presentarsi innanzi al cospetto di Cristo Giudice per ricevere la sentenza eterna. Ma essendo il parroco già occupato ad assistere l'anima del ricco per tentare di salvarlo, inviò dalla povera donna un altro sacerdote, il quale prese la pisside col Santissimo Sacramento e andò da lei per portarle in quell'ora estrema della sua vita il Santo Viatico e aiutarla a lasciare questa terra in stato di grazia. Entrato nell'umile casa della moribonda, rimase sorpreso nel vedere prima una gran luce e poi la Madonna che stava vicino al capezzale di quella donna agonizzante per consolarla e asciugarle con un panno il sudore provocato dall'agonia che la stava portando alla morte. Il sacerdote, vedendo Maria Santissima, non ebbe coraggio di entrare nella stanza, ma la Vergine gli fece cenno di entrare e gli prese lo sgabello per farlo sedere e ascoltare la confessione della moribonda, la quale, dopo aver ricevuto l'assoluzione sacramentale, si comunicò con molta devozione e infine spirò felicemente l'anima tra le braccia della Madonna. Invece il ricco morì senza pentimento e si dannò eternamente, senza più speranza di redenzione.

Questo fatto deve infondere molta speranza, infatti è consolante il pensiero che Maria assiste nell'ora della morte i suoi servi fedeli che l'hanno onorata durante la vita. Ma deve anche far riflettere sulla pericolosità delle ricchezze: a che serve all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde l'anima sua? È meglio vivere poveramente e salvarsi l'anima, anziché vivere tra piaceri mondani e ricchezze smodate ma andare all'inferno.

lunedì 14 agosto 2017

Assunta in Cielo in anima e corpo

Ripubblico una breve lettera che qualche anno fa mi scrisse una gentile lettrice in occasione della Festa dell'Assunzione in Cielo della Beata Vergine Maria in anima e corpo.

Carissimo D.,
                      auguri solenni di questo speciale giorno...Maria Assunta ti dia la gioia speciale! Continua così col blog, la fame spirituale è assai tanta...

Grazie infiniteee

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo, ti ringrazio per gli auguri per la consolante festa dell'Assunta. Contraccambio molto volentieri!

Questa festa è una delle mie preferite tra quelle mariane, perché mi consola sapere che la nostra Mamma non ha conosciuto lo squallore del sepolcro. Inoltre mi ricorda che la terra è una valle di lacrime nella quale siamo solo di passaggio. La nostra vera patria è il Cielo!

Sono contento che il mio blog vocazionale sia di tua edificazione spirituale. Ad majorem Dei gloriam!

In Gesù e Maria,

Cordialiter

Vivere d'amore

Lettera di una lettrice che arde dal desiderio di "vivere d'amore", cioè di vivere per amare Dio e il prossimo.

Caro D.,
               è ormai passato molto tempo dall'ultima volta che ci siamo sentiti, anche se, in un certo senso, tutti i giorni ti sento. Continuo a leggere i tuoi blog, grazie per quello che fai, grazie per il tempo e le energie che dedichi a tutto ciò.

Vorrei raccontarti un po' della mia gioia! Gioia perchè il Signore è stato tanto misericordioso con me e, nonostante il mio peccato, mi ha donato tanto amore! È bello sentirsi beati, felici, fortunati di poter gustare ogni giorno la presenza di Dio. È bello riuscire dopo tanto a fidarsi di Lui, ciecamente, e in totale abbandono. Purtroppo non è quello che vedo attorno a me, ma ho deciso che non mi farò prendere dallo sconforto! È proprio per questo che bisogna gioire, per testimoniare quanto è bello tutto ciò! Bisogna vivere bene il tempo che ci è dato, non perdendo di vista Dio, compiendo bene le nostre opere nel tempo!

....e amando!!! quanto è bello amare senza pregiudizi, senza obiettivi... vivere per amore, vivere d'amore... è così bello vivere d'amore gratuito, mio verso gli altri, di Dio nei miei confronti! Alla fine non resta che ringraziare, di cuore, con gioia, perché da quando c'è tutto questo, da quando c'è questa fiducia la mia vita scorre più agevole, nonostante rimangano tutte le preoccupazioni che il tempo comporta.

Ora non si tratta più di voler cambiare il mondo, ora si tratta di fare quello che è alla mia portata, facendo il bene che sono chiamata a fare. Ho voglia di vivere con gioia, cogliendo l'esortazione di Paolo a essere lieta (Fil 4, 4-7), aprendo così la mia vita a Dio.

In Gesù
(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                  sono molto contento di sentirti piena di gioia; ciò è un buon segno. Infatti la gioia e la sana allegria sono considerati dei buoni segni vocazionali. Al contrario, se una persona è triste e malinconica, difficilmente viene accettata in un ordine religioso.

Mi è piaciuta tanto la tua lettera, sono felicissimo di sapere che ardi dal desiderio di “vivere per amore”. Un Giorno saremo giudicati sull'amore. Il mondo non conosce il vero amore perché non conosce Dio. Infatti l'amore per essere vero deve essere radicato nel Signore, deve nascere da Lui. Se uno dice di amare, ma non rispetta la Legge di Dio, il suo amore è falso. Basti pensare a coloro che commettono adulterio.

Coraggio, continua a “vivere per amore”, amando Dio con tutto il cuore e sopra ogni cosa, e il prossimo come te stessa. Ubi cáritas et amor, Deus ibi est. Congregávit nos in unum Christi amor. Exsultémus, et in ipso jucundémur. Timeámus, et amémus Deum vivum. Et ex corde diligámus nos sincéro. (Dove ci sono la carità e l'amore, lì c'è Dio. L'amore di Cristo ci ha riuniti insieme. Esultiamo e in Lui rallegriamoci. Temiamo e amiamo il Dio vivente. E amiamoci con cuore sincero).

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Corde Regis,

Cordialiter

domenica 13 agosto 2017

Da atea a monaca

Padre Angel Peña, in un suo libro dedicato all'importanza della vita contemplativa, racconta varie storie di persone che dopo la conversione hanno abbracciato la vita religiosa. Ecco la storia di una ragazza argentina. All'età di 23 anni si allontanò totalmente da Gesù e dalla Chiesa. Non credeva nell’esistenza di Dio, poiché non riusciva a capire il mistero del dolore umano. Tuttavia cercava l’aiuto spirituale di altre persone, anche sacerdoti, senza riuscire a trovare risposte soddisfacenti. Così abbandonò la Chiesa, si dimenticò di Dio e si dedicò solo agli interessi materiali, come fanno i pagani.

Un giorno incontrò un sacerdote al quale promise che avrebbe letto i quattro Vangeli. Mantenne la promessa, ma per non essere vista dagli altri, si dedicava alla lettura durante l'ora della siesta. Leggendo i primi tre Vangeli, pensò che tutto era molto bello, ma non aveva ancora la forza di convertirsi. Quando arrivò al capitolo 14 di San Giovanni, leggendo le celebri parole del Redentore Divino: “Io sono la via, la verità e la vita”, rimase folgorata dalla grazia. Non riusciva a continuare a leggere, le lacrime scorrevano in abbondanza, erano lacrime di sincero pentimento e d'amore. Aveva ritrovato Dio. Comprese che Lui le era andato incontro perché l'amava, e adesso anche lei ricambiava il suo amore disinteressato. Quando incontrò nuovamente quel sacerdote non pose né domande, né dubbi. Dio aveva già risposto.

Dopo il giorno della conversione, continuò in maniera fervorosa il suo cammino spirituale, una vera e propria storia d'amore che la condusse nel Carmelo. Nel silenzio del monastero di clausura poteva finalmente pensare solo ad amare il suo Sposo, Gesù Cristo, che come il Buon Pastore del Vangelo era andato alla ricerca della pecorella smarrita, e trovatala, con dolcezza se l'era posta sulle spalle e l'aveva ricondotta all'ovile. Dio è davvero grande; persino tra le ragazze che hanno perso la fede riesce a trovare nuove spose, dopo averle convertite e fattele innamorare di Sé.

sabato 12 agosto 2017

Da giurisprudenza al convento?

Ritengo sia importantissimo incoraggiare le persone attratte dalla vita religiosa a resistere alle lusinghe del mondo. Riporto alcuni brani di una lettera di una lettrice e la mia risposta.

Caro D.,
             sono lieta che la mia lettera ti sia piaciuta. Quanto alla pubblicazione, se credi che così modestamente, io possa esserti d'aiuto nella tua causa, usala pure, sia per quanto riguarda i modi, che per i tempi! :)

Questa settimana purtroppo non ha prodotto molti "risultati vocazionali" in quanto incombono ancora esami. Come ti dicevo infatti, sono solo all'inizio... ho ancora tanto da ascoltare, ma soprattutto pregare quotidianamente.

[…] Grazie ancora per la risposta e per le preghiere, ricambio con affetto.

A presto,
(lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                   ritengo che sia una cosa utile pubblicare le lettere-testimonianze come la tua. Sono davvero convinto di ciò. Posso affermarlo con sicurezza perché mi hanno scritto delle persone per dirmi che rimangono edificate e incoraggiate nel leggere le testimonianze altrui. Un conto è pensare di essere soli, altro conto è sapere che da qualche altra parte d'Italia ci sono altre persone che stanno vivendo esperienze di fede simili. Il mondo cerca di scoraggiare coloro che fanno discernimento vocazionale, per questo motivo è importantissimo contrastare lo scoraggiamento, e uno dei modi per farlo è di far leggere le testimonianze altrui. È entusiasmante leggere le storie di conversioni e vocazioni di altre persone, si pensa subito “se sono riusciti gli altri, posso riuscirci anche io con l'aiuto di Dio”.

Per quanto riguarda il tuo futuro, spero con tutto il cuore che Gesù buono voglia prenderti tutta per Sé in qualche ordine religioso fervoroso e fedele alla propria regola. A tale scopo sto pregando per te affinché se la tua è una vera vocazione, tu possa essere perseverante, mentre se non hai la vocazione chiedo al Signore di donartela. Certo che si può chiedere per se stessi o per gli altri il dono della vocazione, anche Santa Teresina lo faceva.

Questo è un momento importantissimo della tua vita perché stai riflettendo sullo dello stato di vita che dovrai eleggere prima o poi. La tua anima è stata pagata a caro prezzo dal mio Re, ecco perché ci tengo assai che tu possa salvarti e farti santa. Ti confesso che sono un po' preoccupato, sai perché? Quando finirai Giurisprudenza avrai concrete possibilità di iniziare la carriera forense, la quale consente di guadagnare tanti soldi, ma è una carriera “pericolosa” perché ci si espone a fare dei “compromessi inaccettabili”. Sia chiaro, anche gli avvocati possono vivere santamente, lo stesso Sant'Alfonso prima di diventare sacerdote fu un onesto e brillante avvocato. Tuttavia sappiamo bene come vanno le cose, e certi avvocati pur di vincere le cause o comunque di guadagnare soldi, non esitano a fare cose “scorrette”, per usare un eufemismo. Se invece abbraccerai la vita religiosa, non avrai problemi di questo tipo, non dovrai affannarti in liti giudiziarie, cavilli e imbrogli, poiché la tua unica missione sarà di amare il tuo Sposo Divino con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le tue forze, e per amor Suo amare il prossimo come te stessa, anzi amare come Lui stesso ci ha amati. Se ti capita di passare in qualche libreria ti consiglio di comprare il libro “Pratica di amar Gesù Cristo” di Sant'Alfonso Maria de Liguori, sono certo che ti farà ardere ancora di più di carità verso Dio e verso il prossimo. Un Giorno saremo giudicati sull'amore.

Non vedo l'ora che tu parta per Lourdes, sicuramente la Madonna cercherà di aiutarti a comprendere quel che Dio desidera che tu faccia.

Ti incoraggio a perseverare nel discernimento vocazionale e ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,

Cordialiter

venerdì 11 agosto 2017

Visitazione

Una giovane lettrice del blog si sente sempre più attrarre alla vita monastica.

Caro D.,
                chiediamo al Signore che doni Spirito di verità alla stesura di questa lettera. Ti ricordi di me? Questa sera ti scrivo per mostrarti un po' i miei movimenti spirituali nella speranza che servano a qualcuno in questo sito e per (spero) dare un contributo ad esso. Perché lo sto seguendo da un po' e mi appassiona! Stai facendo del bene con questo progetto che, immagino, comporti dell'impegno.

Sto leggendo sempre di ordini religiosi monastici, ragazze giovani che sono in cammino verso l'Amato, e tutto questo mi dà una grande gioia, un largo respiro! Sai quante volte penso al Signore? Tante, tante tante...e la cosa bellissima è che Lui pensa ancora di più a me, a noi giovani donne innamorate di Lui. E non per porci al di sopra di altri ma per tenerci strette a Lui e fare questo servizio che nella nostra vocazione è il massimo gesto di carità, che sarà, o per tante di noi lo è già adesso, costellato di spine, circondato di croci, proprio per tenerci più strette a Lui, come diceva Santa Gemma Galgani. Sai, voglio che me ne mandi ancora e ancora di queste tribolazioni, perché queste ci fanno unire maggiormente all'Amato.

Caro D., c'è una cosa che mi cruccia in questi giorni, ed è quella di non arrivare pronta al grande giorno del mio matrimonio...che sarà con Lui o con un altro. L'ordine della Visitazione mi appassiona sempre di più, sento che il mio cuore è rientrato nella sua sede quando sono là. Sento che quel monastero Dio l'ha fatto così grande e bello per me. Pensate che 'fortuna', è a 10 minuti d'auto da casa mia! Devi sapere che esso ha avuto non poche traversie; ha ospitato monache in grande povertà per anni, esiste dall'800 ed ha preso la sua vita splendida solo da pochi anni con le ultime restaurazioni che hanno rimesso a nuovo le numerosissime, vuote, celle! Infatti una di esse è proprio la mia! Sono davvero poche le suore, e le celle abbondano. Ti prego di contattarmi se vuoi che scriva qualcosa, ne sarei davvero lusingata, e poi mi piace fare queste cose!

Sto iniziando un percorso con il mio confessore e sto leggendo Filotea e la vita di santa Giovanna di Chantal di Andrè Favre che mi appassiona molto! Che donna! (ecco, magari potrei scriverti qualcosa su Lei, o su qualche altra santa!)

Ti abbraccio e ti saluto
Dio sia benedetto!

Cara sorella in Cristo,
                                         certo che mi ricordo di te, sono felice di constatare che stai perseverando nel desiderio di donare a Gesù buono il resto della tua vita, entrando nell'ordine della Visitazione, fondato da San Francesco di Sales e da Santa Giovanna di Chantal.

Stai facendo benissimo a leggere il celebre libro “Filotea. Introduzione alla vita devota”, si tratta di un classico del cattolicesimo che contiene numerosi e utilissimi consigli pratici su come vivere in maniera devota la vita cristiana. Una cosa che mi ha stupito molto, è che San Francesco di Sales scrisse questo libro per dirigere spiritualmente solo una delle sue figlie spirituali. Che grande gesto di carità, essere disposti alla fatica di scrivere un libro per giovare anche a un'anima sola (bisogna pensare che ogni singola anima è stata pagata a caro prezzo da Cristo sulla croce del Golgota). Fortunatamente quella figlia spirituale fece leggere il libro ad un religioso, il quale trovandolo molto utile per il bene delle anime, spinse l'autore a pubblicarlo per metterlo a disposizione di tutti.

Di San Francesco di Sales mi piace molto la dolcezza con cui trattava il prossimo, e il suo grande zelo per la salvezza delle anime. È stato davvero un santo vescovo!

Troppo grande deve essere la tua gratitudine nei confronti di Gesù buono per averti fatto sentire la chiamata alla vita religiosa. Ti rendi conto del grande dono che hai ricevuto? Entrando in un monastero fervoroso sarà facile per te salvarti l'anima e andare in Cielo ad amare per sempre la Santissima Trinità. Ma già su questa terra sarai molto più felice delle donne mondane che vivono col cuore attaccato alle cose vane della terra. Le gioie spirituali sono molto più preziose di tutte le ricchezze materiali. Purtroppo, il mondo non comprende questi discorsi, si pensa a tutto (discoteche, divertimenti, carriera, successo, soldi, viaggi, gossip, moda, eccetera), tranne che ad amare Dio. Ma come insegna saggiamente il celebre libro “Imitazione di Cristo”, nel mondo tutto è vanità delle vanità, fuorché amare e servire Dio solo.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

giovedì 10 agosto 2017

La vera stretta osservanza è fondata sulla carità

Una gentile lettrice ha voluto fare un'osservazione circa la questione della stretta osservanza. Riporto uno stralcio della mia risposta.

Carissima sorella in Cristo,
                                               accetto volentieri le critiche costruttive. In realtà sono d'accordo con te quando “puntualizzi” sul significato di “stretta osservanza”. Cerco di spiegarmi meglio. Quando sul blog scrivo che bisogna scegliere un monastero di stretta osservanza, non faccio altro che ripetere un concetto molto caro al mio amatissimo Sant'Alfonso Maria de Liguori, secondo il quale è meglio restare a casa propria anziché entrare in un monastero rilassato, dove si finirebbe per vivere rilassatamente come gli altri. Se io incoraggio a scegliere i monasteri osservanti, è perché ho timore che qualche lettore possa essere tentato di entrare in un monastero rilassato, dove non si vive più in maniera davvero religiosa, e a volte si trascorrono le serate nel guardare in tv programmi immorali. Però, come tu stessa hai evidenziato, non bisogna cadere nel pericolo opposto, ossia quello di un'eccessiva rigidità e severità. Tra le cose che hai accennato, mi ha amareggiato particolarmente il sapere che certe ragazze sono state scartate solo perché in gioventù hanno commesso l'errore di farsi un tatuaggio. Anche io ho il disgusto per i tatuaggi, ma se una ragazza ha sinceramente cambiato vita, mi piange il cuore il sapere che non è stata accettata solo per qualche stravaganza fatta in passato. Alessandra di Rudinì Carlotti fu addirittura amante di Gabriele D'Annunzio (altro che un misero tatuaggio!), eppure ciò non le impedì di diventare carmelitana scalza, essere eletta priora e fondare nuovi monasteri. Dolores Hart fu un'attrice di successo, la quale non girò solo scene castigate, eppure ciò non le impedì di diventare suora benedettina. Fortunatamente ci sono anche monasteri non “troppo severi”, nei quali le ragazze che in passato hanno conosciuto il peccato, non vengono scartate a priori, ma vengono accolte volentieri se si sono sinceramente convertite a Dio. In medio stat virtus. La virtù sta nella via di mezzo, dunque non bisogna né sprofondare nella rilassatezza, né nel rigorismo esagerato.

Insomma anche io considero ogni vocazione un dono immenso per il Corpo Mistico di Cristo, e non voglio che nemmeno una vada persa. Santa Francesca Saverio Cabrini recuperava le ragazze scartate da altri ordini religiosi e le faceva diventare delle ottime suore. Bisognerebbe imitarla!

Carissima, secondo me la vera “stretta osservanza” è quella fondata sulla carità. Senza carità, non c'è “stretta osservanza”, ma si rischia di cadere nel formalismo farisaico.

Approfitto dell'occasione per affidarti sotto la protezione dei castissimi sposi Giuseppe e Maria.

Cordialiter

mercoledì 9 agosto 2017

Sentire la chiamata del Signore

Ripubblico una delle lettere di una lettrice del blog...


Gent.mo D.,
                     […] vedo che sei riuscito a comprendere molto bene i pensieri del mio cuore. Effettivamente mi sento attratta dalla vita religiosa, ma non riesco a comprendere l'ordine al quale il Signore mi chiama. In un certo senso "simpatizzo" per le […] ma il mio apprezzamento per loro, come ti ho già detto, è dovuto alla loro radicata povertà, al rispetto della regola, al loro rigore nella vita religiosa e non per ultimo al loro impegno per la Tradizione. Il problema è che a volte mi vengono dei dubbi, mi chiedo se basta solo questo per affermare che il Signore mi chiama in questo ordine religioso.

[…] Mi fa un enorme dispiacere il vedere che molta gente, dopo essere entrata in chiesa, si rivolge alle statue dei santi e non degna nemmeno di uno sguardo il tabernacolo nel quale è realmente presente Gesù. […] Ultimamente sto riscoprendo sant'Alfonso e rimango sempre più stupefatta dal vedere come egli sia riuscito ad abbinare la devozione mariana a quella eucaristica. Ti ringrazio per il prezioso servizio che offri con il tuo blog.

In Gesù e Maria,
(lettera firmata)


Carissima in Cristo,
                                   sono contentissimo di sapere che ti senti attratta dalla vita religiosa e ti piacerebbe essere suora. Quando ad ottobre mi hai detto che eri una ragazza nubile di 25 anni, ho “temuto” che tu potessi donare il tuo cuore a qualche povera creatura umana. Sposarsi è lecito, ma come insegna San Paolo, le donne sposate pensano principalmente a piacere ai loro mariti. Noi sappiamo invece che il nostro vero scopo su questa terra è di salvarci l'anima e dare gloria a Dio. Entrando in un buon ordine religioso si hanno molte possibilità di salvarsi e farsi santi. Per questo motivo prego fervidamente il Redentore Divino affinché ti prenda come sua casta sposa.

Coraggio, c'è tanto bisogno di suore che zelino il bene delle anime e la maggior gloria di Dio. Il nemico del genere umano farà di tutto per non farti eleggere lo stato di vita che vuole Iddio, ma devi resistere con ardore e combattere come un soldato valoroso. Spero che tu possa trascorrere alcuni giorni in convento per poter eleggere lo stato di vita a cui Dio ti chiama. Per divenire suora è necessario superare tante difficoltà, ma ne vale la pena. Per aspera ad astra!

Ti saluto fraternamente in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

martedì 8 agosto 2017

Con la morte finisce tutto

Dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Vescovo e Dottore della Chiesa.


Finis venit, venit finis (Ezech 2,7)

PUNTO I

Da' mondani sono stimati fortunati solamente quei, che godono de' beni di questo mondo, de' piaceri, delle ricchezze e delle pompe; ma la morte metterà fine a tutte queste fortune di terra. "Quae est vita vestra? vapor est, ad modicum parens" (Iac 4,15). I vapori ch'esalano dalla terra, talvolta alzati in aria, e investiti dalla luce del sole fanno una bella comparsa; ma questa comparsa quanto dura? ad un poco di vento sparisce tutto. Ecco quel grande oggi corteggiato, temuto e quasi adorato; domani che sarà morto, sarà disprezzato, maledetto e calpestato. Colla morte tutto si ha da lasciare. Il fratello di quel gran servo di Dio Tommaso de Kempis si pregiava d'aversi fatta una bella casa, ma gli disse un amico che vi era un gran difetto. Quale? egli domandò. Il difetto, quegli rispose, è che vi avete fatta la porta. Come? ripigliò, è difetto la porta? Sì, rispose l'amico, perché un giorno per questa porta dovrete uscirne morto, e così lasciar la casa e tutto.

La morte in somma spoglia l'uomo di tutti i beni di questo mondo. Che spettacolo è vedere cacciar fuori quel principe dal suo palagio per non rientrarvi più, e prendere altri il possesso de' suoi mobili, de' suoi danari e di tutti gli altri suoi beni! I servi lo lasciano nella sepoltura coverto appena con una veste che basta a coprirgli le carni; non v'è più chi lo stima, né chi l'adula; né si fa più conto de' suoi comandi lasciati. Saladino, che acquistò molti regni nell'Asia, morendo lasciò detto che quando portavasi il suo cadavere a seppellirsi, uno gli andasse avanti colla sua camicia appesa ad un'asta, gridando: Questo è tutto quel che si porta Saladino alla sepoltura.

Posto ch'è nella fossa il cadavere di quel principe, se ne cadono le carni, ed ecco che il suo scheletro più non si distingue dagli altri. "Contemplare sepulcra", dice S. Basilio, "vide num poteris discernere, quis servus, quis dominus fuerit". Diogene un giorno facea vedersi da Alessandro Magno tutto affannato in ricercare qualche cosa fra certi teschi di morti. Che cerchi? curioso disse Alessandro. Vado cercando, rispose, il teschio del re Filippo tuo padre, e nol so distinguere; se tu lo puoi trovare, fammelo vedere: "Si tu potes, ostende".

In questa terra gli uomini disugualmente nascono, ma dopo la morte tutti si trovano eguali: "Impares nascimur, pares morimur", dice Seneca. Ed Orazio disse che la morte eguaglia gli scettri alle zappe: "Sceptra ligonibus aequat". In somma quando viene la morte, "finis venit", tutto finisce e tutto si lascia, e di tutte le cose di questo mondo niente si porta alla fossa.

PUNTO II

Filippo II re di Spagna, stando vicino a morte, si chiamò il figlio, e buttando la veste regale che lo copriva, gli fe' vedere il petto roso da' vermi, e poi gli disse: Principe, vedi come si muore, e come finiscono tutte le grandezze di questo mondo! Ben disse Teodoreto: "Nec divitias mors metuit, nec satellites, nec purpuram"; e che così da' vassalli come da' principi, "putredo sequitur, et sanies defluit". Sicché ognuno che muore, ancorché principe, niente conduce seco alla sepoltura; tutta la gloria resta sul letto, dove spira. "Cum interierit, non sumet omnia, neque descendet cum eo gloria eius" (Ps 48,18).

Narra S. Antonino che morto che fu Alessandro Magno, un certo filosofo esclamando disse: "Ecco quegli che ieri conculcava la terra, ora dalla terra è oppresso. Ieri tutta la terra non gli bastava, ora gli bastan sette palmi. Ieri conduceva per la terra eserciti, ed ora è condotto da pochi facchini sotto terra". Ma meglio sentiamo quel che dice Dio: "Quid superbis, terra et cinis?" (Eccli 10,9). Uomo, non vedi che sei polvere e cenere, a che t'insuperbisci? a che spendi i tuoi pensieri e gli anni tuoi per farti grande in questo mondo? Verrà la morte, ed allora finiranno tutte le tue grandezze e tutt'i tuoi disegni: "In illa die peribunt cogitationes eorum" (Ps 55,6).

Oh quanto fu più felice la morte di S. Paolo eremita, il quale visse 60 anni chiuso in una grotta, che la morte di Nerone, che visse imperadore in Roma! Quanto più fortunata la morte di S. Felice laico cappuccino, che la morte di Errico VIII vivuto tra le grandezze regali, ma nemico di Dio! Ma bisogna riflettere che i Santi per ottenere una tal morte hanno lasciato tutto, le patrie, le delizie, le speranze che il mondo loro offeriva, ed hanno abbracciata una vita povera e disprezzata. Si son seppelliti vivi in questa terra, per non esser seppelliti morti nell'inferno. Ma i mondani, come mai vivendo tra' peccati, tra' piaceri terreni, e tra occasioni pericolose possono sperare una felice morte? Dio minaccia a' peccatori che in morte lo cercheranno e non lo troveranno: "Quaeretis me, et non invenietis" (Ier 13). Dice che allora sarà tempo non di misericordia, ma di vendetta. "Ego retribuam in tempore" (Deuter 32,35).

La ragione ci persuade lo stesso, mentre allora un uomo di mondo, in morte si troverà debole di mente, ottenebrato e indurito di cuore per li mali abiti fatti: le tentazioni saranno più forti: chi in vita ha soluto quasi sempre cedere e farsi vincere, come resisterà in morte? Vi bisognerebbe allora una grazia divina più potente, che gli mutasse il cuore; ma questa grazia forse Iddio è obbligato a darcela? Forse colui se l'ha meritata colla vita sconcertata che ha fatta? E pure si tratta allora della sua fortuna o della sua ruina eterna. Com'è possibile che pensando a ciò, chi crede alle verità della fede, non lasci tutto per darsi tutto a Dio, il quale secondo le nostre opere ci giudicherà?

PUNTO III

Chiamò Davide la felicità della vita presente un sogno di chi si sveglia: "Velut somnium surgentium" (Ps 72,20). Commenta un autore: "Somnium, quia sopitis sensibus res magnae apparent, et non sunt, et cito avolant". I beni di questo mondo compariscono grandi, ma poi son niente e poco durano, come poco dura il sogno, e poi tutto svanisce. Questo pensiero che colla morte finisce tutto, fe' risolvere S. Francesco Borgia di darsi tutto a Dio. Toccò al Santo accompagnare in Granata il cadavere dell'imperadrice Isabella: quando si aprì la cassa, all'orrore, alla puzza tutti fuggirono; ma S. Francesco scorto dalla luce divina si fermò a contemplare in quel cadavere la vanità del mondo, e rimirandolo disse: "Voi dunque siete la mia imperadrice? Voi quella, a cui tanti grandi s'inginocchiavano per riverenza? O Donna Isabella dov'è andata la vostra maestà, la vostra bellezza? "Così dunque (tra sé concluse) finiscono le grandezze e le corone di questa terra! Voglio dunque servire da oggi avanti (disse) ad un Padrone, che non mi possa più morire. E così da allora si dedicò tutto all'amore del Crocefisso: ed allora anche fe' voto di farsi religioso, se moriva la moglie; come in fatti poi l'eseguì, entrando nella Compagnia di Gesù.

Ben dunque scrisse un uomo disingannato su d'un cranio di un morto queste parole: "Cogitanti vilescunt omnia". Chi pensa alla morte, non può amare la terra. E perché mai vi sono tanti infelici amanti di questo mondo? perché non pensano alla morte. "Filii hominum, usquequo gravi corde? ut quid diligitis vanitatem, et quaeritis mendacium?" (Ps 4,3). Miseri figli di Adamo, ci avverte lo Spirito Santo, perché non discacciate dal cuore tanti affetti alla terra, che vi fanno amare la vanità e la bugia? Ciò ch'è succeduto a' vostri antenati, ha da succedere anche a voi; essi in questo vostro palagio anche hanno abitato, in questo medesimo letto han dormito, ed ora non vi sono più: lo stesso ha da esser per voi.

Dunque, fratello mio, presto datti a Dio, prima che venga la morte. "Quodcunque potest facere manus tua, instanter operare" (Eccl 9,10). Quel che puoi far oggi, non aspettare a farlo domani, perché quest'oggi passa e non torna più, e domani può venirti la morte, la quale non ti permetterà di fare più niente. Presto distaccati da ciò che ti allontana, o può allontanarti da Dio. Lasciamo presto coll'affetto questi beni di terra, prima che la morte ce ne spogli a forza: "Beati mortui qui in Domino moriuntur" (Apoc 14,13). Beati quelli, che morendo si trovano già morti agli affetti di questo mondo! La morte da costoro non si teme, ma si desidera e si abbraccia con allegrezza: giacch'ella allora, in vece di separarli da' beni che amano, l'unisce col sommo bene, che solamente è da essi amato, e che li renderà eternamente beati.


[Tratto da "Apparecchio alla morte", di Sant'Alfonso Maria de Liguori]

lunedì 7 agosto 2017

Non rinunciare alla vocazione


Ripubblico la lettera di un gentile lettore.

Carissimo Cordialiter,
                                      da tempo seguo il tuo blog e ne sono un attentissimo lettore. Attendo ogni giorno i nuovi post e per me sono di grande consolazione. Ho 39 anni, da sempre il Signore mi chiama a seguirlo nella vita consacrata, monastica e (ho chiara questa cosa) in un Santo Ordine, rigoroso ma per me stupendo, che è quello Certosino. Ho studiato Teologia e vivo nel centro Italia. Nel tempo ho fatto diverse lunghe esperienze in Certosa e il problema non è stato permanere all’interno del monastero, bensì uscire per tornare a casa ogni volta che finivano i periodi di ritiro vocazionale. Se avessi potuto, sarei rimasto lì, lasciando fuori ogni altra cosa per abbandonarmi nelle mani del Signore. Ma fino ad oggi non è stato possibile. La mia vita è stata costellata di belle e anche significative soddisfazioni (umane), ma anche da tanti legami e legacci che mi hanno ostacolato proprio in questo progetto, proprio nella cosa che ancora oggi mi anima e mi dà non solo consolazione, ma anche profonda gioia. I gravami del mio lavoro, il legame con una persona a cui non riesco a dire che voglio altro e voglio fare altro, sono per me fonte di sofferenza, insoddisfazione e di impossibilità. Soprattutto da questo ultimo legame non riesco a sciogliermi; non per motivi particolari, ma perché non ho il coraggio di dire chiaramente il mio intendimento: ho paura di ferire, far soffrire, di essere frainteso. Ma il mio cuore è in certosa, in quel silenzio e in quella solitudine abitata dal Maestro, temperata dalla comunità, intrisa dalla Sacra Liturgia, dall’unica occupazione che è quella di stare con Lui, pregare per la salvezza del mondo e delle anime. Come posso fare? Passa il tempo e la disperazione spesso mi assale, anche se non riesce a farmi cambiare idea o a farmi piegare su un progetto di accomodamento. Chiedo a tutti preghiere, sia per la mia indegna persona che per la mia vocazione. A te rivolgo il mio ringraziamento più profondo per ciò che fai e per il servizio che svolgi nei confronti di tanti che hanno bisogno di uno spazio come quello che hai creato e gestisci.

Ti abbraccio in Cristo.
(lettera firmata)

Carissimo in Cristo,
                                 ogni uomo è alla ricerca della felicità, la quale si può trovare solo uniformandosi alla volontà di Dio. Io non so quale sia la Sua volontà su di te, però il fatto che il tuo cuore sia rimasto nella certosa, mi induce a chiederti di riflettere attentamente. Se i monaci sono rimasti soddisfatti di te e sono disposti ad accoglierti nel noviziato, sarebbe ottima cosa se tu continuassi il discernimento vocazionale. È arrivato il momento di fare delle scelte decisive per la tua vita, poiché so che dopo i 35 anni non è facile essere accettati dai certosini (e da altri ordini religiosi). Sant'Alfonso Maria de Liguori scrisse un libretto intitolato “Avvisi spettanti la vocazione religiosa” in cui affermava chiaramente che la scelta dello stato di vita è una questione di fondamentale importanza, dunque ti chiedo ti decidere con la massima attenzione.

Non devi preoccuparti che entrando in monastero tu possa ferire quella persona a cui vuoi bene, perché se restassi nel mondo contro la volontà di Dio, vivresti tristemente, e con la tua tristezza faresti soffrire quella persona e tutti coloro che ti vogliono bene.

Se invece i monaci ti dicono che non sono disposti ad accoglierti, allora puoi tranquillamente abbandonare il desiderio di entrare in Certosa. Ti consiglio di confidarti con loro e di attenerti a ciò che ti diranno.

Prego per te e ti affido alla protezione della Corredentrice del genere umano.

Cordialiter

domenica 6 agosto 2017

Dannarsi l'anima per sempre

Viveva a Londra, nel 1848, una vedova di ventinove anni, molto ricca e assai mondana. Tra i damerini che frequentavano la sua casa, si notava un giovane Lord, di condotta poco edificante.

Una notte, verso le dodici, la donna stava a letto leggendo un romanzo per conciliare il sonno. Appena spenta la candela per addormentarsi, si accorse che una strana luce, proveniente dalla porta, si diffondeva nella camera, crescendo sempre più. Meravigliata, spalancò gli occhi non sapendo spiegarsi il fenomeno. La porta della camera si aprì lentamente ed apparve il giovane Lord, complice dei suoi disordini.

Prima che essa potesse proferire parola, il giovane le fu vicino, l'afferrò al polso e disse in inglese: «C'è un Inferno, dove si brucia!».

Il dolore che la poveretta sentì al polso fu tale che svenne. Rinvenuta mezz'ora dopo, chiamò la camerie­ra, la quale entrando nella stanza sentì un forte puzzo di bruciato. La cameriera constatò che la padrona aveva al polso una scottatura così profonda da lasciar vedere l'osso, avente la superficie di una mano di uomo. Osservò ancora che dalla porta il tappeto aveva le impronte di passi d'uomo e che ne era bruciato il tessuto da una parte all'altra.

Il giorno seguente la signora seppe che la stessa notte il giovane Lord era morto.


[Brano di Don Giuseppe Tomaselli tratto da "L'inferno c'è". Imprimatur: Catania, 22-11-1954, Sac. N. Ciancio Vic. Gen.]

sabato 5 agosto 2017

Differenze tra la vita attiva e quella contemplativa

Una giovane ragazza mi ha chiesto che differenza c'è tra gli ordini di vita attiva e quelli di vita contemplativa.

Caro D.,
               parlare con te mi sta aiutando davvero molto. Sei riuscito a capire esattamente come sono senza neanche conoscermi di persona, cosa che ancora molti non riescono a fare. Tu mi consigli di abbracciare la vita religiosa mentre qui tutti mi dicono che devo adattarmi al mondo. Ma a me questo mondo così lontano da Dio non mi piace e soffro ogni volta che devo entrare in contatto con i miei coetanei che (non dico tutti, ma la maggior parte) non fanno altro che parlare di cose inutili e frivole.

Non so se i miei genitori sarebbero d'accordo [...] anche se a me piacerebbe molto fare un'esperienza in convento. Non saprei nemmeno se mi sento più propensa per la vita di clausura o quella attiva. Ho già provato a pensarci, a volte opterei per la vita di clausura e altre volte invece preferirei quella attiva. Se non è un disturbo, potresti descrivermi un po' i due tipi di vita?

Ti ringrazio ancora col cuore per il tuo aiuto e per il tempo che mi stai dedicando.
Ti saluto (e che Dio ti benedica, perché sei una vera benedizione per me!)

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   sai perché ho compreso subito il tuo stato d'animo? Perché anche io sono come te, cioè mi trovo a disagio in compagnia dei mondani. Noi non siamo "asociali", come ingiustamente veniamo accusati dalle persone che non praticano la vita devota; a noi piace socializzare ma solo con persone che non ci allontanano da Dio. Però ci piace anche la solitudine e il silenzio per poter meditare sul vero senso della vita, ma soprattutto per poter pregare più agevolmente il Signore.

Probabilmente i mondani ti considerano una matta che non sa godersi la vita, io invece ti considero una persona che ha compreso il vero senso della vita, il quale consiste nel salvarci l'anima per andare in Cielo ad amare Dio per sempre. Tutto le altre cose che non portano a questo fine sono vanità delle vanità che presto svaniranno. In genere, parlare di questi temi coi mondani è tempo perso, non li riescono a capire, è come se parlassimo in cinese.

Adesso rispondo volentieri alla tua domanda. Gli ordini di vita attiva, oltre alla preghiera, si dedicano a varie forme di apostolato tra i fedeli (catechismo, cura dei malati, assistenza ai poveri, istruzione in scuole e asili, diffusione di stampa cattolica, eccetera).

Le suore di clausura invece dedicano più tempo alla preghiera e alla meditazione. Ovviamente non trascorrono tutta la giornata in preghiera, ma si dedicano anche a piccoli lavoretti come la cura dell'orticello, la produzione di oggetti sacri, la confezione di abiti liturgici, ecc.

Non preoccuparti del fatto che non sai ancora qual è il tipo di vita religiosa a cui sei chiamata. Comunque, ci sono alcuni ordini molto buoni che hanno sia il ramo attivo che quello contemplativo, e una ragazza dopo il periodo di formazione può scegliere quello in cui si sente più portata.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,

Cordialiter

venerdì 4 agosto 2017

Pregare il Rosario tutti i giorni

Sant'Alfonso Maria de Liguori riporta ne “Le Glorie di Maria” il seguente fatto che merita di essere divulgato il più possibile. Un giorno, mentre San Domenico stava predicando in una città francese, gli fu condotto un eretico albigese, il quale era stato invaso dai demoni poiché screditava pubblicamente la devozione al SS. Rosario. Allora San Domenico in nome di Dio impose ai demoni di dire se erano vere le cose che lui predicava in favore del Santo Rosario. Gli spiriti infernali risposero urlando che tutto ciò che San Domenico aveva detto sulla Madonna e sul Rosario era tutto vero. Ed aggiunsero inoltre che loro non avevano alcuna forza contro i servi di Maria, e che in punto di morte, molte anime peccatrici si salvano invocando la Beata Vergine. Infine dissero che loro erano stati costretti a dire che nessuna persona si danna se persevera nella devozione a Maria e al Rosario, perché Maria ottiene ai peccatori un sincero pentimento prima di morire. Quindi San Domenico fece recitare dal popolo il Rosario, ed oh meraviglia! ad ogni invocazione alla Madonna uscivano dal corpo dell'eretico ossesso molti demoni in forma di carboni ardenti, finché terminato il Rosario rimase completamente liberato. Dinanzi a questo fatto prodigioso si convertirono molti eretici.

giovedì 3 agosto 2017

Uscire dai Testimoni di Geova

Una ragazza cattolica aveva un'attrazione molto forte per la religione, ma non aveva chi gliela facesse conoscere in maniera approfondita. Quando conobbe i Testimoni di Geova si lasciò ingannare dalle loro false dottrine, e diventò un'adepta di quella setta.

La Madonna è nostra madre e veglia su ciascuno di noi sino all'ultimo respiro della vita. Grazie alla Mediatrice di tutte le grazie, quella ragazza comprese che i Testimoni di Geova insegnano gravi errori dottrinali. Inoltre conobbe una suora dell'ordine delle Francescane dell'Immacolata, e rimase stupita dalla sua semplicità e letizia. La suora l'aiutò nella vita spirituale e le insegnò ad amare ed onorare la Beata Vergine Maria. La ragazza cominciò a frequentare spesso il convento delle suore e a “divorare” i libri della loro biblioteca, assaporando così la bellezza della Dottrina Cattolica. Inoltre le suore le insegnarono ad amare il Santo Rosario che in breve divenne la sua preghiera preferita.

A quel punto la giovane non si accontentò più di vivere cristianamente nel mondo, ma cominciò a desiderare qualcosa di più radicale: divenire sposa di Gesù Cristo. Ormai frequentava le Francescane dell'Immacolata sempre più spesso non riuscendo a stare lontana da loro. Il fascino del convento era divenuto irresistibile, e dopo essersi confidata con un sacerdote, le venne assicurata la bontà della sua vocazione religiosa. Poco tempo dopo entrò definitivamente in convento. Finalmente il suo cuore poteva riposarsi sul petto di Gesù buono, il suo diletto e casto Sposo.

mercoledì 2 agosto 2017

Trascorrere alcuni giorni in monastero

Ripubblico una lettera che ho inviato a una lettrice del blog che dopo aver avuto il coraggio di convertirsi, ha cominciato a sentirsi attratta da Gesù ad abbracciare la vita religiosa.


Carissima sorella in Cristo,
                                           rispondo volentieri alla tua lettera. Sono davvero contento di aver letto la testimonianza della tua conversione. Lo scopo di ogni essere umano è trovare la felicità, alcuni la cercano nelle ricchezze, altri nei piaceri carnali, altri nella vanagloria e in altri beni mondani. Nessuna creatura potrà mai saziare il tuo cuore che è stato creato per amare la Santissima Trinità, fine ultimo della tua vita. Nessuna persona è chiamata allo stato religioso per meriti acquisiti, ma solo per pura bontà di Dio, il quale elargisce i suoi doni con infinita sapienza. Il fatto che in passato hai commesso dei peccati contro la purezza, non deve farti demoralizzare. Ormai quelle colpe sono state cancellate per sempre dal Sangue di Cristo nel momento in cui hai ricevuto l'assoluzione sacramentale. Ora sei una persona diversa dal passato e da molti mesi vivi tranquillamente in castità. Il mio consiglio è di verificare se ciò che senti nel cuore è solo un pio desiderio oppure una vera vocazione religiosa, come spero. L'ideale sarebbe parlarne con un ottimo direttore spirituale, ma è molto difficile trovarne uno davvero adatto a tale scopo. Diceva San Francesco di Sales che solo uno su diecimila ha le caratteristiche per poter svolgere questo compito delicato. Se infatti un sacerdote non è ricco di dottrina, carità e prudenza, c'è pericolo nel farsi dirigere da lui. Ci sono ad esempio dei preti che scoraggiano sempre i ragazzi dall'abbracciare la vita religiosa. Diceva Sant'Alfonso Maria de Liguori (Dottore della Chiesa) che questi preti o hanno ricevuto l'ordinazione sacerdotale senza avere la vocazione, oppure non sanno cosa sia la vocazione. Dunque se non riesci a trovare un sacerdote che ti ispiri fiducia e che abbia le caratteristiche adatte per diventare il tuo direttore, ti consiglio di contattare direttamente qualche buon monastero femminile e chiedere la possibilità di poter fare un'esperienza vocazionale di alcuni giorni. Lì avrai la possibilità di confidarti con la priora o con la maestra delle novizie, le quali ti aiuteranno a capire qual è la tua vocazione. Inoltre quando sarai nel silenzio della tua cella e ancora di più nella cappella, potrai riflettere con calma sullo stato di vita a cui il Signore ti chiama. Non parlare più di vocazione con tua madre, e se ti chiede “vuoi farti ancora suora?”, rispondile che non ti senti degna, così lei penserà che hai rinunciato a questa idea. Se vai a [...], lei penserà che vai a farti una vacanza, e se ti chiede “Che vai a fare?”, puoi dirle che vai per un “ritiro spirituale” per ritemprare lo spirito; non è una bugia, ma una restrizione mentale, cioè una frase ambigua che ha vari significati, e che non costituisce nemmeno peccato veniale, come insegnano i manuali di Teologia Morale, poiché un'esperienza vocazionale è anche un ritiro spirituale. Coraggio, l'elezione dello stato di vita è una scelta di fondamentale importanza, io ti esorto a non arrenderti di fronte alle avversità, e a continuare sulla strada del discernimento vocazionale. La storia della tua conversione è molto bella, ma se il lieto fine fosse lo sposalizio con Gesù buono, sarebbe ancora più bella. Credimi, sulla terra non troverai mai nessun uomo che possa amarti più di Gesù Cristo. Del resto, non conosco nessuno che si lascerebbe inchiodare in Croce per amor tuo. Rimango a tua disposizione per rispondere a qualsiasi altra domanda; per me è una gioia rispondere alle lettere vocazionali dei lettori, poiché desidero tanto che Gesù sia amato. Ti saluto cordialmente in Cristo Re e Maria Mediatrice di tutte le grazie,

Cordialiter

Blog di spiritualità cristiana

Ricordo che oltre al blog vocazionale, aggiorno quotidianamente anche un altro blog sulla spiritualità cristiana: http://cordialiter.blogspot.it/









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martedì 1 agosto 2017

Perseverare nel discernimento

Ecco una delle lettere che mi ha scritto una gentile lettrice...

Ti ringrazio per queste tue riflessioni, sono sempre molto preziose. Sai, ho pregato molto affinché potessi capire finalmente cosa Dio ha in serbo per me. Ho affidato tutto nelle sue mani. [...] Dovrei partire a marzo e, fino a quel mese, vorrei comunque vivere brevi esperienze di ritiro. Questi pensieri sulla vocazione mi sono nati pochi giorni prima del mio ultimo esame (osservazione che mi fa riflettere) e tuttora sono vivi, anche se si alternano a periodi di forti dubbi e sconforto. Mi sento piccola piccola, su di uno stradone grande grande, e sento che Dio mi osserva con grande tenerezza e misericordia, ma in silenzio. Ed io non so cosa fare, da che parte andare. Questo suo silenzio è spesso presente nella mia vita, mi mette alla prova, mi forgia, mi fa bollire. Mi parla raramente, giusto quel poco per darmi tanta carica per lunghi periodi rigidi di silenzio. Mi affido comunque e sempre alla volontà di Nostro Signore […]. Non decide Lui per noi, Egli desidera per noi; siamo noi a dover trovare nella nostra fede cieca la forza per dire il nostro sì alla consacrazione. Non voglio nemmeno sperimentare questo stato di vita perché con la ragione posso valutarlo come sicuro, tranquillo e spiritualmente assicurante l’amore di Dio. Non voglio fare questa scelta perché a me piace per me, la voglio fare perché sento che a Lui piace per me, e fin quando non ho questa sensazione resto sempre nel dubbio. Mi farebbe piacere sapere dove poter trovare saggi padri spirituali nella mia zona […] abito a 10 km da [...].

A presto, anima gradita a Dio.
(Lettera firmata)


Carissima in Cristo,
                                   ti incoraggio a continuare il discernimento vocazionale che hai intrapreso. Perché ci tengo così tanto alle vocazioni religiose? Nel mondo è possibile salvarsi l'anima e cercare la propria santificazione, ma in mezzo a tante occupazioni, distrazioni e tentazioni, è più difficile dedicarsi alla vita devota. E infatti molta gente del mondo vive come se Dio non ci fosse (non mi riferisco solo agli atei, ma anche a molti cristiani). Invece entrando in un buon ordine religioso sarà molto più facile dedicarsi ad amare Dio e a seguire la via della perfezione cristiana. Entrando in un buon ordine, oltre a salvare quasi certamente la propria anima, se ne salveranno tante altre mediante la preghiera e altre forme di apostolato. Ad esempio nel Giorno del Giudizio scopriremo quante anime si sono salvate grazie all'apostolato di Santa Teresa di Lisieux, nonostante vivesse “reclusa” in un monastero di clausura. Se invece di abbracciare la vita religiosa si fosse sposata contro la volontà di Dio, difficilmente avrebbe salvato tante anime.

Coraggio, questo è un periodo importantissimo della tua vita, spero tanto che il Signore voglia prenderti presto tutta per Sé.

In Gesù e Maria,

Cordialiter

Avviso ai lettori del blog

Informo i lettori che il blog "non andrà in vacanza", ma che mi impegnerò a pubblicare almeno un post al giorno anche durante l'estate. Pertanto anche dai luoghi di villeggiatura potrete continuare a leggere il blog mediante tablet e smartphone.

Buone vacanze a tutti! 

lunedì 31 luglio 2017

L'Amore assoluto

Tempo fa una studentessa liceale ha scoperto “casualmente” il blog, e mi ha scritto per confidarmi ciò che sente nel suo cuore. Pubblico alcuni passi della sua lettera...

Carissimo fratello cristiano, mentre ero su facebook, mi è capitata un'inserzione sul tuo blog ed ho subito cliccato. Vorrei raccontarti un po' di me: sono una ragazza di 18 anni e frequento l'ultimo anno di liceo classico. Sin da piccola sono stata accompagnata da questa forte presenza, la fede. Questo infatti è stato un fatto - passami la parola- strano, perchè la mia famiglia non è molto credente in Dio e comunque, non crede affatto alla Chiesa. Mentre io ho sempre subito il fascino della Religione Cattolica ed ho sempre amato la cultura e le trazioni associate ad essa. Però questa fede è sempre stata accompagnata da un forte dubbio, associato a tutto quello che mi veniva detto nei confronti del clero. Sento il bisogno comunque di mandarti un tema che ho scritto qualche giorno fa per farti capire meglio la mia situazione.

[…] A volte si ha paura della verità quando è difficile da ammettere, da attuare, quando una cosa sembra “troppo grande per noi” quando invece è esattamente quello che per noi andrebbe meglio; la vera e pura felicità! La vera e pura forza di vita! L'amore assoluto! Quell'amore che ti lascia andare avanti anche quando tutto è perduto! Quell'amore che sopravvive anche quando c'è buio, quell'amore che apprezza tutto e non fa storie, quello paziente e saggio; l'amore del Signore umanizzato in tutte le persone che soffrono; ovunque c'è bontà, ovunque c'è solidarietà. […]

Alla luce di tutto, vorrei chiederti un consiglio su come fare per canalizzare al meglio questa mia fede e soprattutto con chi parlare della vocazione.
Grazie di cuore.

Cara sorella in Cristo,
                                   ti ringrazio di avermi scritto. Sono contento nel constatare che nonostante la società si sia scristianizzata e paganizzata, esistono ancora persone che non si fanno trascinare dalla stolta mentalità mondana, ma vogliono tenacemente seguire Gesù buono e amarLo con tutto il cuore.

Per quanto riguarda il comportamento del clero bisogna dire che nella storia della Chiesa ci sono sempre stati sia i sacerdoti zelanti, sia quelli che conducevano una vita dissipata e peccaminosa. Purtroppo, ciò accade in qualsiasi istituzione. Anche tra i carabinieri, i dottori, gli insegnanti, i magistrati, gli operai, gli imprenditori, eccetera, ci sono i buoni e i cattivi.

Quando qualcuno critica la Religione Cattolica a causa del cattivo esempio di certi preti, noi non dobbiamo farci convincere dalle loro tesi. Noi siamo seguaci di Gesù Cristo a prescindere dal comportamento del clero, e comunque anche tra i sacerdoti o tra i religiosi ci sono tanti esempi di eroica vita cristiana, pensiamo ad esempio a Don Bosco, Padre Pio, San Francesco, Santa Chiara, San Pio X, Santa Teresina, Sant'Alfonso de Liguori, Sant'Ignazio di Loyola, San Francesco Saverio e tantissimi altri santi.

Io non lo so qual è la volontà di Dio su di te, ma spero con tutto il cuore che Gesù buono voglia prenderti tutta per Sé facendoti abbracciare la vita religiosa in qualche ordine religioso fervoroso e osservante. Continua a riflettere sullo stato di vita che il Signore nella sua infinita bontà ha designato per te! Anzi, io ti consiglio di supplicare ogni giorno il Re del Cielo di chiamarti alla vita religiosa. Certo che si può chiedere questa grazia! Si può chiederla anche per gli altri, come faceva Santa Teresa di Lisieux!

Nella risposta che ti ho inviato in privato ti ho segnalato gli indirizzi di alcune suore con cui puoi parlare del tema della vocazione. Sarebbe bello se tu potessi fare un'esperienza vocazionale con loro, così potresti vedere coi tuoi occhi come si vive in un ordine religioso fervoroso.

Questo è un periodo importantissimo della tua vita, perché ormai si sta avvicinando il momento in cui dovrai eleggere lo stato di vita. Affidati all'intercessione della Madonna affinché ti aiuti a capire qual è la volontà di Dio su di te.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

domenica 30 luglio 2017

Donare un figlio a Dio

Tempo fa, una lettrice molto devota a San Giovanni Bosco, mi ha scritto un breve messaggio al quale ho risposto volentieri.

Ciao,
          tanti complimenti per il tuo blog, ormai è diventata una bella abitudine quotidiana leggere i tuoi scritti, che fanno tanto bene!

Molto bella ed emozionante l’intervista che hai fatto alla “mamma” della suora!

Mi vengono in mente le parole di Don Bosco: “Quando un figlio lascia la famiglia per farsi prete o religioso, Gesù Cristo prende il suo posto in casa”. Queste parole le amava ripetere una “Santa Mamma cristiana” di tre sacerdoti e aggiungeva “Non è vero che i figli che si fanno “religiosi” sono perduti per una mamma. […] Con tre figli preti non sono mai stata abbandonata!”.

Grazie, continua così.

Cordiali saluti.

(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                              innanzitutto sono contento di constatare che in questa società edonista e secolarizzata, ci siano ancora persone interessate alle cose spirituali. Cari lettori, mi rivolgo a tutti voi: per me è una grande consolazione sapere che esistete. Anche se non vi conosco personalmente, mi sento in “comunione spirituale” con ciascuno di voi. Non si tratta di un'illusione, ma è la realtà. Infatti noi siamo tutti membri dello stesso Corpo, ossia della Chiesa Cattolica che, come insegna il Magistero Pontificio, è il Corpo Mistico di Cristo.

Se tutti i miei sforzi per questo blog avessero prodotto anche un solo sospiro d'amore per Gesù buono, mi sentirei abbondantemente appagato. Voglio che le anime ardano col fuoco dell'amore divino, poiché Cristo deve regnare! Dunque vi ringrazio per le bellissime lettere che mi scrivete, le quali spesso sono piene di unzione spirituale ed innalzano l'animo verso Dio. Ah, se i mondani, invece di visitare i siti immorali, venissero su questo blog per leggere le vostre lettere, quante anime tornerebbero con lacrime di compunzione tra le braccia di Dio!

Ho ricevuto tante lettere edificanti; studentesse liceali che ardono dal desiderio di diventare spose di Gesù Cristo, ragazzi disposti a rinunciare al proprio lavoro pur di accedere al sacerdozio cattolico, giovani neolaureati pronti a rinunciare a tutto pur di abbracciare i consigli evangelici tra sacrifici e penitenze. Quanto vorrei che i mondani potessero leggere le vostre e-mail! Chissà, forse molti di loro scoprirebbero di essere anch'essi designati da Dio alla vita religiosa e all'apostolato.

Sì, aveva ragione Don Bosco a ricordare che i figli dati a Dio non sono persi per i genitori. Il Signore non si lascia battere da nessuno in generosità, e se a una mamma chiede un figlio, in qualche modo gli restituirà il centuplo già in questa vita.

Fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

sabato 29 luglio 2017

Le letture e le esortazioni spirituali

Dagli scritti di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932).


Degli autori spirituali. Sono, chi li sappia scegliere tra i migliori, specialmente tra i santi, maestri insieme ed ammonitori. 

a) Sono maestri, che, possedendo la scienza dei santi e avendola praticata, ci fanno capire e gustare i principi e le regole della perfezione; ci rinsaldano la persuasione rispetto all'obbligo di tendere alla santità; ce ne indicano i mezzi, mezzi tanto più efficaci in quanto che li praticarono loro stessi; ci esortano, ci animano, ci traggono a seguirli. Sono maestri tanto più utili in quanto che sono sempre a nostra disposizione; e, con l'aiuto del direttore, possiamo scegliere quelli che convengono meglio allo stato dell'anima nostra trattenendoci con loro quanto vogliamo. Vi sono infatti ottimi autori adatti alle condizioni di ogni anima, e che rispondono a tutti i loro attuali bisogni; tutto sta a saperli scegliere bene e leggerli col desiderio di trarne profitto. 

577.   b) Sono pure ammonitori assai benevoli, che ci svelano i nostri difetti con riguardo e dolcezza. Son paghi di mostrarci l'ideale da perseguire, invitandoci a studiar noi stessi con l'aiuto di questo specchio spirituale, per rilevar lealmente le nostre buone qualità e i nostri difetti, le tappe già percorse e quelle che dobbiamo ancora percorrere per accostarci alla perfezione. Ci sono così agevolate le riflessioni su noi medesimi e le generose risoluzioni. 
Non è quindi meraviglia che la lettura dei libri spirituali, comprese le vite dei Santi, abbiano causato conversioni come quelle d'Agostino e d'Ignazio, e condotto ai più alti gradi di perfezione anime che altrimenti sarebbero vissute nella mediocrità.

578.   C) Delle conferenze spirituali. Queste conferenze hanno sulle letture un doppio vantaggio: a) s'adattano meglio ai bisogni speciali degli uditori, essendo state composte espressamente per loro; b) sono più vive e, a parità di condizioni, più efficaci dei libri, più atte a trasfondere la persuasione nelle anime: lo sguardo, il tono della voce, il gesto, in una parola l'azione oratoria, fanno risaltar meglio il valore delle cose dette. Ma, perchè ciò avvenga, è chiaro che chi parla deve essersi nutrito l'anima alle migliori sorgenti, sentirsi profondamente convinto di ciò che dice e chiedere a Dio di benedire e di avvivare le sue parole. E si richiede pure che gli uditori siano ben disposti. 

II. Disposizioni per approfittare delle letture e delle conferenze.

579.   La lettura spirituale è in sostanza destinata ad alimentare lo spirito di preghiera, ed è un modo di far meditazione e di trattenersi con Dio, di cui l'autore spirituale è interprete. [...]

Ci vuole un sincero desiderio di santificarsi: non si trae infatti vantaggio dalle letture o dalle conferenze se non in quanto uno vi cerca la propria santificazione. Si deve quindi: 
a) Aver fame e sete di perfezione, ascoltare o leggere con quella attenzione operosa che cerca avidamente la parola di Dio, che applica a sè e non agli altri ciò che legge o sente, ruminandolo per meglio digerirlo e metterlo in pratica. Vi si trova allora copioso alimento, qualunque sia l'argomento trattato, perchè nella vita spirituale tutto si intreccia e si connette: ciò che direttamente si applica agli incipienti si può facilmente adattare a quelli che sono più progrediti; ciò che si dice per costoro serve d'ideale ai primi; ciò che si riferisce al futuro consiglia risoluzioni per il presente, perchè a questo modo uno si dispone a ben compire i doveri che obbligheranno solo più tardi; e così la lotta vittoriosa contro le tentazioni future si prepara con la vigilanza nel presente. Si può quindi trar sempre partito per il presente da tutto ciò che vien detto, sopratutto poi se si presta orecchio al predicatore interiore che parla nel più intimo dell'anima a chi lo sappia ascoltare "Audiam quid loquatur in me Dominus Deus". 

582.   b) Ecco perchè è necessario leggere lentamente, "fermandovi, dice S. G. Eudes, a considerare, ruminare, pesare, gustare le verità che maggiormente vi commuovono, per imprimervele bene nella mente e trarne atti ed affetti". La lettura o l'esortazione diventa allora una meditazione: infatti uno si investe a poco a poco dei pensieri e dei sentimenti che si leggono o si ascoltano, si desidera di metterli in pratica, e se ne chiede internamente la grazia. 

583.   3° Ci vuole finalmente lo sforzo serio per cominciare a mettere in pratica ciò che si legge o si ascolta. È ciò che raccomandava S. Paolo ai suoi lettori, scrivendo che non sono già giusti coloro che ascoltano la legge ma quelli che la mettono in pratica [...]. Non fa del resto che commentar la parola del Maestro, il quale, nella parabola della semente, dichiara che traggono profitto della parola di Dio quelli che, "avendo ascoltata la parola con cuore buono ed ottimo, la custodiscono e la fanno fruttificare per mezzo della costanza".

Dobbiamo quindi imitare S. Efrem, che riproduceva nelle opere ciò che aveva appreso nelle letture [...]. La luce non ci vien data se non per l'opera, onde il primo atto deve essere uno sforzo per vivere secondo l'insegnamento ricevuto "Estote factores verbi et non auditores tantum". 


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]