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giovedì 21 giugno 2018

Testimonianza di una ragazza

Ripubblico la testimonianza di una lettrice del blog rinvigorita nella fede dopo aver partecipato alle "Giornate Universitarie" e agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio. 

Carissimo D.,
                     come stai? Leggo dal tuo blog che tantissime giovani che si tenevano in contatto con te hanno deciso di abbracciare la vita religiosa! Il cuore di Maria Santissima Corredentrice sarà colmo di gioia, e questo è anche merito tuo! Con quanta pazienza e sensibilità aiuti tantissimi a trovare la loro strada!

Anche il mio cammino spirituale è fiorito grazie ai tuoi preziosi consigli. Grazie a te sono entrata in contatto con le Servidoras. Ho partecipato alle Giornate Universitarie di Formazione Cattolica. Che esperienza! È stato meraviglioso conoscere tanti ragazzi, che come me non condividono la logica del mondo, ma amano profondamente Gesù e Maria. Ogni tanto mi sento così sola! Non mi interessano più le cose vane: televisione e discoteche non hanno più nessuna attrattiva. Le persone intorno a me, la famiglia e gli amici, non capiscono; e qualche volta ho dei momenti di scoraggiamento. Ma adesso so che ci sono altri come me e non ho più paura della solitudine.

Per grazia di Dio dopo le Giornate di Formazione sono rimasta per gli Esercizi Spirituali. Quei giorni di silenzio sono di un'intensità... assordante! Sono davvero nutrimento per lo spirito e portano un tale numero di doni celesti....! Un'esperienza che ogni cristiano dovrebbe fare con una certa periodicità. Purtroppo sono pochissime le parrocchie che la propongono ai loro fedeli.

Sono ancora in discernimento vocazionale. Non so se è Dio che desidera aspettare a rivelarmi la mia strada o se sono io che sono... sorda! Cerco di mettermi ogni giorno con la preghiera nelle mani di Gesù. Desidero solo fare ciò che a Lui piace. Mi affido alla Divina Provvidenza, che conosce tutti i nostri bisogni.

Ti ringrazio tanto per la pazienza con cui rispondi alle mie lettere e per il preziosissimo lavoro che fai con il blog. Che Dio ti benedica.

Un affettuoso saluto in Gesù e Maria,
(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                           sono contento che hai partecipato alle Giornate Universitarie di Formazione Cattolica organizzate dall'Istituto del Verbo Incarnato in collaborazione con le Servidoras. Al giorno d'oggi è importantissimo avere una solida preparazione dottrinale, onde evitare di farsi ingannare dai sofismi e dalle menzogne di coloro che vivono come se Dio non ci fosse, e che spesso gestiscono le scuole, le università, la stampa, le televisioni, ecc. C'è bisogno di cattolici coraggiosi e militanti che sappiano contrastare l'avanzata della secolarizzazione della società. Apprezzo il fatto che state cercando di organizzare un gruppo di giovani cristiani legati alla Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato. In questo modo potrete organizzare varie iniziative apostoliche per il bene delle anime, cioè per portarle a Dio; inoltre vi darete aiuto e coraggio a vicenda. Poter condividere con altre persone l'amore per il Redentore Divino, procura una grande gioia. I pagani rimanevano impressionati nel vedere che i cristiani dei primi tempi si amavano gli uni gli altri come fratelli. La carità fraterna è un potente mezzo di apostolato, perché un atto di pura carità vale più di mille parole. 

É meraviglioso sapere che ormai le discoteche, la televisione e le cose mondane della società non ti attraggono più. Quando una persona si innamora di Gesù Cristo, tutte le cose vane della terra non le interessano più, perché perdono ogni valore. Solo Dio è l'unico nostro bene!

Dopo le “Giornate Universitarie” hai fatto benissimo a partecipare anche agli esercizi spirituali di sant'Ignazio di Loyola, i quali sono un'occasione d'oro per riflettere sul vero senso della vita, che non consiste nell'ammassare beni materiali e immergersi nei divertimenti sfrenati. Il nostro scopo su questa terra è di conoscere, amare e servire Dio, per poter poi andare in Cielo ad amarlo per sempre. Tutto ciò che non conduce a questo fine, è vanità delle vanità.

Circa l'elezione dello stato di vita, spero tanto che tu sia stata prescelta da Gesù buono per divenire sua casta sposa abbracciando la vita religiosa. Certo, anche nel mondo è possibile praticare le virtù cristiane, ma è molto più difficile, perché si è costretti a vivere in mezzo a tante preoccupazioni materiali, per non parlare delle innumerevoli tentazioni. Invece in un convento fervoroso e osservante è molto più semplice fare vita devota e ascetica.

Carissima in Cristo, continua a combattere la buona battaglia della fede. La nostra permanenza in questa valle di lacrime è breve, infatti passa in fretta la scena di questo mondo. Tra cento anni al massimo, sia io che scrivo, sia tu che leggi, saremo entrati nell'eternità. Ancora un po' di sofferenza  su questa terra e poi potremo finalmente incontrare Dio. Accettiamo per amore di Cristo le sofferenze di questa vita, e così potremo dimostrare al Redentore Divino di amarlo davvero. Offriamo al Signore le nostre pene per la salvezza delle anime! La Madonna a Fatima disse che molte anime vanno all'inferno perché non c'è nessuno che offre preghiere e penitenze per la conversione dei peccatori. Sacrifichiamoci per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria e la maggior gloria della Santissima Trinità!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

mercoledì 20 giugno 2018

Desiderare di amare Dio più di tutti i santi

Insegna Sant'Alfonso Maria de Liguori, che è molto importante sollevare i nostri desideri a cose grandi, come il voler amare Dio più di tutti i santi, di patire più di tutti i martiri per suo amore, di soffrire e perdonare tutte le ingiurie, di abbracciare ogni fatica e pena per salvare un'anima, e cose simili. Innanzitutto perché questi desideri, benché siano di cose che non accadranno, nondimeno son di gran merito presso Dio, il quale odia le volontà perverse, ma si compiace di quelle buone. In secondo luogo, perché l'anima per questi desideri di cose grandi e difficili si rende più coraggiosa ad eseguire le cose più facili. Perciò giova molto fare sin dal mattino il proposito di far sempre quanto si può per Dio, di sopportare cristianamente tutte le avversità, di star sempre raccolto ed occupato nel fare atti di amore verso Dio. Così faceva San Francesco, come riferisce San Bonaventura. Dice Santa Teresa d'Avila che il Signore si compiace talmente tanto dei buoni desideri, che li considera come se fossero stati realizzati. Oh quanto è meglio aver a che fare con Dio che col mondo! Per conseguire i beni del mondo, le ricchezze, gli onori, gli applausi degli uomini, non basta il desiderarli, anzi il desiderio accresce la pena, quando non si ottengono; ma con Dio basta desiderare la sua grazia e il suo amore, per ottenerli già. L'amicizia di Dio la ottiene chi la vuole con vero e risoluto desiderio di ottenerla. Dico con vero e risoluto desiderio; poiché poco servono quei desideri inefficaci coi quali si pascono alcune anime pigre, le quali sempre desiderano, e intanto non danno mai un passo avanti nella via di Dio.

martedì 19 giugno 2018

Molte ragazze non riescono a trovare un fidanzato cristiano (/)

Diverse lettrici mi hanno confidato la loro difficoltà a trovare un fidanzato serio che voglia dar vita a una famiglia autenticamente cristiana. Ad esempio nel 2016 una ragazza laureata mi ha detto che gli uomini con cui aveva cominciato una relazione sentimentale, sono tutti scomparsi senza farsi più sentire. Le ho chiesto per quale motivo fosse accaduto ciò, visto che ha un aspetto esteriore alquanto grazioso. Mi ha risposto che quando quei ragazzi le hanno chiesto di concedersi, lei ha rifiutato poiché desidera vivere in castità fino al matrimonio, ma nessuno di loro ha voluto aspettare e quindi hanno interrotto la relazione e non si sono fatti più sentire.

Anche altre "ragazze serie" mi hanno detto che purtroppo i ragazzi che le corteggiano sono quasi tutti desiderosi di commettere fornicazione (rapporti tra persone non sposate) o addirittura di andare a convivere prima del matrimonio. Ciò per loro è causa di sconforto e tristezza, poiché si sentono attratte dalla vita matrimoniale e desiderano diventare madri, ma non riescono a trovare degli uomini pii come il papà di Santa Teresa di Lisieux, con cui formare una famiglia cristiana.

Mi dispiace tanto vederle soffrire ma sono dispiaciuto anche per il danno che ne ricava la Chiesa Cattolica, che è il Corpo Mistico di Cristo, e che ha una grande necessità di giovani, prolifiche e fervorose famiglie autenticamente cristiane. Se i bambini nascono in famiglie "scristianizzate", come faranno a ricevere una buona educazione cattolica? Invece i bambini che nascono in famiglie autenticamente cristiane come quella dei genitori di Santa Teresina, hanno maggiori probabilità di crescere buoni e di salvarsi l'anima.

Purtroppo, per sposarsi non basta trovare un "bravo coniuge", c'è bisogno anche che tra i due sposi ci sia una certa sintonia e una visione comune sulla vita matrimoniale. Vi faccio un esempio. Qualche anno fa un'infermiera neocatecumenale (le lettrici nubili che mi contattano per parlarmi di matrimonio cristiano sono principalmente insegnanti e infermiere), dopo aver letto un mio scritto sulla vita matrimoniale, mi disse che stava cercando un fidanzato cristiano che la pensasse come me, e così per alcuni mesi dialogammo con lo scopo di conoscerci meglio. Era una brava ragazza, aveva le idee chiare sulla sessualità (ho apprezzato molto il fatto che fosse contraria agli anticoncezionali, cosa alquanto rara di questi tempi persino in molti ambienti parrocchiali), ma tra noi non c'era molta sintonia, si notava la diversità di sensibilità tra di noi. Una ragazza che non ha una mentalità tradizionale, difficilmente riesce a comprendermi pienamente.

Nonostante il degrado continui ad avanzare nella società neopagana in cui viviamo, fortunatamente ci sono degli elementi che inducono alla speranza. Quando qualche anno fa ho partecipato a Roma al pellegrinaggio del Popolo del "Summorum Pontificum", ho notato la presenza di diverse giovani famiglie con tanti bambini. Queste prolifiche famiglie di stampo tradizionale aiutano a guardare con speranza verso l'avvenire (spesso sono vivai di buone vocazioni religiose), mentre il vegliardo e isterilita popolo modernista incede inesorabilmente sul viale del tramonto.

Preghiamo il Signore affinché doni alla Chiesa sia numerosi e santi sacerdoti che numerose e feconde famiglie profondamente cristiane!

Felice di vivere nella purezza

Tempo fa ho ricevuto una bella testimonianza di vita cristiana da parte di una ragazza che voleva vivere in castità nonostante il fidanzato aveva idee diverse dalle sue...

Caro curatore di questo meraviglioso blog vocazionale, sono una studentessa di ventuno anni, lettrice assidua del tuo blog e di letture sacre (amo leggere). E' da tempo che volevo scriverti, per raccontarti la mia storia. Sono una cattolica-cristiana (vado a Messa la Domenica), e sin da quando andavo alle medie sono catechista, Dio mi ha dato questo grande dono di insegnare la sua Parola e trasmetterla agli altri. Sin da quando ero ragazzina amo Dio, e quando avevo 17 anni decisi di dire a mia madre che dopo la scuola superiore sarei voluta partire per andare in un monastero di clausura, per lodare Dio e dedicargli tutta la vita. Mia madre fece di tutto per distogliermi dalla mia vocazione, non perdeva mai un'occasione per ripetermi che prima o poi l'avrei abbandonata. Riuscì a distogliermi e […] l'anno dopo conobbi il mio attuale ragazzo. All'inizio mi sembrò un giovane credente, di buona fede, ma ora dopo tre anni che siamo fidanzati mi ripete sempre che il fidanzamento come lo intendo io (cioè casto fino al matrimonio) è solo un'idea arcaica [...]. Da parte mia ho detto che mi era sembrato di essere stata chiara sin dall'inizio e ho detto che se a lui non va bene il fidanzamento così, può anche lasciarmi, ma lui ha detto che sarebbe stupido lasciarmi solo per questo. Credevo di aver trovato una persona adatta alla mia personalità, (sono molto semplice, non vado mai dal parrucchiere, vesto sempre con dei vestiti che coprono tutto il mio corpo, non sono mai stata in discoteca la sera e per studiare all'università vivo in un istituto di suore), ma non è così, a lui piaccio solo perché sono seria, ma poi mi dice che mi trascuro, che sbaglio a dedicare tanto tempo allo studio e sbaglio ad essere con dei princìpi che mai nessuno mi toglierà, ne tanto meno lui. Vorrei qualche consiglio sul comportamento che devo assumere, aiutami, perché non riesco a parlare con nessuno di questa delicata questione, mi vergogno di tutto questo e il mio cuore è triste...

In più vorrei qualche consiglio spirituale, sono un'umile serva di Dio e lo amerò sempre! Grazie davvero per tutto ciò fai per ogni anima che ti chiede conforto. Pregherò per te.

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                  ti ringrazio per avermi scritto, la tua testimonianza di vita cristiana mi è piaciuta molto.

Il tuo modo di concepire il fidanzamento, cioè di viverlo in castità fino al matrimonio, non è arcaico, ma è il modo di viverlo ordinatoci per nostro bene dal Signore. Il Catechismo della Chiesa Cattolica promulgato da Papa Giovanni Paolo II ribadisce ai cristiani di oggi ciò che la Chiesa ha sempre insegnato al riguardo, e cioè che tutte le persone che non sono sposate devono vivere in castità anche se sono fidanzate. Purtroppo, persino tanti fedeli praticanti rifiutano di obbedire a questa Legge che Dio ha scritto nei nostri cuori (non fornicare), e si ribellano agli insegnamenti della Chiesa sul sesto comandamento. Tu continua a obbedire all'eterna Legge di Dio e non te ne pentirai giammai. I mondani ti derideranno e ti insulteranno, ma Gesù Cristo ci ha detto: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.” (Matteo 5,11-12)

Dunque non sei una persona antiquata, sei solo una seguace del Redentore Divino: continua così! L'unica cosa che conta nella vita è piacere a Dio, tutto il resto è vanità delle vanità. Apprezzo moltissimo anche il modo castigato di vestirti. La Madonna a Fatima disse che un giorno sarebbero venute delle mode che avrebbero offeso molto Nostro Signore, e infatti quelle mode oscene sono giunte davvero: minigonne, scollature profonde e gli altri abiti spudorati costituiscono un grave scandalo per l'anima del prossimo, poiché lo inducono a commettere dei peccati. Per questo motivo una donna davvero cristiana deve indossare solo abiti che non offendono il pudore. Continua ad essere semplice, a non frequentare luoghi malsani come le discoteche, e a vivere coerentemente la vita cristiana.

Quando avevi 17 anni era meglio se non avessi confidato a tua madre il desiderio di donarti a Dio in un monastero di clausura. Ma ormai quel che è fatto è fatto, adesso bisogna guardare al futuro. Ormai sei maggiorenne e tra qualche anno finirai gli studi universitari, ritengo sia importantissimo utilizzare questo periodo per riflettere attentamente sullo stato di vita che il Signore ha scelto per te. Io non so se ciò che sentivi nel tuo cuore a 17 anni era una vera vocazione o un semplice pio desiderio, però ti raccomando di metterti in ascolto della volontà di Dio. E se Gesù buono volesse prenderti tutta per Sé? Lo spero tanto! Un conto è essere sposa del Re del Cielo, altro conto è essere moglie di un uomo della terra: non c'è paragone! Io ti chiedo solo di pregare il Signore di farti capire la sua volontà. Tra coloro che mi hanno scritto ci sono anche varie persone (in prevalenza donne) che rimpiangono di essersi sposate e di non aver approfondito in gioventù la possibilità di abbracciare la vita religiosa. Tu sei ancora in tempo per riflettere attentamente ed eleggere lo stato di vita al quale ti chiama il Signore. Durante le prossime vacanze sarebbe ottima cosa poter trascorrere alcuni giorni in qualche convento fervoroso e osservante. Immersa nella preghiera e nella meditazione sarà più facile poter ascoltare ciò che Iddio vuole da te.

Ti consiglio di fare l'orazione mentale, la quale consiste nel dedicare alcuni minuti della giornata nel pensare alla maestà della Santissima Trinità, alla dolorosa Passione del Redentore, all'amore di Dio per noi, ai novissimi o ad altri misteri di fede, e inframmezzare questa meditazione con devote frasi piene d'amore rivolte a Gesù buono e anche alla nostra Mamma del Cielo. Per allenare l'anima al sacrificio e al combattimento spirituale, è buona cosa fare ogni giorno qualche mortificazione, ad esempio rinunciare a mangiare una caramella, ad usare l'ascensore e l'automobile, ad ascoltare una canzone, a leggere subito una lettera che si è appena ricevuta, a guardare un film lecito, a discolparti quando ricevi un rimprovero, ecc. Per quanto riguarda la tristezza che senti nel cuore, puoi trovare facilmente conforto buttandoti tra le braccia di Gesù buono. Solo Dio può consolarci nei momenti di dolore.

Carissima sorella in Cristo, spero tanto di esserti stato di qualche utilità. Per me è una grande gioia poter essere di aiuto alle persone che vogliono amare Dio, pertanto non esitare a scrivermi ogni volta che ne sentirai il bisogno.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,

Cordialiter

lunedì 18 giugno 2018

Lavorare per le vocazioni religiose (/)

I miei blog religiosi in italiano e in lingue straniere ricevono centinaia di visite giornaliere. Diverse persone mi hanno confidato di sentirsi edificare l'animo nel leggere i post che pubblico. L'enorme lavoro che c'è dietro a tutto ciò richiede un sacco di tempo e fatica. Ma chi è il mio "editore"? Siete voi lettori-sostenitori! No, non è un modo di dire, è la realtà. Infatti senza il vostro aiuto economico dovrei abbandonare i miei blog, come hanno fatto tanti altri blogger. A tal proposito pubblico uno scambio epistolare tra me e Maristella, la quale con delle libere donazioni sostiene il lavoro che sta dietro ai blog.


Carissima sorella in Cristo,
                                             ancora una volta sento il dovere di scriverti per ringraziarti per l'ennesimo contributo che mi hai generosamente donato. I soldi che mi hai inviato equivalgono ad alcune ore del tuo lavoro che devolvi a me per consentirmi di continuare a dedicare innumerevoli ore alla gestione dei miei blog. Pur essendo un estraneo (non ci siamo mai neppure incontrati di persona), mi tratti con tanta carità e mi consideri davvero tuo "fratellino" adottivo. Sono colpito da tutto ciò che fai per me in maniera disinteressata. C'è da commuoversi nel constatare che in questa spietata società materialista ed egoista, esistono ancora persone cordiali, caritatevoli e fraterne come te.

Gesù nel Vangelo ha promesso una ricompensa persino a chi darà un bicchiere d'acqua ai suoi discepoli. E tu mi hai donato molto più di un bicchiere d'acqua! Io non so se il Signore ti ricompenserà con beni materiali (salute, carriera, difesa dalle sciagure, ecc.) oppure con beni spirituali (contrizione del cuore, consolazioni spirituali, morte in stato di grazia, suffragi alle anime del purgatorio alle quali sei legata da legami parentali o affettivi, conversione dei tuoi parenti, ecc.), tuttavia è certo che Dio non si lascia vincere in generosità da nessuno, pertanto ricompensa abbondantemente ogni nostra opera buona.

Insomma, nessuno "paga" bene tanto quanto la Santissima Trinità. Penso che le donazioni che quasi mensilmente mi invii siano molto più "remunerative" rispetto a qualsiasi altro investimento economico (per non parlare poi del rischio di incorrere in qualche sciagura finanziaria come quelle che negli ultimi mesi hanno flagellato tanti incolpevoli investitori, tra i quali gli azionisti di Banca Etruria, Banca Popolare di Vicenza, e altre società... sarebbe stato meglio se avessero "investito" i soldi in opere pie anziché perderli nel mondo dell'alta finanza).

Se tante persone, anche grazie ai miei blog, hanno abbracciato la vita consacrata, e molte altre, pur essendo rimaste nel mondo, hanno tratto giovamento spirituale leggendo gli scritti che pubblico, il merito devo condividerlo con coloro che mi hanno aiutato a poter realizzare quest'opera sul web che ormai ha totalizzato oltre 2 milioni di visite. Senza il vostro aiuto economico (purtroppo, voi lettori-sostenitori non siete in molti) temo che avrei dovuto abbandonare i miei blog (come hanno fatto tanti altri blogger) già da diverso tempo, poiché non si possono dedicare molte ore al giorno a rispondere alle e-mail e a preparare i post (a meno che un blogger non è in pensione oppure dispone di un ingente patrimonio con cui vivere di rendita).

Un altro motivo per cui ti sono grato è che tu quando mi scrivi non mi rattristi, anzi mi tiri su il morale con la tua letizia cristiana e la tua devozione. Sei proprio una vera amica spirituale!

Grazie di cuore!

Cordialiter

P. S. Grazie anche per i libri sul grande Cardinale Schuster che mi hai regalato!



Carissimo fratello in Cristo, 
                                              ancora una volta sono io che ringrazio te (…), il tuo blog è più unico che raro e per me è una grande gioia poterti aiutare anche materialmente. Anni fa avevo perso il lavoro e so molto bene cosa significhi non poter contare su un reddito fisso. Tu hai avuto questa vocazione all'apostolato e io sono convinta che sia giusto che noi cattolici che si riconosciamo nella Tradizione ti diamo il nostro contributo, in modo da poter permettere a te di continuare a diffondere la Fede e a coltivare i meravigliosi fiori delle vocazioni religiose.

Io credo che amministrare saggiamente il patrimonio familiare, senza dimenticare di fare il bene sia un compito indispensabile per le spose e le madri cristiane. (...) Il denaro è un mezzo, mai un fine: va impiegato con timore di Dio, con saggezza. Quanti disastri sia con l'avarizia che con gli sperperi! Le persone perdono la pace, cadono in preda al peccato... famiglie e aziende vengono travolte.

Spero sinceramente che il Signore, nelle Sue infinite bontà e giustizia, mi ricompensi con doni spirituali, desiderando io sempre più distaccarmi dal mondo per vivere sempre più vicina a Lui. (...) Sto chiedendo al Signore il dono e la grazie di riuscire sempre di più a rendere ogni mio gesto, ogni mia azione, un rendimento di grazie e una preghiera. Cerco di pregare mentre viaggio sull'autobus, lavorando e sbrigando le faccende di casa, guidando l'auto, dialogando con le persone. Lui si fa vicino a me e mi dona la pazienza, la calma, il sorriso; mi suggerisce buone azioni e parole di conforto. Mi aiuta a cercare di comportarmi come Maria: nella preghiera, nel lavoro, nei piccoli sacrifici, nel silenzio, nel custodire nel cuore tante persone, parole, situazioni. Sbaglio e cado spesso: cerco di chiedere subito perdono e di ripartire con il Signore che si china su di me e mi rialza.

Mi abbandono nelle mani del Signore, con pazienza e letizia. Lui mi ama immensamente: per me che sono polvere e cenere ha sparso il Suo sangue, ha sopportato una morte atroce. Lui non mi abbandonerà mai. Lui vuole il mio bene.

Dio ti benedica, illumini e rischiari sempre il tuo cammino, ti custodisca all'ombra delle Sue ali.

Nei Cuori Immacolati,

Maristella


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I lettori che apprezzano il blog e che hanno un reddito che consente loro di vivere dignitosamente, cioè non si trovano in situazioni economiche “difficili” (precari, studenti, disoccupati, cassintegrati, sfrattati, ecc.), se non lo hanno già fatto in passato, spero che possano prendere in considerazione l'opportunità di inviarmi un libero contributo (anche modico) tramite Paypal o bonifico bancario, per aiutarmi affinché io possa dedicare il tempo necessario per continuare ad aggiornarlo ogni giorno e rispondere alle numerose e-mail dei lettori. Supplico la Santissima Trinità di ricompensare con la grazia della perseveranza finale tutti coloro che desiderano sostenere il mio impegno sul web (dal 2008) per la maggior gloria di Dio.


Per bonifici bancari a me intestati, IBAN    IT96S0308301612000000010306    (causale: donazione).

Chi invece preferisce usare Paypal:



Per ulteriori informazioni: cordialiter@gmail.com


Ringrazio tutti di cuore!

Lasciare tutto per seguire Gesù

Ripubblico volentieri la testimonianza che mi scrisse una ragazza al ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid nel 2011.


Caro Cordialiter,
da poco sono tornata dal pellegrinaggio in Spagna. Ringrazio Dio per aver potuto partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid.

Durante la Veglia a Cuatro Vientos risuonava un unico coro di più di un milione e mezzo di giovani che gridava “Questa è la gioventù del Papa!”. Come sai quella sera, appena il Santo Padre ha iniziato il suo discorso, è iniziato a piovere, ma più pioveva e più gridavamo e ci rallegravamo. È stata una grande benedizione dal Cielo!

Ciò che più mi ha colpito invece, è stato il silenzio che improvvisamente si è fatto quando il Santo Padre ha esposto il Santissimo Sacramento. Che gioia vedere tanti giovani adorare silenziosamente Gesù Eucaristico, tra l’altro erano state allestite varie tende – cappella con la possibilità di continuare l’Adorazione durante la notte. In quel momento ho pregato tanto per te, per le lettrici del blog e per tutti i giovani che stanno pensando alla vita religiosa, sono sicura che dopo la GMG tanti ragazzi e ragazze lasceranno il mondo per consacrarsi al Signore.

Ti ringrazio per il bene che attraverso il blog stai facendo a tante anime e ti incoraggio a continuare accompagnandoti con le nostre preghiere. Ti chiedo di pubblicare questa piccola mail, e a tutte le ragazze che si sentono chiamate alla vita religiosa ricordo le parole del Santo Padre durante la Veglia di preghiera del 20 agosto 2011:

“…Non abbiate paura del mondo, né del futuro, né della vostra debolezza… Vale la pena accogliere nel nostro intimo la chiamata di Cristo e seguire con coraggio e generosità il cammino che ci propone!... Che bello è sapere che Gesù ti cerca, fissa il suo sguardo su di te, e con la sua voce inconfondibile dice anche a te: «Seguimi!» (cfr Mc 2,14).” [LEV]

Coraggio! Solo per Cristo vale la pena lasciare tutto!

In Gesù e Maria,
(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                           ti ringrazio per la bella testimonianza che mi hai inviato. Anche io spero ardentemente che molte persone che hanno partecipato alla GMG decidano di abbandonare il mondo traditore e di donarsi a Dio in qualche ordine religioso fervoroso e zelante del bene delle anime, come l'istituto delle “Serve del Signore e della Vergine di Matarà”, dette anche “Servidoras”. Alle ragazze che in seguito alla Giornata Mondiale della Gioventù si sentono attrarre da Gesù in un ordine di vita attiva e missionaria, consiglio di fare un'esperienza vocazionale presso le Servidoras (ai maschi consiglio l'Istituto del Verbo Incarnato). Possono contattare queste zelanti suore (tra l'altro in maggioranza giovani), scrivendo all'indirizzo: vocazione@servidoras.org

Rilancio volentieri la tua esortazione finale: “Coraggio! Solo per Cristo vale la pena lasciare tutto!”

In Cristo Redentore e in Maria Corredentrice,

Cordialiter

domenica 17 giugno 2018

Blog di spiritualità cristiana (/)

Ricordo che oltre al blog vocazionale, aggiorno quotidianamente anche un altro blog sulla spiritualità cristiana: http://cordialiter.blogspot.it/









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Pace di un giusto che muore

Dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Vescovo e Dottore della Chiesa.


Punto I

"Iustorum animae in manu Dei sunt". Se Dio tiene strette nelle sue mani l'anime de' giusti, chi mai potrà strapparle dalle sue mani? È vero che l'inferno non lascia di tentare e d'insultare anche i Santi nella loro morte, ma Dio non lascia di assisterli e di accrescere gli aiuti a' servi suoi fedeli, dove cresce il loro pericolo [...]. Quando il servo d'Eliseo vide la città circondata da' nemici, restò atterrito; ma il Santo gli fece animo dicendo: "Noli timere, plures enim nobiscum sunt, quam cum illis" (4 Reg 6,16). E poi gli fe' vedere un esercito d'Angeli mandati da Dio in difesa. Verrà sì bene il demonio a tentare, ma verrà anche l'Angelo Custode a confortare il moribondo: verranno i SS. Avvocati: verrà S. Michele, ch'è destinato da Dio a difendere i servi fedeli nell'ultimo contrasto coll'inferno; verrà la divina Madre a discacciare i nemici, con ponere il suo divoto sotto il suo manto: verrà sopra tutti Gesù Cristo a custodire dalle tentazioni quella sua pecorella innocente, o penitente, per cui salvare ha data la vita: Egli le darà la confidenza e la forza, che in tal combattimento le bisognano, ond'ella tutta coraggio dirà: "Dominus factus est adiutor meus" (Ps 29,11). "Dominus illuminatio mea, et salus mea, quem timebo?" (Ps 26,1). Preme più a Dio, dice Origene, la nostra salvezza, che non preme al demonio la nostra perdizione; perché assai più ci ama Dio, che non ci odia il demonio: "Maior illi cura est, ut nos ad salutem pertrahat, quam diabolo, ut nos ad damnationem impellat".

Dio è fedele, dice l'Apostolo, non permette che noi siamo tentati oltre le nostre forze: "Fidelis Deus non patietur vos tentari supra id quod potestis" (1 Cor 10,13). Ma direte: Molti Santi son morti con gran timore della loro salute. Rispondo: pochi sono gli esempi, che si leggono di questi tali, che han menata buona vita e poi son morti con questo timore. Dice il Belluacense che il Signore ciò lo permette in alcuni, per purgarli in morte di qualche loro difetto: "Iusti quandoque dure moriendo purgantur in hoc mundo". Del resto di quasi tutt'i Servi di Dio leggesi che son morti col riso in bocca. A tutti dà timore in morte il divino giudizio, ma dove i peccatori dal timore passano alla disperazione, i Santi dal timore passano alla confidenza. Temea S. Bernardo stando infermo, come narra S. Antonino, ed era tentato di diffidenza; ma pensando a i meriti di Gesù Cristo, discacciava ogni timore dicendo: "Vulnera tua, merita mea". Temea S. Ilarione, ma lieto poi disse: "Egredere, anima mea, quid times? Septuaginta prope annis servisti Christo, et mortem times?". E voleva dire: Anima mia, che temi, avendo servito ad un Dio, ch'è fedele, e non sa abbandonare chi gli è stato fedele in vita? Il P. Giuseppe Scamacca della Compagnia di Gesù, dimandato se moriva con confidenza, rispose: E che ho servito a Maometto, ch'io abbia ora a dubitare della bontà del mio Dio, che non mi voglia salvare?

Se mai in morte ci tormenterà il pensiero di aver offeso Dio in qualche tempo, sappiamo che il Signore si è protestato di scordarsi de' peccati de' penitenti: "Si impius egerit poenitentiam, omnium iniquitatum eius non recordabor" (Ezech 18). Ma, dirà taluno, come possiamo star sicuri che Dio ci abbia perdonati? Ciò dimanda anche S. Basilio: "Quomodo certo persuasus esse quis potest, quod Deus ei peccata dimiserit?". E risponde: "Nimirum si dicat: iniquitatem odio habui, et abominatus sum". Chi odia il peccato, può star sicuro che Dio l'ha già perdonato. Il cuore dell'uomo non può star senz'amare: o ama le creature o ama Dio; se non ama le creature, dunque ama Dio. E ama Dio, chi osserva i precetti: "Qui habet praecepta mea, et servat ea, ille est qui diligit me" (Io 14). Chi muore dunque nell'osservanza de' precetti, muore amando Dio; e chi ama Dio, non teme: "Caritas mittit foras timorem" (1 Io 4,18).

Punto II

"Iustorum animae in manu Dei sunt, non tanget illos tormentum malitiae, visi sunt oculis insipientium mori... illi autem sunt in pace" (Sap 3,3). Sembra agli occhi degli stolti che i Servi di Dio muoiano afflitti e contro voglia, come muoiono i mondani; ma no, che Dio sa ben consolare i figli suoi nella loro morte; ed anche tra i dolori della morte fa loro sentire certe grandi dolcezze, come saggi del paradiso che tra poco vuol loro dare. Siccome quei che muoiono in peccato, cominciano sin da sopra quel letto a sentire certi saggi d'inferno, di rimorsi, di spaventi e di disperazione; così all'incontro i Santi cogli atti d'amore che allora fanno più spesso verso Dio, col desiderio e colla speranza che tengono di presto goderlo, già prima di morire cominciano a sentire quella pace, che pienamente poi goderanno in cielo. La morte a' Santi non è castigo, ma premio: "Cum dederit dilectis suis somnum, ecce hereditas Domini" (Ps 126,2). La morte di chi ama Dio, non si chiama morte, ma sonno, sicché ben egli potrà dire: "In pace in idipsum dormiam, et requiescam" (Ps 4,9).

Il P. Suarez morì con tanta pace, che morendo giunse a dire: "Non putabam tam dulce esse mori": non potea mai immaginarmi, che la morte mi dovesse riuscire così soave. Il Cardinal Baronio ammonito dal medico a non pensar tanto alla morte, rispose: e perché? che forse io la temo? io non la temo, ma l'amo. Il Cardinal Ruffense, come narra il Santero, quando andò a morir per la fede, procurò di porsi le migliori vesti che avea, dicendo che andava alle nozze. Quando fu poi a vista del patibolo, buttò il suo bastoncello, e disse: "Ite, pedes, parum a paradiso distamus": via su piedi miei, presto camminate, poco ci è lontano il paradiso. E prima di morire intonò il "Te Deum", in ringraziamento a Dio, che lo facea morire martire per la santa fede; e così tutto allegro pose la testa sotto la mannaia. S. Francesco d'Assisi cantava morendo, ed invitava gli altri al canto. Padre, gli disse Fra Elia, morendo bisogna piangere, non cantare. Ma io non posso (rispose il Santo) fare a meno di cantare, vedendo che tra breve ho d'andare a godere Dio. Una religiosa teresiana, morendo giovinetta, e stando l'altre monache a piangere d'intorno, loro disse: Oh Dio perché piangere? io vado a ritrovare Gesù Cristo mio; rallegratevi meco, se m'amate.

Narra il P. Granata che un certo cacciatore trovò un Solitario lebbroso, che stava morendo, e cantava. Come, disse quegli, stando così puoi cantare? Rispose il romito: Fratello, tra me e Dio non si frappone che il muro di questo mio corpo; ora io vedo caderlo a pezzi, e che si sfabbrica la carcere, e vado a vedere Dio; e perciò mi consolo, e canto. Questo desiderio di veder Dio facea dire a S. Ignazio Martire che se le fiere non fossero venute a torgli la vita, egli le avrebbe irritate a divorarlo: "Ego vim faciam, ut devorer". S. Caterina da Genova non potea soffrire che taluni tenessero la morte per disgrazia, e diceva: O morte amata, quanto sei malveduta! e perché non vieni a me, che giorno e notte ti chiamo? E S. Teresa desiderava tanto la morte che stimava sua morte il non morire; e con tal sentimento compose quella sua celebre canzone: "Muoio, perché non muoio". Tale riesce la morte a' Santi.

Punto III

E come mai può temere la morte chi spera dopo la morte d'esser coronato re del paradiso? "Non vereamur occidi" (dicea S. Cipriano), "quos constat quando occidimur coronari". Come può temere di morire chi sa che morendo in grazia, il suo corpo diventerà immortale? "Oportet mortale hoc induere immortalitatem" (1 Cor 15,53). Chi ama Dio e desidera di vederlo, stima pena la vita e gaudio la morte. "Patienter vivit, delectabiliter moritur", dice S. Agostino. E S. Tommaso da Villanova dice che la morte, se trova l'uomo dormendo, ella viene come ladro, lo spoglia, l'uccide e lo butta nel pozzo dell'inferno; ma se lo trova vigilante, ella come ambasciatore di Dio lo saluta e gli dice: Il Signore ti aspetta alle nozze, vieni ch'io ti condurrò al regno beato, che desideri: "Te Dominus ad nuptias vocat, veni, ducam te quo desideras".

Oh con quanta allegrezza sta aspettando la morte chi si ritrova in grazia di Dio, sperando di veder presto Gesù Cristo, e di sentirsi dire: "Euge serve bone et fidelis, quia in pauca fuisti fidelis super multa te constituam" (Matth 25,21). Oh come allora consoleranno le penitenze, le orazioni, il distacco da' beni terreni e tutto ciò che si è fatto per Dio! "Dicite iusto, quoniam bene, quoniam fructum adinventionum suarum comedet" (Is 3,10). Allora chi ha amato Dio, gusterà il frutto di tutte le sue opere sante. Perciò il P. Ippolito Durazzo della Compagnia di Gesù, quando moriva un religioso suo amico con segni di salvezza, non piangeva, ma tutto si rallegrava. Ma quale assurdo sarebbe, dicea S. Gio. Grisostomo, credere un paradiso eterno e poi compatire chi ci va? "Fateri coelum, et eos, qui hinc eo commearunt, luctu prosequi?". Qual consolazione specialmente sarà allora ricordarsi degli ossequi fatti alla Madre di Dio, di quei Rosari, di quelle visite, di quei digiuni nel sabato, di aver frequentata la di lei Congregazione! "Virgo fidelis", si chiama Maria; oh com'Ella è fedele in consolare in morte i suoi fedeli servi! Un certo divoto della S. Vergine disse morendo al P. Binetti: "Padre, non potete credere la consolazione, che apporta in morte il pensiero di aver servito alla Madonna! Oh padre mio, se sapeste qual contento io sento, per aver servito a questa Madre mia! io non so spiegarlo". Qual gaudio poi apporterà a chi ha amato Gesù Cristo, e che spesso l'ha visitato nel SS. Sagramento, e spesso l'ha ricevuto nella santa Comunione, il vedersi entrare nella stanza il suo Signore col SS. Viatico, che viene ad accompagnarlo nel passaggio dell'altra vita! O felice chi potrà allora dirgli con S. Filippo Neri: "Ecco l'amor mio, ecco il mio amore; datemi il mio amore!".

Ma chi sa (dirà qualcuno) qual sorte mi toccherà? chi sa, se infine farò una mala morte? Ma a te, che parli così, io domando: Che cosa mala rende la morte? solo il peccato; solo dunque il peccato dobbiam temere, non già la morte. "Liquet (dice S. Ambrogio) acerbitatem non mortis esse, sed culpae; non ad mortem metus referendus, sed ad vitam". Vuoi dunque non temere la morte? vivi bene. "Timenti Deum bene erit in extremis".

Il P. La-Colombier tenea per moralmente impossibile che faccia una mala morte, chi è stato fedele a Dio nella vita. E prima lo disse S. Agostino: "Non potest male mori, qui bene vixerit". Chi sta apparecchiato a morire, non teme qualunque morte, benché improvvisa. "Iustus quacunque morte praeoccupatus fuerit, in refrigerio erit" (Sap 7,7). E giacché non possiamo andare a godere Dio, se non per mezzo della morte, ci esorta S. Gio. Grisostomo: "Offeramus Deo, quod tenemur reddere". Ed intendiamo che chi offerisce a Dio la sua morte, fa un atto d'amore il più perfetto che può fare verso Dio; poiché abbracciando di buona voglia quella morte che piace a Dio, ed in quel tempo e modo che vuole Dio, egli si rende simile a' santi Martiri. Chi ama Dio, bisogna che desideri e sospiri la morte; perché la morte ci unisce eternamente con Dio, e ci libera dal pericolo di perderlo. È segno di poco amore a Dio il non aver desiderio di andar presto a vederlo, con assicurarsi di non poterlo più perdere. Frattanto in questa vita amiamolo quanto più possiamo. A questo solo dee servirci la vita, per crescere nell'amore; la misura del nostro amore, con cui ci troverà la morte, sarà la misura dell'amar che faremo Dio nella beata eternità.


[Brano tratto da "Apparecchio alla morte" di Sant'Alfonso Maria de Liguori]

venerdì 15 giugno 2018

Il sacerdote deve zelare il bene delle anime, senza pensare ad arricchirsi

[Riporto un interessante brano tratto dall'Enciclica “Ad catholici sacerdotii” di Papa Pio XI]

Guai se il sacerdote, dimentico di sì divine promesse, cominciasse a mostrarsi "avido di turpe lucro" e si confondesse con la turba dei mondani, su cui geme la Chiesa insieme con l'Apostolo: "Tutti pensano alle cose loro, non a quelle di Gesù Cristo". In tal caso, oltre il mancare alla sua vocazione, raccoglierebbe il disprezzo del suo stesso popolo, il quale riscontrerebbe in lui una deplorevole contraddizione tra la sua condotta e la dottrina evangelica così chiaramente espressa da Gesù e che il sacerdote deve annunziare: "Non cercate di accumulare tesori sopra la terra, dove la ruggine e il tarlo li consumano e dove i ladri li dissotterrano e li rubano; procurate invece di accumulare tesori nel cielo". Se si pensa che uno degli Apostoli di Cristo, uno dei Dodici, come mestamente notano gli Evangelisti, Giuda, fu condotto all'abisso dell'iniquità appunto dallo spirito di cupidigia delle cose terrene, ben si comprende come questo medesimo spirito abbia potuto arrecare tanti danni alla Chiesa attraverso i secoli: la cupidigia, che dallo Spirito Santo è detta "radice di tutti i mali", può trascinare a qualunque delitto; e quando anche non arrivi a tanto, di fatto un sacerdote infetto da tale vizio, consciamente o inconsciamente fa causa comune coi nemici di Dio e della Chiesa e coopera ai loro iniqui disegni.

E invece il sincero disinteresse concilia al sacerdote gli animi di tutti, tanto più che con questo distacco dai beni terreni, quando viene dall'intima forza della fede, va sempre congiunta quella tenera compassione verso ogni sorta d'infelici, che trasforma il sacerdote in un vero padre dei poveri, nei quali egli, memore di quelle commoventi parole del suo Signore: "Ogni volta che avete fatto qualche cosa per uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatta a me", con affetto singolare vede, venera e ama Gesù Cristo stesso.

giovedì 14 giugno 2018

Attratta dalla clausura

Tempo fa una giovane lettrice del blog mi ha confidato di sentirsi attrarre dalla vita monastica...

Carissimo fratello,
                                ho continuato a seguire il tuo blog che mi ha arricchito e cambiato giorno per giorno. Cambiata perché ora la clausura non mi fa più paura, anzi mi attrae sempre più. Ricordi, io sono quella che si sentiva attratta dalla vita apostolica nel mondo, ma era solo un modo per nascondere la mia vera chiamata, il luogo a cui sono destinata e da cui sono scappata fino ad ora. Forse volevo solo forzare un'altra vocazione che non mi appartiene anche se mi sarebbe piaciuta. :) Ma se Dio, il mio futuro Sposo, mi vuole in un monastero di clausura, obbedirò senza esitazione. :) Eh sì mio caro fratello, mi sto arrendendo al suo Amore ammettendo la mia fragilità.

Grazie perché Dio ha usato anche te per mostrarmi il suo volere. A presto.

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                      è davvero consolante sapere che esistono ancora giovani ragazze così innamorate del Redentore Divino, da sospirare il giorno in cui potranno unirsi a Lui in un monastero. Purtroppo, tante tue coetanee pensano invece a fare carriera, ad avere successo nel luccicante mondo dello spettacolo, ad accumulare beni materiali, a divertirsi in maniera sfrenata in discoteca, ecc.

Noi siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio, in attesa di unirci a Lui in Cielo. Le gioie mondane sono solo vanità delle vanità. Sono contento che il tuo direttore spirituale ha visto in te la chiamata alla vita religiosa, dunque non si tratta di una tua immaginazione. Adesso però devi amare Gesù buono con un amore speciale, devi essergli grata per averti prescelta tra tante altre ragazze migliori di te. Troppo grande sarebbe la tua ingratitudine se non lo amassi con tutto il tuo cuore. E chi altro potresti amare all'infuori di Lui? Non conosco nessun altro uomo che si lascerebbe flagellare, coronare di spine e inchiodare alla croce per dimostrarti il suo amore.

Per vivere "incarcerata" in un monastero di clausura è necessario essere follemente innamorata di Gesù buono, ma se Lui ti sta chiamando alla vita contemplativa ti darà anche gli aiuti spirituali per poterla abbracciare. Fortunatamente nella tua zona ci sono alcuni monasteri di clausura fervorosi, spero che tu possa fare presto un'esperienza vocazionale. Essendo ancora una secolare potrebbero non farti soggiornare all'interno della clausura, tuttavia anche nella foresteria ti sarà possibile assaporare il raccoglimento e la vita devota. Inoltre potrai avere dei lunghi dialoghi spirituali nel parlatorio, anche se sarai divisa dalle suore da una grata. A mio avviso le suore di clausura sono le donne più felici della terra, poi mi dirai se avrai avuto la stessa impressione.

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

mercoledì 13 giugno 2018

Le virtù teologali, le virtù morali, e i doni dello Spirito Santo

Riporto un interessante scritto del dotto Padre Adolphe Tanquerey.

a) [Le virtù teologali] hanno Dio per oggetto materiale e qualche attributo divino per oggetto formale. La fede ci unisce a Dio, suprema verità, e ci aiuta a veder tutto e a tutto giudicare alla divina sua luce. La speranza ci unisce a Colui che è la sorgente della nostra felicità, sempre pronto a versare su noi le sue grazie per compiere la nostra trasformazione ed aiutarci col suo potente soccorso a fare atti di confidenza assoluta e di filiale abbandono. La carità ci eleva a Dio sommamente buono in se stesso; e, sotto il suo influsso, noi ci compiacciamo delle infinite perfezioni di Dio più che se fossero nostre, desideriamo che siano conosciute e glorificate, stringiamo con Lui una santa amicizia, una dolce familiarità e così diventiamo ognor più a lui somiglianti. Queste tre virtù teologali ci uniscono dunque direttamente a Dio.

 b) Le virtù morali, che hanno per oggetto un bene onesto distinto da Dio e per motivo l'onestà stessa di quest'oggetto, favoriscono e perpetuano questa unione con Dio, regolando le nostre azioni in modo che, non ostante gli ostacoli che si trovano dentro e fuori di noi, tendano continuamente verso Dio. Così la prudenza ci fa scegliere i mezzi migliori per tendere al nostro fine soprannaturale. La giustizia, facendoci rendere al prossimo ciò che gli è dovuto, santifica le nostre relazioni coi nostri fratelli in modo da avvicinarci a Dio. La fortezza arma l'anima nostra contro la prova e la lotta, ci fa sopportare con pazienza i patimenti e intraprendere con santa audacia le più rudi fatiche per procurare la gloria di Dio. E, poichè il piacere colpevole ce ne distoglierebbe, la temperanza modera il nostro ardore pel piacere e lo subordina alla legge del dovere. Tutte queste virtù hanno dunque per ufficio di allontanare gli ostacoli e anche di somministrarci mezzi positivi per andare a Dio.


Dei doni dello Spirito Santo.

[...]

I doni, senza essere più perfetti delle virtù teologali e specialmente della carità, ne perfezionano l'esercizio. Così il dono dell'intelletto ci fa penetrare più addentro nelle verità della fede per scoprirne i reconditi tesori e le arcane armonie; quello della scienza ci fa considerare le cose create nelle loro relazioni con Dio. Il dono del timore fortifica la speranza, staccandoci dai falsi beni di quaggiù, che potrebbero trascinarci al peccato e ci accresce quindi il desiderio dei beni celesti. Il dono della sapienza, facendoci gustare le cose divine, aumenta il nostro amore per Dio. La prudenza è grandemente perfezionata dal dono del consiglio, che ci fa conoscere, nei casi particolari e difficili, ciò che è o non è espediente di fare. Il dono della pietà perfeziona la virtù della religione, che si connette colla giustizia, facendoci vedere in Dio un padre che siamo lieti di glorificare per amore. -- Il dono della fortezza compie la virtù dello stesso nome, eccitandoci a praticare ciò che vi è di più eroico nella paziente costanza e nell'operare il bene. Infine il dono del timore, oltre che facilita la speranza, perfeziona pure in noi la temperanza, facendoci temere i castighi e i mali che risultano dall'amore illecito dei piaceri.

(Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Desclée & Co., 1928) 

martedì 12 giugno 2018

Farsi frate

Ripubblico la lettera di un gentile lettore del blog che sentiva il desiderio di "diventare frate".

Carissimo blogger,
                                  mi chiamo [...], ho scoperto con molto piacere il tuo blog e quasi ogni giorno leggo le lettere che pubblichi, sei molto incoraggiante. Ti scrivo per esporti alcuni miei bisogni spirituali, in pratica da molti mesi ormai la mia meditazione quotidiana si protrae sullo stesso punto: la scelta dello stato di vita.

Sono molto combattuto, forse a causa della mia età (30 anni), mi chiedo se veramente il Signore mi sta chiamando oppure è il nemico che mi sta tentando. Certo, pensare di dedicare la propria vita a totale servizio di Cristo mi infiamma tantissimo il cuore, ma nel contempo non ti nascondo di sentire forti i legami che mi tengono attaccato al mondo. Questo mi impaurisce molto… e penso di non essere all’altezza, di non essere capace di lasciare tutto…

Ogni giorno recitando il Rosario chiedo alla Vergine S.S. di aiutarmi nella scelta, ma ancora non riesco ad afferrare bene la Volontà di Dio. Ho fatto due esperienze vocazionali presso i [...], lo scorso anno, mi hanno molto aiutato, il loro convento più vicino però dista quasi 300 km dalla zona in cui vivo, mi risulta un po’ scomodo. […] Sono angustiato dalla paura di sbagliare la scelta dello stato, e preoccupato di passare la mia vita in uno stato non perfetto.

Noto nelle tue lettere una forte capacità nel sostenere i giovani in ricerca, per questo ti chiedo di aiutarmi a risolvere questa situazione, e nel contempo approfitto ancora della tua bontà chiedendoti di segnalarmi un buon Sacerdote della mia zona da eleggere a Direttore Spirituale.

Nel chiedere un ricordo nelle tue Preghiere, ti saluto fraternamente in Corde Matris,

(lettera firmata)

Carissimo fratello in Cristo,
                                              fai benissimo a cercare di capire qual è la volontà di Dio su di te. L'elezione dello stato di vita è una scelta di fondamentale importanza. Così come in un orologio ad ingranaggi se si guasta la ruota maestra non può più funzionare correttamente, così colui che sbaglia il proprio stato di vita condurrà un'esistenza squilibrata poiché gli verranno a mancare gli aiuti spirituali che Dio gli aveva preparato nello stato in cui lo chiamava.

A 30 anni sei ancora in tempo per abbracciare lo stato di vita religioso. La vocazione ad uno stato di vita più perfetto non è un evento raro, anzi diceva Don Bosco che un terzo dei giovani porta nel cuore i germi della chiamata divina, la quale più che in un sentimento del cuore o in una sensibile attrattiva, è riscontrabile principalmente nella retta intenzione di chi aspira alla vita religiosa. Chi desidera diventare frate per il nobile motivo di consacrarsi al servizio di Dio e alla salvezza delle anime, vivendo con fervore cristiano la Regola del proprio ordine, costui mostra di avere dei segni tipici di una sincera vocazione.

Sono contento che tu abbia avuto delle esperienze di vita religiosa in uno dei migliori ordini presenti in Italia, non uno di quelli rilassati che vive in maniera radicalmente diversa dal proprio Fondatore. In un buon ordine è facile raggiungere la santità. Ti incoraggio a proseguire con ardore il cammino di discernimento che stai percorrendo. Il mondo con le sue lusinghe tenterà in tutti i modi di farti desistere, ma il cristiano deve avere l'animo di un combattente che una volta iniziata la battaglia continua a lottare fino alla vittoria finale. La vita dell'uomo è un continuo combattimento spirituale contro i nemici dell'anima. In questo momento tu stai combattendo l'importantissima battaglia dell'elezione dello stato di vita, che potrebbe essere una battaglia “determinante” per le sorti della salvezza eterna della tua anima. Coraggio! solo chi rimane fedele a Cristo Re sino all'ultimo respiro, riceverà la palma dell'imperitura vittoria.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Redentore e Maria Mediatrice di tutte le grazie.

Cordialiter

lunedì 11 giugno 2018

Confidarsi con Gesù

Quando si riceve la Comunione, è molto bello poter dire parole d'amore a Gesù realmente presente nel Santissimo Sacramento con tutto il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità.

Caro Cordialiter,
                              grazie per la tua risposta. […] Tra una settimana andrò in vacanza, i tuoi articoli sulla vocazione mi mancheranno. Per quanto riguarda la mia vocazione, mi sento abbastanza indegna della vita religiosa. Con tutti i miei peccati e i miei difetti, non sono una bella sposa per Gesù. Mi chiedo quando inizierò a fare passi concreti nel cammino spirituale, quando cesserò di essere vile. E' una guerra contro me stessa. Una delle cose che mi incoraggiano è l'esempio dei santi che, dopo aver condotto una vita cattiva, si sono convertiti al Signore. Voglio essere una di loro! Vedo come un segno della mia vocazione il desiderio di Dio sin dalla mia infanzia. Quando io Lo amo, sono felice; quando non Lo amo, soffro, e tanto quanto il mio amore è freddo, la mia sofferenza è grande.

[…] Prega per me, perché il Signore mi dia il coraggio di fare ciò che Egli desidera da me!

Io continuo a pregare per te e ti saluto di tutto cuore!

(Lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                               ti ringrazio di cuore per tutto l'aiuto che mi hai dato in questi mesi. Non è facile in questo mondo trovare delle persone generose come te, mi hai donato molte ore del tuo prezioso tempo libero traducendo numerosi post vocazionali. Come potrò ricompensarti? Se potrò fare qualcosa per te, la farò molto volentieri, ti sono debitore.

Il desiderio che senti nel tuo cuore di donarti a Dio abbracciando la vita religiosa è semplicemente meraviglioso. Ti incoraggio a perseverare nel discernimento vocazionale! Non devi temere di essere “indegna”, perché Gesù non sceglie le sue spose in base ai meriti. La vocazione è un puro dono d'amore da parte di Dio. Devi sempre avanzare nel cammino di perfezione cristiana, senza arrenderti mai di fronte alle avversità. Non preoccuparti eccessivamente dei peccati commessi, infatti il Signore è infinitamente buono e ci perdona volentieri quando ci confessiamo con sincero pentimento. Il diavolo non vuole che tu viva in maniera cristiana, per questo motivo cerca di allontanarti da Gesù facendoti cadere nella tristezza e nello scoraggiamento. Quando una persona è scoraggiata e demoralizzata, per il diavolo è facile allontanarla dalla preghiera e dalla Comunione. Non devi cadere in questa trappola.

Tu non puoi più vivere senza Gesù, perché quando il tuo amore per Lui è freddo, c'è tanta sofferenza nel tuo cuore. Devi amare assai Gesù, però nel mondo ci sono tante distrazioni e tentazioni; ecco perché spero tanto che il Signore possa prenderti tutta per Sé facendoti abbracciare la vita religiosa in un monastero osservante. Lì sarà facile per te vivere il cristianesimo in maniera fervorosa, lì potrai pensare solo ad amare Dio con tutto il cuore, senza distrarti con le vanità della terra.

Il diavolo non vuole che tu fai la Comunione, perché in questo modo ti unisci totalmente a Gesù: Lui diventa tutto tuo, e tu diventi tutta Sua. Quando Gesù è dentro di te, devi dirgli parole d'amore, devi dirgli che lo ami e che lo vuoi amare ancora di più perché Lui lo merita, devi confidargli che sei disposta a donargli la tua vita, che vuoi amare solo Lui, che vuoi che tutte le anime lo amino, che Lui regni su tutti i cuori degli uomini, che tutte le anime si salvino e vadano in Cielo ad amarlo per sempre, che preferisci morire anziché commettere anche un solo peccato con piena avvertenza, ecc.

Durante le vacanze non dimenticarti mai di meditare spesso sulla vita religiosa. Quando la mattina ti svegli, il tuo primo pensiero deve essere un atto d'amore a Gesù buono, devi chiedergli di accrescere in te il desiderio di consacrarti a Lui entrando in un buon istituto religioso. E non dimenticarti di affidarti ogni giorno alla Beata e Gloriosa Vergine Maria, infatti insegnano San Bernardo e Sant'Alfonso che è moralmente impossibile salvarsi l'anima senza avere una tenera devozione verso la Madre di Gesù e Madre nostra.

Ti saluto fraternamente in Cristo Redentore e in Maria Corredentrice del genere umano e Mediatrice universale di tutte le grazie,

Cordialiter

domenica 10 giugno 2018

Salvezza eterna delle anime

Riporto alcuni brani di una lettera che Santa Teresa di Lisieux scrisse nel marzo del 1888 a Madre Agnese di Gesù (sua sorella Paolina).

Mia cara Paolinetta,
                                   […] una goccia di fiele si mescola sempre alle nostre gioie, ma m'accorgo pure che le prove ci aiutano molto a staccarci dalla terra. Ci fanno guardare più in alto, al di là di questo mondo. Quaggiù nulla ci può soddisfare. Non si può gustare un po' di riposo fuorché nell'essere pronti a fare la volontà di Dio.

[…] Credimi, Paolina, quando Gesù mi avrà deposto sulla riva del Carmelo, voglio donarmi tutt'intera a lui, non voglio vivere che per lui. Oh! no, i suoi colpi non mi faranno paura perché, anche quando le sofferenze sono più amare, si sente sempre che è la sua dolce mano che colpisce. L'ho sperimentato bene a Roma nel momento in cui tutto mi avrebbe fatto credere che la terra fosse lì lì per sparire sotto i miei piedi.

Non bramo che una cosa quando sarò al Carmelo, di soffrire sempre per Gesù. La vita passa così presto che veramente vale di più avere una corona bellissima e un po' di patire, che averne una ordinaria, senza patire. Che cos'è una piccola sofferenza sopportata con gioia, quando penso che per tutta l'eternità si potrà amare più perfettamente il buon Dio! Inoltre, soffrendo, si possono salvare le anime. Ah! Paolina, quanto sarei felice se al momento della mia morte potessi avere un'anima da offrire a Gesù! Sarebbe un'anima di più strappata al fuoco dell'inferno per benedire Dio tutta l'eternità…

Mia cara sorellina, vedo che non ti ho parlato ancora della tua lettera, che pure m'ha procurato tanto piacere. Sono così felice, Paolina, che il buon Dio mi abbaia dato una sorella come te. Spero che tu pregherai per la tua figliolina, affinché corrisponda alle grazie che Gesù ama farle così generosamente. […] Celina ti abbraccia tanto. Questa povera sorellina ha male ad un piede e credo che non potrà recarsi ai vespri. Quasi tutti sono malati a casa dello zio. La vita è proprio piena di guai, e non è facile che il cuore ci s'attacchi.

Addio, Paolina Cara, mia confidente. Arrivederci al lunedì di Pasqua, ma soprattutto al 9 aprile! [data fissata per la sua entrata in monastero n.d.r.] Abbraccia per me nostra Madre.

Teresa

["Gli Scritti" di S. Teresa di Gesù Bambino, Edizioni OCD, traduzione a cura di Dante Giovannini].

sabato 9 giugno 2018

Le persone non sposate devono vivere in castità

Riporto una bella lettera che mi ha scritto una ragazza sul tema della purezza.

Caro D.,
              ti ringrazio per aver risposto alla mia lettera, mi ha fatto molto bene leggere le tue parole, farò tesoro dei preziosi consigli che mi hai dato. Leggerò sicuramente e al più presto le letture che mi hai consigliato. Amo leggere tutto ciò che riguarda Gesù, Maria e i Santi, infatti ho anche trovato il tempo per leggere il Vangelo, che sta diventando una cosa di cui non posso fare a meno. Ogni volta che ho qualche perplessità, dubbio, problema o semplicemente ho bisogno di sentire la parola di Dio, lo apro e sento infondermi coraggio e speranza.

Come mi hai detto, e come già avevo intenzione di fare, continuerò a recitare il Rosario e ad amare la Madonna. Sai, fin quando ero piccola io vedevo (come penso tutti i bambini) mia mamma pura e perfetta come Maria, ma in seguito, crescendo, mi sono resa conto che quella era una mia convinzione. Allora ho cominciato a chiedere a Dio perché non mi avesse dato una mamma pura come pensavo di avere, e alla fine cosa è successo? Mi sono accorta che in realtà Dio me l’aveva data eccome una mamma, anzi La Mamma, purissima, buonissima e perfetta e che questa Mamma era la sua stessa Mamma! Io so che se sentiamo Maria come Madre e Dio come Padre allora non dobbiamo temere niente, e infatti io mi sto impegnando ogni giorno di più a considerarLi tali.

Sei il primo ad approvare il mio stile di vita. La maggioranza delle persone (tra cui i miei parenti più stretti) mi dicono che dovrei uscire, adattarmi agli altri e ai loro discorsi, cercare di parlare di più con i miei compagni. Io invece mi sento davvero bene e in pace solo quando non faccio tutto ciò, perché so che queste cose mi allontanerebbero da Dio, e questa è l’ultima cosa che voglio. Loro pensano che mi sento sola, ma non è così: come potrei sentirmi sola se ho sempre la compagnia della Madonna e di Gesù? Credo che quelle persone piene di amicizie frivole e che si adeguano a questa società siano veramente sole, e felici solo in apparenza.

Fin da quando ero alle medie ho sempre provato una sorta di serenità al pensiero di rimanere vergine e tuttora sono spinta a mantenere questa purezza. Al contrario delle mie compagne di classe che aspettano solo l’occasione di perdere la loro verginità (quelle che ancora non l’hanno persa) io ho il fermo desiderio di rimanere vergine il più a lungo possibile, e anche per sempre se Dio lo vorrà. Amo la purezza al punto che pochi giorni fa sono scoppiata a piangere quando ho sentito un ragazzo dire di essere felice di essere schiavo della lussuria, quasi screditando la Chiesa che definisce la lussuria uno dei peccati gravi, perché so bene che i lussuriosi, se non si pentono, si dannano finendo col decretare da sé la loro fine. E purtroppo conosco molta gente schiava della lussuria e non sai come vorrei che abbandonassero questo vizio.

[…] Grazie per il tuo augurio, se Gesù vorrà io sarò ben felice di divenire sua sposa. Tutto ciò che voglio è fare la volontà di Dio.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   sono contento che sei “allergica” alle discoteche e a tutti i ritrovi mondani. Spero con tutto il cuore che tu possa perseverare su questa strada! La mentalità del mondo è opposta a quella del Vangelo, e noi dobbiamo impegnarci solo a piacere a Gesù buono, mentre le critiche che riceviamo dai mondani non meritano nemmeno di essere prese in considerazione. A che vale ricevere la stima e l'approvazione dei seguaci del mondo, se poi si perde l'anima? Solo Dio può rendere felici i nostri cuori.

Io non conosco gli arcani disegni del Redentore Divino su di te, ma spero sinceramente che voglia prenderti tutta per Sé facendoti abbracciare la vita religiosa. Nel mondo ci sono tante tentazioni, distrazioni e dissipazioni che rischiano di soffocare la vita spirituale nelle anime. Invece in un convento fervoroso e osservante è più facile dedicarsi alla vita devota e ad amare Dio con tutto il cuore.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

venerdì 8 giugno 2018

Il sacerdote non può salvare le anime senza mirare alla santità

Di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932).



A) Santificare e salvare le anime, tal è il dovere del proprio stato per un sacerdote. Quando Gesù sceglie gli apostoli, li sceglie per farne pescatori d'uomini "faciam vos fieri piscatores hominum"; perchè producano in sè e negli altri copiosi frutti di salute: "Non vos me elegistis, sed ego elegi vos ut eatis et fructum afferatis et fructus vester maneat". A questo fine devono predicare il Vangelo, amministrare i sacramenti, dar buon esempio e pregar con fervore.

Ora è di fede che ciò che converte e santifica le anime è la grazia di Dio; noi non siamo che strumenti di cui Dio si degna servirsi ma che non producono frutto se non in proporzione della loro unione colla causa principale, instrumentum Deo conjunctum. Tal è la dottrina di S. Paolo: "Io piantai, Apollo irrigò, ma Dio fece crescere. Quindi nè chi pianta è qualchecosa, nè chi irriga, ma chi fa crescere, Dio: Ego plantavi, Apollo rigavit, sed Deus incrementum dedit; itaque neque qui plantat est aliquid neque qui rigat; sed qui incrementum dat, Deus". D'altra parte è certo che questa grazia s'ottiene principalmente con due mezzi, con la preghiera e col merito. Nell'uno e nell'altro caso noi otteniamo tanto maggiori grazie quanto più siamo santi, più ferventi, più uniti a Nostro Signore [...]. Se dunque il dovere del nostro stato è di santificar le anime, vuol dire che dobbiamo prima santificar noi stessi: "Pro eis ego sanctifico meipsum ut sint et ipsi sanctificati in veritate".

B) Arriviamo del resto alla stessa conclusione, facendo passare i principali mezzi di zelo, cioè la parola, l'azione, l'esempio e la preghiera.

a) La parola non produce salutari effetti se non quando parliamo in nome e nella virtù di Dio, "tamquam Deo exhortante per nos". Così fa il sacerdote fervoroso: prima di parlare, prega affinchè la grazia avvivi la sua parola; parlando, non mira a piacere ma a istruire, a far del bene, a convincere, a persuadere; e perchè il suo cuore è intimamente unito a quello di Gesù, fa vibrar nella voce un'emozione, una forza di persuasione, che scuote gli uditori; e perchè, dimenticando sè stesso, attira lo Spirito Santo, le anime restano tocche dalla grazia e convertite o santificate. Un sacerdote mediocre invece non prega che a fior di labbra, e perchè cerca sè stesso, per quanto si venga sbracciando, non è spesso che un bronzo sonoro o un cembalo fragoroso, "æs sonans aut cymbalum tinniens".

b) Il buon esempio non può essere dato che da un sacerdote sollecito del suo progresso spirituale. Allora può con tutta fiducia invitare, come S. Paolo, i fedeli a imitar lui come egli si studia d'imitar Cristo: "Imitatores mei estote sicut et ego Christi". Vedendone la pietà, la bontà, la povertà, la mortificazione, i fedeli dicono: è un sacerdote convinto, un Santo; lo rispettano e si sentono tratti ad imitarlo: verba movent, exempla trahunt. Un sacerdote mediocre potrà essere stimato come un brav'uomo; ma si dirà: fa il suo mestiere come noi facciamo il nostro; e il ministero ne sarà poco o punto fruttuoso.

c) Quanto alla preghiera, che è e sarà sempre il più efficace mezzo dello zelo, qual differenza tra il sacerdote santo e il sacerdote ordinario? Il primo prega abitualmente, costantemente, perchè le sue azioni, fatte per Dio, sono in sostanza una preghiera; non fa nulla, nè dà consiglio, senza riconoscere la propria incapacità e pregar Dio di supplirvi con la sua grazia. Dio copiosamente gliela concede "humilibus autem dat gratiam", e il suo ministero è fruttuoso. Il sacerdote ordinario prega poco e prega male; quindi anche il ministero ne è sterile.

Chi dunque vuol efficacemente lavorare alla salute delle anime, deve sforzarsi di quotidianamente progredire: la santità è l'anima dell'apostolato.




[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]