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mercoledì 22 settembre 2010

Il desiderio di veder Gesù amato da tutti


Chi ama veramente Dio, arde dal desiderio di vederlo amato anche dagli altri. Quante sofferenze hanno sopportato i santi, pur di far amare il Signore dal prossimo! Il cuore di Gesù buono è avvolto da fiamme d'amore per ciascuno di noi, sarebbe grande ingratitudine non amare un Dio così innamorato degli uomini, e che per nostro amore è giunto a patire la morte più crudele e dolorosa. Flagelli, spine, schiaffi, sputi, chiodi ...tutto per dimostrare il suo amore per noi, e per espiare i nostri peccati. L'amore con amor si paga. Bisogna far innamorare tutte le anime di Gesù buono, prima che giunga la morte e non sarà più possibile amarlo, se si muore in stato di peccato mortale. “Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini, ma dalla maggior parte non riceve che ingratitudini”, disse Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque. Oggi, tanta gente vive come se Dio non ci fosse e come se non dovessero mai morire. Ma che ci stiamo a fare su questa terra, se non amiamo Dio? Egli merita di essere amato da tutti, ma soprattutto dai religiosi, i quali sono i suoi figli prediletti, giacché hanno donato tutta la loro vita a Lui. Ma quanti sono i religiosi che vivono in maniera intensa la propria vocazione? Oimè, direbbe Sant'Alfonso, piange la Chiesa, perché vede nei religiosi un comune rilassamento di spirito, unito ad una gran freddezza nel divino servizio! Non si nega che vi siano i buoni i quali vivono da veri religiosi, separati dagli attacchi mondani, e che si impegnano a farsi santi e a portare anime a Dio. Ma questi buoni religiosi, quanti sono? Son troppo pochi, come si vede; e perciò piange la Chiesa con tutti coloro che amano la gloria divina.