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Visualizzazione dei post da febbraio, 2012

Matrimonio cristiano

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Ogni tanto mi scrive qualcuno per dirmi che è bene incoraggiare le vocazioni religiose, ma non bisogna denigrare il matrimonio. Ovviamente sono pienamente d'accordo su ciò, tra l'altro ho enorme stima dei coniugi autenticamente cristiani come i genitori di Santa Teresa di Lisieux. Il matrimonio è un sacramento, pertanto sarebbe peccato grave denigrarlo. Io ho un grande rispetto per il sacramento del matrimonio, e non vorrei che qualcuno fraintendesse le mie affermazioni al riguardo. Io aderisco pienamente a quel che hanno insegnato in proposito Dottori della Chiesa come Sant'Alfonso Maria de Liguori e San Giovanni Crisostomo. Ecco quel che scrisse Sant'Alfonso a un giovane indeciso sullo stato di vita da eleggere: "Alla fine della vostra lettera volete da me sapere se nel caso che non aveste lo spirito di entrare in religione, sarebbe meglio l'ammogliarvi, come vogliono i parenti [...]. Rispondo: Lo stato coniugale io non posso consigliarvelo, mentre s. Paolo n

Divina vocazione

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Un ragazzo mi ha scritto una bella lettera che riporto volentieri. Caro fratello,                     ho scoperto da poco il tuo blog e non ho potuto fare a meno di leggere tutti gli interventi, nei quali emerge chiaramente la mirabile opera che Dio compie in silenzio ogni giorno attraverso le Sue chiamate alla vita religiosa e sacerdotale. E nello stesso tempo il mio cuore si rattrista perché non ho saputo fare altrettanto finora, cioè ascoltare il mio cuore, visto che fin da ragazzo mi sento chiamato da Gesù a essere Suo testimone e ho sempre fatto finta di non sentire. Ma Cristo pazientemente ha insistito, alimentando dentro di me una voce che mi spinge costantemente verso di Lui. Ora vorrei iniziare un cammino di discernimento vocazionale per capire se quella stretta al cuore, quell’amore appassionato che sento per la croce di Cristo sia davvero una chiamata a seguirlo che ho sempre rifiutato. Ho provato più volte a “costringermi” alla vita che la mia famiglia e i miei amici hann

Uscire dal seminario

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L'ennesimo ragazzo mi ha scritto per dirmi che vuole uscire dal seminario "poco ascetico" che sta frequentando. Ha in mente di entrare in un buon ordine religioso... Gentile Cordialiter,                                 sono un tuo lettore da anni, ma questa è la prima volta che ti scrivo. Mi chiamo [...], ho 27 anni e sono un seminarista [...]. Pur essendo al secondo anno di filosofia, e quindi avere già ben definito un certo percorso, in realtà non mi sento felice dove mi trovo. Inoltre, come potrai immaginare, diversi punti mi lasciano perplesso: sia in termini di formazione spirituale che scolastica, trovo che non siano assolutamente adeguati ad educare al meglio dei futuri preti. Per non parlare poi di pettegolezzi e cattiverie che di certo non aiutano a conservare la serenità interiore. Conoscendo anche certi modi di ragionare che possono condizionarmi negativamente, sono giunto alla conclusione che probabilmente è meglio cambiare aria, anche se in tanti mi vogliono

Diventare frate

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Ripubblico la lettera di un gentile lettore del blog che sentiva il desiderio di "diventare frate". Carissimo blogger,                                   mi chiamo [...], ho scoperto con molto piacere il tuo blog e quasi ogni giorno leggo le lettere che pubblichi, sei molto incoraggiante. Ti scrivo per esporti alcuni miei bisogni spirituali, in pratica da molti mesi ormai la mia meditazione quotidiana si protrae sullo stesso punto: la scelta dello stato di vita. Sono molto combattuto, forse a causa della mia età (30 anni), mi chiedo se veramente il Signore mi sta chiamando oppure è il nemico che mi sta tentando. Certo, pensare di dedicare la propria vita a totale servizio di Cristo mi infiamma tantissimo il cuore, ma nel contempo non ti nascondo di sentire forti i legami che mi tengono attaccato al mondo. Questo mi impaurisce molto… e penso di non essere all’altezza, di non essere capace di lasciare tutto… Ogni giorno recitando il Rosario chiedo alla Vergine S.S. di aiutarm

Genitori contrari alla vocazione

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Tempo fa una ragazza mi ha confidato che i suoi genitori sono contrari alla vocazione religiosa... Carissimo D., quest'estate ho avuto la grazia di partecipare alla Gmg, da cui sono tornata con il desiderio ancora più forte di donarmi al Signore. Ma ultimamente sono un po' triste perché i miei genitori che prima erano abbastanza contenti, oggi sono contrari alla mia scelta di vita. È triste sapere che proprio loro pensano che farsi suora significa fuggire dalle responsabilità del mondo. Io ho provato a spiegargli quello che sento dentro, ossia un amore fortissimo per Gesù e un immenso desiderio di donarmi agli altri attraverso Lui, ma loro non capiscono. Io di sicuro non mi arrendo, il mio amore per Gesù è troppo forte e sento che è quella la mia strada. Tu cosa ne pensi? Grazie di cuore D.! E grazie del tuo splendido blog! Un abbraccio, (lettera firmata) Carissima sorella in Cristo,                                      Sant'Alfonso Maria de Liguori sconsigliava ai giov

Non soffocare la vocazione

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Non bisogna soffocare il desiderio di abbracciare la vita religiosa; potrebbe essere la divina vocazione. Buonasera, sono una ragazza di 22 anni, mi chiamo [...] e vivo in […]. Le scrivo perché fin da piccola ho il desiderio di diventare suora, non so il motivo di ciò, anche perché non sono molto praticante, però ho sempre questo desiderio che è come un tormento se così si può definire... cerco di soffocare questa mia ossessione ma è più forte di me e non trovo pace... non so neanche perchè le sto scrivendo, forse perché cerco delle risposte, forse perché ho bisogno solo di trovare la mia pace interiore... mi scusi per averle fatto perdere tempo... grazie Cara sorella in Cristo,                                   dammi pure del tu (lo preferisco). Ti ringrazio per avermi scritto; per me è una grande gioia poter essere di qualche utilità al prossimo. Ognuno di noi su questa terra è solo di passaggio, la nostra vera Patria è il Cielo. Pertanto durante il pellegrinaggio terreno dobbiam

Vocazione e spirito di sacrificio

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Mi hanno edificato molto le storie vocazionali di ex soldati, penso ad esempio a Sant'Ignazio di Loyola, Fra Tommaso Maria di Gesù e Padre Gabriele da Casotto. I militari devono amare lo spirito di sacrificio per poter resistere alle privazioni che è necessario sopportare durante i periodi di guerra. Anche i religiosi devono amare lo spirito di sacrificio, non per vanagloria, ma per amore della penitenza. "O penitenza, o inferno" era una scritta che campeggiava all'interno di un convento di stretta osservanza. È proprio così, bisogna abbracciare la vita religiosa per fare penitenza e seguire la strada della perfezione cristiana. Chi volesse entrare in monastero con l'intento di condurre una vita comoda e rilassata dimostrerebbe di non avere una vera vocazione, ma dimostrerebbe piuttosto di essere un imboscato. Apprezzo molto lo stile di vita degli ex soldati che hanno abbracciato la vita religiosa. Costoro in genere hanno conservato una ferrea disciplina militar

Vocazione a 18 anni?

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Una studentessa liceale ha scoperto “casualmente” il blog, e mi ha scritto per confidarmi ciò che sente nel suo cuore facendomi leggere un suo tema. Pubblico alcuni passi della sua lettera... Carissimo fratello cristiano, mentre ero su facebook, mi è capitata un'inserzione sul tuo blog ed ho subito cliccato. Vorrei raccontarti un po' di me: sono una ragazza di 18 anni e frequento l'ultimo anno di liceo classico. Sin da piccola sono stata accompagnata da questa forte presenza, la fede. Questo infatti è stato un fatto - passami la parola- strano, perchè la mia famiglia non è molto credente in Dio e comunque, non crede affatto alla Chiesa. Mentre io ho sempre subito il fascino della Religione Cattolica ed ho sempre amato la cultura e le trazioni associate ad essa. Però questa fede è sempre stata accompagnata da un forte dubbio, associato a tutto quello che mi veniva detto nei confronti del clero. Sento il bisogno comunque di mandarti un tema che ho scritto qualche giorn

Lettera a una donna di 32 anni...

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Ripubblico una risposta che ho dato a una donna che si chiedeva se era ancora in tempo per diventare suora. Carissima sorella in Cristo,                                                dammi pure del tu. Non possiamo escludere che il Signore ti stia chiamando ad abbracciare la vita religiosa. A 32 anni non si è più giovanissimi, ma nemmeno vecchi, puoi star certa che sei ancora in tempo per entrare in convento. Quasi tutti gli ordini religiosi femminili accetterebbero molto volentieri ragazze della tua età. Ad esempio ti consiglio di contattare le Serve del Signore e della Vergine di Matarà, dette anche Servidoras, le quali oltre ad essere molto fervorose e zelanti, accettano donne di tutte le età e hanno sia il ramo di vita attiva, sia quello di vita contemplativa in clausura. Nella lunga risposta che ti ho inviato privatamente, ti ho segnalato dei sacerdoti della tua città a cui rivolgerti per la direzione spirituale. Qui in pubblico voglio limitarmi a ripetere alcuni consi

Chi non obbedisce alla vocazione religiosa, rischia di dannarsi eternamente

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Molte persone, pur avendo avuto la grazia della vocazione religiosa, preferiscono restare nel mondo. Rifiutare la vocazione generalmente non costituisce peccato mortale, tuttavia facendo questa scelta si rischia seriamente di andare all'inferno. Perché? La spiegazione la dà Sant'Alfonso Maria de Liguori nel suo celebre scritto intitolato "Avvisi spettanti alla vocazione religiosa". Pubblico alcuni brani tratti da questo prezioso scritto vocazionale. Preciso solamente che per agevolare la lettura ho tradotto i termini desueti e ho eseguito alcuni piccoli ritocchi. §. 1. Quanto importa l'eseguir la vocazione alla vita religiosa. È chiaro che la nostra eterna salute dipende principalmente dall'elezione dello stato di vita. Il padre Granata chiamava l'elezione dello stato la ruota maestra di tutta la vita. Quindi, così come negli orologi, guastata la ruota maestra, è guastato tutto l'orologio; allo stesso modo nell'ordine della nostra salve

Riconoscere la vocazione

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Riporto alcuni brani di una lettera che ho ricevuto tempo fa da una lettrice del blog, la quale aveva finalmente deciso di rispondere affermativamente alla chiamata di Gesù. Carissimo fratello in Cristo,                                            […]. Per 4 anni ho negato e rifiutato ogni segno o sentore di chiamata religiosa [..] sono stati anni di intensa e profonda tribolazione e sofferenza interiore! Se finalmente ho deciso di agire diversamente è soltanto perché mi sono resa conto che la mia indecisione sullo stato di vita da abbracciare deve terminare [...] a volte mi chiedo il perché di tanta predilezione da parte del Signore nonostante la mia indegnità! E' davvero difficile mettere per iscritto ciò che si sente nel cuore in certe situazioni ed io ti ringrazio per la tua disponibilità e pazienza! L'averti scritto e lo scriverti mi aiuta tanto, mi dà forza... ti chiedo scusa se sono stata inopportuna e se ti ho fatto perdere del tempo prezioso con queste mie mails insen

Suora senza vocazione?

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Non bisogna abbracciare la vita religiosa se non si ha la vocazione, però è possibile chiedere al Signore di ricevere questa grande grazia. A tal proposito riporto la lettera che ho scritto a una ragazza, la quale mi aveva detto che le sarebbe piaciuto entrare in convento, ma che non sentiva la vocazione... Cara sorella in Cristo,                                      ti ringrazio di avermi scritto. Per me è una gioia sapere che al giorno d'oggi esistono ancora persone che non si fanno trascinare dalla stolta mentalità mondana, ma vogliono tenacemente seguire Gesù buono e amarLo con tutto il cuore. Comprendo bene il tuo attuale stato d'animo. Ormai questa società secolarizzata e materialista non ti attrae più, perché è opposta agli insegnamenti di Gesù. Coloro che vogliono vivere il Vangelo con coerenza vengono considerati dei matti da compatire. Di tutto ciò che ci capita nella vita, nulla avviene per puro caso. Le cose cattive (ad esempio il subire dei furti, delle percosse,

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