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venerdì 17 dicembre 2010

Fra Tommaso Maria di Gesù, dal libertinaggio al sacerdozio



Innanzi a Dio, chi più chi meno, siamo tutti peccatori. Penso che conoscere la vocazione di fra Tommaso Maria di Gesù (al secolo Pasquale Calvanese) possa essere di grande incoraggiamento per coloro che attualmente sono in disgrazia di Dio, ma vorrebbero uscire da questo stato penoso per cominciare a vivere nell'amicizia del Signore. Con grande umiltà è stato lo stesso fra Tommaso a raccontare pubblicamente la sua storia in alcune trasmissioni televisive andate in onda su piccole emittenti locali.


Pasquale Calvanese era nato il 13 luglio 1908 a Pollena Trocchia, in provincia di Napoli. Dopo aver frequentato il collegio dei frati cappuccini, decise di entrare nel noviziato del medesimo ordine religioso. A causa della morte del padre, tornò a casa per aiutare la madre a sostenere la numerosa famiglia. Ormai lontano dalla protezione del convento, si lasciò affascinare dalle seduzioni del mondo, abbandonò la pratica religiosa e cominciò a vivere da libertino. Divenuto dipendente statale, volle andare in Abissinia (Etiopia) che all'epoca era una colonia facente parte dell'Africa Orientale Italiana, dove tra l'altro svolse la mansione di dirigente scolastico. Nel 1940, con l'entrata in guerra dell'Italia, venne arruolato nell'esercito con il grado di tenente. Dopo alcuni mesi di guerra, cadde prigioniero nelle mani degli inglesi. Nel campo di prigionia, insieme a molti altri commilitoni, si rifiutò di collaborare con i britannici. Trascorreva gran parte della giornata dedicandosi alla lettura, e da mondano qual era, non perdeva l'occasione di soddisfare i moti della carne, commettendo spesso e volentieri atti "contra sextum" (contrari al sesto comandamento). Nonostante fosse lontano da molti anni dalla Religione, aveva conservato dalla fanciullezza l'abitudine di recitare ogni giorno una semplice giaculatoria alla Madonna. Sant'Alfonso Maria de Liguori racconta nei suoi scritti che molti peccatori hanno avuto da Dio la grazia della conversione, solo per aver conservato qualche devozione alla Beata Vergine Maria.

Un giorno un compagno di prigionia gli diede da leggere un libro su Padre Pio da Pietrelcina. Questa buona lettura convertì il tenente Calvanese, che si "arrese" dinanzi alla logica certezza dell'esistenza di Dio. Tuttavia, per poter vivere coerentemente da cristiano, restava da superare un ostacolo gigantesco: la lussuria. Era convinto che il sesto comandamento (non commettere atti impuri) fosse stato inventato dal Papa e dai preti. Praticando la devozione mariana del "mese di maggio" capì che i peccati impuri non erano un'invenzione della Chiesa, ed ottenne da Dio la forza per resistere alle tentazioni della carne.

Riuscito a liberarsi finalmente dalla tirannica schiavitù della lussuria, continuò con grande fervore a vivere cristianamente, aiutato anche dal cappellano militare, il quale ben presto gli fece comprendere che il Signore lo chiamava alla vita consacrata. Il tenente Calvanese si sentiva indegno, non riusciva a capire per quale motivo Iddio chiamasse proprio lui che era stato per tanti anni schiavo di peccati nefandi.

Nel 1946 venne liberato dagli inglesi e tornò in Italia. Dopo qualche tempo entrò nel noviziato dei cappuccini e gli venne imposto il nome di fra Tommaso Maria di Gesù. Nel 1952 venne ordinato sacerdote. I superiori, rimasti ammirati dal suo comportamento esemplare, gli affidarono l'incarico di vice-maestro dei novizi. Dopo il Concilio Vaticano II, fra Tommaso decise di uscire dai cappuccini per fondare insieme ad altri cinque frati un nuovo ordine che vivesse in maniera più radicale il francescanesimo. Ottenuta l'approvazione ecclesiastica, il nuovo ordine religioso denominato "Frati Minori Rinnovati", si stabilì a Palermo dove vivevano poveramente "alloggiando" in vecchi vagoni ferroviari in disuso. Indossavano abiti rattoppati color grigio-cenerino (come nella foto in alto), portavano le barbe lunghe, i capelli tagliati alla vecchia maniera francescana (come nelle immagini di Sant'Antonio), camminavano anche in inverno o con i sandali o addirittura a piedi nudi, rifiutavano tenacemente offerte in denaro, non compravano nulla per mangiare, accontentandosi di ciò che la Provvidenza donava loro mediante persone di buon cuore.

L'ex tenente Calvanse, divenuto sacerdote di Gesù Cristo, si era dato alla buona battaglia dell'apostolato. Scrisse vari scritti di apologetica (tra i quali spicca "Bibbia e cristiani a confronto") nei quali confutava le tesi dei protestanti. Per le esperienze maturate nel mondo quando era libertino, nel confessionale riusciva a comprendere i penitenti ed ad aiutarli a sconfiggere il vizio della lussuria. Era molto conosciuto anche grazie alle trasmissioni televisive nelle quali istruiva i fedeli nelle principali verità di Fede. Inoltre teneva spesso delle conferenze in giro per l'Italia (viaggiava facendo l'autostop).

Il suo stile di vita era austero ma gioviale. Si alzava nel cuore della notte per recitare le preghiere in comune con i suoi confratelli. Fino in tarda età ha praticato la "disciplina" (una severa penitenza corporale). Questo eroico francescano rimase molto dispiaciuto per la grande confusione che ha travolto molti cattolici nel periodo postconciliare, e disapprovava il comportamento di coloro che si erano lasciati affascinare dalla mentalità progressista. Amava ricordare che il decreto conciliare "Perfectae caritatis" non ordinava ai religiosi di vestirsi con abiti civili e di condurre una vita rilassata, anzi, voleva che ci fosse un ritorno alle fonti e allo spirito primitivo degli ordini religiosi.

Il 25 dicembre 2005, fra Tommaso Maria di Gesù è entrato nell'eternità. Aveva 97 anni. Spero vivamente che il Signore lo abbia giudicato "servo buono e fedele".