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lunedì 13 dicembre 2010

Non bisogna rifiutare la vocazione religiosa

Sant'Alfonso de Liguori narra nei suoi scritti che nel celebre collegio romano dei gesuiti c'era un giovane con molte qualità. Facendo gli esercizi spirituali, domandò al suo confessore se era peccato non corrispondere alla vocazione religiosa. Il confessore rispose che per sé stesso non era peccato grave, perché la vocazione da parte di Dio è un consiglio, non un ordine categorico; ma il rifiutarla sarebbe stato mettere in gran pericolo la salvezza eterna dell'anima, come era avvenuto a tanti che in questo modo si sono dannati. Il giovane non corrispose alla chiamata del Signore, e se ne andò a studiare altrove, dove presto cominciò ad abbandonare l'orazione e i sacramenti, e alla fine si diede ad una vita peccaminosa. Una notte, scendendo le scale di casa di una donna peccatrice, fu ferito a morte da un suo rivale. Accorsero alcuni sacerdoti per amministrargli i sacramenti, ma egli spirò prima del loro arrivo, e spirò innanzi al collegio dei gesuiti che aveva abbandonato. Secondo Sant'Alfonso, in ciò Dio volle far conoscere il castigo che quel giovane meritò per aver disprezzato la sua vocazione.

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