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Visualizzazione dei post da ottobre, 2012

Santificarsi nel matrimonio

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Ripubblico una delle prime lettere che mi ha scritto una giovane e cortese lettrice del blog, che alcuni mesi dopo mi ha confidato di voler donare a Gesù buono il resto della sua vita. Egregio fratello in Cristo [...] voglio congratularmi con lei per l'ottimo sito. Certamente ci sono molti siti che parlano della vocazione ma molti di essi non fanno altro che spingere verso la rilassatezza e si insegna a vivere come i laici. [...] Sempre più spesso ci viene insegnato che la possibilità di servire il Signore e di arrivare alla santità è uguale in tutte le vocazioni, anzi sempre più spesso si mette il matrimonio al di sopra della vocazione religiosa. Io non voglio sminuire la bellezza del matrimonio, ma mi sembra chiaro che chi sceglie la via della consacrazione percorre una strada più facile per arrivare alla santità. Certamente, se poi si entra in un ordine rilassato, è molto più difficile arrivare alla santità. […] Volevo informarla che fra i suoi lettori, oltre ai coni

Prete e talare

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La grandezza sacerdotale non può rimanere celata, non è un brillante sepolto nella miniera, deve rifulgere innanzi a tutti nell'atteggiamento e nella vita del Sacerdote, poichè egli è la lampada posta sul candelabro ed è come città edificata sulla cima dei monti. Or come il carattere sacro lo distingue nettamente dagli altri uomini, così deve distinguerlo l'abito e la vita, ed egli deve essere rifulgente di splendori soprannaturali. Non può dire che l'esteriorità non conta nulla, nè può accomunarsi agli usi del mondo con la scusa che l'abito non fa il monaco; l'abito non lo fa ma lo rivela, e possiamo dire anche che lo aiuta internamente. Un soldato che non veste la divisa non si sente soldato; subcoscientemente si sente ancora libero cittadino, e non avverte la sua fusione al corpo militare cui appartiene come parte di un tutto inseparabile. Il sacerdote deve essere tutto di Dio [...] La chiesa per questo lo riveste di una lunga tunica [...] L'abito sace

Una peccatrice pentita può farsi suora?

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Una lettrice del blog mi ha chiesto se Gesù può chiamare alla vita religiosa anche una persona che si è macchiata di peccati mortali (cioè colpe gravi commesse con piena avvertenza e pieno consenso della volontà). Ciao, mi chiamo […] e ho 26 anni. È davvero molto bello il tuo blog, e anche io vorrei chiederti un consiglio. Ho incontrato Gesù quando ero piccola, e nella mia vita faccio parte di un gruppo cattolico, ogni settimana ci incontriamo e preghiamo insieme. Il Signore mi ha dato tante grazie e doni, e io da piccola ho sempre sentito di essere sua sposa e nel mio cuore avevo fatto la mia promessa, ma poi mi sono lasciata andare alle cose del mondo fino a commettere peccati mortali, e in parallelo continuavo a fare il mio cammino di preghiera, pentendomi e confessandomi, per poi ricadere. Mi resi conto che ero legata e schiava, e per questo non riuscivo a liberarmene. Appena cadevo soffrivo e mi angosciavo perché consapevole di ciò che avevo fatto. Una settimana fa, in un

"Non pregare per me! Sono dannata"

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Nel 1937 una ragazza tedesca di nome Anna morì a causa di un incidente stradale. Alcuni giorni dopo il decesso apparve a Clara, una sua amica che stava pregando per lei, e le disse: "Non pregare per me! Sono dannata." Dopodiché raccontò come aveva fatto a dannarsi eternamente.  Nel 1952 uscì in Italia un libretto che raccontava questo fatto. La serietà del racconto è comprovata dall'imprimatur che ricevette da Mons. Luigi Traglia, del Vicariato di Roma. Meditare sull'inferno è utile ad evitare di peccare, ma anche ad eleggere lo stato di vita più adatto a salvare la propria anima. Per leggere il racconto, cliccare qui.

Cosa fare dopo la laurea in infermieristica?

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Questo post è destinato alle donne che hanno una laurea in infermieristica e desiderano donare a Dio la propria vita. Curare i malati è un'opera di misericordia molto apprezzata dal Signore, il quale nel Giorno del Giudizio ci giudicherà sulla carità. Tra gli istituti religiosi che si occupano di prestare assistenza ai malati, vi segnalo le Suore Infermiere dell'Addolorata, fondate da Madre Giovannina Franchi nel 1853. Il loro carisma è curare gli infermi con gran cuore, soprattutto i moribondi, essendo questa un'opera molto meritoria, visto che nell'ora estrema della vita si decide la salvezza eterna dell'anima. Queste suore sono molto caritatevoli e accoglienti, si impegnano a servire tutti come se servissero Cristo sofferente; ecco perché nelle loro strutture sanitarie si respira un'atmosfera familiare. Per loro i malati sono dei fratelli da amare e servire; magari fosse questa l'atmosfera di tutti gli ospedali del mondo! Si può entrare in questa Co

Ai lettori del blog (repetita iuvant)

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Carissimi amici, vi ringrazio per le numerose lettere che mi inviate. Spesso le utilizzo per rendere più interessante il blog, così come avviene su certe riviste nella rubrica “lettere alla redazione”. Per garantire la riservatezza di coloro che mi scrivono, non pubblico né nomi, né altri riferimenti personali che possono far risalire all'identità del mittente. Tuttavia, se qualcuno non desidera veder pubblicati i propri scritti nemmeno in maniera anonima, è pregato di segnalarlo nella lettera. Ricevo spesso e-mail da parte di lettori che domandano informazioni, indirizzi di monasteri, chiarimenti e consigli; oppure desiderano fare segnalazioni. In genere rispondo volentieri a tutti, chiedo solo di avere un po' di pazienza, poiché non sempre mi è possibile rispondere celermente. Chi ritiene di non aver ricevuto nessuna risposta, è pregato di controllare nel filtro anti-spam del proprio servizio di posta elettronica. Se eventualmente non doveste ricevere alcuna risposta

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