Per chiedere informazioni all'autore del blog, oppure per chiedere indirizzi di buoni conventi e monasteri, scrivete all'indirizzo: cordialiter@gmail.com

venerdì 18 aprile 2014

Passione di Gesù

Una ragazza partecipò più per curiosità che per devozione alla Messa “in Coena Domini” del giovedì santo. Nella tarda serata tornò in chiesa per l'adorazione eucaristica. Pensò alle ultime ore di Gesù buono su questa terra, quando Egli, pur essendo Dio, si umiliò nel lavare i piedi ai suoi Apostoli, ed istituì il Sacramento dell'Eucaristia per poter fare comunione con gli esseri umani sino alla fine del mondo. Pensò anche alla sua agonia nell'orto del Getsemani, ma ciò che la colpì maggiormente fu il pensiero che Gesù aveva patito tutte quelle sofferenze per lei, per espiare al suo posto le pene meritate dai suoi peccati. Il giorno seguente meditò sulle atroci sofferenze del Redentore nel giorno della sua morte in croce. Pensare che Gesù buono si sarebbe lasciato giustiziare innocentemente per salvare anche lei sola, la fece piangere di tenera compunzione. Sentiva di essere amata in modo ineffabile da un Dio così buono e misericordioso, e nello stesso tempo sentiva che a causare la dolorosa Passione di Cristo furono anche i suoi peccati. Da quel giorno cominciò a meditare anche sulla vocazione, aveva 17 anni ed era studentessa di ragioneria. Cominciò a seguire la Messa ogni giorno, e fece amicizia con un'altra ragazza che frequentava quotidianamente la chiesa. Diplomatasi in ragioneria, si iscrisse ad economia e commercio, ma un giorno la sua amica la invitò alla professione religiosa di sua sorella, la quale era entrata tra le Suore Francescane dell'Immacolata, ordine religioso di stretta osservanza fondato da Padre Stefano Maria Manelli. Quando vide queste giovani suore, rimase incantata dalla luce quasi magnetica che emanavano i loro volti. Erano persone piene di gioia interiore, e questa gioia traspariva sui loro volti, una gioia che non si trova sulle facce delle persone mondane, anche se immerse nei divertimenti sfrenati del secolo. La gioia delle suore era una gioia vera. Così quella studentessa decise di fare un ritiro di alcuni giorni presso un convento delle Francescane dell'Immacolata. Fu un'esperienza straordinaria, le sembrava di stare in paradiso. Lì ebbe la conferma che la sua era vera vocazione. Finalmente aveva trovato la risposta a tutti i suoi interrogativi, ma soprattutto aveva trovato la pace interiore. Tornata a casa per sbrigare le ultime faccende, parlò della vocazione alla sua famiglia solo qualche settimana prima della partenza definitiva. Il 2 agosto successivo, nella festa della Madonna degli Angeli, entrò in convento dando l'addio al mondo e a tutte le sue vanità che non possono rendere felice il cuore umano. Nel silenzio della sua povera cella, piena di letizia spirituale, poteva finalmente ringraziare la Madonna Mediatrice di tutte le grazie per averle dispensato la grazia della vocazione religiosa, facendola così diventare sposa di Gesù Cristo.

giovedì 17 aprile 2014

Giovani vocazioni

Lettera di una giovane ragazza desiderosa di fare un'esperienza vocazionale in qualche ordine religioso di "stretta osservanza"...

Salve,
          mi chiamo [...], ho 22 anni, Le scrivo dalla provincia di [...] e Le faccio i miei complimenti per il suo bellissimo blog, che immagino sia graditissimo a Nostro Signore.

Scrivo a Lei, come tante altre ragazze, per avere un aiuto e un'indicazione sull'istituto religioso in cui entrare a far parte. Su di me posso darLe poche ma precise indicazioni: sono pronta a lasciare tutto e tutti per unirmi completamente e definitivamente a Colui che mi vuole sua sposa. In realtà, ho già abbandonato da tempo la quasi totalità delle cose del mondo, posso dirLe che il mio non è un entusiasmo iniziale ma è una scelta frutto di un lungo cammino. […] Non ho altri al mondo che Lui, e Lo benedico perché è così. Desidero tanto fare una vera esperienza vocazionale: ho letto che nel suo blog parla di istituti di “stretta osservanza", di istituti seri, e non dallo spirito rilassato. Dunque, [...] potrebbe segnalarmi istituti di questo tipo in queste regioni?

Io comunque so che devo esser pronta ad entrare in qualsiasi istituto di vita attiva o contemplativa laddove Gesù mi voglia. Ho bisogno di stimoli continui per non addormentarmi nella fede, spero soprattutto di trovare delle consorelle pronte anche all'accoglienza delle giovani come me, considerando che sia nella preghiera che nel lavoro manuale ho davvero tanto da imparare, mi considero una grande ignorante, che però è tutta desiderosa di non dar loro fastidio ma di impegnarsi e di sottomettersi alla volontà del Signore nel servizio e nell'obbedienza alle mie superiori.

La ringrazio per la gentile attenzione che avrà nel leggere la mia mail e spero possa segnalarmi gli istituti di cui parla. Mi perdoni per il tempo che Le sottraggo.

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                  dammi pure del tu (lo preferisco). Rispondo molto volentieri alla tua lettera, poiché uno degli scopi del mio blog è appunto di far conoscere gli ordini religiosi fervorosi e di “stretta osservanza”. Purtroppo, facendo un'esperienza vocazionale in un monastero rilassato si corre il rischio di rimanere disgustati e di rinunciare alla vocazione. Sant'Alfonso diceva addirittura che è meglio restare a casa propria anziché entrare in un monastero rilassato.

Nella risposta che ti ho inviato in privato ti ho segnalato due ottimi ordini religiosi presenti nella tua regione. Il loro stile di vita gioiosamente povero, fervoroso e pieno di zelo per la salvezza delle anime riesce ad affascinare molte ragazze, e infatti sono tra le poche congregazioni italiane che hanno molte vocazioni.

Carissima in Cristo, se per caso non ti sentissi portata per questi due ordini che ti ho suggerito, non ti arrendere, infatti ci sono tanti altri ordini che posso consigliarti. Per me ogni singola vocazione religiosa ha un valore enorme, pertanto non esitare a scrivermi per avere dei chiarimenti o semplicemente per avere una parola di incoraggiamento.

Spero con tutto il cuore che Gesù voglia prenderti come sua sposa. Ma ti rendi conto? Una cosa è unirsi al Re del Cielo, altra cosa è unirsi con una povera creatura della terra. Oh, quante donne rimpiangono di aver sposato un uomo della terra!

Ti incoraggio a perseverare nel bel proposito di donare il resto della tua vita a Dio. Siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio, per poi poterlo amare in Cielo per l'eternità. Entrando in un ordine fervoroso e osservante sarà facile per te salvarti l'anima e cercare la santità, nel mondo invece ci sono tante distrazioni, dissipazioni e pericoli per l'anima. Se dovessi incontrare degli ostacoli sul percorso vocazionale, non ti arrendere, ma continua a perseverare.

Quando andrai in convento a fare un'esperienza vocazionale, non dimenticarti di pregare la Madonna per i lettori del blog, soprattutto per alcune ragazze che vorrebbero entrare in monastero ma devono superare vari ostacoli (soprattutto l'opposizione dei parenti).

Nella speranza di esserti stato di qualche utilità, approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria.

Cordialiter

mercoledì 16 aprile 2014

La pace del monastero


Una ragazza mi ha scritto una bella testimonianza sulle Benedettine di Fermo.

Finalmente sono riuscita ad approdare nel luogo dove per la prima volta ho avuto un incontro autentico con il Signore. Sto parlando del Monastero “San Giuliano” delle Benedettine di Fermo.

L’anno scorso, durante la settimana Santa ho iniziato a sentire un desiderio così forte di stare in un monastero che razionalmente non me lo sapevo spiegare. Così iniziai a informarmi su internet e telefonai ad un monastero francescano. Lasciai più di un messaggio nella segreteria telefonica però nessuno mi richiamò. Al che pensai che potevo recarmi in qualunque altro monastero e magari anche più vicino. Così lessi su un blog tra le varie esperienze, che un’oblata aveva avuto un’esperienza di accoglienza in un monastero di Fermo dove raccontava di essersi trovata molto bene e parlò anche del carisma della madre Abbadessa che l’aveva ascoltata e aiutata. Mi colpirono molto le sue parole, così mi incuriosii e pensai che era proprio il posto ideale per me. Chiamai per telefono la sera e mi dissero che avrei dovuto richiamare il giorno dopo perché avrei dovuto parlarne con la Madre. E così fu. Il giorno stesso la Madre mi disse di sì. Così feci la mia prima esperienza di accoglienza durata 4 giorni. Poi mantenni il contatto con la Madre durante tutto il tempo vissuto all'estero e al mio ritorno in Italia, e nell’arco di un anno tornai per la seconda volta, poi la terza e infine la quarta il mese scorso, dove ho assistito ai meravigliosi esercizi spirituali predicati da un pio sacerdote, le cui ricche e profonde meditazioni, sia dal punto di vista umano che teologico-filosofico,  mi hanno offerto l’opportunità di capire, approfondire, confermare alcuni concetti sull’”abitare con Gesù”, consentendomi di far crescere in me la forza ed il benessere, e fornendomi  una nuova chiave di lettura per affrontare le mie problematiche. Dopo soltanto 4 esperienze di accoglienza posso dire che il monastero delle monache benedettine è diventato per me la mia seconda casa, l’unico luogo dove riesco a sentirmi in pace, in armonia, dove riesco a riposare, dove posso essere me stessa e sentirmi accolta, amata, ascoltata, coccolata. Nel monastero ho vissuto momenti d’intensa riflessione  e meditazione nei dialoghi con la Madre Abbadessa che mi ha letto dentro e mi ha guidata facendomi scoprire che Dio è misericordioso. Poi, altra scoperta: la lectio divina individuale e condivisa, dove la Parola non è solamente teoria ma diventa prassi, ossia carità che plasma la vita quotidiana. Il monastero è il luogo scandito dalla preghiera e dal lavoro, (ma non dal semplice pregare e lavorare),  dove la preghiera viene espressa con intensa dolcezza, silenzi, parole e canti angelici gregoriani, e dove il lavoro viene vissuto con il sorriso in simbiosi con Gesù. Ogni cosa, ogni azione, ogni oggetto viene mosso unicamente dall'amore e dalla gioia (una tavola apparecchiata, i pasti squisiti, e tutti i lavori fatti a mano come il presepe, la pittura su vetro, i ceri decorativi, le icone, i rosari e le coroncine, i portafogli e le borse, le ostie, i biscotti, i vestiti battesimali e le tuniche, il modo di prendersi cura dell’orto, ecc..) e ci si chiede come può una cosa così semplice essere trasformata in qualcosa di così straordinario e meraviglioso. Ed oltre a tutto ciò che si fa quotidianamente, il monastero delle monache benedettine è a tutti gli effetti una comunità  terapeutica spirituale  dove la madre Abbadessa, dalla  carismatica autorevolezza, e  come madre spirituale, è riuscita concretamente, sospinta non solo dai precetti della sua ricca preparazione teologica e pedagogica, ma soprattutto dall'amore caritatevole che nasce e si nutre dell’amore di Cristo, a creare una vera e propria rete di aiuto esterna, in collegamento continuo con il  monastero; ogni giorno arrivano numerose mail e giungono alla porta del monastero persone che richiedono preghiere e ascolto sulle più disparate condizioni di disagio, sofferenza, disgrazia, e incredibilmente tutte le numerose richieste vengono evase. Le sorelle sono come angeli!

Ma il monastero  è  anche il luogo dove nel contempo  si vive molto il senso della fraternità, dell’armonia nei rapporti interpersonali, nell'aiuto reciproco dove centrali sono l’amore di Cristo e la gioia della sua resurrezione, manifestata non solo nell'azione quotidiana, nel lavoro e nella preghiera, ma anche attraverso momenti di convivialità, giovialità, canti. Un altro mito da sfatare: non è vero che il monastero sia un luogo avulso dalla realtà esterna. Ogni giorno si ascoltano le notizie e c’è una grande attenzione e preoccupazione per tutto ciò che accade fuori, ed ogni giorno si cala la preghiera nella realtà di tutti i bisognosi… e tutti  sappiamo quanto possa essere imprescindibile e potente la preghiera! Mai mi sarei aspettata di trovare tanta apertura al mondo esterno come in un monastero di clausura e mai mi sarei immaginata che si facessero così tante cose. Sembra che una giornata non basti mai per poter terminare tutto ciò che ci si era preposto di fare. Il monastero è stato per me il luogo che mi ha ridonato la speranza e la forza per affrontare tutte le mie problematiche diventate insostenibili, mi ha arricchita nello spirito e nel cuore, nella pace e nell'amore e mi ha permesso di  ritrovare un senso nella mia vita. È il luogo dove ho fatto i conti con il silenzio, le paure, le sofferenze, i dubbi, le delusioni, dove gli affanni si sono trasformati in gioia suscitata dalla presa di coscienza che non sono più sola, perché sono certa che Gesù non mi abbandonerà mai, qualunque sarà la mia situazione di sofferenza, così come non mi abbandonerà mai questa splendida famiglia che prega per me e si preoccupa per me! Non mi basterà una vita per poter contraccambiare tutto ciò che mi è stato donato in questo piccolo paradiso che è il Monastero delle Benedettine! 

A tutte voi ragazze che vi trovate in questo momento, e non casualmente, a leggere queste testimonianze di esperienze vissute nel monastero, o perché sentite la necessità di capire o approfondire la vostra vocazione, o per convertirvi, o per assaporare l’amore infinito, la gioia, la forza e la speranza, qualunque sia la vostra situazione, sappiate che in questo Monastero il Signore parlerà al vostro cuore attraverso la fervorosa preghiera delle monache, attraverso la lectio divina e il dialogo.

Grazie di cuore!
______________________________________
Per contattare le Benedettine di Fermo, potete scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: m.benedettine @ alice.it  (scrivere l'indirizzo tutto attaccato, senza spazi).

martedì 15 aprile 2014

"Benedetto il Signore, che addestra le mie mani alla guerra"

Pubblico un post scritto da Laudem Gloriam.

Stavo usando un vecchio ferro da stiro che -non si sa per intercessione di quale santo del Carmelo, continuava misteriosamente a funzionare- sulle lenzuola, quando venne a trovarmi la Maestra di Noviziato. Il sole era alto e faceva caldo, solo un filo di vento rinfrescava l'aria afosa.

"Vedi? L'abito carmelitano ricalca quello dei Crociati. D'altronde, le origini dei Carmelitani, sul Monte Carmelo, risalgono alle Crociate, quando dei penitenti e pellegrini, iniziarono a vivere eremiticamente lì dove il Profeta Elia, nel Nome del Signore degli Eserciti, vinse i sacerdoti di Baal.", mi disse. La cappa bianca sopra l'abito come i mantelli candidi dei crociati, il soggolo come la maglia ad anelli di metallo, che stava sotto l'elmo, lo scapolare con le effiggi del Signore che si serve.. e, non per ultimo, S. Paolo quando parla dell'armatura dei credenti, cintura ai fianchi, e scudo della fede stretto sul braccio.

Mi furono particolarmente illuminanti le parole della Maestra di Noviziato, e guardai con occhi nuovi alcune cerimonie tipiche del Carmelo. Nel Coro monastico, a differenza di altri Ordini, vige una disciplina quasi "militare", lieta a fraterna, e, durante la Messa o le Ore Liturgiche, non c'è un movimento lasciato al caso, ma le due ali del coro delle monache si muovono in sincronia o a coppie durante l'uscita e l'ingresso, tanto da farmi venire in mente quegli eserciti disciplinati, che, all'ordine dei segnali della Priora (ora un tocco della sua mano sul banco, ora il dare la nota iniziale del canto, ora un'altro cenno), obbediscono secondo un ordine comune ben noto a tutte.

"Elia rispose: «Per la vita del Signore degli eserciti, alla cui presenza io sto, oggi stesso io mi presenterò a lui»" (1Re 18, 15)

Il Profeta Elia, Padre spirituale dell'Ordine del Carmelo, era alla presenza costante del Signore degli Eserciti, e questa è la vita della Carmelitana Scalza, al servizio delle Schiere del Signore, con la lancia della nuda fede, con la cotta dell'Amore ardente, in pugno il giavellotto della fiducia e dell'abbandono nel Nome del Signore.

La vita cristiana, specialmente per chi ha una vocazione particolare -non ci si illuda- è una dura battaglia: ma abbiamo un Principe, il Figlio del Re come Condottiero divino, e per vincere questa guerra che il nostro nemico ci muove costantemente, non dobbiamo nè agitare le spade, nè fremere di rabbia. L'unica vittoria sta in chi, davanti al nemico in preda all'ira, si rifugia sotto le Ali pacifiche del Principe della Pace, Gesù Cristo, e alza fiduciosa a Lui gli occhi, Lui, nostro Condottiero e Sposo, affinchè combatta Lui per noi la terribile battaglia che ci viene mossa.

Benedetto il Signore, mia roccia,
che addestra le mie mani alla guerra,
le mie dita alla battaglia,

mio alleato e mia fortezza,
mio rifugio e mio liberatore,
mio scudo in cui confido,
colui che sottomette i popoli al mio giogo.

Signore, lancia folgori e disperdili,
scaglia le tue saette e sconfiggili!

Stendi dall'alto la tua mano,
scampami e liberami dalle grandi acque!

(Sal 144)

In Cristo Vincitore,

Laudem Gloriam

lunedì 14 aprile 2014

Buoni sacerdoti in provincia di Catania


Mi ha scritto una lettrice della provincia di Catania, la quale è alla ricerca di una buona guida spirituale. Chi conosce un buon sacerdote di quella zona, può scrivermi all'indirizzo cordialiter@gmail.com

Grazie!







xzx

Vocazione monache clarisse

Qualche anno fa, su una rivista veneta è apparsa una lettera aperta di una giovane suora del monastero delle Clarisse dell'Immacolata di Creazzo in provincia di Vicenza. Con la lettera ha voluto rispondere alla domanda che molti suoi conoscenti si sono posti: perché ha abbandonato il secolo per andare a rinchiudersi in un monastero di clausura? Nel mondo era una studentessa universitaria con ottimi voti e trascorreva il tempo libero in maniera spensierata, divertendosi fino allo sfinimento. Non ci pensava neanche lontanamente ad entrare in un ordine religioso. Pur avendo tutto ciò che una ragazza della sua età potesse desiderare, sentiva un gran vuoto dentro di sé. Quello stile di vita non può certo riempire il cuore umano che, come insegna S. Agostino, è stato creato per amare Dio, ed è inquieto sin quando non riposa in Lui. La sensazione di vuoto interiore di quella ragazza era talmente deprimente che la portava anche a piangere. Un giorno, parlando con una persona spirituale comprese che la vita senza Gesù non ha alcun senso.

Fu quella la prima volta che sentì la “chiamata” del Signore. Dopo qualche tempo decise di trascorrere alcuni giorni di riflessione nel monastero di Creazzo. Rimase affascinata dall'amore, dalla dolcezza e dalla comprensione con cui venne accolta dalle Clarisse dell'Immacolata (giovane ordine religioso di stretta osservanza). Nel silenzio del monastero riuscì finalmente a trovare quella pace che tanto desiderava. Circa un anno dopo abbandonava definitivamente il mondo per entrare nella clausura e stringersi maggiormente a Dio, secondo la Regola di Santa Chiara.

Sono contento che sia entrata in un ordine religioso osservante, nel quale sarà facile per lei salvarsi l'anima. Se fosse entrata in un ordine rilassato si sarebbe messa nel grave pericolo di vivere in maniera poco edificante o addirittura di perdere la vocazione, come è avvenuto ad una ragazza che conosco personalmente, la quale non solo è uscita dal monastero, ma si è allontanata anche dalla pratica religiosa.

domenica 13 aprile 2014

Non scacciare la vocazione

Non bisogna soffocare il desiderio di abbracciare la vita religiosa; potrebbe essere la divina vocazione.

Buonasera, sono una ragazza di 22 anni, mi chiamo [...] e vivo in […]. Le scrivo perché fin da piccola ho il desiderio di diventare suora, non so il motivo di ciò, anche perché non sono molto praticante, però ho sempre questo desiderio che è come un tormento se così si può definire... cerco di soffocare questa mia ossessione ma è più forte di me e non trovo pace... non so neanche perchè le sto scrivendo, forse perché cerco delle risposte, forse perché ho bisogno solo di trovare la mia pace interiore... mi scusi per averle fatto perdere tempo... grazie


Cara sorella in Cristo,
                                  dammi pure del tu (lo preferisco). Ti ringrazio per avermi scritto; per me è una grande gioia poter essere di qualche utilità al prossimo.

Ognuno di noi su questa terra è solo di passaggio, la nostra vera Patria è il Cielo. Pertanto durante il pellegrinaggio terreno dobbiamo dimostrare a Dio che lo amiamo veramente con tutto il cuore e sopra ogni altra cosa. Noi siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio, e il nostro cuore non trova pace sin tanto che non riposa in Lui. Le cose della terra non possono saziare il nostro cuore, sono solo vanità delle vanità.

Ognuno di noi è alla ricerca della felicità, ma solo facendo la volontà del Signore è possibile riuscire a trovarla. È importante eleggere lo stato di vita che Dio ha designato per nostro bene sin dall'eternità.

Ho ricevuto tante lettere da parte di persone sposate (in maggioranza donne) che si sono pentite di non aver abbracciato la vita religiosa alla quale si sentivano chiamate in gioventù, e adesso piangono perché sentono che la vita nel mondo non era la loro vera vocazione, ma ormai quel che è fatto è fatto.
Personalmente sono convinto che le donne più felici della terra sono coloro che hanno abbracciato la vita religiosa in ordini religiosi fervorosi e osservanti. Il motivo è semplice, il loro Sposo, cioè Gesù, le consola e le dona tante gioie spirituali, le quali sono le più belle e ineffabili.

Dio ha un progetto per ciascuno di noi. Alcuni sono designati per mettere su famiglia e procreare dei futuri cittadini del Cielo (pensiamo ad esempio ai zelantissimi genitori di Santa Teresa di Lisieux), altri sono designati per rimanere celibi nel mondo (San Giuseppe Moscati), altri ancora sono designati per la vita sacerdotale e per la vita consacrata (ad esempio Sant'Alfonso Maria de Liguori e Santa Chiara d'Assisi). Ognuno deve cercare di capire la volontà di Dio su di sé, perché solo facendo la sua volontà possiamo essere davvero felici. Che cosa vuole il Signore da te? Per capire quale sia la tua vocazione, l'ideale sarebbe fare gli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola, oppure trascorrere alcuni giorni in un buon monastero (deve essere davvero buono) nel quale, raccolta nel silenzio e nella preghiera, potrai ascoltare quel che Dio dice al tuo cuore. Restando in città è difficile raccogliersi spiritualmente.

Dunque che cosa fare in concreto? Per il momento non parlare di vocazione né con i tuoi familiari (nemmeno se sono super-praticanti), né con le tue amiche, le quali potrebbero mettersi a ridere, soprattutto se sono persone neo-pagane che capiscono solo di discoteche, gossip, oroscopi, sfilate di moda, e altre vanità de genere.

Quale monastero contattare per fare qualche giorno di discernimento? Devi sceglierne uno davvero buono. E' importante questo fatto. Se tu andassi in un monastero rilassato, rischieresti di perdere la vocazione, come è accaduto ad altri. Come probabilmente ti sarai accorta da sola, molti ordini religiosi non vivono più come i loro santi fondatori, ma vivono in maniera rilassata e secolarizzata, e in genere hanno poca attrattiva sui giovani. Gli ordini religiosi fervorosi e osservanti invece affascinano col loro stile di vita autenticamente evangelico, e spesso attirano numerose vocazioni.

Adesso però la cosa più importante è ritornare a praticare la vita cristiana. Se vuoi posso fornirti gli indirizzi di alcuni buoni sacerdoti che possono aiutarti nella vita spirituale. Mi raccomando, cerca di alimentare una vera ed autentica devozione alla Madonna, e quando avrai bisogno di aiuto, non esitare a rivolgerti a Lei, la quale non abbandona mai i suoi servi fedeli. Affidati interamente alla Beata e Gloriosa Vergine Maria, che come insegnano dotti Autori (S. Bernardo di Chiaravalle, S. Alfonso Maria de Liguori, S. Massimiliano Maria Kolbe e tanti altri) è la Mediatrice di tutte le grazie, oltre che la nostra Mamma del Cielo.

Spero di esserti stato di qualche utilità, approfitto dell'occasione per porgerti i miei più fraterni saluti in Cristo Re e Maria Mediatrice,

Cordialiter

sabato 12 aprile 2014

Nutrirsi di Gesù

Ripubblico una bella lettera piena d'amore per Gesù buono...

Caro D.,
              come stai? Non so niente di te, a parte il carisma della tua anima che emerge dal blog, ma sento di avere un gran bisogno di amicizie spirituali. In questo mondo tecnologico e mirato al divertimento immediato, non è semplice trovare anime che vogliano anticipare il rapporto di amore spirituale del Paradiso già qui sulla terra. Per fortuna però, anche se rare, ci sono!

Come procede la tua Quaresima? Io sto cercando di viverla come meglio posso, impegnandomi nel correggere giorno dopo giorno i miei vizi, i miei errori e i difetti ai quali sono maggiormente incline. Tenterò di confessarmi una volta a settimana per rimanere più perfettamente nella grazia di Dio, rifiutando categoricamente di offenderLo volontariamente anche con il più piccolo gesto. In questi giorni, dopo un breve periodo di grave aridità spirituale, Gesù ha voluto portare nel mio cuore un vento di primavera che ha inebriato la mia anima, destandola dal dubbio e dal timore, irrorandola del Suo immenso amore. In certi momenti mi sembra di danzare tra le dolci note della Sua voce e vorrei trovarmi già in Paradiso a contemplarLo, ad adorarLo per l’eternità. Ma sono ancora qui sulla terra e allora mi chiedo come possa vivere nel modo migliore per farLo felice. Darei qualsiasi cosa per asciugare anche una sola lacrima dal Suo dolcissimo viso, per consolare la terribile sofferenza che gli uomini Gli infliggono con il peccato e con l’indifferenza. O quanto arde il mio cuore di questo desiderio! Quanto ancora, Gli chiedo, dovrò vedere quanto la gente ignora il Suo amore? Vedere quanto Lo ignorano subito dopo averLo ricevuto nella Santissima Eucaristia? È un pensiero che mi consuma il cuore: Lui vivo e vero, il Dio eterno e infinito, piccolo piccolo nell’Eucaristia perché ci ama troppo! Ogni giorno, prima di alzarmi dall’umiliazione delle mie ginocchia per andare a riceverLo, chiedo alla Madre Santissima di preparare il mio cuore, di fare spazio liberandolo dalle cose superflue, lasciando solo l’amore sincero che provo per Lui: non la parte egoistica che Lo cerca per interesse dell’anima, ma quella che ricerca solo il Suo piacere e la Sua consolazione. Così la dolce Mamma del Cielo lo trasforma in un caldo giaciglio in cui Lo ricevo. Non posso che riceverLo in ginocchio, ma avanzando verso l’altare penso che non sono degna neppure di raggiungerLo a testa bassa, ma piuttosto vorrei strisciare sulle ginocchia fino a Lui. Perché io sono il nulla che deve ricevere il tutto. E poi, una volta in me, esplodo d’amore. Sento tutta la Sua potenza invadermi, mentre Gli ripeto di nutrirsi del mio povero cuore, di insegnarmi ad amarLo. E sprofondo sempre più in Lui, mi perdo interamente in Lui e vorrei non dovermi mai più ritrovare! Per questo soffro tanto nel vedere le indifferenze degli uomini. Il nostro cuore è già fin troppo poco per ricambiare il Suo amore! In queste ultime settimane ho avuto nel cuore una consapevolezza: voglio essere Sua, ma temo che passerà ancora un po’ di tempo. Condivido quella che forse è una vocazione del Signore con una mia cara amica spirituale. Anche lei ha la vocazione nel cuore e le nostre strade camminano parallele. Condividiamo un passato turbolento, immerso nel peccato e nei travagli della vita. Ma siamo anche entrambe innamorate di Gesù. […] Non ho altro scopo se non quello di darmi interamente a Gesù, per sempre su questa terra e per l’eternità nel Paradiso. Ho preso la mano della Santissima Vergine e sono certa che Lei mi condurrà per la giusta via, facendomi bella per il Suo divin Figlio. […].

Un saluto fraterno in Gesù e Maria, sei nelle mie preghiere e che Dio ricolmi di benedizioni te e le tue buone opere!

(lettera firmata)

venerdì 11 aprile 2014

Esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola

Ecco le prossime date degli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio organizzati dall'Istituto del Verbo Incarnato in collaborazione con le Servidoras.

UOMINI:

2014
MAGGIO: da Giovedì 1 a Domenica 4
GIUGNO: da Giovedì 29/05 a Domenica 2



DONNE:

2014

APRILE: da Mercoledì 21 a Domenica 25
GIUGNO: dal 29 a 2 luglio
LUGLIO: da Mercoledì 9 a Domenica 13
AGOSTO: da Mercoledì 30/7 a Domenica 3

Ricordo che possono partecipare persone di tutte le età, ma sono particolarmente consigliabili a coloro che non hanno ancora eletto nessuno stato di vita. Per ricevere maggiori informazioni è possibile contattare Padre Pablo Scaloni telefonando al numero 340-7896848 oppure scrivendo all'indirizzo pabloscaloni@ive.org

Le donne possono ricevere maggiori informazioni anche scrivendo alle Servidoras all'indirizzo: esercizispirituali@servidoras.org

Il disporre l'anima a liberarsi dagli affetti disordinati, e poi il cercare di adempiere la divina volontà circa il modo di vivere per raggiungere lo scopo di salvare l'anima, queste cose secondo S. Ignazio sono da considerare “esercizi spirituali”.

Siate apostoli degli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio di Loyola, fateli conoscere ai vostri parenti ed amici! Tanta gente ha cambiato vita grazie alle meditazioni fatte durante gli esercizi ignaziani, i quali durano pochi giorni, ma possono valere un'eternità.

Vocazione e purezza

Riporto la risposta che ho inviato a una lettrice del blog.

Carissima sorella in Cristo,
                                          nella tua precedente lettera mi avevi detto che stavi passando un periodo difficile da un punto di vista spirituale, poi non ho più ricevuto tue notizie per alcune settimane. Ti confesso che durante questo periodo mi sono un po' preoccupato per te. Mi spiego meglio. Certe persone dopo la conversione vivono un periodo di fervore e desiderano fare qualsiasi cosa per piacere a Dio, anche abbracciare la vita religiosa. Poi, appena arrivano le difficoltà e le persecuzioni, si arrendono e ritornano alla vita mondana che conducevano in passato.

Sono contento di sapere che in questo periodo di difficoltà non hai tradito Gesù tornando alla vita mondana, ma hai continuato a perseverare sulla “via stretta” che conduce alla Patria Celeste. Hai fatto benissimo ad abbandonare i trucchi e gli abiti succinti. Se una ragazza è carina, non ha bisogno di usare trucchi e cosmetici vari, anzi, usandoli rischia di trasformarsi in un ridicolo clown. Se invece è bruttina, coi trucchi diventa ancora più bruttina. Una cosa del genere la diceva anche San Giovanni Crisostomo nelle sue omelie in cui esaltava la castità. Per quanto riguarda gli abiti che scoprono troppo il corpo della donna, nessuna ragazza davvero cristiana dovrebbe indossarli. Questi abiti volgari e spudorati servono solo a catturare gli sguardi impuri di persone schiave della lussuria e dell'iniquità. Al contrario, le persone che praticano la virtù della purezza disprezzano gli abiti seducenti e considerano degne di commiserazione coloro che li utilizzano. La gente deve apprezzarti per le tue qualità interiori, l'aspetto fisico è secondario. Questo discorso non vale solo per le ragazze che aspirano ad abbracciare la vita religiosa, ma vale anche per quelle che intendono sposarsi. Usando abiti provocanti si attirano corteggiatori di poca virtù, invece utilizzando abiti che rispettano il pudore, si attirano corteggiatori virtuosi che desiderano trovare una sposa seria e ricca di virtù, non una donna sfacciata e spudorata.

Alcuni pensano erroneamente che il cristianesimo sia una Religione maschilista. Ciò è falso! Il vero cristiano ha un grande rispetto della donna perché anch'essa ha un'anima creata ad immagine e somiglianza di Dio. Al contrario, la società moderna infestata dal materialismo e dall'edonismo ha ridotto la donna a un oggetto da sfruttare per fini turpi, per poi gettarlo via come uno strofinaccio usurato quando non è più utilizzabile. Una grave responsabilità della situazione attuale della società è addebitabile alle sette massoniche che tramano contro la Chiesa Cattolica che è il Corpo Mistico di Gesù Cristo. Spesso sono i massoni coi loro potenti mezzi di comunicazione sociale a depravare e corrompere i cuori sin dall'infanzia.

Un altro grave problema che affligge la Chiesa è il tradimento di coloro che pur professandosi cattolici, in realtà hanno aderito allo spirito mondano che appesta la società. Tanti cristiani seguono la mentalità relativista che domina il mondo e quindi accettano cose gravemente immorali come l'aborto, il divorzio, la contraccezione, i rapporti prematrimoniali, l'adulterio, il “matrimonio civile” tra omosessuali, l'uso della droga, ecc. Quei cattolici che coerentemente continuano a lottare contro queste cose immorali vengono ingiustamente considerati come arretrati, medievali, oscurantisti, intolleranti e fanatici fondamentalisti. Non bisogna stupirsi di ciò, infatti i veri cristiani sono sempre stati calunniati e perseguitati come fu calunniato e perseguitato Gesù Cristo quando venne sulla terra.

Come tu stessa hai notato, molti cristiani hanno aderito anche al relativismo dogmatico, pertanto credono che tutte le religioni sono uguali e negano che Gesù Cristo sia l'unico Salvatore del genere umano. L'eresia modernista col suo immanentismo sta distruggendo il senso del “soprannaturale”, dunque si è diffusa la pestilenziale idea che nega la soprannaturalità dei miracoli, non solo quelli approvati dalla Chiesa a Lourdes, ma persino quelli raccontati nella Bibbia, la quale è Parola di Dio. Il Signore non può mentire, perché è Verità infinita.

San Pio X disse che non pochi sacerdoti avevano aderito all'eresia modernista, quindi non devi stupirti più di tanto quando senti certi preti affermare cose “strane”. Noi dobbiamo restare fedeli a ciò che i Sommi Pontefici hanno sempre insegnato, pertanto se il Papa dice una cosa e un prete dice una cosa contraria, noi dobbiamo seguire l'insegnamento del successore di Pietro, il Vicario di Cristo sulla terra.

Per quanto riguarda l'elezione dello stato di vita, spero solo che tu faccia la volontà di Dio. Tuttavia, nell'autobiografia di Santa Teresa di Lisieux si legge che questa eroica carmelitana pregava affinché il Signore donasse la vocazione anche a sua sorella Celina; non voleva che il suo cuore cadesse nelle mani di qualche uomo della terra (in effetti Celina aveva qualche corteggiatore), ma alla fine entrò anche lei nel monastero di clausura. Inoltre nello stesso libro si legge che la sorella di una novizia pensava alle cose della terra, ma Santa Teresina e la novizia si misero d'accordo nel fare una crociata di preghiere per ottenerle la vocazione religiosa, e alcune settimane dopo anche quella ragazza entrò in monastero. Che voglio dire con ciò? Dico che desidero che sia fatta la volontà di Dio su di te, tuttavia ciò non mi impedisce di pregare Gesù buono di prenderti come sua sposa in qualche ordine religioso fervoroso e di stretta osservanza. Come Santa Teresina nei confronti di Celina, anche io nei tuoi riguardi spero che il tuo cuore non venga conquistato da un ragazzo della terra.

Mi piace nei cristiani lo spirito combattivo e militante, pertanto ti incoraggio a proseguire le tue letture apologetiche per la difesa della Fede, la riconquista delle anime e la maggior gloria di Dio.

In Corde Matris,

Cordialiter

giovedì 10 aprile 2014

Attratto dalla vita missionaria


Un ragazzo mi ha detto che è indeciso se intraprendere la carriera d'insegnate, oppure donarsi a Dio abbracciando la vita religiosa e missionaria.

Caro Cordialiter, 
                           mi chiamo [...], abito in provincia di [...], ho 30 anni e scrivo per la prima volta dopo aver scoperto il tuo blog diversi mesi fa. Ho esordito con la parola "caro" non per formalità stilistica, ma perchè leggere i vari post e le tue risposte mi dà grande conforto. Vi trovo spesso espressi i miei pensieri e sentimenti più intimi! E questo non può che farmi sentire vicino a te...grazie per il prezioso aiuto che attraverso la rete giunge a tante persone, un vero esempio di carità cristiana! 

Per spiegare la mia situazione posso dire, brevemente, di essere tornato a Cristo circa un anno fa, dopo un lungo periodo in cui l'orizzonte terreno aveva oscurato il mio desiderio di Infinito. Solo l'intervento della Santissima Madre di Dio e Madre nostra poteva riportarmi sui giusti binari: la Sua amorevole guida e la preghiera del S. Rosario non hanno vincitori! Ora, ti scrivo in cerca di qualche consiglio perchè ho molta confusione in testa...o, meglio, una certezza, che è il desiderio di crescere nella fede e di compiere la volontà di Dio nella mia vita, ma tanta incertezza su come capire il Suo progetto per me e attuarlo in concreto. Come già dicevo mi ritrovo perfettamente leggendo il blog: denaro, potere e le vanità terrene non mi attirano più. Non sento tuttavia, o non credo di essere chiamato alla vita contemplativa in  monastero, pur sentendone il fascino. Non sento, altresì, di essere chiamato a formare una famiglia (condivido quanto letto tempo fa sul blog, che le donne più felici sono le Spose di Cristo); ma allora che fare? Dove mi vuole il Signore? In che campo mi chiama ad agire? Quale può essere il mio posto nella Chiesa? Quali sono i miei talenti e come metterli a servizio degli altri? Attualmente non lavoro e ho smesso circa 3 anni fa di frequentare l'Università; la prospettiva di diventare ingegnere e di lavorare in qualche industria avente come scopo il profitto non è nelle mie corde. Cosa mi attrae allora? Cosa mi rende contento? Direi che seguo la mia coscienza e mi sento felice quando faccio qualcosa per gli altri, quando mi avvicino alle loro difficoltà; a volte penso che qua sto perdendo il mio tempo mentre nel mondo la gente muore di fame...dovrei partire, ad esempio, come volontario in una Missione? Ma con quali competenze? Non si può improvvisare; non sono medico o infermiere, non sono un Sacerdote, non sono un operatore sociale, ecc...come potrei servire bene il prossimo e dare lode a Dio in questo modo? Quante domande, quanti dubbi... 

Nel mio percorso di ritorno alla fede, alimentato dalla preghiera e dalla lettura della Parola, posso dire di aver alzato gli occhi al Cielo in tutti i sensi; e proprio contemplando il cielo stellato e la natura che ci circonda, ha fatto capolino, tra i tanti pensieri, un'idea che mi sta travolgendo sempre più: la Scienza. San Paolo nella lettera ai Romani ci ricorda che Dio parla attraverso le cose che ha creato. Basta poco infatti, per accorgersi che la natura (dall'infinitamente piccolo delle particelle sub-atomiche all'infinitamente grande delle strutture dello spazio cosmico) mostra tutto il suo fascino lasciandoci intuire il fascino di Chi è alla sua  origine. Studiare e contemplare la bellezza, l'eleganza, la logica e la razionalità dell'Universo mi riempie di gioia. Che bello constatare che la legge dell'amore mostrataci da Gesù (fino al dono supremo della vita) è la vera legge universale! Vale per le stelle come il nostro Sole, che si consuma bruciando tutto il combustibile al suo interno ma donandoci così la vita; e vale anche per le più piccole particelle, dalla "vita" brevissima, ma che "morendo" generano altre particelle  più piccole con maggior energia. Che la ricerca scientifica, quella pura, senza secondi fini, quella  che cerca la Verità, la mia via di ringraziamento a Dio? O tutti questi sono solo bei pensieri e miei desideri, che però non sono la volontà di Dio per me? Oppure...che sia avvicinare gli altri a Dio attraverso la scienza il campo in cui sono chiamato ad agire? Ma come, magari insegnando? Su questo ultimo punto, entrando più nel concreto, posso dire che la Laurea in Ingegneria (qualora finissi) non è utile per poter insegnare ad esempio matematica o fisica (pur avendone  studiata un bel po'!). Allora? Dovrei ripartire daccapo a 30 anni con un corso universitario  che mi permetta poi di insegnare, nonostante le prospettive più cupe per questa professione? Oppure è meglio lasciar perdere? Io cerco risposte nella preghiera, ma ancora non sento di essere  chiamato fortemente in una particolare direzione. Certi giorni mi vedo ad insegnare matematica, spiegando che è il linguaggio per capire la bellezza dell'Universo creato da Dio; altre volte pregando e riflettendo sui problemi e sulle atroci ingiustizie nel mondo, quasi mi vergogno di starmene a pensare alla matematica; a volte, poi, trovo un tale conforto nella preghiera e nella Santa Eucaristia da non voler fare altro che contemplare e adorare Dio tutto il tempo, come una  candela vicino al Tabernacolo... Insomma, vorrei ringraziare e stare con Dio ogni momento, ma non so in che modo farlo...e a 30 anni questa indecisione non può essere protratta oltre, procura già abbastanza sofferenza in me e in chi mi è vicino! Grazie per avermi "ascoltato" e sopportato leggendo questa lunga mail; prego per te e per le Spose di Cristo, anime elette, veri pilastri che con preghiera e sacrificio  sostengono il mondo!


Carissimo in Cristo,
                                   sono contento che ti piace leggere spesso il mio blog sulla vocazione religiosa. Viviamo in un periodo drammatico, la società si è scristianizzata ed è sprofondata nel neopaganesimo. La storia ci insegna che Dio nei momenti di maggiore crisi dell'umanità, ha suscitato dei religiosi ricchi di virtù, fervore e zelo per la salvezza delle anime, i quali hanno lottato eroicamente per contrastare il degrado morale e ricristianizzare la società corrotta. Penso ad esempio a San Benedetto, San Bernardo di Chiaravalle, San Domenico, San Francesco, Sant'Ignazio di Loyola, Santa Teresa d'Avila, Sant'Alfonso Maria de Liguori, la Beata Maria Deluil-Martiny, San Massimiliano Maria Kolbe e tanti altri santi. Sono convinto che anche oggi per convertire e salvare le anime sia necessario rilanciare la vita religiosa, ed è questo uno dei principali scopi del blog.

Per quanto riguarda la tua situazione, penso che tu stia facendo bene a cercare di capire qual'è la volontà di Dio su di te. L'elezione dello stato di vita è una scelta di fondamentale importanza. A tal proposito potresti partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio, oppure potresti fare un'esperienza vocazionale in qualche istituto religioso che potrebbe interessarti. Visto che ti piace la vita missionaria ti consiglio di contattare l'Istituto del Verbo Incarnato. Questi sacerdoti, oltre ad avere una buona formazione spirituale e dottrinale (seguono il tomismo), sono anche molto zelanti, caritatevoli e fervorosi. Per saperne di più su di loro, puoi leggere questo mio vecchio post:  http://vocazione-religiosa.blogspot.it/2011/05/istituto-del-verbo-incarnato.html

Inoltre ti consiglio di chiedere preghiere alle suore di clausura, le quali saranno felici di innalzare suppliche a Dio affinché ti illumini nelle scelte da compiere.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

mercoledì 9 aprile 2014

Consolazioni spirituali

Riporto una lettera che ho scritto ad una ragazza che mi ha confidato di essere afflitta da aridità di spirito e soprattutto da forti tentazioni...

Carissima sorella in Cristo,
                                          sono contento che stai continuando a leggere il blog; io l'aggiorno ogni giorno proprio per incoraggiare quotidianamente le persone come te che stanno facendo discernimento vocazionale. Ormai hai capito che ci tengo tantissimo alla tua vocazione religiosa, e fin quando non saprò che hai abbandonato il mondo, ti confesso che sarò sempre un po' preoccupato per timore che tu possa "cambiare idea", come purtroppo è accaduto ad altre persone che si sono lasciate ingannare dalle lusinghe del mondo.

Ti incoraggio ardentemente a perseverare nel percorso di discernimento vocazionale, affinché tu possa capire con maggiore chiarezza la volontà divina su di te. Io intanto pregherò il Signore di volerti prendere tutta per sé facendoti diventare sua sposa. Spesso gli uomini del mondo tradiscono le loro spose, ma Gesù buono non tradisce mai! Lui è Dio ed è incapace di fare del male.

Per quanto riguarda la vita spirituale, Dio inizialmente cerca di catturare le anime facendo sentire delle consolazioni spirituali durante la preghiera. Dopo un certo periodo di tempo il Signore toglie queste consolazioni per provare l'anima, ossia per vedere se le rimane fedele. È facile essere cristiani durante le consolazioni spirituali, ma è nel momento dell'aridità e delle tentazioni che si vede se una persona ama davvero Iddio. Molti cristiani in questi momenti di prova abbandonano il Signore e tornano agli inganni della vita mondana. Molti di costoro facevano vita devota non tanto per amore di Dio, ma principalmente per amore delle consolazioni, e appena queste sono terminate, è terminata anche la loro vita devota.

Però spesso la “debolezza spirituale” è causata da noi stessi a causa della “tiepidezza” provocata dai peccati veniali fatti con piena avvertenza, i quali non uccidono l'anima, ma la fanno diventare “rammollita”, arrestando così il percorso di ascesi spirituale.

Il cristiano deve sentirsi come un soldato in servizio permanente effettivo nella lotta contro i nemici dell'anima. Militia est vita hominis super terram (Iob 7,1). Ma se un soldato non si allena alla lotta, quando giunge il momento della battaglia, viene sconfitto dai nemici. Il combattimento spirituale si vince rimanendo sempre allenati. In che modo? Innanzitutto evitando tutti i peccati veniali pienamente avvertiti, come le piccole bugie, le impazienze, i modi “ruvidi” col prossimo (soprattutto con i familiari), la golosità nel mangiare, l'eccessiva curiosità, ecc.

Oltre alla preghiera quotidiana, è importantissimo fare delle mortificazioni, le quali aiutano l'anima a rimanere allenata nel dominio della propria volontà. Ad esempio rinunciare ogni tanto a mangiare una caramella, ad usare l'ascensore e l'automobile, ad ascoltare una canzone, a leggere subito una lettera che si è appena ricevuta, a guardare un film lecito, a discolparsi quando si riceve un rimprovero, ecc.

Per quanto riguarda le tentazioni che ti affiggono, devi sapere che queste battaglie sono delle grosse occasioni per guadagnare meriti spirituali. Ogni volta che una tentazione viene sconfitta si fa un grosso passo in avanti nella vita spirituale. Le anime con una coscienza delicata possono stare tranquille di non aver dato il pieno consenso alle tentazioni sin quando non sono in grado di poterlo giurare. Faccio un esempio, se il demonio ti tenta con pensieri di odio grave e di vendetta contro coloro che ti hanno fatto del male, devi subito scacciare queste tentazioni invocando i nomi di Gesù e Maria, e poi distrarti pensando a cose buone o neutre. Un'anima delicata per commettere peccato mortale deve pensare così: “Questo pensiero offende gravemente Dio, io sono pienamente consapevole di questo, e ciononostante voglio accettarlo pienamente con la mia volontà per dilettarmi in esso”. Io non penso proprio che tu abbia potuto accettare con piena avvertenza e con deliberato consenso dei pensieri gravemente peccaminosi, pertanto ti esorto a stare tranquilla. Inoltre ti consiglio di non esaminare scrupolosamente la coscienza per verificare se avevi piena avvertenza o sei hai dato pieno consenso, poiché in questo modo richiameresti alla mente quei pensieri. Come ho detto prima, le anime delicate devono presumere di non aver commesso nessun peccato mortale se non sono in grado di poterlo giurare. Inoltre è bene precisare che non si è tenuti a confessare i peccati mortali dubbi (soprattutto se si soffre di scrupoli).

Carissima in Cristo, spero di esserti stato di qualche aiuto.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Re e Maria Mediatrice di tutte le grazie,

Cordialiter

martedì 8 aprile 2014

Sacerdoti fervorosi

Tempo fa un caro lettore mi ha scritto per dirmi che...

Ciao D., sono […], ci eravamo sentiti qualche mese fa. Mi avevi consigliato di passare qualche giorno presso l'Istituto del Verbo Incarnato: ho seguito le tue indicazioni. Sono stato a Montefiascone (Viterbo): ho visto i ragazzi del seminario e anche le suore! Quello che scrivi nel blog è proprio vero!!! Da quando sono tornato a casa non faccio che parlare a tutti dell'Istituto e nel pregare perché si apra una casa anche qui nella mia regione, perché mancano degli ordini e dei sacerdoti fervorosi come loro. Poi ti faccio i complimenti per il blog, lo consiglio a tutti i miei amici e amiche che hanno un qualsiasi dubbio sulla vita consacrata e non trovano nessuna persona valevole con cui confrontarsi e che sappia fargli vincere le tentazioni. Mi piacerebbe tanto collaborare con te ad aiutare le anime [...], fra un mese presumo che entrerò in noviziato e quindi non so quanto potrò aiutarti...però sappi che, comunque vada, ti affido alla Madonna.

Con affetto e gratitudine,
(lettera firmata)

Carissimo in Cristo,
                                  mi è piaciuta moltissimo la tua testimonianza, sono contento che la Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato ti abbia dato una buonissima impressione. Io ho grande stima sia del ramo maschile, sia del ramo femminile (le Servidoras), poiché sono fedeli alla buona dottrina del grande San Tommaso d'Aquino, celebrano la Messa con devozione e sacralità, e col loro ardimentoso apostolato si impegnano tantissimo per la salvezza eterna delle anime. Apprezzo molto anche il loro fervore, la grande carità fraterna, il contagioso entusiasmo e la gioia dello stile di vita.

Inoltre, tra tutti gli ordini religiosi che conosco, la “pastorale vocazionale” che apprezzo maggiormente è proprio la loro, poiché mi sembra la più efficace e la più ricca di carità. I risultati sono evidenti: mentre tanti altri ordini e congregazioni da decenni stanno soffrendo la mancanza di vocazioni, invece la Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato fondata da Padre Carlos Buela è cresciuta in maniera esponenziale, e ogni anno riceve da Dio tante vocazioni da tutti i continenti.

Già alcuni lettori del blog hanno lasciato il mondo per entrare nei noviziati dell'Istituto del Verbo Incarnato e delle Servidoras, e penso che nei prossimi mesi altri ancora faranno la stessa scelta di vita. Ciò mi rende felice, poiché entrare in questa Famiglia Religiosa significa poter facilmente ricercare la propria santificazione e lavorare con ardore alla salvezza di tante altre anime redente dal Preziosissimo Sangue di Cristo.

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

lunedì 7 aprile 2014

Diventare carmelitana

Chi è la monaca carmelitana? 

La monaca carmelitana è una donna con un intenso desiderio di cercare il volto del Signore come l’unica cosa necessaria, una donna chiamata da Dio a vivere a tempo pieno o meglio a vivere “nel tempo, senza tempo” il ritmo della lode, dell’offerta, della supplica e dell’intercessione, una donna chiamata a cadenzare il proprio quotidiano al soffio del respiro di Dio, chiamata a lasciarsi plasmare dalla sua Parola, una donna che, maturando nell’ordinario la consapevolezza della propria fragilità, sente la chiamata all’annuncio silenzioso e nascosto nella logica del seme che se non marcisce e muore non può portare fruttoLa vocazione alla vita monastica carmelitana è una chiamata a compromettere la propria pochezza nell’esperienza del Tutto/nulla, è un lasciarsi coinvolgere in modo radicale, appassionato e totalizzante dalla volontà che Dio ha di scommettersi per l’uomo, è uno stare consapevolmente nella logica della sua kenosi. È una chiamata a vivere la vita non sul criterio del bisogno, dell’utilità, della visibilità. È una chiamata ad una vita un po’ “sprecata “, come l’unguento prezioso che quella donna sparse sul corpo di Gesù. Di fronte a quello spreco i commensali si indignarono ma Gesù lodò la donna. La carmelitana è chiamata da Dio a “sprecare” la sua esistenza rinchiudendosi, limitandosi nello spazio ma abitando e amando il mondo, versando il profumo della preghiera per ogni uomo, intercedendo con cuore di carne, dal profondo, dal di dentro, a portare Dio all’umanità e l’umanità a Dio e ad indicare un’”oltre”, una meta eterna che trascende ogni orizzonte terreno.

Come vive la monaca carmelitana la preghiera?

Per la carmelitana la preghiera è un rapporto di tenera amicizia e fiducioso abbandono in Dio, è il desiderio più profondo del proprio cuore di vivere in comunione costante con Lui. È la sua ragione di vita, il respiro della sua anima, il lasciarsi coinvolgere dal Suo donarsi per amore, il suo impegno apostolico, è lasciarLo vivere e amare in lei. Per questo la carmelitana vive la preghiera come una spinta del cuore verso il volto di Cristo che cerca nella solitudine, nel silenzio, nel nascondimento e che, sempre più consapevole della propria pochezza e fragilità, riconosce, trova e ama nella Parola, nella liturgia, nel vivere quotidiano, nella propria storia personale, nel volto dei fratelli e delle sorelle che porta a Dio con l’offerta silenziosa della propria vita.

Come si diventa monaca carmelitana?

La vita al Carmelo è risposta a una chiamata, come ogni altro stato di vita religiosa si riceve il dono di un'attrazione, di un desiderio, di un tendere verso la Santa montagna, per gustare la dolcezza della sua presenza e contemplare il  suo volto. Dio si rivolge alla persona nella sua interezza, così com'è, nella sua libertà.  Il Carmelo diventa desiderabile, luogo da "raggiungere", a volte neppure conosciuto precedentemente. Veramente il Signore "chiama" in maniera inattesa e chi vuole! Può capitare che non ci rendiamo conto di quello che sta accadendo, troppo intente nella vita di sempre o, anche, che il nostro sguardo non incroci il suo e non vediamo il gesto della sua mano e, sopraffatte da altri suoni, non riusciamo a percepire il nostro nome. Questa tensione interiore, questo desiderio lo possiamo sentire nascere all'improvviso dopo un'esperienza spirituale intensa, come un fiore che sboccia aprendosi in tutta la sua forma, come la folgore che arriva impetuosa o lentamente ci avvolge nel tempo fino a maturazione, accompagnando lo scorrere della vita e coinvolgendo le scelte determinanti.

Ci si sente "costretti"?

La proposta di un progetto non suona mai come un'imposizione anche se l'amore, nella misura in cui inonda la vita, in parte trasporta e conduce dove non si andrebbe mai, a fare cose che diversamente non si farebbero. Possiamo dire che siamo libere di amare, mentre l'assenza di amore ci rende schiave. Ma non sempre è immediato prestare l'orecchio alla sua parola, comprendere la sua"chiamata", rispondere al suo "desiderio". Dio vuole la nostra felicità. Da sempre, lungo la storia, ha chiamato uomini e donne a vivere in disparte, nella solitudine, nel deserto, per sperimentare, attraverso il raccoglimento,  una vita di profonda amicizia e intimità con  Lui. Dapprima la persona scopre dentro di sé una spinta, una vera e propria attrazione verso un luogo, uno stile di vita, verso altre persone che conducono quella stessa vita da cui ci si sente affascinate.

Cosa spinge?

Cio' che muove è comunque l'amore di Dio e se questo non è ben evidente all'inizio, diventa netto man mano che si percorre questo itinerario di trasformazione. Perché di un "cambiamento" si tratta. Non possiamo pensare di restare come prima, di "vederLo " e rimanere tal quali, di fare esperienza del suo amore e di non percepire il nostro cuore che muta. Lui stesso ci fa dono di un cuore di carne "toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne". Nella preghiera, nella frequentazione assidua della cella, nel silenzio e nella solitudine, la carmelitana non può evitare di guardare se stessa, consapevole della sua impotenza di fronte alla nudità, alla fragilità, all'ambiguità del suo essere "serva inutile" nelle mani di Dio. E dal suo Signore tutto attende: questa è l'unica certezza in un cammino nella nebbia fitta dove si naviga a vista. Un percorso in salita. In cui Dio porta a compimento l'opera che Lui ha iniziato e, volendo colmare interamente del suo amore, con estrema maestria lavora con strumenti adeguati il materiale che ha dinanzi perché sia perfettamente modellato. Vuoto da ogni ingombro. Capace di contenere l'esperienza dell'immensità di un amore trasformante.

La vita di cella, nella tradizione carmelitana è strettamente legata al tema del raccoglimento interiore, alla possibilità di percorrere gli spazi sconfinati dell'interiorità  e di focalizzare sempre il nostro oriente in Cristo Gesù, in una ricerca instancabile di Lui che spinge a migliorare e a crescere nell'amore.  Questo desiderio forte di "Dio solo" si esprime in una ricerca quotidiana dell'Eterno e nella costante consapevolezza di essere realmente peccatrici e non solo per modo di dire. Questa realtà può rendere "difficoltosa" la sequela, anche lì dove essa si profila come nostro vero bene e bene per altri. Se con sincerità guardiamo il nostro cuore, facilmente lo scopriamo altrove, sovente ripiegato su di sé, ma la vita monastica, l'assiduità con la Parola,  è "spietata" in questa analisi. Non si può sfuggire, ci si ritrova per quello che siamo: persone che senza di Lui non possono fare nulla. Scopriamo di avere innumerevoli attaccamenti a falsi beni, di essere tenacemente raggomitolate su noi stesse, o su rapporti per noi significativi, o a cose pure buone, lecite. Ma se usiamo un po' di onestà e rinnovato coraggio nel dare il nome autentico a ciò che abita dentro, se riconosciamo la nostra fragilità, la miseria che siamo, proclamiamo la sua misericordia, l'abbondanza della sua grazia nella nostra vita. Con il passare del tempo e attraversando l'itinerario di trasformazione interiore la monaca apprenderà che non c'è alcunché di preferibile al tesoro di Cristo, l'Unico necessario in cui possiamo riporre tutta la nostra fiducia, l'acqua in grado di dissetare la nostra sete.

E' semplice o si incontra qualche difficoltà?

Le difficoltà iniziali a lasciare gli affetti più cari, la possibilità di una realizzazione lavorativa sono accenno di quella che i padri chiamano "lotta spirituale": è l'uomo vecchio che portiamo dentro di noi, nel nostro mondo interiore che inizia a lasciare un po' di spazio perché l'uomo nuovo rinasca dall'alto...l'immagine che abbiamo di noi, quello che ci siamo sempre raccontate sulla nostra storia, anche quella "spirituale", di persona per bene, che prega, che cerca Dio, pian piano si sgretola e vengono meno i gineprai innalzati per difenderci e proteggere la vulnerabilità che portiamo dentro. Non ci sono altre vie d'uscita. Siamo davanti a noi stesse e quelli che sempre sono stati da noi considerati "aspetti del nostro carattere" iniziamo a considerarli dei difetti di fronte ai quali prendere una posizione è inevitabile: il Vangelo invita a un cambiamento: convertitevi!

Inoltre in sé  la vita integralmente contemplativa è poco "comprensibile", distante dai consueti modi di pensare e sentire il mondo di oggi che non tutte le persone che possiedono il germe della chiamata a tale stato di vita, hanno gli aiuti necessari per poterlo coltivare, comprendere, accogliere e rispondere nel suo inizio. E' necessario allora valutare bene nella preghiera e accostare una comunità di vita contemplativa iniziando un percorso di autentico discernimento.

Ma concretamente come si diventa monaca carmelitana?

Il cammino per divenire monaca carmelitana può essere descritto nella sua duplice sfaccettatura. L’itinerario formativo si avvia con un periodo di orientamento e verifica della candidata all’interno della comunità durante il quale si effettua una prima conoscenza reciproca e si avvia un discernimento oculato sulle motivazioni umane e spirituale autentiche . Effettuata questo prima esperienza se vengono riconosciuti i requisiti essenziali di una vocazione carmelitana, si avvia il postulandato, un periodo che può variare da 6 mesi ad un anno durante il quale si conosce più da vicino la persona ed ella a sua volta, comincia a conoscere, senza nessun obbligo ma più dall’interno, la vita monastica nella sua dimensione ascetica, comunitaria, di preghiera Con il noviziato invece inizia la vita nell’Ordine, ed è un tempo particolarmente orientato alla vita spirituale affinché la novizia comprenda sempre più il senso della vocazione alla vita claustrale, e approfondisca il carisma carmelitano. Al noviziato segue la professione temporanea un atto pubblico, che incorpora all’Ordine con diritti e obblighi definiti, e impegna la professa a vivere secondo la regola. Dopo la professione temporanea, tenendo presente il cammino realizzato dalla monaca e seguendo determinati criteri di natura giuridica si emettono i voti solenni con i quali ci si consegna definitivamente e totalmente a Dio secondo lo spirito e la regola del Carmelo.

Come si distingue se veramente la vita carmelitana è la propria e non un’altra?

Seguire Gesù vuol dire riconoscere una traccia, non crearsi la strada, vuol dire drizzare le orecchie del nostro cuore per ascoltare lo Spirito è rimanere in una profonda postura orante, aperta, disponibile, farsi aiutare da chi ha già percorso il cammino e possiede più esperienza, e discernere nei nostri strati umani dove collocare l’invito e come darvi risposta perchè la forza della Parola di Dio è nella relazione.

Pertanto ritengo che il discernimento sulla chiamata alla vita contemplativa nel carisma carmelitano, passi necessariamente  dal confronto diretto con una comunità nella quale “ sostare”  per  riconoscere  i tratti distintivi di una vocazione carmelitana vedendo come, a partire dalla propria pochezza e fragilità la monaca declina il paradigma della propria identità carismatica nell’esperienza dell’ossequio a Gesù Cristo, in una vita musicata dalla liturgia, germinata nell’ascolto assiduo, silenzioso, orante della Parola e impastato dalle  mani gioiose e laboriose della sororità. 

Cos’è la testimonianza per la monaca carmelitana?

Non verrei che il mio paragone sembrasse ardito ma ritengo che la carmelitana, monaca contemplativa per vocazione, chiamata cioè a vivere per l’Unico, nell’Unico e con l’Unico necessario, sia nel mondo, il Giovanni Battista della storia, di tutti i tempi, una voce che dà testimonianza alla Luce, sentinella del positivo, testimone che ogni uomo ha conservato in sé, sotto la tunica di pelle, una tunica di bellezza che Gesù, nei giorni più veri, riporterà alla vista e alla gioia di tutti. Come Giovanni, la carmelitana esiste per narrare un Dio di luce, che semina continuamente frammenti di sole dentro le vene della terra; con i suoi peccati e le sue ombre, con tutte le cose che sbaglia e non capisce, con la sua fragilità e i suoi errori, nonostante tutto, la carmelitana annuncia con la vita che Dio è luce .

La vita monastica non è altro che questo: un vuoto, in cui Dio può manifestarsi , può vivere ed essere intravisto. La monaca è solo una voce, non ha nella vita nessuno scopo esplicito, rinuncia a ogni ruolo ha solo il nudo nome di monaca o sorella, ma esiste per essere con Dio, per rispondere, con l’intera esistenza, all’invito rivolto da Gesù ai suoi discepoli: «Rimanete nel mio amore (Gv 15,9)».

Non è più vicina a Dio né più santa degli altri cristiani; solo si riconosce e vuole essere creature, fino in fondo, donna con il baricentro in Dio, certa della Suamisericordia, felice di appartenerGli, una donna che fa l’esperienza giornaliera di essere cercata prima di cercare, di essere guardata con amore prima di vedere e contemplare.

Alla monaca oggi, come al Battista ieri, tanti chiedono: “Tu, chi sei”? E la monaca, come Giovanni, può rispondere: “io non sono” sentendosi chiamata ad essere quella voce che ha la Parola dentro , a far coincidere, come Giovanni, la propria testimonianza con il diminuire e lo scomparire della propria persona, a vivere nella stabilità degli spazi e nel nascondimento per estendere i confini del cuore alle dimensioni del mondo.

Nell’esperienza della monaca carmelitana la Parola e la vita si uniscono e il tempo diventa uno stare notte e giorno alla Sua Presenza, un custodire e mettere in pratica la Parola, un silenzioso ma continuo indicare l’Agnello.

_____________________________________________________________________
Per informazioni sulla spiritualità carmelitana potete contattare le monache di Cerreto di Sorano (Grosseto) scrivendo al seguente indirizzo:    carmelitane@gmail.com

domenica 6 aprile 2014

Divina Misericordia

Pubblico la lettera di una studentessa universitaria.

Gentilissimo D.
                           […] Ti confido che leggo il tuo blog quotidianamente, mossa soprattutto dalla curiosità di rintracciare nelle parole di quelle numerosissime lettere e nelle tue rispettive risposte, quei sentimenti comuni ai miei. Da quando mi interrogo con maggiore consapevolezza e insistenza sul mio futuro e sul senso da dare alla mia vita ho scoperto cose impensabili: l'amore incondizionato di Dio nei nostri confronti, l'avere sacrificato suo Figlio per la nostra salvezza e il darci comunque la libertà di accoglierla o meno, senza alcuna imposizione e nel rispetto della nostra libertà. Ma quanto è paziente!!!!....non sono rari tuttavia in me i pensieri di disistima nei confronti di ciò che sono, e i tentativi di allontanamento dal Signore dopo essere caduta nell'errore, tentativi che cerco di scoraggiare sforzandomi piuttosto di mantenere un dialogo con Lui; [...] ed ecco finalmente la richiesta di perdono e misericordia. Nella vita quotidiana cerco di applicare questo bagaglio spirituale imitando quanto più fedelmente Cristo, e cioè perdonando l'offesa, essendo più comprensiva, più altruista, mi sforzo di esserlo nella speranza che tutto ciò divenga sempre più naturale, ma non sempre ci riesco, tuttavia non mi scoraggio. Chiedo ogni giorno al Signore di indicarmi la via, di darmi chiarezza dei suoi progetti su di me, ed è un lavoro che cresce giorno dopo giorno. Al momento cerco di portare a termine ciò a cui il dovere mi chiama, talvolta anche contro la mia volontà. Ma sono tante le mie aspettative per il futuro, tutte accomunate dal desiderio di servire l'uomo più umile, debole, povero, smarrito della terra, e Cristo che è in lui. Mi accorgo di avere acquisito da qualche tempo a questa parte una maggiore forza e serenità, dovute a Lui ovviamente, e mi auguro di comprendere quanto prima ciò a cui Dio mi ha destinata, realizzando così la mia felicità e la sua volontà. Tu come stai?...mi auguro ottimamente!...ti invito a continuare sempre con la stessa passione la cura del blog, perché ha seminato e continua a seminare un tale bene!...attendo con impazienza una tua risposta e le tue riflessioni su quanto ho scritto. Non risparmiare nulla, sii schietto!

Cordiali saluti nell'abbraccio del Signore!

Una tua carissima sorella in Cristo! :)

P. s. Per tutti coloro che desiderano ardentemente comprendere il senso da dare alla propria vita (ho ancora impresse nella mia mente le parole del Papa rivolte ai giovani nelle quali invitava a spendere la propria vita per alti ideali e avere il coraggio di andare controcorrente) non abbiate timore di approcciarvi a Dio, fonte di amore e misericordia infinite, a Cristo Gesù e alla Madre celeste, e di invocare lo Spirito Santo nei momenti di difficoltà o di confusione totale o simili. Vi assicuro che nel rivolgervi a Loro con preghiera costante trarrete tutte le risposte alle vostre domande, ma cosa più importante vi scoprirete amati di un amore totale e umanamente impossibile, vi scoprirete persone nuove, portatrici di speranza. Non vi nascondo che la strada è ardua, ma la felicità che ne trarrete sarà insostituibile. 


Cara sorella in Cristo,
                                    sono molto contento di constatare che stai continuando a riflettere sullo stato di vita da eleggere, senza escludere di abbracciare la vita religiosa. Sono passati diversi mesi dalla tua prima e-mail, ed è incoraggiante sapere che stai perseverando nel discernimento vocazionale. Sai, ricevo tante e-mail da parte di persone che sembrano entusiaste di consacrarsi a Dio, poi però dopo pochi giorni il loro entusiasmo si spegne come un fuoco di paglia. Per questo motivo sono contento di sapere che invece tu stai ancora pensando seriamente alla vocazione religiosa. Non è facile essere cristiani in questa società pagana che in mille modi tenta di allontanarci da Dio. Il nemico del genere umano quando si accorge che una persona è attratta dalla vita devota, incomincia a tentarla insinuandole nella mente dei pensieri di questo tipo: “Ma chi te lo fa fare a praticare la vita devota e a occuparti delle questioni spirituali? Lascia perdere queste cose, adesso sei giovane, devi divertirti, fare carriera, avere successo, ammassare beni materiali, come cercano di fare tanti altri! Se non farai come come gli altri, verrai criticata ed emarginata. Devi conformarti alla massa, non devi andare controcorrente! Che cosa ci guadagni nel sforzarti di vivere in maniera più cristiana? La gente del mondo ti prenderà in giro e ti perseguiterà! Lascia stare la vita devota, divertiti, vai in discoteca, sballati! Se non ti godi la vita adesso che sei giovane, quando ti divertirai?”

Purtroppo, questi pensieri diabolici, chissà quante anime allontanano da Dio! Non bisogna farsi ingannare dalle seduzioni del mondo e del demonio! Bisogna avere il coraggio di non arrendersi alla mentalità mondana, dobbiamo ricordarci sempre che su questa terra siamo di passaggio solo per breve tempo, mentre il nostro vero scopo deve essere quello di conoscere, amare e servire il Signore nella speranza di salvarci l'anima e di andare in Cielo ad amarlo per tutta l'eternità. Gesù nel Vangelo ha detto: “Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l'anima sua?” La Madonna a Fatima ha fatto vedere l'inferno ai tre pastorelli e ha detto che molte anime si dannano. Dunque non dobbiamo lasciarci trascinare dalla mentalità perversa che dilaga nel mondo, dobbiamo rimanere fedeli a Dio anche a costo di andare controcorrente e subire le critiche dei mondani. Che ce ne importa di quello che pensa il mondo? Ciò che conta davvero è quello che pensa Dio.

Se diventerai suora in un buon istituto nel quale si vive in maniera fervorosa la vita religiosa, avrai la possibilità di dedicarti con più facilità alla vita devota e alla ricerca delle perfezione cristiana. Inoltre, visto che ti senti portata per la vita apostolica, potrai dedicarti ad aiutare i bisognosi, non solo materialmente, ma soprattutto spiritualmente. Infatti bisogna cercare di condurre le anime Dio, le quali sono state pagate a caro prezzo da Gesù Cristo, immolandosi sulla croce del Golgota in espiazione dei nostri peccati.

Per quanto riguarda la tua vita spirituale, il nemico del genere umano potrebbe approfittare delle cadute per cercare di indurti allo scoraggiamento. Dopodiché sarà facile per lui spingerti ad abbandonare la vita cristiana, e a farti tuffare nella vita mondana per dedicarti solamente alle cose vane della terra. Nel percorso di perfezionamento cristiano non devi arrenderti mai. Quando commetti delle colpe, devi tornare subito ai piedi di Gesù buono, pensando alle atroci sofferenze che il Redentore Divino ha patito per te durante la sua dolorosa Passione, e chiedendogli umilmente perdono. È commuovente riflettere sulla Divina Misericordia, il Signore è davvero infinitamente buono ed è sempre pronto a perdonarci quando toniamo a Lui col cuore contrito.

Spero tanto che in occasione delle prossime vacanze tu possa fare un'esperienza vocazionale in convento per vedere se sei portata per la vita religiosa. 

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù Misericordioso e in Maria Madre di Misericordia,

Cordialiter