Per chiedere informazioni all'autore del blog, oppure per chiedere indirizzi di buoni conventi e monasteri, scrivere all'indirizzo: cordialiter@gmail.com

sabato 30 agosto 2014

Testimonianza di una Carmelitana

Pubblico la testimonianza vocazionale di una Monaca Carmelitana del Monastero di Cerreto di Sorano (Grosseto). Questa comunità monastica beneficia di molte vocazioni, e io credo che le vocazioni non piovono per caso.

Sono trascorsi molti anni dalla fondazione del Monastero Janua Coeli in Cerreto di Sorano. L’Amore del Signore ha accompagnato con tenerezza e misericordia le carmelitane e ha moltiplicato la sua Acqua in numero e spazio! Cresciuta nelle mura e nello spirito, la comunità contemplativa è particolarmente grata a questa terra che nella semplicità custodisce ancora luoghi dove i cultori del silenzio e della solitudine, i monaci, possono trovare spazi dove poter ancora vivere loro esperienza. Dieci anni fa ancora mi confondevo tra coloro che entrando in chiesa venivano raggiunti dalla salmodia del coro delle monache. Anch'io amavo sostare tra i banchi di quel santuario di campagna nella maremma. E curiosamente ripenso alla mia espressione mentre lo sguardo si posava sul loro sorriso, su quelle luci e ombre che catturavano in me un certo interesse Sapevo che la vita monastica era circondata da un alone di fascino ma non è questo ciò che attrae. Entrando in monastero conoscevo il richiamo che è dentro e non sono le letture oranti della Parola che fanno ardere il cuore, le melodie serafiche del gregoriano che catturano l’ animo o il profumo d'incenso che sale come preghiera vespertina ma è Qualcuno che ti ha amata per primo e al quale nonostante tutto appartieni. Trascorsi i primi mesi, anni, il tempo sgrana davanti agli occhi i suoi giorni e inizi ad avere appena una certa consapevolezza di quale sia la condizione umana per avere false aspettative sulla vita in un monastero di clausura. Abiti il limite del disincanto e intuisci che l’unica spiritualità che può corrisponderti è quella più spicciola, del quotidiano. Apparentemente non c’è nulla di più squallido di una vita tra quattro mura. Che attrazione può esserci per dei salmi cantati e una Parola ripetuta? Se non fosse per Qualcuno che vivifica questa vita certamente la nostra storia sarebbe banale come appare alla maggior parte degli uomini. Eppure Dio parla attraverso un piccolo frammento di esistenza, un granello appena e ci consente di arrestare la corsa e di sperimentare che ci troviamo nella salita del monte Carmelo, di fronte a un mistero profondo che conosce la fatica del passo, l’asprezza della lotta, la monotonia dell’abitudine. Varcata la soglia del monastero, da subito compresi che la dimensione contemplativa è un fatto di cuore. È il cuore che parla al cuore. Lo avverti. Finché nella tua esistenza non vivi tutte le pagine della scrittura. é il desiderio che traccia i sentieri per i nostri passi, quel desiderio che muove verso la bellezza dell'essere. Chi non ha mai sperimentato la forza dell'andare dietro quel qualcosa che arde e spinge? L'attrazione è già appartenenza, perché il desiderio mette le ali a tutto l'essere e spinge verso la salita del monte Carmelo, verso la vetta della contemplazione dove l'aria pura si respira a fatica ma dove non è possibile non esclamare con Pietro "facciamo tre tende!" Eppure sembra spaventare un Dio che "sussurra" L'amore non conosce spettacoli, ma intimo ritrovarsi nell'abbraccio della persona amata. Un soffio leggero, impercettibile, capace di un narrare a bassa voce, un mormorio che evoca parole di antica memoria e lascia pregustare un segreto di Vita. Ecco il passo di Dio. Volgiamo lo sguardo, tutte le volte che un sottile bisbigliare attira la nostra attenzione. Posiamo su di lui l’attenzione, quando pensiamo di conoscere e ci accorgiamo che sappiamo poco. Sostiamo, quando il cielo che ci sovrasta ci offre la luce delle stelle e la terra che calpestiamo ci dona tesori d'incanto orientale, i grani della vita che ci è affidata come mirra e come incenso da gettare nel braciere dell'Amore! Alziamoci, e rendiamo grazie di ciò che siamo, perché nel nostro essere donne è scritto il Verbo. Quando sentiremo Qualcuno che ci accarezza il volto, potremo coprirci con il mantello e fermarci fuori della caverna dove dimoriamo, come il nostro padre Elia profeta .Allora la Sua voce, come onda mite e riverberante richiamo, vento leggero, ci condurrà lontano per posarci sulle sponde di quella fessura che schiude all'incontro, sul monte, tra le fenditure della rocca, ci porrà al riparo della sua dimora, al riparo dell'Altissimo. Con il tempo ho scoperto che la spiritualità carmelitana ha una dimensione spiccatamente contemplativa e in questo ha una sua "radicalità", nudità. Dio solo, l'unico necessario,non è possibile vivere al Carmelo e non entrare in un processo di trasformazione che assorbe l'intera esistenza, non sentirsi coinvolte completamente da Cristo, non si rimarrebbe un giorno!! La monaca carmelitana è colei che vive presente a se stessa e alle sorelle con cui è un tutt'uno la fraternità o meglio sororità è intensissima quanto la contemplazione. Io sorridevo all'inizio quando sentivo dire questo dalla mia maestra, poi ho compreso quanto la dimensione fraterna fosse espressione della dimensione escatologica dell'amore oltre al compimento delle parole del Signore "riconosceranno che siete miei discepoli da come vi amerete gli uni gli altri". La nostra sorella anziana ama spesso ripeterci “La vera carmelitana è la contemplativa per eccellenza!” Una donna matura che sa misurarsi nella lunga e paziente attesa, colei che esprime il tutto che è in ogni frammento della sua vita, colei che non ha più paura di sentirsi vulnerabile, perché sa che le ferite della sua umanità possono trasformarsi in feritoie attraverso le quali la vita giunge nel fluire del tempo, una vita che, potendo realizzare finalmente il suo fine, canta all’amore con il suo «cuore piagato» avvolto in una «fiamma che consuma e non dà pena» e pur di incontrarlo definitivamente è disposta a «rompere la tela». La sofferenza non è più un peso del disordine, ma un peso ordinato, il dolce peso del limite, protetto dalla «deliziosa piaga» e sempre aperto al «dolce incontro»: «L’Amato è le montagne, le valli solitarie e ricche d’ombra… è come notte calma, molto vicina al sorger dell’aurora, musica silenziosa, solitudine sonora… Chi potrà sanarmi questo mio cuor piagato?… è fiamma che consuma e non dà pena! O Amato, al dolce incontro rompi la tela». Come amava ripetere san Giovanni della Croce.

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Per informazioni sulla spiritualità carmelitana potete contattare le monache di Cerreto di Sorano (Grosseto), scrivendo al seguente indirizzo:    carmelitane@gmail.com

venerdì 29 agosto 2014

Tornare al lavoro...


Tempo fa una lettrice in discernimento vocazionale mi ha detto che era dovuta rientrare al lavoro...

Caro fratello in Cristo,
                                    […]. Il rientro al lavoro è molto difficile. La stretta della crisi sta trasformando quel poco di società civile che rimaneva in una giungla spietata. Nel mio caso poi la sofferenza si moltiplica...

Sono come in attesa che il Signore si faccia vivo e mi indichi chiaramente ciò che devo fare […].

Che Dio ti benedica.
(Lettera firmata)

Carissima in Cristo,
                                   ti ringrazio per il prezioso aiuto di traduzione dei post nella lingua del Paese straniero in cui abiti. Che Iddio ti ricompensi per l'impegno profuso!

Immagino il “trauma” che stai patendo in seguito al rientro al lavoro. Fino a qualche settimana fa potevi organizzare la tua giornata quasi in maniera “monastica”, cioè riservando una fetta del tempo libero alla meditazione, alla preghiera e alla lettura spirituale. Adesso invece, oltre ad avere meno tempo da dedicare alle cose spirituali, sei costretta a frequentare persone (colleghi e alunni) che spesso parlano di tutto tranne che di Dio e delle cose importanti per l'anima. Oggi è sufficiente mettere il naso fuori dalla porta di casa per sentire già la puzza di materialismo neopagano. Viene voglia di piangere nel vedere che Dio non è amato. La società è ormai narcotizzata dall'edonismo sfrenato, ed è sempre più difficile parlare di cose spirituali.

Dobbiamo continuare a promuovere la vita consacrata, perché le persone che abbracciano questo stato di vita in ordini religiosi fervorosi, dedicano la propria esistenza terrena interamente ad amare Dio e a lavorare per la sua maggior gloria. Su questa terra siamo solo di passaggio per breve tempo, il nostro scopo è di salvarci l'anima per andare a godere la visione beatifica di Dio in eterno. Inoltre dobbiamo desiderare ardentemente che il Signore sia amato da tutti gli abitanti della terra; sì, la Santissima Trinità merita il nostro amore. E che ci stiamo a fare nel mondo se non amiamo Dio? Il nostro cuore è inquieto sin tanto che non riposa in Lui. Dunque, non arrendiamoci, continuiamo a combattere la buona battaglia per la promozione delle vocazioni religiose, sursum corda!

In Gesù e Maria,

Cordialiter

giovedì 28 agosto 2014

Claustrali legate alla Messa tradizionale in latino

Alle ragazze legate alla Messa tridentina che si sentono attrarre alla vita contemplativa in un monastero di clausura fervoroso e osservante, consiglio di leggere questo post sulle "Religiose Vittime del Sacro Cuore":  http://vocazione-religiosa.blogspot.it/2011/01/suore-vittime-del-sacro-cuore.html

Le lettrici francofone possono leggere una traduzione nella loro lingua: http://vocation-religieuse.blogspot.it/2011/05/religieuses-victimes-du-sacre-coeur.html







xzx

Bellezza interiore

Mi ha scritto una studentessa-lavoratrice che spesso ha per la mente questo pensiero: “E se Dio chiamasse anche me?” Ecco la sua lettera.


Caro fratello,
                        mi chiamo [...], ho 26 anni e ti scrivo dalla provincia di [...]. Seguo il tuo blog da poco tempo ma, avendovi spesso trovato parole di conforto, ho infine deciso di scriverti anche io.

[...] lo scorso anno ho potuto fare un’esperienza presso le suore [...]. Avevo tanto sentito parlare di loro e di quel che fanno per i giovani e, finalmente, per grazia di Dio, ho avuto la possibilità di andare. Per me è stata una settimana molto bella, anche se faticosa per un mio piccolo problema di salute: mi sono stati dati letteralmente occhi nuovi per vedere Dio e la storia meravigliosa che ancora oggi vuole fare con ognuno dei suoi figli. [...] Ricordo distintamente che, dopo 5 giorni mi sono guardata allo specchio e mi sono vista bella. Non avevo un filo di trucco ed erano evidenti i segni della stanchezza ma io penso che, dopo quei giorni vissuti in maniera santa, nella comunione fraterna e con la preghiera al primo posto, io sia finalmente riuscita a vedermi con occhi nuovi e a cogliere, vagamente e solo per pochi secondi, il significato dell’espressione ‘la bellezza di Dio’, tema al centro del ritiro.

Ti racconto questo episodio perché mi ha profondamente segnata, anche se non me ne sono accorta immediatamente. Infatti, per me questo appena trascorso è stato un anno molto difficile, sia dal punto di vista della salute (mia e di alcuni parenti) che da quello del lavoro e dello studio: io poi sono molto insicura e mi scoraggio facilmente. Ma sempre ho portato nel cuore quell'esperienza pensando che anche io voglio essere felice così, e quella bellezza, in me e negli altri, voglio vederla più spesso. Questa è una cosa che, lo vedo da me, è possibile solo quando si fa qualcosa mettendo Gesù al centro.

Finché un giorno nel mio cuore ha trovato forma un pensiero: “E se … e se Dio chiamasse anche me?” [...] Ho sempre pensato, però, che fosse frutto della suggestione del momento e quindi, anche questa volta, avevo inizialmente accantonato questo pensiero. Ma lui è lì ormai da qualche mese e penso proprio che sia giunto il momento di dargli voce. Purtroppo non ho avuto tempo di parlare di questa cosa con il mio padre spirituale prima che il Signore lo chiamasse a sé, quindi tu sei a conti fatti, la prima persona a sapere questa cosa … la prima persona ‘umana’, diciamo così! Per i motivi di cui anche tu parli spesso, non posso discuterne con i miei amici, anche quelli cristiani, ed in famiglia meno che mai, visto che un giorno a pranzo venne fuori questa frase: “Va bene tutto, ma un figlio prete o una figlia suora proprio no!” […].

E poi, al di là di tutto, mi piace che sia un ‘segreto’ tra me, Gesù e sua Madre, proprio come quando si è nella prima fase dell’innamoramento e quasi c'è soggezione anche solo a farsi vedere in giro con l’amato.

Senza una guida spirituale ho cercato un po’ in giro (ed è così che ho trovato anche questo blog!) ed ho visto che la prima cosa da fare nella mia situazione è quella di trascorrere qualche giorno in un buon convento. Ho pensato anche di ritornare a [...] ma, secondo me, è meglio che io trovi qualche convento qui nei dintorni, sia per poter compiere un cammino continuato, sia perché da settembre devo ricominciare con lo studio ed il lavoro. Inoltre, mentre prima non pensavo proprio alla possibilità della clausura, adesso non la escludo, anzi. Quindi mi chiedevo se conoscessi qualche buon convento qui nella provincia di [...] o comunque in zona e se ti andrebbe, gentilmente, di segnalarmelo. 

A volte penso che sia tutto frutto della mia fantasia [...], quindi mi rendo conto dell’urgenza di fare chiarezza al più presto. So che questa lettera è lunga ed anche confusa, ma non è stato facile per me dare forma a questo desiderio del cuore per la prima volta, così come non è stato facile scegliere le parole che meglio esprimessero i mille dubbi che affollano la mia mente.

Ti ringrazio per quello che fai con questo blog e ti abbraccio in Gesù e Maria,

(lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                       ti ringrazio per avermi scritto, per me è una gioia incoraggiare la gente ad abbracciare la vita religiosa. Stai facendo benissimo a riflettere attentamente sullo stato di vita da eleggere. Spesso le persone pensano solo alla possibilità di abbracciare lo stato matrimoniale, mentre invece esistono anche altri stati di vita. Il più perfetto di tutti è lo stato religioso, perché è il più simile allo stile di vita povero, casto e obbediente che il Redentore Divino praticò su questa terra. Il Signore ci lascia liberi nell'elezione dello stato di vita, ma se una persona ha la vocazione religiosa e la rifiuta, vivrà in maniera infelice per il resto della sua vita, e probabilmente anche nell'eternità, perché è difficile salvarsi in uno stato di vita diverso da quello stabilito da Dio, come insegna Sant'Alfonso Maria de Liguori nell'opuscolo intitolato “Avvisi spettanti alla vocazione religiosa”.

Non farci caso a quello che pensano i tuoi familiari della vita religiosa, purtroppo, spesso i parenti sono i peggiori nemici delle vocazioni dei figli. In genere per le persone sposate è difficile comprendere la felicità che si prova nel vivere in un monastero fervoroso, sono discorsi che non capiscono. Solo le persone spirituali possono comprendere certi discorsi.

Non devi pensare che sia assurdo che il Signore chiami proprio te alla vita consacrata. Lui non sceglie le sue spose in base ai meriti, ma dona la vocazione solo per puro e disinteressato amore. Il tuo desiderio di felicità è una cosa normale, tutti gli esseri umani cercano la felicità, come insegna la buona filosofia. Solo che i mondani la cercano nelle cose materiali e vane della terra, mentre i veri cristiani la cercano nell'amare Dio con tutto il cuore e nel seguire i suoi insegnamenti. Affinché una vocazione religiosa sia considerata autentica è necessario che l'aspirante suora sia mossa da buone intenzioni, come il voler entrare in monastero per vivere più unita a Gesù, il voler vivere il cristianesimo in maniera più profonda e radicale, il voler sfuggire dai numerosi pericoli spirituali che infestano il mondo, il voler ricercare con particolare ardore la propria personale santificazione, il voler sacrificarsi per ottenere la conversione dei peccatori e la salvezza delle anime, ecc.

Nella risposta che ti ho inviato in forma privata ti ho segnalato alcuni buoni ordini religiosi presenti nella tua regione. Spero tanto di esserti stato di qualche utilità, ma rimango a tua disposizione per qualsiasi altra domanda.

Coraggio, non arrenderti! Spero che Gesù buono riesca presto a prenderti tutta per Sé!

In Cristo Redentore e Maria Corredentrice,

Cordialiter

mercoledì 27 agosto 2014

Fidanzamento?

Una gentile lettrice mi ha raccontato che era fidanzata e aveva intenzione di sposarsi, ma poi ha compreso di non essere chiamata alla vita matrimoniale, ma a qualcosa di più grande.


Carissimo fratello in Cristo,
                                              mi chiamo [...], ho 36 anni e abito in Piemonte. Ti ringrazio di cuore per aver realizzato questo blog che mi è stato molto utile e che sicuramente lo sarà anche per molti altri. Mi permetto di darti del “tu” in quanto ho letto in più occasioni che lo preferisci, e anche perché ti percepisco come un caro amico di sempre.

Bella, intelligente, acculturata e socialmente attiva. Questa ero per chi mi vedeva dall'esterno e non mi conosceva a fondo. E io aggiungerei, brava a fingere. La mia vita, però, non è stata sempre facile, Dio mi ha portata a fare un percorso accidentato e spesso doloroso affinché prendessi piena consapevolezza di ciò che voleva da me. Il cammino è stato molto lungo, mi sono allontanata da Lui, ho seguito strade sbagliate, ma il Signore paziente, infinitamente buono e immensamente misericordioso non mi ha mai abbandonata. Nonostante l’esperienza del fidanzamento, non sono riuscita a giungere al matrimonio, perché avvertivo dentro di me “qualcosa” che diceva: “Questa non è la vita che ho scelto per te”. Ma quale allora? Il Signore non può volere una come me come Sua sposa! Davvero non riuscivo a capire. Ho sempre avuto timore della solitudine, la conosco bene, ma Dio continuava a farmi sentire la Sua voce: “Tu non sei sola”. Queste parole, che udii per la prima volta durante l’adolescenza, riecheggiarono per anni nella mia mente pur non comprendendo appieno il loro significato. Poi la malattia, che ancora mi accompagna, la preghiera del cuore e la vera gioia nell'offrire tutte le mie sofferenze a favore delle anime bisognose, secondo la Sua Santa volontà. In quel momento una Luce nuova colpì la mia anima, e il mio modo di pregare non fu più quello di prima. Dio mi fece voltare indietro e vidi nitidamente tutti i miei peccati, i miei abomini, domandai perdono versando lacrime amarissime, chiesi a Gesù di fare di me ciò che desiderava, e Lui mi lasciò ancora una volta libera di decidere e mi propose due strade: una bella, dritta e priva di difficoltà, l’altra tortuosa ed impervia. Scelsi quest’ultima perché mi avrebbe permesso di aiutarlo a sostenere la Croce. E fu così che il Signore diede inizio al mio percorso di discernimento con l’ausilio di un Padre Spirituale che Lui stesso mi indicò in modo semplice e folgorante, come solo Dio sa fare. Caro Cordialiter, ti chiedo una preghiera affinché, nella mia miseria, riesca davvero a fare la volontà del Signore. Dal canto mio, pregherò perché Dio ti sostenga sempre in questo tuo delicato compito. Spero che questa mia umile testimonianza sia di aiuto a coloro i quali, sentendosi soli e perduti, sono alla ricerca del Signore, ma che travolti dal caos della quotidianità e sordi alla potenza del silenzio, non si sono ancora accorti di averlo sempre avuto accanto. Sia lodato Gesù Cristo!

Con stima e affetto,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                    ti ringrazio di avermi scritto, mi piace molto leggere le storie di conversioni come la tua, perché mettono in risalto l'infinita misericordia di Dio. Molta gente si commuove quando pensa alla bontà di Gesù buono, sempre pronto ad accogliere a braccia aperte ogni peccatore che ritorna a Lui con cuore contrito.

Hai fatto bene a non sposarti se non eri convinta di abbracciare lo stato di vita matrimoniale. Mi hanno scritto tante persone coniugate (soprattutto donne) che si sono pentite di essersi sposate, e che se potessero tornare indietro, abbraccerebbero la vita religiosa, verso la quale si sentivano attrarre in gioventù.

Pregherò molto volentieri per te nella speranza che Gesù buono ti prenda tutta per Sé in qualche buon istituto religioso. Le donne più felici che ho conosciuto nella mia vita sono le suore che vivono in maniera fervorosa la propria vocazione.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

martedì 26 agosto 2014

Scrivere a una suora di clausura

Quando una persona si sente attrarre da Dio alla vita consacrata deve cercare di evitare di confidarsi con amici e parenti su questo argomento, perché le persone del mondo fanno fatica a comprendere questi discorsi, e spesso tentano di dissuadere coloro che vogliono donare la propria vita al Signore abbracciando la vita religiosa.

Le donne che si sentono attrarre alla vita contemplativa,  e desiderano confidarsi con una suora di clausura, possono scrivere alle Carmelitane del monastero di Cerreto di Sorano (Grosseto). Potete contattarle anche solo per chiedere di pregare per voi. Le monache saranno felici di rispondere alle vostre e-mail. Ecco il loro indirizzo:   carmelitane@gmail.com

Il sacerdote deve essere esempio di vita umile, povera, disinteressata


[Brano tratto dall'Enciclica "Divini Redemptoris" del Sommo Pontefice Pio XI].


[...] il più efficace mezzo di apostolato tra le folle dei poveri e degli umili è l’esempio del sacerdote, l’esempio di tutte le virtù sacerdotali, quali le abbiamo descritte nella Nostra Enciclica Ad catholici sacerdotii; ma nel caso presente in modo speciale è necessario un luminoso esempio di vita umile, povera, disinteressata, copia fedele del Divino Maestro che poteva proclamare con divina franchezza: « Le volpi hanno delle tane e gli uccelli dell’aria hanno dei nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo ». Un sacerdote veramente ed evangelicamente povero e disinteressato fa miracoli di bene in mezzo al popolo, come un San Vincenzo de’ Paoli, un Curato d’Ars, un Cottolengo, un Don Bosco e tanti altri; mentre un sacerdote avaro e interessato, come abbiamo ricordato nella già citata Enciclica, anche se non precipita come Giuda, nel baratro del tradimento, sarà per lo meno un vano « bronzo risonante » e un inutile « cembalo squillante », e troppo spesso un impedimento piuttosto che uno strumento di grazia in mezzo al popolo. E se il sacerdote secolare o regolare per obbligo del suo ufficio deve amministrare dei beni temporali, si ricordi che non soltanto deve scrupolosamente osservare tutto ciò che prescrivono la carità e la giustizia, ma deve mostrarsi in modo particolare veramente un padre dei poveri.

lunedì 25 agosto 2014

Vocazione clarisse

Alle ragazze che per motivi vocazionali desiderano mettersi in contatto con monasteri di clausura di monache clarisse, consiglio di scegliere quelli migliori, cioè quelli in cui il carisma di Santa Chiara viene vissuto con maggiore perfezione e carità.


Coloro che desiderano avere gli indirizzi di buoni monasteri di clarisse, possono contattarmi all'indirizzo:  cordialiter@gmail.com

Clausura?

Ripubblico una delle prime lettere che ho ricevuto da una studentessa liceale.

Grazie per aver risposto così prontamente e per i consigli che mi hai dato, vedo che avevo inteso bene a darti fiducia. Pregherò molto perché i giovani, i chiamati al matrimonio e i sacerdoti possano santificarsi, perché ora capisco quanto sia difficile amare Dio come gli si deve in mezzo al mondo! E per me penso: se il Signore mi ha convertita e se mi ha fatto scoprire quale fosse la mia vocazione sin da questa età pur sapendo che il mio parroco mi dice di finire la scuola, ci sarà un motivo! Probabilmente devo riparare a tutti i danni e gli scandali che ho fatto prima della conversione, che è avvenuta proprio un anno e più fa - e quanti sono nonostante la giovane età! e quanto gravi! che vergogna - e nel contempo devo prepararmi per lo sposalizio con Gesù.

[...] Mi rivolgo quindi al mio parroco, che è anche mio confessore; lui non sconsiglia nessuno di abbracciare la vita religiosa, ma a quanto pare non gli vanno molto a genio le monache di clausura: all'inizio ero terribilmente incerta se Dio mi stesse chiamando alla missione o alla clausura e lui una volta disse "non te ne andrai mica in clausura!", per questo, da quando successivamente ho compreso risolutamente che la via era la clausura, non gli ho ancora detto niente a riguardo. Quindi non è un vero e proprio direttore spirituale... cosa posso fare? ho letto l'autobiografia di santa Gemma Galgani e ho visto che lei inizialmente aveva un contatto epistolare col suo direttore spirituale, sbaglio? è possibile fare una cosa del genere? ma chi sarebbe disposto a farlo?

Passando ad altro, per risponderti: no, non ho ancora capito quale sia l'ordine in cui devo entrare. [...] Non mi cruccio particolarmente su questo, ho chiesto già da tempo a Maria che mi indicasse lei quale fosse, quando Dio vorrà farmelo capire [...]. Ho il desiderio di entrare in un ordine di stretta osservanza, puoi magari consigliarmene qualcuno nella mia regione? Tanto meglio se vi è la liturgia in forma antica del rito romano.

Per ora ti saluto, rinnovando i ringraziamenti.

(Lettera firmata)

Carissima in Cristo,
                                sono felice che tu non voglia accontentarti di un monastero qualsiasi, ma desideri un monastero di stretta osservanza. La vita religiosa è bella solo se è vissuta in maniera profonda e radicale. Che senso ha entrare in un monastero “annacquato”, cioè dove si vive in maniera tiepida e rilassata?

Ho rispetto per la Messa nel rito moderno, ma mi piace di più il rito antico. Ho visto Messe moderne celebrate con devozione; ma quanti sono coloro che la celebrano degnamente e senza abusi liturgici? Ahimé, c'è da piangere. Speriamo che le cose in futuro possano migliorare.

Nella lettera che ti ho inviato in privato ti ho segnalato alcuni buoni monasteri presenti dalle tue parti. Sarebbe bello se tu potessi andare in uno di questi monasteri per fare un'intensa esperienza vocazionale. Per il momento potresti cominciare a scrivere (se vuoi posso fornirti gli indirizzi completi), per iniziare ad avere un dialogo con loro, per confidarti e per permettere una reciproca conoscenza spirituale.

Per quanto riguarda il direttore spirituale, la situazione generale è davvero problematica. È difficile trovare un sacerdote ben preparato, molto prudente e caritatevole. In genere un sacerdote non accetta di dirigere spiritualmente un'anima tramite corrispondenza, se prima non l'ha conosciuta di persona. Comunque, anche se non hai un vero e proprio direttore spirituale, non è una tragedia; potrai benissimo entrare in monastero lo stesso. Mi raccomando non dire a certi preti "moderni" che ti piace la Messa antica, altrimenti rischi di venire "sgridata”. È assurdo, ma è successo ad altre persone.

Hai fatto bene a non parlare di vocazione con i tuoi parenti. Se qualche amica o parente dovesse chiederti per quale motivo non hai un “ragazzo” come ce l'hanno le altre tue coetanee, basterà rispondere loro che è difficile al giorno d'oggi trovare un buon fidanzato, ma non accennare alla vocazione, altrimenti potrebbero ostacolarti. Non è vero quel che dicono certe persone, secondo le quali le suore di clausura sono inutili. In realtà sono utilissime, perché con le loro preghiere e penitenze attirano innumerevoli grazie dal Cielo. Chissà quante anime hanno convertito con le loro preghiere Santa Chiara, Santa Teresa d'Avila, Santa Teresina e tutte le altre sante suore di clausura!

Se certe tue amiche sapessero che sei attratta dalla vita monastica, forse si metterebbero a ridere e ti considererebbero pazza. Ma la vera pazzia è vivere su questa terra senza amare Dio che è l'unico nostro bene. Il desiderio di uno stile di vita più perfetto è un grande dono che il Signore ti ha fatto, e che solo pochi riescono a capire. Del resto, Gesù è il miglior sposo che una donna possa avere. Al contrario, le donne che si sposano con gli uomini della terra, spesso si pentono di aver contratto matrimonio. Maltrattamenti, gelosie, tradimenti, litigi, dissapori con suocere e cognate, dolori del parto, strapazzi per la cura della casa, ribellioni dei figli, affanni per accumulare beni materiali ...questi sono i principali problemi che fanno soffrire le donne sposate. Tra le lettrici del blog, mi hanno scritto alcune di loro per raccontarmi i loro guai. Una signora mi ha detto chiaramente che se avesse conosciuto il mio blog 10 anni prima, invece di sposarsi sarebbe entrata in convento. :-)

Gesù è stato tanto buono con te. Se fossi morta quando facevi peccati gravi, adesso dove staresti? Ma il Redentore ti voleva talmente tanto bene che non solo non ti ha fatto morire in peccato, ma addirittura ha trasformato completamente il tuo cuore e ti ha fatto sentire l'ardente desiderio di donarti a Lui abbracciando la vita religiosa. Devi essergli molto grata! Già da ieri ho cominciato a pregare per te, e continuerò fino a quando non saprò che ti sei legata per sempre con Lui in qualche monastero di stretta osservanza. Io non mi arrendo mai!

Il “martirio d'amore” che stai soffrendo e che ti fa piangere di compunzione, è un grande dono. Fai bene ad offrire le tue sofferenze per la salvezza delle anime, per le vocazioni, per i vescovi, il Papa, la conversione dei pagani, ecc.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,

Cordialiter

domenica 24 agosto 2014

Amare i poveri

Pubblico alcune parti di una lettera che ho scritto a una giovane ragazza attratta dalla vita missionaria.


Cara sorella in Cristo,
                                 mi ha colpito molto ciò che hai scritto. Infatti ho notato che hai compreso la differenza tra la filantropia e la carità cristiana. Ecco quel che scrisse in proposito Padre Giuseppe Maria Leone: “La carità è amore verso Dio e verso il prossimo, la filantropia è amore solo verso l'uomo; la filantropia è naturalistica e materialistica e i filantropi molto spesso, mentre "proclamano giustizia, legge, onestà", violano "ogni legge umana e divina". La carità è, invece, la "regina delle virtù", perché mette prima Dio e poi gli uomini, sicché di "matrice divina" è l'amore verso questi ultimi.”

Sono contento che sei disposta a donare la tua vita a Gesù e metterti al servizio dei poveri. Viviamo in una società egoista e materialista, nella quale si pensa ad ammassare beni materiali, e pur di raggiungere questo scopo si calpestano i deboli e si trascura di aiutare i bisognosi. Se tu confidassi quel che senti nel cuore alle persone di mondo, purtroppo rischieresti di essere incompresa. Ti direbbero: “Ma chi te lo fa fare ad abbracciare la vita religiosa e ad aiutare i poveri? Che cosa ci guadagni? Lascia perdere, goditi la vita tra feste e discoteche come fanno tutti gli altri!”

San Tommaso d'Aquino e Sant'Alfonso Maria de Liguori sconsigliavano di confidarsi con amici e parenti sul tema della vocazione, perché spesso le persone di mondo non comprendono questi discorsi, e cercano di scoraggiare coloro che si sentono attrarre da Dio alla vita consacrata.

Alle persone che si sposano, spesso capita che dopo il matrimonio comprendono che non era quella la loro vera vocazione, si pentono della scelta fatta, ma ormai non possono più tornare indietro (Gesù nel Vangelo ha proibito il divorzio). Invece per quanto riguarda la vita religiosa non c'è questo rischio, infatti prima di emettere i voti perpetui, passano molti anni, e quindi si ha tutto il tempo necessario per riflettere attentamente sullo stato di vita da eleggere. In genere si procede così: prima si fanno una o più esperienze vocazionali in un istituto religioso, poi, dopo aver trovato l'istituto per il quale ci si sente attrarre, e ci si senti pronti per fare il passo, si chiede l'ammissione nell'istituto, e si comincia l'aspirantato, poi il postulantato, il noviziato, la professione religiosa temporanea e infine la professione religiosa perpetua. Insomma, se una persona non si sente portata per la vita religiosa, ha molti anni per comprenderlo e tornare tranquillamente a casa propria.

Ti incoraggio a perseverare nel discernimento vocazionale, nella speranza che tu possa diventare sposa di Gesù Cristo, abbracciando la vita religiosa, che è lo stato di vita più perfetto, perché più simile allo stile di vita praticato dal Redentore Divino su questa terra.

Ma come si capisce se una vocazione è vera? La vocazione, più che in un sentimento del cuore o in una sensibile attrattiva, è riscontrabile principalmente nella retta intenzione di chi aspira alla vita religiosa. Chi desidera diventare suora per il nobile motivo di consacrarsi al servizio di Dio e alla salvezza delle anime, fuggire dalle tentazioni del mondo, vivere più unita a Gesù buono, vivendo con fervore cristiano la Regola del proprio istituto religioso, costei dimostra di avere dei segni tipici di una vera vocazione.

È interessante sapere che sei stata in India, non per fare turismo, ma per fare volontariato al servizio dei poveri. Vorrei che tutti i cristiani potessero fare ciò che hai fatto tu a Calcutta e potessero vedere coi propri occhi quel che hai visto tu. Questa esperienza apre gli occhi del cuore e fa comprendere che il vero senso della vita non consiste nell'ammassare ricchezze e darsi ai divertimenti sfrenati, ma nell'amare Dio con tutto il cuore e sopra ogni cosa, e il prossimo come noi stessi. Siamo stati creati per amare! Noi cristiani dobbiamo incendiare il mondo col fuoco della carità, che è l'amore che nasce da Dio. Che ci stiamo a fare su questa terra se non amiamo Dio e il prossimo?

Il mio consiglio è di fare al più presto delle esperienze vocazionali in alcuni istituti religiosi missionari. Fai attenzione al fatto che oggi molti istituti si sono rilassati, e non vivono più la vita religiosa in maniera fervorosa e osservante come ai tempi della Fondatrice. Sant'Alfonso diceva che è meglio restare a casa propria anziché entrare in una casa religiosa rilassata.

Tra le suore missionarie ho grande stima per le Servidoras, le quali sono gioiose, caritatevoli, cordiali, fraterne, fervorose e ricche di zelo per il bene delle anime. Inoltre hanno una buona preparazione dottrinale e ascetica. Sono in maggioranza giovani perché hanno tante vocazioni. 

Se hai altre domande da farmi, non esitare a scrivermi, per me è una gioia incoraggiare coloro che vogliono donare a Gesù la propria vita abbracciando la vita religiosa.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

sabato 23 agosto 2014

Vera amicizia

Tempo fa una cara amica mi ha scritto una bella riflessione sull'amicizia sincera.

Ciò che hai fatto [...] è stato un gesto di grande carità e di grande fiducia nei miei confronti [...].

Sai proprio ieri insieme ad una delle mie amiche spirituali stavamo riflettendo sulla differenza delle amicizie mondane, dove le ragazze o i ragazzi sono tutti diffidenti l'uno nei confronti dell'altro, si scambiano tante effusioni e non solo verbali, che sembrano pronti a dare la vita l'uno per l'altro, ma alla minima difficoltà si dileguano, e se è per il loro tornaconto sono capaci di tradirti, di schiacciarti, insomma di farti del male. Sfido io che non si fidano l'uno dell'altro! Pensavamo che tristezza sia il vivere l'amicizia così, ma è ovvio perché non c'è Gesù al centro dell'attenzione, e tutto il loro mondo ruota su loro stessi. Abbiamo ringraziato Dio per la nostra amicizia spirituale che ci fa condividere lo stesso amore per Lui senza essere gelose l'una dell'altra (invece nel mondo rischi anche che la migliore amica ti porti via il fidanzato), e poi la fiducia, che grande grazia poterti fidare di una creatura, perché sai che qualunque sbaglio possa fare nei tuoi confronti è solo per debolezza ma senza malizia o per il proprio tornaconto, e poi i veri Cristiani sanno chiedere perdono e anche perdonare, quindi con amici così, uno può stare sereno e in pace.

Carissima,
                    hai proprio ragione, c'è una differenza abissale tra le amicizie spirituali, le quali sono fondate sulla virtù e la carita, e le amicizie mondane che invece sono fondate solo sul proprio tornaconto e svaniscono nel momento del bisogno. Non è facile trovare delle amicizie sincere come la tua, ti ringrazio molto!

Ti saluto fraternamente in Gesù e Maria,

Cordialiter

venerdì 22 agosto 2014

Incoraggiare una ragazza indecisa

Ripubblico una vecchia lettera di una gentile lettrice del blog (è sposata, ma da giovane aveva pensato di consacrarsi a Dio...), la quale volle inviare un messaggio d'incoraggiamento ad una ragazza “indecisa”....

Caro D,
              innanzi tutto spero tu abbia trascorso delle buone vacanze […]. Mi sono soffermata sulla bellissima testimonianza della ragazza che si sente confusa dopo il campo estivo. Vorrei incoraggiarla con due brevi storie simili alla sua.

- Una mia amica, catechista, ha vissuto la sua stessa esperienza, una ventina d'anni fa... dopo un campo estivo tornò completamente cambiata, era però inquieta, ma mai sgarbata, cioè, si vedeva che la sua inquietudine veniva da qualcosa che la faceva soffrire molto. Noi del gruppo la prendevamo un po' in giro, ma poi comprendemmo che la sua sofferenza diventava anche la nostra, talmente eravamo unite... Così le consigliammo di parlarne al parroco, di confidarsi con lui. All'inizio era più nervosa del solito, mi confidò che il prete le aveva parlato di vocazione e lei non ci aveva pensato, la cosa le metteva agitazione... alla fine provò e andò a fare esperienza vocazionale, alcuni ritiri e tornò che era completamente trasformata, piangeva, ma di gioia... aveva trovato la sua strada! Coraggio allora... i veri amici comprenderanno e gioiranno con te!

- La seconda esperienza mi è stata raccontata: un ragazzo ed una ragazza, molto, molto amici, praticamente fidanzati ma... i conti non tornavano, si sentivano a disagio, temevano di ferirsi l'un con l'altro perchè ciò che li univa, scoprirono dopo, non era l'amore fra loro, ma per Cristo, e così confidandosi e condividendo questo Amore, lei entrò in un monastero di clausura e lui diventò frate.

Non temere di parlarne con qualcuno, e non temere di liberare la vocazione che ti anima, tirala fuori tutta, i primi tempi troverai incomprensioni, ma tu troverai la vera serenità....

Ti ricorderò nel Rosario quotidiano!

(Lettera firmata)

giovedì 21 agosto 2014

Vocazione religiosa

Una ragazza cattolica praticante aveva cominciato a comportarsi male da quando era giunta alle scuole superiori, probabilmente trascinata dai cattivi esempi dei suoi amici. Non era felice, anzi soffriva molto al suo interno. Cercava un ideale da perseguire, ma non riusciva a trovarlo. Tentò di trovare uno scopo di vita tra le amicizie del mondo, ma rimase inevitabilmente delusa. Le vere amicizie sono solo quelle fondate sulla virtù e la carità, mentre le amicizie mondane presto o tardi si rivelano false e causano tanta amarezza. Continuava a soffrire, e il suo stile di vita faceva soffrire anche i genitori. Sua madre le disse che solo in Dio poteva trovare la vera gioia, ma la ragazza era come accecata e non voleva comprendere questa realtà, anzi arrivò al punto di non voler più credere nel Signore, ma nel suo cuore sentiva che Dio la voleva per Sé.

Un giorno una sua amica la convinse a fare insieme a lei un ritiro spirituale presso un convento di fervorose suore di stretta osservanza. Mentre meditavano sulle sofferenze che la Madonna Addolorata patì sul Calvario, rimase profondamente colpita. Comprese che noi coi nostri peccati siamo stati la causa della dolorosa Passione di Gesù buono e delle sofferenze dell'Addolorata. Rimase conquistata dall'amore del Redentore e della Corredentrice, e ormai non le interessava null'altro se non corrispondere a questo immenso amore. Aveva trovato ciò che stava cercando e finalmente si sentiva felice. Voleva donare il resto della sua vita al Signore. Visto che era ancora minorenne chiese ed ottenne il permesso dei genitori di poter lasciare la scuola ed entrare in convento. Lì il suo cuore poteva godere di una pace arcana che riempie l'animo di gioia vera, una gioia che i poveri mondani non conoscono.

mercoledì 20 agosto 2014

Fare un'esperienza vocazionale in monastero nel periodo estivo

Le persone che aspirano ad abbracciare la vita monastica, ma che durante l'inverno studiano o lavorano, possono approfittare dell'estate per andare a trascorrere qualche settimana in monastero e fare un'esperienza vocazionale. In questo modo potranno verificare se sono portate o no per la vita contemplativa.

Tra gli Ordini religiosi contemplativi ho una simpatia particolare per l'Ordine della Visitazione, fondato da San Francesco di Sales e da Santa Giovanna Francesca di Chantal. La spiritualità visitandina si basa sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo. I Fondatori vollero che l'Ordine permettesse a tutte le donne di poter abbracciare la vita monastica, anche a quelle con più di 40 anni e quelle che non hanno una salute di ferro.

Diverse lettrici del blog hanno fatto un'esperienza vocazionale presso il la Visitazione di Baggiovara (Modena), e mi hanno parlato in maniera molto positiva di questa comunità monastica. Chi volesse mettersi in contatto con le Visitandine del monastero di Baggiovara (nelle foto a lato), può scrivere al seguente indirizzo: monvisit@virgilio.it  Le monache saranno liete di ospitarvi e aiutarvi a discernere la vostra vocazione.

Chi fosse interessata ad altre spiritualità monastiche, oppure a monasteri situati in altre regioni, può richiedermi gli indirizzi scrivendo alla mia e-mail: cordialiter@gmail.com


Invece agli uomini (tra i 20 e i 45 anni) attratti dalla vita contemplativa, consiglio di contattare i monaci Certosini di Farneta (Lucca).

Suor Raffaella

I mondani hanno una visione materiale della vita, pertanto fanno fatica a comprendere a cosa servano i monasteri di clausura, e spesso criticano le monache contemplative ritenendo inutile la loro esistenza. Coloro che invece hanno una visione soprannaturale della vita, hanno grande stima per le suore di clausura, perché sanno che con le loro preghiere e penitenze ottengono da Dio innumerevoli grazie e conversioni. Sentite questo fatto accaduto anni fa.

Un giorno una donna si recò nel monastero delle Benedettine di Fermo per chiedere di pregare per un suo parente che stava molto male (aveva una grave “malattia spirituale”). Le monache accettarono volentieri di pregare per lui, soprattutto suor Raffaella si impegnò molto per ottenere la guarigione spirituale di quell'uomo, anche se non sapeva nemmeno chi fosse. La missione delle monache di clausura non consiste solo nel ricercare la propria personale santificazione, ma anche di offrire incessantemente a Dio le proprie penitenze e preghiere per il bene delle anime. Ecco perché bisogna avere stima e riconoscenza per le claustrali, le quali immolano la propria vita per la salvezza delle anime e la maggior gloria di Dio.

Anche se ormai anziana e ammalata, suor Raffaella continuava a pregare e offrire sacrifici per quell'uomo tormentato da un grave malessere. Ma per questa zelante monaca, il tempo del pellegrinaggio terreno era giunto al termine, stava per entrare nell'eternità. Nonostante i dolori dell'agonia, continuava a soffrire con cristiana pazienza e ad essere di edificazione per le sue consorelle, alle quali, poco prima di morire, disse: “Vi voglio bene”. Poi, recitando il Salmo 32, “Exultate justi in Domino”, “Esultate giusti nel Signore”, spirò serenamente la sua candida anima.

Il giorno prima della sua morte, quell'uomo per cui aveva tanto pregato ottenne la guarigione. Ma la notte successiva, mentre stava dormendo, sognò Padre Pio, il quale gli disse di andare nel monastero delle Benedettine di Fermo per ringraziare una monaca appena defunta, che con le sue preghiere gli aveva ottenuto la guarigione.

Il giorno dopo, di buon mattino, quell'uomo si recò dalle benedettine per vedere se davvero era morta una monaca, oppure il sogno era stato frutto di immaginazione. Entrato nella chiesa del monastero, con suo grande stupore vide la bara di suor Raffaella oltre la cancellata della clausura. Si avvicinò il più possibile ad essa per vedere il volto della sua sconosciuta benefattrice. Le altre monache, vedendo quell'uomo che contemplava il feretro, pensavano che fosse un parente della monaca. Una di esse si avvicinò a lui per domandargli se fosse un familiare, e così quell'uomo gli confidò il sogno che aveva avuto la notte precedente. Rimase colpito nell'apprendere che suor Raffaella, pur senza conoscerlo, aveva offerto le sue preghiere e penitenze per la sua guarigione. Da allora è ritornato a vivere più unito a Dio, che lo ha convertito grazie a una fervorosa suora di clausura.

martedì 19 agosto 2014

Signore cosa vuoi che io faccia? Eccomi!

Pubblico molto volentieri uno scritto delle Monache Carmelitane di Cerreto di Sorano.
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Queste brevi righe sono per te che leggi e hai sperimentato lo sguardo di Gesù sulla tua persona e la tua storia.

Se ti sei sentita "guardata" da Lui con amore... 

Il Signore "accende un fuoco" nel tuo cuore, ti attrae verso di Sé, verso il Monte, per fare esperienza di Lui.

Ti scopri alla ricerca delle orme di Dio nel tuo vivere quotidiano… ogni giorno intravedi i segni tracciati da Gesù per te e nella tua vicenda...Sperimenti come il Signore, in qualche modo, abbia già bussato segretamente al tuo cuore…

SE dentro di te nasce curiosità e fascino per la salita del monte Carmelo... E il “Venite saliamo al Monte del Signore “ (Is.2,3) apre in un itinerario carico di evocazione spirituale capace di dare consistenza e gusto alla vita...

Se le figure di Santa Teresa di Lisieux, Giovanni della Croce e dei santi carmelitani suscitano in te attrazione e vuoi “avventurarti” in un ascolto profondo, disarmato e liberante della volontà di Dio sulla tua esistenza la comunità ti offre la possibilità di un percorso di discernimento. Puoi contattarci a:  carmelitane@gmail.com


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Apostolato coi bambini

Ripubblico la lettera di una lettrice desiderosa di fare apostolato coi bambini...

Carissimo D.,
                       sono tornata da qualche giorno dal campo estivo della mia parrocchia con i bambini... adesso non so cosa mi prende. Ho vissuto giorni fantastici, pregavo testimoniavo Dio, ma adesso sento qualcosa che non capisco. Mi sono chiusa, bloccata, non riesco a parlare con nessuno, mi sento proprio male. [..] Non mi trovo bene a vivere la vita di ogni giorno, mi sento sempre fuori luogo, [...] sono stata a una festa di compleanno e dopo dieci minuti volevo scappare, ho incontrato delle mie vecchie compagne di scuola, ma i loro discorsi per me erano stupidi... pensare solo ai fidanzati, se si sono lasciati con un ragazzo trovarne subito un altro pronto, boooooo non lo so! Sto male, la gente mi vede e dice: "che hai fatto?", io non voglio far vedere il mio malessere, lo nascondo, ma forse non ci riesco! Adesso a breve riparto per un campo di servizio con un'altra parrocchia, sarò in grado di testimoniare ancora Gesù? Sono confusa! Forse hanno ragione quelle persone che anni addietro mi dicevano che sono una bambina, una stupida!! Sì, hanno ragione loro!

Ti saluto in Cristo nostro Signore e in Maria dolce Madre,

(lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                              è normale che tu ti senta come un pesce fuor d'acqua quando stai in mezzo a persone che parlano di cose mondane. Anche un'altra lettrice del blog mi aveva detto di sentirsi a disagio quando stava a contatto con persone che facevano discorsi tutt'altro che spirituali. Adesso quella ragazza vive in un monastero di clausura dove finalmente si sente a casa sua ed è felice di vivere insieme al suo Sposo, Gesù buono, di cui è innamoratissima e lo adora ogni giorno, soprattutto durante il Santo Sacrificio della Messa e l'Adorazione Eucaristica.

Anche tu quando avrai abbandonato il mondo traditore e sarai entrata in convento, finalmente ti sentirai felice.

Anche se hai più di 20 anni, le persone dicono che sei ancora una bambina. E io sai cosa ti dico? Devi rimanere sempre semplice come una bambina! Infatti Gesù nel Vangelo ha detto che se non saremo come bambini non entreremo nel regno dei cieli (cfr. Mt 18,2). Ciò che importa è piacere a Gesù, non ai mondani.

Anche suor Bertilla Boscardin era considerata "bambina" persino da altre suore, eppure si fece santa ed edificò il prossimo col suo comportamento semplice.

Spero che appena possibile tu possa fare una bella esperienza vocazionale in un ordine religioso fervoroso e osservante. Ho molte speranze che in convento ti troverai bene, soprattutto se il tuo ordine avrà a che fare con i bambini, quelli veri. :-) Ad esempio potresti provare con le Servidoras.

Spero di esserti stato di qualche utilità e ti incoraggio a perseverare nel bellissimo desiderio di donare a Dio il resto della tua vita,

Cordialiter

lunedì 18 agosto 2014

Fraternità Sacerdotale San Pietro

Pubblico la lettera che mi ha scritto un sacerdote della Fraternità Sacerdotale San Pietro, Società di Vita Apostolica di Diritto Pontificio che celebra la cosiddetta "Messa tridentina" (nella foto a lato), cioè la tradizionale forma liturgica del Rito Romano liberalizzata dal Sommo Pontefice Benedetto XVI col Motu Proprio "Summorum Pontificum".


Carissimo in Cristo,
                       innanzitutto congratulazioni per il suo bel sito.

Avrebbe interesse a menzionare la mia fraternità per eventuali vocazioni?

Il nostro istituto, la Fraternità Sacerdotale di San Pietro, è una società apostolica di vita consacrata, siamo sacerdoti secolari di vita comune, l'istituto più grande, in piena unione con Roma, per la formazione sacerdotale esclusivamente secondo il Rito Romano Antico.

L' insegnamento nel seminario è completamente ortodosso, basato sulla dottrina tradizionale della Chiesa, con San Tommaso d' Aquino come maestro per la filosofia e la teologia.

I seminaristi progrediscono verso il sacerdozio attraverso tutti gli ordini minori e quelli maggiori del subdiaconato e diaconato, si vestono con l'abito talare fin dall'inizio del secondo anno e vengono formati nella disciplina e nella spiritualità perenne di Santa Madre Chiesa.

La formazione viene offerta in lingua inglese in Nebraska, America, e in lingua francese o tedesca in Baviera.

Abbiamo l'apostolato in molti paesi in Europa ed anche in America, Australia, Africa....

Io sono responsabile dell'apostolato di Venezia da quasi nove anni, siamo stati ben accolti qui e a Roma.
C'è parecchio da fare e ci sono molte richieste di celebrare la Santa Messa anche in diversi altri luoghi in Italia.

Attualmente abbiamo tre seminaristi italiani e spero che la nostra fraternità venga sempre più conosciuta affinché possa accogliere numerose vocazioni per lavorare nella Vigna del Signore in Italia.

So inoltre di un'iniziativa per fondare in autunno una comunità contemplativa con Rito Antico di spiritualità carmelitana in Italia.

Se qualcuno fosse interessato alla fraternità, o alla nuova fondazione, soprattutto giovani che hanno appena terminato gli studi superiori o l'università, può contattarmi a questo indirizzo mail.    padrek@libero.it  

Con la mia benedizione sacerdotale rimango nel Signore, suo dev.mo Padre Konrad Loewenstein fssp

P.S. Utilizzi come crede questa comunicazione


Esercizi spirituali per uomini

Esercizi Spirituali secondo il metodo si Sant'Ignazio di Loyola:

PER UOMINI da domenica 31 Agosto a giovedì 4 Settembre (iniziano la sera della domenica alle ore 19 e finiscono giovedì a mezzogiorno).

Gli Esercizi saranno predicati nel Seminario Internazionale San Vitaliano Papa a Montefiascone (Viterbo), Via Trento 1.

Responsabile:
P. Pablo Scaloni
3407896848
pabloscaloni@ive.org


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Adorare Gesù Eucaristia

Una delle lettrici del blog è molto attratta dall'adorazione Eucaristica, e si è resa conto che la devozione alla Madonna spinge ad amplificare l'amore verso Gesù.

Caro Cordialiter,
                         […] Ultimamente sto conoscendo meglio i [...] e, col mio solito spirito di osservazione, conosco sempre meglio il loro amore verso Gesù Eucaristico. Sempre più mi rendo conto che Maria è stata davvero il primo tabernacolo del mondo e la prima discepola di Gesù Eucaristico. È talmente grande questo Mistero, che noi non possiamo avvicinarci a Lui senza l'aiuto e l'esempio della prima "Donna Eucaristica". […]

Ti ringrazio per il tuo apostolato. La Madonna ti protegga sotto il suo manto.
In Gesù e Maria

(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                              grazie a te ho potuto arricchire varie volte il blog con brani tratte dalle lettere che mi scrivi. Sono contentissimo di sapere che stai perseverando nel discernimento vocazionale, e mi fa piacere che il blog ti piaccia. In effetti uno degli scopi di questo sito è di aiutare le persone come te che si sentono attratte per la vita consacrata, a pensare spesso alla vocazione. Una persona che non beve e non mangia, finisce per morire dopo qualche giorno di digiuno. Una cosa del genere rischia di accadere anche a coloro che hanno la vocazione: se non vi pensano mai, c'è il rischio che si spenga. Il mio intento è di pubblicare un post al giorno per aiutare coloro che stanno facendo discernimento vocazionale a tenere acceso nel loro cuore il desiderio di donarsi totalmente a Dio.

Dopo aver letto tante tue lettere, dico che secondo me non sei una persona adatta a vivere nel mondo, dove spadroneggiano gli squali senza scrupoli. No, non penso proprio che il mondo sia il tuo habitat naturale. Al contrario, in un convento fervoroso e osservante credo che ti troveresti bene e avresti altissime probabilità non solo di salvarti l'anima, ma anche di farti santa.

La devozione alla Beata Vergine Maria aiuta tantissimo ad essere più devoti a Gesù Eucaristico Amore. È praticamente automatico: più si ama la Madonna, più Lei ci aiuta ad amare Dio. Dunque chi desidera infiammarsi d'amore per il Santissimo Sacramento, deve alimentare anche la devozione alla Regina del Cielo. Le suore dell'ordine in cui ti senti chiamata, sono religiose molto osservanti e fanno ogni giorno l'adorazione Eucaristica leggendo tra le altre anche le splendide meditazioni alfonsiane intitolate “Visite al SS. Sacramento e a Maria SS.”. In uno dei primi capitoli Sant'Alfonso Maria de Liguori ammette che è grazie alle visite a Gesù Eucaristico che ha sentito la vocazione che lo ha staccato dal mondo.

Quando mi hai detto che ti senti attrarre dalla vita religiosa, mi hai dato una notizia che mi ha fatto davvero piacere. Non vedo l'ora di sapere che hai abbandonato definitivamente il mondo. Fino ad allora mi sentirò un po' sulle spine, perché il mondo farà di tutto per farti cambiare idea, ma confido nella Mediatrice di tutte le grazie affinché ti protegga da tutti i nemici dell'anima tua. Così sia.

Cordialiter

domenica 17 agosto 2014

Testimonianza di Suor Teresa del Volto Santo

Pubblico la testimonianza vocazionale di una Monaca Carmelitana del monastero di Ostuni (Brindisi). Coloro che desiderano contattare le Carmelitane di Ostuni, possono scrivere al seguente indirizzo:       carmelitaneostuni@alice.it
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Mi chiamo Sr. Maria Teresa del Volto Santo, ho 34 anni e un po’ di anni fa non avrei mai potuto immaginare che avrei consacrato la mia vita al Signore. Fino all’età di vent’anni, Teresa camminava per altre vie lontane da Dio. Impregnata di paganesimo e di indifferenza per il messaggio evangelico, il mio culto erano i piaceri del mondo e il mio motto, apparire ad ogni costo, bella e felice; il mio cuore però non conosceva il vero senso della bellezza e della felicità e mi accontentavo solo di ciò che vedono gli altri. Bella fuori e triste dentro, vivevo una insoddisfazione profonda che avevo paura di affrontare. Ad un certo punto la caduta dal cavallo: la mia casa costruita sulla sabbia ha cominciato a scricchiolare, fino a crollare e mi sono ritrovata sola con il mio vuoto interiore, perché la ricerca affannosa dell’apparire, aveva invecchiato la mia anima. E’ stato un momento difficile e doloroso, ma provvidenziale; nella più profonda prostrazione, infatti i miei occhi hanno cominciato a vedere la luce, il calore dell’abbraccio di un uomo crocifisso che con me ed in me portava la mia angoscia; quando ho cominciato a percepire una voce diversa dalla mia solitudine silenziosa ho compreso che poteva essere solo opera di Dio che senza parole ammaestrava il mio cuore. La mia prima esperienza ecclesiale è avvenuta attraverso il Cammino Neocatecumenale, dove ho cominciato a dare  un nome alla mia storia passata: quel momento di prova era stato il mio esodo, il mio passaggio dalla morte del mio essere battezzata. Mi sentivo profondamente amata, di un amore che cresceva in me e traboccava dal mio cuore in una gioia incontenibile; dopo un percorso di sei anni nel Cammino Neocatecumenale ho maturato finalmente il mio si totale a Dio, il mio fiat ad una vocazione che il Signore mi aveva posto nel cuore da sempre. Davvero in me si realizzavano le parole del profeta Geremia  “ Mi hai sedotto Signore e io mi sono lasciato sedurre”. Entrando al Carmelo il mio desiderio era quello di vivere più a fondo il memoriale della mia Pasqua ed è così che mi piace considerare la nostra vita di monache carmelitane: un entrare sempre più nel mistero di salvezza di Cristo, vivere sempre con più consapevolezza il nostro essere associata a Cristo sposo nella Chiesa. 

Attraverso un  camino continuo di conversione dall’io a Tu di Dio veniamo trasfigurate in Cristo sposo ed in questo tutta la spiritualità del Carmelo ci è maestra, perché vede il cammino dell’uomo come un’ascesa di purificazione in purificazione sul monte Carmelo che è Cristo Signore. La clausura con la sua struttura diventa il deserto dove nel silenzio e nella solitudine Dio parla al cuore; e se il Carmelo significa giardino ricco di fiori e frutti, il deserto claustrale,  in questo incontro amoroso trasformante con Dio, porta frutti di vita eterna per il bene del Corpo Mistico. La nostra giornata alimentata costantemente dall’ascolto orante della Parola e dalla partecipazione consapevole alla liturgia quotidiana, rende tutta la nostra vita una preghiera,  relazione amorosa con Colui dal quale ci sentiamo amate;  prolunghiamo così nel mondo la missione orante di Cristo, per diventare come Lui un’offerta gradita al Padre, una lode perenne della sua gloria. Oggi rendo grazie al Signore per avermi fatto passare dalla morte del peccato alla vita  della grazia, dalle tenebre alla luce, per essersi manifestato a me come il Crocifisso e Risorto, per essere stato la mia Pasqua; non finirò mai di lodarlo per avermi donato la sua Parola, perché solo attraverso di essa il suo Spirito mi consola, mi conforta, mi istruisce e mi purifica. Lo lodo e lo benedico per avermi dato in dono la mia chiamata a questa vita, per avermi dato per madre la Chiesa e questa comunità nella quale io posso vivere il mio carisma carmelitano.

sabato 16 agosto 2014

Imparare da Sant'Alfonso

Tempo fa una ragazza in discernimento vocazionale mi ha detto che stava leggendo "Pratica di amar Gesù Cristo", uno dei più devoti libri spirituali del cattolicesimo...

Grazie D., ancora una volta della tua attenzione e della tua risposta! [...sono in attesa] di trovare un padre spirituale. Per ora parlo col mio vecchio sacerdote che mi ha battezzata, comunicata per la prima volta, cresciuta, cresimata, conosce bene la mia anima, e mi ha sempre ben consigliato....anche se non è un religioso, ma un prete diocesano (in pensione!) :-)

P.S. Sto leggendo: "Pratica di amar Gesù Cristo", è bellissimo.....!!

Caro D., grazie ancora per i tuoi preziosi consigli!!

A presto
(lettera firmata)

Carissima in Cristo,
                                  uno dei motivi per cui ti ho consigliato di fare un'esperienza vocazionale tra le [...] è di poter osservare coi tuoi occhi la vita religiosa vissuta in maniera intensa e fervorosa in un monastero di stretta osservanza, così se in futuro farai esperienze vocazionali in altri ordini religiosi ti accorgerai subito se sono osservanti o rilassati. La differenza è come quella che c'è tra un fiore fresco e uno appassito. Inoltre lì potrai immergerti nella preghiera e nella meditazione per comprendere quel che Dio desidera da te.

Sì, se ti ispira fiducia e ti sembra ben preparato puoi parlare di vocazione con l'anziano sacerdote che ti ha battezzato. Il direttore spirituale può essere anche un prete diocesano, non c'è alcun problema al riguardo. Se io consiglio i religiosi (ovviamente quelli osservanti) è perché, generalmente parlando, hanno una preparazione ascetica e spirituale più approfondita rispetto a quella che ricevono gli aspiranti al sacerdozio nel seminario diocesano. Ma anche tra i preti diocesani è possibile trovare dei buoni direttori spirituali. Ad esempio il Santo Curato d'Ars era un sacerdote secolare, anche se viveva in maniera austera e fervorosa come un religioso di stretta osservanza.

Sono contento di sapere che stai leggendo “Pratica di amar Gesù Cristo” di Sant'Alfonso Maria de Liguori. Considero questo libro uno dei più utili per l'anima. Nell'istante della morte ci ritroveremo innanzi all'inappellabile tribunale di Gesù Cristo per essere giudicati sull'amore. Ebbene, questo libro insegna il modo in cui dobbiamo amare Dio e il prossimo. Se tutti leggessero questo libro, il mondo si trasformerebbe in un'oasi di pace fondata sulla carità. Sant'Alfonso scriveva in modo semplice, ma soprattutto pieno di fervore e di zelo per la salvezza delle anime. Chissà quanta gente si è convertita e ha versato fiumi di lacrime nel leggere i suoi devoti scritti spirituali!  Il Venerabile Pio Brunone Lanteri diceva che se si vuol fare del bene alle anime bisogna rivestirsi dello spirito di Sant'Alfonso. Ecco le sue testuali parole: “Attaccatevi al Liguori, al Liguori. Se si vuol far del bene alle anime bisogna che ci appigliamo alla dottrina di questo autore; bisogna rivestirsi del suo spirito, se vogliamo portare anime a Dio.”

Ti saluto cordialmente in Cristo Salvatore e in Maria Addolorata,
Cordialiter

venerdì 15 agosto 2014

La Madonna assiste i suoi devoti nell'ultima agonia

I mondani pensano a vivere nelle agiatezze e ad accumulare più ricchezze possibili, le quali sono un grosso pericolo per l'anima. Al contrario, coloro che vivono in umiltà hanno maggiori possibilità di salvarsi.

Sentite questo fatto narrato da Sant'Alfonso Maria de Liguori ne “Le Glorie di Maria”. Un parroco andò ad assistere un moribondo che possedeva servi e ricchezze. Quando entrò nella lussuosa casa vide che nella stanza del malato agonizzante vi erano dei demoni sotto le sembianze di orribili cagnacci che fremevano in attesa della morte del ricco per prendersi la sua anima e portarsela all'inferno, poiché era in stato di peccato mortale. Intanto anche una pia e povera donna era moribonda e desiderava ricevere gli ultimi sacramenti prima di presentarsi innanzi al cospetto di Cristo Giudice per ricevere la sentenza eterna. Ma essendo il parroco già occupato ad assistere l'anima del ricco per tentare di salvarlo, inviò dalla povera donna un altro sacerdote, il quale prese la pisside col Santissimo Sacramento e andò da lei per portarle in quell'ora estrema della sua vita il Santo Viatico e aiutarla a lasciare questa terra in stato di grazia. Entrato nell'umile casa della moribonda, rimase sorpreso nel vedere prima una gran luce e poi la Madonna che stava vicino al capezzale di quella donna agonizzante per consolarla e asciugarle con un panno il sudore provocato dall'agonia che la stava portando alla morte. Il sacerdote, vedendo Maria Santissima, non ebbe coraggio di entrare nella stanza, ma la Vergine gli fece cenno di entrare e gli prese lo sgabello per farlo sedere e ascoltare la confessione della moribonda, la quale, dopo aver ricevuto l'assoluzione sacramentale, si comunicò con molta devozione e infine spirò felicemente l'anima tra le braccia della Madonna. Invece il ricco morì senza pentimento e si dannò eternamente, senza più speranza di redenzione.

Questo fatto deve infondere molta speranza, infatti è consolante il pensiero che Maria assiste nell'ora della morte i suoi servi fedeli che l'hanno onorata durante la vita. Ma deve anche far riflettere sulla pericolosità delle ricchezze: a che serve all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde l'anima sua? È meglio vivere poveramente e salvarsi l'anima, anziché vivere tra piaceri mondani e ricchezze smodate ma andare all'inferno.

giovedì 14 agosto 2014

Assunta in Cielo in anima e corpo

Ripubblico una breve lettera che qualche anno fa mi scrisse una gentile lettrice in occasione della Festa dell'Assunzione in Cielo della Beata Vergine Maria in anima e corpo.

Carissimo D.,
                      auguri solenni di questo speciale giorno...Maria Assunta ti dia la gioia speciale! Continua così col blog, la fame spirituale è assai tanta...

Grazie infiniteee

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo, ti ringrazio per gli auguri per la consolante festa dell'Assunta. Contraccambio molto volentieri!

Questa festa è una delle mie preferite tra quelle mariane, perché mi consola sapere che la nostra Mamma non ha conosciuto lo squallore del sepolcro. Inoltre mi ricorda che la terra è una valle di lacrime nella quale siamo solo di passaggio. La nostra vera patria è il Cielo!

Sono contento che il mio blog vocazionale sia di tua edificazione spirituale. Ad majorem Dei gloriam!

In Gesù e Maria,

Cordialiter