Per chiedere informazioni all'autore del blog, oppure per chiedere indirizzi di buoni conventi e monasteri, scrivere all'indirizzo: cordialiter@gmail.com

lunedì 24 novembre 2014

La verginità è un tesoro prezioso

Lettera di una ragazza che desidera vivere nella purezza.


Caro fratello in Cristo,
                                      sì, desidero vivere unita a Gesù.

Per quanto riguarda il mio cammino spirituale, ti dico che sono pochi mesi che ho sentito la chiamata di Dio, sono quasi certa che sia una chiamata alla vita consacrata, ma ho bisogno di fare ulteriore discernimento, specialmente perseverando nella pia pratica, per essere sicura che il Signore mi chieda proprio questo. Ho sempre amato Gesù e questa Pasqua mi sono riscoperta fortemente innamorata di quest'Uomo speciale, meditando la Sua dolorosissima Passione e ripercorrendola passo passo prima da sola e poi con la comunità parrocchiale.

Ho capito inoltre che la verginità è un tesoro prezioso e desidero altresì vivere in castità, anche se questo talvolta mi porta a combattere con la mia natura umana debole e carnale.

Ti ringrazio per avermi segnalato gli esercizi spirituali dalle Servidoras. Non so se nei prossimi giorni mi sarà possibile partecipare, ma continuerò a seguire i tuoi blog e a tenermi aggiornata su questo tipo di appuntamenti, non posso prometterti niente al momento ma non escludo di prendervi parte in futuro, anche per conoscere queste suore tanto gioiose e fervorose. Comunque credo anch'io che gli esercizi di Sant'Ignazio mi farebbero un gran bene.

Non so se il Signore mi chiamerà in un ordine di vita attiva o contemplativa; caratterialmente pensavo di essere più portata per la clausura, ma questo lo si può scoprire solo facendo esperienze vocazionali.

Grazie perché continui a pregare per me: io voglio essere Sposa di Cristo, non perché mi senta degna di esserlo, ma perché Lo amo e voglio obbedirGli facendo ciò che Lui desidera per me. Tuttavia credo proprio che ci vorrà del tempo prima che io sia realmente pronta per la vita in comunità. Un Padre francescano [...] mi ha detto che il Signore mi vuole consacrata, ma che dovrò crescere tanto spiritualmente nel tempo prima che questo accada. Ha parlato di qualche anno...

Spero vivamente che questo avvenga, ce la metterò tutta, ma anche se non dovesse essere, a causa della mia debolezza, mi impegnerò a seguire Cristo per tutta la vita come laica fedele ai suoi insegnamenti e non sposata. Sono serena e devo aver pazienza.

Prego e pregherò tanto la Vergine Maria con il Santo Rosario quotidiano di donarmi tutte le Grazie necessarie a divenire Sposa del Suo amatissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo. Desidero crescere e migliorarmi nella pratica religiosa e nella lotta al peccato.

Ho letto qualche tempo fa sul tuo splendido blog vocazionale che avevi intenzione di pubblicare un diario in rete sulla devozione alla Beata Vergine Maria. L'hai già fatto? Fammi sapere a riguardo perché sarò senz'altro tra i più assidui lettori del blog: la Nostra Madre e Regina merita di essere venerata e onorata da noi tutti suoi figli. Solo Lei può condurci a Cristo, e Cristo al Padre.

In Cordibus Jesu et Mariae,
(lettera firmata)

domenica 23 novembre 2014

Preti che diffondono eresie


Si stampano su riviste cattoliche e da Sacerdoti, errori, veri errori contro la Madonna e le cose più sante delle tradizioni della Chiesa. Si parla di aggiornamento ai tempi, ma c'è in realtà un aggiornamento al mondo ed allo spirito satanico. Non cooperate alla demolizione di quello che fa del vostro Ordine uno dei più belli della Chiesa. Rimanete puntello della Chiesa in questi tempi così pericolosi. Occorrono le parole che disse Pio XII ai Gesuiti: « O rimanete quali siete, nello spirito del fondatore, o è meglio che non siate più ». Parole di grande attualità per tutti gli Ordini religiosi.


[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

Vocazione al sacerdozio?


Riporto la bella lettera di un lettore del blog che sta cercando di capire la propria vocazione.


Gentilissimo Cordialiter,
                                           ho da poche settimane incontrato il Suo Blog. Sono rimasto affascinato dalle Sue parole e dalla bellissima Luce Divina che promana dalle sue indicazioni che tanto piamente Lei dà a chi le chiede un consiglio, un conforto o anche solo una voce di Speranza.

Le illustro brevemente la mia storia, sperando di non rubarLe troppo tempo.

Sono un ingegnere informatico di 41 anni, vivo a [...] e sono cattolico praticante, osservante fedele della Chiesa Apostolica Romana, e sono in grave crisi Vocazionale. Ho sempre pensato che dovessi mettere su famiglia, ma il Signore finora non ha mostrato Segni tangibili che debba essere così.

Da molti anni, infatti, nonostante diverse relazioni sentimentali, non riesco a stringere nessun legame affettivo veramente profondo, e le storie che pure vengono intrecciate, non portano a nulla, e mi gettano ogni volta ancor più nello sconforto.

Ho chiesto aiuto a più persone, compreso il mio Padre Spirituale, che però nel tempo non hanno saputo darmi quelle Risposte che aspetto. Quest'ultimo, poi, in particolare, mi ha molto deluso: deve sapere che una di queste ragazze con cui avevo intrecciato una relazione affettuosa, era molto incline al lato sessuale. Io ovviamente rifiutavo questo approccio, ed anzi mi preoccupavo molto e volevo uscire da questa situazione. Ma lui mi disse che, anzi, poiché la sessualità è importante e porta con sé altri aspetti che noi non vediamo, avrei dovuto approfondire con questa ragazza. Inutile che le dica che non solo ho chiuso la storia con lei, ma anche... con lui!

Per farla breve, nonostante mi fossi innamorato, ho dovuto chiudere questa ed altre relazioni perché c'era qualcosa nel mio cuore che mi faceva desiderare Altro. Forse questo "altro" è semplicemente una ragazza "perfetta per me" che ancora devo incontrare - ma allora perché il Signore non me ne dà cenno? - oppure c'è qualcosa che ancora non riesco a comprendere.

Sempre più spesso, infatti, penso alla mia vita come qualcosa che debba essere vissuta in un luogo diverso, un luogo spirituale intendo, ma non soltanto. Mi chiedo se questo mio tempo nel mondo sia da intendersi sprecato, per così com'è, e se io debba iniziare a pensare veramente ad una strada che finora avevo solo accarezzato nei miei sogni.

La ringrazio vivamente per ogni risposta.

Le auguro Ogni Bene

(Lettera firmata)


Carissimo fratello in Cristo,
                                               dammi pure del tu.

Sono rimasto edificato dalla tua coerenza di vita col Vangelo, poiché hai preferito lasciare la tua fidanzata pur di non offendere Dio e perdere l'anima. Hai fatto bene a lasciarla! Hai fatto bene anche a lasciare il tuo direttore spirituale, infatti quando la direzione spirituale diventa inutile o dannosa, è opportuno sostituire il direttore. A Roma ci sono migliaia di sacerdoti, non sarà difficile trovarne uno nuovo più adatto alla guida della tua anima. Ad esempio potresti rivolgerti presso i […].

Per quanto riguarda l'elezione dello stato di vita non posso consigliarti il matrimonio visto che lo Spirito Santo per mezzo di San Paolo Apostolo lo consiglia solo alle persone che per propria negligenza non riescono a vivere in castità. Ma la verginità è solo un consiglio, non un precetto, pertanto se dovessi decidere di sposarti, potrai tranquillamente abbracciare questo stato di vita. Tuttavia, in questo caso sarà bene cercare una ragazza che accetti tutto il Magistero della Chiesa, soprattutto al riguardo della vita matrimoniale (apertura alla vita, rifiuto degli anticoncezionali, fedeltà coniugale, educazione cristiana dei figli, eccetera). Secondo me potrebbe essere disastroso sposare una donna irreligiosa, la quale sarebbe causa di un mare di problemi morali e spirituali.

E se Dio desidera che tu elegga lo stato religioso e addirittura lo stato sacerdotale? Non possiamo escluderlo. È vero che dopo i 40 anni è più difficile essere accettati in qualche ordine religioso, ma ci sono sempre delle eccezioni. Se loro vedono che sei un uomo intelligente e che sei disposto ad impegnarti nel combattimento spirituale e nel cammino di perfezione, hai ancora buone possibilità di assere accettato.

L'ideale sarebbe ritirarti alcuni giorni in qualche convento di stretta osservanza per poter cercare di capire a quale stato di vita Iddio ti chiama. So benissimo che in certe aziende non è facile avere dei giorni di ferie, ma in questo caso potresti fare un mini-ritiro nel fine settimana (sempre meglio di niente). A tale scopo potresti andare nel convento di [...] o in quello di […]; sono luoghi tranquilli dove è più facile poter meditare e innalzare l'animo a Dio.

Spero con tutto il cuore che tu possa fare quel che il Signore vuole da te. Fammi sapere se sei riuscito a trovare un nuovo direttore che ti ispiri fiducia, altrimenti posso fornirti altri indirizzi di altri sacerdoti fedeli al Magistero.

Ti saluto cordialmente in Cristo Re e Maria Mediatrice, e con San Paolo ti incoraggio a continuare combattere la buona battaglia della fede.

Cordialiter


xz3

sabato 22 novembre 2014

Intervista a una lettrice in discernimento vocazionale

Una gentilissima lettrice del blog ha accettato di rispondere ad alcune domande sul suo percorso di discernimento vocazionale.


- Come è nato in te il pensiero di iniziare a riflettere sulla vocazione religiosa?

- Circa un anno fa mi sono riavvicinata alla preghiera che avevo tralasciato per molto tempo. Il motivo di questo riavvicinamento è partito da un disinteresse per le attrazioni mondane. Dopo un po' di tempo mi sono resa conto che la vicinanza al Signore mi dava molta consolazione, gioia e mi riempiva il cuore. Così per la prima volta nella mia vita ho intuito come dedicare la vita a Lui possa dare un senso profondo.

- Saresti felice di poter diventare sposa di Gesù Cristo abbracciando la vita consacrata?

- Non è ancora giunta in me la decisione interiore di lasciare tutto per diventare sposa di Gesù anche se ne sono molto attratta. Sarebbe una cosa bellissima!

- Tu hai fatto alcune esperienze vocazionali tra le Monache Visitandine. Che cos'è che ti affascina della spiritualità di San Francesco di Sales? 

- Ciò che più mi affascina della vita delle Visitandine è la serenità, la semplicità e la dolcezza fraterna. 

- Le Visitandine fanno largo uso del canto gregoriano, che è il canto tipico della Chiesa. Ti piacciono questi antichi e devoti canti liturgici? 

- Certo che mi piacciono, elevano ancor di più lo spirito e fanno sentire la pace.

- Molte persone mondane pensano erroneamente che è noioso vivere in un monastero di clausura. Tu ti sei annoiata quando hai provato la vita monastica?

- Non mi sono per nulla annoiata perché mi sento molto arricchita dalla preghiera e dall'orazione. Poi in monastero tutto il tempo è ben organizzato. Impossibile annoiarsi.

- Perché le monache di clausura che hai conosciuto sono così gioiose e felici?

- Penso sia perché hanno saputo riconoscere nel Signore la perla preziosa, l'essenza e fonte della vita, di fronte alla quale tutto il resto perde di significato.

- La vita monastica è molto gratificante ma richiede anche un grande spirito di sacrificio. Con l'aiuto di Dio sei disposta a lasciare tutto e a rinunciare alle effimere gioie mondane per donare il resto della tua vita al Redentore Divino, abbracciando la vita monastica?

- Ho iniziato da poco un percorso di discernimento per fare luce su questo punto. Spero di comprendere presto se questa strada è quella voluta dal Signore per me. In questo caso penso che sarei disposta a farlo con gioia.

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Le donne attratte dalla spiritualità visitandina basata sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo, le quali desiderano mettersi in contatto con le Monache Visitandine di Baggiovara (Modena) per chiedere di poter fare un'esperienza vocazionale in monastero, possono contattare le religiose scrivendo al loro indirizzo di posta elettronica:   monvisit@virgilio.it

venerdì 21 novembre 2014

Difendere la vocazione

Ripubblico la lettera di una ragazza che non voleva arrendersi di fronte agli ostacoli alla vocazione.

Carissimo D.,
                       non so davvero come ringraziarti per le tue parole, non hai idea di quanto mi siano state d'aiuto! Possa davvero il Buon Gesù ricolmarti di benedizioni per tutto quello che fai per noi giovani alle prese con il grande dono della vocazione religiosa!

Ero proprio giù di morale l'altro giorno, non so davvero cosa le è preso a mia madre, anche se da un lato credo che il diavolo riesca ad infilarsi dappertutto pur di creare dubbi e angosce a chi vuole donarsi totalmente a Dio. Ma io non mollo, perchè il mio unico desiderio è di fare la Sua volontà. Infatti credo proprio che seguirò il tuo consiglio, ossia di evitare di parlare della mia vocazione in casa; mi dispiace perchè sarebbe bello avere la famiglia come supporto, ma pazienza, per Gesù questo e d'altro :) !

Ultimamente spesso mi chiedo e Gli chiedo di aiutarmi a fare chiarezza su "dove" concretamente vivrò la mia vocazione. Come ti dicevo, quest'anno ho frequentato un gruppo di preghiera tenuto da un ordine di suore della mia città e con loro ho vissuto alcuni week-end di esercizi spirituali. Mi piacciono molto sia loro, sia il loro carisma che sento molto mio (queste suore consacrano la loro vita perchè le anime dei sacerdoti possano andare in Paradiso, quindi pregano per loro e li aiutano anche a livello materiale). Però allo stesso tempo ho paura a "soffermarmi" nel senso di non guardarmi intorno, di non frequentare nessun altro ordine solo perchè ho conosciuto loro, anche se in fondo mi sento molto "condotta" in quest'ordine. Sicuramente questo ultimo anno universitario mi servirà per fare un ulteriore discernimento.

Tu nella mia città o nei dintorni conosci qualche ordine "fervoroso" come dici tu, che mi possa essere d'aiuto? Magari anche solo per vivere un'esperienza di silenzio che possa aiutarmi a sentire meglio la Sua voce.

Ti ringrazio di cuore ancora una volta, davvero ti ricordo ogni giorno nelle mie preghiere!
In Lui,

(lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                   sono contento che nonostante qualche scetticismo familiare nei confronti del tuo desiderio di consacrarti a Dio, hai deciso come un soldato indomito di non arrenderti, ma di perseverare sulla strada del discernimento vocazionale, costi quel che costi.

“Gaudere et exultare nos voluit in persecutione Dominus, quia tunc dantur coronae fidei, tunc probantur milites Dei”, diceva l'eroico vescovo martire San Cipriano. È proprio così, il Signore vuole che nelle persecuzioni dobbiamo gioire ed esultare, perché è in esse che vengono messi alla prova i soldati di Dio e si riceve la corona della fede.

Insomma, è nei momenti di difficoltà che si vede se una persona ama veramente Gesù. Coloro che lo amano poco, si arrendono, mentre coloro che lo amano assai continuano con ardore la battaglia. I martiri combatterono tenacemente e preferirono la morte anziché tradire il Redentore Divino. Perdere la vita terrena per salvare la vita eterna dell'anima. “Un'anima, un'eternità!”, diceva Santa Teresa d'Avila alle sue seguaci.

Spero tanto che Gesù buono ti catturi e ti faccia sua prigioniera per il resto della tua vita e per l'eternità. Nessuno può amarti con un amore così ardente e puro come il Suo. Se tutte le ragazze comprendessero queste cose, più nessuna perderebbe tempo dietro alle vanità nella terra, che presto finiranno, ma con le lacrime agli occhi supplicherebbero il Re dei re di poter aver il privilegio di divenire sue spose. Purtroppo, c'è da piangere, perché è difficile in questa società pagana e materialista propagandare questi discorsi.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Corde Matris,

Cordialiter

giovedì 20 novembre 2014

Depressione

Mi hanno scritto varie persone che soffrono o hanno sofferto di depressione. Per entrare in qualsiasi ordine religioso è necessario essere in buone condizioni psichiche e mentali. Coloro che riescono a guarire stabilmente dalla depressione, possono certamente abbracciare la vita religiosa...


Gentile Cordialiter,
                               mi chiamo [...], ho quasi 24 anni e vivo a [...]. Mi sono imbattuta per caso nel tuo blog e per me è diventato un appuntamento giornaliero. Ammiro moltissimo il tuo lavoro e ti ringrazio per l'aiuto che offri a tanti giovani che cercano la loro strada. Ora è arrivato il mio turno di chiedere consiglio.

Ero una cristiana piuttosto tiepida, una di quelle che si permetteva di selezionare solo quelle verità di fede che le facevano più comodo. Tuttavia ho sempre sentito la sete di qualcosa di più grande. Poi con l'inizio dell'università ho avuto un crollo: studio Chimica, un corso di laurea che, oltre ad essere piuttosto impegnativo, non è certo l'ambiente ideale per sviluppare la propria spiritualità. E così smisi di credere. Continuavo a pensare che ci fosse un'entità superiore (la complessa perfezione dell'universo rende assurdo credere che tutto sia dovuto al caso...), ma non mi preoccupavo di approfondire la questione in nessun modo. Per tre anni sono stata lontana da Dio, ma non ero davvero felice e mi sentivo spesso inquieta. Negli ultimi dieci mesi ho cominciato a stare male. Non riuscivo più a studiare e soffrivo di continui attacchi di panico, apparentemente immotivati. Non volevo più uscire con gli amici e sono rimasta indietro con gli esami. Mi è stato spiegato che esiste una parola per descrivere lo stato in cui mi trovavo: depressione. Così, dopo un difficile percorso di convincimento, ho deciso di andare da un bravo psichiatra che fosse in grado di aiutarmi. Nello stesso tempo però, ho sentito un fortissimo impulso verso Dio. Ho cominciato a pregare Gesù e la Vergine Maria, come mamma di tutti noi. Mi sono affidata a Lei. Ho sentito che in questi anni avevo vissuto immersa nel buio e, leggendo i brani del Vangelo, sono stata avvolta da una nuova luce. Mi sono confessata: è stato come rinascere a vita nuova. Adesso sento il bisogno di pregare spesso durante la giornata e anche di andare alla Messa. Voglio sempre sentire la vicinanza a Gesù. I miei genitori mi vedono ogni giorno più serena e sono felici che la terapia con lo psichiatra funzioni. Io però so che tutta questa gioia, questa felicità, la serenità nell'affrontare le piccole difficoltà di ogni giorno (che prima mi sembravano insormontabili), vengono dalla preghiera e dal sostegno di Maria. Sento di aver ricevuto una grande grazia e vorrei donarmi ancora di più a Gesù buono.

Credi che questo improvviso e rovente amore per Dio sia solo uno stato passeggero dovuto alla depressione? La mia paura più grande è che questo sia per me solo un modo per evadere dalla realtà e dalle responsabilità di tutti i giorni. Non so cosa fare. Non ho il coraggio di affrontare quest'argomento con la mia famiglia, sono tutti atei e so che non capirebbero, anzi, si arrabbierebbero tantissimo. Forse dovrei parlare di questo col mio psichiatra?

Mi scuso per la lunghezza della lettera. Spero tanto che tu riesca a trovare un po' di tempo per leggerla e per rispondermi. Grazie infinite per la tua attenzione!

Un affettuoso saluto in Gesù e Maria,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                    ti ringrazio per avermi scritto, è edificante leggere i racconti di conversioni come la tua, perché in esse rifulge maggiormente l'infinita misericordia di Dio. È commuovente pensare alla bontà con cui il Signore accoglie i peccatori pentiti. La pace interiore che senti dentro di te non è un'illusione, è un dono di Dio. Ordinariamente parlando, tutti coloro che si confessano umilmente e si uniscono a Gesù Eucaristico, sentono la pace della coscienza, la quale è un bene maggiore di tutte le ricchezze della terra. I mondani non comprendono questi discorsi, altrimenti lascerebbero le discoteche per andare a trovare la vera gioia in Dio. La verità è che siamo stati creati per amare Dio, e il nostro cuore non può trovare pace sin tanto che non riposa in Lui.

Adesso che sei quasi guarita dalla depressione devi perseverare nella via della vita devota che tanta gioia interiore ti sta donando. Il mondo è ingannatore, promette di far felici i suoi seguaci, ma in realtà rende inquieti e infelici su questa terra, e ancora di più dopo la morte, se si muore senza pentimento. San Domenico Savio ripeteva spesso: "La morte, ma non peccati". Aveva ragione, è meglio morire anziché offendere Dio con qualche peccato. Ormai sei stata presa in “trappola” da Gesù buono, non puoi più vivere senza di Lui. :-) Non ti rimane altro da fare che arrenderti al suo amore per te. Quando il mondo non era stato ancora creato, il Signore già ti amava, ti ha sempre amato sin dall'eternità. E chi altro potresti amare all'infuori di Lui? Io non conosco nessun altro uomo che si lascerebbe inchiodare in croce per salvarti. Dunque, che fare? Non parlare coi tuoi familiari di ciò che senti nel tuo cuore, loro sono atei, non possono capire questi discorsi, sarebbe come parlare in cinese. Il consiglio che ti do è di fare gli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola per comprendere quale stato di vita eleggere. Appena sarai completamente guarita dalla depressione, potrai anche abbracciare la vita religiosa, se questa è la volontà di Dio su di te. Non parlare di queste cose con lo psichiatra, a meno che non sia una persona profondamente religiosa ed esperta di vita spirituale, come lo fu San Giuseppe Moscati, ma è raro trovare un fedele laico con queste caratteristiche. Puoi stare certa che l'amore per Dio non è un'evasione dalle proprie responsabilità, anzi, questo amore aiuta a svolgere i propri doveri in maniera più responsabile. Continua ad amare la Santissima Trinità con tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze, ti assicuro che non te ne pentirai. Soprattutto non te ne pentirai nell'istante della morte, quando finalmente potrai vedere Gesù e vivere insieme a Lui per tutta l'eternità. Chi possiede Dio, possiede ogni bene, e chi invece perde Dio, perde tutto!

Sono felicissimo di sapere che sei devota alla Madonna, hai fatto benissimo a rifugiarti tra le sue mani materne. San Bernardo diceva che chi non è devoto alla Beata Vergine Maria è moralmente impossibile che si salvi, perché è come se chiudesse il canale delle grazie. Infatti Ella è la Mediatrice di tutte le grazie che Dio ci dona, quindi commettono un grosso errore coloro che non la amano e non si rivolgono a Lei per chiederle aiuto.

Spero di esserti stato di qualche utilità, approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù Redentore e Maria Corredentrice del genere umano,

Cordialiter

mercoledì 19 novembre 2014

Trascorrere alcuni giorni in monastero durante le vacanze natalizie

Le persone che studiano o lavorano, possono approfittare delle vacanze del periodo natalizio per poter fare un'esperienza vocazionale in qualche monastero (vita contemplativa) o convento (vita apostolica) per poter “provare” la vita religiosa e riflettere sullo stato di vita da eleggere.

Le case religiose sono delle oasi di pace nelle quali è facile raccogliersi interiormente ed elevare il cuore a Dio.

Chi non conosce qualche buon monastero o convento da contattare, può scrivere al mio indirizzo di posta elettronica per chiedere informazioni.

cordialiter@gmail.com









Pensieri devoti

Ripubblico l'e-mail di una lettrice attratta dall'adorazione eucaristica.

Carissimo Cordialiter,
                                    più passa il tempo e più mi sento come un pesce fuor d'acqua. Al lavoro, in famiglia, con gli amici, sento che ho ben poco da condividere con gli altri; non ho interesse a parlare di gossip, di cosa fanno o non fanno gli altri, di attualità o di politica... il mio unico interesse è Gesù.

Ho provato a parlare della mia fede, dell'importanza della preghiera e dell'affidamento in Dio, ma ho ricevuto solo incomprensione e derisione. Per molta gente che ho incontrato, avere fede e desiderare di passare il proprio tempo in contemplazione o in adorazione davanti a Gesù, significa perdere tempo, per cui sono stata etichettata come vagabonda e "girandolona". In realtà quando esco dal lavoro sento solo il desiderio di stare con Gesù, e il tempo mi sembra sempre così poco...

Se le persone capissero che per risolvere le liti, per unire le famiglie, per aiutare i propri figli, non servono tante parole o oggetti da comprare, ma solo preghiera, sacrifici e affidamento in Dio, quanto saremmo più felici!

Non vedo l'ora di trovare un buon monastero e chiedo giornalmente la luce per capire qual è la Sua volontà, ma anche la forza e il coraggio per metterla in pratica. Aspetto tue notizie per i due monasteri di [...] ma anche per sapere [...].

Grazie,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   penso che sia normale per un cristiano sentirsi “come un pesce fuor d'acqua” in questa società in cui regna il materialismo idolatrico. La mentalità del mondo è contraria al Vangelo. Presumo che il tuo stato d'animo sia condiviso da tutti (o quasi tutti) i lettori del blog. Non si possono fare compromessi, bisogna scegliere di stare o con Cristo o contro di Cristo.

I mondani non comprendono i discorsi spirituali, poiché per loro lo scopo della vita è di ammassare ricchezze, avere successo, divertirsi sfrenatamente, banchettare, ballare, ridere e scherzare. Insomma, pensano a tutto fuorché ad amare Dio e a salvare l'anima. Ecco quel che diceva Sant'Alfonso Maria de Liguori nelle celebri “Massime eterne”: “Si pensa ad accumulare ricchezze, si pensa a banchettare, a festeggiare, a darsi al bel tempo: e Dio non si serve, e a salvar l'anima non ci si pensa, e il fine eterno si tiene per bagatella! E così la maggior parte dei cristiani, banchettando, cantando e suonando se ne va all'inferno. Oh se essi sapessero che vuol dire inferno!”

Per incoraggiarti, ti riporto altri bellissimi pensieri di Sant'Alfonso:

*L'amore non sa stare ozioso. Chi ama Dio, non sa vivere senza dargli continuamente segni del suo affetto.

*Oh beati noi se questi quattro giorni di vita li spendiamo per Dio!

*S'inculchi ancora più volte amore a Dio. Chi non piglia amore a Dio, ma si astiene dal peccare solo per timore dell'inferno, sta in molto pericolo di tornare a cadere, quando cessa quella viva apprensione di timore. Ma chi giunge ad innamorarsi di Gesù Cristo, difficilmente cadrà ancora in peccato mortale. Ed a ciò molto giova il pensare alla Passione di Gesù Cristo.

*Solo l'amare Dio e salvarsi l'anima è necessario.

*Io amo Gesù Cristo e perciò ardo dal desiderio di dargli delle anime: ma prima la mia e poi un incalcolabile numero di altre.

*Si dà un gran gusto a Gesù Cristo certamente, con pensare ai suoi dolori e disprezzi patiti per noi. E chi pensa spesso ai suoi dolori ed alla sua Passione, mi pare impossibile che non s'innamori di Gesù Cristo.

*Fratelli miei: in questa vita che ci resta, o poca o molta, il che non lo sappiamo [...] facciamoci santi ed amiamo Gesù Cristo assai, perché se lo merita.

*Amiamo dunque assai Gesù Cristo, in cui troviamo il nostro Salvatore, il nostro Dio, la nostra pace ed ogni nostro bene. Ti prego perciò a dare ogni giorno un'occhiata alla sua Passione, mentre in essa troverai tutti i motivi di sperare la vita eterna e di amare Iddio, dove consiste tutta la nostra salute. Tutti i santi sono stati innamorati di Gesù Cristo e della sua Passione, e per questo unico mezzo si son fatti santi.

Spero tanto che tu possa abbandonare il mondo traditore ed entrare in un buon monastero nel quale potrai finalmente dedicarti totalmente alla vita devota che tanto desideri.

Cordiali saluti in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter

martedì 18 novembre 2014

Intervista a un'ex suora di clausura

Tempo fa ho rivolto alcune domande a una ex monaca di clausura. Ne è uscita fuori una specie di "intervista". Per leggerla, cliccate qui.

lunedì 17 novembre 2014

Vocazione a 18 anni

Pubblico la lettera che ho scritto a una ragazza di 18 anni.


Cara sorella in Cristo,
                                       rispondo molto volentieri alla tua e-mail.

Sant'Alfonso Maria de Liguori dice che quando il demonio si accorge che una persona desidera abbracciare la vita religiosa, si scatena contro di lei mettendole il bastone tra le ruote (suscitando persecuzioni e ostacoli vari) e cercando di distoglierla dal proposito di consacrarsi a Dio. Infatti il diavolo sa bene che se una persona entra in un buon istituto religioso, molto probabilmente salverà la propria anima e le anime di tante altre persone mediante l'apostolato e la preghiera. Inoltre, sempre Sant'Alfonso, dice che nel mondo sono i parenti i peggiori nemici delle vocazioni, e che tanti giovani hanno rinunciato ad abbracciare la vita consacrata proprio a causa delle pressioni ricevute dai familiari. Santa Chiara soffrì assai la persecuzione dei parenti che non volevano che diventasse suora. Oh, quante ne ha patite! Ma adesso è felice, è in Cielo con il suo amato Sposo.

Non farci caso alle cose offensive che ti dicono i tuoi genitori. Se un bambino di 4 anni ti dicesse che sei stupida, ti offenderesti? Certamente no, perché il giudizio di un bimbo è irrilevante e spesso senza fondamento, pertanto non ci faresti nemmeno caso. Se un analfabeta ti dicesse che sei un'ignorante, ti offenderesti? Probabilmente sorrideresti e non ci faresti caso, perché essere considerata ignorante da uno che non sa nemmeno leggere e scrivere, non è una cosa a cui dar peso. Perché ti ho fatto questi esempi? Perché i tuoi genitori nel campo spirituale sono “poco esperti”, pertanto farebbero molta fatica a capire quel che senti nel tuo cuore se tu ti confidassi con loro. Quindi i loro insulti non sono da tenere in conto. È ovvio che chi ha una visione un po' troppo materiale della vita, non riuscirà a capire una persona che invece ha una visione spirituale dell'esistenza terrena. San Francesco d'Assisi era figlio di un facoltoso mercante di stoffe, ma egli preferì lasciare tutto pur di seguire la chiamata di Cristo. I mondani lo accusavano di essere pazzo perché aveva rinunciato alle ricchezze della sua famiglia, per vivere poveramente e seguire Gesù nello stile di vita evangelico. Noi sappiamo che San Francesco si è salvato l'anima, e adesso gode in Cielo la visione beatifica di Dio. “Vieni servo buono e fedele”, gli avrà detto Gesù nell'ora del trapasso da questa vita terrena alla vita eterna. Chissà invece quante persone che criticavano e disprezzavano la vita di San Francesco, adesso stanno all'inferno, senza più speranza di salvezza. Insomma, ciò che conta è piacere a Dio, non agli uomini. Il nostro scopo in questo mondo è di conoscere, amare, e servire il Signore. Tutto ciò che non ci conduce a Dio è vanità delle vanità.

I mondani non capiranno mai per quale motivo una ragazza che può avere successo in questa società, possa desiderare di “andarsi a rinchiudere” in un convento. Tentare di spiegare quel che senti nel tuo cuore sarebbe come parlare in cinese. Per loro sono discorsi assurdi, visto che i mondani pensano solo ad ammassare beni materiali e a darsi ai divertimenti sfrenati. Ognuno di noi è alla ricerca della felicità: alcuni la cercano nei beni materiali, nel successo e nelle gioie mondane, altri invece la cercano in Dio. In questo mondo erano più felici San Francesco e Santa Chiara, nonostante fossero poveri, oppure i re e gli imperatori dell'epoca? Io mi fido più dei santi. Se tu per accontentare i tuoi genitori rinunciassi alla vita consacrata, vivresti in maniera triste e infelice anche se diventassi regina di un ricco regno. Ma grazie a Dio non hai nessuna intenzione di rinunciare a diventare sposa di Gesù Cristo. Infatti hai capito che il tuo tesoro è nel Signore, e non rinunceresti per nulla al mondo a seguire la divina chiamata ad abbracciare lo stato di vita più perfetto.

Stai facendo bene a non confidare a nessuna persona mondana che desideri diventare religiosa per poter vivere più unita a Gesù. Se il mondo venisse a sapere che stai riflettendo sulla vocazione, ti perseguiterebbe ancora di più. Quando andrai a fare un'esperienza vocazionale in convento, sarà meglio non dire ai mondani che vuoi diventare suora, ma che vuoi fare un “ritiro spirituale”. Come ti ho già spiegato in passato, non è una bugia (nemmeno veniale), perché un'esperienza vocazionale è anche una sorta di ritiro spirituale. Il periodo di difficoltà che stai vivendo adesso, lo hanno vissuto tante altre ragazze, prima di diventare suore. Le persecuzioni che stai patendo sono “normali”, cioè in genere le patiscono molti di coloro che vogliono rispondere affermativamente alla chiamata di Dio alla vita consacrata. Da un punto di vista spirituale si tratta di una vera e propria prova d'amore: coloro che amano Gesù con amore forte e sincero resistono alle persecuzioni sino alla fine, mentre coloro che hanno un amore debole si arrendono e abbandonano il cammino vocazionale.

Coraggio, resisti! Devi continuare a combattere la buona battaglia in difesa della vocazione, perché vuoi dare gusto a Cristo, il quale ti ha amato sin dall'eternità, prima ancora di creare il mondo, e che per amor tuo si immolò sulla croce del Golgota, pagando così al posto tuo la pena meritata dai peccati che sapeva bene che avresti fatto. E chi altro potresti amare all'infuori di Lui? Non conosco nessun uomo che si lascerebbe percuotere, flagellare, sputare in faccia, coronare di spine, e inchiodare in croce, pur di salvare l'anima tua.

Tu sei maggiorenne, sei assolutamente libera al riguardo dell'elezione dello stato di vita, nessuno deve permettersi di costringerti ad eleggere uno stato a cui non ti senti chiamata. Non pensare alle opposizioni che forse subirai quando i tuoi parenti sapranno che vuoi diventare suora, ma abbandonati nelle mani del Signore, ci penserà Lui a spianarti la strada che ti condurrà alle nozze col Re del Cielo. Il disprezzo che tu hai nei confronti della mentalità materialista ed edonista che dilaga nella società pagana in cui viviamo, lo hanno tutti i seguaci di Gesù Cristo. Non è possibile servire due padroni: o serviamo Dio (che è nostro Padre e ci ama davvero), oppure siamo schiavi del mondo. Non è possibile nessun compromesso tra il Vangelo e la mentalità mondana, poiché sono in opposta contrapposizione.

Approfitto dell'occasione per salutarti cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria,

Cordialiter

domenica 16 novembre 2014

Intervista a una ragazza laureata

Una gentilissima lettrice del blog, pur essendo laureata e avendo le potenzialità per fare carriera nel mondo, è disposta a lasciare tutto pur di seguire la chiamata alla vita religiosa. Le ho rivolto alcune domande alle quali ha accettato di rispondere.


- Da quanto tempo stai meditando sulla vocazione religiosa?

- In verità è una chiamata che ho sentito quando avevo 12 anni...e all’inizio avevo dato una risposta fortemente entusiasta. Poi dall’età di 17 anni circa, per vari avvenimenti della mia vita, ho rifiutato la chiamata di Gesù e l’ho cacciato dal mio cuore..continuando ad essere “cristiana” ma vivendo situazioni di forte incoerenza e conflitto..invocavo il Signore solo per chiederGli qualcosa o per prendermela con Lui. Per un decennio l’ho tradito e ferito..e quando, dopo dieci anni, stavo scivolando in un baratro senza fine, Lui mi ha salvata, stravolgendo la mia vita e donandomi Gioia e pace..e mi ha riproposto la chiamata che già avevo rifiutato una volta, dimostrandomi una fedeltà e un Amore che mi hanno profondamente commossa..in dieci anni mai Gli ho detto di amarlo, mai ho avuto un gesto di amore per Lui, ma solo conflitti, accuse e recriminazioni..e Lui in cambio mi ha dato solo Amore..per cui è dallo scorso anno, da quando L’ho incontrato, che Lui mi ha riproposto questa Sua chiamata...

- Come è nato in te il pensiero di iniziare a riflettere sulla vocazione?

- È iniziato appunto quando ho sentito dentro al mio cuore che Gesù dopo avermi salvata dall’abisso e aver preso dimora nel mio cuore da cui prima l’avevo scacciato, mi chiedeva di avere un posto esclusivo e totalizzante in esso, ho iniziato a sentire...come una..discrepanza tra ciò che vivevo nel mondo, seppure in modo lecito, e quello che sentivo nel cuore era come un richiamo, come un corteggiamento insistente ma leggero come una brezza..dalla consistenza del vento ma dall’ardore del fuoco...

- Saresti felice di poter diventare sposa di Gesù Cristo abbracciando la vita consacrata?

- Assolutamente sì!! Anzi adesso posso dire che Gesù Cristo è l’unico Sposo che io desideri, ha conquistato il mio cuore e da quando mi ha salvata mi ha avvolta in un abbraccio che non ha mai avuto fine, sta riversando su di me tutto l’amore che in questi dieci anni avevo rifiutato, e davvero ho fatto esperienza di come Lui ami ognuno di noi come se ciascuno fosse l’unico e il prediletto..perché..sembrava che Lui non aspettasse altro che io tornassi da Lui...e adesso...sarei folle se lasciassi la Sua mano...ora nel mio cuore verso di Lui c’è un Amore immenso, è Lui il mio Sposo e non lo lascerei per nulla e nessuno al mondo...

- Quando entrerai in convento, i modani criticheranno la tua scelta. Ti senti pronta a superare le incomprensioni e le critiche del mondo?

- Sì, mi sento pronta ad affrontare critiche e difficoltà..non che già ora manchino le incomprensioni..e ammetto che fanno male e feriscono..penso anzi che prima di me feriscano Gesù...
Per cui penso che la preghiera di riparazione sia fondamentale.. Per quanto riguarda me, “tutto posso in Colui che mi dà forza”...Lui ha fatto talmente tanto per me, e io non posso sopportare critiche e incomprensioni per Amore Suo?

- Sei disposta a rinunciare ai beni materiali, a una carriera lavorativa, a farti una famiglia, pur di seguire Cristo abbracciando la vita religiosa?

- Sì, sono disposta a lasciare quello che Lui mi chiede di lasciare. Non è un cammino facile, ma non è nemmeno impossibile...lo Sposo è vissuto nella povertà e nella scomodità, come possiamo noi Spose voler vivere in modo diverso? Quale assurda discrepanza ci sarebbe? Circa la famiglia, io pensavo di volermi sposare e avere una famiglia numerosa, penso ci sia anche bisogno di famiglie cristiane che diano testimonianza, ma non è quello che Lui mi chiede...Lui mi chiede di essere solo Lui il mio Sposo esclusivo...ed è qualcosa di talmente sublime che qualsiasi prospettiva a confronto non regge nella mia vita...io posso essere pienamente felice solo essendo sposa di Gesù...

- I tuoi amici si sono accorti che invece di essere attratta dalle cose mondane, sei più attratta dalle cose spirituali?

- Sì, se ne sono accorti già quando io stessa non avevo ancora capito a cosa il Signore mi chiamava...ora ovviamente è ancora più evidente, perché ho iniziato a condurre una vita molto ritirata, anche più di quanto già non facessi per indole...

- Che cos'è che ti affascina della vita religiosa?

- Ci sono tante cose, ma ne cito una che racchiude tutte: essere un tutt’uno con Gesù e vivere solo per Lui...vivere la sponsalità totale con Lui...sponsalità e consacrazione che vengono racchiusi nel simbolo dell’abito religioso che per me ha una importanza fondamentale, per ricordare a noi stessi e agli altri chi siamo e a cosa siamo stati chiamati...

- Tutti i cristiani hanno la vocazione alla santità, però i religiosi hanno un dovere speciale di ricercare la perfezione cristiana vivendo in maniera profonda gli insegnamenti evangelici. Ti affascina il lato ascetico della vita religiosa?

- Forse è quello che più di tutti mi affascina! Il lato ascetico, l’impronta contemplativa, la spiritualità che eleva l’anima a Dio, e crea un’intima unione con Lui che si sente e che avvolge...

- Ci sono tante altre lettrici del blog che, come te, stanno riflettendo seriamente sulla vocazione religiosa. Tuttavia alcune di esse si sentono un po' scoraggiate dal fatto che il mondo sta cercando di convincerle a lasciar perdere la vocazione, e a pensare solo a ricercare le effimere gioie mondane, come fanno in molti nel mondo. Cosa ti senti di consigliare a queste ragazze che sono indecise se rispondere alla divina chiamata ad abbracciare la vita consacrata?

- Io vorrei dire a queste ragazze: se Gesù vi chiama, come potete rifiutare la Sua chiamata? Le gioie del mondo passano, la fedeltà del Signore non passa mai, l’ho sperimentato sulla mia pelle! Se Lui vi chiama a diventare Sue Spose, riflettete sulla grande opportunità che vi sta dando, è una grazia incredibilmente grande! Pensate: GESU’ CRISTO vi ama a tal punto da corteggiare il vostro cuore...c’è secondo voi qualcosa, o qualcuno, che si può barattare con GESU’? E peraltro tutto questo Lui lo fa gratuitamente...noi non abbiamo nessun merito, nemmeno il minimo..la vocazione alla vita consacrata non deriva dal nostro merito. E’ un ulteriore atto di Amore di Gesù per noi. Anche io avevo paura di rispondere, ma poi Lui ha abbattuto pian piano tutte le mie paure. Se voi Gli permettete di conquistare il vostro cuore, e rispondete a Lui, anche solo dicendoGli “Signore, io vorrei ma ho paura, aiutami Tu”, Lui vi donerà qualcosa di talmente forte che a parole non si può nemmeno spiegare...“Volete andarvene anche voi?”




lll

sabato 15 novembre 2014

Alcuni giorni in monastero

Tempo fa una studentessa universitaria ha trascorso alcuni giorni di riflessione e preghiera nel monastero delle Monache Benedettine di Fermo (Marche). Ecco la sua testimonianza.


Conosco a malapena i nomi delle monache, eppure mi sono sentita sin da subito in una famiglia. Non sarei assolutamente in grado di riprodurre la piantina del Monastero, però sono stata come a casa.

“L’ospite sia trattato come Cristo” recita la Regola Benedettina. Posso confermare che è andata così. Lo schema delle mie giornate - propostomi dai miei responsabili - mi chiedeva di digiunare i primi due giorni e di riposare e scrutare molto la Sacra Scrittura. Io ho anche parlato con la Madre Abbadessa M. Cecilia, le ho aperto il cuore (vizi e dubbi compresi) perché ne avevo bisogno, perché sono stata mandata qui per questa ragione, perché sapevo che lei poteva aiutarmi […]. Avrebbe potuto giudicarmi, ma non lo ha fatto. Si è mostrata disponibile, ha pregato per me, mi ha cercato, mi ha parlato, mi ha risposto…non mi ha chiesto niente e alla fine sono stata io a scoprirmi - sebbene con timore - perché ho trovato una madre […].

La preghiera, che preghiera! Prima di venire ero convinta che sarebbe stato pesante partecipare alla vita delle monache soprattutto per gli orari e la lunghezza della preghiera. Invece ho visto e risento la gioia di lodare Cristo. Tutte quelle sorelle che cantavano le lodi del loro Sposo con dolcezza...avrei tanto voluto conoscere le melodie per potermi unire al loro coro! Poche volte in vita mia non mi è “pesato” pregare, ancora meno mi è capitato di gioire nella preghiera…in questi giorni invece andavo contenta alla preghiera chiedendomi: “Con che voce lo loderanno, oggi?” Anche l’amore che avevano tra loro mi ha colpita. L'anziana, la giovane, la stonata e l’intonata…era un gruppo eterogeneo ma molto affiatato! L’affetto di tutte per le due suore in carrozzina, i sorrisi durante i momenti di preghiera, mi hanno attestato più di mille parole la genuinità e la verità dei loro rapporti. Che bello!

Me lo sono detto tante volte in questi giorni: “Che bello!” Un po’ con paura, un po’ senza comprendere, un po’ con speranza! E se anche il Signore mi ha voluto qui solo per donarmi un po’ di speranza, dopo le tante disillusioni del mondo, già ne è valsa la pena. Già ha avuto senso…vedere che c’è ancora chi riesce ad amare. Chi, più che al perfezionismo, punta alla perfezione, chi riesce a rendere straordinario il quotidiano, in questo, non perde niente. Non perde la maternità perché l’altro è Cristo. Non perde la famiglia perché sono una comunità. Non perde la missione perché niente, nemmeno la preghiera, è fine a se stessa, ma tutto è esaltato secondo il progetto di Cristo. E l’amore si vede nella perseveranza: desiderio di amare l’altro oggi, come sto, anche se sono fragile. Scegliere, nella libertà, il Signore, che per Lui mi ha fatta. Scegliere Lui che ogni volta mi aspettava nel Tabernacolo, quando arrivavo in Cappella. Ho pianto quando lunedì, dopo essermi confessata, ho fatto la Comunione. Lui era lì per me, nonostante i miei peccati, il mio odio, le mie bestemmie. Per me che sono debole, schiava della mia affettività malata e ancorata ai miei progetti. Eppure Lui mi ha perdonata nella confessione; ha pietà di me, come l’ha avuta per Davide. L’ha scelto non perché era perfetto, ma per amore. L’amore è amore proprio perché non si merita. In questi giorni il Signore mi ha fatto una promessa: una promessa di felicità. Il suo progetto d’Amore è enorme e tutto ciò che mi è richiesto è affidarmi, smettere di comportarmi come se fossi io il Dio della mia vita, perché Lui mi conosce e mi ama, mi ha fatta per Sé. Non voglio più vivere per me stessa, voglio dare una forma alla mia vita, per amore del Signore. Voglio avere uno scopo: voglio che sia Lui il mio scopo. In questi 3 giorni di preghiera, ho abbandonato la mia vita e il mio tempo nelle Sue Mani; lasciando indietro problemi, famiglia, studio, amici, progetti…e Lui mi ha benedetta.

Ora ho un memoriale: posso lasciarmi amare per come sono. Si può vivere così.

(Lettera firmata)

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Per contattare le Monache Benedettine di Fermo, scrivere al seguente indirizzo: m.benedettine @ alice.it  (scrivere l'indirizzo tutto attaccato, senza spazi).

venerdì 14 novembre 2014

Molte vocazioni per le Servidoras

Mancano solo poche settimane al termine dell'anno, ormai è tempo di bilanci. Nel 2014 le Serve del Signore e della Vergine di Matarà hanno continuato a beneficiare di un gran numero di vocazioni in tutto il mondo. Anche in Italia un buon numero di ragazze è entrato nel convento-noviziato delle Servidoras. Svariate decine sono le ragazze che durante l'anno hanno fatto un'esperienza vocazionale, attratte dall'entusiasmo, dal fervore e dallo stile di vita cristianamente gioioso di queste suore, e adesso alcune di esse stanno pensando di donarsi a Dio abbracciando la vita religiosa. Si tratta di dati molto positivi, ma adesso bisogna pregare affinché queste persone adempiano la divina vocazione. Se si comprende che il Signore sta chiamando ad abbracciare la vita consacrata, bisogna farsi coraggio e seguire senza indugi la chiamata del Redentore Divino ad eleggere questo stato di maggiore perfezione. Insegnano San Tommaso d'Aquino e Sant'Alfonso Maria de Liguori, che se senza una valida e giusta causa si rinvia di adempiere la divina chiamata, ci si espone al grave rischio di perdere la vocazione e di rimanere nel mondo a condurre una vita triste e infelice, come purtroppo è accaduto a tanta gente.

Qualche ragazza potrebbe dire: “Vorrei entrare tra le Servidoras, ma se poi non sono portata per la vita consacrata?” Questa preoccupazione in genere è una vera e propria tentazione del nemico del genere umano. Non c'è nulla di cui temere entrando in convento, infatti se per ipotesi una persona si accorge di non essere portata per la vita consacrata, può tranquillamente tornarsene a casa, perché prima di emettere i voti perpetui passano vari anni di prova durante i quali si ha il tempo di capire meglio la volontà di Dio su di sé.

Insomma, secondo voi, se una persona è in dubbio sullo stato di vita da eleggere, è meglio che faccia discernimento vocazionale in convento oppure nel mondo in mezzo a tante distrazioni?

Secondo me, facendo una o più esperienze vocazionali in convento, è più facile trovare il raccoglimento ideale per innalzare la mente e il cuore a Dio e comprendere la sua volontà. Invece, restando nel mondo tra televisione, radio, feste, amici mondani, parenti irreligiosi e dissipazioni varie, non sarà facile raccogliersi interiormente e meditare sullo stato di vita da eleggere.

Le ragazze che sono alla ricerca di un valido direttore spirituale, recandosi dalle Servidoras per fare un'esperienza vocazionale, avranno la possibilità di conoscere vari sacerdoti dell'Istituto del Verbo Incarnato, i quali sono molto ricercati e apprezzati dai fedeli per la direzione spirituale, perché sanno unire alla loro buona preparazione dottrinale la bella virtù della carità fraterna.

Coloro che sono attratte dall'entusiasmante e gioioso zelo apostolico delle Servidoras, e volessero fare la loro prima esperienza vocazionale presso queste giovani suore, possono scrivere al seguente indirizzo: vocazione@servidoras.org

Resterete colpite dall'ardente carità fraterna con cui verrete accolte in convento. :-)

Coraggio! Solo per Cristo vale la pena lasciare tutto!

giovedì 13 novembre 2014

Una minorenne innamorata di Cristo

Cari lettori del blog, molti di voi mi hanno scritto delle lettere vocazionali che mi hanno procurato tanta consolazione spirituale. Tempo fa una ragazza minorenne mi ha scritto una lettera molto bella, che voglio ripubblicare ad edificazione delle vostre anime.


Salve, è la prima volta che scrivo e conoscere il tuo blog è stata davvero una grazia della Provvidenza.

Mi chiamo [...] e ho quasi diciassette anni; qualche mese fa ho sentito per la prima volta dentro di me la chiamata del Signore e da quel momento il desiderio di essere Sua per sempre si è fatto sempre più intenso. Tuttavia non so se è davvero questa la mia vocazione, spesso ho dei grandi dubbi sul fatto che sia soltanto una mia fantasia, un condizionamento o qualcosa che non viene da Dio. Non ne ho mai parlato con nessuno... e anche questo aumenta i miei dubbi. Io desidero solo fare la Sua Santissima volontà, mi metto tutta nelle Sue mani, ma ho paura di non riconoscere e di non saper comprendere la voce del Signore. Non mi sento degna di essere la Sua sposa perchè vedo tutti i miei limiti e sono ben lontana dall'essere santa! Desidero solo fargli piacere.

Sono molto devota alla Madonna, non Le nascondo niente e vorrei essere proprio come Lei: la serva del Signore. Prego quasi tutti i giorni il Rosario e questo mi dà la forza di andare avanti, mettendomi tanta pace nel cuore.

[…] Ultimamente sto cercando di informarmi, attraverso internet, su vari ordini religiosi; mi ha particolarmente colpita quello delle [...]. Ma sono in uno stato di confusione terribile, anche perché come dicevo, mi sento troppo peccatrice e temo che sia una tentazione di superbia o di "evasione" dalla realtà.

Concludendo, al di là della mia grande confusione, vorrei consolare Gesù e la Madonna, riparare tutti gli oltraggi che vengono fatti verso Essi ed essere come una piccolissima fiammella che si consuma d'amore per Loro, per la salvezza di tutte le anime. Questo nel modo che più desiderano.

Ti ringrazio anticipatamente, mi scuso se non sono riuscita a spiegarmi e prometto di ricordare te e tutti i lettori del blog nella preghiera.

(Lettera firmata)


Carissima sorella in Cristo,
                                             ti ringrazio per la bellissima lettera che mi hai scritto; mi riempie il cuore di gioia sapere che in questo mondo edonista e materialista ci siano ancora giovani ragazze che ardono dal desiderio di donare la propria vita al Redentore Divino.

Ciò che mi hai scritto mi è piaciuto molto e adesso ti spiego il perché. La vocazione, più che in un sentimento del cuore o in una sensibile attrattiva, è riscontrabile principalmente nella retta intenzione di chi aspira alla vita religiosa. Chi desidera diventare suora per il nobile motivo di consacrarsi al servizio di Dio e alla salvezza delle anime, di vivere più unita a Gesù, di appartenere tutta a Lui, e cose di questo genere, costei mostra di avere dei segni tipici di una sincera vocazione. Leggendo la tua lettera ho constatato le buone motivazioni che ti spingono a donarti al Re del Cielo. Questa è una delle tre condizioni che assicurano che una vocazione è vera. Le altre due condizioni sono l'assenza di impedimenti (problemi di salute, genitori in stato di bisogno, eccetera), e l'accettazione da parte dei superiori dell'ordine della richiesta di entrare nel monastero.

Io nutro molte speranze che la tua sia una vera vocazione, ma per il momento devi continuare il percorso di discernimento vocazionale. San Tommaso d'Aquino e Sant'Alfonso Maria de Liguori (due grandi Dottori della Chiesa) insegnano che quando una persona sente di essere chiamata alla vita religiosa, deve rispondere subito. Tuttavia il tuo caso è un po' diverso, poiché essendo minorenne è necessario avere il consenso di entrambi i genitori. Non preoccuparti, Gesù sa benissimo che non è colpa tua se non puoi entrare subito in monastero, dunque ti aiuterà a conservare intatta la vocazione, purché tu la custodisca con cura. Inoltre bisogna aggiungere che ci sono alcuni monasteri di clausura in cui è difficile entrare prima dei 20 anni, ma ci sono sempre delle eccezioni.

Sono contento che desideri solo piacere a Gesù. Questa è l'essenza della vita cristiana! Infatti il seguace di Gesù Cristo in tutte le sue azioni deve operare solo con l'intento di piacere a Dio. Prego con tutto il cuore affinché tu sia perseverante nel discernimento vocazionale, e spero vivamente che un giorno tu possa diventare una casta sposa di Cristo Re.

In unione di preghiera

Cordialiter

mercoledì 12 novembre 2014

Ho scoperto Gesù

Pubblico la testimonianza vocazionale di una suora di clausura del monastero dell'Ordine della Visitazione di Baggiovara.


Avevo 17 anni quando iniziai a chiedermi quale fosse la mia vocazione. Dopo qualche tempo che pregavo affinché Dio mi illuminasse, cominciò a nascere nel mio cuore una forte attrattiva verso la vita consacrata, la mia prima reazione fu però di considerare questo impulso come una tentazione: come potevo pensare di diventare “sposa di Cristo”, proprio io che fino a poco tempo prima non frequentavo la Chiesa? Ero decisa a lasciare perdere queste “fantasie”, ma il desiderio di essere tutta di Dio non se ne voleva proprio andare…così dissi a Dio: “se questa chiamata è la tua volontà e non una mia illusione, ti prego di darmene la certezza”. Pochi giorni dopo, ascoltai su Radio Maria l'intervista ad una suora che continuava a ripetere: “se c’è qualcuno all’ascolto, che sente la Chiamata alla vita consacrata, ma è incerto, lo invito ad assecondarla perché soltanto rispondendo al progetto di Dio possiamo realizzare la nostra felicità”. Mi sentii fortemente interpellata da quella parole. Ancora dubbiosa, decisi che ne avrei parlato al più presto con una religiosa. Due giorni dopo, mi recai di buon mattino in Duomo per ascoltare la S. Messa, con l’intenzione poi di cercare una suora con cui parlare. Il Vangelo del giorno era quello del “giovane ricco” e fui presa da grande stupore e timore insieme quando, durante l’omelia, sentii il sacerdote ripetere insistentemente le stesse identiche parole della suora di Radio Maria!

Uscita dal Duomo ero molto agitata e quando vidi una suora venire nella mia direzione, senza pensarci due volte, la fermai e le chiesi di raccontarmi in che modo aveva capito la sua vocazione. Poi le raccontai quello che mi era successo e mentre parlavo tutto si faceva chiaro nella mia mente. La suora fu molto incoraggiante e mi invitò a seguire quello che sentivo nel cuore. Quando la lasciai accettai per la prima volta l’idea che il Signore, fra tante ragazze, potesse chiamare proprio me, e allora con grande gioia gli dissi il mio “sì”… quello che è successo dopo è indescrivibile! Mi ritrovai completamente immersa nella Presenza di Dio, il suo Amore si riversava a fiumi su di me ed era tanta la sua dolcezza che credevo di morirne, se me ne avesse donata un po’ di più non avrei potuto sopportarla! Non pensavo potesse esistere qualcosa di così bello. Era come guardarlo negli occhi ed essere guardata dalla Sua Misericordia infinita. “Vidi” ancora più chiaramente la mia chiamata alla vita consacrata. Gesù aveva esaudito in pieno la mia preghiera: mi aveva resa sicura della sua volontà. Da allora niente è stato più lo stesso, ho scoperto Gesù come persona viva e concreta e si è accresciuto in me il desiderio e il bisogno di intimità con Lui. È stato principalmente questo bisogno che mi ha portata a scegliere, tra le varie forme di consacrazione, la vita claustrale.


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Le donne attratte dalla spiritualità visitandina basata sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo, le quali desiderano mettersi in contatto con le Monache Visitandine di Baggiovara (Modena) per chiedere di poter trascorrere alcuni giorni in monastero per riflettere sulla vocazione, possono contattare le religiose scrivendo al loro indirizzo di posta elettronica:   monvisit@virgilio.it

martedì 11 novembre 2014

Sognava di diventare mamma...

Ripubblico una bella lettera di una ragazza a cui ho consigliato di fare un ritiro spirituale.

Ciao! Non so chi sei, ma devo ringraziarti perché le tue parole mi aiutano sempre a riflettere e ad approfondire temi che pochi trattano così pubblicamente e delicatamente. E' da un mesetto che seguo il tuo blog e devo dire che ciò sta cambiando alcuni pensieri sulla mia vita. Mi chiamo [...], ho quasi 25 anni e mi sto laureando in psicologia. Sono arrivata ad un bivio della mia vita, devo prendere strade sicure e definitive, iniziare un tirocinio magari fuori città, e protendere verso un lavoro ed una situazione autonoma che ho sempre bramato. Ho sempre desiderato poter divenire un giorno mamma, immaginando una famiglia tutta mia. [...] Non ho mai visto invece nello spirito delle consacrate a Dio un qualcosa che mi chiamasse, che potesse riguardare me. Ho sempre considerato la vita consacrata un dono di Dio e un dono a Dio, ma non il mio dono. Devo però dire che da qualche anno sento una “chiamata”, ma non avendo alcuna idea del tipo di chiamata, ho parlato con vari religiosi e laici sull'argomento. Ho così capito che per diventare religiosi è necessario innanzitutto che il pensiero di una tale scelta ti scateni dentro una grande gioia, gioia che io attualmente non credo di provare. Ho pensato così che si potesse trattare non di una chiamata vocazionale, ma di un pensiero probabilmente alimentato dalla mia non-condizione sentimentale e dal fatto che credo che il Signore faccia provvidenzialmente fallire ogni mio piano di vita perché forse ha qualcosa in serbo per me, qualcosa di cui però non sono assolutamente a conoscenza. In estate, sia parlando con il mio sacerdote, sia facendo esperienza in una comunità mista di frati e suore, dopo grandi dubbi su una possibile vocazione, ho finalmente archiviato l'idea della consacrazione, collegandola ad un argomento comunque bello, ma non facente parte di me. Leggendo però il tuo blog e le testimonianze, leggendo le memorie di santa Teresa di Lisieux ed altri testi, pregando la liturgia delle ore, frequentando la comunità della parrocchia e divenendo una catechista alle prime armi, pian piano si è riaccesa in me come una piccola fiamma, ed ho iniziato di nuovo a pensare alla vita monastica. Pregare, leggere la Bibbia ed altri libri religiosi, lavorare nella natura, nel silenzio, con la pace nel cuore, sono attività che mi stimolano. Sarebbe una strada fatta di estremi sacrifici (il dover rinunciare ad avere una propria famiglia e alla propria autonomia), ma una strada forse in sintonia con la mia natura. [...] Per me già sarebbe un grande dolore il dover rinunciare alla possibilità di divenire mamma, figuriamoci diventare una suora attiva e missionaria, la quale sarebbe però più coerente con la mia formazione […]. Mi ha sempre attratto invece la vita ascetica ed eremitica, soprattutto quella degli asceti di una volta. [...] Devo sottolineare che, il mio, è un periodo molto stressante e forse questo pensiero vocazionale è una "via di fuga" dalle responsabilità che mi stanno assalendo e da questo mondo che mi inquieta e mi inquina, e nel quale mi sono sempre sentita come "un pesce fuor d'acqua". Forse non ho pazienza e non riesco ad attendere che il Signore mi illumini maggiormente sul percorso da seguire. Vorrei sapere, ringraziandoti di vero cuore, cosa ne pensi di tutto ciò e come io possa fare maggiore luce in me stessa, riuscendo a fare discernimento su una “chiamata” che già è molto che riesco a percepire in mezzo a tutti questi rumori dell'anima e del mondo.
Pace a te, amico!

Cara sorella in Cristo,
                                   ti ringrazio per avermi scritto, per me è una grande gioia sapere che in questa società in cui regna il materialismo idolatrico, ci sono ancora persone che vivono “controcorrente” e cercano di capire qual è la volontà di Dio su di sé.

Eleggere lo stato di vita è una scelta di fondamentale importanza, per questo motivo apprezzo molto il tuo impegno nel voler riflettere attentamente su ciò che dovrai fare in futuro. Il fatto che il pensiero di entrare in convento non ti entusiasmi, non è necessariamente un sintomo di mancanza di vocazione religiosa. Pensiamo a Sant'Andrea Fournet, il quale da giovanotto non aveva nessuna intenzione di diventare sacerdote, e addirittura un giorno scrisse sulla copertina di un libro: “Né prete, né frate”. In seguito intraprese la carriera militare, ma dopo un po' di tempo capì che invece il Signore lo chiamava al sacerdozio, e così si arrese alla Sua divina volontà. Potrei raccontarti tanti altri casi del genere, anche di persone viventi.

Hai ragione quando pensi che il Signore ha permesso che fallissero tutti i tuoi piani perché Lui ha qualche altro progetto su di te. Di tutto ciò che ci capita nella vita, nulla avviene per cieco caso, ma ogni cosa è voluta o almeno “permessa” da Dio per nostro bene. Sì, anche le cose cattive sono “permesse” (non volute) dal Signore. Ti faccio un esempio: il Santo Giobbe subì il furto delle sue greggi e divenne poverissimo; ovviamente Dio non volle che venisse commesso il peccato di furto, ma non impedì che fosse compiuto, poiché sperava di trarne un bene maggiore, e infatti Giobbe si rassegnò umilmente a tutte le sventure che lo colpirono e benedì il Signore, meritando in questo modo enormi meriti di gloria per il Cielo.

Sant'Ignazio di Loyola da giovane era un valoroso soldato, ma non sempre viveva il cristianesimo in maniera coerente. Nostro Signore permise, in vista di un bene maggiore, che durante l'assedio di Pamplona venisse ferito a una gamba. E infatti durante la convalescenza Ignazio si convertì e in seguito fondò un istituto religioso che conquistò a Dio innumerevoli anime.

Sant'Alfonso Maria de Liguori da giovane era uno dei più bravi avvocati del foro partenopeo ed era riuscito a vincere tutte le cause che aveva difeso. Dio però permise che perdesse una causa, fu l'ultima della sua carriera perché Sant'Alfonso rimase talmente colpito dall'inaspettata sconfitta giudiziaria che capì che il mondo è traditore e che la carriera forense non era la sua strada. Infatti diede l'addio ai tribunali, abbracciò il sacerdozio cattolico, fondò un istituto religioso per predicare le missioni popolari, e scrisse numerosi libri spirituali che commuovono e convertono ancora oggi tante anime.

Io non conosco qual è il progetto di Dio su di te, però è certo che ha permesso che fallissero tutti i tuoi progetti perché ha in mente qualcosa di buono. Lui è amore infinito ed è incapace di fare o desiderare il male, pertanto puoi stare sicura che il suo progetto su di te è certamente qualcosa di meraviglioso, ed è la cosa migliore per il tuo bene spirituale.

Che fare in concreto? Il consiglio che ti do è di partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola organizzati dalle Servidoras e dai Padri dell'Istituto del Verbo Incarnato. Questi esercizi sono molto utili per eleggere uno stato di vita. Se vuoi, dopo i cinque giorni di esercizi potrai restare con le Servidoras e fare un'esperienza vocazionale con queste fervorose suore missionarie. Se ti sentirai chiamata da Dio ad entrare nel loro istituto religioso, sappi che dopo il periodo di formazione potrai scegliere se restare nel ramo di vita attiva e missionaria oppure passare nel ramo di vita contemplativa.

Per chiedere maggiori informazioni sulla vocazione e sugli esercizi spirituali puoi scrivere alle Servidoras al seguente indirizzo: vocazione@servidoras.org Puoi dire alle suore ciò che hai detto a me, e sono certo che ti daranno buoni consigli su come procedere nel discernimento vocazionale. Puoi chiedere anche di pregare per te.

Spero tanto di esserti stato di qualche aiuto, ma rimango a tua disposizione per qualsiasi chiarimento. Coraggio, continua a perseverare nel discernimento vocazionale, e affidati alla Corredentrice e Mediatrice di tutte le grazie affinché ti aiuti ad eleggere lo stato di vita che il Signore sin dall'eternità ha stabilito per il tuo bene.

In Gesù e Maria,

Cordialiter