Per chiedere informazioni all'autore del blog, oppure per chiedere indirizzi di buoni conventi e monasteri, scrivere all'indirizzo: cordialiter@gmail.com

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mercoledì 29 giugno 2016

Meglio sposare un uomo del mondo o il Re dei re?

Alle ragazze che si sentono attratte dalla vita religiosa, ma che sono indecise se entrare in monastero oppure sposarsi, consiglio di leggere questa lettera di Sant'Alfonso Maria de Liguori a una ragazza incerta sullo stato di vita da eleggere: cliccate qui.

martedì 28 giugno 2016

Blog religioso

Ricordo che oltre al blog vocazionale, aggiorno quotidianamente anche un altro blog sulla spiritualità cristiana: http://cordialiter.blogspot.it/

Salvato dalla Madonna

Alcuni sentono un ardente desiderio di entrare in convento, ma il ricordo dei peccati commessi prima di convertirsi davvero a Dio, li fa credere indegni dello stato religioso. Sant'Agostino in gioventù non fu un peccatore? Eppure dopo la conversione venne elevato addirittura all'episcopato. Ma sentite quest'altro fatto raccontato da Sant'Alfonso Maria de Liguori nel suo capolavoro intitolato “Le Glorie di Maria”.

Nelle Fiandre (la regione settentrionale dell'attuale Belgio), vi erano due studenti che invece di applicarsi seriamente agli studi, se la spassavano allegramente tra feste, pranzi ed altri divertimenti mondani. Una notte andarono a casa di una “mala femmina”. Dopo un po' di tempo, uno dei due studenti se ne ritornò al suo domicilio, mentre l'altro restò ancora un po'. Quello che era ritornato al domicilio, pur essendo in peccato mortale, prima di mettersi a letto volle recitare alcune preghiere alla Madonna, come era solito fare (forse era una devozione che imparò dalla mamma quando era bambino). Recitò mezzo addormentato e frettolosamente le preghiere, poi si mise a dormire vinto dal sonno. A un certo punto della notte, sentì bussare alla porta di casa, e poi subito dopo vide l'orribile anima del suo amico nella stanza, il quale gli disse che uscendo dall'infame casa di quella donna, morì soffocato, ed essendo in peccato mortale, era stato condannato all'inferno eterno. Inoltre disse che quella stessa notte, anche lui sarebbe dovuto morire per castigo divino, ma la Madonna lo aveva salvato a causa di quella devozione mariana che praticava. E così l'anima dannata disparve. Lo studente sopravvissuto era sconvolto e terrificato per l'apparizione avuta, ma proprio in quel momento sentì suonare la campana di un convento francescano lì vicino, che chiamava i frati alla preghiera del mattutino. Si pentì della vita scellerata che aveva condotto, e si recò dai frati per raccontare la sua storia ed essere accolto nel loro ordine per fare penitenza tutto il resto della vita. Per strada venne trovato il cadavere del suo amico dannato, e i frati credettero al suo racconto. L'ex studente non solo visse santamente, ma ebbe la grazia di essere spedito in missione per convertire altre anime a Dio. Morì martire in terra di missione. Grazie alla devozione alla Madonna passò da una casa malfamata alla patria del Cielo.

lunedì 27 giugno 2016

Consigli ad un novizio per conservare il fervore della vocazione

Quando viene ripreso o accusato (anche ingiustamente di cose di poca importanza), eviti di scusarsi, ed ami con affetto speciale chi lo accusa e lo riprende. Ami d'esser disprezzato in tutto, nelle mansioni affidategli, negli abiti, nella stanza, nel vitto, ecc. Non si intrometta a dire il suo parere se non quando viene interrogato. Si mortifichi in tutto secondo la prudenza e l'obbedienza, nel mangiare, nel dormire, nel guardare, nel sentire ecc. Osservi la modestia sia con sé, che con gli altri. Tenga quasi sempre gli occhi bassi, specialmente quando cammina per strada. Conservi il silenzio, fuorché quando bisogna parlare o per la gloria di Dio, o per l'utile proprio o del prossimo. Durante le ricreazioni non alzi la voce, e sfugga i contrasti e tutti i discorsi vani e mondani. Cerchi sempre d'introdurre discorsi devoti, sulla vanità del mondo, sull'amore per Gesù e Maria, sugli esempi dei santi e sul modo di avanzare nel cammino di perfezione. Dopo aver commesso un difetto, faccia subito un atto di umiltà, si penta e si metta in pace. Non desideri niente, ma solo quel che vuole Dio. Non domandi consolazioni. Durante i periodi di aridità di spirito si umilii e si rassegni nelle mani del Signore.

domenica 26 giugno 2016

Le virtù teologali, le virtù morali, e i doni dello Spirito Santo

Riporto un interessante scritto del dotto Padre Adolphe Tanquerey.

a) [Le virtù teologali] hanno Dio per oggetto materiale e qualche attributo divino per oggetto formale. La fede ci unisce a Dio, suprema verità, e ci aiuta a veder tutto e a tutto giudicare alla divina sua luce. La speranza ci unisce a Colui che è la sorgente della nostra felicità, sempre pronto a versare su noi le sue grazie per compiere la nostra trasformazione ed aiutarci col suo potente soccorso a fare atti di confidenza assoluta e di filiale abbandono. La carità ci eleva a Dio sommamente buono in se stesso; e, sotto il suo influsso, noi ci compiacciamo delle infinite perfezioni di Dio più che se fossero nostre, desideriamo che siano conosciute e glorificate, stringiamo con Lui una santa amicizia, una dolce familiarità e così diventiamo ognor più a lui somiglianti. Queste tre virtù teologali ci uniscono dunque direttamente a Dio.

 b) Le virtù morali, che hanno per oggetto un bene onesto distinto da Dio e per motivo l'onestà stessa di quest'oggetto, favoriscono e perpetuano questa unione con Dio, regolando le nostre azioni in modo che, non ostante gli ostacoli che si trovano dentro e fuori di noi, tendano continuamente verso Dio. Così la prudenza ci fa scegliere i mezzi migliori per tendere al nostro fine soprannaturale. La giustizia, facendoci rendere al prossimo ciò che gli è dovuto, santifica le nostre relazioni coi nostri fratelli in modo da avvicinarci a Dio. La fortezza arma l'anima nostra contro la prova e la lotta, ci fa sopportare con pazienza i patimenti e intraprendere con santa audacia le più rudi fatiche per procurare la gloria di Dio. E, poichè il piacere colpevole ce ne distoglierebbe, la temperanza modera il nostro ardore pel piacere e lo subordina alla legge del dovere. Tutte queste virtù hanno dunque per ufficio di allontanare gli ostacoli e anche di somministrarci mezzi positivi per andare a Dio.


Dei doni dello Spirito Santo.

[...]

I doni, senza essere più perfetti delle virtù teologali e specialmente della carità, ne perfezionano l'esercizio. Così il dono dell'intelletto ci fa penetrare più addentro nelle verità della fede per scoprirne i reconditi tesori e le arcane armonie; quello della scienza ci fa considerare le cose create nelle loro relazioni con Dio. Il dono del timore fortifica la speranza, staccandoci dai falsi beni di quaggiù, che potrebbero trascinarci al peccato e ci accresce quindi il desiderio dei beni celesti. Il dono della sapienza, facendoci gustare le cose divine, aumenta il nostro amore per Dio. La prudenza è grandemente perfezionata dal dono del consiglio, che ci fa conoscere, nei casi particolari e difficili, ciò che è o non è espediente di fare. Il dono della pietà perfeziona la virtù della religione, che si connette colla giustizia, facendoci vedere in Dio un padre che siamo lieti di glorificare per amore. -- Il dono della fortezza compie la virtù dello stesso nome, eccitandoci a praticare ciò che vi è di più eroico nella paziente costanza e nell'operare il bene. Infine il dono del timore, oltre che facilita la speranza, perfeziona pure in noi la temperanza, facendoci temere i castighi e i mali che risultano dall'amore illecito dei piaceri.

(Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Desclée & Co., 1928) 

sabato 25 giugno 2016

Gesù Eucaristia

Tempo fa un'assidua lettrice del blog mi ha detto che stava cercando un buon monastero di clausura in cui fare adorazione Eucaristica...

Caro fratello in Cristo,
                                         ti saluto con affetto. È ormai da più di un mese che seguo il tuo blog vocazionale, del quale sono molto entusiasta. Mi ha aiutato molto nella mia scelta sullo stato di vita da eleggere (e per il quale sto lottando dall'inizio di quest'anno per riuscire a realizzare ciò che ho nel cuore). Un po' tardi, forse... (ho compiuto 35 anni a Gennaio). Sono ormai più che convinta di entrare in un monastero di stretta clausura, e ne sono molto felice. Sono, però, un po' in ansia perchè non ho ancora compreso il carisma dove consacrarmi. Spero tu mi possa, in qualche modo, essere d'aiuto. Recentemente ho effettuato un ritiro di 4 giorni presso il Monastero di […] e mi sono innamorata della loro spiritualità; ma, dopo aver parlato con la superiora, sono stata messa, per così dire, "in lista d'attesa", nel senso che mi ha detto che dovrei aspettare uno o due anni, perchè, parlando con la Madre generale, ha avuto l'ordine di farmi aggregare con altre 5 ragazze (per fare la formazione insieme) che ancora devono terminare gli studi. Non volendo aspettare, quindi, per illuminazione del buon Dio, ho pensato di cercare un altro Ordine. Cosa che, però, a quanto mi è sembrato (ricercando nei siti dei Monasteri femminili), è molto complessa, più che altro per la grande quantità di carismi... ed inoltre, quasi tutti ubicati nel nord Italia, e per me, non è facile andare, per ora, molto distante dalla mia zona. Spero di non averti fatto spazientire. Unita in preghiera con Gesù Cristo e Maria Santissima ti saluto con affetto sperando in un riscontro.

(Lettera firmata)

P.S. non ho ancora trovato un buon direttore spirituale.


Cara sorella in Cristo,
                                        gioisco ogni volta che qualche persona mi confida che desidera abbandonare il mondo e abbracciare la vita religiosa. Coloro che hanno la vocazione devono essere grati a Gesù buono per essere stati prescelti tra tanti altri. Nell'ora della morte, quando sarà imminente il momento di presentarsi innanzi a Cristo Giudice per rendere conto della propria vita, comprenderanno meglio quanto sia stato prezioso il dono della chiamata alla vita religiosa. Inoltre le suore dovrebbero avere una gratitudine particolare verso Gesù. Infatti, le donne che si sposano con gli uomini di mondo, spesso si pentono poiché ricevono dai loro mariti maltrattamenti e tradimenti (il Vangelo insegna che si tradisce la propria moglie anche semplicemente desiderando altre donne). Insomma, un conto è essere sposa di un povero peccatore (noi umani siamo tutti peccatori), altro conto è essere sposa del Redentore Divino. Se tutte le donne comprendessero questi discorsi, difficilmente si lascerebbero ingannare da quegli uomini che promettono di renderle felici e invece le farebbero solo soffrire.

Non sono stupito del fatto che tu non abbia ancora trovato una valida guida spirituale. Purtroppo, è difficile trovarne una davvero adatta a tale scopo. Deve essere una persona esperta di ascetica, altrimenti i suoi consigli rischiano di essere inefficaci o addirittura dannosi. Ahimè, oggi si preferisce studiare i manuali di psicologia anziché quelli di ascetica. Alle anime amanti della perfezione cristiana e desiderose di approfondire questa materia, consiglio di leggere il celebre ed autorevole “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica” di Padre Adolfo Tanquerey.

Per quanto riguarda la tua situazione, penso che far aspettare una ragazza altri due anni nel mondo mi sembra un pericolo per la vocazione. Del resto, nulla capita per cieco caso, poiché non cade foglia che Dio non voglia. Se il Signore ha voluto o permesso questo imprevisto, certamente ci sarà una motivazione che noi adesso ignoriamo. Comunque, anche io se fossi nella tua situazione cercherei di trovare qualche altro ordine religioso con una spiritualità simile, cioè incentrata sull'adorazione Eucaristica, che a te piace tanto. Nella lettera che ti ho inviato in privato ti ho segnalato alcuni monasteri della tua regione. Qualsiasi cosa deciderai di fare, ti incoraggio a perseverare sulla strada della vocazione religiosa! La vita claustrale è una vita semplicemente splendida! La gente ti criticherà quando verrà a sapere che sei diventata monaca di clausura, ma non devi prendere in considerazione le critiche della gente, il mondo non capisce quanto sia bello vivere uniti a Dio e trascorrere la vita amando il Signore e adorandolo nel Santissimo Sacramento.

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

venerdì 24 giugno 2016

Fondare una comunità cristiana femminile

Una carissima lettrice del blog di nome Roberta, vorrebbe fondare una comunità cristiana femminile. Pubblico un'intervista che mi ha gentilmente rilasciato.


- Tu sei una counselor. Puoi spiegarci in cosa consiste il tuo lavoro?

- Il counselor è un professionista che lavora per il benessere delle persone, aiutandole a superare situazioni di disagio come un lutto o una separazione, uno stato  di solitudine,  mancanza di autostima, stress dovuto al lavoro o a una vita molto frenetica, senso di insicurezza davanti a scelte o decisioni importanti, problemi di demotivazione o iperattività. Il counselor, attraverso una serie di colloqui, cerca di individuare le possibili cause di malessere della persona e, allo stesso tempo, va ad individuare o potenziare le sue risorse. Ovviamente i colloqui avvengono nel rispetto del segreto professionale.

- Sono rimasto colpito dal fatto che in genere svolgi il tuo lavoro senza chiedere soldi alle persone che aiuti. Ma come fai a finanziarti, cioè a trovare i soldi necessari per vivere?

- Il lavoro che svolgo è a tutela del benessere della persona ed è finanziato da donazioni da parte di persone che credono in quello che faccio. La scelta di non stabilire una tariffa è stata fatta per agevolare coloro che hanno difficoltà economiche.

- Come mai lavori molto con i religiosi?

- Lavorando in opere religiose mi sono resa conto che molti consacrati vivono periodi di crisi vocazionali o di altro tipo e, spesso, ho ricevuto richieste di aiuto da parte loro. A quel punto, seguendo il flusso degli eventi, ho deciso di approfondire e specializzarmi in questo ramo, frequentando un corso di Psicologia Vocazionale presso una Università Pontificia di Roma. Mi tengo, comunque, sempre aggiornata attraverso conferenze e convegni che si svolgono annualmente.

- So che ti piacerebbe dar vita a una comunità cristiana di donne dedite alla vita devota, all'apostolato e ad opere caritative. A mio avviso si tratta di un'idea interessante, ma pensi che possano esserci altre donne interessate a questo progetto?

- E' stato sempre un mio desiderio quello di realizzare la mia vocazione di laica impegnata nella Chiesa e mi auguro di trovare un prete o un vescovo che siano interessati a questo progetto. Da parte mia sono disponibile a valutare eventuali proposte. Spero anche di trovare altre persone che, come me, sono interessate a condividere un percorso che ci possa portare alla creazione di una comunità il cui fine ultimo è la maggior gloria di Dio.

- Saresti disposta ad accogliere anche donne che sono state abbandonate dai loro mariti (e quindi risultano essere ancora sposate) oppure vuoi accogliere solo donne nubili?

- Io sono disponibile verso tutte le persone che in modo sincero vogliono realizzarsi e sono disposte a dare qualcosa di sé per il bene comune. Per il resto non faccio alcuna differenza di status perché sento che, a livello profondo, non ha alcuna importanza.

- Ormai è da diversi mesi che siamo in contatto. Hai anche tu l'impressione che tra di noi stia nascendo una bella amicizia spirituale?

- Certo, e sono davvero contenta di questo perché un'amicizia spirituale non è mai scontata e, anzi, è come una perla preziosa da tenere custodita.

- Se una persona interessata alla tua professione di counselor o al tuo progetto di comunità cristiana volesse contattarti, a quale indirizzo di posta elettronica potrebbe scriverti?

- Ben volentieri sarò contenta di ricevere le e-mails che mi arriveranno; in questo modo potrò avere l'occasione di conoscere nuove persone e le loro aspirazioni. Informo che svolgo la mia attività in diverse città e, quando non è possibile essere presente nel luogo dove mi viene richiesto il servizio, faccio counseling per telefono, a mie spese, oppure online tramite skype.   counselingcafestudio@gmail.com

Santa povertà

Circa la perfezione della santa povertà, è necessario che ogni religioso si spogli da ogni affetto alle cose terrene. L'amore per le cose terrene è come una catena che impedisce all'anima di volare a Dio. Al contrario, la povertà è una grande ala che fa volare al cielo. O beata povertà volontaria! Chi è volontariamente povero, non teme di perdere nulla ed è sempre con l'animo gioioso. A tal fine Gesù Cristo per nostro bene volle darci il buon esempio vivendo poveramente su questa terra fin dalla nascita a Betlemme, ove nacque in un'umile stalla, ed ebbe come culla una mangiatoia per animali. Un'anima che ama assai Gesù Cristo, disprezza i beni della terra e li considera come sterco, come faceva l'eroico San Francesco d'Assisi. Beati pauperes spiritu, quoniam ipsorum est regnum caelorum (Matth. V, 3). Beati i poveri in spirito, poiché di essi è il regno dei cieli. Diceva Santa Teresa d'Avila che quanto più saremo poveri su questa terra, tanto più godremo nell'eternità, conformemente all'amore col quale avremo imitato la vita di Gesù Cristo. Le ricchezze possono essere paragonate alle spine, poiché quanto più sono maggiori, tanto più pungono e tormentano l'anima con le sollecitudini, coi timori di perderle e col desiderio di accrescerle. “Avarus terrena esurit ut mendicus”, disse il dotto San Bernardo di Chiaravalle. In effetti gli avari soffrono di fame come mendicanti, poiché non giungono mai a saziarsi dei beni che desiderano; ne vorrebbero sempre di più, e vivono sempre inquieti. Oh che tesoro godono i religiosi che non possiedono niente e niente desiderano in questo mondo! Essi godono la vera pace, che vale più di tutti i beni della terra, i quali non possono saziare il cuore dell'uomo, poiché è stato creato per amare Dio, e solo in Lui può trovare la felicità.

giovedì 23 giugno 2016

Pensieri contrari alla vocazione

Una ragazza mi ha chiesto se è normale sentire una lotta interiore mentre si riflette sulla vocazione religiosa.

Salve, mi chiamo [...], ho visitato molte volte il blog sulla vocazione religiosa […]. Ho 17 anni e sin dal mio battesimo avvenuto tre anni fa mi sento chiamata ogni giorno; non una chiamata qualsiasi, ma una chiamata alla vita religiosa. Il mio parroco e le persone a me molto vicine mi incoraggiano in questo mio cammino di discernimento, ma vorrei chiederti se secondo te è normale che dentro di me sento una lotta interiore. Ti ringrazio e ti saluto, mi piacerebbe avere una tua risposta, grazie. Mi scuso per l'italiano non coretto, ma non sono italiana...

Cara sorella in Cristo,
devi essere molto grata a Gesù per averti fatto sentire la chiamata alla vita religiosa; si tratta di un dono enorme da parte di Dio. Il nostro scopo su questa terra è di salvarci l'anima per dare maggior gloria a Dio. Entrando in un buon ordine religioso, è molto facile raggiungere questo fondamentale obiettivo. Sono contento che il tuo parroco ti sta incoraggiando a proseguire il discernimento vocazionale. Tu mi domandi se è normale sentire una lotta interiore. Sì, è normale, infatti San Paolo dice che la carne ha desideri contrari a quelli dello spirito. Quindi nelle persone che si sentono attrarre alla vita religiosa, spesso avviene una lotta interiore perché da una parte si vorrebbe restare nel mondo per poter continuare a fare una vita comoda e ricca di divertimenti e piaceri, mentre d'altra parte si vorrebbe entrare in convento per poter vivere più uniti a Dio e dedicarsi alla vita devota e alla salvezza delle anime. Inoltre c'è un altro pericoloso nemico da affrontare: satana, la bestiaccia infernale. Infatti, quando il diavolo si accorge che una persona vuole entrare in un ordine religioso, fa di tutto per ostacolarla, poiché sa benissimo che divenendo religiosa sarà facile per lei salvarsi l'anima e salvare anche le anime di tante altre persone con la preghiera e l'apostolato. Quindi il demonio cerca di seminare dubbi, incertezze, tentazioni e persecuzioni pur di ostacolare la vocazione.

La lotta interiore che stai combattendo è una vera e propria prova d'amore nei confronti di Gesù. Se resterai fedele alla chiamata di Dio, sarà grande la ricompensa. Coraggio, non arrenderti! Prega ogni giorno la Beata Vergine Maria di aiutarti ad adempiere la volontà di Dio. Se vuoi avere un dialogo con delle suore per fare delle domande sulla vocazione religiosa, ti consiglio di scrivere alle Servidoras, le quali sono bravissime nell'aiutare le ragazze a discernere la propria vocazione. Puoi chiedere a loro anche di pregare per te durante l'adorazione Eucaristica che fanno ogni giorno. Per contattare queste gentili e gioiose suore, puoi scrivere all'indirizzo: vocazione@servidoras.org

Cordiali saluti in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter

mercoledì 22 giugno 2016

Una donna bisognosa di aiuto

Ripubblico la lettera di una giovane donna che stava cercando un direttore che l'aiutasse nel cammino spirituale.

Salve,
         sono una giovane donna, mi chiamo [...], fin da bambina subivo il fascino dell'immagine di Gesù. Frequentavo la chiesa abitualmente al seguito di mia nonna. Ero una bambina molto vivace. Ricordo che quando andavo in chiesa mi incantava il Crocifisso, lo fissavo per tutto il tempo che potevo rimanere. [...] Attualmente lavoro in sala operatoria presso il policlinico di [...]. Non vado a messa abitualmente. L'ultima volta che mi sono confessata risale a mesi fa. Avevo l'urgenza di aprire il mio cuore. Sento che ho bisogno di aiuto e non so come fare. Mi commuove e mi scalda il cuore la Misericordia Divina, ne sento la grazia e il conforto. Ho molto a cuore la cura dei bisognosi vedendo in loro Gesù. Il mio conflitto è grande. Ma da dove iniziare? Mi interrogo continuamente. Chiedo a Gesù di indicarmi la via e di sostenermi. Quando sono in ascolto di Dio il mio cuore esulta di gioia. Ma mi sento indegna. Superba. Vago dentro me stessa. Ho bisogno di un cammino di fede e un padre spirituale.
Aspetto risposte,

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                    ti ringrazio di avermi scritto. Innanzitutto devo dirti che ho molte speranze che il tuo futuro sarà gioioso. Sai perché? Nella tua lettera appare chiaro che senti tanta nostalgia di Gesù, e visto che senti il desiderio di tornare a Lui conducendo una vita cristiana più fervorosa, ciò mi rende fiducioso sul tuo avvenire. Sant'Agostino in gioventù condusse una vita scellerata, ma poi capì che siamo stati creati per amare Dio, e il nostro cuore è inquieto sin tanto che non riposa in Lui.

Le colpe che hai commesso non devono intimorirti, esse verranno cancellate per sempre nella Confessione, ricordati che il Signore è incapace di allontanare da Sé una persona che ritorna a Lui col cuore sinceramente pentito.

Non è facile trovare una buona guida spirituale, perché è necessario che sia dotto, caritatevole e prudente. Visto che abiti a [...] ti consiglio di andare dai Padri [...], ho sentito parlare molto bene di loro. [...]

Per il momento che devi fare? Cerca di dedicare ogni giorno un po' di tempo alla preghiera, che è l'ossigeno dell'anima. Molto utile è anche la recita del Rosario, devi infatti coltivare una grande devozione alla Madonna, che oltre ad essere la Mamma di Gesù è anche Mamma nostra ed intercede per noi presso Dio.

Cerca di fare un po' di lettura spirituale ogni giorno. A tal proposito ti consiglio di leggere "Le Glorie di Maria", "Pratica di amar Gesù Cristo" e "Riflessioni devote", tutti scritti da Sant'Alfonso Maria de Liguori.

Ogni domenica devi cercare di andare ad assistere alla Santa Messa, la quale è la rinnovazione incruenta del Santo Sacrificio del Calvario. Quando non hai voglia di andarci, devi ricordarti che devi farlo per fare un piacere a Gesù buono. Lui lo vuole. Purtroppo, oggi spesso le Messe vengono celebrate male e con molti abusi liturgici, pertanto cerca di frequentare chiese dove le Messe vengono celebrate con devozione e sacralità.

Cerca di prenderti alcuni giorni di ferie per partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola organizzati dall'Istituto del Verbo Incarnato e dalle Serve del Signore e della Vergine di Matarà. Questi esercizi ti daranno una forte carica nella vita spirituale e ti aiuteranno a farti eleggere lo stato di vita che Dio ha designato per te. Certamente ti sarai accorta che le cose della terra non possono soddisfare il cuore umano: successo, soldi, viaggi, divertimenti, amicizie frivole e tutte le cose mondane non sono altro che vanità delle vanità che presto svaniranno. Dobbiamo pensare solo a vivere da buoni cristiani e a salvarci eternamente l'anima, per poter andare in Cielo ad amare Dio per sempre.

Questo è un momento importantissimo della tua vita, il Signore ti sta facendo sentire il desiderio della conversione e di una vita cristiana più fervorosa. Qual è il suo progetto su di te? Io non conosco gli arcani decreti divini, però ti dico chiaramente che spero assai che Gesù buono possa prenderti tutta per Sé in qualche ordine religioso fervoroso e osservante. Un conto è essere sposa di un uomo della terra, altro conto è essere sposa di Gesù Cristo. Secondo me le donne più felici della terra sono quelle che hanno abbandonato tutto per vivere più unite al Signore in qualche buon ordine religioso.

Gli uomini della terra spesso maltrattano e tradiscono le loro mogli, invece Gesù dona tanta gioia e pace interiore alle sue spose fedeli, cioè a coloro che lo amano con cuore indiviso.

Carissima in Cristo Redentore, la nostra vita in questa valle di lacrime è una continua battaglia spirituale per salvare l'anima. Coraggio, con l'aiuto di Dio e della Madonna ognuno di noi può farcela a raggiungere la Patria Celeste. Dobbiamo amare la Santissima Trinità con tutto il cuore e con tutte le nostre forze. Ma che ci stiamo a fare su questa terra se non amiamo Dio?

Avrei tante altre cose da dirti, ma per il momento mi fermo qui. Spero di esserti stato di qualche giovamento, ma non esitare a scrivermi se hai delle domande da farmi oppure se desideri solo un po' di incoraggiamento nella vita spirituale.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

martedì 21 giugno 2016

Testimonianza di una ragazza

Ripubblico la testimonianza di una lettrice del blog rinvigorita nella fede dopo aver partecipato alle "Giornate Universitarie" e agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio. 

Carissimo D.,
                     come stai? Leggo dal tuo blog che tantissime giovani che si tenevano in contatto con te hanno deciso di abbracciare la vita religiosa! Il cuore di Maria Santissima Corredentrice sarà colmo di gioia, e questo è anche merito tuo! Con quanta pazienza e sensibilità aiuti tantissimi a trovare la loro strada!

Anche il mio cammino spirituale è fiorito grazie ai tuoi preziosi consigli. Grazie a te sono entrata in contatto con le Servidoras. Ho partecipato alle Giornate Universitarie di Formazione Cattolica. Che esperienza! È stato meraviglioso conoscere tanti ragazzi, che come me non condividono la logica del mondo, ma amano profondamente Gesù e Maria. Ogni tanto mi sento così sola! Non mi interessano più le cose vane: televisione e discoteche non hanno più nessuna attrattiva. Le persone intorno a me, la famiglia e gli amici, non capiscono; e qualche volta ho dei momenti di scoraggiamento. Ma adesso so che ci sono altri come me e non ho più paura della solitudine.

Per grazia di Dio dopo le Giornate di Formazione sono rimasta per gli Esercizi Spirituali. Quei giorni di silenzio sono di un'intensità... assordante! Sono davvero nutrimento per lo spirito e portano un tale numero di doni celesti....! Un'esperienza che ogni cristiano dovrebbe fare con una certa periodicità. Purtroppo sono pochissime le parrocchie che la propongono ai loro fedeli.

Sono ancora in discernimento vocazionale. Non so se è Dio che desidera aspettare a rivelarmi la mia strada o se sono io che sono... sorda! Cerco di mettermi ogni giorno con la preghiera nelle mani di Gesù. Desidero solo fare ciò che a Lui piace. Mi affido alla Divina Provvidenza, che conosce tutti i nostri bisogni.

Ti ringrazio tanto per la pazienza con cui rispondi alle mie lettere e per il preziosissimo lavoro che fai con il blog. Che Dio ti benedica.

Un affettuoso saluto in Gesù e Maria,
(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                           sono contento che hai partecipato alle Giornate Universitarie di Formazione Cattolica organizzate dall'Istituto del Verbo Incarnato in collaborazione con le Servidoras. Al giorno d'oggi è importantissimo avere una solida preparazione dottrinale, onde evitare di farsi ingannare dai sofismi e dalle menzogne di coloro che vivono come se Dio non ci fosse, e che spesso gestiscono le scuole, le università, la stampa, le televisioni, ecc. C'è bisogno di cattolici coraggiosi e militanti che sappiano contrastare l'avanzata della secolarizzazione della società. Apprezzo il fatto che state cercando di organizzare un gruppo di giovani cristiani legati alla Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato. In questo modo potrete organizzare varie iniziative apostoliche per il bene delle anime, cioè per portarle a Dio; inoltre vi darete aiuto e coraggio a vicenda. Poter condividere con altre persone l'amore per il Redentore Divino, procura una grande gioia. I pagani rimanevano impressionati nel vedere che i cristiani dei primi tempi si amavano gli uni gli altri come fratelli. La carità fraterna è un potente mezzo di apostolato, perché un atto di pura carità vale più di mille parole. 

É meraviglioso sapere che ormai le discoteche, la televisione e le cose mondane della società non ti attraggono più. Quando una persona si innamora di Gesù Cristo, tutte le cose vane della terra non le interessano più, perché perdono ogni valore. Solo Dio è l'unico nostro bene!

Dopo le “Giornate Universitarie” hai fatto benissimo a partecipare anche agli esercizi spirituali di sant'Ignazio di Loyola, i quali sono un'occasione d'oro per riflettere sul vero senso della vita, che non consiste nell'ammassare beni materiali e immergersi nei divertimenti sfrenati. Il nostro scopo su questa terra è di conoscere, amare e servire Dio, per poter poi andare in Cielo ad amarlo per sempre. Tutto ciò che non conduce a questo fine, è vanità delle vanità.

Circa l'elezione dello stato di vita, spero tanto che tu sia stata prescelta da Gesù buono per divenire sua casta sposa abbracciando la vita religiosa. Certo, anche nel mondo è possibile praticare le virtù cristiane, ma è molto più difficile, perché si è costretti a vivere in mezzo a tante preoccupazioni materiali, per non parlare delle innumerevoli tentazioni. Invece in un convento fervoroso e osservante è molto più semplice fare vita devota e ascetica.

Carissima in Cristo, continua a combattere la buona battaglia della fede. La nostra permanenza in questa valle di lacrime è breve, infatti passa in fretta la scena di questo mondo. Tra cento anni al massimo, sia io che scrivo, sia tu che leggi, saremo entrati nell'eternità. Ancora un po' di sofferenza  su questa terra e poi potremo finalmente incontrare Dio. Accettiamo per amore di Cristo le sofferenze di questa vita, e così potremo dimostrare al Redentore Divino di amarlo davvero. Offriamo al Signore le nostre pene per la salvezza delle anime! La Madonna a Fatima disse che molte anime vanno all'inferno perché non c'è nessuno che offre preghiere e penitenze per la conversione dei peccatori. Sacrifichiamoci per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria e la maggior gloria della Santissima Trinità!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

lunedì 20 giugno 2016

Desiderare di amare Dio più di tutti i santi

Insegna Sant'Alfonso Maria de Liguori, che è molto importante sollevare i nostri desideri a cose grandi, come il voler amare Dio più di tutti i santi, di patire più di tutti i martiri per suo amore, di soffrire e perdonare tutte le ingiurie, di abbracciare ogni fatica e pena per salvare un'anima, e cose simili. Innanzitutto perché questi desideri, benché siano di cose che non accadranno, nondimeno son di gran merito presso Dio, il quale odia le volontà perverse, ma si compiace di quelle buone. In secondo luogo, perché l'anima per questi desideri di cose grandi e difficili si rende più coraggiosa ad eseguire le cose più facili. Perciò giova molto fare sin dal mattino il proposito di far sempre quanto si può per Dio, di sopportare cristianamente tutte le avversità, di star sempre raccolto ed occupato nel fare atti di amore verso Dio. Così faceva San Francesco, come riferisce San Bonaventura. Dice Santa Teresa d'Avila che il Signore si compiace talmente tanto dei buoni desideri, che li considera come se fossero stati realizzati. Oh quanto è meglio aver a che fare con Dio che col mondo! Per conseguire i beni del mondo, le ricchezze, gli onori, gli applausi degli uomini, non basta il desiderarli, anzi il desiderio accresce la pena, quando non si ottengono; ma con Dio basta desiderare la sua grazia e il suo amore, per ottenerli già. L'amicizia di Dio la ottiene chi la vuole con vero e risoluto desiderio di ottenerla. Dico con vero e risoluto desiderio; poiché poco servono quei desideri inefficaci coi quali si pascono alcune anime pigre, le quali sempre desiderano, e intanto non danno mai un passo avanti nella via di Dio.

domenica 19 giugno 2016

Felice di vivere nella purezza

Tempo fa ho ricevuto una bella testimonianza di vita cristiana da parte di una ragazza che voleva vivere in castità nonostante il fidanzato aveva idee diverse dalle sue...

Caro curatore di questo meraviglioso blog vocazionale, sono una studentessa di ventuno anni, lettrice assidua del tuo blog e di letture sacre (amo leggere). E' da tempo che volevo scriverti, per raccontarti la mia storia. Sono una cattolica-cristiana (vado a Messa la Domenica), e sin da quando andavo alle medie sono catechista, Dio mi ha dato questo grande dono di insegnare la sua Parola e trasmetterla agli altri. Sin da quando ero ragazzina amo Dio, e quando avevo 17 anni decisi di dire a mia madre che dopo la scuola superiore sarei voluta partire per andare in un monastero di clausura, per lodare Dio e dedicargli tutta la vita. Mia madre fece di tutto per distogliermi dalla mia vocazione, non perdeva mai un'occasione per ripetermi che prima o poi l'avrei abbandonata. Riuscì a distogliermi e […] l'anno dopo conobbi il mio attuale ragazzo. All'inizio mi sembrò un giovane credente, di buona fede, ma ora dopo tre anni che siamo fidanzati mi ripete sempre che il fidanzamento come lo intendo io (cioè casto fino al matrimonio) è solo un'idea arcaica [...]. Da parte mia ho detto che mi era sembrato di essere stata chiara sin dall'inizio e ho detto che se a lui non va bene il fidanzamento così, può anche lasciarmi, ma lui ha detto che sarebbe stupido lasciarmi solo per questo. Credevo di aver trovato una persona adatta alla mia personalità, (sono molto semplice, non vado mai dal parrucchiere, vesto sempre con dei vestiti che coprono tutto il mio corpo, non sono mai stata in discoteca la sera e per studiare all'università vivo in un istituto di suore), ma non è così, a lui piaccio solo perché sono seria, ma poi mi dice che mi trascuro, che sbaglio a dedicare tanto tempo allo studio e sbaglio ad essere con dei princìpi che mai nessuno mi toglierà, ne tanto meno lui. Vorrei qualche consiglio sul comportamento che devo assumere, aiutami, perché non riesco a parlare con nessuno di questa delicata questione, mi vergogno di tutto questo e il mio cuore è triste...

In più vorrei qualche consiglio spirituale, sono un'umile serva di Dio e lo amerò sempre! Grazie davvero per tutto ciò fai per ogni anima che ti chiede conforto. Pregherò per te.

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                  ti ringrazio per avermi scritto, la tua testimonianza di vita cristiana mi è piaciuta molto.

Il tuo modo di concepire il fidanzamento, cioè di viverlo in castità fino al matrimonio, non è arcaico, ma è il modo di viverlo ordinatoci per nostro bene dal Signore. Il Catechismo della Chiesa Cattolica promulgato da Papa Giovanni Paolo II ribadisce ai cristiani di oggi ciò che la Chiesa ha sempre insegnato al riguardo, e cioè che tutte le persone che non sono sposate devono vivere in castità anche se sono fidanzate. Purtroppo, persino tanti fedeli praticanti rifiutano di obbedire a questa Legge che Dio ha scritto nei nostri cuori (non fornicare), e si ribellano agli insegnamenti della Chiesa sul sesto comandamento. Tu continua a obbedire all'eterna Legge di Dio e non te ne pentirai giammai. I mondani ti derideranno e ti insulteranno, ma Gesù Cristo ci ha detto: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.” (Matteo 5,11-12)

Dunque non sei una persona antiquata, sei solo una seguace del Redentore Divino: continua così! L'unica cosa che conta nella vita è piacere a Dio, tutto il resto è vanità delle vanità. Apprezzo moltissimo anche il modo castigato di vestirti. La Madonna a Fatima disse che un giorno sarebbero venute delle mode che avrebbero offeso molto Nostro Signore, e infatti quelle mode oscene sono giunte davvero: minigonne, scollature profonde e gli altri abiti spudorati costituiscono un grave scandalo per l'anima del prossimo, poiché lo inducono a commettere dei peccati. Per questo motivo una donna davvero cristiana deve indossare solo abiti che non offendono il pudore. Continua ad essere semplice, a non frequentare luoghi malsani come le discoteche, e a vivere coerentemente la vita cristiana.

Quando avevi 17 anni era meglio se non avessi confidato a tua madre il desiderio di donarti a Dio in un monastero di clausura. Ma ormai quel che è fatto è fatto, adesso bisogna guardare al futuro. Ormai sei maggiorenne e tra qualche anno finirai gli studi universitari, ritengo sia importantissimo utilizzare questo periodo per riflettere attentamente sullo stato di vita che il Signore ha scelto per te. Io non so se ciò che sentivi nel tuo cuore a 17 anni era una vera vocazione o un semplice pio desiderio, però ti raccomando di metterti in ascolto della volontà di Dio. E se Gesù buono volesse prenderti tutta per Sé? Lo spero tanto! Un conto è essere sposa del Re del Cielo, altro conto è essere moglie di un uomo della terra: non c'è paragone! Io ti chiedo solo di pregare il Signore di farti capire la sua volontà. Tra coloro che mi hanno scritto ci sono anche varie persone (in prevalenza donne) che rimpiangono di essersi sposate e di non aver approfondito in gioventù la possibilità di abbracciare la vita religiosa. Tu sei ancora in tempo per riflettere attentamente ed eleggere lo stato di vita al quale ti chiama il Signore. Durante le prossime vacanze sarebbe ottima cosa poter trascorrere alcuni giorni in qualche convento fervoroso e osservante. Immersa nella preghiera e nella meditazione sarà più facile poter ascoltare ciò che Iddio vuole da te.

Ti consiglio di fare l'orazione mentale, la quale consiste nel dedicare alcuni minuti della giornata nel pensare alla maestà della Santissima Trinità, alla dolorosa Passione del Redentore, all'amore di Dio per noi, ai novissimi o ad altri misteri di fede, e inframmezzare questa meditazione con devote frasi piene d'amore rivolte a Gesù buono e anche alla nostra Mamma del Cielo. Per allenare l'anima al sacrificio e al combattimento spirituale, è buona cosa fare ogni giorno qualche mortificazione, ad esempio rinunciare a mangiare una caramella, ad usare l'ascensore e l'automobile, ad ascoltare una canzone, a leggere subito una lettera che si è appena ricevuta, a guardare un film lecito, a discolparti quando ricevi un rimprovero, ecc. Per quanto riguarda la tristezza che senti nel cuore, puoi trovare facilmente conforto buttandoti tra le braccia di Gesù buono. Solo Dio può consolarci nei momenti di dolore.

Carissima sorella in Cristo, spero tanto di esserti stato di qualche utilità. Per me è una grande gioia poter essere di aiuto alle persone che vogliono amare Dio, pertanto non esitare a scrivermi ogni volta che ne sentirai il bisogno.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,

Cordialiter

sabato 18 giugno 2016

Un uomo, un Papa, un Condottiero!

Grande deve essere la nostra gratitudine nei confronti del Redentore Divino per aver donato alla Chiesa un grande Pontefice, Pio XII, il Pastor Angelicus, il Defensor Civitatis, l'intrepido Condottiero che tanto bene ha procurato alle anime durante il suo pontificato e che continua ancora oggi a procurare grazie al suo aureo e intramontabile Magistero, il quale non solo conferma nella fede cattolica (e di questi tempi ce n'è un gran bisogno, vista la grande confusione dottrinale che dilaga nel mondo), ma con il suo entusiasmante modo di esprimersi infonde tanto coraggio a proseguire con eroico ardore la battaglia spirituale contro i nemici del Corpo Mistico di Cristo.

Pio XII era un uomo dalla fede virile, un vero soldato di Gesù Cristo, anzi uno dei più grandi Condottieri della Chiesa Militante. La sua granitica fede e la sua incrollabile certezza nella vittoria del Redentore Divino, ci siano di sprone e d'esempio. A tal proposito riporto alcuni brani del discorso che Papa Pacelli pronunciò domenica 12 ottobre del 1952 in Piazza San Pietro dinanzi a 150.000 uomini di Azione Cattolica (all'epoca guidata dall'eroico Luigi Gedda).

[...] Noi ben sappiamo quali minacciose nubi si addensano sul mondo, e solo il Signore Gesù conosce la Nostra continua trepidazione per la sorte di una umanità, di cui Egli, Supremo Pastore invisibile, volle che Noi fossimo visibile padre e maestro. Essa intanto procede per un cammino che ogni giorno si manifesta più arduo, mentre sembrerebbe che i mezzi portentosi della scienza dovessero, non diciamo « cospargerlo di fiori », ma almeno diminuire, se non addirittura estirpare, la congerie di triboli e di spine che lo ingombrano. [...] 

Diletti figli! [...] In quell'ormai lontano settembre del 1947 Noi benedicemmo il vostro Labaro e vi appuntammo una medaglia d'oro. Vogliamo dirvi qui, al cospetto di Roma e dell'Italia, che voi avete ben corrisposto alla Nostra aspettazione in questi anni di lotte acute per la civiltà cristiana e italiana. Quella medaglia sta bene là, sul vostro vessillo, perchè voi siete stati fra i principali artefici della resistenza, che l'Italia, per sè e per il mondo, ha opposta alle forze del materialismo e della tirannia.

[...] Oggi non solo l'Urbe e l'Italia, ma il mondo intero è minacciato. Oh, non chiedeteCi qual è il « nemico », nè quali vesti indossi. Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale dell'unità nell'organismo misterioso di Cristo. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l'autorità; talvolta l'autorità senza la libertà. È un « nemico » divenuto sempre più concreto, con una spregiudicatezza che lascia ancora attoniti: Cristo sì, Chiesa no. Poi: Dio sì, Cristo no. Finalmente il grido empio : Dio è morto; anzi : Dio non è mai stato. Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che Noi non esitiamo ad additare come principali responsabili della minaccia che incombe sulla umanità: un'economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio. Il « nemico » si è adoperato e si adopera perchè Cristo sia un estraneo nelle Università, nella scuola, nella famiglia, nell'amministrazione della giustizia, nell'attività legislativa, nel consesso delle nazioni, là ove si determina la pace o la guerra. Esso sta corrompendo il mondo con una stampa e con spettacoli, che uccidono il pudore nei giovani e nelle fanciulle e distruggono l'amore fra gli sposi; inculca un nazionalismo che conduce alla guerra.

Voi vedete, diletti figli, che non è Attila a premere alle porte di Roma; voi comprendete che sarebbe vano, oggi, chiedere al Papa di muoversi e andargli incontro per fermarlo e impedirgli di seminare la rovina e la morte. Il Papa deve, al suo posto, incessantemente vigilare e pregare e prodigarsi, affinché il lupo non finisca col penetrare nell'ovile per rapire e disperdere il gregge [...]. Ma questo oggi non basta: tutti i fedeli di buona volontà debbono scuotersi e sentire la loro parte di responsabilità nell'esito di questa impresa di salvezza.

Diletti figli, Uomini di Azione Cattolica! L'umanità odierna disorientata, smarrita, sfiduciata, ha bisogno di luce, di orientamento, di fiducia. [...] Allora, mentre gli empi continuano a diffondere i germi dell'odio, mentre gridano ancora : « Non vogliamo che Gesù regni sopra di noi »: « nolumus hunc regnare super nos » (Luc. 19, 15), un altro canto si leverà, canto di amore e di liberazione, spirante fermezza e coraggio. Esso si leverà nei campi e nelle officine, nelle case e nelle strade, nei parlamenti e nei tribunali, nelle famiglie e nella scuola.

Diletti figli, Uomini di Azione Cattolica! Fra qualche istante Noi impartiremo con tutta l'effusione del Nostro cuore paterno l'Apostolica Benedizione a voi, ai vostri cari, alle vostre opere, alle vostre Associazioni. Poi riprenderete il vostro cammino, tornerete alle vostre dimore, ritroverete il vostro lavoro. Portate dappertutto la vostra azione illuminatrice e vivificatrice. E sia il vostro canto un canto di certezza e di vittoria. Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!

Lasciare tutto per seguire Gesù

Ripubblico volentieri la testimonianza che mi scrisse una ragazza al ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid nel 2011.


Caro Cordialiter,
da poco sono tornata dal pellegrinaggio in Spagna. Ringrazio Dio per aver potuto partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid.

Durante la Veglia a Cuatro Vientos risuonava un unico coro di più di un milione e mezzo di giovani che gridava “Questa è la gioventù del Papa!”. Come sai quella sera, appena il Santo Padre ha iniziato il suo discorso, è iniziato a piovere, ma più pioveva e più gridavamo e ci rallegravamo. È stata una grande benedizione dal Cielo!

Ciò che più mi ha colpito invece, è stato il silenzio che improvvisamente si è fatto quando il Santo Padre ha esposto il Santissimo Sacramento. Che gioia vedere tanti giovani adorare silenziosamente Gesù Eucaristico, tra l’altro erano state allestite varie tende – cappella con la possibilità di continuare l’Adorazione durante la notte. In quel momento ho pregato tanto per te, per le lettrici del blog e per tutti i giovani che stanno pensando alla vita religiosa, sono sicura che dopo la GMG tanti ragazzi e ragazze lasceranno il mondo per consacrarsi al Signore.

Ti ringrazio per il bene che attraverso il blog stai facendo a tante anime e ti incoraggio a continuare accompagnandoti con le nostre preghiere. Ti chiedo di pubblicare questa piccola mail, e a tutte le ragazze che si sentono chiamate alla vita religiosa ricordo le parole del Santo Padre durante la Veglia di preghiera del 20 agosto 2011:

“…Non abbiate paura del mondo, né del futuro, né della vostra debolezza… Vale la pena accogliere nel nostro intimo la chiamata di Cristo e seguire con coraggio e generosità il cammino che ci propone!... Che bello è sapere che Gesù ti cerca, fissa il suo sguardo su di te, e con la sua voce inconfondibile dice anche a te: «Seguimi!» (cfr Mc 2,14).” [LEV]

Coraggio! Solo per Cristo vale la pena lasciare tutto!

In Gesù e Maria,
(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                           ti ringrazio per la bella testimonianza che mi hai inviato. Anche io spero ardentemente che molte persone che hanno partecipato alla GMG decidano di abbandonare il mondo traditore e di donarsi a Dio in qualche ordine religioso fervoroso e zelante del bene delle anime, come l'istituto delle “Serve del Signore e della Vergine di Matarà”, dette anche “Servidoras”. Alle ragazze che in seguito alla Giornata Mondiale della Gioventù si sentono attrarre da Gesù in un ordine di vita attiva e missionaria, consiglio di fare un'esperienza vocazionale presso le Servidoras (ai maschi consiglio l'Istituto del Verbo Incarnato). Possono contattare queste zelanti suore (tra l'altro in maggioranza giovani), scrivendo all'indirizzo: vocazione@servidoras.org

Rilancio volentieri la tua esortazione finale: “Coraggio! Solo per Cristo vale la pena lasciare tutto!”

In Cristo Redentore e in Maria Corredentrice,

Cordialiter

venerdì 17 giugno 2016

Ragazza ribelle


Una studentessa universitaria di Napoli era vissuta serenamente fino all'età di 21 anni, ma quando si fidanzò con un giovanotto, iniziarono i suoi guai con i parenti coi quali litigava spesso. Da angelo della casa si era trasformata in una vipera pronta a mordere chiunque. Si sentiva infelice, piangeva, considerava tutti come nemici, soprattutto Dio, che invece è bene infinito. E così eliminò il Signore dalla sua vita, ma Lui invece non si dimenticò di lei, e le tese una trappola per catturarla. La madre della ragazza decise di andare in pellegrinaggio in Terra Santa e riuscì a convincere la figlia ad accompagnarla. Nel gruppo dei pellegrini vi erano anche alcuni frati e suore di stretta osservanza. All'inizio la "ragazza ribelle" tenne un atteggiamento ostile nei confronti dei religiosi e quando doveva comunicare con loro usava parole acide, ma quando vide il comportamento edificante che avevano e il modo devoto e fervoroso di pregare, cambiò idea su di loro, meditò sulla Passione di Cristo e si pentì del male fatto in tutta la vita, ottenendo l'assoluzione sacramentale nella Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Una suora gli indicò anche un sacerdote con cui parlare, il quale da allora è divenuto il suo padre spirituale. Tuttavia la studentessa non era del tutto "domata", e viveva la sua vita cristiana con compromessi, mezze misure e contraddizioni.

La svolta venne durante un pellegrinaggio a Fatima, dove decise di avere un comportamento più coerente. Tornata in Italia, chiese al padre spirituale di dirigere sia la sua anima che quella del fidanzato in vista del matrimonio. Intanto cominciò a recitare il Rosario ogni giorno, cambiò il modo di vestire, smise di truccarsi e non frequentò più le discoteche. Questo cambiamento le causò molti problemi con i suoi familiari, pertanto decise di trasferirsi nel convento delle suore che aveva conosciuto in Terra Santa, per poter continuare più tranquillamente i suoi studi universitari.

La ragazza non aveva nessuna intenzione di farsi suora, ma il padre spirituale le prospettò la possibilità della vocazione religiosa. Vivendo in convento con le suore, iniziò a partecipare alla vita comunitaria e alle preghiere in comune, e invece di studiare, leggeva le biografie dei santi. Cominciò a sentire per la prima volta in vita sua la chiamata alla vita religiosa, ma cercò di soffocare dentro di sé questa ispirazione, sforzandosi a far tacere la voce del cuore. Ne parlò col direttore, il quale le confermò ciò che temeva: si trattava proprio di vocazione. Così lasciò il convento e tornò a casa sua, non voleva sentir parlare di vocazione, e si dedicò ad ultimare i preparativi per il matrimonio, onde evitare che Dio intralciasse i suoi progetti. Tuttavia i preparativi per le nozze, invece di farle provare gioia, le provocavano angoscia. Tutti se ne accorsero di questo disagio, ma lei non voleva ammettere che le mancava la vita di preghiera con le suore e il rapporto intimo con Gesù, cose che ormai le erano diventate indispensabili come l'aria. Nel frattempo la sua cameretta era diventata simile a una cella monastica.

Il giorno del suo compleanno si sentì al telefono con le suore, le quali la invitarono a trascorrere qualche giorno in convento. Ella accettò con gioia, poiché il suo cuore ormai era attratto dalla vita religiosa. Sarebbe dovuta restare lì solo un paio di giorni, invece vi rimase per sempre. Gesù buono la chiamava e lei era stanca di lottare, resistergli e fuggire. Così si arrese all'amore del Redentore Divino, e comunicò telefonicamente ai genitori e al fidanzato la sua decisione di abbracciare la vita consacrata. Insieme a Gesù e Maria, il suo cuore si sentiva finalmente felice.

giovedì 16 giugno 2016

Vocazione religiosa

Da quando nell'estate del 2010 ho aperto il blog sulla vocazione religiosa, ho ricevuto numerose lettere da parte dei lettori. Alcuni hanno abbandonato il mondo e sono entrati in ordini religiosi fervorosi e osservanti, ma ce ne sono tanti altri che stanno ancora decidendo cosa fare. Vi confesso che sono un po' preoccupato, perché il nemico del genere umano fa di tutto pur di distogliere le anime dall'abbracciare la vita religiosa. Lui sa benissimo che coloro che entrano in un convento fervoroso e osservante, non solo si salveranno l'anima quasi certamente, ma si impegneranno anche a salvare tante altre anime con la preghiera e con altre forme di apostolato. Quindi il demonio tenta di seminare dubbi e incertezze con la speranza di far perdere la vocazione a coloro che sono stati chiamati dal Signore.

Quando una persona comprende di avere la vocazione, deve darsi da fare per cercare di adempierla al più presto, così come insegnano San Tommaso d'Aquino e Sant'Alfonso Maria de Liguori. Purtroppo, molte persone tentennano un po' troppo, cioè non si decidono a dare l'addio al mondo e ad entrare in convento. A dir la verità, i maschi mi sembrano più decisi, mentre tra le donne è più facile trovare coloro che trovano mille motivi per ritardare il momento di prendere una decisione. Chi non vuole lasciare gli amici, chi non vuole lasciare il lavoro, chi non vuole lasciare il fidanzato, chi non vuole lasciare le comodità di casa... sembra quasi che ogni scusa sia buona pur di prendere tempo. Viene voglia di piangere: mentre Gesù buono con tanto amore li ha prediletti e chiamati ad una vita più evangelica e di maggiore perfezione, costoro preferiscono restarsene nel mondo in mezzo a tante distrazioni, tentazioni e dissipazioni. Che ingratitudine!

Il Redentore Divino ha dimostrato il suo amore per il genere umano patendo una morte atroce inchiodato in croce per espiare i nostri peccati. Almeno per gratitudine bisognerebbe rispondere senza indugi alla vocazione religiosa. L'amore con amor si paga.

mercoledì 15 giugno 2016

Il sacerdote deve zelare il bene delle anime, senza pensare ad arricchirsi

[Riporto un interessante brano tratto dall'Enciclica “Ad catholici sacerdotii” di Papa Pio XI]

Guai se il sacerdote, dimentico di sì divine promesse, cominciasse a mostrarsi "avido di turpe lucro" e si confondesse con la turba dei mondani, su cui geme la Chiesa insieme con l'Apostolo: "Tutti pensano alle cose loro, non a quelle di Gesù Cristo". In tal caso, oltre il mancare alla sua vocazione, raccoglierebbe il disprezzo del suo stesso popolo, il quale riscontrerebbe in lui una deplorevole contraddizione tra la sua condotta e la dottrina evangelica così chiaramente espressa da Gesù e che il sacerdote deve annunziare: "Non cercate di accumulare tesori sopra la terra, dove la ruggine e il tarlo li consumano e dove i ladri li dissotterrano e li rubano; procurate invece di accumulare tesori nel cielo". Se si pensa che uno degli Apostoli di Cristo, uno dei Dodici, come mestamente notano gli Evangelisti, Giuda, fu condotto all'abisso dell'iniquità appunto dallo spirito di cupidigia delle cose terrene, ben si comprende come questo medesimo spirito abbia potuto arrecare tanti danni alla Chiesa attraverso i secoli: la cupidigia, che dallo Spirito Santo è detta "radice di tutti i mali", può trascinare a qualunque delitto; e quando anche non arrivi a tanto, di fatto un sacerdote infetto da tale vizio, consciamente o inconsciamente fa causa comune coi nemici di Dio e della Chiesa e coopera ai loro iniqui disegni.

E invece il sincero disinteresse concilia al sacerdote gli animi di tutti, tanto più che con questo distacco dai beni terreni, quando viene dall'intima forza della fede, va sempre congiunta quella tenera compassione verso ogni sorta d'infelici, che trasforma il sacerdote in un vero padre dei poveri, nei quali egli, memore di quelle commoventi parole del suo Signore: "Ogni volta che avete fatto qualche cosa per uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatta a me", con affetto singolare vede, venera e ama Gesù Cristo stesso.

martedì 14 giugno 2016

Attratta dalla clausura

Tempo fa una giovane lettrice del blog mi ha confidato di sentirsi attrarre dalla vita monastica...

Carissimo fratello,
                                ho continuato a seguire il tuo blog che mi ha arricchito e cambiato giorno per giorno. Cambiata perché ora la clausura non mi fa più paura, anzi mi attrae sempre più. Ricordi, io sono quella che si sentiva attratta dalla vita apostolica nel mondo, ma era solo un modo per nascondere la mia vera chiamata, il luogo a cui sono destinata e da cui sono scappata fino ad ora. Forse volevo solo forzare un'altra vocazione che non mi appartiene anche se mi sarebbe piaciuta. :) Ma se Dio, il mio futuro Sposo, mi vuole in un monastero di clausura, obbedirò senza esitazione. :) Eh sì mio caro fratello, mi sto arrendendo al suo Amore ammettendo la mia fragilità.

Grazie perché Dio ha usato anche te per mostrarmi il suo volere. A presto.

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                      è davvero consolante sapere che esistono ancora giovani ragazze così innamorate del Redentore Divino, da sospirare il giorno in cui potranno unirsi a Lui in un monastero. Purtroppo, tante tue coetanee pensano invece a fare carriera, ad avere successo nel luccicante mondo dello spettacolo, ad accumulare beni materiali, a divertirsi in maniera sfrenata in discoteca, ecc.

Noi siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio, in attesa di unirci a Lui in Cielo. Le gioie mondane sono solo vanità delle vanità. Sono contento che il tuo direttore spirituale ha visto in te la chiamata alla vita religiosa, dunque non si tratta di una tua immaginazione. Adesso però devi amare Gesù buono con un amore speciale, devi essergli grata per averti prescelta tra tante altre ragazze migliori di te. Troppo grande sarebbe la tua ingratitudine se non lo amassi con tutto il tuo cuore. E chi altro potresti amare all'infuori di Lui? Non conosco nessun altro uomo che si lascerebbe flagellare, coronare di spine e inchiodare alla croce per dimostrarti il suo amore.

Per vivere "incarcerata" in un monastero di clausura è necessario essere follemente innamorata di Gesù buono, ma se Lui ti sta chiamando alla vita contemplativa ti darà anche gli aiuti spirituali per poterla abbracciare. Fortunatamente nella tua zona ci sono alcuni monasteri di clausura fervorosi, spero che tu possa fare presto un'esperienza vocazionale. Essendo ancora una secolare potrebbero non farti soggiornare all'interno della clausura, tuttavia anche nella foresteria ti sarà possibile assaporare il raccoglimento e la vita devota. Inoltre potrai avere dei lunghi dialoghi spirituali nel parlatorio, anche se sarai divisa dalle suore da una grata. A mio avviso le suore di clausura sono le donne più felici della terra, poi mi dirai se avrai avuto la stessa impressione.

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

lunedì 13 giugno 2016

Dal seminario al convento

Tempo fa un ragazzo mi ha scritto per dirmi di voler uscire dal seminario "poco ascetico" che stava frequentando. Aveva in mente di entrare in un buon ordine religioso...

Gentile Cordialiter,
                                sono un tuo lettore da anni, ma questa è la prima volta che ti scrivo. Mi chiamo [...], ho 27 anni e sono un seminarista [...]. Pur essendo al secondo anno di filosofia, e quindi avere già ben definito un certo percorso, in realtà non mi sento felice dove mi trovo. Inoltre, come potrai immaginare, diversi punti mi lasciano perplesso: sia in termini di formazione spirituale che scolastica, trovo che non siano assolutamente adeguati ad educare al meglio dei futuri preti. Per non parlare poi di pettegolezzi e cattiverie che di certo non aiutano a conservare la serenità interiore. Conoscendo anche certi modi di ragionare che possono condizionarmi negativamente, sono giunto alla conclusione che probabilmente è meglio cambiare aria, anche se in tanti mi vogliono convincere del contrario. [...] Volevo un tuo parere in merito, oltre ad un consiglio per non rischiare di perdere la vocazione. Grazie.

In Corde Matris,
(Lettera firmata)

Carissimo in Cristo,
                                 ti confesso che ho ricevuto varie e-mail da parte di seminaristi delusi dal clima "poco ascetico" che si respira in certi seminari. Ci sono dei problemi anche da un punto di vista dottrinale, infatti certi teologi affermano delle vere e proprie eresie, ad esempio negano la Risurrezione di Cristo, la Presenza Reale di Gesù nell'Eucaristia, l'essenza sacrificale della Messa, la perpetua verginità della Madonna, il peccato originale, l'esistenza del purgatorio, l'esistenza del diavolo, l'eternità dell'inferno, l'inerranza della Sacra Scrittura, l'infallibilità del Papa quando definisce un dogma, l'invalidità delle ordinazioni sacerdotali delle donne, l'immoralità della fornicazione, ecc.

Che fare? Se in seminario c'è qualche pericolo per l'anima (ad esempio l'insegnamento basato sugli scritti dei teologi modernisti), si è più che giustificati ad andarsene via per trovare un posto migliore, anche contro il parere del direttore spirituale (i manuali di ascetica insegnano che quando una guida spirituale dà dei consigli cattivi, bisogna lasciarlo). Infatti in un seminario del genere c'è il rischio di diventare come i modernisti.

Sono contento che vuoi passare in un ordine religioso fervoroso e osservante (come consigliava S. Alfonso Maria de Liguori). Lì potrai facilmente vivere il cristianesimo in maniera profonda e devota, oltre a ricevere una buona preparazione dottrinale. Inoltre potrai anche trovare un nuovo direttore spirituale, qualora tu ritenga necessario sostituire quello attuale.

Fai attenzione a non farti “nemici” tra gli attuali superiori del seminario. Se decidi di andartene, non dire che te ne vai per il pessimo clima del seminario, devi dire soltanto che ti senti attratto dalla vita religiosa, altrimenti potresti avere dei “problemi”, come è capitato ad altri ragazzi.

Coraggio, anche altri ex seminaristi hanno fatto ciò che hai in mente di fare tu, e adesso sono felici!

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

domenica 12 giugno 2016

Il sacerdote non può salvare le anime senza mirare alla santità

Di Padre Adophe Tanquerey (1854 - 1932).



A) Santificare e salvare le anime, tal è il dovere del proprio stato per un sacerdote. Quando Gesù sceglie gli apostoli, li sceglie per farne pescatori d'uomini "faciam vos fieri piscatores hominum"; perchè producano in sè e negli altri copiosi frutti di salute: "Non vos me elegistis, sed ego elegi vos ut eatis et fructum afferatis et fructus vester maneat". A questo fine devono predicare il Vangelo, amministrare i sacramenti, dar buon esempio e pregar con fervore.

Ora è di fede che ciò che converte e santifica le anime è la grazia di Dio; noi non siamo che strumenti di cui Dio si degna servirsi ma che non producono frutto se non in proporzione della loro unione colla causa principale, instrumentum Deo conjunctum. Tal è la dottrina di S. Paolo: "Io piantai, Apollo irrigò, ma Dio fece crescere. Quindi nè chi pianta è qualchecosa, nè chi irriga, ma chi fa crescere, Dio: Ego plantavi, Apollo rigavit, sed Deus incrementum dedit; itaque neque qui plantat est aliquid neque qui rigat; sed qui incrementum dat, Deus". D'altra parte è certo che questa grazia s'ottiene principalmente con due mezzi, con la preghiera e col merito. Nell'uno e nell'altro caso noi otteniamo tanto maggiori grazie quanto più siamo santi, più ferventi, più uniti a Nostro Signore [...]. Se dunque il dovere del nostro stato è di santificar le anime, vuol dire che dobbiamo prima santificar noi stessi: "Pro eis ego sanctifico meipsum ut sint et ipsi sanctificati in veritate".

B) Arriviamo del resto alla stessa conclusione, facendo passare i principali mezzi di zelo, cioè la parola, l'azione, l'esempio e la preghiera.

a) La parola non produce salutari effetti se non quando parliamo in nome e nella virtù di Dio, "tamquam Deo exhortante per nos". Così fa il sacerdote fervoroso: prima di parlare, prega affinchè la grazia avvivi la sua parola; parlando, non mira a piacere ma a istruire, a far del bene, a convincere, a persuadere; e perchè il suo cuore è intimamente unito a quello di Gesù, fa vibrar nella voce un'emozione, una forza di persuasione, che scuote gli uditori; e perchè, dimenticando sè stesso, attira lo Spirito Santo, le anime restano tocche dalla grazia e convertite o santificate. Un sacerdote mediocre invece non prega che a fior di labbra, e perchè cerca sè stesso, per quanto si venga sbracciando, non è spesso che un bronzo sonoro o un cembalo fragoroso, "æs sonans aut cymbalum tinniens".

b) Il buon esempio non può essere dato che da un sacerdote sollecito del suo progresso spirituale. Allora può con tutta fiducia invitare, come S. Paolo, i fedeli a imitar lui come egli si studia d'imitar Cristo: "Imitatores mei estote sicut et ego Christi". Vedendone la pietà, la bontà, la povertà, la mortificazione, i fedeli dicono: è un sacerdote convinto, un Santo; lo rispettano e si sentono tratti ad imitarlo: verba movent, exempla trahunt. Un sacerdote mediocre potrà essere stimato come un brav'uomo; ma si dirà: fa il suo mestiere come noi facciamo il nostro; e il ministero ne sarà poco o punto fruttuoso.

c) Quanto alla preghiera, che è e sarà sempre il più efficace mezzo dello zelo, qual differenza tra il sacerdote santo e il sacerdote ordinario? Il primo prega abitualmente, costantemente, perchè le sue azioni, fatte per Dio, sono in sostanza una preghiera; non fa nulla, nè dà consiglio, senza riconoscere la propria incapacità e pregar Dio di supplirvi con la sua grazia. Dio copiosamente gliela concede "humilibus autem dat gratiam", e il suo ministero è fruttuoso. Il sacerdote ordinario prega poco e prega male; quindi anche il ministero ne è sterile.

Chi dunque vuol efficacemente lavorare alla salute delle anime, deve sforzarsi di quotidianamente progredire: la santità è l'anima dell'apostolato.




[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]

Farsi frate

Ripubblico la lettera di un gentile lettore del blog che sentiva il desiderio di "diventare frate".

Carissimo blogger,
                                  mi chiamo [...], ho scoperto con molto piacere il tuo blog e quasi ogni giorno leggo le lettere che pubblichi, sei molto incoraggiante. Ti scrivo per esporti alcuni miei bisogni spirituali, in pratica da molti mesi ormai la mia meditazione quotidiana si protrae sullo stesso punto: la scelta dello stato di vita.

Sono molto combattuto, forse a causa della mia età (30 anni), mi chiedo se veramente il Signore mi sta chiamando oppure è il nemico che mi sta tentando. Certo, pensare di dedicare la propria vita a totale servizio di Cristo mi infiamma tantissimo il cuore, ma nel contempo non ti nascondo di sentire forti i legami che mi tengono attaccato al mondo. Questo mi impaurisce molto… e penso di non essere all’altezza, di non essere capace di lasciare tutto…

Ogni giorno recitando il Rosario chiedo alla Vergine S.S. di aiutarmi nella scelta, ma ancora non riesco ad afferrare bene la Volontà di Dio. Ho fatto due esperienze vocazionali presso i [...], lo scorso anno, mi hanno molto aiutato, il loro convento più vicino però dista quasi 300 km dalla zona in cui vivo, mi risulta un po’ scomodo. […] Sono angustiato dalla paura di sbagliare la scelta dello stato, e preoccupato di passare la mia vita in uno stato non perfetto.

Noto nelle tue lettere una forte capacità nel sostenere i giovani in ricerca, per questo ti chiedo di aiutarmi a risolvere questa situazione, e nel contempo approfitto ancora della tua bontà chiedendoti di segnalarmi un buon Sacerdote della mia zona da eleggere a Direttore Spirituale.

Nel chiedere un ricordo nelle tue Preghiere, ti saluto fraternamente in Corde Matris,

(lettera firmata)

Carissimo fratello in Cristo,
                                              fai benissimo a cercare di capire qual è la volontà di Dio su di te. L'elezione dello stato di vita è una scelta di fondamentale importanza. Così come in un orologio ad ingranaggi se si guasta la ruota maestra non può più funzionare correttamente, così colui che sbaglia il proprio stato di vita condurrà un'esistenza squilibrata poiché gli verranno a mancare gli aiuti spirituali che Dio gli aveva preparato nello stato in cui lo chiamava.

A 30 anni sei ancora in tempo per abbracciare lo stato di vita religioso. La vocazione ad uno stato di vita più perfetto non è un evento raro, anzi diceva Don Bosco che un terzo dei giovani porta nel cuore i germi della chiamata divina, la quale più che in un sentimento del cuore o in una sensibile attrattiva, è riscontrabile principalmente nella retta intenzione di chi aspira alla vita religiosa. Chi desidera diventare frate per il nobile motivo di consacrarsi al servizio di Dio e alla salvezza delle anime, vivendo con fervore cristiano la Regola del proprio ordine, costui mostra di avere dei segni tipici di una sincera vocazione.

Sono contento che tu abbia avuto delle esperienze di vita religiosa in uno dei migliori ordini presenti in Italia, non uno di quelli rilassati che vive in maniera radicalmente diversa dal proprio Fondatore. In un buon ordine è facile raggiungere la santità. Ti incoraggio a proseguire con ardore il cammino di discernimento che stai percorrendo. Il mondo con le sue lusinghe tenterà in tutti i modi di farti desistere, ma il cristiano deve avere l'animo di un combattente che una volta iniziata la battaglia continua a lottare fino alla vittoria finale. La vita dell'uomo è un continuo combattimento spirituale contro i nemici dell'anima. In questo momento tu stai combattendo l'importantissima battaglia dell'elezione dello stato di vita, che potrebbe essere una battaglia “determinante” per le sorti della salvezza eterna della tua anima. Coraggio! solo chi rimane fedele a Cristo Re sino all'ultimo respiro, riceverà la palma dell'imperitura vittoria.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Redentore e Maria Mediatrice di tutte le grazie.

Cordialiter