Per chiedere informazioni all'autore del blog, oppure per chiedere indirizzi di buoni conventi e monasteri, scrivere all'indirizzo: cordialiter@gmail.com

venerdì 27 marzo 2015

Chiamati all'intimità con Dio

Pubblico un post scritto dalle Carmelitane di Ostuni (Brindisi).


La vita carmelitana è, per vocazione e per missione, vita di preghiera e di unione con Dio, vita che si lascia possedere da Dio Trinità, non solo come intimità verso la beatitudine eterna ma come realtà che si raggiunge sulla terra. Una carmelitana deve essere una specialista della preghiera, perché la vita di preghiera e di unione con Dio costituisce veramente l'ideale e l'anima del Carmelo.  La presenza di Dio è il punto di partenza e la base dell'ideale carmelitana. Anche se Dio resta nella sua luce inaccessibile, l'anima carmelitana, attraverso una fede viva, cerca di incontrarlo e vederlo in ogni cosa e negli avvenimenti gioiosi e dolorosi della vita. Il Carmelo da sempre ha presentato con forza l'ideale di intimità con Dio; conforme ai primi eremiti del monte Carmelo vive in solitudine per contemplare Dio e le cose di Dio. Tutta la nostra vita carmelitana è: "Vivere nell'Ossequio di Gesù Cristo e servire Lui fedelmente con cuore puro e totale dedizione". Per arrivare all'ideale occorrono dei mezzi, soprattutto di carattere ascetico. Infatti l'ideale ascetico del Carmelo è tener compagnia a Dio conversando amichevolmente con il Signore. Il Carmelo propone dei mezzi che facilitano l'intimità con Dio: la preghiera, la solitudine, il raccoglimento e la mortificazione. Al Carmelo il posto d'onore spetta alla contemplazione, vivendo sempre alla presenza di Dio divisi in diversi momenti di orazione mentale.  Sant'Elia ce lo insegna: "Viva il Signore Dio d'Israele alla cui presenza io sto" ( 1Re 17,1), è un aiuto efficace per vivere tutta la giornata alla Presenza di Dio.  L'orazione al Carmelo un carattere ben definito: Intimità ed affetto. Più concretamente è uno scambio di amore tra l'anima e Dio. Per chi è chiamato al Carmelo deve vivere queste due realtà: il mistero e la presenza di Dio.  Un altro punto importante per il Carmelo è il raccoglimento perché è impossibile la preghiera contemplativa senza il raccoglimento interiore. Il raccoglimento esterno deve corrispondere al raccoglimento interiore, senza questo l'anima si illude di incontrare Dio. La spiritualità carmelitana insegna a cercare Dio nel fondo dell'anima; per cui si ritiene necessario il distacco dalle realtà esteriori, la solitudine e il silenzio.  

L'unione con Dio è un ideale pieno di fascino, ma la via per giungervi è aspra e stretta. Solo quando è libera da ogni affetto di creature, da ogni capriccio o ricerca di gusti personali, l'anima diventa "un 'altare su cui Dio, viene adorato con amore e una lode pura" ( San Giovanni della Croce, Salita 1,5-7). Per chi è chiamato al Carmelo la strada è segnata da queste caratteristiche: silenzio, solitudine, raccoglimento, mortificazione, intimità con Dio; è solo questa dovesse costargli  la vita (P. Anastasio Ballestrero).  La vocazione ci aiuta a sentirci al nostro posto; dove e come il Signore ci vuole. L'insegnamento della spiritualità carmelitana riconosce il primato dell'amore sopra ogni altra cosa, e a questo primato ispira tutte le sue manifestazioni. La vita del Carmelo è amore: amore che contempla, amore che si dona.  Il carmelitano dinanzi all'unione con Dio e alla contemplazione, non può avere mai un atteggiamento né di diffidenza né di indifferenza. Il desiderio dell'unione perfetta è una delle esigenze della vocazione carmelitana. 

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Coloro che desiderano contattare le Carmelitane di Ostuni, possono scrivere al seguente indirizzo:     carmelitaneostuni@alice.it

giovedì 26 marzo 2015

Vocazione nata dalla meditazione della Passione di Gesù

Una ragazza partecipò più per curiosità che per devozione alla Messa “in Coena Domini” del giovedì santo. Nella tarda serata tornò in chiesa per l'adorazione eucaristica. Pensò alle ultime ore di Gesù buono su questa terra, quando Egli, pur essendo Dio, si umiliò nel lavare i piedi ai suoi Apostoli, ed istituì il Sacramento dell'Eucaristia per poter fare comunione con gli esseri umani sino alla fine del mondo. Pensò anche alla sua agonia nell'orto del Getsemani, ma ciò che la colpì maggiormente fu il pensiero che Gesù aveva patito tutte quelle sofferenze per lei, per espiare al suo posto le pene meritate dai suoi peccati. Il giorno seguente meditò sulle atroci sofferenze del Redentore nel giorno della sua morte in croce. Pensare che Gesù buono si sarebbe lasciato giustiziare innocentemente per salvare anche lei sola, la fece piangere di tenera compunzione. Sentiva di essere amata in modo ineffabile da un Dio così buono e misericordioso, e nello stesso tempo sentiva che a causare la dolorosa Passione di Cristo furono anche i suoi peccati. Da quel giorno cominciò a meditare anche sulla vocazione, aveva 17 anni ed era studentessa di ragioneria. Cominciò a seguire la Messa ogni giorno, e fece amicizia con un'altra ragazza che frequentava quotidianamente la chiesa. Diplomatasi in ragioneria, si iscrisse ad economia e commercio, ma un giorno la sua amica la invitò alla professione religiosa di sua sorella, la quale era entrata in convento. Quando vide queste giovani suore, rimase incantata dalla luce quasi magnetica che emanavano i loro volti. Erano persone piene di gioia interiore, e questa gioia traspariva sui loro volti, una gioia che non si trova sulle facce delle persone mondane, anche se immerse nei divertimenti sfrenati del secolo. La gioia delle suore era una gioia vera. Così quella studentessa decise di fare un ritiro di alcuni giorni presso un convento. Fu un'esperienza straordinaria, le sembrava di stare in paradiso. Lì ebbe la conferma che la sua era vera vocazione. Finalmente aveva trovato la risposta a tutti i suoi interrogativi, ma soprattutto aveva trovato la pace interiore. Tornata a casa per sbrigare le ultime faccende, parlò della vocazione alla sua famiglia solo qualche settimana prima della partenza definitiva. Il 2 agosto successivo, nella festa della Madonna degli Angeli, entrò in convento dando l'addio al mondo e a tutte le sue vanità che non possono rendere felice il cuore umano. Nel silenzio della sua povera cella, piena di letizia spirituale, poteva finalmente ringraziare la Madonna Mediatrice di tutte le grazie per averle dispensato la grazia della vocazione religiosa, facendola così diventare sposa di Gesù Cristo.

mercoledì 25 marzo 2015

Soffrire con rassegnazione per amore di Gesù

Mi hanno scritto tante persone che soffrono materialmente o spiritualmente. A tal proposito vorrei farvi leggere uno scritto che ho rielaborato e tradotto in italiano moderno, tratto da “Pratica di amar Gesù Cristo”, di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa.

Questa terra è luogo di meriti e perciò è luogo di patimenti. La nostra vera patria è il paradiso, ove Dio ci ha preparato il riposo in un gaudio eterno. In questo mondo dobbiamo starvi breve tempo, ma in questo poco tempo molti sono i travagli che dobbiamo soffrire. Bisogna patire, e tutti patiscono: sia i buoni, sia i cattivi, tutti devono portare la propria croce. Chi la porta con pazienza si salva, chi la porta con impazienza si perde. Dice Sant'Agostino che con la prova del patire si distingue la paglia dal grano nella Chiesa di Dio: chi nelle tribolazioni si umilia e si rassegna al divino volere è grano per il paradiso; chi si insuperbisce e si adira, e perciò lascia Dio, è paglia per l'inferno. Gesù col suo esempio ci ha insegnato a portare con pazienza le croci che Dio ci manda. Il Profeta chiamò il nostro Redentore: Despectum, novissimum virorum, virum dolorum (Is. LIII, 3): l'uomo disprezzato e trattato come l'ultimo di tutti gli uomini, l'uomo dei dolori. Sì, perché la vita di Gesù Cristo fu tutta piena di travagli e di dolori. Così come Iddio ha trattato il suo Figlio diletto, così tratta anche ognuno che ama e riceve per suo figlio: Quem enim diligit Dominus castigat; flagellat autem omnem filium quem recipit (Hebr. XII, 6). Un giorno Gesù disse a Santa Teresa: “Sappi che le anime più care al Padre mio sono quelle che sono afflitte da patimenti più grandi.” La stessa santa dopo la morte apparve ad un'anima e le rivelò che godeva un gran premio in cielo, non tanto per le sue opere buone, quanto per le pene sofferte volentieri per amor di Dio.

Non vi è cosa che più piaccia a Dio quanto il vedere un'anima che con pazienza e pace sopporta tutte le croci che Lui le manda. Ciò fa l'amore, rende l'amante simile all'amato. Diceva San Francesco di Sales: “Tutte le piaghe del Redentore son tante bocche le quali ci insegnano come bisogna patire per Lui. Questa è la scienza dei santi, soffrire costantemente per Gesù; e così diverremo presto santi.” Chi ama Gesù Cristo desidera vedersi trattato come Gesù Cristo, povero, straziato e disprezzato. Il merito di un'anima che ama il Signore sta nell'amare e patire. Ecco quel che disse il Signore a Santa Teresa: “Pensi tu, figlia mia, che il merito consiste nel gioire? No, consiste nel patire e amare. Mira la mia vita tutta piena di pene. Figlia, sappi che chi è più amato da mio Padre, riceve maggiori travagli da Lui, e a ciò corrisponde l'amore. Mira queste piaghe, perché non giungeranno mai a tanto i tuoi dolori. Il pensare che mio Padre ammette alla sua amicizia gente senza travaglio è uno sproposito.” E aggiunge Santa Teresa per nostra consolazione: “Iddio non manda mai un travaglio che non lo paghi subito con qualche favore.”

Sarebbe un gran guadagno il patire tutte le pene che hanno sofferto i santi martiri, in tutta la nostra vita, per godere un sol momento di paradiso; or quanto più dobbiamo abbracciar le nostre croci, sapendo che il patire della nostra breve vita ci farà acquistare una beatitudine eterna? Momentaneum et leve tribulationis nostrae... aeternum gloriae pondus operatur in nobis (II Cor. IV, 17). Ciò induceva San Francesco a dire: “Tanto è grande il ben che aspetto, che ogni pena mi è diletto.” Ma chi vuol la corona del paradiso bisogna che combatta e soffra. Non si può aver premio senza merito, né merito senza pazienza. E chi combatte con maggior pazienza avrà un premio maggiore.

Ma parlando anche di questa vita, è certo che chi patisce con più pazienza gode più pace. Persuadiamoci che in questa valle di lacrime non può aversi vera pace di cuore se non da chi tollera e abbraccia con amore i patimenti per far piacere a Dio. Non il patire, ma il voler patire per amor di Gesù Cristo è il segno più certo per vedere se un'anima ama il Signore. Ecco quello che Gesù consiglia a chi vuole essere suo seguace, il prendere e portare la sua croce: Tollat crucem suam... et sequatur me (Luc. IX, 23). Ma bisogna prenderla e portarla non con ripugnanza, ma con umiltà, pazienza e amore. Un giorno Santa Gertrude domandò al Signore che cosa poteva offrirgli per fargli maggior piacere, ed Egli le rispose: “Figlia, tu non puoi farmi cosa più grata che sopportare con pazienza tutte le tribolazioni che ti si presentano.”

Un'anima che desidera di essere tutta di Dio deve abbracciare con avidità tutte le mortificazioni volontarie, e con maggior avidità e amore le involontarie, perché queste sono più care a Dio. Preghiamo il Signore che ci faccia degni del suo santo amore; che se perfettamente l'ameremo, ci sembreranno fumo e fango tutti i beni di questa terra, e ci diverranno delizie le ignominie e i patimenti.

martedì 24 marzo 2015

Chi ama Gesù ama la dolcezza

Lo spirito di dolcezza è proprio di Dio. L'anima che ama Dio ama anche tutti coloro che sono amati da Dio, pertanto cerca volentieri di soccorrere, consolare e contentare tutti, per quanto gli è possibile. Dice San Francesco di Sales: “L'umile dolcezza è la virtù delle virtù che Dio tanto ci ha raccomandata; perciò bisogna praticarla sempre e dappertutto.”

Questa dolcezza bisogna praticarla specialmente coi poveri, i quali ordinariamente, poiché son poveri, son trattati aspramente dagli uomini. Bisogna praticarla particolarmente anche con le persone ammalate, le quali si trovano afflitte dall'infermità, e per lo più sono poco assistite dagli altri. In maniera speciale bisogna adoperare la dolcezza nei confronti dei nemici. Vince in bono malum (Rom. XII, 21). Bisogna vincer l'odio con l'amore, e la persecuzione con la dolcezza; così han fatto i santi.

Non vi è cosa che tanto edifichi il prossimo, quanto la caritatevole benignità nel trattare. I santi ordinariamente avevano il sorriso sulle labbra e il loro volto spirava benignità, accompagnata dalle parole e dai gesti.

Il superiore deve usare tutta la benignità possibile con i suoi subordinati. Diceva San Vincenzo de' Paoli che per i superiori non vi è modo migliore per esser ubbiditi che utilizzando la dolcezza. Anche nel riprendere i difetti, il superiore deve utilizzare parole benigne. Un conto è il riprendere con fortezza, altro conto il riprendere con asprezza; bisogna talvolta riprendere con fortezza, quando il difetto è grave, e specialmente quando il colpevole è recidivo, ma bisogna evitare di avere asprezza ed ira, perché chi riprende con ira fa più danno che profitto. Se mai in qualche caso raro bisognasse dire qualche parola aspra per indurre il prossimo a comprendere la gravità del suo difetto, tuttavia bisogna sempre lasciarlo con la “bocca dolce”, con qualche parola benigna. E quando capita che la persona che necessita di esser corretta è adirata, bisogna tralasciare momentaneamente la riprensione ed aspettare che cessi la sua collera, altrimenti la si provocherebbe a sdegnarsi maggiormente.

Oh quanto si ottiene più con la dolcezza che con l'amarezza! L'affabilità, l'amore e l'umiltà catturano i cuori delle persone.

lunedì 23 marzo 2015

Sentirsi come un pesce fuor d'acqua

Una studentessa liceale mi ha scritto per confidarmi che si sente attrarre alla vita religiosa.


Salve Cordialiter,                 
                                  mi chiamo [...] e vivo a […] e frequento il Liceo Scientifico. Ho scoperto il tuo (mi rivolgo con il "tu" perché so che lo preferisci) meraviglioso blog in estate, mentre ero intenta a cercare su internet informazioni riguardanti la vita religiosa.  Cerco di seguirlo quotidianamente. Quel momento a cui dedico la lettura del blog è un arricchimento spirituale che mi fa gioire e rendere conto che Gesù ci ama davvero anche grazie alle diverse testimonianze che riporti. Ho visto che non sono l'unica ragazza che segue il tuo blog e questo mi rallegra perché capisco che ci sono anche altre ragazze che provano lo stesso sentimento nei confronti di Gesù. Ogni volta che nella mia parrocchia vi è l'Adorazione Eucaristica, mi affretto nel sbrigare i miei compiti scolastici, per "scappare" e raggiungere Gesù. Questi momenti di intimità con Lui sono indispensabili per me al fine di alimentare e accrescere il mio amore nei suoi confronti. Da quando ho conosciuto il blog ho seguito anch'io i consigli che "regali" ai lettori, infatti ho iniziato a leggere alcuni scritti di Santi come "Storia di un'anima" di Santa Teresa del Bambin Gesù e il diario di Santa Faustina.

È difficile far capire ai miei compagni di scuola che Gesù ci ama [...]. Quando sto con loro mi sento "un pesce fuor d'acqua", proprio per questo non frequento luoghi mondani, sono davvero pochi o quasi inesistenti nel mio paese miei coetanei che la pensano come me. Ancora non ho parlato ai miei genitori di tutto questo, anche se si sono accorti di qualche cosa, credo che si aspetterebbero una mia richiesta di entrare in qualche istituto religioso.

Grazie per aver ascoltato la mia storia, che Dio benedica te e tutti i lettori del blog e ti incoraggi a continuare nella sua gestione.

A presto,

(lettera firmata)



Cara sorella in Cristo,
                                           stai facendo benissimo a riflettere su qual è la volontà di Dio su di te. Si tratta di una scelta di fondamentale importanza, perché solamente facendo la volontà del Signore si può essere davvero felici. La mia speranza è che tu sia stata prescelta per divenire sposa di Gesù, abbracciando la vita consacrata in un buon istituto religioso. Le donne più felici che ho conosciuto nella mia vita sono le suore appartenenti a istituti religiosi fervorosi e osservanti. Purtroppo, ci sono molti conventi e monasteri che hanno tradito il carisma della propria Fondatrice, e adesso non vivono più in maniera davvero religiosa. Per questo motivo, qualora capirai di avere la vocazione religiosa, dovrai valutare bene l'istituto da scegliere, onde evitare di finire in uno poco fervoroso e poco osservante delle proprie regole. A stabilire se hai davvero la vocazione saranno le suore, valutando principalmente le tue intenzioni. Se una ragazza desidera diventare religiosa per poter vivere più unita a Gesù, vivere in maniera più profonda e radicale il Vangelo, stare alla larga dai pericoli spirituali che dilagano nel mondo, salvarti più facilmente l'anima, fare del bene al prossimo, ecc., dimostra di avere dei tipici segni si una sincera vocazione religiosa. 

Per una persona che vuole vivere in maniera coerente il Vangelo è noromale sentirsi un "pesce fuor d'acqua" in questa società materialista e paganizzata. Se un cristiano dice di trovarsi a suo agio in questa società significa che ha fatto dei compromessi col mondo. Tutti i santi si opponevano coraggiosamente alla mentalità del mondo, la quale è opposta a quella del Vangelo. Ecco perché si sentivano a disagio in mezzo alle persone mondane che vivono come se Dio non ci fosse. 

Ti incoraggio a continuare a riflettere sullo stato di vita da eleggere. Spero con tutto il cuore che Gesù buono voglia prenderti tutta per Sé, "catturandoti" in un convento o monastero fervoroso e osservante.  

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,


Cordialiter

domenica 22 marzo 2015

Incompresa dai parenti

Tempo fa una lettrice mi confidò che molti amici e parenti non avevano accolto bene la sua decisione di abbracciare la vita religiosa.


Ciao D.,
              ebbene Sì!!! E' scoccato l'innamoramento! :o)  La Madre Priora del monastero ha confermato i miei "sospetti" (scusa se uso questo termine, ma come ben sai ero un po' refrattaria all'idea di abbracciare la vita religiosa), e mi ha detto che ho una vocazione bella forte. Affidandomi alle sue parole (giacché lei non le dice a vuoto, ma è responsabile dinnanzi al Signore delle persone che incontra nel suo cammino), ho detto "sì" al Signore.

Avevo deciso anche la data d'ingresso, e le sorelle mi avevano avvisato che avrei dovuto far fronte ad una serie di "bombardamenti" una volta tornata nel mondo... Ebbene, una volta tornata a casa, mi sono dovuta scontrare con le resistenze e le lacrime dei miei cari e della mia amica del cuore. […] So che finché sono nel mondo sarò in pericolo, e per questo nelle mie orazioni chiedo alla S. Vergine di conservarmi la grazia della vocazione. Ho capito che se voglio veramente spendermi per la Chiesa, la vita religiosa è l'unico modo per me. Spero di sentirti presto e di aver qualche buon consiglio da te su come vivere questi ultimi giorni che trascorrerò nel mondo. Ciao amico mio... avevi ragione tu: i compromessi con Gesù non servono... o tutto o niente!!!! :o)

A Gesù ho già detto il mio "sì" ... spero di non dover far "attendere" lo Sposo Celeste per troppo tempo....

Ti abbraccio in Cordibus Jesu et Mariae,
(lettera firmata)

P. S. ho molto timore di perdere la grazia della Vocazione. Ho compreso l'immensità di questo dono e non voglio sprecarlo, ma il mondo è una piovra che coi suoi tentacoli si insinua ovunque e tenta di tirarci giù... e io invece vorrei salire. Stammi vicino in questi giorni di "fuoco"... ho accennato questa cosa a tante persone, e i più non mi hanno capita. Spero di conservare questo immenso dono di Gesù, sono sicura che proprio tu (che sei stato lo "strumento" del Signore che mi ha indirizzata "a casa mia", cioè nel monastero in cui andrò) mi capirai e custodirai con me questo desiderio di unirmi quanto prima a Gesù. Ormai Gli ho fatto resistenza per troppo tempo. Sono in attesa di tue....


Cara sorella in Cristo,
                                      sono felice di sapere che la tua esperienza vocazionale sia stata positiva, e che hai deciso di entrare tra le monache del monastero di [...]. Sapere che ti hanno preso è una notizia che mi fa gioire interiormente. Fin dalla prima lettera che mi hai scritto ho sperato che Gesù buono ti catturasse in qualche monastero fervoroso, e finalmente ti sei arresa al suo smisurato amore per te. Se tu avessi donato il tuo cuore a un povero uomo della terra, ti confesso che mi sarei un po' preoccupato, poiché so che molti mariti fanno soffrire le proprie mogli, soprattutto a causa di maltrattamenti e tradimenti. Fortunatamente tu non avrai mai questi problemi, perché Gesù buono, il tuo futuro Sposo, è incapace di fare del male, può fare solo del bene. Che grande grazia essere sposa di Cristo! In quel monastero fervoroso e osservante sarà facile per te salvarti l'anima e accumulare innumerevoli meriti spirituali, mentre vivendo nel mondo è più facile dannarsi, come spiega Sant'Alfonso Maria de Liguori nei suoi preziosissimi scritti spirituali ed ascetici.

Per quanto riguarda le critiche che stai ricevendo dalle persone di mondo, non mi stupisco affatto, è una cosa "normale". I mondani hanno una visione materiale della vita, non comprendono le cose spirituali. Per loro è assurdo andare a rinchiudersi in un monastero di clausura, non riescono a capire a cosa servano. In realtà le suore di clausura sono utilissime all'umanità, poiché con le loro preghiere e penitenze ottengono da Dio innumerevoli grazie materiali e spirituali per tanta gente. Ogni tanto capita di sentire che una persona improvvisamente si è convertita e ha cominciato a praticare le virtù cristiane. Ma come è potuta accadere una cosa del genere, se quella persona non pregava mai? Come ha fatto ad ottenere la grazia della conversione? Probabilmente ad ottenerla è stata qualche sconosciuta suora di clausura, che dal suo monastero innalza incessantemente fervide preghiere al Signore per tutta l'umanità. Ah, se ci fossero più monasteri di clausura, il mondo sarebbe certamente migliore! Sarebbe meraviglioso se potesse sorgere un monastero in ogni paese! Tra l'altro, come tu stessa hai potuto notare, le suore fervorose sono le donne più felici della terra.

Quella che stai patendo è una vera e propria prova d'amore nei confronti di Gesù. Purtroppo, ci sono state delle ragazze che hanno preferito rinunciare a divenire suore, pur di non rattristare parenti ed amici. Io comprendo che il distacco dalle persone che si amano può essere doloroso, ma per amore di Cristo bisogna essere disposti a sopportare qualsiasi sacrificio.

“Gaudere et exultare nos voluit in persecutione Dominus, quia tunc dantur coronae fidei, tunc probantur milites Dei”, diceva l'eroico vescovo San Cipriano. È proprio così, il Signore vuole che nelle persecuzioni dobbiamo gioire ed esultare, perché è in esse che vengono messi alla prova i soldati di Dio e si riceve la corona della fede. Insomma, è nei momenti di difficoltà che si vede se una persona ama veramente Gesù. Coloro che lo amano poco, si arrendono, mentre coloro che lo amano assai continuano con ardore la battaglia. I martiri combatterono tenacemente e preferirono la morte anziché tradire il Redentore Divino. Perdere la vita terrena per salvare la vita eterna dell'anima. “Un'anima, un'eternità!”, diceva Santa Teresa d'Avila alle sue seguaci.

Rimandare la partenza per il monastero non mi sembra una buona idea. Non rimpiangere di lasciare il mondo traditore, che promette di far felici i suoi seguaci, ma non mantiene la promessa. Con tutta sincerità puoi dire così: “Mondo, mondo, ti ho conosciuto, non fai più per me! Addio mondo traditore, non mi rivedrai mai più!”

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

sabato 21 marzo 2015

Ragazzi, non dite di no a Dio che vi chiama, se volete essere felici!

Pubblico l'interessante lettera che mi ha scritto un signore che rimpiange di non aver abbracciato la vita religiosa.


Carissimo fratello in Cristo, sono un uomo di 56 anni. Ti scrivo perchè voglio dire ai giovani: se pensate di essere chiamati dal Signore a seguirlo, non soffocate questa chiamata, non siate timidi, paurosi ed egoisti, non abbiate timore a "saltare il fosso".  Non fate come me.  Da ragazzo sentivo di amare Cristo e la sua Chiesa, volevo dedicare loro la vita, a tempo pieno, ma ho avuto paura e non l' ho fatto.  Ho soffocato questa voce, ho fatto un po' come in certi film noirs in cui l'assassino cerca di fare andare a picco il cadavere, ma questi per legge di natura tende a riemergere.  Non che volessi fare una vita gaudente e da ricco, ma non volevo rinunciare alle mie piccole cose, le gite al mare ed in montagna, i viaggi, la macchina, etc. Mi dicevo che potevo essere un buon cristiano anche senza essere né carne né pesce, ma in realtà volevo una vita mediocre.  Certo è meglio un buon laico che un cattivo religioso, ma con l'aiuto della Grazia si può essere buoni religiosi, e se si fa scivolare Dio verso il fondo della classifica delle proprie priorità si diventa cattivi laici.  Poi invece sono  caduto nel vizio, son divenuto non mediocre ma cattivo, alternando lunghi periodi lontano da Dio a brevi rientri in carreggiata, ma senza volontà vera di conversione, anche se son sempre stato conscio che la via vera è seguire Lui, ma semplicemente non me ne importava, preferivo fare altro. Poi Dio mi ha donato nausea per l'insulsità di una vita lontano da Lui, ho ripreso a pregare, ad accostarmi con frequenza ai Sacramenti, a fare buone letture.  Ora provo questo rimpianto che mi affligge, ma dato che "di propositi e rimpianti sono pieni i camposanti", non voglio che esso sia sterile, ma faccio sì che sia una croce offerta a Dio per le vocazioni.

Un caro saluto in Gesù e Maria,

(Lettera firmata)



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venerdì 20 marzo 2015

Nutrirsi di Gesù

Ripubblico una bella lettera piena d'amore per Gesù buono...

Caro D.,
              come stai? Non so niente di te, a parte il carisma della tua anima che emerge dal blog, ma sento di avere un gran bisogno di amicizie spirituali. In questo mondo tecnologico e mirato al divertimento immediato, non è semplice trovare anime che vogliano anticipare il rapporto di amore spirituale del Paradiso già qui sulla terra. Per fortuna però, anche se rare, ci sono!

Come procede la tua Quaresima? Io sto cercando di viverla come meglio posso, impegnandomi nel correggere giorno dopo giorno i miei vizi, i miei errori e i difetti ai quali sono maggiormente incline. Tenterò di confessarmi una volta a settimana per rimanere più perfettamente nella grazia di Dio, rifiutando categoricamente di offenderLo volontariamente anche con il più piccolo gesto. In questi giorni, dopo un breve periodo di grave aridità spirituale, Gesù ha voluto portare nel mio cuore un vento di primavera che ha inebriato la mia anima, destandola dal dubbio e dal timore, irrorandola del Suo immenso amore. In certi momenti mi sembra di danzare tra le dolci note della Sua voce e vorrei trovarmi già in Paradiso a contemplarLo, ad adorarLo per l’eternità. Ma sono ancora qui sulla terra e allora mi chiedo come possa vivere nel modo migliore per farLo felice. Darei qualsiasi cosa per asciugare anche una sola lacrima dal Suo dolcissimo viso, per consolare la terribile sofferenza che gli uomini Gli infliggono con il peccato e con l’indifferenza. O quanto arde il mio cuore di questo desiderio! Quanto ancora, Gli chiedo, dovrò vedere quanto la gente ignora il Suo amore? Vedere quanto Lo ignorano subito dopo averLo ricevuto nella Santissima Eucaristia? È un pensiero che mi consuma il cuore: Lui vivo e vero, il Dio eterno e infinito, piccolo piccolo nell’Eucaristia perché ci ama troppo! Ogni giorno, prima di alzarmi dall’umiliazione delle mie ginocchia per andare a riceverLo, chiedo alla Madre Santissima di preparare il mio cuore, di fare spazio liberandolo dalle cose superflue, lasciando solo l’amore sincero che provo per Lui: non la parte egoistica che Lo cerca per interesse dell’anima, ma quella che ricerca solo il Suo piacere e la Sua consolazione. Così la dolce Mamma del Cielo lo trasforma in un caldo giaciglio in cui Lo ricevo. Non posso che riceverLo in ginocchio, ma avanzando verso l’altare penso che non sono degna neppure di raggiungerLo a testa bassa, ma piuttosto vorrei strisciare sulle ginocchia fino a Lui. Perché io sono il nulla che deve ricevere il tutto. E poi, una volta in me, esplodo d’amore. Sento tutta la Sua potenza invadermi, mentre Gli ripeto di nutrirsi del mio povero cuore, di insegnarmi ad amarLo. E sprofondo sempre più in Lui, mi perdo interamente in Lui e vorrei non dovermi mai più ritrovare! Per questo soffro tanto nel vedere le indifferenze degli uomini. Il nostro cuore è già fin troppo poco per ricambiare il Suo amore! In queste ultime settimane ho avuto nel cuore una consapevolezza: voglio essere Sua, ma temo che passerà ancora un po’ di tempo. Condivido quella che forse è una vocazione del Signore con una mia cara amica spirituale. Anche lei ha la vocazione nel cuore e le nostre strade camminano parallele. Condividiamo un passato turbolento, immerso nel peccato e nei travagli della vita. Ma siamo anche entrambe innamorate di Gesù. […] Non ho altro scopo se non quello di darmi interamente a Gesù, per sempre su questa terra e per l’eternità nel Paradiso. Ho preso la mano della Santissima Vergine e sono certa che Lei mi condurrà per la giusta via, facendomi bella per il Suo divin Figlio. […].

Un saluto fraterno in Gesù e Maria, sei nelle mie preghiere e che Dio ricolmi di benedizioni te e le tue buone opere!

(lettera firmata)

giovedì 19 marzo 2015

Vocazione e carità verso i poveri

Una lettrice del blog mi ha confidato di voler abbracciare la vita religiosa e di dedicare il resto della sua vita ad aiutare il prossimo...

Caro D.,
               non so se ti ricordi di me, ti ho scritto molto tempo fa! In realtà non so nemmeno perché ti scrivo questa lettera... sento però la necessità di farlo, quindi eccomi qui! Seguo giornalmente il tuo blog e sono molto felice di sapere che ci sono tanti ragazzi e ragazze che bramano abbracciare la vita religiosa, come me del resto! Non so ancora dove il mio cammino mi porterà, ma non vedo l'ora di spiccare il volo e raggiungere la felicità completa tra le braccia di Gesù!

Sono in discernimento vocazionale da un anno ormai, ho conseguito la laurea e sono impaziente di fare qualche esperienza nei diversi ordini per capire come servire al meglio il mio Gesù! Da tempo ho capito che il mio desiderio è quello di servirLo ed amarLo nei poveri... è lì che Lo trovo, Lo curo, Lo accudisco! E' il servizio caritatevole che mi riempie il cuore della Sua grazia, della Sua luce e della Sua gioia!! Ho parlato di questo mio desiderio con il mio padre spirituale ed ho espresso anche i miei dubbi sul fatto che temo che tutto ciò sia troppo oltre le mie capacità e forze, ma lui mi ha rassicurata dicendomi che la grazia di nostro Signore mi sosterrà nella fatica e nella difficoltà!

Ti chiedo di sostenermi con la preghiera, io ti ricordo nella mia. :)
Un caro abbraccio,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                    il tuo direttore spirituale ti ha dato una saggia risposta. È proprio così, il Signore quando chiama qualcuno alla vita religiosa, gli dà anche la grazia necessaria per adempiere la propria vocazione. In realtà, senza l'aiuto di Dio, noi esseri umani non possiamo fare nulla di buono.

Sono contento che hai terminato l'università, adesso spero che tu possa fare qualche esperienza vocazionale per comprendere qual è l'ordine religioso in cui dovrai servire il Signore e il prossimo. È bellissimo il tuo desiderio di aiutare i poveri, l'importante è che tu stia alla larga da coloro che hanno adottato una mentalità secolarizzata. In questa società scristianizzata c'è un grosso pericolo, il quale consiste nel fare opere di beneficenza che non sono delle vere opere di carità. Adesso mi spiego meglio: le opere benefiche fatte senza lo spirito del Vangelo sono “spiritualmente vuote”, perché si cerca di fare del bene al prossimo senza il desiderio di portarlo a Cristo. Insomma, si tratta di sterile filantropia, non di carità cristiana; si tratta di due cose molto diverse. Qual è la differenza? Ecco quel che diceva in proposito Padre Giuseppe M. Leone: “La carità è amore verso Dio e verso il prossimo, la filantropia è amore solo verso l'uomo; la filantropia è naturalistica e materialistica e i filantropi molto spesso, mentre "proclamano giustizia, legge, onestà", violano "ogni legge umana e divina". La carità è, invece, la "regina delle virtù", perché mette prima Dio e poi gli uomini, sicché di "matrice divina" è l'amore verso questi ultimi.”

Se sei alla ricerca di un buon ordine religioso dedito a opere di carità nei confronti dei bisognosi, ti consiglio di contattare le Servidoras. Resterai colpita dall'entusiasmante e gioioso zelo apostolico di queste suore. Le donne che desiderano fare un'esperienza vocazionale presso questo ordine religioso, possono chiedere informazioni scrivendo all'indirizzo: vocazione@servidoras.org

Spero di esserti stato di qualche utilità. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

mercoledì 18 marzo 2015

Cercasi "maestra" per bambine

Come alcuni di voi sanno, insieme ad altre persone sto collaborando alla nascita di un “gruppo” dedito ad opere caritative. Attualmente più di 20 i bambini poveri stanno beneficiando del dopo-scuola (gratuito), ma il loro numero è in continua crescita. La ragazza che principalmente si occupa del dopo-scuola tra poco tornerà per alcune settimane a casa sua, pertanto c'è bisogno di una sostituta. Per farla breve: sarei molto contento se qualche lettrice del blog volesse venire a darci una mano, almeno per qualche settimana o per qualche mese. Non è necessario che sia una "maestra" giovane, può essere anche anziana (anche in pensione). Non è necessario che abbia esperienza come maestra, l'importante è avere buona volontà e tanta pazienza coi bambini (in realtà sono in netta maggioranza bambine).

L'idea non è di aprire una "cooperativa" o qualche altra "azienda", infatti i nostri "clienti" sono i poveri, i quali non hanno possibilità di retribuirci. Per il momento abbiamo deciso di dedicarci ai bambini, ma in futuro abbiamo in mente di fornire aiuto gratuito ad ogni sorta di persone emarginate e considerate "rifiuti" da questa società pagana e materialista. Alcuni diranno: "Ciò che avete cominciato a fare è bello, ma come pensate di vivere?". A costoro rispondo: "Adiutorium nostrum in nomine Domini" (il nostro aiuto è nel nome del Signore). Il progetto sta evolvendo serenamente, senza ansie e preoccupazioni che tolgono il sonno. Non si tratta di un progetto elaborato a tavolino, infatti si sta sviluppando spontaneamente, in maniera un po' diversa da come l'avevo immaginato qualche mese fa. Sono tranquillo: se Dio vuole che il progetto continui ci penserà Lui ad aprirci le porte giuste. Staremo a vedere come evolveranno le cose in futuro. Se son rose fioriranno...

Se qualche lettrice è interessata a fare il dopo-scuola alle bambine (per poche settimane o per periodi più lunghi) e vuole avere ulteriori informazioni, può contattarmi all'indirizzo: cordialiter@gmail.com

Desiderare la perfezione cristiana

Il primo mezzo che deve prendere una religiosa per giungere alla perfezione ed esser tutta di Dio, è il desiderio della perfezione. Bisogna desiderare di raggiungere il maggior grado di santità a cui si può arrivare. Chi non desidera di giungere ad ottenere il tesoro della perfezione, sembrandogli troppo dura la fatica per ottenerla, resterà sempre negligente nella sua tiepidezza, senza mai fare un passo nella via di Dio. Anzi, chi non desidera e non si sforza di avanzare nella via del Signore, come dicono tutti i maestri di spirito e come insegna l'esperienza, andrà sempre indietro e si porrà in gran pericolo di perdersi. Nella via dello spirito, il non andare avanti equivale all'andare indietro. Dice Sant'Agostino che la vita di un buon cristiano è un continuo desiderio della perfezione: "Tota vita christiani boni sanctum desiderium est". Sicché colui che non conserva nel cuore il desiderio di farsi santo, sarà cristiano, ma non buon cristiano. E se ciò vale generalmente per tutti, specialmente vale per i religiosi, i quali, benché non siano obbligati ad essere perfetti, ciò nonostante devono in modo speciale tendere alla perfezione, come insegna San Tommaso d'Aquino. Insomma, così come non c'è uomo che giunga alla perfezione di qualche scienza o arte, se prima non desidera ardentemente di raggiungerla, così non c'è stato mai santo che sia giunto alla santità senza un gran desiderio di conseguirla.

martedì 17 marzo 2015

Abbracciare la vita religiosa

Sono contento che ci sono ancora tante persone che ardono d'amore per Gesù e desiderano donargli il proprio cuore. Ecco un'e-mail che mi scrisse una ragazza prima di entrare in convento.


Carissimo fratello in Cristo,
                                             ho una bellissima notizia da darti: venerdì andrò a Segni per iniziare l'aspirantato!!!!!!  Mancano solo pochi giorni, ti rendi conto? A me non sembra vero che tra pochissimo sarò in convento...non puoi immaginare quanto sono felice, credo che scoppierò dalla gioia quando arriverò lì... Finalmente io e Gesù potremo fidanzarci "ufficialmente" e sarò tutta Sua! E' davvero una gioia immensa pensare che entrando in convento compirò finalmente la Sua volontà, quello che Lui desidera da prima che io nascessi; forse così Gli farò piacere e asciugherò una Sua lacrima di dolore per i nostri peccati. Ormai lo sai che non desidero altro che farGli piacere e amarLo per chi non Lo ama. Finalmente potrò realizzare pienamente questi miei desideri! Non si può spiegare a parole quello che provo, bisogna averla provata una gioia così per poterla capire. Ti chiedo solo di unirti alle mie preghiere alla Madonna, affinché Ella prepari il mio cuore ad accogliere il Signore. Voglio che Gesù lo riempia d'amore vero e delle Sue virtù, rendendolo sempre più simile al Suo perchè sia un po' più degna di essere la Sua fidanzata e perchè possa esserGli sempre fedele in vita e amarLo eternamente il Paradiso.

Ti ringrazio ancora di tutto quello che hai fatto per me ;) sicuramente adesso ricorderò ancora di più te e tutti i lettori del blog, specialmente durante l'Adorazione al SS. Sacramento, quando potrò parlare liberamente con Gesù.

Un caro saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                     sono contentissimo di sapere che tra pochi giorni partirai per il convento!

Sapere che presto vivrai in una casa religiosa mi riempie di gioia. Sono felice per te, ma soprattutto sono felice per Gesù buono. Io voglio che tutti amino il Redentore Divino con tutto il cuore e con tutte le proprie forze. Per questo motivo gioisco quando qualcuno abbraccia la vita consacrata. Sì, anche nel mondo si può amare il Signore con tutto il cuore, ma è più difficile perché ci sono molte distrazioni, dissipazioni e tentazioni. Nel mondo la gente pensa ai soldi, alla carriera, al successo, ai divertimenti, agli svaghi, eccetera. Pochi sono coloro che pensano solo a dare gusto a Dio.

In convento potrai assistere ogni giorno alla Santa Messa celebrata devotamente dai zelantissimi sacerdoti dell'Istituto del Verbo Incarnato. Il Concilio di Trento insegna che la Messa è la rinnovazione incruenta del Santo Sacrificio di Cristo, cioè al momento della Consacrazione si rinnova lo stesso sacrificio che il Redentore compì sul Calvario come vittima di espiazione per i nostri peccati. Per questo motivo la Messa è l'atto di culto più importante che possiamo dare alla Santissima Trinità. Purtroppo, in molte chiese la Messa viene celebrata male, ad esempio utilizzando dei canti non adatti a un rito sacro. Fortunatamente lì dalle Servidoras la Messa viene celebrata bene, si respira davvero un'atmosfera sacra.

Inoltre a Segni potrai fare ogni giorno un'ora di adorazione Eucaristica! Sant'Alfonso Maria de Liguori scrisse un devoto libretto intitolato “Visite al Santissimo Sacramento e a Maria Santissima” che contiene delle bellissime meditazioni piene d'amore per Gesù e la Madonna. Come sarebbe bello poter stampare milioni di copie di questo devoto libretto e diffonderle gratuitamente tra i cristiani, nella speranza che possa crescere l'amore per il Santissimo Sacramento.

Uno dei motivi per cui sono contento che entrerai tra le Servidoras, è che potrai avere una buona preparazione ascetica e dottrinale. Purtroppo, spesso nelle scuole statali (e anche in molte scuole private) certe materie vengono insegnate in maniera irreligiosa. Ad esempio la filosofia viene insegnata in modo da distruggere i principi del cristianesimo. Lì a Segni scoprirai gli errori filosofici e morali che spesso vengono insegnati nelle scuole.

Entrare in convento a 18 anni è davvero una grazia immensa. Che io sappia, tra le varie lettrici del mio blog che hanno abbandonato il mondo, tu sei la più giovane di tutte! Gesù buono è stato particolarmente generoso con te, ma adesso per ricompensa devi amarlo assai assai. Devi ardere d'amore per Colui che ti ha prescelta per divenire sua sposa. Pensa che nel mondo ci sono tante altre ragazze migliori di te che però non hanno avuto il dono della vocazione religiosa. Ecco perché devi essere immensamente grata per essere stata prescelta. Nell'ora della morte comprenderai meglio quanto grande sia stata la grazia di essere diventata suora e di aver donato il tuo cuore a Dio. La vita su questa terra finisce presto, il nostro scopo è di salvarci l'anima. In un buon istituto religioso è molto facile vivere da veri cristiani, salvarsi l'anima e andare così in Cielo ad amare Dio per tutta l'eternità.

Ti confesso che quando mi hai scritto la prima volta e mi hai detto che avevi solo 16 anni, ero un po' preoccupato perché non sapevo se saresti riuscita a perseverare. Ricordo bene che hai dovuto superare tante difficoltà prima di giungere al sospirato momento della partenza. Immagino che le prove più terribili sono state quelle interiori, e cioè i dubbi che avevi sull'autenticità della vocazione. Sono contento che sei riuscita a sconfiggere queste pericolose tentazioni. Purtroppo, tante altre persone si sono lasciate ingannare dal demonio e hanno scartato la chiamata alla vita religiosa. Che grave perdita!

Quando sarai inginocchiata nella cappella conventuale in adorazione di Gesù Sacramentato, ti chiedo (se vorrai) di supplicare il tuo Fidanzato di “catturare” tanti altri giovani alla vita consacrata. Pensa quante ragazze della tua età vivono paganamente, come se Dio non ci fosse, e col cuore attaccato alle discoteche, alle mode, ai cosmetici, ai cinema, alle mondanità, alle cose materiali e a tutte le altre cose vane della terra. Che vita triste vivere lontano da Gesù buono! Per questo motivo bisogna cercare di strappare al mondo più anime possibili e donarle al Signore. Ma come possiamo fare? Con l'arma più forte di tutte: la preghiera. In “Storia di un'anima” si legge che Santa Teresina pregò il Signore di “catturare” la sorella di una novizia, ed effettivamente dopo poche settimane quella ragazza si sentì attrarre improvvisamente alla vita religiosa ed entrò in monastero. Una vera sposa di Gesù non deve accontentarsi di amare ardentemente il proprio Sposo, deve desiderare che il Signore sia amato ardentemente anche dagli altri. Bisogna supplicare il Re del Cielo di donare la vocazione a tanti altri giovani, e di dar loro l'aiuto necessario per perseverare in convento per tutto il resto della loro vita. Tra l'altro c'è tanto bisogno di numerosi missionari che vadano ad evangelizzare quei popoli che ancora non conoscono Gesù. Che grande grazia abbiamo avuto nel nascere in famiglie cattoliche che ci hanno fatto ricevere il battesimo da bambini! Pensa se fossimo nati in Cina, in Giappone o in Congo, in qualche famiglia non cristiana. Ah, poveri noi!

Carissima in Cristo, parti con gioia per Segni, che bella sorte poter entrare in un buon istituto religioso a 18 anni! Se il nemico del genere umano dovesse tentarti facendoti venire nostalgia del mondo, non farti ingannare, resisti con tenacia! Se le suore hanno accettato di accoglierti, è perché durante l'esperienza vocazionale che hai fatto tra loro hanno visto che hai dei concreti segni vocazionali. Dunque, tu non sei fatta per il mondo (in questa società materialista saresti come un pesce fuor d'acqua), sei fatta per fare la suora, il tuo habitat naturale è il convento (o il monastero, se deciderai di passare nel ramo contemplativo dell'istituto). Solo Cristo Re merita di possedere tutto il tuo cuore.

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Gesù Redentore e Maria Corredentrice del genere umano,

Cordialiter

lunedì 16 marzo 2015

Innamorarsi di Dio

Una giovanissima ragazza mi ha scritto una bella lettera che pubblico volentieri...

Caro Cordialiter, è da un paio di mesi che seguo il tuo blog, l'ho trovato su internet mentre cercavo informazioni sugli ordini religiosi. Io, solitamente, detesto stare sul computer, ma il tuo Blog lo seguo volentieri! Perdonami se ti do subito del tu, ma vedi, anche se non ti ho mai scritto è come se ti conoscessi e fossi uno dei miei migliori amici, perché nelle parole che scrivi e nei consigli che dai a tante ragazze che come me amano Gesù tanto da voler divenire sue spose, io sento il Cristo che c'è dentro di me! Scusa se non mi sono presentata, mi chiamo [...], ho 15 anni e vivo a [...]. 


Vedi, io come tante altre prima di me, sento la chiamata di Gesù, egli chiamandomi mi culla e mi accarezza come un padre con la bimba, e mi chiama non a essere madre di famiglia, ma sposa di un grande Signore! Io ho 15 anni ora, ma ho fatto in tempo a fumare, frequentare brutte compagnie, essere volgare nel linguaggio, amare le cose materiali e tante altre pessime cose che ora detesto...

Circa un anno e mezzo fa Gesù ha bussato alla porta del mio cuore, e piano piano io gli ho aperto. Però, le cose non sono semplici, io sono minorenne e i miei genitori non sono ancora abbastanza credenti e non hanno purtroppo la giusta fede in Dio per accogliere con gioia questo dono che Gesù mi ha fatto. Abito in un piccolo paese e non ci sono gruppi di giovani o liturgici. La prima persona con cui mi sono confidata è stato il mio parroco, nel quale riponevo stima e fiducia, ma costui non è la persona più adatta. Gli ho chiesto un giorno perché era diventato sacerdote, magari le sue parole potevano essermi di aiuto, e lui in tutta serietà mi ha risposto: "Perché ho fatto un grande sbaglio". Gli ho chiesto di darmi il titolo di una buona lettura spirituale, presentandogli alcuni titoli che ho trovato sul blog, e lui: "Io non leggo questi libri”, e poi ha aggiunto: "Basta leggere queste cose! Leggiti un bel romanzo!” In quel momento i miei occhi sono diventati lucidi.

[…] Sono in contatto con una Servidoras, sempre grazie al tuo blog. Grazie davvero per tutto ciò che fai! Il tuo Blog e le tue parole sul Signore hanno contribuito non solo ad aumentare la mia fede, ma anche a comprendere la volontà di Dio sulla mia anima! Perdonami se ti ho fatto perdere tempo ma ci tenevo così tanto a scriverti e a dirti che sono felice di sapere che ci sono altre persone che come me lottano per amore di Gesù! Come ti dicevo, Gesù piano piano è entrato nel mio cuore prima come un amico e adesso mi invita ad essere sua sposa! Quello che provo non so come si chiama, io credo sia sbagliato dire che è sentimentalismo, non è qualcosa di morboso o ossessivo, ma qualcosa come quell'amore che si ha tra fratelli, fra madre e figlio! O forse nemmeno, perché l'amore che io sento per Gesù è più grande! Sembra quasi come gli adolescenti quando sono innamorati, la prima settimana di "fidanzamento" sono come un solo cuore e una sola anima, poi invece... Con Gesù anche io sento di essere quasi una sola anima con lui, ma la cosa non persiste solo per una settimana ma è presente in me dal giorno in cui il mio cuore l'ha conosciuto!

Grazie per avermi ascoltato, avevo bisogno di scriverti! Pregherò per te e per tutti i lettori del Blog.

A presto,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                        la tua lettera mi è piaciuta molto, poiché mette in luce la grande misericordia di Gesù buono, il nostro amorevole Redentore. Tu eri una persona che viveva mondanamente e offendevi il Signore coi tuoi peccati, ma Egli, nella sua infinita misericordia, ti ha donato la grande grazia della conversione, facendoti capire la bruttezza degli sbagli fatti in precedenza. Chissà quante lacrime di compunzione hai versato nel meditare sull'immenso amore di Dio nei tuoi confronti! Oh, quanto vorrei che tutte le ragazze della tua età comprendessero che lo scopo su questa terra non è quello di diventare ricche, belle e famose, sfrenandosi nei divertimenti mondani! In realtà siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio, nella speranza di salvarci l'anima e andare in Cielo ad amarlo per sempre. Su questa terra siamo solo di passaggio per breve tempo, la nostra vera Patria è il Paradiso, ma dobbiamo impegnarci per meritarlo, evitando di peccare e praticando le virtù cristiane. La nostra vita in questo mondo è solo una prova, cioè dobbiamo dimostrare a Dio di amarlo con tutto il cuore e sopra ogni cosa, osservando i suoi Comandamenti. Purtroppo, tanta gente vive paganamente, attaccando il cuore alle cose materiali che svaniranno nell'ora della morte. Ma Gesù nel Vangelo ci ha ricordato che non giova a nulla guadagnare il mondo intero, se poi si perde l'anima propria. Dobbiamo pensare sempre che tutto è vanità delle vanità, fuorché amare e servire il Signore.

Sono felicissimo di sapere che ardi dal desiderio di divenire sposa di Gesù Cristo. Lui è il miglior sposo che una donna possa avere, poiché è un bene infinito. Gli uomini della terra spesso tradiscono e fanno soffrire le proprie mogli, invece Gesù consola le sue caste spose con delle ineffabili gioie spirituali che valgono molto di più delle false gioie dei mondani. È meraviglioso sentirsi attrarre dalla vita religiosa già a 15 anni, anche Santa Teresa di Lisieux e tante altre sante hanno sentito la chiamata di Gesù in giovanissima età. Questa però è anche un'impegnativa prova d'amore. Infatti, mente una ragazza maggiorenne può tranquillamente abbracciare la vita consacrata anche se i suoi genitori sono contrari, invece una ragazza minorenne deve avere il loro permesso, oppure attendere di compiere i 18 anni. Purtroppo, molte giovani ragazze non hanno saputo perseverare nella vocazione, l'hanno persa, e sono rimaste nel mondo dove hanno condotto una vita poco cristiana. Ecco perché dico che avere la chiamata a 15 anni è una prova d'amore, perché per amore di Gesù bisogna sopportare tanti ostacoli e rimanere fedeli alla vocazione, costi quel che costi. Coloro che rimangono fedeli sino alla consacrazione, dimostrano di amare davvero il Signore con tutto il cuore e sopra ogni altra cosa. Coraggio, combatti come un valoroso soldato per difendere strenuamente la vocazione! In cambio della tua fedeltà, Dio ti ricompenserà abbondantemente, nessuno può superarlo in generosità.

Come tu stessa hai notato, non è facile trovare una buona guida spirituale con cui confidarsi. A volte capita che persino dei preti scoraggino i giovani dall'abbracciare la vita religiosa. Diceva Sant'Alfonso Maria de Liguori che costoro sono stati ordinati senza avere la vocazione o senza sapere che cosa fosse la vocazione. Sant’Agostino addirittura diceva di non aver mai visto degli uomini più perversi e profondamente corrotti di quelli che son diventati cattivi nella vita religiosa. Preghiamo per la loro conversione, c'è tanto bisogno di sacerdoti santi e zelanti.

Sono felicissimo di sapere che sei in contatto con una suora delle Servidoras. Io ho molta stima di queste religiose, apprezzo tantissimo il loro fervore, la loro gioiosa carità fraterna e il loro zelo per la salvezza delle anime.

Spero di esserti stato di qualche utilità, ma rimango a tua disposizione qualora volessi farmi delle domande. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

domenica 15 marzo 2015

Esperienza vocazionale in un Carmelo


Le donne nubili che vogliono accostarsi alla Vita contemplativa
possono trascorrere dei giorni di riflessione e partecipare alla preghiera 
presso il Monastero Janua Coeli in Cerreto di Sorano (Grosseto) Toscana

scrivere a    carmelitane@gmail.com


Giorni di Preghiera e silenzio 

Solitaria sul ciglio della via che conduce alla Vita, ti capita di sperimentare la beatitudine dei piccoli quando leggi la tua fragilità come possibilità di incontro con il Signore. Nel deserto: qui è possibile ritrovare il volto di Colui che è, nel deserto del proprio vivere la solitudine di essere ciò che siamo, quando tutto sembra starti stretto perché aneli ad altro, attendi altro. E' così importante fare silenzio per ascoltare la sua voce!! Abbassare i volumi di ogni altro parlare per comprendere la sua volontà!

Quella sete, quella fame, quel torpore dell'inafferrabile, se solo tu allarghi gli spazi dell'attesa, ti salvano dal dissetarti alle paludi di una umanità ferma e ferita nel dispiegarsi della vitalità, dall'avventarti sui bocconi a sorpresa dell'immediato, dall'addormentarti su te stesso, nell'illusione che magicamente qualcosa cambi i tuoi giorni. Sogna pure, se vuoi, ma acqua di torrente che scorre dai monti cristallina e non si ferma a te che bevi ma continua a correre per dissetarti ancora più a valle... acqua di Sorgente!



Dal seminario al convento

Tempo fa un ragazzo mi ha scritto per dirmi di voler uscire dal seminario "poco ascetico" che stava frequentando. Aveva in mente di entrare in un buon ordine religioso...

Gentile Cordialiter,
                                sono un tuo lettore da anni, ma questa è la prima volta che ti scrivo. Mi chiamo [...], ho 27 anni e sono un seminarista [...]. Pur essendo al secondo anno di filosofia, e quindi avere già ben definito un certo percorso, in realtà non mi sento felice dove mi trovo. Inoltre, come potrai immaginare, diversi punti mi lasciano perplesso: sia in termini di formazione spirituale che scolastica, trovo che non siano assolutamente adeguati ad educare al meglio dei futuri preti. Per non parlare poi di pettegolezzi e cattiverie che di certo non aiutano a conservare la serenità interiore. Conoscendo anche certi modi di ragionare che possono condizionarmi negativamente, sono giunto alla conclusione che probabilmente è meglio cambiare aria, anche se in tanti mi vogliono convincere del contrario. [...] Volevo un tuo parere in merito, oltre ad un consiglio per non rischiare di perdere la vocazione. Grazie.

In Corde Matris,
(Lettera firmata)

Carissimo in Cristo,
                                 ti confesso che ho ricevuto varie e-mail da parte di seminaristi delusi dal clima "poco ascetico" che si respira in certi seminari. Ci sono dei problemi anche da un punto di vista dottrinale, infatti certi teologi affermano delle vere e proprie eresie, ad esempio negano la Risurrezione di Cristo, la Presenza Reale di Gesù nell'Eucaristia, l'essenza sacrificale della Messa, la perpetua verginità della Madonna, il peccato originale, l'esistenza del purgatorio, l'esistenza del diavolo, l'eternità dell'inferno, l'inerranza della Sacra Scrittura, l'infallibilità del Papa quando definisce un dogma, l'invalidità delle ordinazioni sacerdotali delle donne, l'immoralità della fornicazione, ecc.

Che fare? Se in seminario c'è qualche pericolo per l'anima (ad esempio l'insegnamento basato sugli scritti dei teologi modernisti), si è più che giustificati ad andarsene via per trovare un posto migliore, anche contro il parere del direttore spirituale (i manuali di ascetica insegnano che quando una guida spirituale dà dei consigli cattivi, bisogna lasciarlo). Infatti in un seminario del genere c'è il rischio di diventare come i modernisti.

Sono contento che vuoi passare in un ordine religioso fervoroso e osservante (come consigliava S. Alfonso Maria de Liguori). Lì potrai facilmente vivere il cristianesimo in maniera profonda e devota, oltre a ricevere una buona preparazione dottrinale. Inoltre potrai anche trovare un nuovo direttore spirituale, qualora tu ritenga necessario sostituire quello attuale.

Fai attenzione a non farti “nemici” tra gli attuali superiori del seminario. Se decidi di andartene, non dire che te ne vai per il pessimo clima del seminario, devi dire soltanto che ti senti attratto dalla vita religiosa, altrimenti potresti avere dei “problemi”, come è capitato ad altri ragazzi.

Coraggio, anche altri ex seminaristi hanno fatto ciò che hai in mente di fare tu, e adesso sono felici!

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

sabato 14 marzo 2015

Rinunciare al matrimonio per abbracciare il sacerdozio cattolico

Mi hanno scritto alcuni carabinieri desiderosi di abbracciare il sacerdozio cattolico. Prima, però, è necessario lasciare la propria fidanzata. Ecco una delle lettere che ho ricevuto da "uomini in divisa"...

Buonasera, mi chiamo […] e le scrivo da […]. Ho 29 anni e da circa dieci, sono nell'Arma dei Carabinieri. In passato non ero un assiduo praticante cattolico […], poi 3 anni fa mi sono fidanzato con una ragazza che frequentava la parrocchia di […] con il coro parrocchiale, pian piano ho iniziato anche io ad avvicinarmi seppur con titubanza alla Chiesa, a non saltare più la messa domenicale […]. Alla fine quasi si erano invertiti i ruoli cioè io trainavo lei. Quest'esperienza condivisa con lei, mi ha certamente lasciato un segno indelebile e ho potuto veramente toccare con mano la potenza della preghiera per le anime ma anche per il corpo. Il vero significato della pace e della pienezza nella preghiera. Cerco tutti i giorni di dire il Rosario, ne sento la necessità e quasi l'obbligo nei confronti della Vergine, sento il bisogno di andare spesso in Chiesa a pregare, insomma gran parte della giornata i miei pensieri sono rivolti al Signore. In parrocchia ho stretto un profondo legame con il parroco, tanto è vero che insieme abbiamo creato il gruppo dei ministranti che non esisteva e che sta riscuotendo successo tra i ragazzi. Insomma provo gioia nel dedicarmi alle altre persone, inoltre avverto brividi ogni volta che ricevo l'Eucarestia, e vedendo il sacerdote capita che senta un desiderio di poterlo imitare nella celebrazione....

Ora alla mia ragazza e alla sua famiglia voglio un gran bene, stiamo progettando il matrimonio, ma tanti dubbi mi assalgono. E se il Signore mi chiamasse ad una vita diversa? Ma poi, lasciare il lavoro, la sicurezza e tutto il resto, ho dubbi atroci che mi fanno star male. […] Il mio sacerdote è bravo ma non mi dà tanta fiducia come direttore spirituale anche perché è ordinato da pochi anni... ma chi è all'altezza di farlo? e se deludo gli altri, i miei genitori... insomma mille dubbi. Spesso penso al passo del Vangelo sul giovane ricco... non vorrei rifiutare la vocazione, ma la scelta da compiere è radicale...

Mi perdoni per il mio lungo sfogo e le chiedo un consiglio e una preghiera per me. Grazie infinite.


Carissimo,
                  dammi pure del tu, mi trovo più a mio agio. È davvero edificante sapere che un ragazzo con un lavoro sicuro e una brava fidanzata, sia disposto ad abbandonare tutto pur di abbracciare il sacerdozio cattolico. Io spero con tutto il cuore che sia fatta la volontà di Dio, qualunque essa sia. Adesso per te è giunta l'ora delle scelte cruciali della vita, ed è di fondamentale importanza fare la scelta giusta, ossia quello che vuole Nostro Signore Gesù Cristo, Re d'immensa maestà. Come fare a capirlo? Ti consiglio vivamente di fare un ritiro spirituale in qualche monastero di stretta osservanza. Immerso nel silenzio e nella preghiera, sarà facile raccoglierti interiormente e ascoltare quel che Dio ti sussurra al cuore. Una volta deliberato lo stato di vita, bisogna eleggerlo senza esitazioni, e andare avanti senza tornare più sulla scelta presa. Quando il comandante della caserma dà un ordine, i soldati devono obbedire immediatamente e senza fiatare. Allo stesso modo, quando Dio manifesta la propria volontà, bisogna obbedirgli prontamente come fanno i militari.

La Chiesa Cattolica che è il Corpo Mistico di Cristo, ha urgentemente bisogno di numerosi e santi sacerdoti che zelino il bene delle anime per la maggior gloria di Dio. Hai fatto bene a non eleggere come tuo padre spirituale un sacerdote che pur essendo buono non ti sembra adatto a dirigerti. Nella tua provincia puoi trovare dei sacerdoti ben preparati, che possono dirigere con carità e competenza la tua anima. Ecco dove puoi trovarli: […]. Ti conviene andare a trovarli di persona e dire loro più o meno le stesse cose che hai detto a me (per essere sicuro di non essere ascoltato da altre persone puoi anche confidarti durante la Confessione). Spero tanto che tu possa fare anche un'esperienza vocazionale presso i loro monasteri. Lì sarà più facile capire quel che il Signore ha desiderato per te fin dall'eternità.

Pregherò volentieri la Virgo Fidelis affinché ti aiuti in questo momento decisivo per la tua vita, inoltre ti incoraggio a continuare il discernimento vocazionale e ti saluto cordialmente in Cristo Re e Maria Corredentrice del genere umano,

Cordialiter

venerdì 13 marzo 2015

Una donna nubile

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Tempo fa una gentile lettrice mi ha scritto per dirmi...

Caro Cordialiter,
                           da un paio di mesi sono una tua fedelissima lettrice. Da quando ho scoperto questo tuo blog, ogni volta che accedo a internet, la prima cosa che faccio è leggere i post, le lettere e le tue risposte. E questo capita ormai tutti i giorni :-)

Non sai quanto mi siano di aiuto, quindi non devi scoraggiarti e nemmeno pensare di arrenderti e chiudere il blog! Se non avessi avuto il coraggio di scriverti sarei una delle tantissime lettrici di cui non sapresti mai l’esistenza, e quindi non sapresti fin dove può arrivare il bene che fai!

Mi chiamo [...] ho 39 anni e risiedo in [...]. Non ho figli e non sono sposata. La mia vera conversione di fede l’ho vissuta a 32 anni [..] mi è caduto letteralmente il velo che avevo davanti agli occhi! E’ indescrivibile l’Amore di Dio e la sua Misericordia che ho percepito in quel momento! [...] ho iniziato a piangere e a singhiozzare senza alcun motivo! Mi sono scoperta una grande peccatrice e ho continuato a piangere per un bel po' di tempo... ma un pianto liberatorio perché avevo la certezza di avere lasciato tutti i peccati! E sono rinata. [..] Seguendo quello stato d’animo, ora come ora, penso che se avessi avuto una guida spirituale avrei forse seguito un'altra strada. [...] Prima della conversione conducevo una vita piena di peccati (discoteca, cinema, etc.) ma ora non mi sento più attratta da queste cose.

[…] Ho iniziato a leggere “Storia di un’anima” di S. Teresina e il diario di S. Faustina ed è stato molto edificante per la mia anima! Al più presto leggerò anche “Le Glorie di Maria” e “Pratica di amar Gesù Cristo” di S. Alfonso Maria de Liguori, come consigli tu a tante anime che ti scrivono.

[...] Mi confesso regolarmente e devo dirti la verità, anche io fatico a trovare un buon confessore...non ho mai fatto un ritiro/esercizio spirituale, e mai nessun sacerdote me lo ha consigliato! Soltanto leggendo il tuo blog scopro l’importanza di questa esperienza. Vorrei tanto poterla fare, ma dove? Mi potresti consigliare un posto nelle mie vicinanze?

[...] Fin da giovane non mi vedevo e non mi vedo tuttora sposata a nessun uomo di questa terra. Solo quando vado in chiesa sono veramente in pace con me stessa, con Dio e con il mondo. Lì sì, che mi sento protetta e serena! Spero che avrai qualche buon consiglio anche per me. Grazie di cuore!

Cari saluti in Gesù e Maria,
(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                    ti ringrazio per le belle parole di incoraggiamento che hai voluto scrivermi. Privatamente ti ho inviato una lunga lettera che spero ti sia stata di qualche utilità. Qui, pubblicamente, voglio dirti che mi è piaciuta la storia della tua conversione. Quante lacrime di compunzione hai versato! Sono contento che non frequenti più discoteche e altri luoghi pericolosi per l'anima.

Forse il mondo ti giudica una “fallita” perché non ti sei sposata e non hai formato una famiglia. Ma i veri falliti sono coloro che vivono stabilmente in peccato mortale e muoiono senza sincero pentimento. Io vedo invece che tu hai dei sentimenti da vera cristiana, dunque non ti considero affatto una fallita. Chissà, se tu fossi stata una donna stimata dal mondo, forse adesso vivresti come una pagana, lontano da Gesù Cristo. La sofferenza è un dono di Dio, infatti vedo che ti ha fatto maturare buoni propositi. Coloro che vogliono sposarsi, devono avere cura di scegliersi un coniuge timorato di Dio, perché se sventuratamente scegliessero una persona che vive il cristianesimo in maniera annacquata, il matrimonio è destinato con molta probabilità a naufragare, come dimostra l'esperienza. Apprezzo la tua decisione di rimanere nubile, infatti le donne sposate in genere pensano a piacere ai propri mariti, mentre quelle che volontariamente decidono di non sposarsi possono dedicarsi più facilmente alle cose spirituali, cioè a piacere a Dio.

Ti incoraggio a vivere il cristianesimo in maniera fervorosa e profonda. Dio lo merita!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Redentore e Maria Corredentrice,

Cordialiter

giovedì 12 marzo 2015

Vocazione all'Amore?

Una lettrice si sente attrarre da Gesù alla vita religiosa. Ha ricevuto forse la "vocazione all'Amore" come Santa Teresina?

Caro D.,
               hai sempre belle parole!

Più il tempo passa, e più mi sento disposta a lasciarmi guidare fino alla fine. Cosa voglio dire?

Non so ancora cosa voglia da me il Signore, ma non demordo. Non sono mai stata così serena e così in pace con me stessa: desidero sempre più pregare e stare insieme al Signore invocando Maria e dall'altra parte sempre più aiutare i miei fratelli più bisognosi.

Sono davvero molto serena...e felice!!!! Non ho mai avuto relazioni così vive, così intense!!! È davvero indescrivibile. Quindi non temere, non demordo, ma soprattutto: ben venga condividere tutto questo con qualcuno, ad esempio te!

Sursum Corda!

(Lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                              dalle lettere che mi scrivi noto che sei sempre più innamorata di Gesù buono e sei determinata a continuare il discernimento vocazionale nella speranza di comprendere di essere stata prescelta dal Redentore a divenire sua casta sposa. Che grazia enorme la vocazione religiosa! Spero con tutto il cuore che tu possa ricevere dal Signore questo dono inestimabile. Gesù è il miglior Sposo che una donna possa avere, perché Lui ama con un amore puro e disinteressato, e non maltratta mai le sue spose, al contrario di ciò che fanno non pochi uomini di mondo.

Se tutte le ragazze comprendessero ciò, con le lacrime agli occhi supplicherebbero il Signore il dono di poter entrare in qualche convento fervoroso e osservante. Fortunata te che stai comprendendo queste cose, altro che discoteche, carriera lavorativa, soldi e successo! Nell'ora della morte si perdono tutti i beni materiali accumulati, e rimangono solo le nostre buone o cattive opere fatte nel corso degli anni. In un monastero fervoroso e osservante è facile salvarsi l'anima e santificarsi, mentre nel mondo ci sono molte più occasioni di offendere Dio col peccato.

Ti incoraggio a perseverare nell'ascolto della volontà di Dio, spero che entro l'anno tu possa fare una bella esperienza vocazionale. Hai ragione a dire “sursum corda” (in alto i cuori), sì, dobbiamo innalzare i cuori a Dio, distaccandoci dalle cose della terra.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,

Cordialiter

mercoledì 11 marzo 2015

Matrimonio o vita religiosa?

Ripubblico un'interessante lettera di una studentessa universitaria...

Ciao, caro "fratello in Cristo" come piace scrivere a te, o semplicemente "fratello", come piace scrivere a me! :)

E' da un po' che non ti scrivo. Volevo informarti che ti leggo quotidianamente, e vorrei ringraziarti quotidianamente per il tuo servizio mediatico, tanto prezioso quanto consolatore. Io sto ancora in fase di discernimento, mi sono informata sui vari ordini che più mi potrebbero interessare, ma ho paura che non siano per me e che non siano fervorosi. Per il momento ho deciso che continuo il mio percorso da laica, ma sottolineo "per il momento". […] Io so solo che, più tempo passa, più mi "piace" l'idea di consacrarmi e, più tempo passa, più credo di non provare il desiderio di diventare madre e di sposarmi. Può darsi che la mia mente abbia proprietà di autoconvincimento eccezionali, ma attraverso le mie letture, ho capito che dedicarsi laicamente al marito e ai figli è bello quanto "rischioso", in quanto si toglie di conseguenza tempo al nostro Dio, alla preghiera, all'edificazione, al sacrifico, alle buone opere di evangelizzazione o anche solo di carità. […] In queste settimane non ho parlato con nessuno di tutto ciò, anche se una persona l'ha capito da sola. So solo che ho difficoltà ad aprirmi anche con i religiosi ed i consacrati che conosco, perché li reputo poco disponibili e sensibili, semplicisti, moderni e modernizzanti […]. Ho difficoltà così a trovarmi un padre spirituale. Pensa solo che l'ultima volta che mi sono confessata, un sacerdote mi ha deriso [...].

È una lotta continua anche a casa, con i miei familiari che mi vogliono inserita professionalmente, dedita al matrimonio e alle cose politiche ed economiche di questo mondo. Siamo tutte pedine che hanno in mente passaggi diversi ma lo stesso obiettivo comune, correndo all’impazzata, urtando gli avversari, cercando per sé consensi, denaro e sicurezza materiale. Perfino i miei parenti hanno idee religiose molto dissacranti e, per quanto io mi faccia in quattro per raddrizzarli nella fede, senza sapere niente della mia vocazione mi sento dire in tono dispregiativo che "sono io quella che si vuole fare suora, non loro". Ovunque mi giri vedo persone lontane da Dio […]. Non mi resta che pregare Maria che interceda e "muova" più di quanto io riesco a fare con le mie serie parole.

[…] Avevo in mente di scriverti da tempo, ora che l'ho fatto mi son resa conto di averti scritto troppo, ma sono contenta perché vedo in te un'anima affine, affidabile e generosa. La mia vita lentamente sta cambiando, e anche i miei pensieri e la mia visione delle cose. Sono convinta che il Signore stia spazzando via le "foglie secche" dalla mia strada, per farmi meglio andare avanti. Vorrei lasciarti dicendoti che non reputo giusto scriverti parlandoti solo di me; non voglio che tu ti senta di doverti aprire per forza con me né con altri, voglio solo che tu sappia di poterlo fare in qualsiasi momento, anche solo per un confronto, perché mi piacerebbe essere anche io di aiuto a te.

Che Maria possa pregare per te in qualsiasi momento della tua vita, e che lo Spirito Santo possa illuminarti sempre!

Ciao,

(lettera firmata)


Carissima in Cristo,
                                 ho letto con interesse la tua lettera che ritengo molto importante. Ecco per punti ciò che sento di dirti:

- Secondo me, prima di andare in Trentino, sarebbe meglio fare un'esperienza vocazionale in un buon ordine religioso. La mia preoccupazione è che una volta che una persona incomincia a lavorare, diventa più difficile abbandonare tutto e seguire la vocazione, come purtroppo sta accadendo ad altre lettrici del blog.

- Sono contento che sta aumentando il tuo desiderio di donarti a Dio, mentre sta svanendo il desiderio di sposarti e diventare mamma. Mi spiego, il matrimonio è una cosa buona, ma San Paolo lo consigliava solo alle persone che per propria negligenza sono incontinenti. Lui preferiva che le persone vivessero in castità, ma ovviamente non costringeva nessuno; si tratta infatti solo di un consiglio, non di un precetto. Tra l'altro diceva ciò che hai compreso anche tu, e cioè che le donne sposate pensano a piacere ai propri mariti, mentre quelle che per amor di Gesù decidono di restare nubili, hanno più possibilità di dedicarsi alle cose spirituali, le quali sono le più utili all'anima.

Sul tema del matrimonio devo dirti anche che è facile trovare delle donne cristiane pentite di essersi sposate. Purtroppo certi mariti maltrattano le mogli e tantissimi le tradiscono (il Vangelo insegna che basta guardare un'altra donna con desiderio impuro per aver già commesso adulterio nel proprio cuore). Poi ci sono le liti con suocere e cognate, i dolori del parto, gli strapazzi per la cura della casa, i figli che si ribellano, la sete di accumulare ricchezze da lasciare in eredità, le gelosie del consorte, ecc. Insomma è consigliabile non sposarsi ed essere più liberi di dedicarsi alla vita devota e alla salvezza dell'anima.

- Purtroppo, è vero che oggi non è facile trovare preti e religiosi con cui confidarsi su temi spirituali. Ah, come sarebbe bello poter avere un San Francesco di Sales come proprio direttore spirituale!

- Ciò che mi hai detto al riguardo della confessione è molto importante. Sai cosa ti dico? Stai facendo bene! Come tu stessa hai capito, un cristiano che si limita a non commettere peccati mortali (uccidere, bestemmiare, rapinare, eccetera), ha una visione superficiale della vita di fede. È davvero molto positivo il tuo desiderio di emendarti anche dai peccati veniali. Pur essendo colpe leggere che non uccidono l'anima, sono comunque delle offese a Dio. Inoltre indeboliscono l'anima, la quale rischia di cedere più facilmente al peccato mortale.

Le impazienze in genere sono peccati veniali, ma bisogna combatterle lo stesso. I santi restavano sereni anche in mezzo alle sciagure. Se noi non lottiamo contro le impazienze "veniali" rischiamo di diventare come le persone irascibili che per cose da nulla vanno in escandescenza e poi bestemmiano, prendono a bastonate il prossimo, o fanno qualche altra cosa di moralmente grave. Quindi ti consiglio di continuare a seguire la via della perfezione cristiana correggendoti anche delle colpe veniali e delle imperfezioni. Purtroppo, oggi è difficile parlare di ascetica, si viene subito accusati di essere "cattolici all'antica" se non addirittura “fondamentalisti”.

Fortunatamente dalle tue parti ci sono anche dei sacerdoti ben preparati e di vita devota, se vuoi posso dirti dove trovarli.

- Sant'Alfonso piangeva nel constatare il rilassamento tra i religiosi (per non parlare del clero diocesano). Anche oggi c'è da piangere. Ovviamente ci sono anche sacerdoti e religiosi che vivono santamente. Che possiamo fare noi poveri fedeli laici? Non ci resta che pregare il Signore di inviarci santi sacerdoti e pii religiosi.

- Ti ringrazio per la tua disponibilità ad aiutarmi se ne avrò bisogno. Ti confesso che in passato ho preso tante di quelle delusioni che ormai ho imparato a confidare solo nell'aiuto di Dio. Difficilmente mi confido con qualcuno, e comunque lo faccio con molta prudenza. Però, vedo che noi parliamo lo stesso linguaggio, quindi sarò lieto di rivolgermi a te in caso di bisogno di qualche consiglio. Che bello poter usufruire gratuitamente del consulto di una psicologa! :-)

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter