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lunedì 20 febbraio 2017

Sentirsi attrarre dalla vita religiosa

Una ragazza mi ha detto che nel “mondo mondano” sente una sorta di angoscia, mentre il suo desiderio è di vivere in convento...

Caro D.,
                 ti ringrazio molto per le tue parole e per il tempo che mi hai dedicato scrivendomi.

[...] comincio seriamente a pensare che questo mondo non sia adatto a me. Quando penso al convento, a Gesù o a diventare suora mi sento rilassata. Ma se comincio a pensare alle cose di questo mondo sento qualcosa simile all'angoscia, come se qualcosa mi stesse allontanando da Dio. Mi piacerebbe fare un'esperienza in un convento ma non saprei come fare... avrei bisogno di qualcuno che mi segua e prima ancora vorrei capire se quella che sento è una vera vocazione.

Per questo ho bisogno di altri tuoi consigli. Aspetto una tua risposta. 

Ti saluto in Maria e Gesù,
(lettera Firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   comprendo bene il tuo disagio nel vivere in questa società nella quale si pensa a tutto tranne che ad amare Dio!

A dir la verità, sin dalla tua prima lettera ho capito subito che non sei una persona adatta a vivere nel mondo. Basti pensare al disagio che provi quando ti trovi tra i tuoi coetanei che vivono paganamente, i quali sono soliti fare discorsi frivoli e volgari.

Se tu decidessi di restare nel mondo rimanendo nubile, saresti costretta a trovarti un lavoro per poter avere un reddito che ti consenta di vivere quando non ci saranno più i tuoi genitori, e pertanto saresti sottoposta agli stessi disagi che sopporti a scuola. Infatti, anche sul posto di lavoro capita spesso di sentire i colleghi fare discorsi stupidi e materiali. Sembra quasi che a certa gente interessi solo parlare di soldi, successo, svaghi, love stories, moda e ogni sorta di vanità delle vanità.

In un convento fervoroso e osservante saresti al sicuro da tante dissipazioni che affliggono le persone secolari, e potresti fare tranquillamente la vita devota che tanto ami. L'unico “problema” è che sei ancora minorenne, e per poter entrare in convento a questa età c'è bisogno del permesso dei genitori (quando sarai maggiorenne sarai libera di abbracciare la vita religiosa anche contro la volontà dei genitori). Conosco un buon istituto religioso che accoglie studentesse come te, le quali vivono e studiano stabilmente in convento con le suore. Speriamo che i tuoi genitori siano favorevoli a questa possibilità di diplomarti vivendo in convento.

Ti senti più portata per la vita attiva o per quella contemplativa in clausura?

In Corde Matris,

Cordialiter

domenica 19 febbraio 2017

Addio di un lettore

Sono tanto contento quando i lettori del blog, prima di partire per il convento, mi scrivono per salutarmi. Queste notizie mi riempiono di gioia. Ecco la lettera che tempo fa mi ha scritto un caro amico del blog (ovviamente per motivi di riservatezza ho eliminato tutti i riferimenti personali):


Carissimo D.,
                      dopo molto tempo ti rispondo per darti una bella notizia: lunedì entrerò nel convento dei [...] come probando. Ti ringrazio per i tuoi utilissimi consigli e per avermi infuso il necessario coraggio per decidere definitivamente di scuotermi dal torpore esistenziale nel quale mi stavo rinchiudendo e dare la svolta giusta e decisiva alla mia vita. [...] In convento non dimenticherò di pregare per te e per l'utilissima funzione che stai svolgendo col tuo blog col quale, con la semplicità della fede e di una dottrina salda [...] supplisci alle molte mancanze che i sacerdoti purtroppo oggi dimostrano nei confronti dei fedeli. […] Con le lacrime agli occhi ti ringrazio nuovamente e non mancherò di far conoscere il tuo blog ad altri ragazzi che vedo propensi ad una prospettiva di consacrazione ma poco coraggiosi.

In Corde Jesu et Mariae

(lettera firmata)


Carissimo amico,
                          sono molto contento che tu ce l'abbia fatta a superare le difficoltà che ti impedivano di entrare nell'ordine religioso per cui ti sentivi attratto. Ciò che dispiace è che ad ostacolarti sia stato qualche sacerdote che voleva spingerti, contro la tua volontà, verso il seminario diocesano. Anche San Luigi Gonzaga subì la tua stessa tentazione, infatti alcuni influenti ecclesiastici tentarono di convincerlo a desistere dall'entrare nell'ordine religioso che amava, e di fargli prendere la normale carriera ecclesiastica secolare. Ma l'eroico San Luigi tenne duro e non si arrese. Se un ragazzo è chiamato da Dio alla vita religiosa, è un errore costringerlo ad entrare nel seminario diocesano, senza avere validi motivi. Bene, bene, sono contento che la situazione si sia sistemata per il meglio. L'ordine religioso che hai scelto è uno dei migliori tra quelli presenti in Italia, lì potrai vivere da vero seguace del Vangelo e farti santo.

Se hai vinto una battaglia importante, la guerra però continua ancora. La vita dell'uomo su questa terra è una continua lotta per la salvezza della propria anima e di quella del prossimo. Adesso il demonio farà di tutto per farti perdere la vocazione, cercando ad esempio di farti venire nostalgia del mondo, dei parenti, degli amici, delle comodità e di tutte le lusinghe del secolo. Mi raccomando, resisti valorosamente a tutte le avversità, e Dio ti ricompenserà in Cielo. Per aspera ad astra, per le difficoltà si giunge alle stelle. Le vittorie più belle sono quelle più sofferte, coraggio!

Ti ringrazio di cuore per l'intenzione di ricordarti di me quando sarai nella cappella del convento, o nel silenzio della tua povera cella. Anche io ho tanto bisogno di preghiere. Preghiamo a vicenda gli uni per gli altri, e speriamo di poterci incontrare tutti insieme in Cielo, dove con la Madonna e tutti gli angeli e i santi, potremo finalmente amare e lodare Dio per sempre, senza più timore di poter peccare e dannarci.

Cordialiter

sabato 18 febbraio 2017

Esercizi spirituali

ESERCIZI SPIRITUALI secondo il metodo SANT’IGNAZIO DI LOYOLA

Da venerdì 17 a domenica 19 MARZO 2017,
si terranno gli Esercizi Spirituali per uomini e per donne
sul Monte Argentario (GR) dai padri passionisti.

Tutti coloro che volessero partecipare possono scrivere a:
P. Giuseppe Calvano IVE 
e.mail: 
giuseppecalvano@ive.org
(entro domenica 12 marzo).

I posti sono limitati a 25
Il costo è di 60 euro a persona (per tutti e tre i giorni).

Ricordatevi che gli Esercizi Spirituali sono un grande mezzo di santificazione!


xzx

Gesù chiama chi vuole e quando vuole

Tempo fa una studentessa universitaria mi ha confidato che si sente attrarre alla vita religiosa, e mi ha chiesto se i motivi che la spingono a consacrarsi al Signore possono essere considerati "segni vocazionali"...

Salve fratello,
                     desideravo ringraziarla per il suo blog, per i suoi preziosissimi consigli, e per il bene che fa a molte persone.

Le chiedo un parere, e soprattutto di pregare per me. Le racconto brevemente la mia storia così che possa avere più chiarezza. Mi chiamo [...] e ho 22 anni. Studio lettere e frequento contemporaneamente alcuni corsi presso un istituto teologico. Dopo essermi diplomata desideravo unicamente studiare teologia, ma i miei genitori non me lo hanno consentito e quindi mi hanno indirizzato a lettere. […] Al di là di questa digressione è necessario che lei sappia anche che quando i miei mi hanno negato l'approvazione per teologia io me la sono presa immediatamente con Dio: desideravo studiare qualcosa che lo riguardasse, e così da quel momento ho deciso di vivere senza più pregare, sfidandoLo spesso, mettendoLo alla prova, in sostanza avendo la pretesa di vivere senza di Lui. Lo cacciavo costantemente, ma Lui era sempre lì, non in modo invadente però: continuava ad amarmi nonostante i miei numerosissimi peccati, dandomi la libertà di ricambiarlo o meno. La cosa non durò molto, sentivo l'insoddisfazione di condurre quello stile di vita, l'inutilità, ma anche, con assoluta immediatezza, il senso di colpa nei Suoi confronti. E la gravità del mio peccato era data proprio dalla piena e totale volontà di peccare! Sento che devo necessariamente, lo voglio, riconciliarmi con Lui. E pian piano riesco soprattutto attraverso la preghiera. Adesso ho capito l'utilità delle difficoltà che si pongono sul nostro cammino: servono per la nostra perfezione spirituale. Ma si accettano solo avendo la consapevolezza che Lui è sempre con noi, e che il  Suo infinito amore rende possibile affrontare qualsiasi avversità. Adesso lo so. I miei genitori si preoccupano tanto del mio futuro e non vedono l'ora che raggiunga la laurea così da avere un lavoro sicuro. Ma tutto questo mi sta stretto. È un discorso troppo egoistico per me. Io desidero aiutare gli altri, servire Dio, la sua volontà, pregare, e poter ricompensare anche in minima parte l'amore che Lui prova verso di noi. Dimezzare le sofferenze del mondo con la condivisione. [...] mi attira tanto, soprattutto l'aspetto educativo e formativo, ma in generale desidero stare accanto ai più deboli. Tutto ciò ovviamente si scontra con i desideri dei miei. Le confesso che mi attira tanto la vita delle suore e sento che questa attrazione è in realtà la voglia di essere come loro. Non le dico le paure e le difficoltà. Non ne ho parlato con nessuno, all'infuori di una suora con la quale ho incominciato un percorso di conferma o meno di questa mia pia intenzione. Io amo i miei genitori e desidero sempre la loro approvazione in tutto, ma so che amare il Signore deve essere sopra tutto. Lei pensa che il Signore mi stia davvero chiamando o crede si tratti di altro? Mentre le pongo questa domanda il mio cuore mi sta suggerendo che il Signore davvero mi sta chiamando...ma allora perché la cosa si è manifestata solo da quando ho incominciato a frequentare l'istituto teologico e non prima o dopo? Cioè la mia è semplice suggestione? Le posso anche dire le motivazioni che mi spingerebbero a una tale scelta: perfezionarmi spiritualmente, rinunciare finalmente a tutto ciò che è materiale, aiutare tutti coloro che ne hanno bisogno, donare tutta me stessa a Dio che mi darà tutto ciò di cui ho effettivamente bisogno, evangelizzare. La prego di darmi il suo parere e di indicarmi delle preghiere che mi consentano di avvicinarmi sempre più a Dio. Scusi se sono stata alquanto prolissa. Risponda senza fretta. La ringrazio infinitamente di tutto. Anche di un suo solo pensiero.

Cordiali saluti,
(lettera firmata)


Carissima sorella in Cristo,
                                            dammi pure del tu, lo preferisco. Il Signore permette che subiamo delle avversità al fine di “provarci”, cioè di vedere se gli restiamo fedeli. Anche i santi subivano tante avversità e persecuzioni, ma loro accettavano tutto con cristiana rassegnazione, anzi con gioia, e approfittavano delle difficoltà per stingersi maggiormente a Dio. Sopportando cristianamente le avversità e le persecuzioni dimostriamo al Signore che lo amiamo davvero. È facile essere cristiani quando tutto va bene, ma è nell'ora della prova che si vede se il nostro amore per Dio è forte o debole. Il santo Giobbe in breve tempo perse tutto: salute, ricchezze e figli, ma invece di arrabbiarsi, benedisse Dio e accumulò enormi meriti per il Paradiso. 

Sono contento che ti sei pentita di esserti ribellata a Dio, e che adesso desideri donare il tuo cuore a Gesù buono abbracciando lo stato di vita più perfetto: la vita consacrata. Tu vuoi sapere se le motivazioni che ti attraggono alla vita religiosa sono autentici segni vocazionali. Insegna Sant'Alfonso Maria de Liguori (Dottore della Chiesa) che la prima condizione per considerare vera una vocazione consiste nella retta intenzione di colui che vuole consacrarsi al Signore. Ad esempio il voler vivere più unito a Dio, il voler vivere il cristianesimo in maniera più perfetta, l'allontanarsi dai pericoli spirituali che dilagano nel mondo, il voler impegnarsi maggiormente all'apostolato per la salvezza delle anime, ecc. Adesso fai il confronto con i motivi per cui tu intendi abbracciare la vita religiosa: perfezionarti spiritualmente, rinunciare a tutto ciò che è materiale, aiutare tutti coloro che ne hanno bisogno, donare tutta te stessa a Dio, evangelizzare. Dunque?  :-)

Come hai capito tu stessa, hai dei tipici segni vocazionali, ma per avere la certezza ti consiglio di trascorrere alcuni giorni in qualche buon istituto religioso verso il quale ti senti attrarre. Le suore osserveranno se sei portata per la vita religiosa, e ti diranno se puoi tornare oppure se se devi lasciar perdere. Fai attenzione all'istituto da scegliere, perché ce ne sono molti che ormai si sono rilassati e non vivono più in maniera profondamente religiosa. Se non sai dove andare, ti consiglio di contattare le Servidoras, che io considero tra le più fervorose e zelanti suore che abbia conosciuto sinora.

Hai fatto benissimo a non raccontare ad amici e parenti che ti senti attrarre da Gesù alla vita religiosa. Continua ad avere la massima riservatezza su questo argomento. Se hai un padre spirituale puoi parlarne con lui, ma deve essere un uomo davvero dotto, zelante e caritatevole, altrimenti c'è pericolo. Purtroppo, ci sono dei sacerdoti (specialmente nel clero diocesano) che sistematicamente si oppongono alle vocazioni religiose; sant'Alfonso a tal proposito diceva che  costoro hanno ricevuto l'ordinazione sacerdotale senza avere la vocazione, o senza sapere cosa fosse. Ma l'opposizione più dura la si subisce dai laici. Leggendo la vita dei santi religiosi si constata che spesso hanno dovuto affrontare l'opposizione del mondo pur di adempiere alla vocazione. Generalmente la gente non comprende questi discorsi, pensa solo a divertirsi, fare carriera, avere successo, ammassare beni materiali, ecc.

Quando farai un'esperienza vocazionale, sarà meglio non dire a nessun parente o amico che vuoi farti suora. Limitati a dire che vuoi fare un ritiro spirituale per ritemprare lo spirito. Non si tratta di una bugia, perché un'esperienza vocazionale è anche una sorta di ritiro spirituale.

Dio dona la vocazione a chi vuole e quando vuole. Il chiamato deve solamente rallegrarsi di essere stato prescelto e impegnarsi ad adempiere al più presto alla vocazione.

Coraggio, non arrenderti! Spero tanto che un giorno tu possa diventare sposa di Gesù Cristo, abbracciando lo stato di vita più perfetto. Prego la Regina del Cielo di darti la forza di restare fedele a Gesù buono fino alla morte. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti nel Cuore Immacolato di Maria Corredentrice del genere umano,

Cordialiter

venerdì 17 febbraio 2017

Donare il cuore a un uomo del mondo?

Ripubblico quel che mi scrisse una carissima lettrice del blog che stava deliberando lo stato di vita da eleggere (poi è entrata in monastero).

Buon giorno,
                      scrivo dalla […], ho 28 anni, non sono sposata, non escludo di farmi suora in qualche monastero osservante. Ho scoperto il tuo sito qualche tempo fa. Esso mi piace assai, alcuni testi e frammenti li conoscevo già, perché anch'io mi interesso di vocazione religiosa, cerco di trovare su Internet varie opere di Santi su questo tema [… e spero] che molte persone vengano a conoscenza di queste belle opere su un tema così straordinario, degno di essere trattato spesso in questi nostri tempi un po' tristi. [...] Una cosa è ovvia e certa per me: non sposerò mai un uomo della terra perché non mi immagino per niente di vivere come le altre ragazze sposate. Tutte vogliono sposarsi, formare una famiglia [...] e guadagnare soldi. E' normale per loro, ma io non ho sentito mai questo desiderio di seguirle in questa strada. [...] attualmente sto attraversando difficoltà interiori molto tristi, come se qualcuno volesse separarmi per sempre da Gesù... come vedi, ho tanto bisogno di preghiera e te ne ringrazio di cuore!

Saluti cordiali
(lettera firmata)


Carissima in Cristo,
                                  ti ringrazio tanto per la tua gentilezza. Prego con tutto il cuore affinché tu possa fare ciò che Gesù buono desidera da te. Spero che il Redentore Divino voglia prenderti come sua sposa, perché Egli è il miglior sposo che una ragazza possa avere. Gli uomini della terra, anche i più buoni, non valgono nulla in confronto a Gesù. E poi, anche se una ragazza volesse prendersi come marito un comune mortale, deve sapere che è difficilissimo trovare un uomo buono come Luigi Martin, un vero marito cristiano e padre esemplare di nove figli, tra cui Santa Teresa di Lisieux.

San Paolo Apostolo desiderava che tutti fossero vergini come lui, mentre il matrimonio lo raccomandava solo a quelle persone che per pigrizia non volevano impegnarsi a vivere in totale castità, lottando contro i desideri carnali.

Certo che pregherò la Madonna per te, affinché ti aiuti a fare la volontà di Dio. Gesù ti vuole bene assai, e qualsiasi cosa ti accadrà in futuro, non dimenticarti mai di rifugiarti nelle mani della Beata Vergine Maria, la nostra Mamma del Cielo. Non ti demoralizzare, la Madonna veglia notte e giorno su di te. Coraggio!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Re e Maria Mediatrice,

Cordialiter

giovedì 16 febbraio 2017

Necessità dell'orazione

Una studentessa in discernimento vocazionale mi ha detto che ormai per lei l'orazione è divenuta indispensabile come l'aria...

Caro D., è un po' che non ci sentiamo.
Sono la ragazza emiliana che qualche tempo fa ti scrisse del suo turbamento. Volevo ringraziarti per i continui inserti nei tuoi blog [...]. Ho trovato davvero molto edificanti le parole Sant'Alfonso Maria de Liguori, soprattutto queste:

"Troppo fa vedere l'esperienza, che quanto più taluni s'immergono a trattare cogli uomini, tanto meno desiderano di trattare con Dio; e quanto più essi trattano col mondo, tanto più Iddio da loro si ritira. Volentieri io parlerei (disse un giorno il Signore a s. Teresa) a molte anime; ma il mondo fa tanto strepito nel loro cuore che la mia voce non può sentirsi. Immersi pertanto molti religiosi negli affari di terra, poco pensano a stringersi con Dio […] Gli antichi monaci attendeano molto all'orazione, e perciò si faceano santi, e coll'edificazione che davano santificavano anche gli altri. Ma oggidì tutto manca perché è mancato lo spirito di orazione; e pertanto si manca all'umiltà, al distacco del mondo e all'amore a Dio; e mancando l'amore a Dio, mancano in conseguenza tutte le virtù"

Sempre più mi rendo conto in questo mio percorso che è necessario "scremare" tutto il superfluo dalla nostra vita. Purtroppo siamo sempre stati abituati ad avere tutto, anche più di quel che ci si può permettere. Non che siano sempre necessari i capricci, il più delle volte sono proprio coloro che dovrebbero educarci, e questo lo dice anche Sant'Alfonso, che ci viziano. Ora per quella che è la mia esperienza penso di poter dire che a muovere tutto questo sia più un amore incontrollato, che appunto rende talmente ciechi da far sì che non ci accorgiamo di fare del male pur volendo fare il bene.

Il mondo non è tanto, è troppo, e i nostri occhi vogliosi non sanno vedere l'utilità di quel che ci circonda. Non riusciamo a capire che nell'essenzialità dell'orazione quotidiana, o della lettura di qualche scritto religioso vi sono nascoste le chiavi della nostra felicità. Perché che cosa è questa felicità se non la tranquillità dell'animo e la serenità che affiora in viso disteso? Curioso che religiosi e sacerdoti e laici che veramente sono di Dio sono sempre sorridenti, sereni, beati.

Ho capito, e sto vivendo tutto questo in compagnia di due scritti a me molto cari:

- L'imitazione di Cristo, un testo semplice, ma completo; antico, ma attualissimo.

- Della perfetta vita religiosa, una raccolta di testi scritti da San
Bonaventura alla Madre Abbadessa delle clarisse.

Grazie a loro e a chi mi sta seguendo, i momenti di orazione o nei quali stare con Dio, mi sono divenuti necessari come l'aria.

E per coronare tutto,ora, via verso Lourdes!

Sursum Corda!

A presto,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                       sono davvero contento che tu ti stia sforzando di vivere intensamente la vita spirituale. Con Dio dobbiamo essere molto generosi e magnanimi, perché Lui merita di essere amato con tutte le forze.

Il libro dell'imitazione di Cristo è un ottimo compagno di vita; se tutti i cristiani lo leggessero e lo meditassero spesso, le cose andrebbero certamente meglio. È adatto a tutti, anche ai fedeli laici.

Ti auguro buon viaggio a Lourdes. Sarà un pellegrinaggio faticoso e impegnativo, perché coi malati c'è bisogno di avere tanta pazienza. Ma la consapevolezza che la tua opera non è motivata dal desiderio di guadagnare soldi, ma dalla volontà di dare gusto a Dio servendo disinteressatamente i bisognosi, ti darà la forza di superare i momenti più faticosi. Inoltre la Mamma del Cielo certamente ti farà sentire il suo aiuto; nessuno di noi può vincerla in generosità.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,

Cordialiter

Ad maiorem Dei gloriam!

mercoledì 15 febbraio 2017

Donare la vita a Dio

Pubblico nuovamente il testo di una lettera che scrissi a una lettrice del blog desiderosa di appartenere tutta a Gesù buono.

Carissima sorella in Cristo,
                                                sono contento di leggere nelle tue lettere vocazionali dei bellissimi sentimenti d'amore per Gesù buono. Non mi scandalizza affatto il tuo linguaggio tipico di una persona innamorata, poiché anche Santa Teresa di Lisieux quando era nel mondo si considerava fidanzata di Gesù e utilizzava un gergo simile. Anche la Sacra Scrittura nel Cantico dei Cantici utilizza frasi d'amore tipiche degli sposi.

Chissà quante giovani ragazze della tua età attualmente sono schiave dei falsi amori della terra, cioè quelli fondati sul peccato. Quanto vorrei che queste persone potessero leggere le tue lettere! Magari qualcuna di loro abbandonerebbe la triste vita vissuta lontano Dio, e come una pecorella smarrita si lascerebbe volentieri prendere sulle spalle dal Buon Pastore. Il Signore ti ha fatto una grazia enorme facendoti sentire il desiderio di donare la vita a Lui. Che cosa potresti desiderare di meglio? Chi ha Dio ha tutto, e chi non ha Dio non ha nulla.

Sono felice di sapere che per amore di Gesù sei disposta a sopportare le avversità che tenteranno di ostacolare la tua vocazione. Militia est vita hominis super terram (Iob 7,1). Mi piace vedere nei cristiani lo spirito combattentistico, poiché la vita è un continuo combattimento spirituale, e senza lo spirito del valoroso combattente si finisce per soccombere. Sant'Alfonso Maria de Liguori diceva che i genitori spesso sono i peggiori nemici della vocazione dei figli, per questo motivo non bisogna confidare a parenti e ad amici il desiderio di abbracciare la vita religiosa. Preghiamo per la tua mamma affinché capisca che è un errore per un genitore distogliere i figli dalla vocazione. La nostra felicità consiste nell'uniformarci alla volontà di Dio, e se Lui ti vuole tutta per sé, chi siamo noi per ribellarci alla Sua volontà?

Su questa terra nessuno conosce la tua anima meglio del tuo padre spirituale, il quale ha accolto con gioia il tuo desiderio di consacrarti a Dio. Dunque non devi preoccuparti se qualche altra persona ti dice che non devi farti suora, o che non sei adatta per la vita religiosa. Se tu non fossi stata adatta a vivere in monastero, il tuo direttore ti avrebbe detto chiaramente di non pensarci più. Del resto se fosse stato solo un fuoco di paglia si sarebbe estinto nel giro di breve tempo, io invece constato che sei sempre più innamorata di Gesù, che è il fine ultimo della tua vita.

Coraggio, non arrenderti! Anche se dovessi incontrare altri ostacoli sulla strada della consacrazione a Dio, ricordati che maggiori sono le difficoltà, più bella bella è la vittoria finale!

Pregherò la Mediatrice di tutte le grazie di vegliare su di te e di ottenerti la “grazia delle grazie”, ossia la perseveranza finale in stato di amicizia con Dio.

Fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

martedì 14 febbraio 2017

Sei stata creata per amare Dio

Ecco la lettera vocazionale di una giovane studentessa liceale...


Buongiorno,
                 navigando alla ricerca di informazioni sulle vocazioni ho trovato il suo blog. E devo dire che è davvero una bella fonte di informazioni! Complimenti!

Mi presento...mi chiamo [...] ho 16 anni, frequento il Liceo Scientifico ed abito a [...]. Negli ultimi mesi (dopo esser stata lasciata dal mio fidanzato dopo quasi due anni insieme) mi sono riavvicinata di gran lunga alla Chiesa e a Gesù. A dire il vero non mi ero mai allontanata di mia spontanea volontà, ma il mio fidanzato mi concedeva solo la domenica mattina per la S. Messa. [...] Da un bel po' di tempo però penso che ciò che può darmi Gesù non può darmelo nessun uomo. Volevo intraprendere la carriera militare, un sogno sin da bambina. Ho fatto concorsi per entrare nelle Scuole delle Forze Armate e le sere prima delle prove pensavo tra me e me "È davvero questo ciò che voglio?". Ed ora credo di avere la risposta.

Ho pensato di scriverLe perchè vorrei sapere se dalle mie parti ci sono conventi per fare ritiri vocazionali e capire realmente se è questo che Dio vuole da me. All'età mia, posso fare un'esperienza vocazionale oppure devo aspettare di finire gli studi e diventare maggiorenne? Poi potrei iniziare il cammino in convento verso i voti? Come posso fare con gli studi? Parlarne con i miei ancora è molto difficile...prima vorrei sapere dove andare e cosa fare. E poi ne parlo con loro. Aspetto una sua risposta. Grazie mille!!!

Un caro saluto in Gesù,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                     dammi pure del tu (lo preferisco). Sono davvero contento di sapere che hai compreso che nessun uomo della terra potrà mai renderti felice come farebbe Gesù se gli donassi tutto il tuo cuore. Lui è il miglior sposo che una donna possa avere. Rifletti sul fatto che Dio è eterno, cioè è sempre esistito, e sin dall'eternità, prima ancora di creare il mondo e le stelle, già pensava a te e ti amava in attesa di crearti (la tua anima è stata creata dal Signore nel momento in cui sei stata concepita nel grembo di tua madre). Pensa che quando Cristo si è immolato in croce, lo ha fatto pensando a te, per espiare i tuoi peccati e redimerti. Se tu fossi stata l'unica persona bisognosa di redenzione, Lui si sarebbe incarnato e si sarebbe immolato lo stesso solo per te. Sì, anche per salvare un'anima sola! Troppo grande è l'amore di Dio per ciascuno di noi! Dove puoi trovare qualcuno che ti ami più di Nostro Signore? Non conosco nessun altro uomo che si lascerebbe flagellare e crocifiggere per salvarti. Fortunata te se diventerai sposa di Gesù abbracciando la vita religiosa in un istituto fervoroso, sarai felice già su questa terra, ma soprattutto nell'eternità.

Hai fatto bene a scartare l'idea di entrare nelle Forze Armate, non mi piace il modo “poco caritatevole” con cui non di rado vengono trattate le reclute.

Anche se sei minorenne puoi benissimo fare un'esperienza vocazionale, e puoi anche entrare in convento, però per iniziare il noviziato dovrai aspettare i 17 anni, come è stabilito dal Codice di Diritto Canonico. L'unico problema è che per entrare in convento prima dei 18 anni è necessario avere il permesso dei genitori. Avere una figlia sposa di Gesù Cristo è una grazia immensa, però non sono molti i genitori che comprendono questi discorsi spirituali.

Non è necessario avere il diploma per abbracciare la vita consacrata. Comunque, sappi che in qualche istituto religioso è possibile terminare gli studi scolastici in convento. A mio avviso è una cosa molto buona, perché così si evita di frequentare le scuole normali, dove ci sono dei professori atei che parlano male della Religione, e dei compagni di classe che si comportano male.

Rimango a tua disposizione per rispondere ad eventuali ulteriori domande. Ti incoraggio vivamente a perseverare nel discernimento vocazionale. Troppo grande è la grazia di donare interamente il proprio cuore a Gesù e di divenire sua sposa.

In alto i cuori!

Cordialiter

lunedì 13 febbraio 2017

Confessione dei peccati

Il nemico del genere umano tenta di allontanare le anime da Gesù infondendo assurdi timori come un'esagerata paura di confessarsi male. Ecco un brano di una lettera di una ragazza:

Uno dei miei problemi principali è che non so se faccio le cose correttamente, se mi confesso bene, se ricevo bene la Comunione, se prego bene ... e questa incertezza mi fa evitare la Comunione, la preghiera, e così via. Se solo fossi certa in anticipo che il Signore sarà contento della mia confessione, andrei a correre. Purtroppo, mi fermo ad un Dio che è Amore, che forse mi chiama a consacrarmi a Lui, ma ho paura di avvicinarmi a Lui. Prega per me, perché il Signore mi dia il coraggio di fare ciò che Egli aspetta da me!

Cara sorella in Cristo,
                                      è da vari mesi che ci scriviamo e-mail, sono contento che in questo periodo di tempo hai continuato a perseverare nel cammino spirituale e nel discernimento vocazionale. Non devi arrenderti mai, devi sempre avanzare nel cammino di perfezione cristiana. Non preoccuparti eccessivamente dei peccati commessi, infatti il Signore è buono e ci perdona volentieri quando ci confessiamo con sincero pentimento. Nessuna ragazza è degna di diventare sposa di Gesù, perché Lui è Dio, mente noi figli di Eva siamo tutti peccatori. Quando il Signore concede a una persona il dono della vocazione religiosa, non lo fa in base ai meriti, ma lo fa per puro amore. Se diventerai suora (lo spero tanto!), non sarà per i tuoi meriti, ma sarà solo perché Gesù ha voluto così, perché Lui è buono.

Il diavolo non vuole che tu viva in maniera cristiana, per questo motivo cerca di allontanarti da Gesù facendoti cadere nella tristezza e nello scoraggiamento. Quando una persona è scoraggiata e demoralizzata, per il demonio è facile allontanarla dalla preghiera e dalla Comunione. Non devi cadere in questa trappola.

Tu non puoi più vivere senza Gesù, perché quando il tuo amore per Lui è freddo, c'è tanta sofferenza dentro il tuo cuore. Devi amare assai Gesù, però nel mondo ci sono tante distrazioni e tentazioni; ecco perché spero tanto che tu possa entrare in un monastero. Lì sarà facile per te vivere il cristianesimo in maniera fervorosa, lì potrai pensare solo ad amare Dio con tutto il cuore, senza distrarti con le cose inutili della terra.

Devi cercare di vivere il cristianesimo in maniera gioiosa, devi cercare di allontanare da te le inutili paure. Devi pregare ogni giorno senza avere paura di “pregare male”, l'importante è che non ti distrai volontariamente durante l'orazione. Inoltre sarebbe bello se tu dialogassi con Gesù e Maria. Sì, puoi parlare fraternamente con loro, raccontando i tuoi problemi, le tue sofferenze, i tuoi desideri, ma soprattutto dicendo che li ami e che vuoi amarli per il resto dell'eternità, ecc. Sant'Alfonso ha scritto un bellissimo libretto che spiega il modo in cui bisogna dialogare con Dio.

Per quanto riguarda la confessione, non devi avere timore; l'importante è essere pentiti delle colpe commesse, poi è sufficiente confessare solo i peccati mortali, ma se vuoi puoi confessare anche quelli veniali. Per commettere un peccato mortale devi aver ragionato così: “questa cosa che sto per fare è una colpa grave che offende molto Dio, io ne sono pienamente consapevole e acconsento pienamente a compierla”. Se non sapevi che una cosa era colpa grave, oppure non avevi la piena consapevolezza o non hai dato il totale consenso della volontà, puoi essere certa di non aver commesso peccato mortale.

Se non puoi giurare che una certa azione commessa sia stata sicuramente una colpa mortale, non sei obbligata a confessarla. Con l'assoluzione vengono perdonati tutti i peccati, anche quelli che non hai confessato perché non eri certa che fossero mortali. Comunque se il tuo confessore è un buon sacerdote, puoi raccontargli i tuoi dubbi di coscienza e lui ti aiuterà a capire se erano peccati mortali, peccati veniali o addirittura semplici scrupoli.

Il diavolo non vuole che tu fai la Comunione, perché in questo modo ti unisci totalmente a Gesù: Lui diventa tutto tuo, e tu diventi tutta Sua. Quando Gesù è dentro di te, devi dirgli parole d'amore, devi dirgli che tu lo ami e che lo vuoi amare ancora di più perché Lui lo merita, devi dirgli che sei disposta a donargli la tua vita, che vuoi amare solo Lui, che vuoi che tutte le anime lo amino, che Lui regni su tutti i cuori degli uomini, che tutte le anime si salvino e vadano in Cielo ad amarlo per sempre, che preferisci morire anziché commettere anche un solo peccato con piena avvertenza, ecc.

Tu hai una coscienza delicata, quindi quando non sei sicura di aver commesso un peccato mortale, devi presumere di non averlo commesso. Infatti le persone con una coscienza delicata quando commettono davvero un peccato mortale non hanno dubbi, ma ne sono certe.

Dopo che hai fatto la confessione puoi continuare a ricevere la Comunione sino a quando non sei certa di aver commesso un peccato mortale. Insegnano i teologi che se sei in dubbio di essere in stato di grazia o in peccato mortale, puoi ricevere la Comunione, però è bene recitare prima con contrizione del cuore un “atto di dolore”, cioè una preghiera con cui chiedi scusa a Dio di tutte le tue colpe, non tanto per aver meritato i suoi castighi, ma soprattutto perché hai offeso Lui che è infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Comunicandoti allontanerai gli scrupoli, ma soprattutto allontanerai la tentazione del diavolo che vuole tenerti lontana dalla Comunione, cioè da Gesù. La Comunione ti darà la forza di resistere alle tentazioni, ti darà maggiore fervore nella preghiera e ti farà accendere di carità verso Dio e il prossimo.

Spero di esserti stato di qualche utilità, ma rimango a tua disposizione per ulteriori chiarimenti.

In Gesù e Maria,

Cordialiter

domenica 12 febbraio 2017

Amare il silenzio

Tutte le anime che amano Dio amano anche la solitudine, perché nella solitudine è più facile raccogliersi ed elevare la mente al Signore. Nel silenzio e nella solitudine lo Spirito Santo parla al cuore delle sue anime dilette con parole che infiammano d'amore. Ducam eam in solitudinem, et loquar ad cor eius (Osee II, 14).

La virtù si conserva facilmente nella solitudine, mentre si perde facilmente nel conversare col mondo, ove poco si conosce Dio, e poco conto si fa del suo amore e dei beni che Egli dona a chi lascia tutto per amor suo. Diceva San Bernardo che lui aveva imparato molto più nella solitudine dei boschi che dai libri e dai maestri. Quindi i santi per vivere in solitudine e lontani dai tumulti del mondo hanno amato tanto le grotte, i monti e i boschi. La solitudine sarà una fonte perenne di allegrezza per quelle anime che la cercano: ella fiorirà come il giglio in bianchezza ed innocenza di vita, e produrrà i frutti di tutte le virtù. Queste anime felici un giorno saranno elevate a vedere la gloria del Signore e la sua infinita bellezza.

È certo che per mantenere l'anima unita con Dio bisogna conservar nella mente le idee di Dio e dei beni immensi che Egli prepara a chi lo ama. Ma quando noi abbiamo contatti col mondo, esso ci presenta le cose terrene, le quali cancellano le idee spirituali e ci privano dei sentimenti di pietà.

I mondani fuggono la solitudine perché nella solitudine si fan sentire i rimorsi delle loro coscienze, perciò costoro vanno cercando conversazioni e distrazioni di mondo. Al contrario, le anime che vivono con pace di coscienza non possono non amare la solitudine; e quando si trovano tra il baccano del mondo si sentono come pesci fuor d'acqua. È vero che l'uomo ama la compagnia; ma qual più bella compagnia che quella di Dio! Non apporta né amarezza né tedio l'allontanarci dalle creature per conversare intimamente col nostro Creatore.

Non è vero che la vita solitaria è vita malinconica; ella invece è un assaggio e principio della vita dei beati che godono un gaudio immenso nell'occuparsi solamente di amare e lodare Dio. I santi allorché vivono in solitudine sembrano soli, ma in realtà non stanno soli, stanno con Dio. Sembrano mesti, ma non sono mesti; il mondo, vedendoli lontani dai divertimenti terreni li giudica miseri e sconsolati, ma non è così; essi in realtà godono un'immensa e continua pace. Il Signore ben sa consolare un'anima che conduce una vita ritirata. Ella è sempre piena di gioia e d'allegrezza, e innalza ringraziamenti e lodi alla divina bontà.

sabato 11 febbraio 2017

Domande sulla vocazione

Molte persone si pongono domande sulla vocazione. A tal proposito ripubblico una specie di “intervista” che ho fatto a una cara lettrice del blog esperta di vita religiosa. Per tutelare la sua riservatezza le ho dato il pseudonimo di Gemma, per via della sua devozione a Santa Gemma Galgani.

Carissima Gemma, innanzitutto ti ringrazio per la tua amicizia disinteressata. Questa volta voglio porti alcune domande sul tema dei “dubbi sulla vocazione”.

- Alcune persone dopo essersi convertite si sentono attratte dalla vita religiosa, tuttavia dubitano di avere la vocazione poiché pensano di esserne indegne a causa dei peccati della vita passata. Ma Dio può chiamare alla vita consacrata anche anime che sono pentite dei peccati mortali commessi nella vita passata?

- Premesso che non esiste nessuna creatura al mondo degna di ricevere il dono della vocazione alla vita religiosa, ti dico che se anche una persona avesse commesso peccati mortali in una vita precedente alla conversione, se veramente crede alla Misericordia di Dio, sa bene che attraverso un sincero pentimento con il proposito di non peccare più, si riceve il perdono dei peccati attraverso il Sacramento della confessione. Lavato e purificato dal Sangue di Cristo diventa candido come la neve. È una tentazione e anche mancanza di umiltà credere che non possiamo ricevere questo dono da parte di Dio, forse che il Creatore non conosce bene l'anima che ha creato? Non si sarà mica sbagliato? È una bella presunzione da parte nostra credere di avere il giusto criterio per giudicare le scelte di Dio. Credo che quando si riceve un dono si debba solo ringraziare, e nel caso della vocazione direi che non basterà l'eternità per ringraziare. Bisogna fare un grande atto di umiltà e accettare con fede questo immenso dono che il Signore fa a chi vuole Lui, secondo i Suoi criteri e non i nostri, grazie a Dio!

- Tu conosci bene la vita monastica. Il diavolo cerca di tentare i religiosi con dubbi vocazionali? Perché lo fa?

- Il diavolo, colui che cerca sempre di strappare la felicità ai figli di Dio, non sopporta di vedere una creatura godere dell'immensa gioia di consacrarsi al Signore, e si dà tanto da fare per cercare di distogliere le creature da questo proposito, insinuando nella loro mente e nel cuore tanti dubbi sulla vocazione. Egli sa anche bene che le persone consacrate offrono tutta la loro vita per strappargli le anime, odia talmente le monache che le chiama con disprezzo “teste fasciate”! si inventerebbe qualsiasi cosa pur di cercare di fargli abbandonare la vita religiosa. Si dà un bel da fare in particolar modo nei noviziati, perché sa che l'inesperienza e l'insicurezza dei primi approcci con la vita religiosa rende le creature più fragili, ma se stanno ben ancorate al Signore, confidano nel Suo aiuto, attraverso la preghiera incessante tutti i dubbi vengono sciolti, e l'anima può proseguire il suo cammino senza confusione.


- Quando una persona ha dei dubbi sulla vocazione, conviene confidarsi col proprio direttore spirituale o con la priora del monastero se è una novizia?

- Una cosa molto importante appena si presentano alla mente questi dubbi sulla vocazione è parlarne sia con il direttore spirituale che guida la nostra anima, sia con i superiori che nel caso di una monaca può essere la maestra delle novizie se è novizia o la priora se è già professa, perché loro devono rendere conto a tutta la Comunità della nostra vocazione, cioè se è vera o no. È molto importante anche perché se è una tentazione, solo parlandone viene subito smascherata. Mi ricordo infatti che molti santi, tra i quali Santa Teresa di Gesù Bambino, ebbero anche alla vigilia della professione tentazioni terribili sulla vocazione, ma non appena ne ebbero parlato con chi le guidava svanirono! Purtroppo, il nemico ha la faccia tosta di tentare anche religiosi con 50 anni di vita religiosa, incredibile! perciò bisogna stare sempre vigili perché lui non va mai in vacanza e purtroppo neanche in pensione!

- Ti ringrazio per le risposte. Apprezzo molto la tua amicizia caritatevole e fraterna che ricambio molto volentieri.

- Caro fratello, spero di essere stata esauriente. Desidero ringraziarti per l'appellativo grazioso che mi hai dato chiamandomi "Gemma", l'ho gradito molto, è stato un gesto di tenerezza da parte di un fratello spirituale che ha capito quanto sto soffrendo. Ti saluto e ti ringrazio per la tua amicizia. Il Signore ti benedica.

venerdì 10 febbraio 2017

Desiderare di vivere con Gesù

Ripubblico la traduzione di un bellissimo brano di una lettera che mi ha scritto una ragazza francese.

"Il mio più grande desiderio è quello di consolare Gesù, curare le sue piaghe, adorarlo, asciugare le sue lacrime, passare la mia vita con Lui, dargli tutto, non tenere niente per me, e sacrificare tutto per amor suo, vivere di Lui, per Lui, in Lui; amarlo fino a fondermi completamente in Lui, contemplarlo, supplicarlo di salvare i peccatori, di accordare la sua misericordia, di dar loro la fede.

Voglio consolare Gesù per tutti gli oltraggi fatti al suo Sacro Cuore e al Cuore Immacolato di sua Madre. Se potessi, mi piacerebbe fargli dimenticare tutte le sue sofferenze, asciugare le lacrime che ha versato per noi."

Carissima,
                    gioisco nel sapere che esistono ancora persone così ardentemente innamorate di Gesù e Maria. Vorrei tanto che quelle parole d'amore per i Sacri Cuori divampassero dappertutto, vorrei vedere la gente ardere d'amore per Dio e per il prossimo, vorrei che la Chiesa Cattolica si propagasse in tutte le nazioni, vorrei che tutte le anime redente dal Sangue di Cristo si salvino! Ma che ci stiamo a fare su questa terra se non amiamo Dio? Il Signore è il nostro unico e vero bene, e senza di Lui la nostra vita non ha nessun senso. Aveva ragione la Beata Maria Deluil-Martiny a dire: “Cristo deve regnare!” Sì, dobbiamo desiderare che Cristo regni in tutti i cuori degli uomini!

Viene voglia di piangere nell'osservare che sono tanti coloro che non lo amano. In Italia, in Francia e in tanti altri Paesi europei la fede si sta spegnendo, mentre dilaga l'idolatria dei beni materiali e dei piaceri sensuali che allontanano i cuori da Dio. Sono tanto contento che tu desideri entrare in qualche ordine religioso di stretta osservanza per consolare Gesù buono. Spero tanto che tu possa diventare sposa del Re del Cielo, poiché voglio che il tuo cuore possa essere tutto di Gesù. Gli uomini della terra spesso maltrattano e tradiscono le loro mogli; Gesù invece è sempre amorevole e fedele con le sue spose.

Per poter seguire la vocazione religiosa è necessario superare tanti ostacoli e avversità. Coraggio! Affidati alla Madonna e vedrai che riuscirai non solo a salvarti l'anima, ma anche a farti santa!

Ti saluto fraternamente in Cordibus Jesu et Mariae.

Au revoir!
Cordialiter

P. S. Chiedo gentilmente a tutti i lettori del blog di recitare una preghiera per questa ragazza francese tanto innamorata di Gesù buono.

giovedì 9 febbraio 2017

Vocazione claustrale?

Tempo fa mi ha scritto una ragazza che era indecisa se abbracciare la vita contemplativa o a quella apostolica...


Carissimo D.,
                         scusa se ti disturbo con la mia lettera ma ho proprio bisogno di un consiglio raccontandoti prima un' esperienza accadutami da poco. Qualche giorno fa, io ed una mia amica in discernimento con me, siamo andate a fare visita alle suore di clausura di [...]. Appena entrate, subito mi sono sentita travolta da una grande emozione e dalla sensazione di essere a casa. La suora che ci ha accolte, dopo le presentazioni di rito, ci ha invitate ai Vespri e sentire le voci delle suore che cantavano mi ha profondamente commossa! Dopo una piccola chiacchierata, abbiamo conosciuto la Superiora che si è informata circa il nostro cammino e sul sacerdote che ci sta seguendo, che lei conosce. Prima di andare via, ci ha invitate ad una veglia alla quale però, con mio profondo rammarico, non abbiamo potuto partecipare. Un paio di giorni fa, il mio padre spirituale mi ha detto che la Superiora aveva chiamato al convento chiedendo il motivo per il quale non aveva visto alla veglia né me né la mia amica, aggiungendo però che le avevamo fatto una buonissima impressione. Quest'ultima affermazione mi ha turbata! Ho sentito come se mi stessero chiamando a far parte di quella famiglia!

Il mio problema ora è questo: per quanto io ami Gesù e mi senta in parte attratta dalla vita claustrale, non credo che quella sia la mia Vocazione. Dico questo perchè provo una gioia infinita nello stare in mezzo agli altri cercando di comunicare e testimoniare loro il profondo amore che Gesù nutre per noi. Cercando informazioni sul web, sono venuta a conoscenza dell'esistenza dell'ordine delle [...]. Potresti darmi qualche consiglio per sciogliere i miei dubbi e qualche informazione riguardo al loro ordine?

[…] Perdona la lunghezza della mia lettera, ma ho veramente bisogno di un consiglio!

Pace e Bene
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                  non devi preoccuparti, per me non è un disturbo rispondere alle lettere, anzi è una grande gioia poter esser di qualche utilità al prossimo.

Sono davvero molto felice di sapere che stai perseverando nel discernimento vocazionale. Certe persone un giorno dicono di avere la vocazione, ma qualche giorno dopo hanno già cambiato "idea". Tu invece è da vari mesi ormai che senti il desiderio di donare il resto della tua vita a Gesù buono, l'amorevole Redentore delle anime nostre. Continua a perseverare, poiché è troppo grande il dono della vocazione religiosa. Solo in Cielo capirai con pienezza quanto grande sia stata la grazia di aver abbracciato la vita consacrata. Dispiace che i mondani non possono capire queste cose, altrimenti i conventi e i monasteri verrebbero invasi da una moltitudine di postulanti.

Quale ordine religioso scegliere? Non è semplice rispondere, poiché a volte si è indecisi tra vari istituti. In genere bisogna ascoltare le proprie inclinazioni. Alcune ragazze sono portate per l'evangelizzazione, altre per la cura dei poveri e degli ammalati, altre ancora per la vita contemplativa nella clausura. Sono rimasto sorpreso nel constatare che molte ragazze che mi hanno contattato sono attratte dalla clausura; si tratta di una scelta forte e radicale adatta solo ad anime ardite e coraggiose, che ardono dal desiderio di immolarsi. Ovviamente ho grande stima anche degli istituti religiosi di vita attiva; oggi c'è tanto bisogno di apostolato per rievangelizzare la nostra società materialista e scristianizzata.

Certe volte la propria attrattiva non corrisponde alla vocazione designata da Dio. La celebre suor Consolata Betrone, da giovane si sentiva attratta dagli ordini di vita attiva. Fece tre prove ma non andarono a buon fine. A quel punto il suo confessore le propose di provare in un ordine di clausura, nel quale riuscì ad entrare e a vivere santamente. Quindi, conviene parlarne col tuo direttore, il quale potrebbe consigliarti di fare alcune esperienze vocazionali in vari ordini per comprendere se sei chiamata alla vita contemplativa o a quella apostolica.

Non conosco personalmente le suore di cui mi hai chiesto informazioni, quindi non sono in grado di darti un valido parere al riguardo. Tuttavia posso dirti come la penso sul tema dell'osservanza della vita religiosa. Gli ordini rilassati sono quelli in cui non si vive più in maniera autentica la vita religiosa. La differenza tra un ordine religioso osservante e uno rilassato è un po' come la differenza tra un fiore fresco e uno appassito. Scriveva Sant'Alfonso Maria de Liguori: "Oimè, piange la Chiesa, perché vede nei religiosi un comune rilassamento di spirito, unito ad una gran freddezza nel divino servizio! Non si nega che vi sono i buoni fra tanti i quali vivono da veri religiosi, separati dagli attacchi mondani, e che si dedicano a farsi santi ed a portare anime a Dio [...] ma questi buoni religiosi [...] quanti sono? [...] son troppo pochi, come si vede; e perciò piange la Chiesa con tutti coloro che amano la gloria divina."

Come si fa a capire se un ordine religioso è rilassato? Basta vedere se vive in maniera simile al fondatore, o in maniera simile alle persone secolari, cioè le persone che abitano nel mondo. I veri religiosi vivono continuamente col cuore rivolto a Dio, e si impegnano mediante l'apostolato, la preghiera e le penitenze, alla propria santificazione e alla conversione delle anime. Negli ordini osservanti, l'abito religioso viene utilizzato sempre, si vive in semplicità, modestia e povertà (da non confondere con la miseria), si obbedisce sempre a quel che ordina il Papa, si osservano fedelmente gli insegnamenti del Magistero Ecclesiastico riguardanti la Fede e la Morale, si celebra la Messa in maniera devota, ecc. Negli ordini religiosi rilassati invece se ne vedono di tutti i colori: poco raccoglimento, poco silenzio, poca obbedienza al Papa, poca preghiera, stile di vita secolarizzato, discorsi mondani, serate passate davanti al televisore, abbigliamento poco edificante, ecc.

Secondo Sant'Alfonso è meglio restare a casa propria, anziché entrare in un ordine rilassato, dove si rischia di fare una vita insipida e infelice. Al contrario, entrando in un ordine religioso di stretta osservanza ci si sente il cuore pieno di gioia e fervore spirituale.

Spero tanto di esserti stato di qualche utilità, ma non esitare a scrivermi ogni volta che lo riterrai opportuno. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

mercoledì 8 febbraio 2017

Lasciare i propri cari

Ripubblico una lettera di una ragazza che mi comunicò che dopo qualche mese sarebbe entrata in un monastero di clausura...

Ciao,
          [...] sto continuando il mio cammino vocazionale con la Madre del monastero di [...]. Ho conosciuto anche la maestra delle novizie, e la Madre, senza alcun dubbio, mi ha detto che ho già camminato abbastanza e che entro l'anno sarebbe bene che entrassi in monastero perchè non serve più aspettare, anzi, potrebbe essere molto dannoso. Non ti nascondo che nonostante la mia gioia immensa di sapermi consacrata al Signore, un'altra parte di me, nel pensare di lasciare la mia famiglia, è molto triste. So però dentro di me che non potrei mai abbandonare la strada della consacrazione, nel senso che se vi rinunciassi sarei la persona più triste del mondo. A volte mi domando se può essere vero che il nostro Dio chiama proprio me a seguirlo più da vicino, e questo dubbio quando mi assale mi fa davvero male. Poi ripenso al mio discernimento con la Madre, e ti assicuro che in quel monastero non cercano di invogliare alla vita religiosa, anche perchè non hanno bisogno di vocazioni, e mi dico che veramente Iddio è così buono che mi vuole donare questa grande Grazia. Ti dirò di più: il mese scorso è entrata un'altra ragazza, e con lei hanno raggiunto il numero massimo di monache, ma la Madre ha chiesto per me un permesso speciale al Vicario Generale [...], perchè reputa fin troppo autentica la mia chiamata. Non vedo l'ora di appartenere totalmente a Lui, ma spesso mi prende la paura che non sono in grado di rispondere generosamente a tale chiamata. Chissà se mai riuscirò a staccarmi totalmente dai miei affetti familiari per unirmi solo a Lui e vivere questa vita solo per i desideri del Suo cuore. Ho dentro di me un desiderio di nascondimento, di santità nota però solo al Signore. Desidero solo quello che Lui desidera, e quando penso di camminare sulla strada che Lui ha pensato per me, mi sembra di non poter reggere alla gioia che mi attraversa. Sapere il Suo sguardo sopra di me, fosse anche per un rimprovero, mi fa sentire la Sua regina. Spero di riuscire a vivere in pienezza la chiamata del Signore nonostante la mia umanità.

Ti informerò di tutto e con grande gioia. Prega per me. Il Signore benedica te e i tuoi propositi.

A presto,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                  sono felicissimo della bella notizia che mi hai dato, e cioè che la Madre del monastero ha confermato che hai davvero la vocazione religiosa. So benissimo che queste monache sono molto selettive nel discernere le vocazioni, quindi ritengo che sia stata una grande grazia il fatto che hanno deciso di accoglierti. Non si tratta di un monastero qualsiasi, si tratta di uno dei migliori d'Italia. Lì la vita religiosa si vive nella fedeltà alla spiritualità della zelantissima Fondatrice. Del resto deve far riflettere il fatto che è uno dei pochi monasteri d'Europa ad avere talmente tante vocazioni da non avere più la possibilità di accogliere altre ragazze.

Quando i mondani verranno a sapere che diventerai suora di clausura, criticheranno la tua scelta e diranno che si tratta di una “vita sprecata”. La realtà è profondamente diversa: la vita contemplativa è semplicemente meravigliosa perché consente di vivere costantemente alla presenza del Signore, cioè col cuore continuamente infiammato d'amore per Dio. E noi siamo stati creati proprio per amare la Santissima Trinità. E che ci stiamo a fare su questa terra se non amiamo Dio? In quel monastero fervoroso è facile salvarsi e divenire anche “madre delle anime” salvando dalla perdizione eterna tante altre persone con la preghiera e la penitenza. Non sono le suore di clausura a sprecare la propria vita, ma sono coloro che la dedicano ad amare le cose vane della terra che svaniranno nell'ora della morte.

Sant'Alfonso Maria de Liguori diceva che uno dei mezzi con cui il demonio tenta di far perdere la vocazione consiste nell'insinuare nel giovane vocato un eccessivo attaccamento alla famiglia. Certo bisogna voler bene ai parenti, ma per amore di Gesù Cristo bisogna esser pronti a rinunciare a tutto. Anche Santa Teresa d'Avila soffrì molto quando scappò di casa per entrare in monastero, la stessa sofferenza l'hanno sentita anche altri santi. Quindi sappi che il dolore che senti nel cuore è una cosa normale negli esseri umani. Coraggio, affidati alla Madonna e certamente riuscirai a superare questa prova d'amore. Devi dimostrare a Gesù buono, il tuo futuro Sposo, di amarlo sopra ogni altra cosa. Per questo sacrificio, Egli saprà ricompensarti abbondantemente già su questa terra, ma soprattutto nell'eternità.

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti nel Cuore Immacolato di Maria,

Cordialiter

martedì 7 febbraio 2017

Quando rispondere alla vocazione?

Tempo fa una gentile lettrice del blog mi ha posto alcune domande....

Caro Cordialiter,
                             mi chiamo [...], sono un'assidua lettrice del tuo blog. Mi hanno colpito due lettere che hai pubblicato: in una dicevi ad una persona che la vocazione può "andar via" o essere "tolta da Dio e data ad un'altra persona" e in un'altra che "se pure una persona non ha la vocazione, si può pregare che Dio gliela doni". Che vuol dire? Dio non ha per ognuno una vocazione personale fin dall'eternità, da prima che una persona nasca? Come può toglierla e darla ad un'altra? E se ha già un progetto, può cambiarlo in vocazione religiosa se glieLo si chiede? Grazie.

Un saluto in Gesù e Maria.


Cara sorella in Cristo,
                                      San Tommaso d'Aquino e Sant'Alfonso Maria de Liguori (entrambi Dottori della Chiesa), insegnano che quando una persona comprende di avere la vocazione, deve darsi da fare per poter adempierla al più presto, altrimenti rischia di perderla.

Se vuoi saperne di più al riguardo ti basterà leggere gli "Avvisi spettanti alla vocazione religiosa" di S. Alfonso. Ecco alcuni brani: “Pertanto quando chiama Dio a stato più perfetto, chi non vuole mettere in gran rischio la sua salute eterna, deve ubbidire ed ubbidire subito. Altrimenti sentirà rimproverarsi da Gesù Cristo […]. I lumi di Dio son passaggieri, non permanenti; onde [...] s. Tommaso d'Aquino [...] nella sua Somma propone il dubbio, se sia lodevole l'entrare in religione senza il consiglio di molti e senza lunga deliberazione. E risponde di sì, dicendo che il consiglio e la considerazione sono necessari nelle cose dubbie; ma non già in questa, che è certamente buona, giacché l'ha consigliata Gesù medesimo nel Vangelo [...]."

Dio è generoso nel dispensare le grazie (e la vocazione religiosa è una delle più grandi grazie che può donare), ma se vede che una persona le rifiuta, allora può anche revocarle. Ad esempio, se tu vuoi fare un regalo ad una tua amica, ma costei lo rifiuta, che fai? Ogni giorno ritenti di darglielo? No, dopo qualche rifiuto, prendi atto dell'ingratitudine della tua amica, e il regalo lo dai ad un'altra persona più meritevole.

La vocazione è una grazia del Signore, e come tutte le grazie può anche essere chiesta per se stessi o per altre persone. Ad esempio nel libro “Storia di un'anima” si narra che Santa Teresa di Lisieux pregò Dio di donare la vocazione a una sorella di una novizia, e dopo breve tempo quella ragazza abbandonò il mondo ed entrò in monastero.

Spero di aver risposto alle tue domande.

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

lunedì 6 febbraio 2017

Intervista a una Monaca Visitandina

Una monaca del monastero di Baggiovara (Modena) dell'Ordine della Visitazione fondato da San Francesco di Sales, mi ha rilasciato un'intervista che pubblico volentieri.


- Per i mondani è assurdo rinchiudersi in un monastero di clausura. Ci può spiegare qual è la missione delle religiose di vita contemplativa? 

- Testimoniare la centralità di Dio nella vita personale, vivere per amarlo e lodarlo. Richiamare a tutti i fratelli l’assoluto di Dio. Non avendo il cuore legato a nessuna persona, siamo chiamate a vivere nel cuore della Chiesa, nel cuore del mondo, condividerne le ansie e le aspirazioni più profonde per offrirle al Padre per la sua salvezza. La nostra missione è l’Amore: lode e amore a Dio per la sua bontà e misericordia, e dono, amore  e intercessione per la salvezza di ogni fratello.

- Molta gente inesperta di vita religiosa pensa erroneamente che sia triste e noioso vivere in un monastero di clausura. Come mai invece siete così gioiose e felici di aver abbracciato la vita monastica? 

- La nostra vita è una vita semplice, una vita di famiglia. Ci riunisce insieme un unico ideale: amare Gesù e farlo amare. La gioia, la serenità che tanti ci dicono di vedere nei nostri volti, scaturisce spontaneamente dal saperci amate da Dio, quindi è un suo dono. Quando il nostro cuore crede fermamente questo, ogni difficoltà, problema, croce, che tutte le vocazioni comportano, è vissuta con Gesù, sicure che Egli interverrà nel modo e nel tempo da Lui scelti. Ed è così che il nostro essere rimane libero, manifestando serenità e gioia, capacità di ascolto e comprensione per quanti vengono a dialogare con noi. 

- Come si capisce se una ragazza ha davvero la vocazione alla vita consacrata? 

- Se desidera unicamente Gesù e non l’affermazione del suo “io”. E, una volta entrata in monastero, quando, gradatamente, comprende e vive gioiosamente l’ubbidienza e l’umiltà. Gesù è il primo religioso: tutta la sua vita è stata un atto di obbedienza amorosa al Padre e di umiltà profonda.

- Ci sono alcune lettrici del blog che sono incerte sullo stato di vita da eleggere. Che consigli vorrebbe darle a tal proposito?

- Consiglierei di entrare nell’intimo del loro cuore e lì, sole a solo con Gesù, chiedergli: Signore, cosa vuoi che io faccia? Sto realizzando il tuo disegno d’amore che da tutta l’eternità hai su di me? E’ molto importante avere pure una direzione spirituale, un sacerdote a cui manifestare le aspirazioni più profonde, per ricevere luce e direttive per poter discernere la volontà di Dio nei nostri riguardi. E’ inoltre profittevole leggere frequentemente la Parola di Dio e chiederci cosa ci dice personalmente, come pure di fronte agli avvenimenti della vita chiederci cosa vuole dirci Dio con questo?

- Qual è la spiritualità dell'Ordine della Visitazione? 

- S. Francesco di Sales e S. Giovanna Francesca di Chantal hanno fondato l’Ordine della Visitazione senza mettere l’accendo su austerità corporali per poter accogliere quante i grandi Ordini monastici rifiutavano: le giovani di salute debole, le vedove, le donne in età matura che desideravano consacrarsi, ma per essere tali, venivano respinte. Lo spirito dell’Ordine è di profonda umiltà verso Dio e di grande dolcezza verso i prossimo. E’ una spiritualità semplice che ogni donna sia di costituzione robusta o debole, giovane o non più giovane, vedova o non, può praticare. Come dicevo, san Francesco di Sales, anziché sulle austerità corporali (alzarsi di notte a salmodiare, penitenze varie, ecc.) ha puntato sulla mortificazione del proprio giudizio, sulla sottomissione amorosa, sulla generosità, sulla morte del proprio “io”. Amante e profondo conoscitore della psiche umana, san Francesco di Sales ottiene tutto. Con molta dolcezza e soavità, porta l’anima a fare tutto quasi naturalmente, per convinzione e amore verso Dio, verso i fratelli.

- Voi monache siete disponibili ad ospitare delle ragazze che vogliono discernere la propria vocazione, o che desiderano semplicemente trascorrere alcuni giorni di raccoglimento, riflessione e preghiera?

- Sì, certo. Questo è sempre stato in vigore nel nostro Ordine sin dalla fondazione (1610) per espresso desiderio di san Francesco di Sales. Accogliamo, secondo i casi e il desiderio della persona, sia nella foresteria del monastero come in clausura, per un tempo più o meno lungo. L’ospite può partecipare a tutta, o in parte secondo il suo desiderio, la nostra vita di preghiera e lavoro.

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Le donne che desiderano trascorrere alcuni giorni nel monastero delle Monache Visitandine di Baggiovara (Modena) per poter fare un'esperienza vocazionale, oppure per fare semplicemente un ritiro spirituale, possono contattare le religiose scrivendo al loro indirizzo di posta elettronica:  monvisit@virgilio.it


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domenica 5 febbraio 2017

"Fidanzamento" con Gesù

Ripubblico una lettera di una ragazza innamoratissima di Gesù buono.

Carissimo fratello in Cristo,
                                            pace e bene! Spero che non ti sia dimenticato di me, dato che non ci sentiamo da diversi mesi. Non ho smesso un solo giorno di leggerti, ma non ti ho scritto perché non ne ho mai davvero avuto il tempo. Anche in questo momento vado di fretta, mentre preparo una partenza di cui tra poco ti parlerò. Riassumendo, in questi mesi ho lavorato parecchio sul mio cammino di fede e vocazionale. Vita intensa in parrocchia, un'esperienza nella comunità [...]. Ho coronato perfino il mio sogno di raggiungere Assisi e fermarmi per ore alle tombe dei miei amati Francesco e Chiara. Mi nutro della Messa, di Gesù Eucaristia quotidianamente, della Parola di Dio e delle letture spirituali, quali Giovanni della Croce (su cui il mio padre spirituale sta tenendo un corso in parrocchia), Josepha Menendez, Padre Pio, Santa Faustina e altri santi mistici che parlano della Passione di Cristo.

Dunque il seme della mia vocazione è stato annaffiato con cura e posto sotto la luce di Dio e della Sua Santa volontà. Ti avevo parlato anche del progetto di fondare un nuovo ordine [...] ma al momento è tutto sfumato. Nonostante la grande delusione, mi sono con fiducia abbandonata al Padre e al Suo volere. E adesso sto preparando la valigia per andare al Monastero di [...]. Il fidanzamento è ufficiale, il mio Re e Signore deve solo indicarmi la casa in cui celebreremo le nozze. Non so se la clausura sia esattamente quello che vuole per me, anche se al momento non riesco a immaginare altro. Fremo nell'attendere, tra due giorni sarò entro le mura del monastero. Il mio padre spirituale mi manda lì per una quindicina di giorni, al termine dei quali ho l'ordine di tornare a casa per analizzare con calma e comprendere la volontà del Signore.

Voglio renderti partecipe della mia gioia e della mia crescita. Porto nel cuore te e tutti i cari lettori del blog, mettendovi nelle mie preghiere. E ne approfitto per fare un appello: Gesù è amore, è l'Amore e non desidera che amore. Ma sappiamo come va il mondo, la battaglia tra la Donna vestita di sole e il dragone infernale infuria sotto gli occhi di tutti. Cristo deve regnare! Occorre che noi Cristiani autentici torniamo a sacrificarci per la salvezza delle anime. I rimedi sono: digiuno, Eucaristia, confessione sacramentale, Parola di Dio e il Santo Rosario. Padre Pio ha lasciato come suo unico testamento spirituale: pregate e fate pregare il Rosario. Giovanni Paolo II era devotissimo di quest'arma potente che la Madonna ci ha portato direttamente dal Cielo. Non rilassiamoci in un cristianesimo con le pantofole. Occorre indossare l'armatura e combattere. Perché Dio ci ha creati per sé, non per il demonio. Salviamo le anime! Ci attende una eternità con Dio, ma dobbiamo guadagnarla.

Nel Nome del Signore e nel Cuore di Maria. Il Signore vi ricolmi di grazia e benedizione.
(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   era da cinque mesi che non ricevevo più tue lettere, sono felicissimo di sapere che durante questo tempo non hai abbandonato il desiderio di donare il resto della tua vita al Re d'amore.

Ritengo molto positiva la decisione del tuo direttore spirituale di mandarti due settimane in un monastero di clausura. Lì, raccolta nel silenzio, senza le distrazioni e dissipazioni che imperversano nel mondo, sarà facile per te raccoglierti interiormente e innalzare la mente a Dio per capire la sua volontà su di te.

Ti ringrazio per l'accorato appello che hai voluto lanciare ai lettori del blog, ai quali chiedo di pregare per te affinché tu rimanga fedele alla chiamata del Redentore Divino ad uno stato di vita più perfetto.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter