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venerdì 24 ottobre 2014

Diventare carmelitana

Chi è la monaca carmelitana? 

La monaca carmelitana è una donna con un intenso desiderio di cercare il volto del Signore come l’unica cosa necessaria, una donna chiamata da Dio a vivere a tempo pieno o meglio a vivere “nel tempo, senza tempo” il ritmo della lode, dell’offerta, della supplica e dell’intercessione, una donna chiamata a cadenzare il proprio quotidiano al soffio del respiro di Dio, chiamata a lasciarsi plasmare dalla sua Parola, una donna che, maturando nell’ordinario la consapevolezza della propria fragilità, sente la chiamata all’annuncio silenzioso e nascosto nella logica del seme che se non marcisce e muore non può portare fruttoLa vocazione alla vita monastica carmelitana è una chiamata a compromettere la propria pochezza nell’esperienza del Tutto/nulla, è un lasciarsi coinvolgere in modo radicale, appassionato e totalizzante dalla volontà che Dio ha di scommettersi per l’uomo, è uno stare consapevolmente nella logica della sua kenosi. È una chiamata a vivere la vita non sul criterio del bisogno, dell’utilità, della visibilità. È una chiamata ad una vita un po’ “sprecata “, come l’unguento prezioso che quella donna sparse sul corpo di Gesù. Di fronte a quello spreco i commensali si indignarono ma Gesù lodò la donna. La carmelitana è chiamata da Dio a “sprecare” la sua esistenza rinchiudendosi, limitandosi nello spazio ma abitando e amando il mondo, versando il profumo della preghiera per ogni uomo, intercedendo con cuore di carne, dal profondo, dal di dentro, a portare Dio all’umanità e l’umanità a Dio e ad indicare un’”oltre”, una meta eterna che trascende ogni orizzonte terreno.

Come vive la monaca carmelitana la preghiera?

Per la carmelitana la preghiera è un rapporto di tenera amicizia e fiducioso abbandono in Dio, è il desiderio più profondo del proprio cuore di vivere in comunione costante con Lui. È la sua ragione di vita, il respiro della sua anima, il lasciarsi coinvolgere dal Suo donarsi per amore, il suo impegno apostolico, è lasciarLo vivere e amare in lei. Per questo la carmelitana vive la preghiera come una spinta del cuore verso il volto di Cristo che cerca nella solitudine, nel silenzio, nel nascondimento e che, sempre più consapevole della propria pochezza e fragilità, riconosce, trova e ama nella Parola, nella liturgia, nel vivere quotidiano, nella propria storia personale, nel volto dei fratelli e delle sorelle che porta a Dio con l’offerta silenziosa della propria vita.

Come si diventa monaca carmelitana?

La vita al Carmelo è risposta a una chiamata, come ogni altro stato di vita religiosa si riceve il dono di un'attrazione, di un desiderio, di un tendere verso la Santa montagna, per gustare la dolcezza della sua presenza e contemplare il  suo volto. Dio si rivolge alla persona nella sua interezza, così com'è, nella sua libertà.  Il Carmelo diventa desiderabile, luogo da "raggiungere", a volte neppure conosciuto precedentemente. Veramente il Signore "chiama" in maniera inattesa e chi vuole! Può capitare che non ci rendiamo conto di quello che sta accadendo, troppo intente nella vita di sempre o, anche, che il nostro sguardo non incroci il suo e non vediamo il gesto della sua mano e, sopraffatte da altri suoni, non riusciamo a percepire il nostro nome. Questa tensione interiore, questo desiderio lo possiamo sentire nascere all'improvviso dopo un'esperienza spirituale intensa, come un fiore che sboccia aprendosi in tutta la sua forma, come la folgore che arriva impetuosa o lentamente ci avvolge nel tempo fino a maturazione, accompagnando lo scorrere della vita e coinvolgendo le scelte determinanti.

Ci si sente "costretti"?

La proposta di un progetto non suona mai come un'imposizione anche se l'amore, nella misura in cui inonda la vita, in parte trasporta e conduce dove non si andrebbe mai, a fare cose che diversamente non si farebbero. Possiamo dire che siamo libere di amare, mentre l'assenza di amore ci rende schiave. Ma non sempre è immediato prestare l'orecchio alla sua parola, comprendere la sua"chiamata", rispondere al suo "desiderio". Dio vuole la nostra felicità. Da sempre, lungo la storia, ha chiamato uomini e donne a vivere in disparte, nella solitudine, nel deserto, per sperimentare, attraverso il raccoglimento,  una vita di profonda amicizia e intimità con  Lui. Dapprima la persona scopre dentro di sé una spinta, una vera e propria attrazione verso un luogo, uno stile di vita, verso altre persone che conducono quella stessa vita da cui ci si sente affascinate.

Cosa spinge?

Cio' che muove è comunque l'amore di Dio e se questo non è ben evidente all'inizio, diventa netto man mano che si percorre questo itinerario di trasformazione. Perché di un "cambiamento" si tratta. Non possiamo pensare di restare come prima, di "vederLo " e rimanere tal quali, di fare esperienza del suo amore e di non percepire il nostro cuore che muta. Lui stesso ci fa dono di un cuore di carne "toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne". Nella preghiera, nella frequentazione assidua della cella, nel silenzio e nella solitudine, la carmelitana non può evitare di guardare se stessa, consapevole della sua impotenza di fronte alla nudità, alla fragilità, all'ambiguità del suo essere "serva inutile" nelle mani di Dio. E dal suo Signore tutto attende: questa è l'unica certezza in un cammino nella nebbia fitta dove si naviga a vista. Un percorso in salita. In cui Dio porta a compimento l'opera che Lui ha iniziato e, volendo colmare interamente del suo amore, con estrema maestria lavora con strumenti adeguati il materiale che ha dinanzi perché sia perfettamente modellato. Vuoto da ogni ingombro. Capace di contenere l'esperienza dell'immensità di un amore trasformante.

La vita di cella, nella tradizione carmelitana è strettamente legata al tema del raccoglimento interiore, alla possibilità di percorrere gli spazi sconfinati dell'interiorità  e di focalizzare sempre il nostro oriente in Cristo Gesù, in una ricerca instancabile di Lui che spinge a migliorare e a crescere nell'amore.  Questo desiderio forte di "Dio solo" si esprime in una ricerca quotidiana dell'Eterno e nella costante consapevolezza di essere realmente peccatrici e non solo per modo di dire. Questa realtà può rendere "difficoltosa" la sequela, anche lì dove essa si profila come nostro vero bene e bene per altri. Se con sincerità guardiamo il nostro cuore, facilmente lo scopriamo altrove, sovente ripiegato su di sé, ma la vita monastica, l'assiduità con la Parola,  è "spietata" in questa analisi. Non si può sfuggire, ci si ritrova per quello che siamo: persone che senza di Lui non possono fare nulla. Scopriamo di avere innumerevoli attaccamenti a falsi beni, di essere tenacemente raggomitolate su noi stesse, o su rapporti per noi significativi, o a cose pure buone, lecite. Ma se usiamo un po' di onestà e rinnovato coraggio nel dare il nome autentico a ciò che abita dentro, se riconosciamo la nostra fragilità, la miseria che siamo, proclamiamo la sua misericordia, l'abbondanza della sua grazia nella nostra vita. Con il passare del tempo e attraversando l'itinerario di trasformazione interiore la monaca apprenderà che non c'è alcunché di preferibile al tesoro di Cristo, l'Unico necessario in cui possiamo riporre tutta la nostra fiducia, l'acqua in grado di dissetare la nostra sete.

E' semplice o si incontra qualche difficoltà?

Le difficoltà iniziali a lasciare gli affetti più cari, la possibilità di una realizzazione lavorativa sono accenno di quella che i padri chiamano "lotta spirituale": è l'uomo vecchio che portiamo dentro di noi, nel nostro mondo interiore che inizia a lasciare un po' di spazio perché l'uomo nuovo rinasca dall'alto...l'immagine che abbiamo di noi, quello che ci siamo sempre raccontate sulla nostra storia, anche quella "spirituale", di persona per bene, che prega, che cerca Dio, pian piano si sgretola e vengono meno i gineprai innalzati per difenderci e proteggere la vulnerabilità che portiamo dentro. Non ci sono altre vie d'uscita. Siamo davanti a noi stesse e quelli che sempre sono stati da noi considerati "aspetti del nostro carattere" iniziamo a considerarli dei difetti di fronte ai quali prendere una posizione è inevitabile: il Vangelo invita a un cambiamento: convertitevi!

Inoltre in sé  la vita integralmente contemplativa è poco "comprensibile", distante dai consueti modi di pensare e sentire il mondo di oggi che non tutte le persone che possiedono il germe della chiamata a tale stato di vita, hanno gli aiuti necessari per poterlo coltivare, comprendere, accogliere e rispondere nel suo inizio. E' necessario allora valutare bene nella preghiera e accostare una comunità di vita contemplativa iniziando un percorso di autentico discernimento.

Ma concretamente come si diventa monaca carmelitana?

Il cammino per divenire monaca carmelitana può essere descritto nella sua duplice sfaccettatura. L’itinerario formativo si avvia con un periodo di orientamento e verifica della candidata all'interno della comunità durante il quale si effettua una prima conoscenza reciproca e si avvia un discernimento oculato sulle motivazioni umane e spirituale autentiche . Effettuata questa prima esperienza se vengono riconosciuti i requisiti essenziali di una vocazione carmelitana, si avvia il postulandato, un periodo che può variare da 6 mesi ad un anno durante il quale si conosce più da vicino la persona ed ella a sua volta, comincia a conoscere, senza nessun obbligo ma più dall’interno, la vita monastica nella sua dimensione ascetica, comunitaria, di preghiera. Con il noviziato invece inizia la vita nell’Ordine, ed è un tempo particolarmente orientato alla vita spirituale affinché la novizia comprenda sempre più il senso della vocazione alla vita claustrale, e approfondisca il carisma carmelitano. Al noviziato segue la professione temporanea un atto pubblico, che incorpora all’Ordine con diritti e obblighi definiti, e impegna la professa a vivere secondo la regola. Dopo la professione temporanea, tenendo presente il cammino realizzato dalla monaca e seguendo determinati criteri di natura giuridica si emettono i voti solenni con i quali ci si consegna definitivamente e totalmente a Dio secondo lo spirito e la regola del Carmelo.

Come si distingue se veramente la vita carmelitana è la propria e non un’altra?

Seguire Gesù vuol dire riconoscere una traccia, non crearsi la strada, vuol dire drizzare le orecchie del nostro cuore per ascoltare lo Spirito è rimanere in una profonda postura orante, aperta, disponibile, farsi aiutare da chi ha già percorso il cammino e possiede più esperienza, e discernere nei nostri strati umani dove collocare l’invito e come darvi risposta perchè la forza della Parola di Dio è nella relazione.

Pertanto ritengo che il discernimento sulla chiamata alla vita contemplativa nel carisma carmelitano, passi necessariamente  dal confronto diretto con una comunità nella quale “ sostare”  per  riconoscere  i tratti distintivi di una vocazione carmelitana vedendo come, a partire dalla propria pochezza e fragilità la monaca declina il paradigma della propria identità carismatica nell’esperienza dell’ossequio a Gesù Cristo, in una vita musicata dalla liturgia, germinata nell’ascolto assiduo, silenzioso, orante della Parola e impastato dalle  mani gioiose e laboriose della sororità. 


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Per informazioni sulla spiritualità carmelitana potete contattare le monache di Cerreto di Sorano (Grosseto) scrivendo al seguente indirizzo:    carmelitane@gmail.com

giovedì 23 ottobre 2014

Poca spiritualità in parrocchia

Una lettrice del blog mi ha detto che nella sua parrocchia c'è un'atmosfera poco spirituale...

Carissimo Cordialiter, 
                                      ti ho scritto alcuni mesi fa complimentandomi per il tuo blog e per il tuo particolare carisma di parlare bene della vocazione religiosa. Ti ho scritto forse a Gennaio o a Febbraio. Ero molto contenta di visitare un monastero di Carmelitane Scalze assieme al gruppo ecclesiale al quale appartengo. Ero emozionatissima! Anche se è stato per poche ore, la visita e la catechesi tenuta da un bravo sacerdote, hanno reso il ritiro spirituale bellissimo. Le suore erano quasi tutte giovani e i loro volti erano sorridenti e pieni di luce. Purtroppo, nel gruppo, non tutti hanno apprezzato la mia iniziativa di fare un piccolo ritiro spirituale presso le suore di clausura. Forse, anzi sicuramente, non conoscono la loro importante missione. Non ricordo bene cosa ti ho scritto nella mia precedente lettera, (il mio pc si è guastato ed ho perso copia della mia mail), ma ricordo di averti parlato dell'importanza dell'educazione in generale e di conoscere nella vita ciò che è Buono e Bello. Molto spesso ci rifugiamo in cose futili, nelle vanità. Gli impegni per lo studio e la ricerca di un lavoro ci fanno mettere da parte l'essenziale: Gesù, il nostro amico fedele, l'unico che può dare un senso alla nostra vita! 

Che il Signore ti benedica per quello che fai. Non puoi credere quanta consolazione mi dà leggere le cose spirituali che metti sul blog! Alcune cose che scrivi e che riporti mi toccano profondamente e mi permettono di meditare, di pregare e lodare il Signore per la sua bontà. 

Non ci crederai, ma pur frequentando la parrocchia e i movimenti, non trovo persone o sacerdoti in grado di ascoltarmi. Questi ultimi poi, sono così impegnati a gestire le parrocchie che sembrano dei manager, piuttosto che persone spirituali, specie quelli più giovani. Li vedo immersi nelle vanità del mondo... insomma non sono per me di esempio. Per fortuna ci sono delle eccezioni, ma sono poche. Tra l'altro vivo in un piccolo centro dove non mancano i pettegolezzi, le invidie e gli arrivismi anche negli ambienti ecclesiali e parrocchiali, e tutto questo mi scoraggia molto e mi rattrista. Cosa mi consigli? Se puoi scrivermi mi farebbe piacere.

Chiedo anche delle preghiere per me.
Un caro saluto in Gesù e Maria. 


Cara sorella in Cristo,
                                      mi fa piacere che ti piace leggere il mio blog sulla vocazione religiosa, però non mi hai detto se ti senti attrarre dalla vita consacrata. :-)

È incoraggiante sapere che nel monastero di Carmelitane Scalze che hai visitato c'erano principalmente suore giovani. Quando un monastero ha tante vocazioni, è un buon segno. Se vuoi, puoi parlarmi più ampiamente di quel monastero, così posso consigliarlo ad altre ragazze della tua regione.

Non sono stupito del fatto che non riesci a trovare in parrocchia delle persone con cui confidarti. Il problema è che molte parrocchie assomigliano più a dei centri sociali anziché a dei centri di spiritualità cristiana. Hai ragione, oggi è raro sentire discorsi spirituali sulla necessità di impegnarsi a salvare l'anima, sulla pratica delle virtù cristiane, sull'importanza di fare delle mortificazioni, sul dovere che abbiamo di amare Dio con tutto il cuore, sulla necessità della preghiera, sul dovere di suffragare le anime del purgatorio, sulla bellezza della pratica della vita devota, sull'importanza dei sacramenti, sulle letture spirituali, sulla ricerca in ogni cosa della maggior gloria di Dio, sulla necessità della devozione alla Madonna, sull'importanza dell'elezione dello stato di vita, ecc. 

Cara sorella in Cristo, dobbiamo supplicare ogni giorno il Signore di donarci numerosi e santi sacerdoti. Quando un sacerdote è santo e zelante, intorno a sé fioriscono tante anime ricche di virtù cristiane. A tal proposito basti pensare a quanto bene hanno fatto alle anime, zelanti sacerdoti come San Francesco di Sales, San Leopoldo Mandic, San Pio da Pietrelcina, San Giovanni Maria Vianney, San Francesco Saverio, e tutti i presbiteri santi. Invece i preti rilassati e poco zelanti combinano un sacco di guai alle anime. Don Bosco diceva che un prete o in paradiso o all'inferno non va mai solo: vanno sempre con lui un gran numero di anime, o salvate col suo santo ministero e col suo buon esempio, o perdute con la sua negligenza nell'adempimento dei propri doveri e col suo cattivo esempio.

Cosa ti consiglio? Visto che non riesci a trovare amicizie spirituali nel tuo paese, posso farti mettere in contatto con alcune giovani suore di clausura con le quali potrai diventare “amica di penna”. Anche Santa Teresa di Lisieux scambiava corrispondenza con persone che vivevano nel mondo. Le sue lettere erano ricche d'unzione spirituale e piene d'amore per il Redentore Divino, il suo casto Sposo.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

mercoledì 22 ottobre 2014

Suora al servizio dei poveri


Tempo fa una gentile lettrice mi ha confidato che vorrebbe donare il resto della sua vita a Gesù buono abbracciando la vita religiosa in un istituto missionario.

Buongiorno e complimenti per il blog, spero di non disturbare e che la mia mail non sia troppo lunga. Questa è la mia situazione e sono sicura che possa darmi un buon consiglio: da tempo sento dentro di me qualcosa che mi avvicina sempre più al Signore, ogni istante della mia vita sono sempre più desiderosa di diventare suora e mi chiedevo quale fosse l'ordine religioso femminile per diventare suora al servizio dei più poveri e emarginati della società, vorrei sapere per favore come iniziare un percorso per dedicare totalmente la vita a Gesù facendomi serva come Lui si è fatto servo per tutti, ricolmandoci del Suo amore infinito e della sua carità. Sono anni che sento dentro di me un desiderio crescente, talvolta messo a tacere, ma sempre presente. Gli eventi, le difficoltà della vita, la quotidianità, mi hanno sempre spinto a interrogarmi su cosa davvero conta nella vita, a rendermi sempre più conto di come QUESTA VITA sia in realtà solo un mezzo per giungere alla VERA VITA, e allora a che cosa servono le cose, le discussioni, questo TUTTO CHE RIEMPIE I NOSTRI GIORNI MA NON è NIENTE?

Ho 27 anni, lavoro da quando ne avevo 19, anche se dall'età di 16-17 anni ho sempre pensato alla vita missionaria, prima in senso laico ma ora fermamente e sempre di più in senso religioso in unione profonda con Gesù. Tutta la vita, tutto il lavorare, le corse giornaliere, SONO SOLO TEMPO STRAPPATO A LUI. Tutto questo sono arrivata a pensarlo dopo anni in cui ho sempre avuto materialmente tutto, ma in fondo sentivo che tutto era fine a se stesso, che questo tutto materiale è niente, anzi giorno dopo giorno sento il desiderio di lasciare tutto ciò che con sacrificio di anni ho costruito per poter finalmente essere libera, libera per Lui e per tutti quelli in cui, come Lui ci insegna, potrò rivedere il Suo volto facendomi serva e amando. Nella mia vita quando tutti mi hanno chiuso le porte in faccia Lui c'è sempre stato, inchiodato sulla croce sembrava aprirmi il suo abbraccio ogni volta che lo guardavo o pensavo. È qualcosa che va oltre la preghiera, è una continua unione, pensiero, e un continuo vedere come tutto riconduce a Lui, e niente ha senso senza di Lui, anzi c'è una continua ricerca, insoddisfazione, mancanza che so che solo in Gesù può trovare compimento, e nel fare la volontà che il Padre ha su di noi, solo così avremo la gioia, la pace, saremo pronti per questa vita aspettando la vera Vita che in Lui si aprirà dopo la morte. Ma tutto il suo amore deve essere condiviso, donato a chi non lo ha perchè solo così potrò ringraziarlo, solo così potrò dare a Lui ciò che Lui ha dato a me, vedendo in ognuno il Suo volto. 

Condivido pienamente gli ideali di povertà e completa rinuncia a tutto per seguire il Signore, per trovare in Lui il nostro tutto, lasciare tutto per potermi finalmente dedicare a Lui senza più dovergli riservare "solo ciò che resta" dopo i doveri quotidiani. Parallelamente sento il desiderio di servirlo dedicandomi ai più poveri e prego il Signore di poterlo fare se questo è davvero il modo in cui posso glorificarlo al meglio. Cerco di coltivare la preghiera più che posso e partecipo alla Santa Messa, ma mi sembra poco, mi sembra che sia voler rinchiudere in così brevi periodi CIO' che è infinito. […] Lei cosa mi consiglia? Grazie di cuore.


Cara sorella in Cristo,
                                    dammi pure del tu, lo preferisco. È meraviglioso sapere che hai compreso che le cose della terra non potranno mai saziare il tuo cuore, il quale è stato creato per qualcosa di più grande: amare Dio con tutte le tue forze e sopra ogni cosa. Solo nel Signore il cuore umano trova la pace vera e la gioia autentica. Vorrei che tutte le persone del mondo amassero Gesù, perché con tutto ciò che Egli ha fatto per noi, merita davvero di possedere i nostri cuori. Tutti i cristiani dovrebbero vivere col cuore sempre rivolto al Signore, tuttavia nel mondo ci sono tante distrazioni, dissipazioni e tentazioni, e spesso la gente finisce per immergersi completamente nelle cose materiali, dimenticandosi di Dio. Invece la vita religiosa consente di liberarsi dalle preoccupazioni materiali, e di poter vivere più facilmente col cuore costantemente rivolto al Signore. Diceva Sant'Alfonso che nella vita consacrata è più facile non solo salvarsi l'anima, ma anche farsi santi, cioè praticare in maniera eroica le virtù cristiane. Ohimè, nel mondo si pensa a tutto tranne che ad amare Dio. Ma che ci stiamo a fare su questa terra se non amiamo la Santissima Trinità?

Sarebbe una grazia splendida se riuscissi a diventare vera sposa di Gesù Cristo, entrando in un buon istituto religioso nel quale si vive in maniera fervorosa. Visto che ti piace la vita apostolica dedicata al servizio dei bisognosi, ti consiglio di contattare le Servidoras (Serve del Signore e della Vergine di Matarà), che io stimo assai sia per il loro zelo, sia per lo stile di vita devoto, gioioso e caritatevole. Se decidi di contattarle per e-mail, puoi chiederle di ospitarti alcuni giorni (ad esempio una settimana) presso uno dei loro conventi, così potrai vedere se sei portata per la vita religiosa e se ti piace la spiritualità missionaria del loro istituto.

Spero che Gesù buono riesca a prenderti presto tutta per Sé! Prego la Regina del Cielo di darti la forza di restare fedele a Cristo fino alla morte. Così sia.

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Corde Matris,

Cordialiter

martedì 21 ottobre 2014

Vedere Cristo nei sofferenti

Una ragazza francese, tempo fa è andata a un incontro vocazionale, e quando ha sentito parlare del desiderio di salvare le anime, ha subito pensato a questo blog sul quale aveva letto che i religiosi devono cercare ardentemente la salvezza delle anime.

Era presente una giovane suora inglese piena di gioia e di entusiasmo, la quale ha raccontato la storia della sua vocazione. È nata in una famiglia cattolica, e sin da bambina ha frequentato la Messa domenicale. Divenuta adulta iniziò a lavorare, aveva nel frattempo un fidanzato, una macchina, un appartamento e tutto quello che desiderava. Amava molto viaggiare.

Col suo boyfriend iniziò a pensare al matrimonio, ma per motivi di lavoro dovette allontanarsi da casa. Durante questo periodo di forzata separazione dal fidanzato, cominciò a farsi delle domande e a pensare se davvero lo stato matrimoniale fosse la sua vocazione. Dentro di sé si sentiva insoddisfatta, sentiva un grande vuoto. Poco dopo disse al suo partner che non voleva più sposarsi perché non era quella la sua vocazione. Così si tuffò nella preghiera e nella lettura della Sacra Scrittura per trovare aiuto. Sì confidò con un sacerdote che l'aiutò molto nel discernimento. Andò a trovare le "Petites Soeurs des Pauvres" (Piccole Sorelle dei Poveri); amava stare con queste suore, ma non si sentiva attratta da questa congregazione. Una volta una suora la portò a consolare un moribondo negli ultimi momenti di vita, quando si decide la sorte eterna di un'anima (chi muore in stato di grazia è salvo, chi muore in peccato mortale è dannato per sempre). Vedendo il modo fraterno con cui era stato assistito il moribondo, la ragazza inglese rimase molto colpita. Pensò a Gesù agonizzante sulla croce, e in quel momento Dio gli toccò il cuore. Così comprese qual era la sua vocazione e sentì subito una sensazione di pace.

Dopo quell'esperienza, chiese di poter entrare tra le "Petites Soeurs des Pauvres", e dopo un po' di tempo venne accettata nel noviziato. Adesso è suora ed è molto felice. La mia amica francese ha detto che quando quella suora parlava di Dio e della sua vocazione, sembrava come se fosse trasfigurata. Ha trovato molto bella la testimonianza di questa giovane suora, soprattutto l'incontro con Cristo crocifisso nei poveri.

lunedì 20 ottobre 2014

Seguire la vocazione


Riporto alcuni brani di una lettera di una ragazza.

Carissimo fratello in Cristo,
                                           […]. Per 4 anni ho negato e rifiutato ogni segno o sentore di chiamata religiosa [..] sono stati anni di intensa e profonda tribolazione e sofferenza interiore! Se finalmente ho deciso di agire diversamente è soltanto perché mi sono resa conto che la mia indecisione sullo stato di vita da abbracciare deve terminare [...] a volte mi chiedo il perché di tanta predilezione da parte del Signore nonostante la mia indegnità!

E' davvero difficile mettere per iscritto ciò che si sente nel cuore in certe situazioni ed io ti ringrazio per la tua disponibilità e pazienza! L'averti scritto e lo scriverti mi aiuta tanto, mi dà forza... ti chiedo scusa se sono stata inopportuna e se ti ho fatto perdere del tempo prezioso con queste mie mails insensate!

Non voglio più disturbarti perché mi rendo conto di non scrivere nulla di coerente... voglio solo dirti ancora grazie e chiederti di pregare per me:) niente di più...

un abbraccio... continuerò a leggere il blog...
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   non devi chiedermi scusa di nulla e non devi preoccuparti; per me non è una scocciatura ricevere lettere da parte di persone attratte dalla vita religiosa, anzi è davvero una gioia rispondere e incoraggiare le anime a seguire Cristo in qualche buon ordine religioso. Quindi se vorrai scrivermi, leggerò con piacere le tue lettere e ti risponderò volentieri. Ci tengo moltissimo ad ogni singola vocazione, dunque anche alla tua. Non voglio che nemmeno una vada persa. Ogni vocazione è un tesoro non solo per colui che la riceve, ma anche per tutto il resto della Chiesa Cattolica che è il Corpo Mistico di Cristo. Ti confesso che non vedo l'ora che tu vada in convento per fare un'esperienza vocazionale. So chi è il tuo direttore spirituale, è un sacerdote molto preparato, e se ha visto in te i segni vocazionali, c'è da credergli.

Perché tra tante altre ragazze il Signore ha scelto proprio te? I decreti divini sono imperscrutabili, però ciò che è certo è che Lui non sceglie in base ai meriti, quindi la tua chiamata è solo un'opera del suo amore gratuito. In convento sarà molto facile per te disprezzare tutte le vanità della terra (ricchezze, successo, moda, ecc.) e vivere solo per amare Dio e per salvare le anime con la preghiera, la penitenza e l'apostolato. Queste sofferenze interiori che stai patendo sono il tuo campo di battaglia. La vita su questa terra è una prova, cioè dobbiamo provare a Dio che lo amiamo davvero con tutto il cuore e sopra ogni cosa. Il vero amore si dimostra nel saper soffrire per la persona amata. Tu ora stai soffrendo molto, ma è proprio in questa sofferenza che stai dimostrando di amare Dio. Senza che te ne rendi conto, in ogni istante di dolore stai dicendo che preferisci soffrire questi patimenti interiori anziché ribellarti alla volontà del Signore che ti sta chiamando alla sua sequela in uno dei migliori ordini religiosi presenti in Italia.

Le tue sofferenze sono una vera e propria croce, ma senti un po' quel che scrisse in proposito Santa Gemma Galgani: ...Mi ha detto poi Gesù: «Sai, figlia mia, in che maniera io mi diverto a mandare le croci alle anime a me care? Io desidero possedere l'anima loro, ma intera, e per questo la circondo di croci, e la chiudo nelle tribolazioni, perché non mi scappi di mano; e per questo io spargo le sue cose di spine, perché non si affezioni a nessuno, ma provi ogni suo contento in me solo. È l'unica via per vincere il demonio e giungere a salvezza: Figlia mia, quanti mi avrebbero abbandonato, se non li avessi crocifissi! La croce è un dono troppo prezioso, e da esso si apprendono molte virtù!»

“Tanto è ciò che mi aspetto che ogni pena mi è diletto” diceva il zelantissimo San Francesco d'Assisi. La stessa cosa dico a te per incoraggiarti a perseverare.

Ti saluto fraternamente in Gesù e Maria

Cordialiter

domenica 19 ottobre 2014

Amicizia vera

Ripubblico la lettera che ho scritto a una lettrice del blog.


Carissima sorella in Cristo,
                                              rispondo molto volentieri alla tua ultima e-mail e ti ringrazio di cuore per i bellissimi pensieri spirituali di cui abbondano le tue lettere.

Mi hai detto che senti il bisogno di avere delle amicizie spirituali. In effetti San Francesco di Sales raccomandava alle persone secolari di trovare delle amicizie di questo genere, con le quali incoraggiarsi vicendevolmente nella pratica delle virtù cristiane. La vita su questa terra è un continuo combattimento spirituale, e a volte capita di sentirsi soli e scoraggiati. Ma se si hanno delle amicizie spirituali ci si aiuta e conforta a vicenda, rendendo più facile l'avanzata sulla strada verso il fine ultimo della nostra esistenza: Dio. Grazie a questo blog ho potuto stringere una vera amicizia spirituale con varie persone che praticano la devozione, e ti posso dire che ciò mi è di grande conforto, perché è edificante per me vedere tanti fratelli e sorelle nella fede combattere con ardore la stessa battaglia per la santificazione delle anime e la maggior gloria di Dio. Quando un'amicizia è vera, cioè è fondata sulla virtù e la carità, da essa nascono frutti buoni perché la devozione si riversa da un cuore all'altro e le anime avanzano insieme sulla via della perfezione cristiana.

Nel mondo regnano l'egoismo, la cupidigia dei beni terreni e la ricerca sfrenata dei piaceri, sembra di vivere ai tempi del paganesimo. È davvero una grande consolazione sapere che ci sono ancora dei giovani che considerano come "vanità delle vanità" le cose mondane, e aspirano solo ad amare e servire Gesù buono abbracciando la vita religiosa. Sono contentissimo che vuoi donare per sempre la tua vita a Colui che ti ha creato. In un ordine religioso osservante potrai facilmente salvarti l'anima e anche divenire santa.

Fai benissimo a combattere anche contro i peccati veniali, i quali pur non uccidendo l'anima, tuttavia la feriscono rendendola tiepida e debole nel combattimento spirituale. Quando si è tentati a commettere qualche peccato veniale, bisogna pensare che Dio dopo tutto il bene che ci ha dimostrato donandoci Gesù Cristo, non merita di essere offeso nemmeno con una piccola colpa volontaria. Il Redentore si è immolato sulla Croce per nostro amore, pagando al posto nostro la pena meritata dai nostri peccati, troppo grande sarebbe la nostra ingratitudine se non contraccambiassimo il suo amore rimanendo fedeli al Vangelo anche nelle piccole cose. L'amore con amor si paga. DimostriamoGli il nostro amore evitando di commettere anche le piccole colpe volontarie.

Sono contento che hai un'amica che ha il tuo stesso ideale di consacrazione totale a Dio, così potete incoraggiarvi e sostenervi a vicenda in questa battaglia importantissima della vostra vita spirituale. Quante sono le ragazze nubili in Italia? Milioni. E tra tutte queste ragazze, quante di loro si sentono attrarre dal desiderio di divenire spose di Gesù Cristo? Poche, pochissime. Voi due fate parte di questo piccolo gruppetto, dovete sentirvi fortunate per aver ricevuto questa grazia immensa, altro che tutte le ricchezze e le vanità della terra! Purtroppo solo poche persone capiscono questi discorsi. Vi incoraggio a perseverare con tenacia su questa strada. Sarebbe un grande dispiacere per Gesù se tornaste alla vita mondana del passato e vi dimenticaste della divina chiamata. Ma sono fiducioso che ciò non avverrà, perché sia tu e presumo anche la tua amica, ormai vi siete donate a Dio per mezzo della Madonna con la consacrazione formulata da San Luigi Maria Grignon de Montfort, pertanto vi siete messe in ottime mani ed Ella vi custodirà dagli assalti del demonio, del mondo e della carne. I mondani penseranno che le vostre vite saranno sprecate in monastero, ma che importa quel che pensano i mondani? L'importante è vivere in amicizia con Dio in attesa di andarlo ad amare nella Patria Celeste per tutta l'eternità.

Non vedo l'ora di sapere che tu e la tua amica avete abbandonato questo mondo immerso nel fango dei vizi, per abbracciare la vita religiosa immolandovi per la salvezza delle anime e per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Gesù e Maria devono regnare!

Vi saluto cordialmente con fraterna carità,

Cordialiter

sabato 18 ottobre 2014

Lasciare i familiari

Una ragazza mi ha detto che si sente attrarre da Gesù alla vita religiosa, però sente anche un forte legame con sua madre, e ciò potrebbe essere un ostacolo alla vocazione.


Caro D.,
                in questo periodo il desiderio di consacrarmi a Gesù buono non si è affatto affievolito anzi, ogni momento libero che ho cerco di dedicarlo alla preghiera e all'adorazione, e quando sono molto impegnata cerco di trovarli ad ogni costo. Mi sento molto attratta dalla vita contemplativa e il mio primo pensiero andrebbe proprio lì, ma ho una gran paura... Non riesco a staccarmi completamente dagli affetti, soprattutto da mia mamma con la quale c'è un legame molto forte [...]. Penso che in parte sia anche una tentazione e che il maligno voglia allontanarmi dal mio proposito facendo leva sulle mie debolezze e vulnerabilità. Spero che gli esercizi spirituali mi possano essere di aiuto e confido in Dio che lo saranno. Comunque mi farebbe molto piacere sapere quali sono i buoni monasteri dove si possono fare delle esperienze di vita contemplativa.

Ti ringrazio dell'aiuto e prego il buon Gesù che il tuo blog possa essere di aiuto e sostegno per tanti giovani che come me sentono la chiamata a seguirlo.

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                        sono contento che parteciperai agli esercizi spirituali di sant'Ignazio di Loyola. Questi esercizi sono utili per tutti, ma lo sono in modo speciale per coloro che stanno eleggendo lo stato di vita. Le meditazioni ignaziane che ascolterai, ti daranno la spinta per fare la volontà di Dio.

Nella lettera che ti ho inviato in privato, ti ho segnalato alcuni buoni monasteri situati nella tua zona.

Sì, come tu stessa hai compreso, spesso il demonio cerca di far perdere la vocazione con un eccessivo attaccamento ai parenti. Purtroppo, tanti giovani hanno perso la vocazione per non aver voluto lasciare i genitori. Di questo pericolo ne parlò ampiamente anche Sant'Alfonso. Ecco quel che scrisse questo grande Dottore della Chiesa nell'opuscolo intitolato “Conforto ai novizi”: “Le tentazioni con le quali il diavolo suol tentare i novizi ad abbandonare la loro vocazione sono le seguenti. Per prima li tenta con la tenerezza dei parenti. Per resistere a questa tentazione bisogna riflettere che Gesù Cristo ha dichiarato che non è degno di goderlo chi ama i suoi parenti più di lui. [...] Oh quanti poveri giovani per l'affetto ai parenti han perduta prima la vocazione, e poi (come facilmente suole avvenire) anche l'anima! Di questi casi funesti ne son piene le cronache. Sta dunque attento, fratello mio, se il demonio per tal via cerca di farti perdere la vocazione. [...] Ascolta dunque quel che ti dice Dio, e vedi che se lo lasci per amor dei parenti, troppa sarà la pena e il rimorso che avrai in morte, quando ti ricorderai della casa di Dio che hai abbandonata [...]. Considera invece qual contento e pace sentirai morendo, se sarai stato fedele a Dio e avrai la sorte di finire la vita in mezzo ai tuoi fratelli religiosi che ti aiuteranno con le loro orazioni e con la speranza del paradiso, senza lusinghe, ti daranno animo a morire allegramente. Considera inoltre che se i parenti da vari anni e con qualche tenerezza ti hanno amato, molto tempo prima e con assai maggior tenerezza ti ha amato Dio. Non saranno più che venti o trent'anni che i tuoi genitori ti amano, ma Dio ti ama sin dall'eternità. Avranno sì i parenti fatta qualche spesa e patito qualche incomodo per te; ma Gesù Cristo per te ha speso tutto il sangue e la vita. Allorché dunque senti qualche tenerezza verso i tuoi parenti e pare che la gratitudine ti stimoli a non lasciarli, pensa che più grato devi esser con Dio che più di tutti ti ha beneficato ed amato, e di' fra te stesso: Parenti, se io vi lascio, vi lascio per Dio che più di voi merita il mio amore e che mi ha amato più di voi. E così dicendo vincerai questa terribile tentazione dei parenti, che a molti è stata di rovina in questa vita e nell'aldilà. [...]”

Ti incoraggio a non arrenderti di fronte alle tentazioni e alle avversità.

In Gesù e Maria,

Cordialiter

venerdì 17 ottobre 2014

Disprezzare le discoteche e la vita mondana

Tempo fa una ragazza in discernimento vocazionale mi ha confidato di voler vivere il cristianesimo in maniera coerente, stando alla larga dai luoghi pericolosi come le discoteche.


Ciao Cordialiter!
Mi presento: mi chiamo [...], ho 17 anni e abito in provincia di [...]. Finalmente ho preso la decisione di scriverti una lettera, dopo mesi di riflessione e di ricerca, che tuttora continuano. Era un pomeriggio di inizio aprile, lo ricordo bene, quando visitai la prima volta questo blog, e da allora la prima cosa che faccio quotidianamente è leggere i post che tu pubblichi. Ad aprile ero così spaesata, non sapevo nemmeno cosa cercare né dove, non riuscivo nemmeno io a capire le mie emozioni, cosa mi stava succedendo, quanto stava crescendo il mio amore per Gesù. C'è voluto un bel po' per capire che quello che provavo era una cosa bellissima e non dovevo affatto spaventarmene. E così è anche adesso. Sono comunque confusa, ma c'è molta più chiarezza in me, e questo è tutto merito di questo blog, ormai diventato pane per i miei denti. È così confortante sapere che ci sono tanti giovani che sentono la chiamata di Dio alla vita consacrata, e che però devono affrontare ostacoli, non solo sul piano emotivo, ma anche per quanto riguarda famiglia e amici, e che qui possono trovare aiuto e conforto sicuri. 

Ti vorrei raccontare un po' della mia vita, e come è cambiato quasi tutto da quando il Signore ci è entrato. Sono nata e cresciuta in una famiglia credente e praticante. Almeno così ho sempre pensato, ma ultimamente il comportamento dei miei non lo ritengo cristiano. I miei genitori mi hanno sempre portato a messa, ho fatto per cinque anni la chierichetta, ho frequentato il catechismo, ma purtroppo quello che hanno fatto a me, non era vero catechismo, e sono arrivata alla Cresima senza capire niente della mia religione e di quello che stavo per fare. Di questo solo adesso mi rammarico. […] Poi, a circa 14/15 anni, c'è stata una forte crisi in me, spirituale e non, anche per quello che avevo subito un paio di anni prima a scuola. Per me è difficile parlarne, sono stata vittima di bullismo alle medie. È stato il periodo più brutto della mia vita, ed i miei genitori non sono stati di conforto. Ancora Gesù non lo sentivo presente, ma so che Lui c'era e mi confortava. Ciò che ho passato è stato un duro colpo che ha cambiato totalmente la mia vita, la mia visione del mondo e delle persone.  […] Poi, iniziate le superiori, la crisi persisteva. Ho cominciato ad andare mal volentieri in chiesa, non pregavo, inventavo tante scuse. Pensavo che fosse inutile andare a messa. I miei genitori mi hanno lasciato fare […]. Adesso lo reputo strano che due genitori così credenti e praticanti non mi abbiano mai insegnato niente sulla fede, mai una preghiera, mai una lode al Signore. A quel tempo mi interessava avere tante amiche, fare pettegolezzi, cercare al più presto un ragazzo ed attirare l'attenzione degli altri. Desideravo diventare modella, avere una bella vita ricca di successo e soldi. Ma il buon Dio non ha voluto per me nessuna delle cose appena citate. Il cambiamento è avvenuto a 16 anni, l'estate scorsa. Ancora andavo malvolentieri a messa, ma nel momento del bisogno ho fatto una cosa che non facevo da molto: ho pregato. Tantissimo. Ed ecco che mi sono ricreduta. Il Signore si è fatto sentire e da allora non ho mai smesso di pregare, anche se ora si è sistemato tutto. Ed ecco: è stato in quel momento che io, in mezzo a tante cose mondane e che mi distraevano, ho aperto la porta a Gesù. La preghiera tutt'oggi per me è una parte molto importante, come dopo ti dirò. Verso l'inizio di quest'anno ho percepito che un cambiamento dentro di me stava avvenendo. E lo vedevano un po' tutti coloro che mi stavano attorno. Ho cominciato ad essere ancora più generosa, altruista. L'Amore di Gesù, che iniziavo a ricambiare, si trasmetteva agli altri. E ho iniziato a leggere il Vangelo e dei libretti di preghiere che avevo in casa e che prima di allora non mi interessavano affatto! Tutto in me stava cambiando: la mia concezione della vita stessa, dono di Dio. La mia concezione di felicità: l'amare il Signore, che ha donato la Sua vita per noi peccatori. Cos'era importante per me: la preghiera. Ringraziare e lodare il Signore quotidianamente, per tutto. […] Ho cercato in vari siti sul tema della Vocazione, ma questo lo trovo il migliore. […] I miei credo abbiano ben notato il cambiamento in me, mio padre a volte ne è contento e apprezza il fatto che segua le messe, ecc. mia madre invece è il contrario. Ha sempre detto che non è normale che una della mia età segua queste cose, invece di avere il ragazzo e andare in discoteca. Ogni volta rimango allibita. Il buon Dio non vuole questo per me. Non ho mai messo piede in una discoteca, non ho mai avuto un ragazzo, evito qualsiasi ritrovo mondano, come feste e sagre che nella mia regione abbondano. Ho preso la ferma decisione che non entrerò mai in una discoteca […]. Evito qualsiasi cosa mondana, ho smesso di guardare alcuni programmi tv, e ho iniziato a stare attenta a come mi vesto, infatti uso esclusivamente vestiti casti. Mi hanno sempre preso in giro perché non metto abiti scollati, ma io dopo poco aver compiuto 17 anni ho scelto di vivere in castità e di essere orgogliosa della mia verginità. In un mondo che vuole tutt'altro che la castità, sarei considerata pazza se qualcuno sapesse della mia scelta! Purtroppo pochi osservano certi precetti. Insomma, è cambiato quasi tutto nella mia vita. [...] Mi sento attratta dalla vita missionaria, ma non so bene cosa il Signore voglia per me. Non posso escludere che mi voglia in clausura! Prego ogni giorno il Signore e la Vergine affinché mi indichino la strada giusta. Io sento di avere un bellissimo dialogo con Cristo, e voglio tanto che ciò persista! 

Penso che il lavoro che fai sia fantastico, dai un aiuto importantissimo a tante persone, e anche non conoscendoti sei nelle mie preghiere. […] Percepire la Sua Chiamata a 16 anni inizialmente non è stato facile. Per ora faccio come Maria, serbo tutte queste cose nel mio cuore. Mi scuso per essermi dilungata così tanto, avrei tante cose da dirti. 

Ti saluto, a presto.
In Cristo e Maria.
(Lettera Firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                          stai facendo benissimo a riflettere sullo stato di vita che eleggerai in futuro. È molto importante fare la scelta giusta, cioè quello che vuole Dio.

Sono contento che lo Spirito Santo ti ha fatto capire quanto sia virtuoso vivere in castità. I santi elogiavano molto lo stato verginale, il quale, come insegna il Magistero della Chiesa Cattolica, è nettamente superiore allo stato matrimoniale (anch'esso buono). Se vuoi saperne di più su questo tema puoi leggere la splendida enciclica “Sacra Virginitas” del grande Papa Pio XII (la trovi facilmente su internet).

Per essere buoni cristiani non basta credere in Dio, bisogna anche mettere in pratica gli insegnamenti del Vangelo. Per questo motivo apprezzo molto il tuo stile di vita “controcorrente”. Sbagliano quei cristiani che vivono facendo dei compromessi tra il Vangelo e la mentalità mondana. Bisogna essere cristiani coerenti, come lo furono i santi, i quali erano disposti a subire le persecuzioni del mondo pur di non tradire il Redentore Divino. Sono d'accordo con te, bisogna evitare di frequentare le discoteche perché sono luoghi pericolosi per l'anima. Lì infatti è molto facile offendere Dio con qualche peccato. Inoltre bisogna stare alla larga dalle cattive compagnie, perché chi frequenta degli amici che calpestano la Legge di Dio, prima o poi rischia di farsi trascinare al male. Tanti bravi ragazzi che erano cristiani virtuosi si sono rovinati a causa delle cattive amicizie.

Per quanto riguarda la tua libera scelta di vestirti con abiti castigati che salvaguardano il pudore, devo dirti che si tratta di una coraggiosa decisione di una vera seguace di Gesù Cristo. Anche se i mondani dovessero criticarti perché non utilizzi mai minigonne o altri vestiti spudorati, non è un problema, l'importante è piacere a Dio, osservando la sua Legge per dargli gusto. La Madonna a Fatima preannunciò che sarebbero venute delle mode vergognose che avrebbero molto offeso Nostro Signore. Purtroppo, queste mode scandalose sono arrivate davvero. E' vergognoso andare in giro svestite con abiti da meretrici. Il zelantissimo Pio XII esortò le ragazze cattoliche a combattere la “Crociata della purezza”, cioè a impegnarsi a diffondere nella società una moda cristiana. Anche oggi bisognerebbe lanciare una campagna apostolica per propagare l'amore per la purezza e il disprezzo per le mode indecenti e l'impurità.

La televisione è meglio guardarla il meno possibile, cioè solo quando ci sono trasmissioni che nutrono l'anima. Purtroppo, molti programmi allontanano il cuore dal Signore, infatti sono permeati della mentalità mondana che induce a vivere come se Dio non ci fosse, e a pensare solo alle cose materiali. Su questa terra tutto è vanità delle vanità, fuorché amare e servire il Signore. 

In Gesù e Maria,

Cordialiter

giovedì 16 ottobre 2014

Esercizi spirituali per donne

Da mercoledì 29 ottobre a domenica 2 novembre saranno predicati gli esercizi spirituali per donne (sia nubili che sposate). Ricordo che possono partecipare donne di tutte le età, ma sono particolarmente consigliabili a coloro che stanno riflettendo sullo stato di vita da eleggere. Per ricevere maggiori informazioni è possibile scrivere al seguente indirizzo: esercizispirituali@servidoras.org

Il disporre l'anima a liberarsi dagli affetti disordinati, e poi il cercare di adempiere la divina volontà circa il modo di vivere per raggiungere lo scopo di salvare l'anima, queste cose secondo S. Ignazio sono da considerare “esercizi spirituali”.

Siate apostoli degli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio di Loyola, fateli conoscere ai vostri parenti ed amici! Tanta gente ha cambiato vita grazie alle meditazioni fatte durante gli esercizi ignaziani, i quali durano pochi giorni, ma possono valere un'eternità.



xzx

Donarsi al Signore

Tempo fa una lettrice del blog mi ha scrisse per raccontarmi la sua conversione e per parlarmi del desiderio di abbracciare la vita religiosa. In seguito mi disse che un suo ex fidanzato era tornato a corteggiarla, ma ormai a lei non interessava più, poiché nel frattempo nel suo cuore era cresciuto sempre più il desiderio di donarsi al Signore...


Ciao, scusami se ti rispondo solo ora, volevo scriverti settimana scorsa ma per timore di disturbare non ho più scritto, poi quando ho visto la tua mail venerdì ho provato tanta gioia e commozione per l'ennesima grazia ricevuta.

Da quando ti ho scritto l'ultima volta non ho abbandonato il proposito di donare tutta la mia vita a Gesù, ma anzi questo Amore cresce sempre più e mi sento sempre più a disagio in questo mondo, però so che devo avere pazienza affinché si faccia solo ed esclusivamente la volontà del Padre Misericordioso.

Mi avevi anticipato che il cammino sarebbe stato pieno di insidie, una di queste è stata il ritorno del ragazzo col quale sono stata assieme sei anni e mezzo, ma non mi sento legata a lui e a nulla che è terreno. Appunto perché non mi sento legata più a nulla sulla terra ma trovo gioia solo nei momenti di preghiera e il mio cuore impazzisce solo quando sono in confidenza con Gesù e la Mamma, io con il mio modo di fare avrei affrettato troppo i tempi, rischiando di fare solo danni, quindi lo considero come un freno per poter crescere nell’Amore per Gesù fino a che non sarò finalmente degna di Lui. Inoltre diciamo che questo evento ha calmato gli animi dei miei familiari, specialmente quello di mia mamma che sarebbe stata capace di qualsiasi pazzia. Forse è stato messo sulla mia strada come prova, da questo comunque voglio trarne beneficio per la nostra cara Madre, tenterò con tutte le mie forze di portarlo tra le Sue braccia affinché poi Lei lo porti a Gesù, voglio essere uno strumento nelle loro Mani.

[..] Continuo a pregare il Signore perché si realizzi il suo progetto affinché Suo Figlio il mio caro buon Gesù non versi più lacrime per me, ma piuttosto che io possa contribuire ad alleviare nella mia miseria le sue ferite provocate dalle iniquità del mondo. Ti ringrazio per il lavoro che continui a fare con tanta passione, non ho smesso di seguire il tuo blog che mi è sempre di immenso aiuto. Ti saluto e ti ringrazio con immensa cordialità in Gesù Re della nostra vita e Maria che con immenso amore ci guida alla gioia senza fine.

(Lettera firmata)


Carissima sorella in Cristo,
                                        sono felicissimo di sapere che stai perseverando tenacemente e che ormai le cose della terra non ti interessano più, poiché il tuo unico desiderio è di trascorrere il resto della vita unita a Gesù buono, l'amorevole Redentore del genere umano.

In questi mesi ho ricevuto numerose lettere di giovani e meno giovani desiderosi di abbracciare lo stato di vita religioso. Mi riempie di gioia sapere che in questa società secolarizzata e materialista ci siano ancora persone disposte a rinunciare a tutto pur di seguire la chiamata del Signore. Tuttavia ti confesso che sin quando ognuno di questi lettori non sarà entrato in convento, ho sempre un po' di timore che possano per propria negligenza “dimenticarsi” della loro vocazione. Il problema è che fin quando si rimane nel mondo si è costretti a vivere in mezzo a tante distrazioni che tendono a far affievolire il devoto desiderio di donarsi a Dio.

Ecco perché prego la Mediatrice di tutte le Grazie di aiutare te e tutti gli altri che mi hanno scritto. Non vedo l'ora di sapere che avete abbandonato il mondo traditore per rifugiarvi sotto il manto protettrice della Madonna in qualche ordine religioso fervoroso e osservante.

Come dico sempre, le storie vocazionali sono tutte belle perché sono tutte storie d'amore, ma quelle che mi piacciono di più sono quelle di persone “convertite” come te, poiché in esse rifulge in maniera più luminosa la Misericordia infinita di Dio. È commuovente pensare che quando vivevi lontano da Gesù buono, Lui continuava ad attenderti con paziente amore, quasi tu fossi stata l'unica persona sulla terra, e quando sei tornata ai suoi piedi come il figliol prodigo, invece di cacciarti via ti ha fatto sentire l'ardente desiderio di divenire sua sposa. Insomma, il giorno in cui verrò a sapere che sei entrata in qualche monastero esulterò di gioia per questo grande trionfo della Divina Misericordia: dalla mondanità, al monastero di clausura. Sì, non vedo l'ora che tu diventi prigioniera di Gesù Cristo.

Se in futuro vorrai ancora scrivermi, non dovrai avere nessun timore di “disturbarmi”. Per me è di grande edificazione leggere lettere come le tue, e inoltre è un vero onore poter esserti d'incoraggiamento nel percorso vocazionale, in attesa che tu diventi sposa del mio Re.

Coraggio, “per aspera ad astra”, attraverso le difficoltà si giunge alle stelle!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Re d'Amore e in Maria Regina dei peccatori pentiti,

Cordialiter

mercoledì 15 ottobre 2014

Una donna sposata innamorata... della vita religiosa!

Ho ricevuto varie lettere di persone sposate (soprattutto donne) che rimpiangono di non aver abbracciato la vita religiosa. A tal proposito ripubblico quel che mi ha scritto una gentile signora.


Caro D.,
                grazie di avermi risposto. [...] Ho letto con piacere la tua lettera, hai uno stile degno di uno scrittore d'altri tempi :)

Leggo il blog vocazionale, e se l’avessi incontrato dieci anni fa, quando stavo ancora decidendo per il matrimonio, me ne sarei tornata in convento. A volte lo sogno ancora, di esserci, l’ultima volta è stata proprio questa notte. ;)

Grazie dei consigli, i libri che mi suggerisci di leggere li ho letti e riletti anni fa, conosco Sant'Agostino, Sant'Ambrogio, Santa Teresa d'Avila, San Giovanni della Croce (e dico “conosco” nel senso che oltre a conoscerne la vita ne ho letto la maggior parte degli scritti), San Francesco d'Assisi e Santa Chiara, Sant'Alfonso dei Liguori e molti molti altri... ho una biblioteca notevole.

[…] Ora mi fermo, non voglio rubarti altro tempo. Parlare di tutto come vorrei non si potrà. Però grazie del tentativo. Lo apprezzo. […]

Un caro saluto.

(lettera firmata)


Carissima sorella in Cristo,
                                           ti ringrazio per avermi concesso il permesso di pubblicare quel che mi hai scritto in proposito della vita religiosa. Perché ho voluto pubblicare questi tuoi pensieri espressi con simpatica schiettezza? Te lo spiego subito. Ci sono tante persone che si sentono attrarre dalla vita religiosa, ma accarezzano anche l'idea del matrimonio.

A costoro consiglio di riflettere attentamente: mentre entrando in convento hanno vari anni di tempo, prima di emettere i voti perpetui, per poter capire se sono davvero chiamati alla vita religiosa oppure no, e quindi eventualmente tornarsene nel mondo, invece coloro che si sposano non possono più tornare indietro, perché il matrimonio religioso quando è rato (cioè valido) e consumato non può più essere sciolto da nessuno, nemmeno dal Sommo Pontefice. Sì, esiste la possibilità, se l'altro coniuge è d'accordo, di ricevere la dispensa ecclesiastica per entrare in convento, ma è una cosa difficile da ottenere, soprattutto quando ci sono bambini piccoli da allevare.

A coloro che sono indecisi tra il matrimonio e la vita religiosa consiglio di fare al più presto delle esperienze vocazionali in buoni ordini religiosi, e magari anche di partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola, i quali sono molto utili per eleggere uno stato di vita. Dopo aver riflettuto e pregato, bisogna mettere il cuore innanzi a Dio e prendere una decisione. Bisogna ricordarsi però che la vita consacrata è lo stato più perfetto perché è più simile alla vita che condusse Gesù su questa terra. Inoltre entrando in un convento o in monastero (purché fervoroso e osservante) è più facile salvarsi l'anima e farsi santi. Un'anima, un'eternità!

Spero di essere stato di qualche utilità a qualche lettore “indeciso”.

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

martedì 14 ottobre 2014

Distaccare il cuore dalle cose del mondo

A che serve la solitudine del corpo quando manca quella del cuore? A che serve dimorare col corpo in un monastero, e poi avere il cuore attaccato alle cose del mondo? Un'anima distaccata e libera dagli affetti terreni, anche se sta nelle piazze e nelle strade, trova la sua solitudine. Al contrario, a che serve mai il trattenersi nel coro o nella cella in silenzio, se poi nel cuore gli affetti alle creature si fanno molto sentire, impedendo così di poter ascoltare le voci divine?

Il Signore disse un giorno Santa Teresa: Oh quanto parlerei volentieri a molte anime! ma il mondo fa tanto strepito nel loro cuore che la mia voce non può sentirsi. Oh se si appartassero un po' dal mondo!

Cerchiamo di comprendere dunque che cosa sia la “solitudine del cuore”: è il discacciare dal cuore ogni affetto che non è per Dio, col cercare in tutte le nostre azioni non altro che di piacere al Signore. E qual cosa della terra può contentare il nostro cuore? Solo Dio è la nostra unica ricchezza. La solitudine del cuore induce a dire con sincerità che si desidera solo Dio e basta.

Colui che non riesce a trovare il Signore, metta in pratica quel che diceva Santa Teresa: “Distacca il cuore da tutte le cose e cerca Dio, e lo troverai”. Iddio non può cercarsi né trovarsi, se prima non si conosce: ma come può conoscere Dio e le sue divine bellezze chi sta attaccato alle creature? In un vaso di cristallo, se è pieno di terra, non può entrarvi la luce del sole: e così in un cuore occupato dagli affetti dei piaceri, dei beni materiali o degli onori, non può risplendervi la luce divina. Perciò chiunque vuol vedere Dio bisogna che tolga la terra dal suo cuore, e lo tenga chiuso a tutti gli affetti mondani. Ciò appunto volle darci ad intendere Gesù Cristo sotto la metafora della porta chiusa, allorché disse: “Quando fai orazione, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega in segreto il Padre tuo”. Ciò significa che l'anima, per unirsi con Dio nell'orazione, bisogna che si ritiri nel suo cuore - ch'è appunto il camerino nominato dal Signore, come spiega S. Agostino - e poi chiuda l'entrata a tutti gli affetti terreni.

L'anima solitaria, cioè distaccata, in cui taceranno gli affetti della terra, si stringerà con Dio nell'orazione coi santi desideri, con le offerte di se stessa e con altri atti di rassegnazione e d'amore; ed allora si troverà sollevata sopra di sé e sopra le cose create a tal punto che sorriderà al pensiero dei mondani, i quali tanto stimano e stentano per i beni di questa terra, che in realtà sono troppo piccoli ed indegni dell'amore di un cuore creato per amare un immenso bene che è Dio.

lunedì 13 ottobre 2014

La pace del monastero


Una ragazza mi ha scritto una bella testimonianza sulle Benedettine di Fermo.

Finalmente sono riuscita ad approdare nel luogo dove per la prima volta ho avuto un incontro autentico con il Signore. Sto parlando del Monastero “San Giuliano” delle Benedettine di Fermo.

L’anno scorso, durante la settimana Santa ho iniziato a sentire un desiderio così forte di stare in un monastero che razionalmente non me lo sapevo spiegare. Così iniziai a informarmi su internet e telefonai ad un monastero francescano. Lasciai più di un messaggio nella segreteria telefonica però nessuno mi richiamò. Al che pensai che potevo recarmi in qualunque altro monastero e magari anche più vicino. Così lessi su un blog tra le varie esperienze, che un’oblata aveva avuto un’esperienza di accoglienza in un monastero di Fermo dove raccontava di essersi trovata molto bene e parlò anche del carisma della madre Abbadessa che l’aveva ascoltata e aiutata. Mi colpirono molto le sue parole, così mi incuriosii e pensai che era proprio il posto ideale per me. Chiamai per telefono la sera e mi dissero che avrei dovuto richiamare il giorno dopo perché avrei dovuto parlarne con la Madre. E così fu. Il giorno stesso la Madre mi disse di sì. Così feci la mia prima esperienza di accoglienza durata 4 giorni. Poi mantenni il contatto con la Madre durante tutto il tempo vissuto all'estero e al mio ritorno in Italia, e nell’arco di un anno tornai per la seconda volta, poi la terza e infine la quarta il mese scorso, dove ho assistito ai meravigliosi esercizi spirituali predicati da un pio sacerdote, le cui ricche e profonde meditazioni, sia dal punto di vista umano che teologico-filosofico,  mi hanno offerto l’opportunità di capire, approfondire, confermare alcuni concetti sull’”abitare con Gesù”, consentendomi di far crescere in me la forza ed il benessere, e fornendomi  una nuova chiave di lettura per affrontare le mie problematiche. Dopo soltanto 4 esperienze di accoglienza posso dire che il monastero delle monache benedettine è diventato per me la mia seconda casa, l’unico luogo dove riesco a sentirmi in pace, in armonia, dove riesco a riposare, dove posso essere me stessa e sentirmi accolta, amata, ascoltata, coccolata. Nel monastero ho vissuto momenti d’intensa riflessione  e meditazione nei dialoghi con la Madre Abbadessa che mi ha letto dentro e mi ha guidata facendomi scoprire che Dio è misericordioso. Poi, altra scoperta: la lectio divina individuale e condivisa, dove la Parola non è solamente teoria ma diventa prassi, ossia carità che plasma la vita quotidiana. Il monastero è il luogo scandito dalla preghiera e dal lavoro, (ma non dal semplice pregare e lavorare),  dove la preghiera viene espressa con intensa dolcezza, silenzi, parole e canti angelici gregoriani, e dove il lavoro viene vissuto con il sorriso in simbiosi con Gesù. Ogni cosa, ogni azione, ogni oggetto viene mosso unicamente dall'amore e dalla gioia (una tavola apparecchiata, i pasti squisiti, e tutti i lavori fatti a mano come il presepe, la pittura su vetro, i ceri decorativi, le icone, i rosari e le coroncine, i portafogli e le borse, le ostie, i biscotti, i vestiti battesimali e le tuniche, il modo di prendersi cura dell’orto, ecc..) e ci si chiede come può una cosa così semplice essere trasformata in qualcosa di così straordinario e meraviglioso. Ed oltre a tutto ciò che si fa quotidianamente, il monastero delle monache benedettine è a tutti gli effetti una comunità  terapeutica spirituale  dove la madre Abbadessa, dalla  carismatica autorevolezza, e  come madre spirituale, è riuscita concretamente, sospinta non solo dai precetti della sua ricca preparazione teologica e pedagogica, ma soprattutto dall'amore caritatevole che nasce e si nutre dell’amore di Cristo, a creare una vera e propria rete di aiuto esterna, in collegamento continuo con il  monastero; ogni giorno arrivano numerose mail e giungono alla porta del monastero persone che richiedono preghiere e ascolto sulle più disparate condizioni di disagio, sofferenza, disgrazia, e incredibilmente tutte le numerose richieste vengono evase. Le sorelle sono come angeli!

Ma il monastero  è  anche il luogo dove nel contempo  si vive molto il senso della fraternità, dell’armonia nei rapporti interpersonali, nell'aiuto reciproco dove centrali sono l’amore di Cristo e la gioia della sua resurrezione, manifestata non solo nell'azione quotidiana, nel lavoro e nella preghiera, ma anche attraverso momenti di convivialità, giovialità, canti. Un altro mito da sfatare: non è vero che il monastero sia un luogo avulso dalla realtà esterna. Ogni giorno si ascoltano le notizie e c’è una grande attenzione e preoccupazione per tutto ciò che accade fuori, ed ogni giorno si cala la preghiera nella realtà di tutti i bisognosi… e tutti  sappiamo quanto possa essere imprescindibile e potente la preghiera! Mai mi sarei aspettata di trovare tanta apertura al mondo esterno come in un monastero di clausura e mai mi sarei immaginata che si facessero così tante cose. Sembra che una giornata non basti mai per poter terminare tutto ciò che ci si era preposto di fare. Il monastero è stato per me il luogo che mi ha ridonato la speranza e la forza per affrontare tutte le mie problematiche diventate insostenibili, mi ha arricchita nello spirito e nel cuore, nella pace e nell'amore e mi ha permesso di  ritrovare un senso nella mia vita. È il luogo dove ho fatto i conti con il silenzio, le paure, le sofferenze, i dubbi, le delusioni, dove gli affanni si sono trasformati in gioia suscitata dalla presa di coscienza che non sono più sola, perché sono certa che Gesù non mi abbandonerà mai, qualunque sarà la mia situazione di sofferenza, così come non mi abbandonerà mai questa splendida famiglia che prega per me e si preoccupa per me! Non mi basterà una vita per poter contraccambiare tutto ciò che mi è stato donato in questo piccolo paradiso che è il Monastero delle Benedettine! 

A tutte voi ragazze che vi trovate in questo momento, e non casualmente, a leggere queste testimonianze di esperienze vissute nel monastero, o perché sentite la necessità di capire o approfondire la vostra vocazione, o per convertirvi, o per assaporare l’amore infinito, la gioia, la forza e la speranza, qualunque sia la vostra situazione, sappiate che in questo Monastero il Signore parlerà al vostro cuore attraverso la fervorosa preghiera delle monache, attraverso la lectio divina e il dialogo.

Grazie di cuore!
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Per contattare le Benedettine di Fermo, potete scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: m.benedettine @ alice.it  (scrivere l'indirizzo tutto attaccato, senza spazi).

Nuova comunità religiosa

Alcuni giovani sacerdoti, col permesso del proprio vescovo diocesano, stanno per dare vita a una nuova comunità religiosa dedita all'adorazione Eucaristica e alla direzione spirituale delle anime.


Se qualche ragazzo desidera saperne di più può scrivere al mio indirizzo e-mail, ed io provvederò a fornire i recapiti di uno dei sacerdoti responsabili di questa nuova fondazione.

Vocazione monastica


Pubblico un'interessante lettera che una monaca carmelitana ha scritto a una ragazza in discernimento vocazionale.


Carissima ….
Dopo un tempo di preghiera, meditazione, ascolto della Parola e dei segni del quotidiano, mi accingo a scriverti qualche rigo per condividere con te frammenti di luce sul mistero insondabile della chiamata e indicarti, facendo riferimento alla mia personale esperienza, i possibili criteri di discernimento per una adeguata verifica delle tue mozioni interiori, perché anche tu come tante donne di tutti i tempi, possa cercare, riconoscere, trovare il tuo posto nella storia brillando e irradiando quella luce che Dio, nel suo infinito amore, da sempre vuole donarti.

“Geremia, cosa vedi? Vedo un ramo di mandorlo” hai visto bene geremia perché anche io vigilo  sulla mia parola per realizzarla   


Vorrei avviare la mia condivisione partendo da questo versetto del profeta Geremia alla cui lettura ti invito caldamente ….

Il mandorlo è un albero che ha il coraggio di  “gettare “ i suoi fiori quando il clima è ancora rigido, quasi come se stesse lì a vegliare  per spuntare al primo risveglio dall’inverno …. È un albero dagli occhi attenti, un albero sentinella …  un segno della primavera dentro le pieghe rigorose dell’inverno … un incantevole immagine dell’amore preveniente di Dio che abita la storia di ciascuno e traccia dal di dentro dell’esperienza quotidiana, senza calcare la mano, i tratti essenziali, la bozza su cui poi, insieme a Lui stendere il progetto, i colori, le sfumature.

E lo fa, come per il mandorlo, in modo imprevedibile, come il sorgere di un fiore delicato in inverno … quando, come e dove tu forse meno te lo aspetti…. A partire dal tuo normalissimo oggi ….

Dio è sempre molto attento ai frammenti: agli occhi, ai gesti … al granello di senape, alla pecora perduta, allo spicciolo della vedova. Ci chiede di partire dai frammenti e dai dettagli del quotidiano, da quei semi presenti già nell’aria, ma che scendono soltanto su un terreno fertile. 

Quello che voglio dirti, carissima,  in altre parole, è che il primo passo fondamentale da compiere per conoscere la volontà di Dio per te è  provare ad “aprire gli occhi e spalancare il cuore all’ascolto” partendo dall’ hic et nunc in cui vivi, in cui Dio certamente ti tende la mano, in cui ti chiama per nome anche quando potrebbe sembrare tutto paradossalmente diverso o lontano  .

Discernere la volontà di Dio su di sé, secondo la mia personale esperienza, è addentrarsi fino in fondo, nel terreno della propria vita, cercare di riconoscerne l’humus dei propri valori, delle relazioni che instauro, del tempo che dedico alla preghiera, del modo in cui incontro la Parola di Dio…

Sai ci sono tantissimi esperti, tanti uomini e donne di Dio che potrebbero darti strade percorribili per incontrare il Dio vivente, ma nessuno può sostituirti alla tua personale esperienza di Lui , non un’esperienza puramente emozionale o sensibile ma quell’incontro vitale con la sua parola che è una persona: Gesù. 

Ricordi il brano del giovane ricco” Gesù fissatolo lo amò e gli disse”….

Oppure l’episodio del rinnegamento di Pietro quando dopo le sue tre menzogne, Gesù, si voltò, lo fissò ..,. e subito un gallo cantò, o ancora sempre a Pietro: Gesù lo fissò e gli disse: Simone mi ami tu più di costoro? E quasi mendicante d’amore formulò la richiesta tre volte per provare a strappare a Pietro una risposta amante, calda…. O quando, Maria di Magdala al sepolcro sconfortata per non aver trovato il corpo morto del maestro, talmente affranta dal suo dolore, gli parlò voltata di spalle senza riconoscerlo, e poi sentendosi chiamare per nome si voltò di scatto e riconobbe il Signore risorto….?

Potrei citarti tanti altri passi  anche dell’antico testamento, pensa a tutte le figure dei Patriarchi, abramo, Isacco, Giacobbe, Pensa la vocazione di Samuele, o di Davide …. pensa al profeta Elia la cui vita coincise con una zelante consapevolezza di vivere innanzi  e per il Dio vivente.  Leggi il cantico dei cantici poema d’amore per eccellenza . In ogni angolo della Bibbia trovi questo ponte lanciato sul cuore dell’uomo, questo braccio allungato questa mano tesa…  questo impeto d’amore totale e totalizzante, ma mi fermo a questi che mi fluiscono dal cuore perché non voglio sovraccaricarti di messaggi, solo riaffermarti un secondo passaggio importante:  

Il tuo sguardo si incrocia col suo, con una persona viva, quando la sua Persona che viene a te attraverso la sua parola diviene per te centrale, vitale, esistenziale, quando ti accorgi che cominci a provare a pensare come Lui, a vedere come Lui, a sentire come Lui, a provare quello che prova Lui… quando ti accorgi che non sentendo, provando, pensando come Lui, ti senti sola e persa, quando il tuo quadro di valori è il suo, quando la tua vita la senti spaesata se non si declina sul paradigma della sua volontà costantemente ricercata, se il suo volto non diviene il tuo nell’incontro con chi ti sta accanto, se le vicende quotidiane ti affannano, ti agitano, ti sovrastano, se i torti subiti o le sofferenze ingiuste ti inacidiscono, ti chiudono, ti alimentano astio e amarezza …

Terzo passo importantissimo allora è: non avere la presunzione di fare da sola… Dio infatti  è tutto a tutti, vicino, intimo a noi più di noi stessi ma al tempo stesso è unico, inaccessibile, inanerrabile  e la nostra piccola vita, se pur carica di doni, è poca cosa, è frammento, è parte, è porzione…. Diviene fondamentale il confronto costante con una guida spirituale, una persona radicata in Gesù che, proprio perché immersa in una storia di amore e di comunione con Lui può , con il suo aiuto, farsi mediazione, canale, strumento per te, e ti avvii  con una chiara visione di fede, ispirato dalla parola di Dio e mosso dallo Spirito Santo, nel cammino della comunione con Lui … 

La vocazione alla vita consacrata è uno stato che ha delle esigenze ben precise ed è importante che si vaglino con l’ausilio di un padre o madre spirituale le mozioni e motivazioni profonde  per riconoscere l’autenticità di una chiamata e la verità di una risposta che sia davvero progetto di Dio su di te.

Carissima, mi fermo a questi pochi spunti ti invito a farne oggetto di riflessione, di preghiera , di incontro con la Parola . Io da parte mia ti assicuro la mia preghiera perché tu, con l’aiuto di Maria,  possa  iniziare questa esperienza di  fiducia e affidamento amoroso al Signore della tua vita comprendendo pian piano il suo progetto su di te per poi aderire con fede speranza e amore...

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Alle ragazze del centro-nord Italia che cercano un monastero carmelitano in cui poter fare un'esperienza vocazionale, consiglio di contattare il Carmelo di Cerreto di Sorano (Grosseto), scrivendo al loro indirizzo di posta elettronica: carmelitane@gmail.com