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sabato 13 febbraio 2016

Confessione dei peccati

Il nemico del genere umano tenta di allontanare le anime da Gesù infondendo assurdi timori come un'esagerata paura di confessarsi male. Ecco un brano di una lettera di una ragazza:

Uno dei miei problemi principali è che non so se faccio le cose correttamente, se mi confesso bene, se ricevo bene la Comunione, se prego bene ... e questa incertezza mi fa evitare la Comunione, la preghiera, e così via. Se solo fossi certa in anticipo che il Signore sarà contento della mia confessione, andrei a correre. Purtroppo, mi fermo ad un Dio che è Amore, che forse mi chiama a consacrarmi a Lui, ma ho paura di avvicinarmi a Lui. Prega per me, perché il Signore mi dia il coraggio di fare ciò che Egli aspetta da me!

Cara sorella in Cristo,
                                      è da vari mesi che ci scriviamo e-mail, sono contento che in questo periodo di tempo hai continuato a perseverare nel cammino spirituale e nel discernimento vocazionale. Non devi arrenderti mai, devi sempre avanzare nel cammino di perfezione cristiana. Non preoccuparti eccessivamente dei peccati commessi, infatti il Signore è buono e ci perdona volentieri quando ci confessiamo con sincero pentimento. Nessuna ragazza è degna di diventare sposa di Gesù, perché Lui è Dio, mente noi figli di Eva siamo tutti peccatori. Quando il Signore concede a una persona il dono della vocazione religiosa, non lo fa in base ai meriti, ma lo fa per puro amore. Se diventerai suora (lo spero tanto!), non sarà per i tuoi meriti, ma sarà solo perché Gesù ha voluto così, perché Lui è buono.

Il diavolo non vuole che tu viva in maniera cristiana, per questo motivo cerca di allontanarti da Gesù facendoti cadere nella tristezza e nello scoraggiamento. Quando una persona è scoraggiata e demoralizzata, per il demonio è facile allontanarla dalla preghiera e dalla Comunione. Non devi cadere in questa trappola.

Tu non puoi più vivere senza Gesù, perché quando il tuo amore per Lui è freddo, c'è tanta sofferenza dentro il tuo cuore. Devi amare assai Gesù, però nel mondo ci sono tante distrazioni e tentazioni; ecco perché spero tanto che tu possa entrare in un monastero. Lì sarà facile per te vivere il cristianesimo in maniera fervorosa, lì potrai pensare solo ad amare Dio con tutto il cuore, senza distrarti con le cose inutili della terra.

Devi cercare di vivere il cristianesimo in maniera gioiosa, devi cercare di allontanare da te le inutili paure. Devi pregare ogni giorno senza avere paura di “pregare male”, l'importante è che non ti distrai volontariamente durante l'orazione. Inoltre sarebbe bello se tu dialogassi con Gesù e Maria. Sì, puoi parlare fraternamente con loro, raccontando i tuoi problemi, le tue sofferenze, i tuoi desideri, ma soprattutto dicendo che li ami e che vuoi amarli per il resto dell'eternità, ecc. Sant'Alfonso ha scritto un bellissimo libretto che spiega il modo in cui bisogna dialogare con Dio.

Per quanto riguarda la confessione, non devi avere timore; l'importante è essere pentiti delle colpe commesse, poi è sufficiente confessare solo i peccati mortali, ma se vuoi puoi confessare anche quelli veniali. Per commettere un peccato mortale devi aver ragionato così: “questa cosa che sto per fare è una colpa grave che offende molto Dio, io ne sono pienamente consapevole e acconsento pienamente a compierla”. Se non sapevi che una cosa era colpa grave, oppure non avevi la piena consapevolezza o non hai dato il totale consenso della volontà, puoi essere certa di non aver commesso peccato mortale.

Se non puoi giurare che una certa azione commessa sia stata sicuramente una colpa mortale, non sei obbligata a confessarla. Con l'assoluzione vengono perdonati tutti i peccati, anche quelli che non hai confessato perché non eri certa che fossero mortali. Comunque se il tuo confessore è un buon sacerdote, puoi raccontargli i tuoi dubbi di coscienza e lui ti aiuterà a capire se erano peccati mortali, peccati veniali o addirittura semplici scrupoli.

Il diavolo non vuole che tu fai la Comunione, perché in questo modo ti unisci totalmente a Gesù: Lui diventa tutto tuo, e tu diventi tutta Sua. Quando Gesù è dentro di te, devi dirgli parole d'amore, devi dirgli che tu lo ami e che lo vuoi amare ancora di più perché Lui lo merita, devi dirgli che sei disposta a donargli la tua vita, che vuoi amare solo Lui, che vuoi che tutte le anime lo amino, che Lui regni su tutti i cuori degli uomini, che tutte le anime si salvino e vadano in Cielo ad amarlo per sempre, che preferisci morire anziché commettere anche un solo peccato con piena avvertenza, ecc.

Tu hai una coscienza delicata, quindi quando non sei sicura di aver commesso un peccato mortale, devi presumere di non averlo commesso. Infatti le persone con una coscienza delicata quando commettono davvero un peccato mortale non hanno dubbi, ma ne sono certe.

Dopo che hai fatto la confessione puoi continuare a ricevere la Comunione sino a quando non sei certa di aver commesso un peccato mortale. Insegnano i teologi che se sei in dubbio di essere in stato di grazia o in peccato mortale, puoi ricevere la Comunione, però è bene recitare prima con contrizione del cuore un “atto di dolore”, cioè una preghiera con cui chiedi scusa a Dio di tutte le tue colpe, non tanto per aver meritato i suoi castighi, ma soprattutto perché hai offeso Lui che è infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Comunicandoti allontanerai gli scrupoli, ma soprattutto allontanerai la tentazione del diavolo che vuole tenerti lontana dalla Comunione, cioè da Gesù. La Comunione ti darà la forza di resistere alle tentazioni, ti darà maggiore fervore nella preghiera e ti farà accendere di carità verso Dio e il prossimo.

Spero di esserti stato di qualche utilità, ma rimango a tua disposizione per ulteriori chiarimenti.

In Gesù e Maria,

Cordialiter

venerdì 12 febbraio 2016

Conversare familiarmente con Dio

Lettera a una lettrice del blog.

Carissima in Cristo,
                                Sant'Alfonso Maria de Liguori scrisse un opuscolo intitolato “Modo di conversare continuamente ed alla familiare con Dio”, nel quale spiega che trattare con Dio con gran confidenza e familiarità non è affatto un mancare di rispetto alla sua maestà infinita. Secondo questo grande Dottore della Chiesa bisogna rivolgersi al Signore con l'amore più tenero e confidente che sia possibile, poiché Egli gioisce quando una sua creatura si rivolge a Lui con quella confidenza, libertà e tenerezza con cui i bimbi si rivolgono alle loro mamme.

Dunque continua pure a dialogare “da cuore a cuore” con Gesù e Maria, e intanto frammezza i tuoi dialoghi con brevi e intese frasi d'amore che saranno come frecce infuocate che vi lancerete reciprocamente. In questo modo ti infiammerai d'amore per il Redentore, mentre Lui già arde d'amore per te fin dall'eternità. Il mondo non esisteva, tu non esistevi, ma Egli già ti amava ardentemente come se tu fossi l'unica persona che avrebbe creato. Quindi ognuno di noi può e deve dire di Gesù (soprattutto quando si riceve devotamente l'Eucaristia), quel che diceva la sposa del Cantico dei Cantici: Dilectus meus mihi et ego illi (Cant. II, 16), il mio amato Dio s'è dato tutto a me ed io tutto a Lui mi dono.

Spero che anche altri lettori del blog possano imitare il tuo modo di pregare, prendendo l'abitudine di parlare a Dio da cuore a cuore, familiarmente e con confidenza ed amore come ad un amico, il più amorevole di tutti.

Alcuni domanderanno: ma di quali temi possiamo trattare con Dio? Raccontategli dei vostri affari, dei vostri progetti, delle vostre pene, dei vostri timori e di tutto quello che vi riguarda. Come ho già detto, fatelo con confidenza e col cuore “aperto”, cioè senza soggezione. Potete parlare con Dio ovunque vi troviate, poiché Egli è onnipresente. Dunque, non dimenticatevi mai della sua dolce presenza, come purtroppo fa la maggior parte degli uomini. Parlategli quanto più spesso potete; se voi lo amate, non vi mancheranno cose da dirgli. Il nostro Dio si compiace di abbassarsi a trattare con noi, e gode che noi gli comunichiamo le nostre occupazioni più semplici. Egli ci ama tanto ed ha tanta cura di ciascuno di noi. Dobbiamo avere la confidenza di raccomandargli non solamente le nostre necessità, ma anche quelle degli altri. Piacerà tanto al nostro Dio, che noi, dimenticando alle volte i nostri interessi, gli parliamo dei vantaggi della sua gloria, delle sofferenze altrui, specialmente degli ammalati e dei poveri, delle anime del purgatorio che sospirano la sua visione beatifica, e degli scellerati peccatori che vivono privi della sua grazia.

Se vogliamo compiacere il Cuore amante del nostro Dio, dobbiamo cercare quanto più spesso possiamo di parlare con Lui continuamente e con tutta la confidenza possibile, e Lui non sdegnerà di risponderci. Non si farà sentire con voci sensibili alle orecchie, ma con voci bene intelligibili al nostro cuore, allorché ci staccheremo dalla conversazione delle creature per trattenerci a parlare da solo a solo col nostro Dio. Egli ci parlerà con quelle ispirazioni, con quei lumi interni, con quei tocchi soavi al cuore, con quei segni di perdono, con quei saggi di pace, con quella speranza del paradiso, con quei giubili interni, con quelle dolcezze della sua grazia, con quegli abbracci e strette amorose; insomma ci parlerà con quelle voci d'amore che ben l'intendono le anime che egli ama e che non cercano altro che Dio. Su questa terra la Santissima Trinità sia l'unica nostra felicità, l'unico oggetto dei nostri affetti, l'unico fine di tutte le nostre azioni e desideri, fintanto che giungeremo nella Patria Celeste, dove finalmente potremo contemplare da faccia a faccia Colui che abbiamo tanto desiderato d'amare durante il pellegrinaggio terreno.

giovedì 11 febbraio 2016

Vocazione carmelitana

Chi è la monaca carmelitana? 

La monaca carmelitana è una donna con un intenso gioioso desiderio di cercare il volto del Signore come l’unica cosa necessaria, una donna chiamata da Dio a vivere a tempo pieno o meglio a vivere “nel tempo, senza tempo” il ritmo della lode, dell’offerta, della supplica e dell’intercessione, una donna chiamata a cadenzare il proprio quotidiano al soffio del respiro di Dio, chiamata a lasciarsi plasmare dalla sua Parola, una donna che, maturando nell’ordinario la consapevolezza della propria umanità, riconosce e accoglie la fecondità della chiamata all’annuncio silenzioso e nascosto nella logica del seme che se non marcisce e muore non può portare frutto.

vocazione alla vita claustraleLa vocazione alla vita monastica carmelitana è una chiamata per una felicità vera, possibile, che affonda in Lui solo. A compromettere fiduciosamente la propria pochezza nell’esperienza del Tutto/nulla, è un lasciarsi coinvolgere in modo radicale, appassionato e totalizzante dalla volontà che Dio ha di scommettersi per l’uomo, è uno stare consapevolmente nella logica della sua kenosi. È una chiamata a vivere la vita non sul criterio del bisogno, dell’utilità, della visibilità o dei talenti. È una chiamata ad una vita un po’ “sprecata “, come l’unguento prezioso che quella donna sparse sul corpo di Gesù. Di fronte a quello spreco i commensali si indignarono ma Gesù lodò la donna. La carmelitana è chiamata da Dio a “sprecare” la sua esistenza “limitandosi” nello spazio ma abitando e amando il mondo, versando il profumo della preghiera per ogni uomo, balsamo di consolazione alle ferite intercedendo con cuore di carne, dal profondo, dal di dentro, a portare Dio all’umanità e l’umanità a Dio e ad indicare un’”oltre”, una meta eterna che trascende ogni orizzonte terreno.

Come vive la monaca carmelitana la preghiera?

Per la carmelitana la preghiera è un rapporto di tenera amicizia e fiducioso abbandono in Dio, è il desiderio più profondo del proprio cuore di vivere in comunione costante con Lui. È la sua ragione di vita, il respiro della sua anima, il lasciarsi coinvolgere dal Suo donarsi per amore, il suo impegno apostolico, è lasciarLo vivere e amare in lei. Per questo la carmelitana vive la preghiera come una spinta del cuore verso il volto di Cristo che cerca nella solitudine, nel silenzio, nel nascondimento e che, sempre più consapevole della propria pochezza e fragilità, riconosce, trova e ama nella Parola, nella liturgia, nel vivere quotidiano, nella propria storia personale, nel volto dei fratelli e delle sorelle che porta a Dio con l’offerta silenziosa della propria vita.

Cos’è la testimonianza per la monaca carmelitana?

Non verrei che il mio paragone sembrasse ardito ma ritengo che la carmelitana, monaca contemplativa per vocazione, chiamata cioè a vivere per l’Unico, nell’Unico e con l’Unico necessario, sia nel mondo, il Giovanni Battista della storia, di tutti i tempi, una voce che dà testimonianza alla Luce, sentinella del positivo, testimone che ogni uomo ha conservato in sé, sotto la tunica di pelle, una tunica di bellezza che Gesù, nei giorni più veri, riporterà alla vista e alla gioia di tutti. Come Giovanni, la carmelitana esiste per narrare un Dio di luce, che semina continuamente frammenti di sole dentro le vene della terra; con i suoi peccati e le sue ombre, con tutte le cose che sbaglia e non capisce, con la sua fragilità e i suoi errori, nonostante tutto, la carmelitana annuncia con la vita che Dio è luce .

La vita monastica non è altro che questo: un vuoto, in cui Dio può manifestarsi , può vivere ed essere intravisto. La monaca è solo una voce, non ha nella vita nessuno scopo esplicito, rinuncia a ogni ruolo ha solo il nudo nome di monaca o sorella, ma esiste per essere con Dio, per rispondere, con l’intera esistenza, all’invito rivolto da Gesù ai suoi discepoli: «Rimanete nel mio amore (Gv 15,9)».

Non è più vicina a Dio né più santa degli altri cristiani; solo si riconosce e vuole essere creature, fino in fondo, donna con il baricentro in Dio, certa della Suamisericordia, felice di appartenerGli, una donna che fa l’esperienza giornaliera di essere cercata prima di cercare, di essere guardata con amore prima di vedere e contemplare.

Alla monaca oggi, come al Battista ieri, tanti chiedono: “Tu, chi sei”? E la monaca, come Giovanni, può rispondere: “io non sono” sentendosi chiamata ad essere quella voce che ha la Parola dentro , a far coincidere, come Giovanni, la propria testimonianza con il diminuire e lo scomparire della propria persona, a vivere nella stabilità degli spazi e nel nascondimento per estendere i confini del cuore alle dimensioni del mondo.

Nell’esperienza della monaca carmelitana la Parola e la vita si uniscono e il tempo diventa uno stare notte e giorno alla Sua Presenza, un custodire e mettere in pratica la Parola, un silenzioso ma continuo indicare l’Agnello.

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Chi desidera contattare le Carmelitane di Cerreto di Sorano può scrivere all'indirizzo:  carmelitane@gmail.com

mercoledì 10 febbraio 2016

Desiderare di vivere con Gesù

Ripubblico la traduzione di un bellissimo brano di una lettera che mi ha scritto una ragazza francese.

"Il mio più grande desiderio è quello di consolare Gesù, curare le sue piaghe, adorarlo, asciugare le sue lacrime, passare la mia vita con Lui, dargli tutto, non tenere niente per me, e sacrificare tutto per amor suo, vivere di Lui, per Lui, in Lui; amarlo fino a fondermi completamente in Lui, contemplarlo, supplicarlo di salvare i peccatori, di accordare la sua misericordia, di dar loro la fede.

Voglio consolare Gesù per tutti gli oltraggi fatti al suo Sacro Cuore e al Cuore Immacolato di sua Madre. Se potessi, mi piacerebbe fargli dimenticare tutte le sue sofferenze, asciugare le lacrime che ha versato per noi."

Carissima,
                    gioisco nel sapere che esistono ancora persone così ardentemente innamorate di Gesù e Maria. Vorrei tanto che quelle parole d'amore per i Sacri Cuori divampassero dappertutto, vorrei vedere la gente ardere d'amore per Dio e per il prossimo, vorrei che la Chiesa Cattolica si propagasse in tutte le nazioni, vorrei che tutte le anime redente dal Sangue di Cristo si salvino! Ma che ci stiamo a fare su questa terra se non amiamo Dio? Il Signore è il nostro unico e vero bene, e senza di Lui la nostra vita non ha nessun senso. Aveva ragione la Beata Maria Deluil-Martiny a dire: “Cristo deve regnare!” Sì, dobbiamo desiderare che Cristo regni in tutti i cuori degli uomini!

Viene voglia di piangere nell'osservare che sono tanti coloro che non lo amano. In Italia, in Francia e in tanti altri Paesi europei la fede si sta spegnendo, mentre dilaga l'idolatria dei beni materiali e dei piaceri sensuali che allontanano i cuori da Dio. Sono tanto contento che tu desideri entrare in qualche ordine religioso di stretta osservanza per consolare Gesù buono. Spero tanto che tu possa diventare sposa del Re del Cielo, poiché voglio che il tuo cuore possa essere tutto di Gesù. Gli uomini della terra spesso maltrattano e tradiscono le loro mogli; Gesù invece è sempre amorevole e fedele con le sue spose.

Per poter seguire la vocazione religiosa è necessario superare tanti ostacoli e avversità. Coraggio! Affidati alla Madonna e vedrai che riuscirai non solo a salvarti l'anima, ma anche a farti santa!

Ti saluto fraternamente in Cordibus Jesu et Mariae.

Au revoir!
Cordialiter

P. S. Chiedo gentilmente a tutti i lettori del blog di recitare una preghiera per questa ragazza francese tanto innamorata di Gesù buono.

martedì 9 febbraio 2016

Vocazione claustrale?

Tempo fa mi ha scritto una ragazza che era indecisa se abbracciare la vita contemplativa o a quella apostolica...


Carissimo D.,
                         scusa se ti disturbo con la mia lettera ma ho proprio bisogno di un consiglio raccontandoti prima un' esperienza accadutami da poco. Qualche giorno fa, io ed una mia amica in discernimento con me, siamo andate a fare visita alle suore di clausura di [...]. Appena entrate, subito mi sono sentita travolta da una grande emozione e dalla sensazione di essere a casa. La suora che ci ha accolte, dopo le presentazioni di rito, ci ha invitate ai Vespri e sentire le voci delle suore che cantavano mi ha profondamente commossa! Dopo una piccola chiacchierata, abbiamo conosciuto la Superiora che si è informata circa il nostro cammino e sul sacerdote che ci sta seguendo, che lei conosce. Prima di andare via, ci ha invitate ad una veglia alla quale però, con mio profondo rammarico, non abbiamo potuto partecipare. Un paio di giorni fa, il mio padre spirituale mi ha detto che la Superiora aveva chiamato al convento chiedendo il motivo per il quale non aveva visto alla veglia né me né la mia amica, aggiungendo però che le avevamo fatto una buonissima impressione. Quest'ultima affermazione mi ha turbata! Ho sentito come se mi stessero chiamando a far parte di quella famiglia!

Il mio problema ora è questo: per quanto io ami Gesù e mi senta in parte attratta dalla vita claustrale, non credo che quella sia la mia Vocazione. Dico questo perchè provo una gioia infinita nello stare in mezzo agli altri cercando di comunicare e testimoniare loro il profondo amore che Gesù nutre per noi. Cercando informazioni sul web, sono venuta a conoscenza dell'esistenza dell'ordine delle [...]. Potresti darmi qualche consiglio per sciogliere i miei dubbi e qualche informazione riguardo al loro ordine?

[…] Perdona la lunghezza della mia lettera, ma ho veramente bisogno di un consiglio!

Pace e Bene
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                  non devi preoccuparti, per me non è un disturbo rispondere alle lettere, anzi è una grande gioia poter esser di qualche utilità al prossimo.

Sono davvero molto felice di sapere che stai perseverando nel discernimento vocazionale. Certe persone un giorno dicono di avere la vocazione, ma qualche giorno dopo hanno già cambiato "idea". Tu invece è da vari mesi ormai che senti il desiderio di donare il resto della tua vita a Gesù buono, l'amorevole Redentore delle anime nostre. Continua a perseverare, poiché è troppo grande il dono della vocazione religiosa. Solo in Cielo capirai con pienezza quanto grande sia stata la grazia di aver abbracciato la vita consacrata. Dispiace che i mondani non possono capire queste cose, altrimenti i conventi e i monasteri verrebbero invasi da una moltitudine di postulanti.

Quale ordine religioso scegliere? Non è semplice rispondere, poiché a volte si è indecisi tra vari istituti. In genere bisogna ascoltare le proprie inclinazioni. Alcune ragazze sono portate per l'evangelizzazione, altre per la cura dei poveri e degli ammalati, altre ancora per la vita contemplativa nella clausura. Sono rimasto sorpreso nel constatare che molte ragazze che mi hanno contattato sono attratte dalla clausura; si tratta di una scelta forte e radicale adatta solo ad anime ardite e coraggiose, che ardono dal desiderio di immolarsi. Ovviamente ho grande stima anche degli istituti religiosi di vita attiva; oggi c'è tanto bisogno di apostolato per rievangelizzare la nostra società materialista e scristianizzata.

Certe volte la propria attrattiva non corrisponde alla vocazione designata da Dio. La celebre suor Consolata Betrone, da giovane si sentiva attratta dagli ordini di vita attiva. Fece tre prove ma non andarono a buon fine. A quel punto il suo confessore le propose di provare in un ordine di clausura, nel quale riuscì ad entrare e a vivere santamente. Quindi, conviene parlarne col tuo direttore, il quale potrebbe consigliarti di fare alcune esperienze vocazionali in vari ordini per comprendere se sei chiamata alla vita contemplativa o a quella apostolica.

Non conosco personalmente le suore di cui mi hai chiesto informazioni, quindi non sono in grado di darti un valido parere al riguardo. Tuttavia posso dirti come la penso sul tema dell'osservanza della vita religiosa. Gli ordini rilassati sono quelli in cui non si vive più in maniera autentica la vita religiosa. La differenza tra un ordine religioso osservante e uno rilassato è un po' come la differenza tra un fiore fresco e uno appassito. Scriveva Sant'Alfonso Maria de Liguori: "Oimè, piange la Chiesa, perché vede nei religiosi un comune rilassamento di spirito, unito ad una gran freddezza nel divino servizio! Non si nega che vi sono i buoni fra tanti i quali vivono da veri religiosi, separati dagli attacchi mondani, e che si dedicano a farsi santi ed a portare anime a Dio [...] ma questi buoni religiosi [...] quanti sono? [...] son troppo pochi, come si vede; e perciò piange la Chiesa con tutti coloro che amano la gloria divina."

Come si fa a capire se un ordine religioso è rilassato? Basta vedere se vive in maniera simile al fondatore, o in maniera simile alle persone secolari, cioè le persone che abitano nel mondo. I veri religiosi vivono continuamente col cuore rivolto a Dio, e si impegnano mediante l'apostolato, la preghiera e le penitenze, alla propria santificazione e alla conversione delle anime. Negli ordini osservanti, l'abito religioso viene utilizzato sempre, si vive in semplicità, modestia e povertà (da non confondere con la miseria), si obbedisce sempre a quel che ordina il Papa, si osservano fedelmente gli insegnamenti del Magistero Ecclesiastico riguardanti la Fede e la Morale, si celebra la Messa in maniera devota, ecc. Negli ordini religiosi rilassati invece se ne vedono di tutti i colori: poco raccoglimento, poco silenzio, poca obbedienza al Papa, poca preghiera, stile di vita secolarizzato, discorsi mondani, serate passate davanti al televisore, abbigliamento poco edificante, ecc.

Secondo Sant'Alfonso è meglio restare a casa propria, anziché entrare in un ordine rilassato, dove si rischia di fare una vita insipida e infelice. Al contrario, entrando in un ordine religioso di stretta osservanza ci si sente il cuore pieno di gioia e fervore spirituale.

Spero tanto di esserti stato di qualche utilità, ma non esitare a scrivermi ogni volta che lo riterrai opportuno. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

lunedì 8 febbraio 2016

Preghiera di un padre spirituale

O Dio misericordioso, ti prego per questi tuoi figli.
Mi spinge la missione paterna che mi hai affidato,
mi inclina l'affetto, mi incoraggia la tua bontà.
Tu sai che posto occupano nel mio cuore.

Tu sai, mio Signore,
che non comando loro con durezza né con violenza,
che preferisco giovare loro con la carità che dominarli,
che vorrei nell'umiltà sottomettermi a loro.

Ascoltami dunque, o Signore mio Dio, ascoltami:
affinché i tuoi occhi siano aperti su di loro giorno e notte.

Apri, o piissimo, le tue ali e proteggili,
stendi la tua destra e benedicili,
infondi nei loro cuori il tuo Santo Spirito,
che li conservi nell'unità e nel vincolo della pace,
nella castità del corpo e nell'umiltà dell'anima.

La speranza li sollevi, il timore li renda umili,
la carità li renda ardenti.

Rimani in mezzo a loro secondo la tua fedele promessa;
e poiché tu sai ciò di cui hanno bisogno,
ti supplico di considerare ciò che in loro è debole,
di non rigettare ciò che è fiacco.

Perseverando ottengano la vita eterna:
con il tuo soccorso, o dolcissimo Signore. Amen


(Sant'Alfredo di Rievalaulx)



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Lasciare i propri cari

Ripubblico una lettera di una ragazza che mi comunicò che dopo qualche mese sarebbe entrata in un monastero di clausura...

Ciao,
          [...] sto continuando il mio cammino vocazionale con la Madre del monastero di [...]. Ho conosciuto anche la maestra delle novizie, e la Madre, senza alcun dubbio, mi ha detto che ho già camminato abbastanza e che entro l'anno sarebbe bene che entrassi in monastero perchè non serve più aspettare, anzi, potrebbe essere molto dannoso. Non ti nascondo che nonostante la mia gioia immensa di sapermi consacrata al Signore, un'altra parte di me, nel pensare di lasciare la mia famiglia, è molto triste. So però dentro di me che non potrei mai abbandonare la strada della consacrazione, nel senso che se vi rinunciassi sarei la persona più triste del mondo. A volte mi domando se può essere vero che il nostro Dio chiama proprio me a seguirlo più da vicino, e questo dubbio quando mi assale mi fa davvero male. Poi ripenso al mio discernimento con la Madre, e ti assicuro che in quel monastero non cercano di invogliare alla vita religiosa, anche perchè non hanno bisogno di vocazioni, e mi dico che veramente Iddio è così buono che mi vuole donare questa grande Grazia. Ti dirò di più: il mese scorso è entrata un'altra ragazza, e con lei hanno raggiunto il numero massimo di monache, ma la Madre ha chiesto per me un permesso speciale al Vicario Generale [...], perchè reputa fin troppo autentica la mia chiamata. Non vedo l'ora di appartenere totalmente a Lui, ma spesso mi prende la paura che non sono in grado di rispondere generosamente a tale chiamata. Chissà se mai riuscirò a staccarmi totalmente dai miei affetti familiari per unirmi solo a Lui e vivere questa vita solo per i desideri del Suo cuore. Ho dentro di me un desiderio di nascondimento, di santità nota però solo al Signore. Desidero solo quello che Lui desidera, e quando penso di camminare sulla strada che Lui ha pensato per me, mi sembra di non poter reggere alla gioia che mi attraversa. Sapere il Suo sguardo sopra di me, fosse anche per un rimprovero, mi fa sentire la Sua regina. Spero di riuscire a vivere in pienezza la chiamata del Signore nonostante la mia umanità.

Ti informerò di tutto e con grande gioia. Prega per me. Il Signore benedica te e i tuoi propositi.

A presto,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                  sono felicissimo della bella notizia che mi hai dato, e cioè che la Madre del monastero ha confermato che hai davvero la vocazione religiosa. So benissimo che queste monache sono molto selettive nel discernere le vocazioni, quindi ritengo che sia stata una grande grazia il fatto che hanno deciso di accoglierti. Non si tratta di un monastero qualsiasi, si tratta di uno dei migliori d'Italia. Lì la vita religiosa si vive nella fedeltà alla spiritualità della zelantissima Fondatrice. Del resto deve far riflettere il fatto che è uno dei pochi monasteri d'Europa ad avere talmente tante vocazioni da non avere più la possibilità di accogliere altre ragazze.

Quando i mondani verranno a sapere che diventerai suora di clausura, criticheranno la tua scelta e diranno che si tratta di una “vita sprecata”. La realtà è profondamente diversa: la vita contemplativa è semplicemente meravigliosa perché consente di vivere costantemente alla presenza del Signore, cioè col cuore continuamente infiammato d'amore per Dio. E noi siamo stati creati proprio per amare la Santissima Trinità. E che ci stiamo a fare su questa terra se non amiamo Dio? In quel monastero fervoroso è facile salvarsi e divenire anche “madre delle anime” salvando dalla perdizione eterna tante altre persone con la preghiera e la penitenza. Non sono le suore di clausura a sprecare la propria vita, ma sono coloro che la dedicano ad amare le cose vane della terra che svaniranno nell'ora della morte.

Sant'Alfonso Maria de Liguori diceva che uno dei mezzi con cui il demonio tenta di far perdere la vocazione consiste nell'insinuare nel giovane vocato un eccessivo attaccamento alla famiglia. Certo bisogna voler bene ai parenti, ma per amore di Gesù Cristo bisogna esser pronti a rinunciare a tutto. Anche Santa Teresa d'Avila soffrì molto quando scappò di casa per entrare in monastero, la stessa sofferenza l'hanno sentita anche altri santi. Quindi sappi che il dolore che senti nel cuore è una cosa normale negli esseri umani. Coraggio, affidati alla Madonna e certamente riuscirai a superare questa prova d'amore. Devi dimostrare a Gesù buono, il tuo futuro Sposo, di amarlo sopra ogni altra cosa. Per questo sacrificio, Egli saprà ricompensarti abbondantemente già su questa terra, ma soprattutto nell'eternità.

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti nel Cuore Immacolato di Maria,

Cordialiter

domenica 7 febbraio 2016

Richiesta di aiuto

Una signora mi ha chiesto di pubblicare il seguente annuncio (chi può aiutarla può scrivere al mio indirizzo e-mail, e poi io provvederò a girarle le informazioni).



Ex insegnante madrelingua inglese di radici venete, sessantenne, colta e tranquilla, cerca l'opportunità di offrire una collaborazione di tipo intellettuale, amministrativo, o di consulenza, in una casa religiosa, in cambio di una stanza singola. Posso aiutare nelle traduzioni, nella contabilità, o nell'organizzazione di una casa, ad esempio come economa. Purtroppo, non sono in grado di fare lavori domestici o pesanti. Cerco un monastero, convento, o altro tipo di casa religiosa dove regna la serenità e il silenzio. Voglio anche partecipare alla vita spirituale. Sono anche interessata a diventare aggregata laica.



xzx

Quando rispondere alla vocazione?

Tempo fa una gentile lettrice del blog mi ha posto alcune domande....

Caro Cordialiter,
                             mi chiamo [...], sono un'assidua lettrice del tuo blog. Mi hanno colpito due lettere che hai pubblicato: in una dicevi ad una persona che la vocazione può "andar via" o essere "tolta da Dio e data ad un'altra persona" e in un'altra che "se pure una persona non ha la vocazione, si può pregare che Dio gliela doni". Che vuol dire? Dio non ha per ognuno una vocazione personale fin dall'eternità, da prima che una persona nasca? Come può toglierla e darla ad un'altra? E se ha già un progetto, può cambiarlo in vocazione religiosa se glieLo si chiede? Grazie.

Un saluto in Gesù e Maria.


Cara sorella in Cristo,
                                      San Tommaso d'Aquino e Sant'Alfonso Maria de Liguori (entrambi Dottori della Chiesa), insegnano che quando una persona comprende di avere la vocazione, deve darsi da fare per poter adempierla al più presto, altrimenti rischia di perderla.

Se vuoi saperne di più al riguardo ti basterà leggere gli "Avvisi spettanti alla vocazione religiosa" di S. Alfonso. Ecco alcuni brani: “Pertanto quando chiama Dio a stato più perfetto, chi non vuole mettere in gran rischio la sua salute eterna, deve ubbidire ed ubbidire subito. Altrimenti sentirà rimproverarsi da Gesù Cristo […]. I lumi di Dio son passaggieri, non permanenti; onde [...] s. Tommaso d'Aquino [...] nella sua Somma propone il dubbio, se sia lodevole l'entrare in religione senza il consiglio di molti e senza lunga deliberazione. E risponde di sì, dicendo che il consiglio e la considerazione sono necessari nelle cose dubbie; ma non già in questa, che è certamente buona, giacché l'ha consigliata Gesù medesimo nel Vangelo [...]."

Dio è generoso nel dispensare le grazie (e la vocazione religiosa è una delle più grandi grazie che può donare), ma se vede che una persona le rifiuta, allora può anche revocarle. Ad esempio, se tu vuoi fare un regalo ad una tua amica, ma costei lo rifiuta, che fai? Ogni giorno ritenti di darglielo? No, dopo qualche rifiuto, prendi atto dell'ingratitudine della tua amica, e il regalo lo dai ad un'altra persona più meritevole.

La vocazione è una grazia del Signore, e come tutte le grazie può anche essere chiesta per se stessi o per altre persone. Ad esempio nel libro “Storia di un'anima” si narra che Santa Teresa di Lisieux pregò Dio di donare la vocazione a una sorella di una novizia, e dopo breve tempo quella ragazza abbandonò il mondo ed entrò in monastero.

Spero di aver risposto alle tue domande.

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

sabato 6 febbraio 2016

Vocazione al sacerdozio

Un ragazzo mi ha scritto una bella lettera che riporto volentieri.

Caro fratello,
                    ho scoperto da poco il tuo blog e non ho potuto fare a meno di leggere tutti gli interventi, nei quali emerge chiaramente la mirabile opera che Dio compie in silenzio ogni giorno attraverso le Sue chiamate alla vita religiosa e sacerdotale.

E nello stesso tempo il mio cuore si rattrista perché non ho saputo fare altrettanto finora, cioè ascoltare il mio cuore, visto che fin da ragazzo mi sento chiamato da Gesù a essere Suo testimone e ho sempre fatto finta di non sentire. Ma Cristo pazientemente ha insistito, alimentando dentro di me una voce che mi spinge costantemente verso di Lui. Ora vorrei iniziare un cammino di discernimento vocazionale per capire se quella stretta al cuore, quell’amore appassionato che sento per la croce di Cristo sia davvero una chiamata a seguirlo che ho sempre rifiutato. Ho provato più volte a “costringermi” alla vita che la mia famiglia e i miei amici hanno voluto per me: ho un bel lavoro, ho una casa, e mi sono ritenuto fortunato, anche se non sono riuscito ad arrivare al matrimonio, fino a quando ho capito che in realtà non avevo niente, mi sentivo infelice perché non ho risposto prontamente alla chiamata di Cristo che dolcemente e con tenacia mi sussurra “vieni e seguimi”.

Così ora mi ritrovo a 37 anni con una passione per Cristo che mi travolge anima e corpo; ora sarei pronto a lasciare tutto ciò che ho sempre considerato “bello” e per cui mi consideravo fortunato, per volgere il mio sguardo verso la Croce di Cristo e seguirlo.

Ho capito che finora non avevo mai provato la felicità, anzi, solo un grande dispiacere per aver rifiutato di seguire Gesù; ma Lui è paziente, e se sa che c’è una piccola possibilità che noi apriamo il nostro cuore, non si arrende fino a quando entra così profondamente dentro di noi che tutto sembra andare avanti solo perché Lui esiste!

Sono consapevole che non sarà una scelta facile: ma prego il Signore che mi accompagni e che, se questa è la Sua volontà, io possa donargli l’unica cosa che ho di davvero prezioso: la mia vita.

Grazie per avermi ascoltato, ricordami nelle tue preghiere perché oggi più che mai ne ho davvero bisogno!

(lettera firmata)


Carissimo in Cristo,
                               è edificante sapere che nonostante sei un ragazzo con una posizione sociale invidiabile, sei disposto a lasciare tutto pur di seguire la vocazione. Se non hai ancora deciso in quale ordine entrare ti consiglio di fare un'esperienza vocazionale presso l'Istituto del Verbo Incarnato che a mio avviso è uno dei migliori ordini presenti in Italia, e infatti è uno dei pochi in forte espansione. Tra l'altro, a differenza di altri istituti, accettano anche candidati che hanno superato i 35 anni.

Certamente i mondani criticheranno la tua scelta di seguire Gesù Cristo, ma i loro giudizi non contano nulla, ciò che conta davvero è fare la volontà di Dio e sentire la pace nel cuore. Coraggio, non ti arrendere di fronte alle difficoltà che potresti incontrare sul tuo cammino!

Pregherò molto volentieri per te, c'è tanto bisogno di anime che si donino a Dio per la nuova evangelizzazione.

In Corde Matris

Cordialiter

venerdì 5 febbraio 2016

Addio!

Ripubblico l'e-mail che mi scrisse una lettrice del blog per annunciarmi la sua entrata in un monastero di clausura.

Carissimo D., 
                  non vedevo l'ora di scriverti!! FINALMENTE è giunto il momento per me tanto atteso e desiderato: il prossimo 2 febbraio, giorno della Presentazione di Gesù al Tempio, chiederò alla Vergine di presentarmi al Suo Figlio Gesù, ed entrerò come aspirante nel Monastero delle [...]! Mi sento talmente entusiasta e felice da camminare leggera, con un piede per terra e un altro per aria!!! Ho tanta di quella gioia da riversarla inevitabilmente su chi mi circonda, sento che non potrei desiderare altro nella vita!!! Oh, se tutti potessero scoprire cos'è amare ed essere amati da Gesù in questo modo così profondo!! Ecco perché so che non basterà questa vita intera e nemmeno tutta l'eternità per ringraziarLo di tutti i Suoi benefici, ma soprattutto dell'immenso dono della Chiamata a seguirLo più da vicino!! […] Io debbo ringraziarti tantissimo, perché sei tu che mi hai additato Casa mia, ossia il Monastero delle [...], sei stato strumento della Provvidenza!! La Madonna ti tenga sempre sotto il Suo manto! Non credo che in questa vita ci conosceremo di persona (anche se mai mettere limiti a Dio), quindi avrò modo di ringraziarti quando saremo in Cielo! Continua a pregare per me, e io lo farò per te. 

Un abbraccio nei Cuori di Gesù e Maria,
(lettera firmata)


Carissima in Cristo, 
                            sono felice di sapere che tu e le monache avete fissato la data del tuo ingresso in monastero. È bellissimo sentirti entusiasta per il gran dono che hai ricevuto, ossia quello di essere stata chiamata ad abbracciare lo stato di vita più perfetto e divenire sposa di Gesù Cristo. Mi dispiace che moltissimi cristiani ignorano quanto sia prezioso il dono della vocazione e quanto sia meraviglioso vivere in un monastero fervoroso e osservante. Quanto vorrei che tante altre persone potessero provare la tua stessa gioia spirituale, cioè essere entusiaste all'idea di consacrarsi presto al Signore.

Ovviamente non sto dicendo che tutti debbano diventare religiosi, ma almeno dovrebbero pensare così: "Beata lei che è stata prescelta da Dio per diventare religiosa e andrà a vivere in un monastero di clausura nel quale potrà vivere felice già su questa terra e salvarsi facilmente l'anima. Povero me invece che sono costretto a vivere in mezzo al mondo, tra mille tentazioni e pericoli spirituali, col grave rischio di perdere Dio per sempre. Altro che vita di perfezione cristiana, qui nel mondo sarà già assai se riuscirò a salvarmi l'anima e meritarmi l'ultimo posto in Paradiso! Ah, beati tutti coloro che hanno avuto la bella sorte di essere chiamati alla vita religiosa!" Ohimè, i mondani, non solo non ragionano così, ma addirittura criticano aspramente coloro che abbracciano la vita consacrata, soprattutto se di vita contemplativa.

Quando sarai in monastero, non dimenticarti di pregare tanto per le vocazioni sacerdotali e religiose. Tu hai avuto un dono enorme da parte di Dio, adesso devi pregare che questo dono venga donato a tante altre persone. Più persone si consacreranno a Gesù, e meglio sarà per tutta l'umanità! C'è tanto bisogno sia di anime che si dedichino all'evangelizzazione, sia di anime contemplative che con le loro preghiere ottengano dal Signore le grazie necessarie alla conversione dei cuori di tante persone che nel mondo vivono come se Dio non ci fosse. La Madonna a Fatima disse che tante anime vanno all'inferno perché non c'è nessuno che preghi o si sacrifichi per loro. Quindi, se ci fossero più religiosi, si salverebbero più anime. Inoltre i religiosi, se vivono in maniera fervorosa e osservante, si impegnano maggiormente ad amare il Signore e a ricercare la propria santificazione. Anche le persone che abitano nel mondo sono chiamate alla santità, ma è più difficile raggiungerla, perché hanno tante distrazioni e preoccupazioni materiali. Noi dobbiamo desiderare che Dio sia amato ardentemente da tutti! Sì, Lui lo merita! 

Adesso devo dirti una cosa importante. Quando hai fatto l'esperienza vocazionale hai potuto gustare delle intense consolazioni spirituali. In genere il Signore concede questi doni per “catturare” più facilmente le anime. Poi, una volta che le ha catturare, le mette alla prova togliendo loro le consolazioni spirituali, per vedere se lo amano con amore sincero e disinteressato, oppure solo per ottenere in cambio le consolazioni interiori. Purtroppo, molte persone quando terminano le consolazioni spirituali abbandonano il Signore e ritornano alla vita mondana. Il vero cristiano deve amare Dio perché Egli è degno di essere amato, non per ottenere qualche dono in cambio.

Quindi, se quando sarai nel monastero di clausura, dopo un iniziale periodo di fervore dovesse capitarti un periodo di aridità spirituale, non dovrai pensare che si tratti di mancanza di vocazione, bensì di una prova d'amore. Se resterai fedele a Gesù, riuscirai a superare la prova e dimostrerai di amare Dio in maniera sincera e disinteressata.

Il nemico del genere umano ogni volta che si accorge che una persona è attratta dalla vita consacrata, cerca di ingannarla con l'intento di “convincerla” a rinunciare ad entrare in monastero. Perché tutta questa subdola lotta contro la vocazione? Satana sa bene che se una persona entra in un istituto religioso fervoroso e osservante, quasi certamente si salverà l'anima, e inoltre salverà tante altre anime con la preghiera, la penitenza e l'apostolato. Ecco perché il diavolo si impegna molto nel far perdere le vocazioni.

Tutti i tuoi familiari e i tuoi conoscenti che ti vogliono davvero bene, devono essere contenti per te, perché lì in monastero sarai molto felice. Tu ci sei stata in monastero (durante l'esperienza vocazionale), e hai potuto vedere personalmente quanto siano felici le monache di clausura. Certamente sono molto più contente delle donne mondane. Le suore fervorose sono le donne più felici della terra perché il loro Sposo le dona la pace del cuore e le infiamma di carità. Siamo stati creati per amare Dio e il nostro cuore è inquieto sin tanto che non riposa in Lui.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

giovedì 4 febbraio 2016

Desiderio della vita monastica

Mi ha scritto una ragazza di 18 anni, che dopo esser vissuta a lungo lontano da Dio, ha compreso che...


Salve,
           sono un attimino emozionata a scriverti... ma, dopo aver letto le risposte che hai dato alle altre e-mail, mi sono decisa a farlo, anche perché sento davvero il bisogno di parlare con qualcuno.

Il mio rapporto con la fede è sempre stato molto vacillante perché mi sono spesso lasciata portare altrove dalla vita. Da bambina in verità volevo diventare suora, sentivo il mio rapporto con Gesù fortissimo, lo amavo dal profondo e mi sentivo amata ancora di più: ero una bambina solare, sorridente, attiva. Poi, durante la mia adolescenza, qualcosa è cambiato: la mia vita ha cominciato ad andare a rotoli, per vari problemi, ed io mi sono lasciata andare diventando una persona triste e scontrosa. Tuttora la mia vita non brilla certo per socialità... e mi sento molto sola. Ho cercato la mia strada in lungo e in largo, le ho provate tutte... ho persino pensato di convertirmi ad altre fedi, e me ne pento davvero dal profondo del cuore [...]. Ora so che il cammino è ancora lungo, dato che io ho solamente 18 anni, ma è da un po' che penso che la vita di clausura farebbe per me. Una vita nella contemplazione, nell'amore di Dio, nello studio, lontano dalle distrazioni del mondo. Solo che non so come affrontare questa cosa, che non è certo una cosa di poca importanza. Quali sono i tuoi consigli per me?

Grazie mille,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                     sono molto contento di sapere che stai riflettendo sullo stato di vita da eleggere, e che guardi con interesse alla vita religiosa. Spero tanto che tu sia stata prescelta da Gesù buono per divenire sua sposa, sarebbe una grazia immensa. Ogni persona su questa terra è alla ricerca della felicità: i mondani la ricercano nelle ricchezze, nei divertimenti sfrenati, nei piaceri carnali, nel successo, e in altre cose di questo genere; invece i santi la ricercano in Dio, bene infinito. Il mondo promette di far felici i suoi seguaci, ma li inganna, poiché i beni materiali non possono saziare il cuore umano. I santi, al contrario, pur essendo poveri, perseguitati e sofferenti, in realtà hanno una grande gioia nel loro cuore, e ancor più felici diventano dopo la morte, perché le loro anime vanno a godere la visione beatifica di Dio nella Patria Celeste. Se abbraccerai la vita religiosa in un buon monastero, sarà facile per te vivere più unita a Dio, pensare tutto il giorno al tuo Sposo con amore, vivere in maniera più perfetta il cristianesimo, sfuggire ai pericoli spirituali presenti nel mondo, salvarti l'anima, salvare le anime di altre persone con la preghiera, ed essere più felice già su questa terra durante il pellegrinaggio verso l'eternità.

Che fare? Ti incoraggio a continuare il discernimento vocazionale per comprendere la volontà di Dio su di te. Accenditi nella devozione alla Madonna, prega a lungo ogni giorno, impara a fare “l'orazione mentale”, leggi gli scritti spirituali dei santi (ad esempio quelli di Santa Teresa d'Avila, Santa Teresa di Lisieux, Sant'Alfonso Maria de Liguori, San Francesco di Sales, ecc.), cerca di evitare i luoghi di dissipazione come le discoteche, non interessarti di argomenti mondani come le sfilate di moda e i gossip dei personaggi del mondo dello spettacolo, cerca di fare una vita raccolta e devota. Insomma, incomincia a vivere “come una suora” a casa tua. Hai già finito la scuola? Ti piacerebbe fare un'esperienza vocazionale di una settimana in monastero? Se mi dici la regione in cui abiti, forse sono in grado di segnalarti qualche buon monastero da contattare.

Spero tanto di esserti stato di qualche utilità. Coraggio, combatti con ardore la buona battaglia della fede, e non dimenticarti mai quel che diceva San Francesco: “Tanto è quel che mi aspetto che ogni pena mi è diletto”.

Prego la Regina del Cielo di darti la forza di restare fedele a Gesù buono fino alla morte. Così sia.

Cordialiter

mercoledì 3 febbraio 2016

Vita monastica: anacronismo o profezia?

Pubblico un post scritto dalle Carmelitane di Cerreto di Sorano.


Che senso ha oggi, in un’epoca di “post modernità”, parlare di vita integralmente contemplativa? In un’ora della storia nella quale il grido di aiuto sale da ogni periferia esistenziale, in cui sulle tante strade che “scendono da Gerusalemme a Gerico” servirebbero piedi solleciti e braccia operose di samaritani in grado di fermarsi e farsi carico delle ferite cronicizzate dai molti risvolti dell’indifferenza, come si può avvalorare la scelta di una vita monastica, claustrale, non direttamente coinvolta nella scena di una chiesa in uscita?

Domande provocatorie, queste, che sgorgano dal cuore di credenti e non e che giungono alle nostre vite come sfida costruttiva in grado di interpellare profondamente le nostre motivazioni, la maturità della nostra scelta, lo stile di una vita, l’attualità di un Carisma ma soprattutto la nostra apertura e docilità di mente e di cuore allo Spirito per una declinazione fedele, profetica e inedita della nostra vita monastica.

Nel giorno in cui la Chiesa universale prega per tutti i religiosi, e a chiusura dell’anno dedicato alla riflessione e alla preghiera per tutte le forme di vita consacrata noi ci chiediamo: Quale per noi la via oggi?

Nello scorrere dei giorni, nel cuore degli eventi, come nella routine di un quotidiano sempre scandito dalle medesime azioni, ci sembra di riconoscere un’unica via che possa condurre al senso profondo della nostra identità vocazionale e del nostro essere corresponsabili, in modo efficace, all’opera di evangelizzazione della Chiesa suscitando ancora il fascino di una bellezza disarmata (cf. Carròn , Appunti Assemblea CL, Verona, febbraio 2015) .

È la nostra vita di fede vissuta insieme, nel cenobio della nostra vita monastica, nella condivisione di tempi, spazi, doti, beni. Nel tentativo, sempre rincuorato e rincarato dalla certezza di un Amore più grande, di assumere la debolezza propria e altrui, di non sprecare neppure la più piccola occasione per cercare in Dio il senso delle cose, degli avvenimenti, delle relazioni, come anche dei contrasti e delle difficoltà.

Non si tratta di una vita alienata e avulsa dalla concretezza. Riguarda piuttosto un modo di vivere “ altrimenti”; di puntare, ora dopo ora, lo sguardo su Gesù autore e perfezionatore della fede, di cercarlo, di portare nei nostri volti la luminosità di quel fascio di luce che ci ha conquistate e per la quale viviamo.

Noi siamo un popolo di silenziosi ma non di inerti. Una stirpe di gente che risponde alla chiamata di assimilarsi a Cristo, al Suo sacrificio, al Suo svuotamento, alla Sua spoliazione, alla Sua umiltà. La nostra missione si gioca nella sequela di Colui che con paziente testimonianza vuole portare al Padre tutta la realtà ed ogni uomo dalla croce. La nostra vocazione, ieri come oggi, ci colloca ai piedi del Maestro, in ascolto, docile e obbediente, non come privilegio bensì come testimonianza di uno “stare” che fonda e sopporta ogni missione liberandola dal rischio dell’agitarsi e preoccuparsi di molte cose. ( cf. Lc, 10,38-42)

E la ragione importante è questa: la nostra vita sviluppata dentro la vocazione contemplativa è il segno, la figura, lo specchio di quanto Gesù stesso fa sulla croce. Sul Calvario, Gesù offre la sua vita per amore, non compie miracoli né opera eventi sconvolgenti, semplicemente offre se stesso, appare sospeso sulla croce come un fallimento, mentre aderisce completamente alla passione d’amore del Padre per l’umanità. Nella nostra scelta di vita, dunque è in questione l’amore di Gesù crocifisso, l’amore che dona sempre e solo in totale gratuità, l’amore viscerale, che non sa risparmiarsi, l’amore oblativo. Facendosi uomo, diventando carne, Cristo ha scelto il metodo per comunicare la verità: spogliandosi di qualsiasi potenza che non fosse lo splendore del vero, ha testimoniato in modo disarmato il fascino della verità. Per questo il nostro contributo all’evangelizzazione passa attraverso la testimonianza. Sì il nostro nella Chiesa non è un posto di avanguardia, non stiamo in prima fila. Come profeti che vedono l’Invisibile, che vivono solo di fede, che cercano le cose di lassù, che tendono ad un’Oltre, che camminano nello Spirito, ogni giorno sempre più in contatto e coscienti delle proprie incompiutezze rinnovando continuamente la docilità a lasciarci plasmare da Colui che sempre crea e fa nuove tutte le cose (cf Ap, 21,5) .

Sant'Ambrogio nell'opera” La verginità” ci esorta: «O figlie, cerchiamo Cristo là dove lo cerca la Chiesa, sui monti degli aromi (cfr. Cantico dei Cantici 8, 14), i quali per la sublimità di opere eccelse esalano l’odore soave della vita in ragione di altissimi meriti. Cristo… non sa fermarsi se non in quelle figlie della Chiesa che possono dire: Infatti noi siamo il buon odore di Cristo per Dio (2 Corinzi 2, 15)… e in alcuni è il profumo della vita che li porta alla vita (ivi, v. 16), in coloro ovviamente che per la loro viva fede esalano il profumo della risurrezione del Signore”» (La verginità, n. 49).

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Chi desidera contattare il monastero Janua Coeli di Cerreto di Sorano può scrivere all'indirizzo: carmelitane@gmail.com

martedì 2 febbraio 2016

Amare il silenzio

Tutte le anime che amano Dio amano anche la solitudine, perché nella solitudine è più facile raccogliersi ed elevare la mente al Signore. Nel silenzio e nella solitudine lo Spirito Santo parla al cuore delle sue anime dilette con parole che infiammano d'amore. Ducam eam in solitudinem, et loquar ad cor eius (Osee II, 14).

La virtù si conserva facilmente nella solitudine, mentre si perde facilmente nel conversare col mondo, ove poco si conosce Dio, e poco conto si fa del suo amore e dei beni che Egli dona a chi lascia tutto per amor suo. Diceva San Bernardo che lui aveva imparato molto più nella solitudine dei boschi che dai libri e dai maestri. Quindi i santi per vivere in solitudine e lontani dai tumulti del mondo hanno amato tanto le grotte, i monti e i boschi. La solitudine sarà una fonte perenne di allegrezza per quelle anime che la cercano: ella fiorirà come il giglio in bianchezza ed innocenza di vita, e produrrà i frutti di tutte le virtù. Queste anime felici un giorno saranno elevate a vedere la gloria del Signore e la sua infinita bellezza.

È certo che per mantenere l'anima unita con Dio bisogna conservar nella mente le idee di Dio e dei beni immensi che Egli prepara a chi lo ama. Ma quando noi abbiamo contatti col mondo, esso ci presenta le cose terrene, le quali cancellano le idee spirituali e ci privano dei sentimenti di pietà.

I mondani fuggono la solitudine perché nella solitudine si fan sentire i rimorsi delle loro coscienze, perciò costoro vanno cercando conversazioni e distrazioni di mondo. Al contrario, le anime che vivono con pace di coscienza non possono non amare la solitudine; e quando si trovano tra il baccano del mondo si sentono come pesci fuor d'acqua. È vero che l'uomo ama la compagnia; ma qual più bella compagnia che quella di Dio! Non apporta né amarezza né tedio l'allontanarci dalle creature per conversare intimamente col nostro Creatore.

Non è vero che la vita solitaria è vita malinconica; ella invece è un assaggio e principio della vita dei beati che godono un gaudio immenso nell'occuparsi solamente di amare e lodare Dio. I santi allorché vivono in solitudine sembrano soli, ma in realtà non stanno soli, stanno con Dio. Sembrano mesti, ma non sono mesti; il mondo, vedendoli lontani dai divertimenti terreni li giudica miseri e sconsolati, ma non è così; essi in realtà godono un'immensa e continua pace. Il Signore ben sa consolare un'anima che conduce una vita ritirata. Ella è sempre piena di gioia e d'allegrezza, e innalza ringraziamenti e lodi alla divina bontà.

lunedì 1 febbraio 2016

Prendere una decisione importante per la vita

Riporto una lettera che ho inviato a una giovane lettrice che stava riflettendo sullo stato di vita da eleggere.

Cara sorella in Cristo,
                                   ti ringrazio per la bella lettera che mi hai scritto. Sono contento che ci siano delle persone che ardono dal desiderio di amare Gesù con tutte le proprie forze.

Hai fatto bene a non confidare ad amici e parenti il fatto che ti senti attrarre dalla vita religiosa. Insegna Sant'Alfonso Maria de Liguori che circa la vocazione c'è bisogno di riservatezza, perché nel mondo c'è tanta gente che tenta di dissuadere i giovani dal consacrarsi a Dio. Certamente puoi confidarti con qualche sacerdote, ma solo se è dotto, caritatevole e prudente, altrimenti c'è pericolo. Infatti ci sono dei preti che sistematicamente scoraggiano i giovani dall'abbracciare la vita religiosa. Sant'Alfonso in uno dei suoi scritti vocazionali diceva che questi preti hanno ricevuto l'ordinazione sacerdotale senza avere la vocazione o senza sapere cosa fosse la vocazione. Ho saputo anche che ci sono dei parroci che ostacolano le ragazze che vogliono entrare in monastero, giustificandosi col dire di avere troppo bisogno del loro aiuto in parrocchia.

Ritengo molto positivo il fatto che stai leggendo le opere di grandi maestre spirituali come Santa Teresa d'Avila e Santa Teresa di Lisieux. È importante affidarsi solo ed esclusivamente ad autori di buona dottrina, infatti bisogna fare attenzione a molti teologi moderni che insegnano gravi errori dogmatici, morali e spirituali, con grande danno per le anime.

Carissima in Cristo, questo è un momento importantissimo per la tua vita, poiché stai riflettendo seriamente sullo stato di vita da eleggere. Da questa decisione potrebbe dipendere la tua sorte eterna, pertanto è necessario non sbagliare. Fai benissimo a cercare di capire qual è la volontà di Dio su di te, l'elezione dello stato di vita è una scelta di fondamentale importanza. Così come in un orologio ad ingranaggi se si guasta la ruota maestra non può più funzionare correttamente, così colui che sbaglia il proprio stato di vita condurrà un'esistenza squilibrata poiché gli verranno a mancare gli aiuti spirituali che Dio gli aveva preparato nello stato in cui lo chiamava.

Io da oggi pregherò il Signore di illuminarti, ma ti confesso che spero vivamente per il tuo bene che Gesù buono voglia prenderti come sua casta sposa. Un conto è essere sposa del Re del Cielo, altro conto è essere sposa di un umile uomo della terra. Quante donne rimpiangono di essersi sposate! Anche tra le lettrici del blog ce ne sono alcune che mi hanno confidato che se potessero tornare indietro entrerebbero in convento anziché prendere marito. Tra l'altro bisogna ammettere che non è facile trovare un marito davvero cristiano come Luigi Martin, il papà di santa Teresina. Purtroppo, ci sono degli uomini che si sposano solo per pura attrazione fisica, altri che maltrattano le mogli e le trattano come serve, tantissimi le tradiscono materialmente o dilettandosi in pensieri impuri (il nono Comandamento proibisce anche il semplice desiderare la donna d'altri). Oggi tanti matrimoni vanno allo sfascio perché non erano stati fondati su solide virtù.

Secondo me le donne più felici del mondo sono le suore appartenenti ad ordini religiosi fervorosi e di stretta osservanza, infatti il loro Sposo le ama con puro e ardente amore, le fa sentire nel cuore la pace della coscienza, le libera dalla cupidigia dei beni materiali, le ricolma di consolazioni spirituali, fa ardere nei loro cuori il fuoco della carità, le fa sentire la gioia di appartenere interamente a Lui, e nell'ora della morte viene a prenderle per portarle da questa valle di lacrime al gaudio eterno del Cielo, dicendo loro: “Vieni mia cara sposa”.

Che fare? Santa Teresina quando era ancora una secolare si considerava “fidanzata” con Gesù, e si comportava in maniera tale. Tu non sai ancora qual è lo stato di vita al quale ti chiama il Redentore Divino, tuttavia, visto che stai riflettendo seriamente sulla vita religiosa, conviene anche a te considerarti come “fidanzata” di Gesù buono visto che stai valutando se sposarti con Lui; non si può pensare alla vocazione religiosa e contemporaneamente flirtare col mondo. Quindi, essendo fidanzata del Re dei re, devi disinteressarti di tutte le cose che piacciono tanto ai mondani: discoteca, gossip, divertimenti sfrenati, moda, corteggiamenti, cupidigia per le ricchezze, oroscopi, superstizioni varie e cose di questo genere. “Vanitas vanitatum et omnia vanitas”.

Non permettere a nessuno dei tuoi amici di prendersi troppa confidenza con te, ad esempio tenendoti mano nella mano, prendendoti a braccetto, e in altri atteggiamenti tipici dei corteggiatori. Io desidero solo che tu faccia la volontà di Dio, e se Lui ti desidera come sua sposa, sarebbe triste se tu donassi il tuo cuore ad una povera creatura umana, anziché al Re del Cielo.

Se possiedi trucchi personali (rossetto, rimmel, smalto per le unghie, ecc.) buttali via nell'immondizia senza che i tuoi familiari se ne accorgano. Una fidanzata di Gesù non ha bisogno di queste cose. Se ti hanno regalato dei vestiti che offendono il pudore e che sono di scandalo al prossimo (minigonne, magliette troppo scollate, ecc.) buttali via nella pattumiera. Nessuna donna dovrebbe indossare questi abiti vergognosi.

Ti consiglio di trascorrere alcuni giorni in qualche monastero fervoroso per poter vedere coi tuoi occhi in cosa consiste la vita religiosa, ma soprattutto per poter ascoltare quel che il Signore desidera da te. Nel mondo è difficile trovare la tranquillità adatta per fare raccoglimento e riflettere. Invece nel silenzio di un monastero di stretta osservanza ti sarà facile innalzare la mente e il cuore a Dio.

Ti incoraggio a perseverare con ardore il percorso vocazionale che hai intrapreso. Non esitare a scrivermi per qualsiasi altra domanda su questo tema o su altre questioni riguardanti la Religione. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter

Molte vocazioni per le Adoratrici di Gricigliano

Ci sono alcuni istituti religiosi che beneficiano di numerose vocazioni, penso ad esempio alle "Adoratrici del Cuore Regale di Gesù Cristo Sommo Sacerdote". Ieri Chantal (una carissima collaboratrice del blog) mi ha scritto un'interessante testimonianza che pubblico volentieri (la foto a lato l'ha scattata lei).

Una lieta notizia  per tutta la Chiesa Cattolica Romana: tre postulanti hanno vestito l'abito da novizie a Firenze, nella chiesa dei Santi Michele e Gaetano, domenica  31 gennaio 2016. Le tre giovani, di nazionalità francese, appartengono alle Adoratrici del Cuore Regale di Gesù Cristo Sommo Sacerdote, ramo femminile dell'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, la cui Casa Madre è a Gricigliano, nel Comune di Pontassieve (FI). Ancora una volta, ecco la prova del carisma degli Ordini fedeli alla autentica Tradizione cattolica, che attira sempre nuove vocazioni.

I nomi delle tre novizie sono:
Suor Victoire-Marie di San Michele Arcangelo, Suor  Arwen-Marie dell'Incarnazione e Suor 
Aline-Marie del Cuore Eucaristico.

Che Dio ricolmi di benedizioni le Sue nuove spose!

Chantal 

domenica 31 gennaio 2016

Lettera aperta agli organizzatori del Family Day

Dopo il grande successo del Family Day in difesa della famiglia tradizionale e dei diritti dei bambini, ritengo opportuno scrivere una “lettera aperta” agli organizzatori dello storico evento.



Carissimi attivisti del “Family Day”,
                                                                 innanzitutto mi complimento con voi per essere riusciti a organizzare una delle più imponenti manifestazioni popolari della storia repubblicana. Certo, il vero merito è di Dio, senza il cui aiuto gli uomini non possono fare nulla di buono, ma è giusto ringraziare anche voi per l'impegno profuso.

Perché ho deciso di scrivervi una “lettera aperta”? Andare a votare è un dovere di ogni cittadino. I tradizionali manuali di Teologia Morale insegnano che se ci si trova nella situazione di dover scegliere tra due o più movimenti politici “non buoni”, è lecito votare per quello “meno peggiore”. Tuttavia, molti cattolici si sono stancati di votare per le liste “meno distanti” dai valori cristiani. Noi vogliamo votare per una lista che promuova autenticamente i valori in cui crediamo!

Il Magistero della Chiesa insegna che è peccato grave riconoscere giuridicamente le unioni omosessuali (in quanto coppie), come ad esempio propone di fare il famigerato disegno di legge presentato dalla senatrice Cirinnà del Partito Democratico. Purtroppo, ci sono molti politici che pur dichiarandosi cattolici, sono disposti a votare il ddl Cirinnà limitandosi a chiedere qualche modifica riguardante le adozioni per le coppie gay. Ma questo compromesso non è accettabile per noi cattolici.

La difesa della famiglia tradizionale non è l'unico “valore non negoziabile” che bisogna difendere in Parlamento. Infatti bisogna rinvigorire la lotta politica contro l'abominevole delitto dell'aborto, la piaga della droga, la pestilenziale diffusione della pornografia, la tirannica ideologia gender, e tanti altri problemi che stanno portando a gravi conseguenze tra il popolo italiano. Per combattere efficacemente queste battaglie di civiltà è necessario avere in Parlamento dei politici “tenacemente cattolici” e con le idee chiare. Personalmente penso che un'eventuale “Lista per la difesa dei valori non negoziabili” avrebbe la possibilità raccogliere milioni di voti, basti pensare che per ogni persona che ha partecipato al “Family Day” di sabato scorso o alla “Marcia per la Vita” di maggio, ce ne sono almeno altre dieci o venti che avrebbero voluto partecipare, ma che per vari motivi (lavoro, salute, distanza, ecc.) non sono andate a Roma. Con un milione di voti si supererebbe abbondantemente la soglia di sbarramento del 3% per entrare in Parlamento, ma io ritengo che se ne possano ottenere molti di più.

Lo so, umanamente parlando sembra un'impresa titanica dar vita a un movimento politico “tenacemente cristiano”. Ma anche riempire l'enorme Circo Massimo sembrava un sogno irrealizzabile, è invece è diventato realtà.

Non vi chiedo di darmi una risposta, vorrei solamente che rifletteste sulla possibilità di dar vita a un nuovo movimento politico che difenda davvero la famiglia tradizionale e gli altri “valori non negoziabili” (come li chiamava Papa Benedetto XVI). Questo potrebbe essere il momento adatto per dar finalmente vita a un qualcosa di molto utile per il vero bene del popolo e la maggior gloria di Dio.

Cordialiter

Spirito di sacrificio

Mi hanno edificato molto le storie vocazionali di ex soldati, penso ad esempio a Sant'Ignazio di Loyola, Fra Tommaso Maria di Gesù e Padre Gabriele da Casotto.

I militari devono amare lo spirito di sacrificio per poter resistere alle privazioni che è necessario sopportare durante i periodi di guerra. Anche i religiosi devono amare lo spirito di sacrificio, non per vanagloria, ma per amore della penitenza. "O penitenza, o inferno" era una scritta che campeggiava all'interno di un convento di stretta osservanza. È proprio così, bisogna abbracciare la vita religiosa per fare penitenza e seguire la strada della perfezione cristiana. Chi volesse entrare in monastero con l'intento di condurre una vita comoda e rilassata dimostrerebbe di non avere una vera vocazione, ma dimostrerebbe piuttosto di essere un imboscato.

Apprezzo molto lo stile di vita degli ex soldati che hanno abbracciato la vita religiosa. Costoro in genere hanno conservato una ferrea disciplina militare, un forte spirito di sacrificio, un combattivo spirito apostolico e il disprezzo per la vita comoda, così come è avvenuto per Sant'Ignazio di Loyola, che prima di fondare un ordine religioso fu un valoroso soldato.

"Fate fondere le nostre brande, il soldato italiano sa dormire per terra", recitava un manifesto al tempo della guerra. Anche i religiosi devono essere disposti a sopportare dei sacrifici pur di salvare le anime e dare gloria a Dio. Pensiamo ad esempio a quegli eroici missionari che in Africa sopportano dure privazioni per portare il Vangelo ai popoli pagani. Sin dal noviziato bisogna impegnarsi a disprezzare la vita comoda e prepararsi ad affrontare i tempi duri, proprio come avviene nei periodi di guerra. Anche la vita del cristiano è un continuo combattimento contro i nemici dell'anima. Militia est vita hominis super terram (Iob 7,1), diceva appunto il Santo Giobbe. A maggior ragione è un combattimento la vita del religioso, il quale ha fatto voto a Dio di osservare una castità totale, un'obbedienza cieca e una povertà evangelica.

Chissà se tra i lettori del blog c'è anche qualche soldato che non ha ancora eletto il proprio stato di vita. Il mio consiglio è di ritirarsi alcuni giorni in qualche monastero osservante per comprendere quale sia la divina volontà. Forse Dio sta chiamando qualcuno ad abbandonare le stellette militari e ad arruolarsi in qualche ordine religioso di stretta osservanza per combattere la buona battaglia delle fede e conquistare anime da annettere alla Chiesa, che è il Corpo Mistico di Cristo.