Per chiedere informazioni all'autore del blog, oppure per chiedere indirizzi di buoni conventi e monasteri, scrivere all'indirizzo: cordialiter@gmail.com

Visualizzazioni totali

lunedì 2 maggio 2016

Consacrazione alla Madonna

Tempo fa una ragazza mi ha confidato l'intenzione di consacrarsi alla Madonna secondo gli insegnamenti di San Luigi Grignon de Montfort.

Caro D., non sai che piacere immenso nel leggere una tua email! Continuo a leggere il tuo blog, anche se non ti ho più scritto! […] Conosco gli Esercizi Spirituali del Santo del Discernimento, in base a tutte le esperienze che ho letto e che ho sentito, pare che cambino letteralmente la vita e il modo di vedere le cose, ma purtroppo non ho mai avuto modo di farli, anche se l'intenzione c'è! Sai in questi giorni ho terminato la lettura del libro "Trattato della vera devozione a Maria" di S. Luigi Maria Grignon de Montfort, e ho deciso di fare la Consacrazione totale a Gesù per le mani di Maria; in pratica rinnoverò le mie promesse battesimali dopo un mese di preghiera e di preparazione; inoltre tutte le mie azioni e i miei moti interiori da quando avrò terminato la consacrazione passeranno per le mani di questa dolce Signora che li purificherà e li renderà degni di comparire presso il Signore; non dovrò più preoccuparmi delle mie intenzioni di preghiera, giacché sarà Maria stessa la destinataria, la quale provvederà a far giungere le mie preghiere e buone azioni a chi più ne avrà bisogno! In pratica è una via molto più semplice di quella che va direttamente a Gesù (come ad esempio la via difficilissima dell'Imitazione di Cristo), una sorta di "scorciatoia" suggerita dal Monfort e anche dal de' Liguori... MARIA è una scala che va direttamente in Cielo!! Spero di riuscirci con il Suo aiuto..... Ad Jesum per Maria!

Nel frattempo ti abbraccio nei Cuori di Gesù e Maria! Spero di riuscire a compiere gli Esercizi, se li hai fatti mi piacerebbe saperne di più...anche per sommi capi!

un caro saluto
(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                      mi hai dato una splendida notizia! Sono felicissimo di sapere che hai deciso di consacrarti a Gesù per le mani di Maria secondo gli insegnamenti di San Luigi Grignon de Montfort. Non sarai più padrona di te stessa, ma diventerai schiava della Madonna, la quale potrà fare di te tutto ciò che vorrà! Ovviamente, essendo la più buona delle madri, ti ordinerà di fare solo cose che gioveranno alla tua anima. Se nel mondo fossero tutti schiavi della Beata Vergine Maria, la terra sarebbe l'anticamera del Paradiso!

Per quanto riguarda gli esercizi spirituali di sant'Ignazio, ti consiglio di partecipare a quelli organizzati dalle Servidoras e dai Padri dell'Istituto del Verbo Incarnato. Si svolgono nel Lazio, quindi abbastanza vicino da casa tua. Se vorrai, potrai andare lì da loro qualche giorno prima, così potrai trascorrere alcuni giorni con le suore e vedere coi tuoi occhi il loro stile di vita ricco di fervore nella pratica delle virtù cristiane e di zelo per la salvezza delle anime. Tra l'altro le Servidoras oltre ai tradizionali voti di povertà, castità e obbedienza fanno anche un voto di consacrazione alla Madonna secondo la spiritualità di San Luigi Grignon de Montfort. Se vuoi iscriverti o avere maggiori informazioni, puoi scrivere all'indirizzo: esercizispirituali@servidoras.org

Ti auguro ogni bene in Gesù Salvatore e Maria Corredentrice,

Cordialiter

domenica 1 maggio 2016

Rimanere

Post scritto dalle Carmelitane di Cerreto di Sorano (Toscana).



“Rimanere”


Il ricorrente “Rimanere” della liturgia della Parola di questi giorni, orienta la nostra meditazione sul senso ultimo della nostra vocazione: “Stabilirci in Dio”, nella sua Parola, nell’offerta della vita, nell’intercessione per il mondo. “Un monaco è uno che prega per il mondo intero”, diceva Silvano del monte Athos.  Il desiderio di Dio, ci ha condotte in questo luogo, silenzioso, isolato, vestito di una bellezza semplice ed austera, richiamo inevitabile alla bellezza di Dio e fucina di trasformazione della vita. Viviamo il quotidiano protese a  stabilirci  sempre più in una Presenza … Certo, il luogo stesso in qualche modo diventa sacramento di questa Presenza, ma è la vita che pulsa nella comunità a trasfigurare noi e l’ambiente favorendo la percezione  di una arcana forza soprannaturale. È la vita improntata sul Vangelo che ci dà la certezza di “rimanere”. È lo sguardo fisso sull’amore consegnato e crocifisso, il dato di fatto in cui rimanere. Stare, rimanere nell’amore reale, concreto… Starci dentro come nella casa che abitiamo. A volte naufraghiamo nelle nostre miserie e non sfuggiamo alla tentazione di ammainare le vele, di chiudere i battenti, di mollare.  Ma ancora una volta ci vince la Parola che, incalzando decisa sui sentieri delle nostre paure, ci raggiunge, cammina con noi, ci rassicura. Intuiamo allora che con Lui c’è sempre un dopo e che la fatica, visitata dallo sguardo di fede, è pienezza d’amore. “Poiché io sono il Signore tuo Dio che ti tengo per la destra e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto». Non temere, vermiciattolo di Giacobbe, larva di Israele; io vengo in tuo aiuto - oracolo del Signore tuo redentore è il Santo di Israele” ( Isaia 41,13-14).  Allora la mano di Dio si intravede anche dove sembra impossibile, nascosta, apparentemente assente, intenta tuttavia a tessere la trama della nostra gioia piena e duratura. Brucia allora il cuore nel petto e il Rimanete in me  (Gv 15,4) si ri-esprime con Resta con noi Signore (Lc 24,29),  momento per momento, attimo per attimo, respiro dopo respiro, nelle nostre sere, nelle nostre notti, nei nostri smarrimenti e nelle albe amiche che schizzano pennellate della Tua luce al nostro domani.


______________________________________________________________________
Per contattare le monache Carmelitane di Cerreto di Sorano scrivere all'indirizzo carmelitane@gmail.com 

Affrontare le avversità

Una ragazza mi ha raccontato delle sue incertezze sulla vocazione religiosa. Ecco i consigli che le ho dato.

Cara sorella in Cristo,
                                   comprendo molto bene il tuo attuale stato d'animo. Questo è un momento importantissimo della tua esistenza, perché ormai è giunta l'ora di eleggere lo stato di vita. Non si tratta di una scelta qualsiasi, ma di una scelta di fondamentale importanza, pertanto è necessario non commettere errori.

Il fatto che tu sia incerta sul da farsi è una cosa “normale”, infatti “nemo iudex in causa sua”, cioè nessuno è buon giudice nelle cause che lo riguardano. Ecco perché è cosa buona avere un buon direttore spirituale, ma è molto difficile trovarne uno davvero adatto a tale scopo. Se una persona non è pratica di vita ascetica, come farà a guidare l'anima di un figlio spirituale? Un altro rischio è rappresentato da quei direttori che pur essendo sufficientemente istruiti su questioni morali e ascetiche, tuttavia sono troppo aspri e rigorosi coi figli spirituali. Insomma non è facile trovare una guida spirituale che oltre a non essere ignorante in questioni di vita spirituale non sia né lassista né rigorista, né sdolcinato né aspro.

Dunque, che fare? Secondo me la cosa migliore è trascorrere una o due settimane in un buon convento di suore a fare discernimento e a vedere se sei portata per la vita religiosa. Quando il nemico del genere umano si accorge che una persona potrebbe avere la vocazione religiosa, cerca in ogni modo possibile di farle “cambiare idea” distogliendola dal proposito di donare la propria vita a Dio. Se riesce a farle perdere la vocazione, non metterà nei guai spirituali solo quell'anima, ma anche tante altre. Infatti, se quella persona fosse entrata in monastero, avrebbe potuto salvare tante altre anime con la sua preghiera e con l'apostolato. Molte conversioni che avvengono nel mondo sono il frutto delle preghiere e buone opere delle suore di clausura.

Nessuna donna è degna di diventare sposa di Gesù Cristo, Re del Cielo, però Lui chiama alla sua sequela, non in base ai meriti, ma per puro e gratuito amore. Anche se tu in passato avessi commesso delle colpe, non devi desistere dal proposito di donare a Dio il resto della tua vita, anzi, il sapere che nonostante i tuoi difetti e le tue mancanze, Sua Maestà il Redentore Divino abbia deciso ugualmente di prenderti come sua sposa, deve farti ardere d'amore e di riconoscenza nei Suoi confronti. A te il Signore ha fatto delle grazie speciali e adesso ti sta facendo sentire l'attrazione per la vita consacrata... pensa che tante altre ragazze del mondo vivono come se Dio non ci fosse semplicemente perché non hanno avuto la grazia di conoscere l'amore di Gesù per noi. Se queste ragazze che vivono paganamente avessero avuto tutte le grazie che hai avuto tu, molte di loro con immensa gratitudine avrebbero già abbandonato il mondo traditore e con grande gioia avrebbero accettato la chiamata di Gesù alla vita religiosa, che è lo stato di vita più perfetto.

Il nemico del genere umano potrebbe insinuarti il dubbio che entrando in convento, dopo alcune settimane potresti stancarti. Questa è una tipica tentazione diabolica. Innanzitutto io non credo che ti stancherai di vivere in convento. L'unica cosa che può spingerti ad abbandonare il mondo per entrare in convento è l'amore verso Gesù. Si tratta di puro amore, non dell'amore falso che regna nel mondo. Il vero amore ha la caratteristica di non esaurirsi mai, e quindi di non annoiare mai. Anzi, questo amore cresce giorno per giorno, come un incendio che divampa sempre di più. Quindi puoi stare certa che non ti stancherai mai, ma se per assurda ipotesi dovessi annoiarti, sarai liberissima di tornartene a casa tua. Infatti, prima di emettere i voti perpetui, dovrai fare il postulandato, il noviziato e poi emettere i voti temporanei, quindi avrai tanto tempo a disposizione per vedere se rischi di "stancarti" oppure se (come penso io) ti convincerai definitivamente che si tratta di una vita gioiosa e piena d'amore. Io credo che le donne più felici del mondo siano le suore di ordini fervorosi e osservanti.

Un'altra trappola del demonio è il far credere alla persona chiamata alla vita religiosa di essere vittima di un'illusione fomentata da troppo sentimentalismo. Le false vocazioni, cioè quelle che non nascono da Gesù, ma sono figlie del sentimentalismo, non hanno radici, quindi nascono e tramontano nel giro di pochi giorni o al massimo nel giro di qualche settimana. Inoltre, appena queste persone entrano in convento, non riescono a resistere per più di un paio di giorni. Tu invece è da molti mesi che senti il desiderio di donarti a Dio. La differenza tra l'amore e il sentimentalismo è abissale: il primo è puro, forte, radicale e profondo, il secondo è superficiale e passeggero. I cristiani “sentimentali” si smascherano facilmente perché conducono uno stile di vita incoerente, costoro infatti tentano di coniugare vita mondana con la vita spirituale, ma ciò è impossibile. La tua conversione invece è stata profonda, infatti tu disprezzi le mancanze del passato e adesso ti sforzi di vivere il più possibile in maniera coerente.

Sant'Alfonso Maria de Liguori negli “Avvisi spettanti alla vocazione religiosa” svela un'altra tipica trappola del demonio, la quale consiste nel mettere il dubbio nella persona chiamata da Dio alla vita religiosa, che anche restando nel mondo potrebbe farsi santa. Tutti possono diventare santi, anche coloro che vivono nel mondo, ma solo se hanno la vocazione alla vita secolare, altrimenti è moralmente impossibile che ciò possa avvenire. Anche per diventare santi nella vita coniugale bisogna avere una specifica “vocazione matrimoniale”. Bisogna dire però che San Paolo Apostolo consiglia (è solo un consiglio, non un precetto) di vivere in castità, mentre il matrimonio lo consiglia solo a coloro che per propria negligenza non vogliono vivere in castità. In questo caso è meglio sposarsi anziché ardere dalla passione.

Tra le numerose persone che mi hanno scritto ci sono anche delle persone sposate (in maggioranza donne) che mi hanno fatto comprendere più o meno esplicitamente che rimpiangono di non aver abbracciato la vita religiosa. Tu invece stai pensando in questo periodo allo stato di vita da eleggere, e hai due principali alternative: da una parte c'è Gesù buono, l'Agnello di Dio che si è immolato sulla croce per redimerti, il quale ti sta chiamando a divenire sua sposa, dall'altra parte c'è il mondo con tutte le sue luccicanti attrattive, il quale vorrebbe invece che tu prendessi come sposo un uomo della terra. Rifletti attentamente sulla scelta da fare, ricordati però che abbiamo solo un'anima e che al termine della vita su questa terra ci attende l'eternità: o sempre felice in Cielo con Dio oppure sempre infelice all'inferno, dove non sarà più possibile amare il Signore. Un'anima, un'eternità!

Quando il diavolo si accorge che una ragazza è ormai decisa ad entrare in convento, tenta un altro pericoloso inganno. Cerca di insinuarle il dubbio che l'ordine che ha scelto non è quello giusto, e che Dio la desidera in un altro istituto. Se ad esempio lei voleva diventare suora di clausura, le dice che la sua vocazione è per la vita attiva (e viceversa). In questo modo la tortura col dubbio e le fa perdere la tranquillità. Lui cerca di fomentare la confusione perché nel torbido riesce sempre a pescare qualcosa. Se per ipotesi una ragazza vuole entrare nelle benedettine, lui sussurra che deve entrare tra le carmelitane o tra le clarisse o in qualche altro ordine. Ogni scusa è buona per seminare dubbi e confusione. Non bisogna ascoltare i suoi inganni, e una volta presa una decisione, bisogna andare avanti con decisione. Se poi davvero l'ordine che ha scelto non era quello giusto per lei, avrà sempre il tempo (ad esempio durante il postulandato o il noviziato) di uscire dal monastero e di entrare in un altro ordine.

Se un orologio ad ingranaggi ha la ruota maestra guasta non può più funzionare correttamente, allo stesso modo colui che sbaglia il proprio stato di vita condurrà un'esistenza squilibrata poiché gli verranno a mancare gli aiuti spirituali che Dio gli aveva preparato nello stato in cui lo chiamava. Gesù è amore infinito, pertanto è incapace di fare o desiderare il male. Lui ci vuole troppo bene, ce lo ha dimostrato sulla croce. Nella sua sapienza infinita ha progettato il percorso più facile per ciascuno di noi per giungere alla salvezza eterna. Per alcuni questo percorso è la vita nel mondo, per altri è la vita in convento. Se uno elegge lo stato di vita sbagliato si mette da se stesso nei guai spirituali, ma la colpa non è di Gesù che gli aveva dolcemente suggerito la strada da seguire.

Come ho già detto, scegliere di entrare in convento non comporta rischi, perché se uno in seguito si accorge di non avere la vocazione, ha molto tempo a disposizione prima dei voti perpetui per ritornarsene a casa. Ed anche dopo aver emesso i voti perpetui ha la possibilità di chiedere alla Santa Sede di essere dispensato dai voti (come hanno fatto alcuni religiosi e sacerdoti che si sono sposati). Invece il matrimonio, una volta che è rato (cioè valido) e consumato, non può più essere sciolto da nessuno, nemmeno dal Papa. Solo la morte di uno dei due coniugi scioglie lo stato coniugale.

Se farai un'esperienza vocazionale potrai capire meglio la volontà di Gesù su di te. Immersa nel silenzio, sarà più facile raccoglierti interiormente e ascoltare quel che Dio vuole da te. Nel mondo è più difficile trovare il tempo e la tranquillità per immergersi nella preghiera e nella meditazione.

Scrivere questa lunga lettera mi è costato un po' di tempo e fatica, ma l'ho scritta volentieri nella speranza di aiutarti ad allontanare i dubbi che ti infastidiscono. Spero di esserti stato di qualche giovamento. Prego ardentemente il mio amatissimo Gesù di prenderti come sua sposa facendoti entrare in convento al più presto. Continuerò a pregare con tenacia fino a quando non verrò a sapere che ti sei arresa al suo amore per te. E chi altro potresti amare all'infuori di Lui? Non conosco nessun uomo che si lascerebbe flagellare, coronare di spine e inchiodare alla croce per dimostrarti il suo amore.

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

sabato 30 aprile 2016

Amare immensamente Dio

Riporto la lettera di una giovanissima ragazza alla quale ho risposto volentieri.

Caro fratello in Cristo,
                                   ti ringrazio ancora per la pazienza e la cura con cui ti interessi a me! Grazie per le tue parole! In realtà ho già fatto esperienza vocazionale in un convento per dieci giorni ed è stato meraviglioso! Non so se sono chiamata alla vita attiva o contemplativa, io voglio amare Gesù, lo voglio amare immensamente donandomi tutta a Lui, per questo già mi considero la sua fidanzata [...] credo anche nella forza dei consacrati, forza che bisogna portare al mondo che si sta perdendo... per questo penso di poter unire la vita contemplativa a quella attiva. […] Ti ringrazio per i consigli sui libri da leggere, Filotea lo sto già leggendo, la “Storia di un'anima” l'ho già letto... devo interessarmi agli altri libri. Per quanto riguarda il mio direttore spirituale è convinto che ho la vocazione e lui mi conosce bene, è da 9 anni che ci conosciamo. Comunque puoi darmi gli indirizzi dei monasteri di clausura, non si sa mai! Grazie ancora. Dio ti benedica,

(lettera firmata)


Carissima in Cristo,
                               nessuno conosce la tua anima meglio del tuo direttore spirituale che ti dirige fin da quando eri bambina. Quindi se lui ha visto in te la vocazione alla vita religiosa c'è da credergli. Devi reputarti fortunata per essere stata prescelta da Gesù buono a divenire un giorno sua vera sposa. Ti rendi conto? Non la sposa di un uomo della terra che può tradirti, ma sposa dell'Amore, sposa dell'eterno e sommo Bene. Che altro volere dalla vita?

Nel mondo ci sono tante preoccupazioni e distrazioni che allontanano il cuore e la mente dalle cose celesti. Invece quando sarai suora potrai dedicarti ad amare con tutto il cuore il tuo Sposo senza preoccuparti dei soldi, della carriera, del successo, delle mode, dei figli, delle gelosie del consorte e di altri pensieri che attanagliano le persone che vivono nel mondo.

È molto importante scegliere l'ordine giusto in cui poter tendere alla santificazione. Il pericolo principale è di entrare in un ordine rilassato e secolarizzato, ma c'è anche il rischio di entrare in un ordine che pur osservando fedelmente la propria Regola, tuttavia si è indebolito nell'osservare la virtù della carità.

Spero tanto che durante l'estate tu possa fare un'esperienza vocazionale in qualche convento fervoroso e osservante in cui regna la carità verso Dio e il prossimo.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria e rimango a tua disposizione per qualsiasi altra informazione.

Cordialiter

P. S. in privato ti ho inviato gli indirizzi di alcuni buoni monasteri di clausura della tua regione.

venerdì 29 aprile 2016

Amare la virtù della purezza

Tempo fa una lettrice mi ha scritto pensieri molto belli sulla purezza, e gentilmente ha concesso di farmeli pubblicare sul blog. Credo infatti che possano essere di edificazione anche per altre persone.


Gentile D., ho chiesto oggi al nostro buon Gesù di darti qualcosa di bello dalle ricchezze del suo Cuore e sono certa che lo farà, Lui che è tanto generoso e amorevole. Mi piace pensare a Lui e chiamarlo l'Amante appassionato delle anime come si è descritto Egli stesso nelle rivelazioni a Suor Consolata Ferrero, se non mi sbaglio. Quel Gesù che nel mondo di oggi è tanto povero, poiché molti Lo rifiutano, non comprendono affatto i desideri del suo Cuore, non lo vogliono comprendere. Allora cerchiamo di farlo noi e consoliamoLo con la nostra purezza di corpo e di cuore. Sai, io apprezzo tanto la purezza, la verginità, non per esserne orgogliosa, ma l'amo per Gesù solo, perché così possiamo essere simili a Lui, e anche a Maria, agli Angeli e a molti santi. Ciò è talmente bello e fa sì che io mi possa sentire libera e sopra quel mondo che non capisce la verginità e vorrebbe negarla perfino a Gesù scrivendo e proclamando brutte cose come quelle con santa Maddalena. Beh, il mondo ha il suo linguaggio, noi il nostro. [...].

Sappi che fra una settimana faccio un ritiro spirituale [...].

Stammi bene D.

(lettera firmata)

Carissima in Cristo, è edificante sapere che al giorno d'oggi una ragazza nubile della secolarizzata Europa desidera la castità per amor di Gesù buono. Che posso dirti? Ti ringrazio per la tua coraggiosa testimonianza che pubblico volentieri affinché sia di incoraggiamento per altri giovani non sposati. I mondani considerano le persone caste come pazze, ma noi cattolici dobbiamo ragionare come il Vangelo di Gesù Cristo, il quale esalta coloro che volontariamente rinunciano ai piaceri carnali per ottenere un premio maggiore dopo la morte, quando l'anima in grazia di Dio si staccherà dal corpo e si unirà eternamente con la Santissima Trinità nella Patria del Cielo.

Durante il tuo ritiro spirituale pregherò tanto, nella speranza che al ritorno tu possa darmi una “bella notizia”. Sei assolutamente libera di eleggere lo stato di vita che preferisci, ma io leggendo le tue lettere ormai ho pochi dubbi su quel che Gesù vuole da te. Una volta che avrai compreso la divina volontà, eseguila con prontezza, come i soldati eseguono gli ordini dei superiori. Avanti, march! Puoi star sicura che non te ne pentirai!

Cordialiter

[Aggiornamento: la ragazza che mi scrisse questa lettera di elogio della castità, alcuni mesi dopo è entrata in un monastero di clausura molto fervoroso. Me lo aspettavo che avrebbe abbracciato la vita religiosa].

giovedì 28 aprile 2016

Una ragazza uscita dal convento

Vari lettori e lettrici del blog, prima di abbandonare il mondo ed entrare in convento o in monastero, hanno voluto scrivermi per salutarmi e darmi l'addio. Dopo un po' di tempo, una di queste gentilissime lettrici mi ha riscritto per dirmi di essere tornata nel mondo, perché non si sentiva sicura di avere la vocazione religiosa e anche perché ha compreso che la vita consacrata richiede dei sacrifici...


Cara sorella in Cristo,
                                      hai fatto bene a scrivermi, spero di poterti incoraggiare. Certe persone dopo essere uscite dal convento si sono lasciate andare a una vita rilassata e mondana. Sono felicissimo di sapere che invece tu ami ancora la vita devota e non hai rinunciato all'idea di abbracciare la vita religiosa.

Il diavolo odia ciascuno di noi, vorrebbe vederci tutti all'inferno. Quando si accorge che qualcuno vuole consacrarsi a Dio, fa di tutto per fagli perdere la vocazione, perché sa benissimo che entrando in un convento fervoroso e osservante, molto probabilmente si salverà l'anima, e con le preghiere, i sacrifici e l'apostolato salverà le anime di tante altre persone. Quindi satana cerca di seminare dubbi e incertezze per spingere i giovani a rinunciare alla vita religiosa. Santa Teresa del Bambino Gesù nella sua autobiografia racconta che il giorno prima di fare la professione religiosa ebbe un dubbio lacerante, temeva che la sua vocazione non fosse vera, e questo dubbio la fece soffrire assai, ma saggiamente pensò di confidare il suo tormento alla maestra delle novizie, la quale l'aiutò a comprendere che si trattava solo di una tentazione diabolica, e così si rasserenò completamente. Se Santa Teresina fosse uscita dal monastero, sarebbe stato un disastro sia per lei che per tante altre anime che non si sarebbero convertite e salvate senza le sue preghiere e penitenze. Inoltre oggi non avremmo quel capolavoro spirituale intitolato “Storia di un'anima”, la cui lettura ha convertito tante persone e ha suscitato numerose vocazioni religiose. Io non so come sono andate le cose nel tuo caso, però spero che quello che hai detto a me, tu l'abbia confidato alla maestra delle novizie, può darsi che anche tu hai avuto la stessa tentazione che ebbe Santa Teresina.

Adesso che fare? Ti confesso che non sono entusiasta dell'idea di iscriverti alla facoltà di scienze religiose. Ciò ritarderebbe la tua entrata in convento di almeno tre o quattro anni, ma nel frattempo il demonio le escogiterà tutte pur di farti rinunciare definitivamente alla vita consacrata. E se dopo la laurea non avrai ancora perso la vocazione, il diavolo ti suggerirà di rimanere ancora un po' di tempo nel mondo e intanto di trovarti un lavoro. Ma dopo che l'avrai trovato, sarà difficile per te lasciare la carriera ed entrare in convento. Molti preferiscono perdere la vocazione (col rischio di perdere l'anima) anziché lasciare la carriera lavorativa. E poi sono preoccupato del fatto che in giro ci sono troppi "teologi" modernisti che diffondono gravi errori dottrinali. Altri teologi, pur non essendo palesemente eretici, tuttavia diffondono dottrine che creano confusione e distruggono la visione soprannaturale della vita. Invece i tuoi due ordini religiosi preferiti sono entrambi di buona dottrina.

Se vuoi puoi fare una nuova esperienza vocazionale di una settimana tra le suore di [...], per vedere se ti piace il loro carisma. Queste religiose sono di stretta osservanza e fanno molte penitenze e sacrifici. Lo so che i sacrifici ti spaventano, ma se hai la vocazione devi sopportarli per far piacere a Gesù, il quale, pur essendo Dio, ha voluto morire in croce per espiare i tuoi peccati e redimere la tua anima. È vero che l'abbracciare la vita religiosa richiede dei sacrifici per amore del Signore, però bisogna dire che Gesù buono sa ricompensare in maniera generosa le sue spose fervorose e fedeli, alle quali fa sentire la pace del cuore che è un dono più prezioso di tutte le ricchezze della terra.

Mi hai detto che stai cercando un direttore spirituale. Sì, sarebbe davvero utile, ma purtroppo è difficile trovare in giro una buona guida spirituale. Vedo che manca la preparazione ascetica per questo impegnativo compito. Se un sacerdote vive in maniera rilassata ed imperfetta, e magari non ha mai letto un libro di ascetica, come potrà dirigere un'anima sulla via della perfezione cristiana? Certi preti preferiscono leggere libri di psicologia anziché quelli di ascetica, ma si tratta di due materie molto diverse. Se un prete è un buon psicologo ma ignora l'ascetica, non sarà mai una buona guida spirituale. Invece nei tuoi due ordini preferiti so che hanno dei buoni cappellani tra i quali potresti trovare una valida guida.

Tu avevi già fatto un'esperienza vocazionale, quindi sapevi bene che la vita religiosa richiede dei sacrifici. Chissà, forse sulla tua uscita dal convento è pesato anche un po' il distacco dai tuoi familiari. Comunque, penso che questa storia ti abbia aiutato a maturare e a fare esperienze utili. Coraggio, non ti demoralizzare, continua a sperare in Gesù e Maria, non te ne pentirai. Ah, quante signore sposate che leggono il blog vorrebbero essere nei tuoi panni! Se fossero ancora nubili, subito spiccherebbero il volo per qualche convento o monastero fervoroso e osservante. Tu sei giovane, sei ancora in tempo per eleggere qualsiasi stato di vita. Spero tanto che Gesù buono ti prenda tutta per Sé, facendoti abbracciare la vita consacrata. Ma sia fatta la Sua volontà!

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

mercoledì 27 aprile 2016

Attratto dalla vita missionaria


Un ragazzo mi ha detto che è indeciso se intraprendere la carriera d'insegnate, oppure donarsi a Dio abbracciando la vita religiosa e missionaria.

Caro Cordialiter, 
                           mi chiamo [...], abito in provincia di [...], ho 30 anni e scrivo per la prima volta dopo aver scoperto il tuo blog diversi mesi fa. Ho esordito con la parola "caro" non per formalità stilistica, ma perchè leggere i vari post e le tue risposte mi dà grande conforto. Vi trovo spesso espressi i miei pensieri e sentimenti più intimi! E questo non può che farmi sentire vicino a te...grazie per il prezioso aiuto che attraverso la rete giunge a tante persone, un vero esempio di carità cristiana! 

Per spiegare la mia situazione posso dire, brevemente, di essere tornato a Cristo circa un anno fa, dopo un lungo periodo in cui l'orizzonte terreno aveva oscurato il mio desiderio di Infinito. Solo l'intervento della Santissima Madre di Dio e Madre nostra poteva riportarmi sui giusti binari: la Sua amorevole guida e la preghiera del S. Rosario non hanno vincitori! Ora, ti scrivo in cerca di qualche consiglio perchè ho molta confusione in testa...o, meglio, una certezza, che è il desiderio di crescere nella fede e di compiere la volontà di Dio nella mia vita, ma tanta incertezza su come capire il Suo progetto per me e attuarlo in concreto. Come già dicevo mi ritrovo perfettamente leggendo il blog: denaro, potere e le vanità terrene non mi attirano più. Non sento tuttavia, o non credo di essere chiamato alla vita contemplativa in  monastero, pur sentendone il fascino. Non sento, altresì, di essere chiamato a formare una famiglia (condivido quanto letto tempo fa sul blog, che le donne più felici sono le Spose di Cristo); ma allora che fare? Dove mi vuole il Signore? In che campo mi chiama ad agire? Quale può essere il mio posto nella Chiesa? Quali sono i miei talenti e come metterli a servizio degli altri? Attualmente non lavoro e ho smesso circa 3 anni fa di frequentare l'Università; la prospettiva di diventare ingegnere e di lavorare in qualche industria avente come scopo il profitto non è nelle mie corde. Cosa mi attrae allora? Cosa mi rende contento? Direi che seguo la mia coscienza e mi sento felice quando faccio qualcosa per gli altri, quando mi avvicino alle loro difficoltà; a volte penso che qua sto perdendo il mio tempo mentre nel mondo la gente muore di fame...dovrei partire, ad esempio, come volontario in una Missione? Ma con quali competenze? Non si può improvvisare; non sono medico o infermiere, non sono un Sacerdote, non sono un operatore sociale, ecc...come potrei servire bene il prossimo e dare lode a Dio in questo modo? Quante domande, quanti dubbi... 

Nel mio percorso di ritorno alla fede, alimentato dalla preghiera e dalla lettura della Parola, posso dire di aver alzato gli occhi al Cielo in tutti i sensi; e proprio contemplando il cielo stellato e la natura che ci circonda, ha fatto capolino, tra i tanti pensieri, un'idea che mi sta travolgendo sempre più: la Scienza. San Paolo nella lettera ai Romani ci ricorda che Dio parla attraverso le cose che ha creato. Basta poco infatti, per accorgersi che la natura (dall'infinitamente piccolo delle particelle sub-atomiche all'infinitamente grande delle strutture dello spazio cosmico) mostra tutto il suo fascino lasciandoci intuire il fascino di Chi è alla sua  origine. Studiare e contemplare la bellezza, l'eleganza, la logica e la razionalità dell'Universo mi riempie di gioia. Che bello constatare che la legge dell'amore mostrataci da Gesù (fino al dono supremo della vita) è la vera legge universale! Vale per le stelle come il nostro Sole, che si consuma bruciando tutto il combustibile al suo interno ma donandoci così la vita; e vale anche per le più piccole particelle, dalla "vita" brevissima, ma che "morendo" generano altre particelle  più piccole con maggior energia. Che la ricerca scientifica, quella pura, senza secondi fini, quella  che cerca la Verità, la mia via di ringraziamento a Dio? O tutti questi sono solo bei pensieri e miei desideri, che però non sono la volontà di Dio per me? Oppure...che sia avvicinare gli altri a Dio attraverso la scienza il campo in cui sono chiamato ad agire? Ma come, magari insegnando? Su questo ultimo punto, entrando più nel concreto, posso dire che la Laurea in Ingegneria (qualora finissi) non è utile per poter insegnare ad esempio matematica o fisica (pur avendone  studiata un bel po'!). Allora? Dovrei ripartire daccapo a 30 anni con un corso universitario  che mi permetta poi di insegnare, nonostante le prospettive più cupe per questa professione? Oppure è meglio lasciar perdere? Io cerco risposte nella preghiera, ma ancora non sento di essere  chiamato fortemente in una particolare direzione. Certi giorni mi vedo ad insegnare matematica, spiegando che è il linguaggio per capire la bellezza dell'Universo creato da Dio; altre volte pregando e riflettendo sui problemi e sulle atroci ingiustizie nel mondo, quasi mi vergogno di starmene a pensare alla matematica; a volte, poi, trovo un tale conforto nella preghiera e nella Santa Eucaristia da non voler fare altro che contemplare e adorare Dio tutto il tempo, come una  candela vicino al Tabernacolo... Insomma, vorrei ringraziare e stare con Dio ogni momento, ma non so in che modo farlo...e a 30 anni questa indecisione non può essere protratta oltre, procura già abbastanza sofferenza in me e in chi mi è vicino! Grazie per avermi "ascoltato" e sopportato leggendo questa lunga mail; prego per te e per le Spose di Cristo, anime elette, veri pilastri che con preghiera e sacrificio  sostengono il mondo!


Carissimo in Cristo,
                                   sono contento che ti piace leggere spesso il mio blog sulla vocazione religiosa. Viviamo in un periodo drammatico, la società si è scristianizzata ed è sprofondata nel neopaganesimo. La storia ci insegna che Dio nei momenti di maggiore crisi dell'umanità, ha suscitato dei religiosi ricchi di virtù, fervore e zelo per la salvezza delle anime, i quali hanno lottato eroicamente per contrastare il degrado morale e ricristianizzare la società corrotta. Penso ad esempio a San Benedetto, San Bernardo di Chiaravalle, San Domenico, San Francesco, Sant'Ignazio di Loyola, Santa Teresa d'Avila, Sant'Alfonso Maria de Liguori, la Beata Maria Deluil-Martiny, San Massimiliano Maria Kolbe e tanti altri santi. Sono convinto che anche oggi per convertire e salvare le anime sia necessario rilanciare la vita religiosa, ed è questo uno dei principali scopi del blog.

Per quanto riguarda la tua situazione, penso che tu stia facendo bene a cercare di capire qual è la volontà di Dio su di te. L'elezione dello stato di vita è una scelta di fondamentale importanza. A tal proposito potresti partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio, oppure potresti fare un'esperienza vocazionale in qualche istituto religioso che potrebbe interessarti. Visto che ti piace la vita missionaria ti consiglio di contattare l'Istituto del Verbo Incarnato. Questi sacerdoti, oltre ad avere una buona formazione spirituale e dottrinale (seguono il tomismo), sono anche molto zelanti, caritatevoli e fervorosi. Per saperne di più su di loro, puoi leggere questo mio vecchio post:  http://vocazione-religiosa.blogspot.it/2011/05/istituto-del-verbo-incarnato.html

Inoltre ti consiglio di chiedere preghiere alle suore di clausura, le quali saranno felici di innalzare suppliche a Dio affinché ti illumini nelle scelte da compiere.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

martedì 26 aprile 2016

Paura della vocazione?

Ripubblico la lettera di una giovane lettrice del blog interessata alla vita religiosa "contemplativa-attiva".

Caro fratello in Cristo,
                                   mi chiamo [...] e ho 17 anni. Vorrei un tuo consiglio riguardo alla mia situazione. Non nego che ho stima per il matrimonio cristiano, ma al solo pensare alla parola "vocazione" mi si illuminano gli occhi, tuttavia non so se è solo una mia invenzione. Inoltre sono anche spaventata dal grande passo che dovrò fare, più che spaventata confusa. Le domande che mi riempiono la mente: dove andrò? Sarò capace di lasciare i miei cari? Di andare verso l'ignoto? Insomma lasciare tutte le mie sicurezze e i miei legami affettivi per farne di nuovi anche se so che quando Gesù chiama pretende tutto dall'anima chiamata. Per fortuna ad alternarsi a queste paure c'è dentro me una fiamma viva un desiderio ardente di fare la Sua volontà, di portarlo al mondo, di farLo conoscere a chi non lo conosce, di donarGli il mio corpo per operare in me per gli altri. Voglio essere suo strumento e sua consacrata anche perché c'è un mondo in perenne bisogno di Amore! Bisogna che si incendi di Spirito Santo! Bisogna che ci siano atti concreti di Amore per aiutare sia spiritualmente che materialmente...ma dove andare? La mia vita deve essere attiva e contemplativa alla maniera di San Filippo Neri che operava e pregava mettendo tanta gioia e con la forza dello Spirito Santo sotto lo sguardo materno di Maria. Gesù mi chiama? Lo scoprirò solo vivendo. Grazie del tempo impiegato per me... ah cosa ne pensi delle suore del Sacro Cuore e delle Francescane? ....un abbraccio in Dio.

Cara sorella in Cristo,
                                  per è una grande gioia ricevere lettere di persone come te che stanno riflettendo sulla propria vocazione. Anche se sei ancora minorenne, fai benissimo a domandarti qual è il progetto di Gesù buono su di te, infatti è ottima cosa cominciare fin dalla giovinezza a riflettere sul senso della vita, onde evitare di commettere errori che potrebbero compromettere il futuro, come purtroppo hanno fatto certe ragazze che si sono legate sentimentalmente a certi mascalzoni che le hanno solamente sfruttate, per poi gettarle vie come strofinacci usurati.

I mondani tramite la televisione, la radio e i giornali vogliono farci credere che lo scopo della vita è di divertirci il più possibile e di abbandonarci in maniera sfrenata ai piaceri materiali. Questo è un inganno! Noi siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio su questa terra per poi godere eternamente della sua beatifica visione dopo la morte, se avremo lasciato la terra in stato di grazia. La vita su questa terra è solo una prova, cioè dobbiamo provare a Dio che lo amiamo davvero con tutto il cuore e sopra ogni cosa. In che modo? Osservando fedelmente ciò che ci ha insegnato Gesù nel Vangelo.

Io non so quale sia il progetto di Dio su di te, ma spero tanto che tu sia stata prescelta tra tante altre ragazze a divenire casta sposa di Gesù, abbracciando lo stato di vita religioso. Che fare in concreto? Sarebbe buona cosa parlarne con un ottimo direttore spirituale, ma è difficilissimo trovarne uno adatto a tale scopo. Non parlare di vocazione con amici e parenti; in questo campo c'è bisogno di massima riservatezza. Un'altra cosa che ti consiglio vivamente è di trascorrere alcuni giorni in qualche convento di suore fervorose e osservanti, come le “Serve del Signore e della Vergine di Matará”. È facile rimanere contagiati dall'entusiasmo apostolico di queste suore che ripartiscono la giornata tra preghiera e apostolato. Sono quasi tutte giovani e hanno numerose vocazioni. Se vuoi fare delle domande generali sulla vocazione o vuoi saperne di più sulla loro congregazione, ti consiglio di contattare suor Maria Stella, che pur essendo ancora giovane ha ormai molti anni di esperienza di vita religiosa, ed è incaricata di aiutare le ragazze che tramite internet chiedono informazioni sulla vita religiosa. Puoi scriverle all'indirizzo: vocazione@servidoras.org

Le suore del Sacro Cuore non le conosco, invece tra gli ordini “francescani” conosco le Francescane dell'Immacolata, le quali sono molto fervorose e attraggono anch'esse molte vocazioni.

Sei studentessa? Se mi dici la regione in cui abiti forse sono in grado di segnalarti un buon direttore spirituale a cui rivolgerti, oppure indirizzi di ottimi monasteri di varie congregazioni in cui fare esperienze vocazionali. Da oggi pregherò tanto il Signore affinché voglia prenderti tutta per Sé tra le “Serve del Signore e della Vergine di Matará” o in qualche altro ordine religioso di stretta osservanza.

Ti incoraggio ad andare avanti nel percorso di discernimento vocazionale, affinché tu adempia alla volontà di Dio, qualunque essa sia. Ma se il Signore ti chiama alla sua sequela, esulta di gioia per la grazia immensa che ti ha donato! Non ho mai conosciuto nel mondo delle ragazze più felici di quelle che hanno lasciato tutto per divenire caste spose del Re dei re.

Affidati alla Beata e Gloriosa Vergine Maria, e chiedile di aiutarti ad eleggere lo stato di vita che il Signore ha desiderato per te sin dall'eternità. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Re e Maria Regina di tutte le Vittorie.

Cordialiter

P. S. Continua a seguire il mio blog vocazionale, pubblico ogni giorno un post per tenere acceso il pensiero della vocazione religiosa nelle persone che come te stanno riflettendo sullo stato di vita da eleggere.

lunedì 25 aprile 2016

Consolare Gesù

Ripubblico una bella lettera di una studentessa liceale innamorata di Gesù buono.

Caro D.,
              scusa se non ti ho più scritto (ho avuto dei problemi con il pc), mi ha fatto molto piacere però ricevere la tua lettera: è bello avere amici che non ti dimenticano! Comunque continuo a leggere il blog quando riesco e prego per voi. Adesso sto bene, come ti scrivevo i mesi scorsi sono stati un po' difficili, ma ora è diverso, infatti anche se le difficoltà non mancano so che non sono sola. Ti confesso che ultimamente il desiderio di donarmi al Signore si è fatto davvero grande e non vedo l'ora di entrare in un buon convento, se questa è la Sua volontà. A volte la gioia è così tanta che sono tentata di dire tutto ai miei genitori, ma penso che sia troppo presto; tuttavia tra non molto dovranno saperlo perché già adesso si parla di cosa fare dopo la scuola e non potrò continuare a rimandare quando dovremo prendere decisioni definitive. […] Mi ha colpita moltissimo la testimonianza che mi hai spedito e se non è un problema mi piacerebbe leggere anche l'altra. Il blog mi sta aiutando davvero tanto e vorrei essere più vicina ai lettori, specialmente a quelli che stanno soffrendo, ma posso solo incoraggiarli pregando per loro. Mi piace rileggere spesso la testimonianza che ti aveva scritto una ragazza francese... vorrei essere anch'io così innamorata di Gesù e poterlo consolare come lei...

Grazie infinite per la tua disponibilità!
Un abbraccio in Gesù e Maria,

(lettera firmata)


Carissima sorella in Cristo,
                                               mi ha fatto molto piacere ricevere la tua lettera, mi avevi fatto preoccupare! :-) Non ricevendo più tue notizie avevo temuto che ti fossi scoraggiata e avessi abbandonato il desiderio di donare a Dio il resto della tua vita. Sarebbe stato un grosso dispiacere per me! Adesso sono felicissimo di sapere che stai bene e ardi dal desiderio di diventare sposa di Gesù Cristo.

Hai ragione, quella testimonianza che mi scrisse una ragazza francese è splendida. La riporto a beneficio delle altre lettrici che desiderano donare a Gesù buono il resto della propria vita: "Il mio più grande desiderio è quello di consolare Gesù, curare le sue piaghe, adorarlo, asciugare le sue lacrime, passare la mia vita con Lui, dargli tutto, non tenere niente per me, e sacrificare tutto per amor suo, vivere di Lui, per Lui, in Lui; amarlo fino a fondermi completamente in Lui, contemplarlo, supplicarlo di salvare i peccatori, di accordare la sua misericordia, di dar loro la fede. Voglio consolare Gesù per tutti gli oltraggi fatti al suo Sacro Cuore e al Cuore Immacolato di sua Madre. Se potessi, mi piacerebbe fargli dimenticare tutte le sue sofferenze, asciugare le lacrime che ha versato per noi."

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

domenica 24 aprile 2016

Fervore nella vita religiosa

Anni fa una lettrice del blog sulla vocazione religiosa mi ha scritto una bella lettera che ripubblico volentieri.

Carissimo fratello in Cristo,
                                           è per me una grande gioia risentirti! Seguo ogni giorno il tuo blog, anzi devo dirti che la prima cosa che faccio il pomeriggio tornando dal tirocinio è accendere il computer e vedere se hai pubblicato qualcosa sul blog... Leggere le lettere degli altri e tutti gli incoraggiamenti che dai loro mi aiuta a perseverare nell'idea di donare tutta la mia vita al Signore! [...] Ho visto che parli tanto delle Serve del Signore e della Vergine di Matarà e devo dirti che mi affascina tanto la loro spiritualità e il loro fervore... Questo è uno dei quattro ordini religiosi che mi affascinano di più ma per il momento il mio obiettivo è quello di finire l'università (se tutto va bene dovrei farcela per aprile!) e nel frattempo voglio impegnarmi a crescere nella fede e nell'amore di Dio per essere poi pronta a diventare la Sua sposa qualunque sia l'ordine religioso che sceglierò e che sono certa sarà Dio stesso ad indicarmi al tempo opportuno... Proprio il 2 Giugno dello scorso anno ho cominciato a pensare seriamente alla mia vocazione e devo confessarti che anche nei momenti di aridità e nel deserto che molto spesso riempie l' anima mia non ho mai smesso nemmeno per un attimo di desiderare di donarmi a Gesù, per questo sento che la mia vocazione è vera e sono certa che il Buon Dio penserà a preparare ogni cosa affinché si realizzi tutto secondo la Sua volontà! Continua a pregare per me... Anch'io prego per te per l' opera che stai compiendo per il Signore attraverso il tuo blog!

Un abbraccio fraterno in Gesù e Maria!

(Lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                           la tua lettera mi ha procurato grande gioia, sono felicissimo di sapere che ti senti sempre più attratta da Gesù buono e desideri ardentemente vivere con Lui in qualche ordine religioso fervoroso e osservante. Non vedo l'ora che ti laurei, così sarai finalmente libera di abbandonare il mondo e abbracciare lo stato di vita al quale ti senti chiamata. Tra l'altro gli studi che stai compiendo potranno servirti molto anche da religiosa, soprattutto se entrerai in un ordine di vita attiva.

Sono contentissimo di sapere che tra gli ordini religiosi che stai valutando c'è anche quello delle “Serve del Signore e della Vergine di Matarà” che io stimo assai. Apprezzo tantissimo il loro spirito apostolico e missionario, lo zelo per la salvezza delle anime, la fedeltà al Papa, la carità fraterna verso il prossimo e la vita religiosa vissuta in maniera gioiosa e fervorosa. Il loro entusiasmo mi ha contagiato, e adesso mi sto impegnando a farle conoscere il più possibile. Hanno numerose vocazioni, ma la mia speranza è che possano moltiplicarsi in maniera esponenziale, c'è tanto bisogno del loro apostolato sia nelle terre di missione, ma anche nella nostra cara Italia ormai preda della secolarizzazione e del materialismo pagano. Prego affinché possano aprire un convento in ogni regione italiana. Prego anche per te, ci tengo assai alla tua vocazione. In realtà ci tengo assai a ogni vocazione religiosa, e la considero quasi come fosse l'unica sulla terra, poiché la vocazione è un bene immenso non solo per chi l'accoglie, ma anche per tutto il resto del Corpo Mistico di Cristo del quale facciamo parte. Dunque continuerò a sostenerti con gioia fin quando non ti sarai definitivamente arresa all'amore di Gesù buono per te.

Coraggio, continua a perseverare, è troppo grande il dono che hai ricevuto! Pensa a quante giovani ragazze della tua età sono schiave della moda, degli oroscopi, del successo, della cupidigia delle ricchezze materiali, dei falsi amori mondani e di altre cose squallide, mentre a te è riservata la bella sorte di diventare sposa di Gesù Cristo. Purtroppo sono pochi coloro che comprendono questi discorsi.

Spero di risentirti appena avrai qualche bella novità da comunicarmi, o quando vorrai semplicemente scrivermi per farmi sapere che stai perseverando nel percorso vocazionale che ti condurrà ad essere tutta di Gesù buono per tutto il resto della vita.

Ti saluto cordialmente in Cristo Re e in Maria Mediatrice di tutte le Grazie.

Cordialiter

sabato 23 aprile 2016

Pensare alla vocazione religiosa

Ripubblico una bella lettera vocazionale che tempo fa mi ha scritto una lettrice del blog.

Gentilissimo Cordialiter, è davvero poco che seguo il tuo blog, e per fortuna l’ho trovato! Ti scrivo perché vorrei “approfittare” della tua disponibilità per raccontarti la mia piccola storia, e anche per ricevere consigli, o qualche dritta, visto che al momento mi trovo un po’ spaesata. Ho sempre frequentato la messa, iper-impegnata in parrocchia come organista, con le mie migliaia di difetti e imperfezioni, ma soprattutto coi peccati che regolarmente commettevo e di cui puntualmente mi pentivo, salvo poi continuare a commetterli. Non ho mai pensato a consacrarmi interamente al Signore, anzi, il pensiero era ben lungi da me, volevo sposarmi, avere figli, un bel lavoro, fare carriera… avere fama, essere conosciuta, benvoluta e apprezzata da tutti. Ho 25 anni, sono laureata in psicologia e a luglio mi diplomo in pianoforte; inoltre ho un’amica d’infanzia con cui stavo progettando di trasferirmi in Toscana (io sono della provincia di...) e di trovare lavoro, iniziando così “la bella vita” lontano dai nostri genitori (che io e questa mia amica vedevamo come un impedimento alla nostra voglia di libertà). [...] Ho sempre pregato Santa Faustina Kowalska, conoscendola attraverso un librettino di una trentina di pagine, ma non mi sono mai spinta a comprare il suo Diario perché (mi dicevo) mi avrebbe spronata ad irrobustire la mia fede ancora immatura (era una cosa che percepivo dai pochissimi scritti di lei che ci sono in questo libretto), e io non volevo… Era così bella la vita rilassata e godereccia! A quante privazioni mi sarei dovuta sottomettere? A quante cose avrei dovuto rinunciare? Ad ottobre 2010 mi decisi però, e acquistai il Diario… Grazie al Diario mi sono progressivamente allontanata dal peccato e la mia vita ha piano piano assunto un senso nuovo, una luce diversa. Mi sono resa conto di tante cose, è come se Santa Faustina, con il suo modo semplice e umile di dire le cose, mi abbia spalancato gli occhi su una vita intera (la mia) vissuta ben lontana da Dio, e io che con la mia presunzione credevo di salvarmi, ero (e sono) in verità la più misera peccatrice! In fondo, cosa mi distingue da un bestemmiatore? Niente, lui offende Dio pubblicamente, io nel mio intimo… il risultato però è lo stesso. Ma soprattutto: ho capito che non basta andare in chiesa per essere perfetti cristiani...

A dicembre, pochi giorni prima del Natale, mi sono liberata di molte cose con una bella Confessione (che non facevo da tanto), e ho ricevuto l’Eucarestia per la prima volta con il cuore veramente grato per il tanto amore di Gesù, per aver perdonato ancora una volta i miei peccati. Da allora è stato un vortice crescente: dopo il Diario ho letto con un certo tedio altri libri (io amo leggere!) che mi erano stati consigliati, ma che non erano riferiti a Gesù, per cui cercai di terminarli quanto prima e passare a un’altra perla che avevo sul comodino in attesa di esser letta: “Storia di un’anima”, della piccola Teresa di Lisieux… Un altro libro che ha fatto un bene immenso alla mia anima, ma quest’ultima unitamente al mio cuore desiderava di più, così ho iniziato una lettura del Nuovo Testamento (in base a un ordine che mi è stato consigliato dal mio sacerdote per rendermi la lettura un po’ più fruibile). Caro Cordialiter, non ci crederai, ma quel che prima mi sembrava “oscuro” o “difficile” è diventato per me leggibilissimo e chiaro come il sole!! Piano piano, nel giro di questi pochi mesi, tutte le cose di questo mondo hanno assunto per me un valore differente; ho iniziato a pesare il tutto con la bilancia che adopererebbe Dio. Quanto è importante uscire truccata, coi capelli in perfetto ordine, e piena di gingilli? Quanto conta l’aspetto esteriore rispetto a quello che ho nel mio cuore? … Ho iniziato a dare un valore diverso anche alla mia laurea. […] ho iniziato a riconsiderare tutta la mia esistenza alla luce di Dio, e ho constatato che io in 25 anni ho fatto veramente poco! [...] Tre settimane orsono ero assorta nei miei pensieri quando ho avuto una specie di folgorazione: e se Dio stesse chiedendo qualcosa di più alla mia vita? Da allora ho iniziato a pensare a una possibile consacrazione. Il tempo trascorso è davvero poco, e in effetti io sono ancora in cerca di qualcuno che mi aiuti a capire se la mia è una semplice fantasia oppure è effettivamente la Volontà del Signore. Ho iniziato la lettura dell’Imitazione di Cristo di cui spesso parlava la cara Santa Teresina, ed è edificante al massimo grado. Se Dio volesse una mia consacrazione io risponderei semplicemente “Eccomi”, perché ho compreso in questi mesi che le opere compiute sulla terra, quelle che non hanno come scopo la maggior Gloria di Dio, valgono a ben poco. E’ strano: quando penso di essere risolutiva in questa mia scelta, mi prende uno strano torpore, avrei tanto bisogno di un padre spirituale a cui confidare quello che sento. Ho raccontato i miei pensieri al mio sacerdote e lui mi ha esortata a continuare a pregare, che poi la volontà di Dio si sarebbe manifestata in un modo o in un altro.

Cosa mi consigli caro Cordialiter? Di cercarmi un padre ora? Di attendere qualche mese nel frattempo continuando a pregare? Di provare direttamente con un’esperienza? Ho confidato questa cosa anche a mia madre, la quale devo dire che mi ha dato il suo appoggio morale e materiale, qualora io decidessi di consacrarmi. L’ho confidato ad alcune amiche e a un paio di zie… Ma mi rendo conto che forse se avessi taciuto, conservando (come fece la Madonna) nel mio cuore queste cose, e meditandole in silenzio, sarebbe stato meglio, ma ormai è fatta. Per ora sono in una situazione di stallo. Mi sento come potrebbe sentirsi una persona che si trova da sola in una distesa sconfinata, senza un punto di riferimento; ho notato che il diavolo mi tenta molto, specialmente di notte; i suoi assalti si fanno tenaci specialmente quando desidero essere risolutiva, mi prende un torpore terribile. Mi affido interamente a Dio e alla Madonna. Se dovessi consacrarmi, mi piacerebbe optare per un ordine rigido e per una vita contemplativa, magari anche di studio delle Sacre Scritture o di lavoro. Ho paura altrimenti che il mio carattere estroverso, portato ad inorgoglirsi e facile al riso (e forse alla buffonaggine) potrebbe nuocermi e alimentare il mio amor proprio, oltre che distrarmi, invece di mortificarmi. Però non lo so, farò la volontà di Dio, qualunque essa sia. Intanto ti saluto, scusami se mi sono dilungata!

Un abbraccio fraterno,

(lettera firmata)

venerdì 22 aprile 2016

Una ragazza felice di essere vergine

Viviamo in una società fondata sul vizio della lussuria. L'immoralità dilaga in televisione (consiglio di accendere la TV il meno possibile), sulla stampa, per strada, nelle scuole, spesso persino nelle chiese, dove purtroppo molte persone entrano vestite in maniera spudorata. Ma non tutti si sono lasciati corrompere dalla lussuriosa mentalità mondana. Infatti tra i lettori e le lettrici dei miei blog ci sono tanti giovani che mi hanno confidato di amare la purezza. Ecco l'edificante e-mail che mi ha scritto una ragazza lombarda.


Caro D., 
                perdona il mio ritardo nella risposta [...]. 

Forse non mi crederai, ma è da un po' di tempo che desideravo scriverti per condividere con te un mio pensiero... un pensiero che, purtroppo, non posso condividere con tutti perché temo che non sarebbe ben compreso.

Come sai, non sento di avere una vocazione alla vita religiosa. Nonostante questo, non ti ho mai nascosto che nutrivo e nutro tuttora amore per la purezza e per la verginità, desiderando però allo stesso tempo l'amore. Ho sempre sentito come la sensazione di essere continuamente alla ricerca di questo amore e non ti nego che credevo di poterlo trovare in un ragazzo. Ma ogni ragazzo che vedevo non corrispondeva mai a quell'idea che avevo nella mia mente, né mi è successo di vederne uno così, nel quale vedessi quell'amore puro che cercavo. Non so se lo troverò mai, non me la sento di escludere niente perché è difficile fare previsioni, però per ora mi sento di dire che quell'amore l'ho trovato solo in Gesù. Chi altri potrebbe mai amarmi come mi ama lui? In quale altro amore potrei trovare più purezza? Non so se sto usando le parole giuste per esprimermi, eppure nella mia mente è tutto molto chiaro. Desidero amare Gesù e desidero piacere a lui. Ciò non toglie che magari in futuro potrei trovare qualcuno che abbia i miei stessi sentimenti per Gesù con cui formare una famiglia. Però, se questo un tempo è stato uno dei miei desideri, ora è diverso... ho visto molte famiglie sfaldarsi, coppie divorziare o non rispettarsi e tutto, ne sono convinta, perché non ponevano le loro fondamenta in Dio. 

Certo ora Gesù non mi sta chiedendo di prendere alcuna decisione: adesso sto bene così, con Lui e non ho altro desiderio se non quello di avvicinarmi ogni giorno sempre di più. E se anche non mi mettesse mai davanti alla possibilità di sposarmi sarei felice, perché ti confesso che l'idea di trascorrere la vita in castità non mi sconforta, anzi, la percepisco come una grazia, un dono prezioso, qualcosa che farei con naturalezza proprio come lo sto facendo ora e come ho sempre fatto, contrariamente, con mio rammarico, a molti della mia età.

Sai, ripensando a quando desideravo farmi suora, mi sto rendendo conto che i miei sentimenti per Dio allora non erano come quelli di adesso. Non che non fossero sinceri, tutt'altro, solo che adesso li sento più maturi.

In tutto quello che ti ho scritto non sono completamente sicura di aver detto tutto quello che sentivo. Ma capisci, è difficile spiegare questo genere di cose. La mia famiglia ad ogni modo rispetta i miei pensieri, anche se di queste cose in realtà ho parlato un po' solo a mia sorella, con cui riesco a confidarmi sempre e apertamente, anche se non le ho mai detto tutto. 

Scusa se mi sono presa la libertà di confidarti queste cose, ma ti ringrazio per l'attenzione che presterai alle mie parole.

Ti saluto con fraterno affetto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)



Cara sorella in Cristo,
                                   leggo sempre con interesse le tue e-mail.

Ho apprezzato molto ciò che mi hai confidato circa la virtù della purezza. Se tu avessi detto le stesse cose a una persona mondana avresti rischiato di venire derisa ed etichettata come una ragazza dalla mentalità medievale.

Qui non si tratta di essere moderni o medievali, si tratta di essere cristiani oppure no. Dio vuole che tutte le persone non sposate vivano in totale castità. Quindi, tutte le donne nubili devono rimanere vergini, se desiderano osservare la Legge Eterna di Dio, la quale vieta i rapporti prematrimoniali (ovviamente lo stesso discorso vale anche per gli uomini celibi). Purtroppo, viviamo in una società secolarizzata e immersa nel fango dei vizi, e ormai i discorsi sulla purezza vengono compresi solo da poche persone.

Tu continua a vivere nella purezza, anche se i mondani dovessero deriderti per il tuo stile di vita quasi “monastico”. L'importante è piacere a Dio, non ai mondani.
 Nell'istante in cui morirai verrai giudicata da Gesù Cristo, non da qualche uomo del mondo.

Visto che non ti senti chiamata alla vita religiosa, sappi che non sei costretta a sposarti. Lo Spirito Santo per mezzo di San Paolo consiglia di rimanere vergini (è solo un consiglio, non un obbligo, infatti chi invece desidera sposarsi non trasgredisce alcun precetto). Inoltre afferma che mentre le donne sposate pensano a piacere ai propri mariti, invece le donne vergini pensano a piacere a Dio.

Se resterai nubile ti sarà più facile vivere pensando maggiormente alle cose spirituali, mettendo in secondo piano le cose materiali (soldi, lavoro, casa, salute, eccetera). Invece i mondani fanno l'esatto contrario: mettono al primo posto le cose materiali, mentre trascurano le cose davvero importanti per l'anima.

Se un giorno deciderai di sposarti, dovrai trovarti un marito che sia cattolico al 100%, non uno di quelli che fa dei compromessi al ribasso con la mentalità del mondo, altrimenti ti farà tribolare assai, come è accaduto a tante altre donne cristiane che purtroppo hanno commesso l'errore di sposare degli uomini che vivono come se Dio non ci fosse.

Sia se resterai nubile sia se ti sposerai con un uomo davvero cristiano, la mia speranza è che tu possa sempre vivere unita a Gesù, amandolo con tutto il tuo cuore, con tutte le tue forze, e sopra ogni altra cosa. Sei stata creata per conoscere, amare e servire il Signore, e il tuo cuore può trovare la vera pace solo riposando in Lui.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti nei Cuori di Gesù e Maria.

Cordialiter

giovedì 21 aprile 2016

Gradi di conformità alla volontà di Dio

Dagli scritti di Padre Adophe Tanquerey (1854 - 1932).


S. Bernardo distingue tre gradi di questa virtù, che corrispondono ai tre gradi della perfezione cristiana: "L'incipiente, mosso dal timore, sopporta la croce di Cristo pazientemente; il proficiente, mosso dalla speranza, la porta con un certo gaudio; il perfetto, consumato nella carità, l'abbraccia con ardore".

A) Gl'incipienti [cioè coloro che sono agli inizi del cammino di perfezione cristiana, n.d.r.], sorretti dal timor di Dio, non amano i patimenti, cercano anzi di scansarli; ma pure preferiscono patire anzichè offendere Dio, e, pur gemendo sotto il peso della croce, la subiscono con pazienza: sono rassegnati.

B) I proficienti, sorretti dalla speranza e dal desiderio dei beni celesti, e sapendo che ogni patimento ci vale un peso eterno di gloria, non cercano ancora la croce ma la portano volentieri con un certo gaudio [...].

C) I perfetti, guidati dall'amore, vanno più oltre: per glorificar Dio che amano, per conformarsi più perfettamente a Gesù Cristo, vanno incontro alle croci, le desiderano, le abbracciano con ardore, non già perchè siano amabili in sè ma perchè sono un mezzo di attestare il nostro amore a Dio e a Gesù Cristo. Si rallegrano, come gli Apostoli, d'essere stati stimati degni di oltraggi per il nome di Gesù: come S. Paolo, sovrabbondano di gaudio in mezzo alle tribolazioni. Quest'ultimo grado si chiama santo abbandono: ne riparleremo più tardi trattando dell'amor di Dio.

II. Efficacia santificatrice della conformità alla volontà di Dio.

Da quanto dicemmo risulta chiaro che questa conformità alla volontà di Dio non può che santificarci, perchè unisce la nostra volontà, e quindi pure le altre nostre facoltà, a Colui che è la fonte di ogni santità. A meglio rilevarlo, vediamo in che modo ci purifica, ci riforma e ci conforma a Gesù Cristo.

1° Questa conformità ci purifica. Già nell'antica Legge, Dio fa spesso notare che è pronto a perdonare tutti i peccati e a rendere all'anima il fulgido candore della primitiva sua purità, ov'ella cambi di cuore e di volontà [...]. Ora il conformare la propria volontà a quella di Dio, è certamente un mutar di cuore, un cessare di far il male, un imparare a fare il bene. [...] Nel Nuovo Testamento, N. Signore dichiara, fin dal primo suo ingresso nel mondo, che con l'ubbidienza sostituirà tutti i sacrifizi dell'Antica legge [...]. Gesù infatti ci redense con l'ubbidienza spinta fino all'immolazione di sè nel corso di tutta la vita e principalmente sul Calvario: "factus obœdiens usque ad mortem, mortem autem crucis". Con l'ubbidienza dunque e con l'accettazione delle prove provvidenziali, espieremo anche noi in unione con Gesù i nostri peccati e ci purificheremo l'anima.

2° Ci riforma. Ciò che ci deformò è l'amore disordinato del piacere, a cui cedemmo per malizia o per fragilità. Ora la conformità alla volontà di Dio ci guarisce da questa doppia causa di ricadute.

a) Ci guarisce dalla malizia, che nasce anch'essa dall'attacco alle creature e principalmente dall'attacco al proprio giudizio e alla propria volontà. Conformando infatti la nostra volontà a quella di Dio, accettiamo i giudizi suoi come regola dei nostri, i suoi precetti e i suoi consigli come regola della nostra volontà; ci distacchiamo quindi dalle creature e da noi stessi e dalla malizia che da questi attacchi derivava.

b) Rimedia alla nostra fragilità, fonte di tante miserie; in cambio di appoggiarci su noi stessi che siamo così fragili, con l'ubbidienza ci appoggiamo su Dio che, essendo onnipotente, ci fa partecipare alla sua forza e resistere alle più gravi tentazioni: "Omnia possum in eo qui me confortat". Quando noi facciamo la sua volontà, Dio si compiace di fare la nostra esaudendo le nostre preghiere e reggendo la nostra debolezza.

Liberi così dalla malizia e dalla debolezza, cessiamo d'offendere deliberatamente Dio e veniamo a riformare a grado a grado la nostra vita.

3° E la rendiamo quindi conforme a quella di Nostro Signore Gesù Cristo. a) La conformità più reale, più intima, più profonda, è quella che esiste tra due volontà. Ora, con la conformità alla volontà di Dio, noi assoggettiamo e uniamo la volontà nostra a quella di Gesù, il cui cibo era di fare la volontà del Padre; come lui e con lui, noi non vogliamo se non ciò che vuole Dio e ciò nel corso dell'intiero giorno: abbiamo quindi fusione di due volontà in una sola, unum velle, unum nolle; non facciamo più che una cosa sola con lui, ne abbracciamo i pensieri, i sentimenti, i voleri [...]; onde potremo presto ripetere la parola di S. Paolo: "Vivo autem, jam non ego, vivit vero in me Christus: vivo non già più io, ma vive in me Cristo".

b) Assoggettando la volontà, assoggettiamo e uniamo a Dio tutte le altre nostre facoltà, che sono sotto il dominio, e quindi l'anima intiera, che si viene a poco a poco conformando ai sentimenti, ai voleri, ai desideri di Nostro Signore; onde gradatamente acquista tutte le virtù del divino Maestro. Ciò che si disse della carità, n. 318, si può anche dire della conformità alla volontà di Dio che ne è la più autentica espressione; contiene dunque, come la carità, al dire di S. Francesco di Sales, tutte le virtù: "L'abbandono è la virtù delle virtù; è il fiore della carità; l'odore dell'umiltà; il merito, a quanto pare, della pazienza; e il frutto della perseveranza". Perciò Nostro Signore chiama coi dolci nomi di fratello, di sorella, di madre, quelli che fanno la volontà di suo Padre [...].

CONCLUSIONE.

La conformità alla volontà di Dio è dunque uno dei più grandi mezzi di santificazione; non possiamo quindi conchiudere meglio che con queste parole di S. Teresa: "L'unica ambizione di colui che comincia a far orazione, -- non si dimentichi questo che è importantissimo, -- dev'essere di porre ogni studio nel rendere la sua volontà conforme a quella di Dio... sta in ciò tutta la maggior perfezione che si possa toccare nel cammino spirituale. Quanto più questa conformità è perfetta, tanto più si riceve dal Signore e tanto più si è avanti in questo cammino". E aggiunge che avrebbe anche lei desiderato di vivere in questa via di conformità, senza essere elevata a ratti ed estasi, tanto era convinta che questa via basta alla più alta perfezione.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]

mercoledì 20 aprile 2016

Colpita dalla gioia di una novizia

Ripubblico una specie di intervista che mi rilasciò un'ex monaca di clausura.

Quando e come hai cominciato a sentire la vocazione religiosa?

La vocazione è nata nel periodo dell'adolescenza quando, frequentando il Liceo Artistico, sono andata in gita scolastica ad Assisi; era l’anno 1988 e in quel periodo stavamo studiando gli affreschi di Giotto, Cimabue, Lorenzetti... La mia insegnate di storia dell'arte conosceva una monaca clarissa in quella meravigliosa cittadina ed invitò ad incontrarla gli studenti che lo desideravano. Io non frequentavo più la Chiesa dai tempi del catechismo, però accettai la proposta. Eravamo una trentina di giovani curiosi che non avevano mai visto una monaca di clausura. C’è stato questo incontro nel parlatorio, abbiamo visto una giovane novizia che ci ha raccontato un po' la sua vita, quello che faceva, perché era lì… Io, sinceramente, non ricordo nulla di quello che ha detto, però la cosa che mi è rimasta impressa è stata la sua GIOIA; il vederla così felice, così luminosa, così piena di pace mi ha sconvolta perché, pur credendo di essere felice, quel giorno mi resi conto che non lo ero. Da quell'incontro è iniziato un cammino che è durato quattro anni. Tornata a casa constatai che pensavo sempre più spesso all’incontro che avevo fatto: avevo nostalgia di quella gioia che avevo incontrato e volevo essere felice anch'io. Il mio ragionamento era semplice: “Vorrei essere felice come quella sorella, ma per essere felice come lei devo essere come lei, quindi devo essere clarissa anch’io”. Ed è così che dopo due anni sono ritornata. Ho incontrato la Madre e le ho detto: “Madre, vorrei venire qui perché vorrei essere come Gesù, vorrei essere felice”. Così è cominciato il cammino.

Per i mondani è assurdo rinchiudersi in un monastero di clausura. A te invece che cos’è che ti affascinava tanto della vita claustrale?

All’inizio del mio cammino monastico la scelta è stata spontanea: ero entrata in clausura perché avevo trovato Dio attraverso quella comunità, e quindi tutto era meraviglioso. Poi c’è stato un momento nel mio cammino nel quale mi sono posta le stesse domande: “Ma cosa ci faccio qua dentro? Perché sto chiusa qui? Potrei andare con le suore di Madre Teresa, fare del bene, aiutare i poveri…”. E allora c’è stata una parola del Vangelo di Marco, al capitolo 14, che mi ha colpita molto: “I poveri li avrete sempre con voi, ma non sempre avrete Me.” E mi sono detta: Ma a Gesù chi ci pensa? E poi noi cosa ci crediamo di essere? Dio non ha bisogno di noi, siamo noi che abbiamo bisogno di Lui. E mi sono detta anche che la prima che ha bisogno, la prima povera SONO IO, e che ho tutto da ricevere da Dio, e che se io sono piena di Dio anche il mondo ne guadagnerà. E se è vera quella parola di Gesù: “Qualunque cosa avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a Me”, allora è vero anche il contrario: “Qualunque cosa avete fatto a Me, l’avete fatto a loro.”

Se tu avessi una figlia maggiorenne attratta dalla vita monastica, saresti felice se diventasse sposa di Gesù Cristo?

Lo sarei senz’altro, a patto che vivesse questa vocazione nella verità. Nella verità personale prima di tutto e in secondo luogo nella verità comunitaria. In questa, come in tutte le vocazioni (compresa quella matrimoniale) bisogna vagliare attentamente le motivazioni che ci spingono ad abbracciare uno stato di vita e far sì che queste motivazioni rimangano pure. Non si entra in clausura perché non si trova lavoro o il fidanzato oppure perché si ha una bassa stima di sé e ci si vuol nascondere dal mondo intero… Al contrario, i monaci sono gli esseri più esposti del mondo tant’è che Gesù stesso li paragona alla luce. Se poi si sceglie di vivere la vocazione monastica all’interno di una comunità, è importante che questa sia una VERA scuola di spiritualità e di vita.

Ci sono alcune lettrici del blog che sono incerte sullo stato di vita da eleggere. Che consigli vorresti dare a tal proposito?

La prima cosa che mi viene da dire è che non siamo noi ad “eleggere” uno stato di vita ma è Gesù che elegge noi. È una chiamata. La mia esperienza mi dice poi che la cosa fondamentale in questo momento così delicato è saper ASCOLTARE: bisogna chiudere gli occhi ed entrare nel più profondo di se stessi per capire e discernere le proprie emozioni. So che spesso sono contrastanti ma sappiate che solo la scelta giusta dà una PACE profonda e durevole nel tempo, nonostante le varie lotte e difficoltà da affrontare. Lo ribadisco: l’ago della bussola è e sarà sempre la PACE interiore. Ai più giovani – ma è buona cosa per tutti – consiglio anche di confrontarsi con una guida spirituale saggia e illuminata: è uno dei doni più preziosi che Dio possa farci!