Per chiedere informazioni all'autore del blog, oppure per chiedere indirizzi di buoni conventi e monasteri, scrivere all'indirizzo: cordialiter@gmail.com

venerdì 19 dicembre 2014

Discernimento vocazionale


Ecco una delle lettere che ho ricevuto da una lettrice in discernimento vocazionale. Cliccate qui per leggerla.

giovedì 18 dicembre 2014

Rilanciare la vita religiosa


Pubblico una lettera che tempo fa scrissi a una delle numerose religiose che seguono il blog.



Reverenda suor [...],
                                ho letto con molto interesse il progetto di rinnovamento spirituale che hai in mente, e devo dirti che mi piace molto.

Nelle comunità religiose ci sono due pericoli: da una parte quello del rilassamento (ad esempio le suore che passano le serate a guardare alla televisione film poco edificanti); dall'altro lato quello di uno scrupoloso rigorismo e di un'eccessiva “prudenza umana” che allontanano le anime da Dio. Penso ad esempio a quelle suore che in ogni cosa vedono sempre dei possibili pericoli, e così per “prudenza” preferiscono non prendere nessuna iniziativa. Ti faccio un esempio concreto: internet. Certamente se usato male diventa una fonte di disastri per un monastero di clausura, ma se viene utilizzato con saggezza diventa uno strumento molto utile. Infatti, se una ragazza vuole contattare un monastero per chiedere informazioni vocazionali, un conto è usare il vecchio metodo della lettera cartacea che è lento e può essere intercettato dai parenti, altro conto è usare l'e-mail che è veloce, gratuita e riservata (perché i parenti non sapranno che è arrivata un'e-mail di risposta da un monastero).

Dunque, apprezzo moltissimo il tuo progetto di cercare di rinnovare il monastero di [...] col seguente programma: né rilassamento, né musi lunghi, né rigorismo, né eccessiva prudenza umana. Più spirito evangelico, più gioiosa carità fraterna tra le suore e coi fedeli laici, più vocazioni!

Se volete, oltre alle mie fredde preghiere, posso aiutarvi anche tramite internet. Se la tua superiora è d'accordo, posso parlare di voi sul mio blog. Un semplice principio filosofico afferma che non si può apprezzare ciò che non si conosce. Per questo motivo ritengo che mediante internet è possibile far conoscere maggiormente la vostra comunità religiosa, e se poi Dio lo vuole, ci penserà Lui a inviarvi delle vocazioni. Puoi dire alla superiora che non deve preoccuparsi del “costo del servizio”, perché io non ho mai chiesto un euro a nessuno dei monasteri e degli istituti religiosi che sto aiutando. Non lo faccio per i soldi, lo faccio per la maggior gloria di Dio.

Ti chiederai perché un giovane fedele laico celibe fa “propaganda” vocazionale. La situazione dell'umanità è drammatica perché stiamo assistendo a una spaventosa secolarizzazione. Anche nella Chiesa la situazione è molto difficile a causa del rilassamento di molti conventi e monasteri, ma soprattutto a causa dei teologi progressisti o modernisti che dir si voglia, i quali insegnano gravi errori dottrinali, ad esempio negano la Risurrezione corporale di Cristo, la Presenza Reale di Gesù nel Santissimo Sacramento, l'eternità dell'inferno, l'esistenza del purgatorio, la verginità perpetua della Madonna, l'esistenza del demonio, l'esistenza del peccato originale, ecc.

La storia insegna che nei momenti di maggiore crisi ecclesiale il Signore ha contrastato il decadimento spirituale rilanciando la vita religiosa, basti pensare a ciò che Dio ha compiuto grazie a San Benedetto, San Bernardo, San Francesco, Santa Chiara, San Domenico, Sant'Ignazio di Loyola, Sant'Alfonso Maria de Liguori, San Massimiliano Maria Kolbe, e tutti i santi religiosi.

Sono convinto che anche oggi per migliorare la situazione ecclesiale bisogna rilanciare la vita religiosa vissuta in maniera fervorosa e osservante. Se tutti i ragazzi e le ragazze che hanno la vocazione religiosa entrassero nei buoni monasteri, la crisi della Chiesa finirebbe nel giro di qualche decennio. Ecco perché pubblicizzo i monasteri fervorosi e osservanti.

Altri istituti religiosi che sto aiutando hanno beneficiato di un incremento di vocazioni. Si tratta di lettrici dei miei blog che si sono messe in contatto con le suore grazie ad internet. [...] Parlane con la superiora del tuo monastero e fammi sapere se volete il mio aiuto. Non dovete darmi nulla in cambio. Ovviamente le preghiere le accetto volentieri.

In attesa di una risposta, ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,

Cordialiter



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mercoledì 17 dicembre 2014

Tentazioni contro la vocazione

Cari lettori, probabilmente molti di voi in futuro abbandoneranno il mondo e abbracceranno la vita religiosa. Fate attenzione, il demonio farà di tutto per farvi perdere la vocazione e farvi tornare nel mondo. A tal proposito Sant'Alfonso Maria de Liguori spiegò in uno scritto intitolato "Conforto ai novizi per la perseveranza nella loro vocazione" quali sono le tentazioni più diffuse che usa il diavolo per ingannare i novizi. Vi consiglio di leggere questo scritto alfonsiano, cliccando qui.

martedì 16 dicembre 2014

Suore Operaie del Santo Vangelo

Pubblico l'intervista che mi ha rilasciato una consacrata delle Suore Operaie del Santo Vangelo, istituto religioso fondato da Sorella Angela Clerici.


- Qual è la spiritualità del vostro istituto religioso?

- La base della missione apostolica di Sorella Angela era : "Dare anime a Cristo e Cristo alle anime". Nostra specifica spiritualità e metodo di evangelizzazione è il sistema preventivo poggiato sopra le parole di S. Paolo: "La carità è paziente, benigna, tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta." La sua sorgente è nel Cuore di Cristo, il suo modello nella tenerezza materna di Maria. Consiste in una presenza educativa che, con la sola forza dell' amore, coopera con lo Spirito Santo a far passare Dio nel cuore delle persone, giovani, donne, bambini ecc. Siamo chiamate ad orientare ad esso tutta la nostra vita, imitando Sorella Angela nella sua "passione amorosa” perché tutti scoprano, tramite noi l'Amore di Gesù`. 

-Quali sono le principali attività apostoliche che praticate?


- Le Sorelle accolgono Cristo nella loro vita e lo portano ai fratelli con mezzi semplici e comuni, in un servizio di promozione umana e di evangelizzazione, ma con una carica di amore per le povertà di oggi:
- per le giovani in difficoltà in tutte le tappe dell’età evolutiva, per le ragazze madri e i loro bambini, per le donne portatrici di qualsiasi forma di emarginazione, nella Casa della Giovane di Lodi;
- a favore degli emigrati italiani in Svizzera;
- nel servizio alle comunità parrocchiali in Italia e in Albania, nei vari aspetti caritativo, liturgico, catechistico, sociale, ecc.
- nel vivere la propria professione con spirito di apostole per una cristianizzazione del mondo del lavoro.

- Molti pensano erroneamente che lo scopo delle suore sia solo quello di aiutare materialmente i bisognosi, invece voi cercate anche di fare apostolato, cioè di insegnare il Vangelo con l'intento di condurre le anime a Dio. I giovani che catechizzate sono contenti di apprendere gli insegnamenti del Redentore Divino?

- I giovani che scelgono di seguire un percorso catechetico lo fanno con convinzione e impegno e sono assetati della Parola di Dio. A volte la famiglia non aiuta, presa da tanti problemi, quello religioso passa in secondo piano o è delegato alla Parrocchia o alle associazioni.

- Perché nel vostro istituto curate molto l'aspetto ascetico della vita religiosa, ad esempio praticando ogni giorno la meditazione e l'orazione mentale?

- La nostra fondatrice Sorella Angela ci ha dato l’esempio: curiamo molto la preghiera, la meditazione e l’orazione mentale perché siamo convinte dell’importanza che hanno per la nostra vita personale: ci caricano spiritualmente e ci danno la forza di amare di più il Signore, ci aiutano ad essere più unite a Lui durante il nostro apostolato quotidiano e si lavora con più amore. Senza la preghiera l’apostolato diventa arido.

- Quali sono le principali difficoltà che incontrate nell'apostolato coi giovani? 


- Le difficoltà che riscontriamo nell’apostolato coi giovani sono la superficialità, l’individualismo e un po’ di egocentrismo; a volte hanno difficoltà ad ascoltare, a collaborare, a riflettere sulla loro vita, sulle scelte. 

- Coloro che hanno conosciuto Sorella Angela Clerici, la vostra Fondatrice, che ricordo conservano di lei?


- Tutti quelli che l’hanno conosciuta conservano un ricordo indelebile. Donna di grandissima fede, di profonda preghiera, di abbandono fiducioso a Dio, di una capacità speciale di presentare Gesù e il Vangelo, semplice, umile, buona, caritatevole, sempre serena, disponibile, accogliente con tutti senza distinzione. Ogni persona era per lei unica. 

- Sorella Angela Clerici stabilì che le religiose del vostro istituto indossassero abiti secolari. Questa decisione venne presa in considerazione del fatto che essendo molte di voi maestre presso le scuole statali, sarebbero potuti sorgere dei problemi recandovi al lavoro con un tradizionale abito religioso?


- La Sorella stabilì che le sorelle indossassero l’abito secolare per poter entrare in tutti gli ambienti di vita, per portare il Vangelo anche in luoghi dove chi aveva il tradizionale abito religioso veniva rifiutato. Con questa scelta ella voleva raggiungere il maggior numero di anime per portarle a Gesù. 


- Se una ragazza si sente attrarre da Gesù alla vita apostolica, può fare un'esperienza vocazionale nel vostro istituto religioso? 


- Accettiamo volentieri ragazze che desiderano fare un’esperienza vocazionale nel nostro Istituto.

- C'è un limite di età per poter entrare nel vostro istituto? 


- Non c’è un limite d’età per iniziare il cammino verso la consacrazione religiosa, ma la persona deve essere in grado di lavorare nella vigna del Signore e avere il desiderio di seguirlo con convinzione.

- Che consigli potete dare a quelle donne che si sentono chiamare da Dio alla vita apostolica, ma sono indecise se vale la pena di accettare la divina vocazione?


- Chi si sente chiamata a una vita di particolare consacrazione deve pregare lo Spirito Santo perché la illumini e la Madonna perché l’accompagni nella sua decisione. E poi… forza, coraggio il Signore è con lei e non l’abbandona. La vocazione è un dono immenso: più si segue Gesù con generosità, più si scopre la bellezza, la gioia e la pace interiore che solo LUI può dare. 

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Per contattare le Suore Operaie del Santo Vangelo, scrivere al seguente indirizzo:  operaiesantovangelo@libero.it

lunedì 15 dicembre 2014

Natale con le Carmelitane

Tempo di Natale al CARMELO
per giovani che vogliono accostarsi alla Vita contemplativa
è possibile trascorrere dei giorni di riflessione e partecipare alla preghiera 
presso il Monastero Janua Coeli in Cerreto di Sorano (Grosseto) Toscana

scrivere a carmelitane@gmail.com


Giorni di Preghiera e silenzio 

Solitaria sul ciglio della via che conduce alla Vita, ti capita di sperimentare la beatitudine dei piccoli quando leggi la tua fragilità come possibilità di incontro con il Signore. Nel deserto: qui è possibile ritrovare il volto di Colui che è, nel deserto del proprio vivere la solitudine di essere ciò che siamo, quando tutto sembra starti stretto perché aneli ad altro, attendi altro. E' così importante fare silenzio per ascoltare la sua voce!! Abbassare i volumi di ogni altro parlare per comprendere la sua volontà!

Quella sete, quella fame, quel torpore dell'inafferrabile, se solo tu allarghi gli spazi dell'attesa, ti salvano dal dissetarti alle paludi di una umanità ferma e ferita nel dispiegarsi della vitalità, dall'avventarti sui bocconi a sorpresa dell'immediato, dall'addormentarti su te stesso, nell'illusione che magicamente qualcosa cambi i tuoi giorni. Sogna pure, se vuoi, ma acqua di torrente che scorre dai monti cristallina e non si ferma a te che bevi ma continua a correre per dissetarti ancora più a valle... acqua di Sorgente!



Attenzione ai monasteri rilassati

Tempo fa, una lettrice mi ha scritto varie e-mail per chiedermi informazioni sugli istituti di vita consacrata...

Grazie sei veramente gentile!
Ti saluto con tanto riconoscimento!
Che mi dici sulle suore di [...]?

Cara sorella in Cristo,
                                 ad essere sincero non conosco la congregazione delle suore di cui mi hai chiesto informazioni.

Comunque, voglio darti ugualmente dei consigli generali che ti consentiranno di comprendere da te stessa se un ordine è rilassato oppure fervoroso e osservante. Gli istituti rilassati sono quelli dove non si vive più in maniera davvero religiosa la vita consacrata. La differenza tra un ordine osservante e uno rilassato è un po' come la differenza che c'è tra un fiore fresco e uno appassito. Scriveva sant'Alfonso: "Oimè, piange la Chiesa, perché vede nei religiosi un comune rilassamento di spirito, unito ad una gran freddezza nel divino servizio! Non si nega, che vi sono i buoni fra tanti i quali vivono da veri religiosi, separati dagli attacchi mondani, e che si dedicano a farsi santi ed a portare anime a Dio [...] ma questi buoni religiosi [...] quanti sono? [...] son troppo pochi, come si vede; e perciò piange la Chiesa con tutti coloro che amano la gloria divina."

Come si fa a capire se un ordine religioso è rilassato? Basta vedere se vive in maniera simile al suo Fondatore, oppure in maniera simile alle persone secolari, cioè le persone che abitano nel mondo. I veri religiosi vivono continuamente col cuore rivolto a Dio, e si impegnano mediante l'apostolato, la preghiera e le penitenze, alla propria santificazione e alla conversione delle anime. Negli ordini osservanti c'è molta stima per l'utilizzo dell'abito religioso, si vive in semplicità, modestia e povertà (da non confondere con la miseria), si obbedisce sempre a quel che ordina il Papa, si osservano fedelmente gli insegnamenti del Magistero Ecclesiastico riguardanti la Fede e la Morale, si celebra la Messa in maniera devota, ecc. Negli ordini religiosi rilassati invece se ne vedono di tutti i colori: sigarette, gel sui capelli, disprezzo per l'utilizzo dell'abito religioso, discorsi mondani in refettorio, serate passate a vedere programmi televisivi indecenti, lusso e sfarzo nell'arredamento del convento, disobbedienza al Papa, accettazione di dottrine eretiche (come lo sono il negare la Risurrezione di Cristo, la perpetua verginità della Madonna, l'esistenza del purgatorio, l'eternità dell'inferno, l'immoralità del divorzio e dell'aborto, ecc.), celebrazione della Santa Messa in maniera indecorosa, poca preghiera, poco spirito di penitenza e mortificazione, poca carità fraterna, ecc. Insomma un fallimento praticamente totale. Giustamente la Chiesa ha soppresso in passato vari ordini religiosi che ormai erano divenuti dannosi.

I religiosi rilassati, invece di portare le anime a Dio facendo discorsi edificanti sul vero senso della vita, sulla salvezza eterna dell'anima, sui vizi e le virtù, sull'amore che dobbiamo dare alla Santissima Trinità, sull'apostolato e la preghiera per la conversione delle anime, sull'importanza della Confessione e degli altri Sacramenti, ecc... loro parlano solo di politica, economia e altri temi sociali. Certo, anche questi sono temi importanti, ma un religioso non può parlare sempre di queste cose e trascurare gli argomenti spirituali, altrimenti non sembra più un religioso, ma un sindacalista! Secondo Sant'Alfonso è meglio restare a casa propria anziché entrare in un monastero rilassato, dove si rischia di fare una vita insipida e infelice. Al contrario, entrando in un ordine religioso fervoroso e osservante si possono fare facilmente molti progressi nella vita spirituale e seguire fedelmente la via della perfezione cristiana.

Spero tanto di esserti stato di qualche utilità. Se desideri ulteriori informazioni non esitare a scrivermi nuovamente. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

domenica 14 dicembre 2014

Una peccatrice pentita può farsi suora?

Tempo fa una ragazza mi ha chiesto se una peccatrice pentita può farsi suora. Per leggere la sua lettera e la mia risposta, cliccare qui.

sabato 13 dicembre 2014

Timore della Confessione


Il diavolo tenta di allontanare le anime da Gesù infondendo assurdi timori, come ad esempio un'esagerata paura di confessarsi e comunicarsi male. Per leggere una lettera che scrissi al riguardo, cliccate qui.

venerdì 12 dicembre 2014

Consigli a una ragazza che desidera abbracciare la vita religiosa

Una lettrice del blog mi ha raccontato le sue incertezze sulla vocazione religiosa. Per leggere i consigli che le ho dato, cliccate qui.

giovedì 11 dicembre 2014

Ostacolato dalla madre

Un lettore del blog mi disse di sentire la vocazione, ma sua madre lo accusava di volere evadere dalla realtà. Per leggere la sua lettera, cliccare qui.

mercoledì 10 dicembre 2014

Quale stato di vita eleggere?

Sant'Alfonso Maria de Liguori scrisse una bellissima lettera piena di ottimi consigli per un ragazzo indeciso sullo stato di vita da scegliere. Per leggere la lettera, cliccare qui.

martedì 9 dicembre 2014

Vivere vicino a Gesù dà una grande pace interiore

Una donna in discernimento vocazionale ha trascorso alcuni giorni di esperienza di vita religiosa tra le Visitandine, durante la quale ha potuto constatare che lo stare cuore a cuore con il Signore dà una grande pace interiore.


Caro D.,
                 vorrei porgerti la mia testimonianza della partecipazione alla professione temporanea di Suor Maria Paola del monastero della Visitazione di Baggiovara  e del breve ritiro spirituale che la comunità mi ha dato la possibilità di fare. È stata un'esperienza ricca di significato e molto emozionante.  Ho potuto sperimentare come stare cuore a cuore con il Signore dia una grande pace interiore ed un senso alla vita così profondo che ben poche cose nel mondo sono in grado di dare. Nel mondo, soprattutto ai giorni nostri, è molto facile rimanere abbagliati ora da questo ora da quello ed esserne attratti.  Lo spirito del mondo per attrarci fa leva sulle nostre ambizioni personali, sul nostro orgoglio, le nostre emozioni del momento, quindi tutte le nostre fragilità.  Penso che solo chi è veramente in grado di spogliarsi di tutto questo sia in grado di incontrare il Signore affidandosi completamente a lui. Di abbandonare tutti gli appigli e le difese ed abbandonarsi alla sua volontà.
Solo lui sa donare il vero senso alla nostra vita.

Le monache della Visitazione sono dolcissime. Stare con loro è come stare in una famiglia gioiosa. Dall'atmosfera che si vive durante la giornata si percepiscono i loro profondi valori.  La giornata inizia alle 6 con la meditazione, durante questo tempo in cui si vede nascere un nuovo giorno, si crea attraverso il silenzio il contatto ed il dialogo con il Signore.  Questo dà una grande energia interiore che accompagna durante tutta la giornata. Nel chiostro sono affisse delle frasi spirituali, quella che più mi ha attratto durante questi giorni è stata "la vostra forza sta nel silenzio e nella preghiera". Che grande Verità!!!

La giornata prosegue alternando momenti di lavoro, momenti di comunità in cui si sta tutti insieme in armonia, e di preghiera.  Non c'è mai un momento in cui ci si annoia ed al temine del giorno, dopo l'ultima preghiera "Compieta", si sperimenta la pace e la gioia per aver speso bene il proprio tempo avendo nutrito ed essendosi nutriti dell'essenza più preziosa, del Signore.

Grazie Suor Maria Paola! Che il Signore ti accompagni sempre lungo le sue ricche vie!

Un caro saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)



Cara sorella in Cristo,
                                     ti ringrazio per la testimonianza che mi hai gentilmente inviato. Vorrei che tutte le donne nubili potessero leggerla! Infatti molta gente pensa erroneamente che sposarsi sia quasi una cosa “obbligatoria”, mentre in realtà il matrimonio non è l'unico stato di vita esistente. Tra gli altri stati c'è anche la vita religiosa, la quale non è triste e infelice come pensano tante persone. Tu ci sei stata in monastero e hai potuto vedere coi tuoi occhi che le religiose non solo non sono tristi e infelici, ma al contrario sono persone piene di gioia e pace interiore. Del resto, un conto è essere sposa di una povera creatura, altro conto è essere sposa di Gesù Cristo, il nostro amabile Redentore Divino. Non c'è paragone. Infatti è facile trovare delle donne cristiane pentite di essersi sposate. Purtroppo, non pochi mariti maltrattano le mogli e tantissimi le tradiscono (il Vangelo insegna che basta guardare un'altra donna con desiderio impuro per aver già commesso adulterio nel proprio cuore). Poi ci sono le liti con suocere e cognate, i dolori del parto, gli strapazzi per la cura della casa, i figli che si ribellano, la sete di accumulare ricchezze da lasciare in eredità, le gelosie del consorte, ecc. Insomma è meglio non sposarsi ed essere più liberi di dedicarsi alla vita devota e alla salvezza dell'anima, come consigliato dallo Spirito Santo per mezzo di San Paolo Apostolo.

Ovviamente non dico che tutte le donne nubili debbano diventare suore, dico solamente che bisogna riflettere con attenzione sullo stato di vita da eleggere, senza scartare a priori la vita consacrata.

Alcuni apprezzano il lavoro svolto dalle suore di vita attiva (ad esempio quelle che vanno in Africa a sfamare i poveri), ma disprezzano la vita delle suore di clausura, affermando erroneamente che la loro vita è inutile. In realtà le claustrali sono molto utili per tutta l'umanità, perché con le loro preghiere e penitenze attirano dal Cielo innumerevoli grazie materiali e spirituali. A tal proposito, il grande Pontefice Pio XI, nella lettera “Umbratilem” indirizzata nel 1924 ai monaci Certosini, scrisse: “Se in epoche passate si avverti il bisogno di anacoreti nella Chiesa di Dio, ciò si verifica soprattutto oggi. Nel nostro tempo, infatti, vediamo tanti cristiani trascurare totalmente la considerazione delle realtà celesti, deporre perfino ogni pensiero della salvezza eterna, correre sfrenatamente dietro i beni della terra e i piaceri del corpo, vivendo in privato e in pubblico come pagani, in opposizione al vangelo. Alcuni pensano che certe virtù, a torto dette "passive", siano ormai cadute in disuso e si debba sostituire all'antica disciplina monastica l'esercizio più comodo e meno faticoso delle virtù attive. Questa opinione però fu respinta e condannata dal nostro predecessore, Leone XIII, ed è ovvio quanto essa sia pregiudizievole e ingiuriosa alla teoria e alla pratica della perfezione cristiana. Coloro che si dedicano assiduamente alla preghiera e alla penitenza contribuiscono molto più al bene e alla salvezza del genere umano che non gli operai che coltivano il campo del Signore. Se i primi non attirassero dal cielo l'abbondanza delle grazie divine per irrigare il terreno, gli operai apostolici trarrebbero dalle loro fatiche frutti ben più magri. Non c'è bisogno di dire quanto la nostra speranza si riprometta dai monaci Certosini. Noi aspettiamo che essi osservino le Costituzioni loro proprie non solo con fedeltà, ma con slancio generoso, perché i loro animi siano formati alla santità più alta. Allora davvero diventeranno intercessori efficaci presso la misericordia del Signore, a vantaggio del popolo cristiano.” 

Ovviamente il discorso sull'importanza della vita monastica vale anche per l'Ordine della Visitazione e tutti gli altri istituti religiosi di vita contemplativa.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,


Cordialiter

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Le donne attratte dalla spiritualità visitandina basata sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo, le quali desiderano mettersi in contatto con le Monache Visitandine di Baggiovara (Modena) per chiedere di poter fare un'esperienza vocazionale in monastero, possono contattare le religiose scrivendo al loro indirizzo di posta elettronica:   monvisit@virgilio.it

lunedì 8 dicembre 2014

Atti d'amore verso Dio

È molto importante fare spesso degli atti di carità verso Dio. A tal proposito, con l'esplicito incoraggiamento del mittente, ho pubblicato una lettera di un caro lettore del blog alla quale segue la mia risposta. Per leggere queste e-mail, cliccate qui.

domenica 7 dicembre 2014

Vocazione e seminario


Ho ricevuto varie lettere da parte di ragazzi disgustati dall'atmosfera rilassata e dissipata che si respira in certi seminari. Per leggere la risposta che inviai a un lettore, cliccate qui.

sabato 6 dicembre 2014

Da giornalista a suora

Tempo fa mi ha scritto una giovane giornalista che mi confidò di voler diventare suora. Ne approfittai per farle una specie di "intervista". Per leggerla, cliccate qui.

venerdì 5 dicembre 2014

Lettera alle suore

Lettera di un convertito alle suore.


Carissime sorelle! Grazie, grazie di cuore!

Voi non mi conoscete, eppure mi siete così vicino, spero quindi che ognuna di voi possa leggere questa lettera, per potervi raggiungere personalmente una ad una. Io sono il peccatore per cui avete pregato, il misero di cui avete parlato – sospirando – a Gesù e a Maria, chiedendo la grazia del pentimento, della conversione e della riconciliazione con Cristo. Chissà forse a volte vi siete chieste:  - “Ma serviranno veramente queste preghiere?”

Oh, care sorelle, sono in Cielo vedrete chiaramente lo straordinario potere della preghiera... non ha forse detto la Madonna a Fatima che “tante persone vanno all’inferno perché nessuno prega e si sacrifica per loro”!

Ricordi sorella quel momentaneo “silenzio di Dio” – quel dubbio – quel buio interiore?
Il Signore permetteva la tua momentanea aridità per parlare al mio animo con quella dolcezza che, temporaneamente, ti aveva tolto. Ricordi, sorella, quei sacrifici nascosti, quelle incomprensioni, quelle piccole umiliazioni che hai sopportato in silenzio? Il Signore usava l’offerta delle tue croci per aiutarmi a rialzarmi... e per poi abbracciarmi nella sua Divina Misericordia. Misterioso disegno d’amore che unisce le anime!!

Certo sorelle, ognuna di voi, tante volte ha sofferto e offerto... talvolta con gioia, altre volte magari piangendo in silenzio! Ma il Signore non mancherà certo di ricompensarvi al di là di ogni vostra speranza per la vostra opera di intercessione! 

Continuate a pregare per la conversione e la salvezza dei poveri peccatori così continuerete a pregare anche per me! Non dimenticatemi... perché il Signore, dopo che mi ha rialzato, continui a tenermi per mano fino all’ultimo giorno!

Allora in Cielo potrò ringraziarvi guardandovi negli occhi una ad una piangendo di riconoscenza.
Come saranno vere allora le parole di Santa Teresa di Lisieux: - “In Cielo non vi saranno certo sguardi indifferenti perché ognuno vedrà ciò che gli altri hanno fatto per la sua salvezza”.

Che Dio vi benedica, care sorelle,
Vi sorrida sempre nel momento del bisogno
e rinnovi in voi l’ardore e la dolcezza della vocazione religiosa!

Anche se non ne sono degno, permettetemi che possa sempre considerarmi come vostro figlio... e ancora una volta vi ringrazio di cuore.

(Lettera firmata)

mercoledì 3 dicembre 2014

Abito ecclesiastico

La grandezza sacerdotale non può rimanere celata, non è un brillante sepolto nella miniera, deve rifulgere innanzi a tutti nell'atteggiamento e nella vita del Sacerdote, poichè egli è la lampada posta sul candelabro ed è come città edificata sulla cima dei monti. Or come il carattere sacro lo distingue nettamente dagli altri uomini, così deve distinguerlo l'abito e la vita, ed egli deve essere rifulgente di splendori soprannaturali. Non può dire che l'esteriorità non conta nulla, nè può accomunarsi agli usi del mondo con la scusa che l'abito non fa il monaco; l'abito non lo fa ma lo rivela, e possiamo dire anche che lo aiuta internamente. Un soldato che non veste la divisa non si sente soldato; subcoscientemente si sente ancora libero cittadino, e non avverte la sua fusione al corpo militare cui appartiene come parte di un tutto inseparabile.

Il sacerdote deve essere tutto di Dio [...] La chiesa per questo lo riveste di una lunga tunica [...] L'abito sacerdotale deve mostrare che il ministro sacro quasi non ha corpo, è volto a Dio con tutte le sue forze, e cerca solo la salvezza delle anime. Ora, se l’abito talare ha una forma secolaresca, se il capo è coltivato mondanamente con [...] i ciuffi, e magari i riccioli ed i profumi, se di sotto ad una succinta sottana fanno mostra i calzoni, [...] che cosa rappresenta più un Sacerdote per il popolo? Quell’esteriore non lo raccomanda, ed in se stesso è un segno troppo evidente di poco spirito e poca rinunzia al mondo. [...] Se si veste mondanamente, spegne la sua luce, e mostra in sè tutt'altro che la corsa dell'anima verso Dio.

[...] Il sacerdote dunque col suo abito talare, lungo, composto, povero ma pulito, col suo mantello che lo avvolge come se avesse le ali ripiegate, pronte al volo, col capo segnato dalla croce del Redentore, col corpo composto, spirante ordine e modestia, con gli occhi bassi, alieni assolutamente da ogni malsana curiosità, passa nel mondo proprio come un angelo, dà un senso di pace e di conforto, dà un senso di speranza nelle angustie della vita perchè egli rappresenta la carità, e passa come lampada che illumina, dissipando con la sua sola presenza le tenebre degli errori.

[...] Egli deve essere umile, ultimo di tutti, mansueto, buono, ma deve avere anche, e soprannaturalmente, il senso della sua dignità. Non può essere volgare, non può mostrarsi in luoghi indecorosi, non può partecipare a giochi che lo fanno disistimare. Un sacerdote che va nella bettola, che va a bere il vino in un pubblico locale, che va a caccia, [...] o anche che va semplicemente a conversare al caffè (...), non può raccogliere la fiducia del popolo, ed è responsabile del rilassamento della vita cristiana.


[Brano tratto da "Nei raggi della grandezza e della vita sacerdotale" di Dain Cohenel (pseudonimo di Don Dolindo Ruotolo) edito nel 1940. Don Dolindo (1882 - 1970), sacerdote esemplare, scrisse numerosi libri che ebbero una vasta diffusione. La sua opera di maggior rilievo fu il commento alla Sacra Scrittura, composta da 33 voluminosi volumi, nella quale spiegò in maniera magistrale ogni capitolo della Bibbia, rendendo comprensibili a tutti i fedeli anche i passi più difficili].

martedì 2 dicembre 2014

Intervista a una studentessa

Ho rivolto alcune domande a una ragazza di 18 anni all'ultimo anno delle superiori, la quale è innamoratissima del Redentore Divino e arde dal desiderio di abbracciare la vita consacrata in qualche istituto religioso fervoroso e osservante

- Da quanto tempo stai meditando sulla vocazione religiosa?

- Da un anno e mezzo, cioè da quando avevo circa 17 anni. 

- Saresti felice di poter diventare sposa di Gesù Cristo abbracciando la vita consacrata?

- Ne sarei felicissima! Non aspetto altro che capire la Sua volontà, capire se Lui vuole che io sia missionaria o se devo servirLo tramite la vita contemplativa.

- Quando entrerai in convento, i mondani criticheranno la tua scelta. Ti senti pronta a superare le incomprensioni e le critiche del mondo?

- Sono pronta a superare tutto, perché so che il mio Re è con me e non mi abbandona!

- Sei disposta a rinunciare ai beni materiali, a una carriera lavorativa, a farti una famiglia, pur di seguire Cristo abbracciando la vita religiosa?

- Sì, sono pronta a lasciare ciò che i mondani considerano bello, divertente, gioioso... e che per me ovviamente equivale a peccato... sono felice di poter un domani abbracciare ideali di AMORE e Povertà!

- I tuoi amici si sono accorti che invece di essere attratta dalle cose mondane, sei più attratta dalle cose spirituali?

- Ovviamente se ne sono accorti un po' tutti... ma ormai non ascolto più le critiche, anche se fanno male... soprattuto cerco di non rifletterci ma anzi, di pregare per queste persone che mi criticano! 
Ormai non esco quasi più con amici, non mi dedico a divertimenti mondani poichè dedicarsi a Lui è la cosa migliore che mi potesse capitare! Un'immensissima grazia!!

- Che cos'è che ti affascina della vita religiosa?

- Della vita religiosa mi affascinano in particolare i 3 normali  voti che si professano... lo staccarsi completo dalle cose del mondo, pur vivendoci... l'intenso amore per Cristo, che porta a lasciare tutto per vivere solo di Lui e per Lui! La gioia che trasmettono religiosi e religiose! La preghiera sempre persistente nella giornata, il dedicarsi ai più sofferenti, ai più deboli...

- Tutti i cristiani hanno la vocazione alla santità, però i religiosi hanno un dovere speciale di ricercare la perfezione cristiana vivendo in maniera profonda gli insegnamenti evangelici. Ti affascina il lato ascetico della vita religiosa?

- Sì, devo dire che ultimamente questo aspetto mi affascina... soprattutto se posso comprendere la grande forza che deriva da una vita di ascesi profonda... le testimonianze dei grandi santi ci dicono molto di questo!



- Ci sono tante altre lettrici del blog che, come te, stanno riflettendo seriamente sulla vocazione religiosa. Tuttavia alcune di esse si sentono un po' scoraggiate dal fatto che il mondo sta cercando di convincerle a lasciar perdere la vocazione, e a pensare solo a ricercare le effimere gioie mondane, come fanno in molti nella nostra società secolarizzata. Cosa ti senti di consigliare a queste ragazze che sono indecise se rispondere alla divina chiamata ad abbracciare la vita consacrata?


- A queste ragazze che come me stanno cercando di comprendere a cosa Gesù le chiama, dico di "buttarsi" tra le Sue amorevoli braccia e di non temere quel che potrebbe dire il mondo! Dico di provare, di fare esperienze vocazionali, di stare in ascolto, di leggere il Vangelo il più possibile... e consiglio soprattutto di fare Adorazione Eucaristica, la cosa che amo moltissimo... adorare Gesù nel Santissimo Sacramento!!

lunedì 1 dicembre 2014

Conversare familiarmente con Dio

Tempo fa una ragazza mi confidò di dialogare con Gesù e Maria. Ripubblico la risposta che le diedi.

Carissima in Cristo,
                               mi è piaciuto molto leggere la descrizione fatta con semplicità e schiettezza del modo colloquiale con cui dialoghi con Dio. Ciò che fai non è una cosa da matti, anzi! Sant'Alfonso Maria de Liguori scrisse un opuscolo intitolato “Modo di conversare continuamente ed alla familiare con Dio”, nel quale spiega che trattare con Dio con gran confidenza e familiarità non è affatto un mancare di rispetto alla sua maestà infinita. Secondo questo grande Dottore della Chiesa bisogna rivolgersi al Signore con l'amore più tenero e confidente che sia possibile, poiché Egli gioisce quando una sua creatura si rivolge a Lui con quella confidenza, libertà e tenerezza con cui i bimbi si rivolgono alle loro mamme.

Dunque continua pure a dialogare “da cuore a cuore” con Gesù e Maria, e intanto frammezza i tuoi dialoghi con brevi e intese frasi d'amore che saranno come frecce infuocate che vi lancerete reciprocamente. In questo modo ti infiammerai d'amore per il Redentore, mentre Lui già arde d'amore per te fin dall'eternità. Il mondo non esisteva, tu non esistevi, ma Egli già ti amava ardentemente come se tu fossi l'unica persona che avrebbe creato. Quindi ognuno di noi può e deve dire di Gesù (soprattutto quando si riceve devotamente l'Eucaristia), quel che diceva la sposa del Cantico dei Cantici: Dilectus meus mihi et ego illi (Cant. II, 16), il mio amato Dio s'è dato tutto a me ed io tutto a Lui mi dono.

Spero che anche altri lettori del blog possano imitare il tuo modo di pregare, prendendo l'abitudine di parlare a Dio da cuore a cuore, familiarmente e con confidenza ed amore come ad un amico, il più amorevole di tutti.

Alcuni domanderanno: ma di quali temi possiamo trattare con Dio? Raccontategli dei vostri affari, dei vostri progetti, delle vostre pene, dei vostri timori e di tutto quello che vi riguarda. Come ho già detto, fatelo con confidenza e col cuore “aperto”, cioè senza soggezione. Potete parlare con Dio ovunque vi troviate, poiché Egli è onnipresente. Dunque, non dimenticatevi mai della sua dolce presenza, come purtroppo fa la maggior parte degli uomini. Parlategli quanto più spesso potete; se voi lo amate, non vi mancheranno cose da dirgli. Il nostro Dio si compiace di abbassarsi a trattare con noi, e gode che noi gli comunichiamo le nostre occupazioni più semplici. Egli ci ama tanto ed ha tanta cura di ciascuno di noi. Dobbiamo avere la confidenza di raccomandargli non solamente le nostre necessità, ma anche quelle degli altri. Piacerà tanto al nostro Dio, che noi, dimenticando alle volte i nostri interessi, gli parliamo dei vantaggi della sua gloria, delle sofferenze altrui, specialmente degli ammalati e dei poveri, delle anime del purgatorio che sospirano la sua visione beatifica, e degli scellerati peccatori che vivono privi della sua grazia.

Se vogliamo compiacere il Cuore amante del nostro Dio, dobbiamo cercare quanto più spesso possiamo di parlare con Lui continuamente e con tutta la confidenza possibile, e Lui non sdegnerà di risponderci. Non si farà sentire con voci sensibili alle orecchie, ma con voci bene intelligibili al nostro cuore, allorché ci staccheremo dalla conversazione delle creature per trattenerci a parlare da solo a solo col nostro Dio. Egli ci parlerà con quelle ispirazioni, con quei lumi interni, con quei tocchi soavi al cuore, con quei segni di perdono, con quei saggi di pace, con quella speranza del paradiso, con quei giubili interni, con quelle dolcezze della sua grazia, con quegli abbracci e strette amorose; insomma ci parlerà con quelle voci d'amore che ben l'intendono le anime che egli ama e che non cercano altro che Dio. Su questa terra la Santissima Trinità sia l'unica nostra felicità, l'unico oggetto dei nostri affetti, l'unico fine di tutte le nostre azioni e desideri, fintanto che giungeremo nella Patria Celeste, dove finalmente potremo contemplare da faccia a faccia Colui che abbiamo tanto desiderato d'amare durante il pellegrinaggio terreno.

domenica 30 novembre 2014

Molte vocazioni per gli istituti di stampo "tradizionale"

Gli istituti religiosi legati alla Messa in rito antico, detta “Messa tridentina” (nella foto a lato) beneficiano di numerose vocazioni. Se a questi istituti il Signore dona molte vocazioni, evidentemente deve esserci una ragione, poiché Dio non fa nulla per caso.

Alle numerose religiose che leggono il blog, consiglio di valutare l'opportunità di passare alla Messa tridentina, onde poter beneficiare di un massiccio afflusso di vocazioni.

A tal proposito pubblico un post scritto da Chantal, una mia cara amica che, come me, apprezza molto la Messa tridentina e ha grande stima per la vita religiosa.



Crescita provvidenziale di vocazioni tra le Adoratrici del Cuore Regale di Gesù Cristo Sommo Sacerdote

Buone notizie da Gricigliano: fra sabato 25 e venerdì 31 ottobre, durante i primi Vespri della Domenica di Cristo Re e di Ognissanti, quattro nuove postulanti hanno fatto il loro ingresso ufficiale fra le “Adoratrici del Cuore Regale di Gesù Cristo Sommo Sacerdote”, ricevendo la croce e la cappa corale. 

Il ramo femminile dell’ICRSS, nato per disegno provvidenziale grazie alla vocazione di alcune ragazze francesi che desideravano condividere il carisma dei sacerdoti, da 10 anni a questa parte ha accresciuto grandemente il numero delle religiose, ora presenti sia presso la casa madre in Italia, sia in un convento in Svizzera ed uno in Germania. Correva infatti  l'a.D. 2004, quando S.Em. Rev.ma il Cardinale Ennio Antonelli, allora Arcivescovo di Firenze, presiedeva la cerimonia di vestizione delle prime tre suore Adoratrici.

Nel 2008 la Commissione "Ecclesia Dei" riconosceva l'Istituto di diritto pontificio, e  ad oggi le professe sono già 11, le novizie 14 e le postulanti 6, provenienti, oltre che dalla Francia, da Stati Uniti d’America, Germania, Irlanda e Svezia…ad Majora! 


[Alcune immagini di repertorio delle Adoratrici del Cuore Regale di Gesù Cristo Sommo Sacerdote]








Vivere il fidanzamento in castità

Tempo fa ho ricevuto una bella testimonianza di vita cristiana da parte di una ragazza che voleva vivere in castità nonostante il fidanzato aveva idee diverse dalle sue...

Caro curatore di questo meraviglioso blog vocazionale, sono una studentessa di ventuno anni, lettrice assidua del tuo blog e di letture sacre (amo leggere). E' da tempo che volevo scriverti, per raccontarti la mia storia. Sono una cattolica-cristiana (vado a Messa la Domenica), e sin da quando andavo alle medie sono catechista, Dio mi ha dato questo grande dono di insegnare la sua Parola e trasmetterla agli altri. Sin da quando ero ragazzina amo Dio, e quando avevo 17 anni decisi di dire a mia madre che dopo la scuola superiore sarei voluta partire per andare in un monastero di clausura, per lodare Dio e dedicargli tutta la vita. Mia madre fece di tutto per distogliermi dalla mia vocazione, non perdeva mai un'occasione per ripetermi che prima o poi l'avrei abbandonata. Riuscì a distogliermi e […] l'anno dopo conobbi il mio attuale ragazzo. All'inizio mi sembrò un giovane credente, di buona fede, ma ora dopo tre anni che siamo fidanzati mi ripete sempre che il fidanzamento come lo intendo io (cioè casto fino al matrimonio) è solo un'idea arcaica [...]. Da parte mia ho detto che mi era sembrato di essere stata chiara sin dall'inizio e ho detto che se a lui non va bene il fidanzamento così, può anche lasciarmi, ma lui ha detto che sarebbe stupido lasciarmi solo per questo. Credevo di aver trovato una persona adatta alla mia personalità, (sono molto semplice, non vado mai dal parrucchiere, vesto sempre con dei vestiti che coprono tutto il mio corpo, non sono mai stata in discoteca la sera e per studiare all'università vivo in un istituto di suore), ma non è così, a lui piaccio solo perché sono seria, ma poi mi dice che mi trascuro, che sbaglio a dedicare tanto tempo allo studio e sbaglio ad essere con dei princìpi che mai nessuno mi toglierà, ne tanto meno lui. Vorrei qualche consiglio sul comportamento che devo assumere, aiutami, perché non riesco a parlare con nessuno di questa delicata questione, mi vergogno di tutto questo e il mio cuore è triste...

In più vorrei qualche consiglio spirituale, sono un'umile serva di Dio e lo amerò sempre! Grazie davvero per tutto ciò fai per ogni anima che ti chiede conforto. Pregherò per te.

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                  ti ringrazio per avermi scritto, la tua testimonianza di vita cristiana mi è piaciuta molto.

Il tuo modo di concepire il fidanzamento, cioè di viverlo in castità fino al matrimonio, non è arcaico, ma è il modo di viverlo ordinatoci per nostro bene dal Signore. Il Catechismo della Chiesa Cattolica promulgato da Papa Giovanni Paolo II ribadisce ai cristiani di oggi ciò che la Chiesa ha sempre insegnato al riguardo, e cioè che tutte le persone che non sono sposate devono vivere in castità anche se sono fidanzate. Purtroppo, persino tanti fedeli praticanti rifiutano di obbedire a questa Legge che Dio ha scritto nei nostri cuori (non fornicare), e si ribellano agli insegnamenti della Chiesa sul sesto comandamento. Tu continua a obbedire all'eterna Legge di Dio e non te ne pentirai giammai. I mondani ti derideranno e ti insulteranno, ma Gesù Cristo ci ha detto: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.” (Matteo 5,11-12)

Dunque non sei una persona antiquata, sei solo una seguace del Redentore Divino: continua così! L'unica cosa che conta nella vita è piacere a Dio, tutto il resto è vanità delle vanità. Apprezzo moltissimo anche il modo castigato di vestirti. La Madonna a Fatima disse che un giorno sarebbero venute delle mode che avrebbero offeso molto Nostro Signore, e infatti quelle mode oscene sono giunte davvero: minigonne, scollature profonde e gli altri abiti spudorati costituiscono un grave scandalo per l'anima del prossimo, poiché lo inducono a commettere dei peccati. Per questo motivo una donna davvero cristiana deve indossare solo abiti che non offendono il pudore. Continua ad essere semplice, a non frequentare luoghi malsani come le discoteche, e a vivere coerentemente la vita cristiana.

Quando avevi 17 anni era meglio se non avessi confidato a tua madre il desiderio di donarti a Dio in un monastero di clausura. Ma ormai quel che è fatto è fatto, adesso bisogna guardare al futuro. Ormai sei maggiorenne e tra qualche anno finirai gli studi universitari, ritengo sia importantissimo utilizzare questo periodo per riflettere attentamente sullo stato di vita che il Signore ha scelto per te. Io non so se ciò che sentivi nel tuo cuore a 17 anni era una vera vocazione o un semplice pio desiderio, però ti raccomando di metterti in ascolto della volontà di Dio. E se Gesù buono volesse prenderti tutta per Sé? Lo spero tanto! Un conto è essere sposa del Re del Cielo, altro conto è essere moglie di un uomo della terra: non c'è paragone! Io ti chiedo solo di pregare il Signore di farti capire la sua volontà. Tra coloro che mi hanno scritto ci sono anche varie persone (in prevalenza donne) che rimpiangono di essersi sposate e di non aver approfondito in gioventù la possibilità di abbracciare la vita religiosa. Tu sei ancora in tempo per riflettere attentamente ed eleggere lo stato di vita al quale ti chiama il Signore. Durante le prossime vacanze sarebbe ottima cosa poter trascorrere alcuni giorni in qualche convento fervoroso e osservante. Immersa nella preghiera e nella meditazione sarà più facile poter ascoltare ciò che Iddio vuole da te.

Ti consiglio di fare l'orazione mentale, la quale consiste nel dedicare alcuni minuti della giornata nel pensare alla maestà della Santissima Trinità, alla dolorosa Passione del Redentore, all'amore di Dio per noi, ai novissimi o ad altri misteri di fede, e inframmezzare questa meditazione con devote frasi piene d'amore rivolte a Gesù buono e anche alla nostra Mamma del Cielo. Per allenare l'anima al sacrificio e al combattimento spirituale, è buona cosa fare ogni giorno qualche mortificazione, ad esempio rinunciare a mangiare una caramella, ad usare l'ascensore e l'automobile, ad ascoltare una canzone, a leggere subito una lettera che si è appena ricevuta, a guardare un film lecito, a discolparti quando ricevi un rimprovero, ecc. Per quanto riguarda la tristezza che senti nel cuore, puoi trovare facilmente conforto buttandoti tra le braccia di Gesù buono. Solo Dio può consolarci nei momenti di dolore.

Carissima sorella in Cristo, spero tanto di esserti stato di qualche utilità. Per me è una grande gioia poter essere di aiuto alle persone che vogliono amare Dio, pertanto non esitare a scrivermi ogni volta che ne sentirai il bisogno.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,

Cordialiter

sabato 29 novembre 2014

Monasteri rilassati

Ripubblico un interessate post sul tema dei "monasteri rilassati".

Gentile D.,
                 vorrei chiederti il riferimento bibliografico della frase di Sant'Alfonso che citi spesso, secondo cui piuttosto che entrare in un ordine rilassato, è meglio rimanere a casa propria, visto che qualche religioso a cui ho parlato di questa citazione afferma di non aver mai sentito questa frase da nessuna parte […], mi piacerebbe sapere dove trovo questa mirabile perla sulla vita religiosa, che io condivido in pieno.

Ti ringrazio sempre per gli aggiornamenti costanti sul blog, e ti esorto a continuare su questa direzione: sono certo che il tuo apostolato sta salvando tante anime, aprendo gli occhi anche a coloro che vivono la fede in modo passivo.

In Corde Matris,
(lettera firmata)

Carissimo in Cristo,
                               sono contento che la pensi come Sant'Alfonso Maria de Liguori circa la questione dell'osservanza religiosa. Sì, confermo che questo grande Dottore della Chiesa affermava che è meglio restare a casa propria anziché entrare in un monastero rilassato. Lo scrisse nella lettera intitolata "Risposta ad un giovane che dimanda consiglio circa lo stato di vita che deve eleggere" ed anche in una lettera intitolata "Avvertimenti ad una donzella che sta in dubbio dello stato che ha da eleggere”. Ecco cosa disse Sant'Alfonso a quel ragazzo: “Ho detto monastero di osservanza, perché se voleste entrare in qualche altro, dove si vive alla larga, è meglio che restiate in casa vostra, ed attendiate ivi a salvarvi l'anima, come meglio potrete; poiché, entrando in una comunità ove è rilassato lo spirito, vi metterete in pericolo di perdervi. Quantunque vi entraste con risoluzione di dedicarvi all'orazione, e di pensare solo a Dio; ciononostante, trascinato poi dai cattivi esempi dei compagni, e vedendovi inoltre deriso ed anche perseguitato, se non vorrete vivere a modo loro, lascerete tutte le vostre devozioni, e farete come fanno gli altri, secondo l'esperienza che se ne vede.”

Purtroppo molti fedeli ignorano gli scritti di Sant'Alfonso, e quando gli si mostrano i testi, si limitano a rispondere che oggi i tempi sono cambiati e trovano altre scuse di questo genere. Per convertire costoro non ci rimane che pregare e fare penitenza. Ti saluto cordialmente e ti incoraggio a continuare il tuo percorso di discernimento vocazionale.

In Cordibus Jesu et Mariae,
Cordialiter

venerdì 28 novembre 2014

Scrivere a una suora di clausura

Quando una persona si sente attrarre da Dio alla vita consacrata deve cercare di evitare di confidarsi con amici e parenti su questo argomento, perché le persone del mondo fanno fatica a comprendere questi discorsi, e spesso tentano di dissuadere coloro che vogliono donare la propria vita al Signore abbracciando la vita religiosa.

Le donne che si sentono attrarre alla vita contemplativa,  e desiderano confidarsi con una suora di clausura, possono scrivere alle Carmelitane del monastero di Cerreto di Sorano (Grosseto). Potete contattarle anche solo per chiedere di pregare per voi. Le monache saranno felici di rispondere alle vostre e-mail. Ecco il loro indirizzo:   carmelitane@gmail.com

Dobbiamo pensare a salvarci l'anima!

Ho rielaborato per renderne più agevole la lettura, alcune belle meditazioni del mio amatissimo Sant'Alfonso Maria de Liguori. Ecco a voi delle belle riflessioni sull'eternità e sul pellegrinaggio terreno.

Sant'Agostino definiva il pensiero dell'eternità come "magna cogitatio", ossia il gran pensiero. Questo pensiero ai santi ha fatto comprendere che tutti i tesori e le grandezze di questa terra non sono altro che paglia, fango, fumo e sterco. Questo pensiero ha convinto tanti giovani, anche nobili, re e imperatori ad entrare in convento. Questo pensiero ha dato coraggio a tanti martiri di sopportare gli atroci tormenti della morte anziché tradire Dio.

No, non siamo stati creati per questa terra; il fine per cui Dio ci ha posti nel mondo è di farci meritare la vita eterna con le buone opere. A tal proposito Sant'Eucherio diceva che l'unico affare di cui dobbiamo avere premura in questa vita è l'eternità, cioè di guadagnare l'eternità felice del paradiso e di evitare quella infelice dell'inferno: Negotium, pro quo contendimus, aeternitas est. Se ci salveremo saremo per sempre felici, se ci danneremo saremo per sempre infelici.

La fede è ciò che fa vivere i giusti in grazia di Dio e che dà vita alle anime, distaccando i cuori dagli affetti terreni e ricordando loro i beni eterni che Dio propone a coloro che l'amano. Per vincere le passioni e le tentazioni bisogna che spesso ravviviamo la fede, dicendo: Credo vitam aeternam, credo che dopo questa vita la quale presto per me finirà, vi è la vita eterna, o ripiena di gioie o ripiena di sofferenze, che mi toccherà secondo i meriti o demeriti miei. Santa Teresa ripeteva alle sue discepole: "Figlie, un'anima, un'eternità!", volendo dire: figlie, abbiamo un'anima; perduta questa, è perduto tutto; e perduta una volta è perduta per sempre. Insomma dall'ultimo istante di vita su questa terra dipende l'essere per sempre felici o per sempre disperati.

Un pensiero di viva fede circa l'eternità che ci aspetta può farci santi. Scrive San Gregorio che coloro che pensano all'eternità non si inorgogliscono nelle vicende prospere né si abbattono nelle avverse; poiché non desiderando nulla di questo mondo, di nulla temono. Quando ci tocca di patire qualche infermità o persecuzione ricordiamoci dell'inferno; facendo così ci sembrerà leggera ogni croce e ringrazieremo il Signore di non averci fatto morire quando stavamo in peccato mortale.

Mentre siamo in questa vita siamo pellegrini che vagano per la terra, lontani dalla nostra vera patria, il cielo, dove il Signore ci aspetta a godere eternamente la sua bella faccia: Dum sumus in corpore, peregrinamur a Domino, scrive l'Apostolo. Se dunque amiamo Dio, dobbiamo avere un continuo desiderio di uscire da questo esilio e di andare a vederlo. Questo desiderio era quel che sospirava sempre San Paolo.

Non c'è da meravigliarsi se i malvagi vorrebbero vivere sempre in questo mondo, poiché temono di passare dalle pene di questa vita alle pene eterne ed assai più terribili dell'inferno; ma chi ama Dio ed ha una moral certezza di stare in grazia, come può desiderare di continuare a vivere in questa valle di lacrime, in continue amarezze, angustie di coscienza, e pericoli di dannarsi? e come può non sospirare di andar presto ad unirsi con Dio nell'eternità beata, ove non c'è più pericolo di perderlo?

E quando siamo afflitti dai travagli o veniamo vilipesi dal mondo, consoliamoci con la gran mercede che apparecchia Dio a chi patisce per suo amore. Dice San Cipriano che il Signore vuole che gioiamo nei travagli e nelle persecuzioni, perché in quelle occasioni si provano i veri soldati di Dio e si distribuiscono le corone a coloro che sono fedeli: Gaudere et exultare nos voluit in persecutione Dominus, quia tunc dantur coronae fidei, tunc probantur milites Dei.

Ecco, sono pronto ad ogni croce che mi invierà il Signore. No, non voglio delizie e piaceri in questa vita; non merita piaceri chi ha offeso Dio. Sono pronto a patire tutte le infermità e traversie che mi colpiranno, son pronto ad abbracciare tutti i disprezzi degli uomini. Sono contento, se così piace a Gesù, che io venga privato di tutti i sollievi corporali e spirituali, purché non venga separato dall'amore di Dio. Ciò non lo merito, ma lo spero da quel sangue che il Redentore ha sparso per me. Voglio amare per sempre Dio, mio amore, mio tutto. Io vivrò in eterno ed in eterno lo amerò, come spero, e il mio paradiso sarà godere del suo gaudio infinito e lodare la sua infinita misericordia.

giovedì 27 novembre 2014

Discernimento vocazionale con le Servidoras

INVITO per le RAGAZZE: da Venerdì 5 a Lunedì 8 dicembre 2014, le ragazze desiderose di conoscere la spiritualità e lo stile di vita gioiosamente cristiano delle Servidoras, per fare un discernimento vocazionale con loro, possono trascorrere alcuni giorni nel loro Convento di Tuscania (VT) - Largo del Monastero 3. 

Durante quei giorni si farà vita comunitaria con le suore, preghiera, catechesi e apostolato.

Inoltre domenica 7 dicembre si parteciperà alla S. Messa celebrata dal Vescovo Mons. Lino Fumagalli, durante la quale 6 novizie riceveranno l'abito religioso. Per informazioni scrivere al seguente indirizzo:  vocazione@servidoras.org



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Non tradire la vocazione

Mi ha colpito molto la storia di una lettrice del blog, la quale era entrata in un monastero di clausura di stretta osservanza, ed era felicissima e piena di gioia interiore. Tuttavia, a causa di forti pressioni ricevute dai parenti, è tornata nel mondo, dove ha trovato un fidanzato e ha tutto ciò che si può desiderare materialmente, però mi ha confidato di sentirsi triste ed infelice. Sente nostalgia del monastero, ma ha paura che abbandonando nuovamente il mondo potrebbe far soffrire i familiari e il suo fidanzato. Bisognerebbe pregare tanto per questa nostra sorella nella fede. 

Le rivolgo una “lettera aperta”:

Carissima sorella in Cristo,
                                         capisco le ragioni che ti spingono a sforzarti a restare nel mondo. Se da un certo punto di vista comprendo il tuo non voler far soffrire le persone a cui vuoi bene, da un altro punto di vista ti chiedo di riflettere attentamente su ciò che sto per dirti. Io non so esattamente qual è la volontà di Dio su di te, l'unica cosa che so è che hai nostalgia del monastero, perché lì ti sentivi il cuore pieno di pace, gioia e tranquillità di coscienza. Vivere lì ti sembrava l'anticamera del paradiso, ma da quando sei tornata nel mondo la situazione interiore è cambiata radicalmente, il tuo cuore è in lacrime e ti senti triste e infelice come in un inferno. Se tu decidessi di sposarti in queste condizioni spirituali, faresti soffrire moltissimo il tuo futuro marito, il quale si accorgerebbe presto che pur vivendo con lui, il tuo cuore è rimasto nel monastero di clausura. Per lui sarà uno strazio vederti triste e infelice, e ciò sarà un tormento per il suo cuore che gli farà vivere tristemente lo stato matrimoniale, e forse dentro di sé penserà: “Era meglio se mia moglie si fosse fatta suora, almeno adesso sarei più felice io, e sarebbe più felice lei, invece di avermi rovinato la vita.”

Prova a pensare alla situazione inversa. Immagina che il tuo fidanzato sia un ex novizio che è tornato nel mondo a causa delle pressioni dei suoi familiari. Adesso è triste ed infelice perché il suo cuore è rimasto in convento, dove si sentiva realmente felice. Se tu gli vuoi veramente bene, preferiresti che rimanesse insieme a te anche se triste e infelice, oppure preferiresti che tornasse in convento, pur di sapere che lì si troverà nuovamente felice?

Dunque, io penso che coloro che ti vogliono davvero bene, pur di vederti nuovamente felice, si rassegneranno nel sapere che sei tornata in monastero. Non devi preoccuparti dei peccati che hai commesso dopo il tuo ritorno a casa, poiché sai benissimo che Dio è contento di riabbracciare il figliol prodigo che ritorna da Lui col cuore pentito e confessa umilmente i suoi peccati.

Coraggio, non ti arrendere. Io continuerò a pregare per te fin quando non saprò che ti sei arresa all'amore di Gesù buono per te.

Ti saluto cordialmente in Cristo Redentore e Maria Corredentrice.

Cordialiter