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mercoledì 23 aprile 2014

Pensare alla vocazione religiosa

Ripubblico una bella lettera vocazionale che tempo fa mi ha scritto una lettrice del blog.

Gentilissimo Cordialiter, è davvero poco che seguo il tuo blog, e per fortuna l’ho trovato! Ti scrivo perché vorrei “approfittare” della tua disponibilità per raccontarti la mia piccola storia, e anche per ricevere consigli, o qualche dritta, visto che al momento mi trovo un po’ spaesata. Ho sempre frequentato la messa, iper-impegnata in parrocchia come organista, con le mie migliaia di difetti e imperfezioni, ma soprattutto coi peccati che regolarmente commettevo e di cui puntualmente mi pentivo, salvo poi continuare a commetterli. Non ho mai pensato a consacrarmi interamente al Signore, anzi, il pensiero era ben lungi da me, volevo sposarmi, avere figli, un bel lavoro, fare carriera… avere fama, essere conosciuta, benvoluta e apprezzata da tutti. Ho 25 anni, sono laureata in psicologia e a luglio mi diplomo in pianoforte; inoltre ho un’amica d’infanzia con cui stavo progettando di trasferirmi in Toscana (io sono della provincia di...) e di trovare lavoro, iniziando così “la bella vita” lontano dai nostri genitori (che io e questa mia amica vedevamo come un impedimento alla nostra voglia di libertà). [...] Ho sempre pregato Santa Faustina Kowalska, conoscendola attraverso un librettino di una trentina di pagine, ma non mi sono mai spinta a comprare il suo Diario perché (mi dicevo) mi avrebbe spronata ad irrobustire la mia fede ancora immatura (era una cosa che percepivo dai pochissimi scritti di lei che ci sono in questo libretto), e io non volevo… Era così bella la vita rilassata e godereccia! A quante privazioni mi sarei dovuta sottomettere? A quante cose avrei dovuto rinunciare? Ad ottobre 2010 mi decisi però, e acquistai il Diario… Grazie al Diario mi sono progressivamente allontanata dal peccato e la mia vita ha piano piano assunto un senso nuovo, una luce diversa. Mi sono resa conto di tante cose, è come se Santa Faustina, con il suo modo semplice e umile di dire le cose, mi abbia spalancato gli occhi su una vita intera (la mia) vissuta ben lontana da Dio, e io che con la mia presunzione credevo di salvarmi, ero (e sono) in verità la più misera peccatrice! In fondo, cosa mi distingue da un bestemmiatore? Niente, lui offende Dio pubblicamente, io nel mio intimo… il risultato però è lo stesso. Ma soprattutto: ho capito che non basta andare in chiesa per essere perfetti cristiani...

A dicembre, pochi giorni prima del Natale, mi sono liberata di molte cose con una bella Confessione (che non facevo da tanto), e ho ricevuto l’Eucarestia per la prima volta con il cuore veramente grato per il tanto amore di Gesù, per aver perdonato ancora una volta i miei peccati. Da allora è stato un vortice crescente: dopo il Diario ho letto con un certo tedio altri libri (io amo leggere!) che mi erano stati consigliati, ma che non erano riferiti a Gesù, per cui cercai di terminarli quanto prima e passare a un’altra perla che avevo sul comodino in attesa di esser letta: “Storia di un’anima”, della piccola Teresa di Lisieux… Un altro libro che ha fatto un bene immenso alla mia anima, ma quest’ultima unitamente al mio cuore desiderava di più, così ho iniziato una lettura del Nuovo Testamento (in base a un ordine che mi è stato consigliato dal mio sacerdote per rendermi la lettura un po’ più fruibile). Caro Cordialiter, non ci crederai, ma quel che prima mi sembrava “oscuro” o “difficile” è diventato per me leggibilissimo e chiaro come il sole!! Piano piano, nel giro di questi pochi mesi, tutte le cose di questo mondo hanno assunto per me un valore differente; ho iniziato a pesare il tutto con la bilancia che adopererebbe Dio. Quanto è importante uscire truccata, coi capelli in perfetto ordine, e piena di gingilli? Quanto conta l’aspetto esteriore rispetto a quello che ho nel mio cuore? … Ho iniziato a dare un valore diverso anche alla mia laurea. […] ho iniziato a riconsiderare tutta la mia esistenza alla luce di Dio, e ho constatato che io in 25 anni ho fatto veramente poco! [...] Tre settimane orsono ero assorta nei miei pensieri quando ho avuto una specie di folgorazione: e se Dio stesse chiedendo qualcosa di più alla mia vita? Da allora ho iniziato a pensare a una possibile consacrazione. Il tempo trascorso è davvero poco, e in effetti io sono ancora in cerca di qualcuno che mi aiuti a capire se la mia è una semplice fantasia oppure è effettivamente la Volontà del Signore. Ho iniziato la lettura dell’Imitazione di Cristo di cui spesso parlava la cara Santa Teresina, ed è edificante al massimo grado. Se Dio volesse una mia consacrazione io risponderei semplicemente “Eccomi”, perché ho compreso in questi mesi che le opere compiute sulla terra, quelle che non hanno come scopo la maggior Gloria di Dio, valgono a ben poco. E’ strano: quando penso di essere risolutiva in questa mia scelta, mi prende uno strano torpore, avrei tanto bisogno di un padre spirituale a cui confidare quello che sento. Ho raccontato i miei pensieri al mio sacerdote e lui mi ha esortata a continuare a pregare, che poi la volontà di Dio si sarebbe manifestata in un modo o in un altro.

Cosa mi consigli caro Cordialiter? Di cercarmi un padre ora? Di attendere qualche mese nel frattempo continuando a pregare? Di provare direttamente con un’esperienza? Ho confidato questa cosa anche a mia madre, la quale devo dire che mi ha dato il suo appoggio morale e materiale, qualora io decidessi di consacrarmi. L’ho confidato ad alcune amiche e a un paio di zie… Ma mi rendo conto che forse se avessi taciuto, conservando (come fece la Madonna) nel mio cuore queste cose, e meditandole in silenzio, sarebbe stato meglio, ma ormai è fatta. Per ora sono in una situazione di stallo. Mi sento come potrebbe sentirsi una persona che si trova da sola in una distesa sconfinata, senza un punto di riferimento; ho notato che il diavolo mi tenta molto, specialmente di notte; i suoi assalti si fanno tenaci specialmente quando desidero essere risolutiva, mi prende un torpore terribile. Mi affido interamente a Dio e alla Madonna. Se dovessi consacrarmi, mi piacerebbe optare per un ordine rigido e per una vita contemplativa, magari anche di studio delle Sacre Scritture o di lavoro. Ho paura altrimenti che il mio carattere estroverso, portato ad inorgoglirsi e facile al riso (e forse alla buffonaggine) potrebbe nuocermi e alimentare il mio amor proprio, oltre che distrarmi, invece di mortificarmi. Però non lo so, farò la volontà di Dio, qualunque essa sia. Intanto ti saluto, scusami se mi sono dilungata!

Un abbraccio fraterno,

(lettera firmata)

martedì 22 aprile 2014

Entrare tra le suore di clausura


Tempo fa una giovane studentessa mi ha confidato di ardere dal desiderio di donarsi a Dio abbracciando la vita religiosa in un monastero delle Figlie del Cuore di Gesù.

Salve!
           Mi chiamo [...], ho 18 anni e abito a […]. Quando ho scoperto il tuo blog ne sono davvero rimasta estasiata! Non solo perché mi ha permesso di conoscere meglio alcuni ordini religiosi, ma anche perché mi ha dimostrato che i miei stessi dubbi, difficoltà e sofferenze sono vissute da tante altre persone! La mia storia è semplice. Ho sempre frequentato la parrocchia, inizialmente con più o meno convinzione, ma negli ultimi due anni pian piano il Signore ha parlato al mio cuore con più insistenza. Mi sono sentita chiamata a qualcosa di più, ma non ho capito subito cosa fosse. Quando è cominciata a maturare in me l'idea della vocazione non posso negare di essere stata un po' scettica ed anche spaventata. Temevo che fosse solo un mio desiderio, una fase dell'adolescenza. Tuttavia, ho deciso di affidarmi al Signore e Gli ho chiesto più volte di indicarmi la strada, di farmi capire la Sua Volontà perché io volevo compierla. Ho iniziato a leggere libri sui santi, come il Diario di Santa Faustina, e a conoscere meglio la mia fede. Tuttavia, benché la vocazione rimanesse una scelta che mi attirava, non capivo perché ogni volta che ci pensavo non mi sentivo a mio agio. Poi ho compreso che davo per scontato di entrare in un ordine di vita attiva, che sì era bella, ma non mi soddisfava ancora. E purtroppo avevo escluso la clausura a priori. Poi navigavo su Internet e quando sono arrivata sul tuo blog e ho letto tutte quelle testimonianze di ragazze, ho letto quelle lettere sulle Figlie del Cuore di Gesù, ho sentito dentro di me un desiderio così forte, una spinta così intensa, una gioia indescrivibile! Davvero ne sono stata travolta! Ho capito la grandezza della vita monastica e anch'io voglio amare Gesù per quelli che non Lo amano. È come se si fosse accesa finalmente una luce dentro di me. E adesso medito sulla possibilità di un'esperienza di una settimana in monastero. Ovviamente dovrei aspettare l'estate inoltrata a causa dell'esame di Stato. Tuttavia non so come proporre tutto questo ai miei genitori. Loro non penso che sospettino neanche lontanamente che io possa avere la vocazione, figuriamoci parlare di clausura! Mio padre poi non crede neanche. Non vorrei, però, che il loro parere mi influenzasse negativamente. Ti chiedo quindi: come comportarsi in questi casi? So che l'aiuto di un direttore spirituale sarebbe fondamentale, ma non riesco a trovarne uno adatto, anche se ammetto di non conoscere molti sacerdoti. Davvero prego il Signore perché mi conceda un altro po' di luce per comprendere ciò che ancora non ho capito, coraggio per affrontare ciò che mi preoccupa, fede per fare sempre e comunque la Sua Volontà.

Grazie mille per la tua disponibilità!
(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                    la tua lettera mi ha riempito di gioia, grazie! È sempre bello quando vengo a sapere che qualcuno vuole donarsi a Gesù buono abbracciando la vita religiosa, ma il sapere che ti senti attrarre dalla spiritualità delle “Figlie del Cuore di Gesù” mi rende particolarmente felice. Anche io apprezzo tantissimo il carisma della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, l'eroica Fondatrice della loro benemerita Congregazione. La vita religiosa, quando viene vissuta in maniera fervorosa e osservante, è semplicemente splendida, per questo motivo considero la vocazione un dono dal valore inestimabile. La vita contemplativa in clausura ha un fascino particolare, è davvero meravigliosa! Quando andrai a Venezia per fare un'esperienza vocazionale vedrai che non sto esagerando. Ti sembrerà di stare in un'oasi di pace, il silenzio faciliterà il raccoglimento interiore, vivrai continuamente alla presenza di Dio, cioè sempre col cuore rivolto a Lui, potrai riflettere sul vero senso della vita che consiste nell'amare Dio e nel salvarsi l'anima, potrai adorare il Santissimo Sacramento per ore, potrai avere edificanti colloqui spirituali con le altre suore, potrai immergerti nella preghiera e dedicarti ampiamente all'orazione mentale, che è la fornace ardente che accende i cuori di amore per Dio. Sono contento che hai compreso l'importanza della missione delle suore di clausura, le quali con le loro preghiere e penitenze ottengono dal Signore numerose grazie a beneficio del genere umano. Chissà quante anime ogni giorno si convertono proprio grazie alle preghiere delle claustrali! Se ci fossero più monasteri, il mondo sarebbe certamente migliore!

Se non l'hai già fatto, ti consiglio di scrivere un'e-mail alle Figlie del Cuore di Gesù per chiedere a queste fervorose suore di pregare per te affinché tu possa perseverare nel cammino vocazionale. Inoltre potrai chiedere di farti spedire la biografia della loro Fondatrice e i suoi bellissimi scritti spirituali. Hai fatto bene a non parlare con amici e parenti di vocazione alla vita monastica. Diceva Sant'Alfonso Maria de Liguori che spesso i parenti sono i peggiori nemici della vocazione. In effetti non di rado i familiari tentano di scoraggiare coloro che vogliono abbracciare la vita religiosa, soprattutto quando si tratta di entrare in un monastero di clausura. Per molte persone del mondo è una cosa assurda e senza senso diventare religiosi. Purtroppo, loro hanno una visione materialista della vita, pensano solo ad arricchirsi, divertirsi, ballare, mangiare, andare a spasso e dedicarsi a tutte le vanità del mondo. Mi dispiace tanto che non riescono a capire che noi siamo solo di passaggio per breve tempo su questa terra, il nostro scopo principale è di conoscere, amare e servire Dio, impegnandoci al massimo per salvarci l'anima osservando la Legge del Signore. Quindi ti conviene continuare ad avere la massima riservatezza sul tema della vocazione, onde evitare che qualcuno possa tentare di ostacolarti. Ti ricordo che essendo maggiorenne sei assolutamente libera di eleggere qualsiasi stato di vita al quale ti senti chiamata. Santa Chiara, San Tommaso d'Aquino e tanti altri santi, subirono la forte opposizione dei parenti, ma non si arresero, preferirono obbedire alla chiamata di Dio, anziché cedere alle pretese dei familiari. 

Ecco i consigli che ti do. Mettiti subito in contatto con le suore, e oltre a chiedere di pregare per te, digli che in estate vorresti fare un'esperienza vocazionale in monastero. Resta in contatto con loro, cercheranno di incoraggiarti ad adempiere alla vocazione e ti daranno buoni consigli. Appena finirai gli esami di Stato, dirai ai tuoi genitori che hai bisogno di riposarti dopo aver studiato per molti mesi, e che a tal proposito hai prenotato una settimana di soggiorno presso delle suore di Venezia, così potrai avere un po' di relax senza spendere troppo (dovrai pagare solo il biglietto del treno e del traghetto, si tratta di pochi euro), visto che avrai vitto e alloggio gratis. Potresti anche dire che vai lì per fare un ritiro spirituale per ritemprare lo spirito. Non è una menzogna, perché un'esperienza vocazionale è anche una sorta di ritiro spirituale. Anche la storia della “settimana di relax” non è una menzogna, perché in effetti vivere in monastero è riposante. Se loro dovessero domandarti se vuoi farti suora, puoi rispondere in maniera generica ed evasiva, ad esempio: “Per farsi suora bisogna essere buona, ed io mi considero una peccatrice. Non sono degna di fare la suora”. Oppure puoi dire così: “La vita religiosa richiede molte rinunce e sacrifici, ed io sono una pigrona, come posso fare la suora?” Con queste risposte evasive riuscirai a depistare i loro sospetti. Ad esempio se dirai che non ti senti degna di diventare suora, i tuoi parenti penseranno che non sei adatta per entrare in monastero, mentre noi in realtà sappiamo che Gesù non dona la vocazione in base ai meriti delle persone, ma solo per puro amore, e quindi può chiamare chiunque.

Per quanto riguarda la guida spirituale, è davvero molto difficile trovarne una davvero idonea per tale scopo. I manuali di ascetica affermano che la guida deve ispirare fiducia, altrimenti la direzione è inutile, poiché se un padre spirituale non ispira fiducia sarà impossibile aprirgli il cuore. Il dotto Padre Adolfo Tanquerey insegna nel suo “Compendio di ascetica e mistica” che se un fedele per un motivo o per l'altro non riesce a trovare una guida spirituale, ci pensa il Signore a guidare la sua anima, ad esempio tramite le buone letture spirituali e i lumi interiori. Comunque, prega lo Spirito Santo di farti trovare un buon direttore spirituale. Forse lo troverai solo dopo aver abbracciato la vita consacrata, come capitò a Santa Faustina.

Non vedo l'ora che tu vada in monastero per fare un'esperienza vocazionale, sarei felicissimo se ricevessi la conferma che Gesù ti ha scelto per divenire sua casta sposa! Le suore fervorose sono le donne più felici che ho conosciuto nella mia vita. Se entrerai in monastero potrai fare una vita angelica già su questa terra, in attesa di raggiungere il tuo Sposo per le nozze eterne in Cielo. Così spero, così sia!

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter
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Le donne che desiderano fare un'esperienza vocazionale nel monastero di clausura delle "Figlie del Cuore di Gesù" di Venezia o in quello di Roma, possono contattare queste suore scrivendo al loro indirizzo e-mail: bmariave@alice.it

lunedì 21 aprile 2014

Testimonianza di una studentessa universitaria

Ripubblico una bella testimonianza di una ragazza.

Caro Cordialiter,
                         sono una giovane emiliana che presto andrà per la prima volta in pellegrinaggio a Lourdes con l'UNITALSI.

Ti scrivo perché voglio raccontarti la mia storia, ma soprattutto chiederti consiglio. Ho grande attesa nei confronti di questo pellegrinaggio. Il motivo è semplicissimo: sin d'ora mi ha dato la possibilità di aprirmi a Dio molto più rispetto a quanto non avessi mai fatto prima. Nell'irrequietezza dei miei 22 anni e del mio carattere, non pretendo certo di capire tutto subito, ma mai avevo sentito così forte la voce di Dio. Cosa voglia da me ancora non lo so... è passata solo una settimana da quando ho visto concretizzarsi la mia partenza e da allora più pregavo e più avevo voglia di farlo. Certo subito la preghiera era dovuta alla necessità di chiedere umilmente al Signore di farmi svolgere al meglio il servizio, con obbedienza e umiltà, ma soprattutto desideravo chiedergli un colloquio vivido e deciso in quel pellegrinaggio così che potesse essere per me trampolino di lancio verso Lui.

Desidero fortemente che quest'esperienza mi travolga e mi lasci innamorata di Cristo, così per prepararmi al meglio ho pensato di scegliere come maestra S. Teresa di Gesù Bambino [...]. Non avrei mai immaginato di scoprirmi così, senza fiato, trafelata nella ricerca di Lui, attraverso la liturgia delle ore, la meditazione delle letture del giorno, gli scritti dei santi. In fin dei conti non potevo scegliere maestra migliore, la quale, assieme alla sua precorritrice, Santa Teresa d'Avila, mi hanno davvero infiammato il cuore. Senza rendermi conto mi sono ritrovata a sfogliare siti di monasteri osservanti, soprattutto carmelitani, e poi, beh...mi sono imbattuta anche nel tuo sito.

Grazie, grazie per questa opportunità di conoscenza che in questo modo gratuito e disinteressato mi hai offerto; grazie per la disponibilità a leggere questa mia. Mi rendo conto che i miei passi sono ancora molto incerti e altalenanti, ma non posso non "ardere d'Amore" tanto la Sua Bellezza mi consuma, mi sembra proprio di aver trovato il mio tesoro [...]. Già da tempo mi ripromettevo, e poi provavo, e poi a fatica tentavo di avvicinarmi sempre più a Cristo, ma non ero mai stata troppo perseverante. Non so quale sarà la mia vocazione, ho ancora tanto da ascoltare la sottile voce, che parla così piano a volte, di Abba Padre; ma soprattutto ho ancora tanto spazio da fare a suon di lacrime di commozione nel mio cuore, per poter poi ospitare quel Gentile e Grande ospite che è Gesù. E quindi il mio tormento diventa proprio questo: quale strada vuole che io percorra, il Signore?

[…] Troppe anime credo si scontrino in me: il fascino dell'abitare nella sua casa per sempre, in totale sua contemplazione opposto al dinamismo e al vigore di un servizio caritatevole in una casa di carità opposto ancora al desiderio di voler trasmettere e educare i miei piccoli fratelli. [...] Certo il ricordo di quel che mi disse quella suora tanto tempo fa mi è sempre stato presente, soprattutto nei momenti spirituali più intensi...ma la prospettiva della vocazione religiosa non era mai stata così vivida, visto tutte le cose alle quali avevo avviato la mia vita.

Non ho ancora parlato con nessuno di questo, penso di volerlo custodire ancora un po', anche se presto, almeno col mio caro Don dovrò farlo. Cosa mi consigliate? Come mi suggerite di agire?

[…] Per ora non vedo l'ora di arrivare a Cristo per mezzo del servizio, della preghiera, ma soprattutto tramite l'Immacolata. Lourdes arrivo!!

Ancora grazie, grazie per avervi potuto scrivere

affettuosamente,
(lettera firmata)

domenica 20 aprile 2014

Colpita dalla gioia di una novizia

Ripubblico una specie di intervista che mi rilasciò un'ex monaca di clausura.

Quando e come hai cominciato a sentire la vocazione religiosa?

La vocazione è nata nel periodo dell'adolescenza quando, frequentando il Liceo Artistico, sono andata in gita scolastica ad Assisi; era l’anno 1988 e in quel periodo stavamo studiando gli affreschi di Giotto, Cimabue, Lorenzetti... La mia insegnate di storia dell'arte conosceva una monaca clarissa in quella meravigliosa cittadina ed invitò ad incontrarla gli studenti che lo desideravano. Io non frequentavo più la Chiesa dai tempi del catechismo, però accettai la proposta. Eravamo una trentina di giovani curiosi che non avevano mai visto una monaca di clausura. C’è stato questo incontro nel parlatorio, abbiamo visto una giovane novizia che ci ha raccontato un po' la sua vita, quello che faceva, perché era lì… Io, sinceramente, non ricordo nulla di quello che ha detto, però la cosa che mi è rimasta impressa è stata la sua GIOIA; il vederla così felice, così luminosa, così piena di pace mi ha sconvolta perché, pur credendo di essere felice, quel giorno mi resi conto che non lo ero. Da quell'incontro è iniziato un cammino che è durato quattro anni. Tornata a casa constatai che pensavo sempre più spesso all’incontro che avevo fatto: avevo nostalgia di quella gioia che avevo incontrato e volevo essere felice anch'io. Il mio ragionamento era semplice: “Vorrei essere felice come quella sorella, ma per essere felice come lei devo essere come lei, quindi devo essere clarissa anch’io”. Ed è così che dopo due anni sono ritornata. Ho incontrato la Madre e le ho detto: “Madre, vorrei venire qui perché vorrei essere come Gesù, vorrei essere felice”. Così è cominciato il cammino.

Per i mondani è assurdo rinchiudersi in un monastero di clausura. A te invece che cos’è che ti affascinava tanto della vita claustrale?

All’inizio del mio cammino monastico la scelta è stata spontanea: ero entrata in clausura perché avevo trovato Dio attraverso quella comunità, e quindi tutto era meraviglioso. Poi c’è stato un momento nel mio cammino nel quale mi sono posta le stesse domande: “Ma cosa ci faccio qua dentro? Perché sto chiusa qui? Potrei andare con le suore di Madre Teresa, fare del bene, aiutare i poveri…”. E allora c’è stata una parola del Vangelo di Marco, al capitolo 14, che mi ha colpita molto: “I poveri li avrete sempre con voi, ma non sempre avrete Me.” E mi sono detta: Ma a Gesù chi ci pensa? E poi noi cosa ci crediamo di essere? Dio non ha bisogno di noi, siamo noi che abbiamo bisogno di Lui. E mi sono detta anche che la prima che ha bisogno, la prima povera SONO IO, e che ho tutto da ricevere da Dio, e che se io sono piena di Dio anche il mondo ne guadagnerà. E se è vera quella parola di Gesù: “Qualunque cosa avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a Me”, allora è vero anche il contrario: “Qualunque cosa avete fatto a Me, l’avete fatto a loro.”

Se tu avessi una figlia maggiorenne attratta dalla vita monastica, saresti felice se diventasse sposa di Gesù Cristo?

Lo sarei senz’altro, a patto che vivesse questa vocazione nella verità. Nella verità personale prima di tutto e in secondo luogo nella verità comunitaria. In questa, come in tutte le vocazioni (compresa quella matrimoniale) bisogna vagliare attentamente le motivazioni che ci spingono ad abbracciare uno stato di vita e far sì che queste motivazioni rimangano pure. Non si entra in clausura perché non si trova lavoro o il fidanzato oppure perché si ha una bassa stima di sé e ci si vuol nascondere dal mondo intero… Al contrario, i monaci sono gli esseri più esposti del mondo tant’è che Gesù stesso li paragona alla luce. Se poi si sceglie di vivere la vocazione monastica all’interno di una comunità, è importante che questa sia una VERA scuola di spiritualità e di vita.

Ci sono alcune lettrici del blog che sono incerte sullo stato di vita da eleggere. Che consigli vorresti dare a tal proposito?

La prima cosa che mi viene da dire è che non siamo noi ad “eleggere” uno stato di vita ma è Gesù che elegge noi. È una chiamata. La mia esperienza mi dice poi che la cosa fondamentale in questo momento così delicato è saper ASCOLTARE: bisogna chiudere gli occhi ed entrare nel più profondo di se stessi per capire e discernere le proprie emozioni. So che spesso sono contrastanti ma sappiate che solo la scelta giusta dà una PACE profonda e durevole nel tempo, nonostante le varie lotte e difficoltà da affrontare. Lo ribadisco: l’ago della bussola è e sarà sempre la PACE interiore. Ai più giovani – ma è buona cosa per tutti – consiglio anche di confrontarsi con una guida spirituale saggia e illuminata: è uno dei doni più preziosi che Dio possa farci!

sabato 19 aprile 2014

Devozione Eucaristica

Ripubblico alcune parti di alcune lettere che mi ha scritto una gentile lettrice dell'Europa dell'est.

Ciao D.,
               non ho ancora finito di leggere “Storia di un'anima”, sono ancora al capitolo del viaggio che Santa Teresina ha fatto a Roma. Non ho tanto tempo per leggere durante la settimana di lavoro. È stata proprio una settimana molto faticosa, e non sono ancora riuscita a sentire le meditazioni audio di Sant'Alfonso, perché devo essere riposata per potermi concentrare; non voglio sentirle distrattamente. Voglio "mangiare" tutta la buona lettura che mi può nutrire l'anima e insegnarmi a vivere meglio nell'amore di Dio. Ho cercato su internet questa settimana, ma non trovo nessun libro di Sant'Alfonso in rumeno. Capisco l'italiano, non c'è problema, ma non è lo stesso che leggere nella propria lingua. Poi ho letto sul tuo blog che una ragazza ha letto il diario di Santa Faustina. Ho trovato il libro nella mia lingua e l'ho comprato. Sono 600 pagine, ma dopo che finirò “Storia di un'anima”, comincerò a leggerlo. Sono curiosa di sapere come hanno scoperto questi santi la loro vocazione, come hanno scelto di dire “Sì”, che difficoltà hanno avuto, che tentazioni, ecc. Il diario di una santa o di un santo è il modo migliore di conoscerlo. Ho visto anche qualche film religioso e mi rendo conto dell'importanza che aveva l'Eucaristia cento anni fa. Che preparazione facevano i ragazzi e le ragazze per ricevere Gesù, che sentimento di desiderio nel loro cuore... e che privilegio per loro ricevere Cristo nella Santa Comunione in occasione delle grandi feste. E noi... che abbiamo la possibilità di riceverLo ogni giorno... come viviamo questo momento? Con un fuoco dentro il cuore che desidera ed aspetta Gesù, o è solo un'abitudine? […] E poi ci sono tante persone che vanno in chiesa e pregano alle statue o alle icone e si dimenticano di guardare al tabernacolo, dove c'è Gesù che ci aspetta. […] Non mi ricordo dove l'ho letto, ma c'era una persona che andava ogni giorno in chiesa e guardava il tabernacolo, senza dire niente. Qualcuno gli ha domandato cosa stesse facendo e lui ha risposto: “Io lo guardo e Lui mi guarda”. Che semplice risposta, piena di fede. È vero, dobbiamo essere più consapevoli della Sua presenza nella nostra vita. Adesso io cerco di ricordarmi di fare la preghiera prima di mangiare. Immaginando che Lui mi sta vicino e aspetta che io gli chieda di benedire ciò che Lui mi ha dato con tanto amore. Tanti pensieri...

Senti tu qualcosa... diciamo, chi cerca su googIe la parola “vocazione”, significa che vuole sapere che cos'è. Così ti ho trovato... per adesso non so qual'è la mia vocazione e cerco di crescere nella fede, di migliorare il mio tempo di preghiera e di conoscere meglio Gesù, poi... chi lo sa? […] Penso di aprire un blog in rumeno simile al tuo... perché se vuoi sapere qualcosa della vocazione nella mia lingua, non trovi quasi niente. Sono indecisa, è una grande responsabilità.

Grazie per il tuo saluto. [...] Sono stata un po' dura con te nella prima lettera. ;)

Dio ti benedica con il suo amore infinito!
(lettera firmata)


Carissima sorella in Cristo,
                                               mi fa piacere ricevere lettere anche dall'estero, perché ciò è un segno dell'universalità della Chiesa. Anche se viviamo lontano e in Stati diversi, tuttavia siamo spiritualmente uniti nel comune amore per la Santissima Trinità. Dirò di più, siamo uniti nello stesso Corpo Mistico di Cristo che è la Chiesa Cattolica. Dunque quando vi chiamo “fratelli” o “sorelle” non è un'esagerazione, è una verità soprannaturale che capiremo bene quando ci incontreremo nella Patria Celeste, dove uniti in santa carità fraterna potremo amare Dio per tutta l'eternità. Sono contento che ti nutri spiritualmente di buone letture. Sì, mi ricordo che una ragazza italiana mi ha scritto che sta leggendo il diario di Santa Faustina, sono certo che entrambe otterrete molto profitto spirituale con questa lettura incentrata sulla “Divina Misericordia”.

Ti ringrazio per i profondi pensieri che mi hai scritto su Gesù Eucaristico Amore. Ogni Ostia conserva le apparenze del pane, ma la sua sostanza è tutto il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità di Gesù Cristo, nostro Dio. Che bello sapere che Dio arde d'amore in attesa di unirsi in comunione con noi! Se deciderai di aprire un sito vocazionale in rumeno, potresti tradurre i post del mio blog nella tua lingua. In Romania ci sono tante vocazioni, sarebbe bello poter aiutare queste persone che vogliono documentarsi sulla vita religiosa ma non sanno dove trovare informazioni. Spero che il Signore ti faccia comprendere se è Sua volontà che nasca il blog vocazionale in lingua rumena. Prego lo Spirito Santo di illuminarti affinché tu possa capire qual'è lo stato di vita che la Santissima Trinità desidera che tu elegga. Santa Teresina pregava il Signore di donare la vocazione religiosa anche a sua sorella Celina, e io farò lo stesso con te che mi sei sorella nella fede. Purtroppo, però, le mie preghiere sono molto più fredde di quelle dell'eroica Carmelitana di Lisieux. Ma per essere esaudito mi rivolgerò alla Mediatrice di tutte le grazie, che è onnipotente per grazia, perché le sue richieste a Gesù sono sempre accordate.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria.

Cordialiter

venerdì 18 aprile 2014

Passione di Gesù

Una ragazza partecipò più per curiosità che per devozione alla Messa “in Coena Domini” del giovedì santo. Nella tarda serata tornò in chiesa per l'adorazione eucaristica. Pensò alle ultime ore di Gesù buono su questa terra, quando Egli, pur essendo Dio, si umiliò nel lavare i piedi ai suoi Apostoli, ed istituì il Sacramento dell'Eucaristia per poter fare comunione con gli esseri umani sino alla fine del mondo. Pensò anche alla sua agonia nell'orto del Getsemani, ma ciò che la colpì maggiormente fu il pensiero che Gesù aveva patito tutte quelle sofferenze per lei, per espiare al suo posto le pene meritate dai suoi peccati. Il giorno seguente meditò sulle atroci sofferenze del Redentore nel giorno della sua morte in croce. Pensare che Gesù buono si sarebbe lasciato giustiziare innocentemente per salvare anche lei sola, la fece piangere di tenera compunzione. Sentiva di essere amata in modo ineffabile da un Dio così buono e misericordioso, e nello stesso tempo sentiva che a causare la dolorosa Passione di Cristo furono anche i suoi peccati. Da quel giorno cominciò a meditare anche sulla vocazione, aveva 17 anni ed era studentessa di ragioneria. Cominciò a seguire la Messa ogni giorno, e fece amicizia con un'altra ragazza che frequentava quotidianamente la chiesa. Diplomatasi in ragioneria, si iscrisse ad economia e commercio, ma un giorno la sua amica la invitò alla professione religiosa di sua sorella, la quale era entrata tra le Suore Francescane dell'Immacolata, ordine religioso di stretta osservanza fondato da Padre Stefano Maria Manelli. Quando vide queste giovani suore, rimase incantata dalla luce quasi magnetica che emanavano i loro volti. Erano persone piene di gioia interiore, e questa gioia traspariva sui loro volti, una gioia che non si trova sulle facce delle persone mondane, anche se immerse nei divertimenti sfrenati del secolo. La gioia delle suore era una gioia vera. Così quella studentessa decise di fare un ritiro di alcuni giorni presso un convento delle Francescane dell'Immacolata. Fu un'esperienza straordinaria, le sembrava di stare in paradiso. Lì ebbe la conferma che la sua era vera vocazione. Finalmente aveva trovato la risposta a tutti i suoi interrogativi, ma soprattutto aveva trovato la pace interiore. Tornata a casa per sbrigare le ultime faccende, parlò della vocazione alla sua famiglia solo qualche settimana prima della partenza definitiva. Il 2 agosto successivo, nella festa della Madonna degli Angeli, entrò in convento dando l'addio al mondo e a tutte le sue vanità che non possono rendere felice il cuore umano. Nel silenzio della sua povera cella, piena di letizia spirituale, poteva finalmente ringraziare la Madonna Mediatrice di tutte le grazie per averle dispensato la grazia della vocazione religiosa, facendola così diventare sposa di Gesù Cristo.

giovedì 17 aprile 2014

Giovani vocazioni

Lettera di una giovane ragazza desiderosa di fare un'esperienza vocazionale in qualche ordine religioso di "stretta osservanza"...

Salve,
          mi chiamo [...], ho 22 anni, Le scrivo dalla provincia di [...] e Le faccio i miei complimenti per il suo bellissimo blog, che immagino sia graditissimo a Nostro Signore.

Scrivo a Lei, come tante altre ragazze, per avere un aiuto e un'indicazione sull'istituto religioso in cui entrare a far parte. Su di me posso darLe poche ma precise indicazioni: sono pronta a lasciare tutto e tutti per unirmi completamente e definitivamente a Colui che mi vuole sua sposa. In realtà, ho già abbandonato da tempo la quasi totalità delle cose del mondo, posso dirLe che il mio non è un entusiasmo iniziale ma è una scelta frutto di un lungo cammino. […] Non ho altri al mondo che Lui, e Lo benedico perché è così. Desidero tanto fare una vera esperienza vocazionale: ho letto che nel suo blog parla di istituti di “stretta osservanza", di istituti seri, e non dallo spirito rilassato. Dunque, [...] potrebbe segnalarmi istituti di questo tipo in queste regioni?

Io comunque so che devo esser pronta ad entrare in qualsiasi istituto di vita attiva o contemplativa laddove Gesù mi voglia. Ho bisogno di stimoli continui per non addormentarmi nella fede, spero soprattutto di trovare delle consorelle pronte anche all'accoglienza delle giovani come me, considerando che sia nella preghiera che nel lavoro manuale ho davvero tanto da imparare, mi considero una grande ignorante, che però è tutta desiderosa di non dar loro fastidio ma di impegnarsi e di sottomettersi alla volontà del Signore nel servizio e nell'obbedienza alle mie superiori.

La ringrazio per la gentile attenzione che avrà nel leggere la mia mail e spero possa segnalarmi gli istituti di cui parla. Mi perdoni per il tempo che Le sottraggo.

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                  dammi pure del tu (lo preferisco). Rispondo molto volentieri alla tua lettera, poiché uno degli scopi del mio blog è appunto di far conoscere gli ordini religiosi fervorosi e di “stretta osservanza”. Purtroppo, facendo un'esperienza vocazionale in un monastero rilassato si corre il rischio di rimanere disgustati e di rinunciare alla vocazione. Sant'Alfonso diceva addirittura che è meglio restare a casa propria anziché entrare in un monastero rilassato.

Nella risposta che ti ho inviato in privato ti ho segnalato due ottimi ordini religiosi presenti nella tua regione. Il loro stile di vita gioiosamente povero, fervoroso e pieno di zelo per la salvezza delle anime riesce ad affascinare molte ragazze, e infatti sono tra le poche congregazioni italiane che hanno molte vocazioni.

Carissima in Cristo, se per caso non ti sentissi portata per questi due ordini che ti ho suggerito, non ti arrendere, infatti ci sono tanti altri ordini che posso consigliarti. Per me ogni singola vocazione religiosa ha un valore enorme, pertanto non esitare a scrivermi per avere dei chiarimenti o semplicemente per avere una parola di incoraggiamento.

Spero con tutto il cuore che Gesù voglia prenderti come sua sposa. Ma ti rendi conto? Una cosa è unirsi al Re del Cielo, altra cosa è unirsi con una povera creatura della terra. Oh, quante donne rimpiangono di aver sposato un uomo della terra!

Ti incoraggio a perseverare nel bel proposito di donare il resto della tua vita a Dio. Siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio, per poi poterlo amare in Cielo per l'eternità. Entrando in un ordine fervoroso e osservante sarà facile per te salvarti l'anima e cercare la santità, nel mondo invece ci sono tante distrazioni, dissipazioni e pericoli per l'anima. Se dovessi incontrare degli ostacoli sul percorso vocazionale, non ti arrendere, ma continua a perseverare.

Quando andrai in convento a fare un'esperienza vocazionale, non dimenticarti di pregare la Madonna per i lettori del blog, soprattutto per alcune ragazze che vorrebbero entrare in monastero ma devono superare vari ostacoli (soprattutto l'opposizione dei parenti).

Nella speranza di esserti stato di qualche utilità, approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria.

Cordialiter

mercoledì 16 aprile 2014

La pace del monastero


Una ragazza mi ha scritto una bella testimonianza sulle Benedettine di Fermo.

Finalmente sono riuscita ad approdare nel luogo dove per la prima volta ho avuto un incontro autentico con il Signore. Sto parlando del Monastero “San Giuliano” delle Benedettine di Fermo.

L’anno scorso, durante la settimana Santa ho iniziato a sentire un desiderio così forte di stare in un monastero che razionalmente non me lo sapevo spiegare. Così iniziai a informarmi su internet e telefonai ad un monastero francescano. Lasciai più di un messaggio nella segreteria telefonica però nessuno mi richiamò. Al che pensai che potevo recarmi in qualunque altro monastero e magari anche più vicino. Così lessi su un blog tra le varie esperienze, che un’oblata aveva avuto un’esperienza di accoglienza in un monastero di Fermo dove raccontava di essersi trovata molto bene e parlò anche del carisma della madre Abbadessa che l’aveva ascoltata e aiutata. Mi colpirono molto le sue parole, così mi incuriosii e pensai che era proprio il posto ideale per me. Chiamai per telefono la sera e mi dissero che avrei dovuto richiamare il giorno dopo perché avrei dovuto parlarne con la Madre. E così fu. Il giorno stesso la Madre mi disse di sì. Così feci la mia prima esperienza di accoglienza durata 4 giorni. Poi mantenni il contatto con la Madre durante tutto il tempo vissuto all'estero e al mio ritorno in Italia, e nell’arco di un anno tornai per la seconda volta, poi la terza e infine la quarta il mese scorso, dove ho assistito ai meravigliosi esercizi spirituali predicati da un pio sacerdote, le cui ricche e profonde meditazioni, sia dal punto di vista umano che teologico-filosofico,  mi hanno offerto l’opportunità di capire, approfondire, confermare alcuni concetti sull’”abitare con Gesù”, consentendomi di far crescere in me la forza ed il benessere, e fornendomi  una nuova chiave di lettura per affrontare le mie problematiche. Dopo soltanto 4 esperienze di accoglienza posso dire che il monastero delle monache benedettine è diventato per me la mia seconda casa, l’unico luogo dove riesco a sentirmi in pace, in armonia, dove riesco a riposare, dove posso essere me stessa e sentirmi accolta, amata, ascoltata, coccolata. Nel monastero ho vissuto momenti d’intensa riflessione  e meditazione nei dialoghi con la Madre Abbadessa che mi ha letto dentro e mi ha guidata facendomi scoprire che Dio è misericordioso. Poi, altra scoperta: la lectio divina individuale e condivisa, dove la Parola non è solamente teoria ma diventa prassi, ossia carità che plasma la vita quotidiana. Il monastero è il luogo scandito dalla preghiera e dal lavoro, (ma non dal semplice pregare e lavorare),  dove la preghiera viene espressa con intensa dolcezza, silenzi, parole e canti angelici gregoriani, e dove il lavoro viene vissuto con il sorriso in simbiosi con Gesù. Ogni cosa, ogni azione, ogni oggetto viene mosso unicamente dall'amore e dalla gioia (una tavola apparecchiata, i pasti squisiti, e tutti i lavori fatti a mano come il presepe, la pittura su vetro, i ceri decorativi, le icone, i rosari e le coroncine, i portafogli e le borse, le ostie, i biscotti, i vestiti battesimali e le tuniche, il modo di prendersi cura dell’orto, ecc..) e ci si chiede come può una cosa così semplice essere trasformata in qualcosa di così straordinario e meraviglioso. Ed oltre a tutto ciò che si fa quotidianamente, il monastero delle monache benedettine è a tutti gli effetti una comunità  terapeutica spirituale  dove la madre Abbadessa, dalla  carismatica autorevolezza, e  come madre spirituale, è riuscita concretamente, sospinta non solo dai precetti della sua ricca preparazione teologica e pedagogica, ma soprattutto dall'amore caritatevole che nasce e si nutre dell’amore di Cristo, a creare una vera e propria rete di aiuto esterna, in collegamento continuo con il  monastero; ogni giorno arrivano numerose mail e giungono alla porta del monastero persone che richiedono preghiere e ascolto sulle più disparate condizioni di disagio, sofferenza, disgrazia, e incredibilmente tutte le numerose richieste vengono evase. Le sorelle sono come angeli!

Ma il monastero  è  anche il luogo dove nel contempo  si vive molto il senso della fraternità, dell’armonia nei rapporti interpersonali, nell'aiuto reciproco dove centrali sono l’amore di Cristo e la gioia della sua resurrezione, manifestata non solo nell'azione quotidiana, nel lavoro e nella preghiera, ma anche attraverso momenti di convivialità, giovialità, canti. Un altro mito da sfatare: non è vero che il monastero sia un luogo avulso dalla realtà esterna. Ogni giorno si ascoltano le notizie e c’è una grande attenzione e preoccupazione per tutto ciò che accade fuori, ed ogni giorno si cala la preghiera nella realtà di tutti i bisognosi… e tutti  sappiamo quanto possa essere imprescindibile e potente la preghiera! Mai mi sarei aspettata di trovare tanta apertura al mondo esterno come in un monastero di clausura e mai mi sarei immaginata che si facessero così tante cose. Sembra che una giornata non basti mai per poter terminare tutto ciò che ci si era preposto di fare. Il monastero è stato per me il luogo che mi ha ridonato la speranza e la forza per affrontare tutte le mie problematiche diventate insostenibili, mi ha arricchita nello spirito e nel cuore, nella pace e nell'amore e mi ha permesso di  ritrovare un senso nella mia vita. È il luogo dove ho fatto i conti con il silenzio, le paure, le sofferenze, i dubbi, le delusioni, dove gli affanni si sono trasformati in gioia suscitata dalla presa di coscienza che non sono più sola, perché sono certa che Gesù non mi abbandonerà mai, qualunque sarà la mia situazione di sofferenza, così come non mi abbandonerà mai questa splendida famiglia che prega per me e si preoccupa per me! Non mi basterà una vita per poter contraccambiare tutto ciò che mi è stato donato in questo piccolo paradiso che è il Monastero delle Benedettine! 

A tutte voi ragazze che vi trovate in questo momento, e non casualmente, a leggere queste testimonianze di esperienze vissute nel monastero, o perché sentite la necessità di capire o approfondire la vostra vocazione, o per convertirvi, o per assaporare l’amore infinito, la gioia, la forza e la speranza, qualunque sia la vostra situazione, sappiate che in questo Monastero il Signore parlerà al vostro cuore attraverso la fervorosa preghiera delle monache, attraverso la lectio divina e il dialogo.

Grazie di cuore!
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Per contattare le Benedettine di Fermo, potete scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: m.benedettine @ alice.it  (scrivere l'indirizzo tutto attaccato, senza spazi).

martedì 15 aprile 2014

"Benedetto il Signore, che addestra le mie mani alla guerra"

Pubblico un post scritto da Laudem Gloriam.

Stavo usando un vecchio ferro da stiro che -non si sa per intercessione di quale santo del Carmelo, continuava misteriosamente a funzionare- sulle lenzuola, quando venne a trovarmi la Maestra di Noviziato. Il sole era alto e faceva caldo, solo un filo di vento rinfrescava l'aria afosa.

"Vedi? L'abito carmelitano ricalca quello dei Crociati. D'altronde, le origini dei Carmelitani, sul Monte Carmelo, risalgono alle Crociate, quando dei penitenti e pellegrini, iniziarono a vivere eremiticamente lì dove il Profeta Elia, nel Nome del Signore degli Eserciti, vinse i sacerdoti di Baal.", mi disse. La cappa bianca sopra l'abito come i mantelli candidi dei crociati, il soggolo come la maglia ad anelli di metallo, che stava sotto l'elmo, lo scapolare con le effiggi del Signore che si serve.. e, non per ultimo, S. Paolo quando parla dell'armatura dei credenti, cintura ai fianchi, e scudo della fede stretto sul braccio.

Mi furono particolarmente illuminanti le parole della Maestra di Noviziato, e guardai con occhi nuovi alcune cerimonie tipiche del Carmelo. Nel Coro monastico, a differenza di altri Ordini, vige una disciplina quasi "militare", lieta a fraterna, e, durante la Messa o le Ore Liturgiche, non c'è un movimento lasciato al caso, ma le due ali del coro delle monache si muovono in sincronia o a coppie durante l'uscita e l'ingresso, tanto da farmi venire in mente quegli eserciti disciplinati, che, all'ordine dei segnali della Priora (ora un tocco della sua mano sul banco, ora il dare la nota iniziale del canto, ora un'altro cenno), obbediscono secondo un ordine comune ben noto a tutte.

"Elia rispose: «Per la vita del Signore degli eserciti, alla cui presenza io sto, oggi stesso io mi presenterò a lui»" (1Re 18, 15)

Il Profeta Elia, Padre spirituale dell'Ordine del Carmelo, era alla presenza costante del Signore degli Eserciti, e questa è la vita della Carmelitana Scalza, al servizio delle Schiere del Signore, con la lancia della nuda fede, con la cotta dell'Amore ardente, in pugno il giavellotto della fiducia e dell'abbandono nel Nome del Signore.

La vita cristiana, specialmente per chi ha una vocazione particolare -non ci si illuda- è una dura battaglia: ma abbiamo un Principe, il Figlio del Re come Condottiero divino, e per vincere questa guerra che il nostro nemico ci muove costantemente, non dobbiamo nè agitare le spade, nè fremere di rabbia. L'unica vittoria sta in chi, davanti al nemico in preda all'ira, si rifugia sotto le Ali pacifiche del Principe della Pace, Gesù Cristo, e alza fiduciosa a Lui gli occhi, Lui, nostro Condottiero e Sposo, affinchè combatta Lui per noi la terribile battaglia che ci viene mossa.

Benedetto il Signore, mia roccia,
che addestra le mie mani alla guerra,
le mie dita alla battaglia,

mio alleato e mia fortezza,
mio rifugio e mio liberatore,
mio scudo in cui confido,
colui che sottomette i popoli al mio giogo.

Signore, lancia folgori e disperdili,
scaglia le tue saette e sconfiggili!

Stendi dall'alto la tua mano,
scampami e liberami dalle grandi acque!

(Sal 144)

In Cristo Vincitore,

Laudem Gloriam

lunedì 14 aprile 2014

Buoni sacerdoti in provincia di Catania


Mi ha scritto una lettrice della provincia di Catania, la quale è alla ricerca di una buona guida spirituale. Chi conosce un buon sacerdote di quella zona, può scrivermi all'indirizzo cordialiter@gmail.com

Grazie!







xzx

Vocazione monache clarisse

Qualche anno fa, su una rivista veneta è apparsa una lettera aperta di una giovane suora del monastero delle Clarisse dell'Immacolata di Creazzo in provincia di Vicenza. Con la lettera ha voluto rispondere alla domanda che molti suoi conoscenti si sono posti: perché ha abbandonato il secolo per andare a rinchiudersi in un monastero di clausura? Nel mondo era una studentessa universitaria con ottimi voti e trascorreva il tempo libero in maniera spensierata, divertendosi fino allo sfinimento. Non ci pensava neanche lontanamente ad entrare in un ordine religioso. Pur avendo tutto ciò che una ragazza della sua età potesse desiderare, sentiva un gran vuoto dentro di sé. Quello stile di vita non può certo riempire il cuore umano che, come insegna S. Agostino, è stato creato per amare Dio, ed è inquieto sin quando non riposa in Lui. La sensazione di vuoto interiore di quella ragazza era talmente deprimente che la portava anche a piangere. Un giorno, parlando con una persona spirituale comprese che la vita senza Gesù non ha alcun senso.

Fu quella la prima volta che sentì la “chiamata” del Signore. Dopo qualche tempo decise di trascorrere alcuni giorni di riflessione nel monastero di Creazzo. Rimase affascinata dall'amore, dalla dolcezza e dalla comprensione con cui venne accolta dalle Clarisse dell'Immacolata (giovane ordine religioso di stretta osservanza). Nel silenzio del monastero riuscì finalmente a trovare quella pace che tanto desiderava. Circa un anno dopo abbandonava definitivamente il mondo per entrare nella clausura e stringersi maggiormente a Dio, secondo la Regola di Santa Chiara.

Sono contento che sia entrata in un ordine religioso osservante, nel quale sarà facile per lei salvarsi l'anima. Se fosse entrata in un ordine rilassato si sarebbe messa nel grave pericolo di vivere in maniera poco edificante o addirittura di perdere la vocazione, come è avvenuto ad una ragazza che conosco personalmente, la quale non solo è uscita dal monastero, ma si è allontanata anche dalla pratica religiosa.

domenica 13 aprile 2014

Non scacciare la vocazione

Non bisogna soffocare il desiderio di abbracciare la vita religiosa; potrebbe essere la divina vocazione.

Buonasera, sono una ragazza di 22 anni, mi chiamo [...] e vivo in […]. Le scrivo perché fin da piccola ho il desiderio di diventare suora, non so il motivo di ciò, anche perché non sono molto praticante, però ho sempre questo desiderio che è come un tormento se così si può definire... cerco di soffocare questa mia ossessione ma è più forte di me e non trovo pace... non so neanche perchè le sto scrivendo, forse perché cerco delle risposte, forse perché ho bisogno solo di trovare la mia pace interiore... mi scusi per averle fatto perdere tempo... grazie


Cara sorella in Cristo,
                                  dammi pure del tu (lo preferisco). Ti ringrazio per avermi scritto; per me è una grande gioia poter essere di qualche utilità al prossimo.

Ognuno di noi su questa terra è solo di passaggio, la nostra vera Patria è il Cielo. Pertanto durante il pellegrinaggio terreno dobbiamo dimostrare a Dio che lo amiamo veramente con tutto il cuore e sopra ogni altra cosa. Noi siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio, e il nostro cuore non trova pace sin tanto che non riposa in Lui. Le cose della terra non possono saziare il nostro cuore, sono solo vanità delle vanità.

Ognuno di noi è alla ricerca della felicità, ma solo facendo la volontà del Signore è possibile riuscire a trovarla. È importante eleggere lo stato di vita che Dio ha designato per nostro bene sin dall'eternità.

Ho ricevuto tante lettere da parte di persone sposate (in maggioranza donne) che si sono pentite di non aver abbracciato la vita religiosa alla quale si sentivano chiamate in gioventù, e adesso piangono perché sentono che la vita nel mondo non era la loro vera vocazione, ma ormai quel che è fatto è fatto.
Personalmente sono convinto che le donne più felici della terra sono coloro che hanno abbracciato la vita religiosa in ordini religiosi fervorosi e osservanti. Il motivo è semplice, il loro Sposo, cioè Gesù, le consola e le dona tante gioie spirituali, le quali sono le più belle e ineffabili.

Dio ha un progetto per ciascuno di noi. Alcuni sono designati per mettere su famiglia e procreare dei futuri cittadini del Cielo (pensiamo ad esempio ai zelantissimi genitori di Santa Teresa di Lisieux), altri sono designati per rimanere celibi nel mondo (San Giuseppe Moscati), altri ancora sono designati per la vita sacerdotale e per la vita consacrata (ad esempio Sant'Alfonso Maria de Liguori e Santa Chiara d'Assisi). Ognuno deve cercare di capire la volontà di Dio su di sé, perché solo facendo la sua volontà possiamo essere davvero felici. Che cosa vuole il Signore da te? Per capire quale sia la tua vocazione, l'ideale sarebbe fare gli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola, oppure trascorrere alcuni giorni in un buon monastero (deve essere davvero buono) nel quale, raccolta nel silenzio e nella preghiera, potrai ascoltare quel che Dio dice al tuo cuore. Restando in città è difficile raccogliersi spiritualmente.

Dunque che cosa fare in concreto? Per il momento non parlare di vocazione né con i tuoi familiari (nemmeno se sono super-praticanti), né con le tue amiche, le quali potrebbero mettersi a ridere, soprattutto se sono persone neo-pagane che capiscono solo di discoteche, gossip, oroscopi, sfilate di moda, e altre vanità de genere.

Quale monastero contattare per fare qualche giorno di discernimento? Devi sceglierne uno davvero buono. E' importante questo fatto. Se tu andassi in un monastero rilassato, rischieresti di perdere la vocazione, come è accaduto ad altri. Come probabilmente ti sarai accorta da sola, molti ordini religiosi non vivono più come i loro santi fondatori, ma vivono in maniera rilassata e secolarizzata, e in genere hanno poca attrattiva sui giovani. Gli ordini religiosi fervorosi e osservanti invece affascinano col loro stile di vita autenticamente evangelico, e spesso attirano numerose vocazioni.

Adesso però la cosa più importante è ritornare a praticare la vita cristiana. Se vuoi posso fornirti gli indirizzi di alcuni buoni sacerdoti che possono aiutarti nella vita spirituale. Mi raccomando, cerca di alimentare una vera ed autentica devozione alla Madonna, e quando avrai bisogno di aiuto, non esitare a rivolgerti a Lei, la quale non abbandona mai i suoi servi fedeli. Affidati interamente alla Beata e Gloriosa Vergine Maria, che come insegnano dotti Autori (S. Bernardo di Chiaravalle, S. Alfonso Maria de Liguori, S. Massimiliano Maria Kolbe e tanti altri) è la Mediatrice di tutte le grazie, oltre che la nostra Mamma del Cielo.

Spero di esserti stato di qualche utilità, approfitto dell'occasione per porgerti i miei più fraterni saluti in Cristo Re e Maria Mediatrice,

Cordialiter

sabato 12 aprile 2014

Nutrirsi di Gesù

Ripubblico una bella lettera piena d'amore per Gesù buono...

Caro D.,
              come stai? Non so niente di te, a parte il carisma della tua anima che emerge dal blog, ma sento di avere un gran bisogno di amicizie spirituali. In questo mondo tecnologico e mirato al divertimento immediato, non è semplice trovare anime che vogliano anticipare il rapporto di amore spirituale del Paradiso già qui sulla terra. Per fortuna però, anche se rare, ci sono!

Come procede la tua Quaresima? Io sto cercando di viverla come meglio posso, impegnandomi nel correggere giorno dopo giorno i miei vizi, i miei errori e i difetti ai quali sono maggiormente incline. Tenterò di confessarmi una volta a settimana per rimanere più perfettamente nella grazia di Dio, rifiutando categoricamente di offenderLo volontariamente anche con il più piccolo gesto. In questi giorni, dopo un breve periodo di grave aridità spirituale, Gesù ha voluto portare nel mio cuore un vento di primavera che ha inebriato la mia anima, destandola dal dubbio e dal timore, irrorandola del Suo immenso amore. In certi momenti mi sembra di danzare tra le dolci note della Sua voce e vorrei trovarmi già in Paradiso a contemplarLo, ad adorarLo per l’eternità. Ma sono ancora qui sulla terra e allora mi chiedo come possa vivere nel modo migliore per farLo felice. Darei qualsiasi cosa per asciugare anche una sola lacrima dal Suo dolcissimo viso, per consolare la terribile sofferenza che gli uomini Gli infliggono con il peccato e con l’indifferenza. O quanto arde il mio cuore di questo desiderio! Quanto ancora, Gli chiedo, dovrò vedere quanto la gente ignora il Suo amore? Vedere quanto Lo ignorano subito dopo averLo ricevuto nella Santissima Eucaristia? È un pensiero che mi consuma il cuore: Lui vivo e vero, il Dio eterno e infinito, piccolo piccolo nell’Eucaristia perché ci ama troppo! Ogni giorno, prima di alzarmi dall’umiliazione delle mie ginocchia per andare a riceverLo, chiedo alla Madre Santissima di preparare il mio cuore, di fare spazio liberandolo dalle cose superflue, lasciando solo l’amore sincero che provo per Lui: non la parte egoistica che Lo cerca per interesse dell’anima, ma quella che ricerca solo il Suo piacere e la Sua consolazione. Così la dolce Mamma del Cielo lo trasforma in un caldo giaciglio in cui Lo ricevo. Non posso che riceverLo in ginocchio, ma avanzando verso l’altare penso che non sono degna neppure di raggiungerLo a testa bassa, ma piuttosto vorrei strisciare sulle ginocchia fino a Lui. Perché io sono il nulla che deve ricevere il tutto. E poi, una volta in me, esplodo d’amore. Sento tutta la Sua potenza invadermi, mentre Gli ripeto di nutrirsi del mio povero cuore, di insegnarmi ad amarLo. E sprofondo sempre più in Lui, mi perdo interamente in Lui e vorrei non dovermi mai più ritrovare! Per questo soffro tanto nel vedere le indifferenze degli uomini. Il nostro cuore è già fin troppo poco per ricambiare il Suo amore! In queste ultime settimane ho avuto nel cuore una consapevolezza: voglio essere Sua, ma temo che passerà ancora un po’ di tempo. Condivido quella che forse è una vocazione del Signore con una mia cara amica spirituale. Anche lei ha la vocazione nel cuore e le nostre strade camminano parallele. Condividiamo un passato turbolento, immerso nel peccato e nei travagli della vita. Ma siamo anche entrambe innamorate di Gesù. […] Non ho altro scopo se non quello di darmi interamente a Gesù, per sempre su questa terra e per l’eternità nel Paradiso. Ho preso la mano della Santissima Vergine e sono certa che Lei mi condurrà per la giusta via, facendomi bella per il Suo divin Figlio. […].

Un saluto fraterno in Gesù e Maria, sei nelle mie preghiere e che Dio ricolmi di benedizioni te e le tue buone opere!

(lettera firmata)

venerdì 11 aprile 2014

Esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola

Ecco le prossime date degli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio organizzati dall'Istituto del Verbo Incarnato in collaborazione con le Servidoras.

UOMINI:

2014
MAGGIO: da Giovedì 1 a Domenica 4
GIUGNO: da Giovedì 29/05 a Domenica 2



DONNE:

2014

APRILE: da Mercoledì 21 a Domenica 25
GIUGNO: dal 29 a 2 luglio
LUGLIO: da Mercoledì 9 a Domenica 13
AGOSTO: da Mercoledì 30/7 a Domenica 3

Ricordo che possono partecipare persone di tutte le età, ma sono particolarmente consigliabili a coloro che non hanno ancora eletto nessuno stato di vita. Per ricevere maggiori informazioni è possibile contattare Padre Pablo Scaloni telefonando al numero 340-7896848 oppure scrivendo all'indirizzo pabloscaloni@ive.org

Le donne possono ricevere maggiori informazioni anche scrivendo alle Servidoras all'indirizzo: esercizispirituali@servidoras.org

Il disporre l'anima a liberarsi dagli affetti disordinati, e poi il cercare di adempiere la divina volontà circa il modo di vivere per raggiungere lo scopo di salvare l'anima, queste cose secondo S. Ignazio sono da considerare “esercizi spirituali”.

Siate apostoli degli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio di Loyola, fateli conoscere ai vostri parenti ed amici! Tanta gente ha cambiato vita grazie alle meditazioni fatte durante gli esercizi ignaziani, i quali durano pochi giorni, ma possono valere un'eternità.

Vocazione e purezza

Riporto la risposta che ho inviato a una lettrice del blog.

Carissima sorella in Cristo,
                                          nella tua precedente lettera mi avevi detto che stavi passando un periodo difficile da un punto di vista spirituale, poi non ho più ricevuto tue notizie per alcune settimane. Ti confesso che durante questo periodo mi sono un po' preoccupato per te. Mi spiego meglio. Certe persone dopo la conversione vivono un periodo di fervore e desiderano fare qualsiasi cosa per piacere a Dio, anche abbracciare la vita religiosa. Poi, appena arrivano le difficoltà e le persecuzioni, si arrendono e ritornano alla vita mondana che conducevano in passato.

Sono contento di sapere che in questo periodo di difficoltà non hai tradito Gesù tornando alla vita mondana, ma hai continuato a perseverare sulla “via stretta” che conduce alla Patria Celeste. Hai fatto benissimo ad abbandonare i trucchi e gli abiti succinti. Se una ragazza è carina, non ha bisogno di usare trucchi e cosmetici vari, anzi, usandoli rischia di trasformarsi in un ridicolo clown. Se invece è bruttina, coi trucchi diventa ancora più bruttina. Una cosa del genere la diceva anche San Giovanni Crisostomo nelle sue omelie in cui esaltava la castità. Per quanto riguarda gli abiti che scoprono troppo il corpo della donna, nessuna ragazza davvero cristiana dovrebbe indossarli. Questi abiti volgari e spudorati servono solo a catturare gli sguardi impuri di persone schiave della lussuria e dell'iniquità. Al contrario, le persone che praticano la virtù della purezza disprezzano gli abiti seducenti e considerano degne di commiserazione coloro che li utilizzano. La gente deve apprezzarti per le tue qualità interiori, l'aspetto fisico è secondario. Questo discorso non vale solo per le ragazze che aspirano ad abbracciare la vita religiosa, ma vale anche per quelle che intendono sposarsi. Usando abiti provocanti si attirano corteggiatori di poca virtù, invece utilizzando abiti che rispettano il pudore, si attirano corteggiatori virtuosi che desiderano trovare una sposa seria e ricca di virtù, non una donna sfacciata e spudorata.

Alcuni pensano erroneamente che il cristianesimo sia una Religione maschilista. Ciò è falso! Il vero cristiano ha un grande rispetto della donna perché anch'essa ha un'anima creata ad immagine e somiglianza di Dio. Al contrario, la società moderna infestata dal materialismo e dall'edonismo ha ridotto la donna a un oggetto da sfruttare per fini turpi, per poi gettarlo via come uno strofinaccio usurato quando non è più utilizzabile. Una grave responsabilità della situazione attuale della società è addebitabile alle sette massoniche che tramano contro la Chiesa Cattolica che è il Corpo Mistico di Gesù Cristo. Spesso sono i massoni coi loro potenti mezzi di comunicazione sociale a depravare e corrompere i cuori sin dall'infanzia.

Un altro grave problema che affligge la Chiesa è il tradimento di coloro che pur professandosi cattolici, in realtà hanno aderito allo spirito mondano che appesta la società. Tanti cristiani seguono la mentalità relativista che domina il mondo e quindi accettano cose gravemente immorali come l'aborto, il divorzio, la contraccezione, i rapporti prematrimoniali, l'adulterio, il “matrimonio civile” tra omosessuali, l'uso della droga, ecc. Quei cattolici che coerentemente continuano a lottare contro queste cose immorali vengono ingiustamente considerati come arretrati, medievali, oscurantisti, intolleranti e fanatici fondamentalisti. Non bisogna stupirsi di ciò, infatti i veri cristiani sono sempre stati calunniati e perseguitati come fu calunniato e perseguitato Gesù Cristo quando venne sulla terra.

Come tu stessa hai notato, molti cristiani hanno aderito anche al relativismo dogmatico, pertanto credono che tutte le religioni sono uguali e negano che Gesù Cristo sia l'unico Salvatore del genere umano. L'eresia modernista col suo immanentismo sta distruggendo il senso del “soprannaturale”, dunque si è diffusa la pestilenziale idea che nega la soprannaturalità dei miracoli, non solo quelli approvati dalla Chiesa a Lourdes, ma persino quelli raccontati nella Bibbia, la quale è Parola di Dio. Il Signore non può mentire, perché è Verità infinita.

San Pio X disse che non pochi sacerdoti avevano aderito all'eresia modernista, quindi non devi stupirti più di tanto quando senti certi preti affermare cose “strane”. Noi dobbiamo restare fedeli a ciò che i Sommi Pontefici hanno sempre insegnato, pertanto se il Papa dice una cosa e un prete dice una cosa contraria, noi dobbiamo seguire l'insegnamento del successore di Pietro, il Vicario di Cristo sulla terra.

Per quanto riguarda l'elezione dello stato di vita, spero solo che tu faccia la volontà di Dio. Tuttavia, nell'autobiografia di Santa Teresa di Lisieux si legge che questa eroica carmelitana pregava affinché il Signore donasse la vocazione anche a sua sorella Celina; non voleva che il suo cuore cadesse nelle mani di qualche uomo della terra (in effetti Celina aveva qualche corteggiatore), ma alla fine entrò anche lei nel monastero di clausura. Inoltre nello stesso libro si legge che la sorella di una novizia pensava alle cose della terra, ma Santa Teresina e la novizia si misero d'accordo nel fare una crociata di preghiere per ottenerle la vocazione religiosa, e alcune settimane dopo anche quella ragazza entrò in monastero. Che voglio dire con ciò? Dico che desidero che sia fatta la volontà di Dio su di te, tuttavia ciò non mi impedisce di pregare Gesù buono di prenderti come sua sposa in qualche ordine religioso fervoroso e di stretta osservanza. Come Santa Teresina nei confronti di Celina, anche io nei tuoi riguardi spero che il tuo cuore non venga conquistato da un ragazzo della terra.

Mi piace nei cristiani lo spirito combattivo e militante, pertanto ti incoraggio a proseguire le tue letture apologetiche per la difesa della Fede, la riconquista delle anime e la maggior gloria di Dio.

In Corde Matris,

Cordialiter

giovedì 10 aprile 2014

Attratto dalla vita missionaria


Un ragazzo mi ha detto che è indeciso se intraprendere la carriera d'insegnate, oppure donarsi a Dio abbracciando la vita religiosa e missionaria.

Caro Cordialiter, 
                           mi chiamo [...], abito in provincia di [...], ho 30 anni e scrivo per la prima volta dopo aver scoperto il tuo blog diversi mesi fa. Ho esordito con la parola "caro" non per formalità stilistica, ma perchè leggere i vari post e le tue risposte mi dà grande conforto. Vi trovo spesso espressi i miei pensieri e sentimenti più intimi! E questo non può che farmi sentire vicino a te...grazie per il prezioso aiuto che attraverso la rete giunge a tante persone, un vero esempio di carità cristiana! 

Per spiegare la mia situazione posso dire, brevemente, di essere tornato a Cristo circa un anno fa, dopo un lungo periodo in cui l'orizzonte terreno aveva oscurato il mio desiderio di Infinito. Solo l'intervento della Santissima Madre di Dio e Madre nostra poteva riportarmi sui giusti binari: la Sua amorevole guida e la preghiera del S. Rosario non hanno vincitori! Ora, ti scrivo in cerca di qualche consiglio perchè ho molta confusione in testa...o, meglio, una certezza, che è il desiderio di crescere nella fede e di compiere la volontà di Dio nella mia vita, ma tanta incertezza su come capire il Suo progetto per me e attuarlo in concreto. Come già dicevo mi ritrovo perfettamente leggendo il blog: denaro, potere e le vanità terrene non mi attirano più. Non sento tuttavia, o non credo di essere chiamato alla vita contemplativa in  monastero, pur sentendone il fascino. Non sento, altresì, di essere chiamato a formare una famiglia (condivido quanto letto tempo fa sul blog, che le donne più felici sono le Spose di Cristo); ma allora che fare? Dove mi vuole il Signore? In che campo mi chiama ad agire? Quale può essere il mio posto nella Chiesa? Quali sono i miei talenti e come metterli a servizio degli altri? Attualmente non lavoro e ho smesso circa 3 anni fa di frequentare l'Università; la prospettiva di diventare ingegnere e di lavorare in qualche industria avente come scopo il profitto non è nelle mie corde. Cosa mi attrae allora? Cosa mi rende contento? Direi che seguo la mia coscienza e mi sento felice quando faccio qualcosa per gli altri, quando mi avvicino alle loro difficoltà; a volte penso che qua sto perdendo il mio tempo mentre nel mondo la gente muore di fame...dovrei partire, ad esempio, come volontario in una Missione? Ma con quali competenze? Non si può improvvisare; non sono medico o infermiere, non sono un Sacerdote, non sono un operatore sociale, ecc...come potrei servire bene il prossimo e dare lode a Dio in questo modo? Quante domande, quanti dubbi... 

Nel mio percorso di ritorno alla fede, alimentato dalla preghiera e dalla lettura della Parola, posso dire di aver alzato gli occhi al Cielo in tutti i sensi; e proprio contemplando il cielo stellato e la natura che ci circonda, ha fatto capolino, tra i tanti pensieri, un'idea che mi sta travolgendo sempre più: la Scienza. San Paolo nella lettera ai Romani ci ricorda che Dio parla attraverso le cose che ha creato. Basta poco infatti, per accorgersi che la natura (dall'infinitamente piccolo delle particelle sub-atomiche all'infinitamente grande delle strutture dello spazio cosmico) mostra tutto il suo fascino lasciandoci intuire il fascino di Chi è alla sua  origine. Studiare e contemplare la bellezza, l'eleganza, la logica e la razionalità dell'Universo mi riempie di gioia. Che bello constatare che la legge dell'amore mostrataci da Gesù (fino al dono supremo della vita) è la vera legge universale! Vale per le stelle come il nostro Sole, che si consuma bruciando tutto il combustibile al suo interno ma donandoci così la vita; e vale anche per le più piccole particelle, dalla "vita" brevissima, ma che "morendo" generano altre particelle  più piccole con maggior energia. Che la ricerca scientifica, quella pura, senza secondi fini, quella  che cerca la Verità, la mia via di ringraziamento a Dio? O tutti questi sono solo bei pensieri e miei desideri, che però non sono la volontà di Dio per me? Oppure...che sia avvicinare gli altri a Dio attraverso la scienza il campo in cui sono chiamato ad agire? Ma come, magari insegnando? Su questo ultimo punto, entrando più nel concreto, posso dire che la Laurea in Ingegneria (qualora finissi) non è utile per poter insegnare ad esempio matematica o fisica (pur avendone  studiata un bel po'!). Allora? Dovrei ripartire daccapo a 30 anni con un corso universitario  che mi permetta poi di insegnare, nonostante le prospettive più cupe per questa professione? Oppure è meglio lasciar perdere? Io cerco risposte nella preghiera, ma ancora non sento di essere  chiamato fortemente in una particolare direzione. Certi giorni mi vedo ad insegnare matematica, spiegando che è il linguaggio per capire la bellezza dell'Universo creato da Dio; altre volte pregando e riflettendo sui problemi e sulle atroci ingiustizie nel mondo, quasi mi vergogno di starmene a pensare alla matematica; a volte, poi, trovo un tale conforto nella preghiera e nella Santa Eucaristia da non voler fare altro che contemplare e adorare Dio tutto il tempo, come una  candela vicino al Tabernacolo... Insomma, vorrei ringraziare e stare con Dio ogni momento, ma non so in che modo farlo...e a 30 anni questa indecisione non può essere protratta oltre, procura già abbastanza sofferenza in me e in chi mi è vicino! Grazie per avermi "ascoltato" e sopportato leggendo questa lunga mail; prego per te e per le Spose di Cristo, anime elette, veri pilastri che con preghiera e sacrificio  sostengono il mondo!


Carissimo in Cristo,
                                   sono contento che ti piace leggere spesso il mio blog sulla vocazione religiosa. Viviamo in un periodo drammatico, la società si è scristianizzata ed è sprofondata nel neopaganesimo. La storia ci insegna che Dio nei momenti di maggiore crisi dell'umanità, ha suscitato dei religiosi ricchi di virtù, fervore e zelo per la salvezza delle anime, i quali hanno lottato eroicamente per contrastare il degrado morale e ricristianizzare la società corrotta. Penso ad esempio a San Benedetto, San Bernardo di Chiaravalle, San Domenico, San Francesco, Sant'Ignazio di Loyola, Santa Teresa d'Avila, Sant'Alfonso Maria de Liguori, la Beata Maria Deluil-Martiny, San Massimiliano Maria Kolbe e tanti altri santi. Sono convinto che anche oggi per convertire e salvare le anime sia necessario rilanciare la vita religiosa, ed è questo uno dei principali scopi del blog.

Per quanto riguarda la tua situazione, penso che tu stia facendo bene a cercare di capire qual'è la volontà di Dio su di te. L'elezione dello stato di vita è una scelta di fondamentale importanza. A tal proposito potresti partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio, oppure potresti fare un'esperienza vocazionale in qualche istituto religioso che potrebbe interessarti. Visto che ti piace la vita missionaria ti consiglio di contattare l'Istituto del Verbo Incarnato. Questi sacerdoti, oltre ad avere una buona formazione spirituale e dottrinale (seguono il tomismo), sono anche molto zelanti, caritatevoli e fervorosi. Per saperne di più su di loro, puoi leggere questo mio vecchio post:  http://vocazione-religiosa.blogspot.it/2011/05/istituto-del-verbo-incarnato.html

Inoltre ti consiglio di chiedere preghiere alle suore di clausura, le quali saranno felici di innalzare suppliche a Dio affinché ti illumini nelle scelte da compiere.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

mercoledì 9 aprile 2014

Consolazioni spirituali

Riporto una lettera che ho scritto ad una ragazza che mi ha confidato di essere afflitta da aridità di spirito e soprattutto da forti tentazioni...

Carissima sorella in Cristo,
                                          sono contento che stai continuando a leggere il blog; io l'aggiorno ogni giorno proprio per incoraggiare quotidianamente le persone come te che stanno facendo discernimento vocazionale. Ormai hai capito che ci tengo tantissimo alla tua vocazione religiosa, e fin quando non saprò che hai abbandonato il mondo, ti confesso che sarò sempre un po' preoccupato per timore che tu possa "cambiare idea", come purtroppo è accaduto ad altre persone che si sono lasciate ingannare dalle lusinghe del mondo.

Ti incoraggio ardentemente a perseverare nel percorso di discernimento vocazionale, affinché tu possa capire con maggiore chiarezza la volontà divina su di te. Io intanto pregherò il Signore di volerti prendere tutta per sé facendoti diventare sua sposa. Spesso gli uomini del mondo tradiscono le loro spose, ma Gesù buono non tradisce mai! Lui è Dio ed è incapace di fare del male.

Per quanto riguarda la vita spirituale, Dio inizialmente cerca di catturare le anime facendo sentire delle consolazioni spirituali durante la preghiera. Dopo un certo periodo di tempo il Signore toglie queste consolazioni per provare l'anima, ossia per vedere se le rimane fedele. È facile essere cristiani durante le consolazioni spirituali, ma è nel momento dell'aridità e delle tentazioni che si vede se una persona ama davvero Iddio. Molti cristiani in questi momenti di prova abbandonano il Signore e tornano agli inganni della vita mondana. Molti di costoro facevano vita devota non tanto per amore di Dio, ma principalmente per amore delle consolazioni, e appena queste sono terminate, è terminata anche la loro vita devota.

Però spesso la “debolezza spirituale” è causata da noi stessi a causa della “tiepidezza” provocata dai peccati veniali fatti con piena avvertenza, i quali non uccidono l'anima, ma la fanno diventare “rammollita”, arrestando così il percorso di ascesi spirituale.

Il cristiano deve sentirsi come un soldato in servizio permanente effettivo nella lotta contro i nemici dell'anima. Militia est vita hominis super terram (Iob 7,1). Ma se un soldato non si allena alla lotta, quando giunge il momento della battaglia, viene sconfitto dai nemici. Il combattimento spirituale si vince rimanendo sempre allenati. In che modo? Innanzitutto evitando tutti i peccati veniali pienamente avvertiti, come le piccole bugie, le impazienze, i modi “ruvidi” col prossimo (soprattutto con i familiari), la golosità nel mangiare, l'eccessiva curiosità, ecc.

Oltre alla preghiera quotidiana, è importantissimo fare delle mortificazioni, le quali aiutano l'anima a rimanere allenata nel dominio della propria volontà. Ad esempio rinunciare ogni tanto a mangiare una caramella, ad usare l'ascensore e l'automobile, ad ascoltare una canzone, a leggere subito una lettera che si è appena ricevuta, a guardare un film lecito, a discolparsi quando si riceve un rimprovero, ecc.

Per quanto riguarda le tentazioni che ti affiggono, devi sapere che queste battaglie sono delle grosse occasioni per guadagnare meriti spirituali. Ogni volta che una tentazione viene sconfitta si fa un grosso passo in avanti nella vita spirituale. Le anime con una coscienza delicata possono stare tranquille di non aver dato il pieno consenso alle tentazioni sin quando non sono in grado di poterlo giurare. Faccio un esempio, se il demonio ti tenta con pensieri di odio grave e di vendetta contro coloro che ti hanno fatto del male, devi subito scacciare queste tentazioni invocando i nomi di Gesù e Maria, e poi distrarti pensando a cose buone o neutre. Un'anima delicata per commettere peccato mortale deve pensare così: “Questo pensiero offende gravemente Dio, io sono pienamente consapevole di questo, e ciononostante voglio accettarlo pienamente con la mia volontà per dilettarmi in esso”. Io non penso proprio che tu abbia potuto accettare con piena avvertenza e con deliberato consenso dei pensieri gravemente peccaminosi, pertanto ti esorto a stare tranquilla. Inoltre ti consiglio di non esaminare scrupolosamente la coscienza per verificare se avevi piena avvertenza o sei hai dato pieno consenso, poiché in questo modo richiameresti alla mente quei pensieri. Come ho detto prima, le anime delicate devono presumere di non aver commesso nessun peccato mortale se non sono in grado di poterlo giurare. Inoltre è bene precisare che non si è tenuti a confessare i peccati mortali dubbi (soprattutto se si soffre di scrupoli).

Carissima in Cristo, spero di esserti stato di qualche aiuto.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Re e Maria Mediatrice di tutte le grazie,

Cordialiter