Per chiedere informazioni all'autore del blog, oppure per chiedere indirizzi di buoni conventi e monasteri, scrivere all'indirizzo: cordialiter@gmail.com

mercoledì 30 luglio 2014

Donare un figlio a Dio

Tempo fa, una lettrice molto devota a San Giovanni Bosco, mi ha scritto un breve messaggio al quale ho risposto volentieri.

Ciao,
          tanti complimenti per il tuo blog, ormai è diventata una bella abitudine quotidiana leggere i tuoi scritti, che fanno tanto bene!

Molto bella ed emozionante l’intervista che hai fatto alla “mamma” della suora!

Mi vengono in mente le parole di Don Bosco: “Quando un figlio lascia la famiglia per farsi prete o religioso, Gesù Cristo prende il suo posto in casa”. Queste parole le amava ripetere una “Santa Mamma cristiana” di tre sacerdoti e aggiungeva “Non è vero che i figli che si fanno “religiosi” sono perduti per una mamma. […] Con tre figli preti non sono mai stata abbandonata!”.

Grazie, continua così.

Cordiali saluti.

(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                              innanzitutto sono contento di constatare che in questa società edonista e secolarizzata, ci siano ancora persone interessate alle cose spirituali. Cari lettori, mi rivolgo a tutti voi: per me è una grande consolazione sapere che esistete. Anche se non vi conosco personalmente, mi sento in “comunione spirituale” con ciascuno di voi. Non si tratta di un'illusione, ma è la realtà. Infatti noi siamo tutti membri dello stesso Corpo, ossia della Chiesa Cattolica che, come insegna il Magistero Pontificio, è il Corpo Mistico di Cristo.

Se tutti i miei sforzi per questo blog avessero prodotto anche un solo sospiro d'amore per Gesù buono, mi sentirei abbondantemente appagato. Voglio che le anime ardano col fuoco dell'amore divino, poiché Cristo deve regnare! Dunque vi ringrazio per le bellissime lettere che mi scrivete, le quali spesso sono piene di unzione spirituale ed innalzano l'animo verso Dio. Ah, se i mondani, invece di visitare i siti immorali, venissero su questo blog per leggere le vostre lettere, quante anime tornerebbero con lacrime di compunzione tra le braccia di Dio!

Ho ricevuto tante lettere edificanti; studentesse liceali che ardono dal desiderio di diventare spose di Gesù Cristo, ragazzi disposti a rinunciare al proprio lavoro pur di accedere al sacerdozio cattolico, giovani neolaureati pronti a rinunciare a tutto pur di abbracciare i consigli evangelici tra sacrifici e penitenze. Quanto vorrei che i mondani potessero leggere le vostre e-mail! Chissà, forse molti di loro scoprirebbero di essere anch'essi designati da Dio alla vita religiosa e all'apostolato.

Sì, aveva ragione Don Bosco a ricordare che i figli dati a Dio non sono persi per i genitori. Il Signore non si lascia battere da nessuno in generosità, e se a una mamma chiede un figlio, in qualche modo gli restituirà il centuplo già in questa vita.

Fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

martedì 29 luglio 2014

Clarisse di Viterbo



Orario della giornata


Monastero San Bernardino da Siena
Piazza della Morte, 5
01100 Viterbo


Pregare il Rosario tutti i giorni

Sant'Alfonso Maria de Liguori riporta ne “Le Glorie di Maria” il seguente fatto che merita di essere divulgato il più possibile. Un giorno, mentre San Domenico stava predicando in una città francese, gli fu condotto un eretico albigese, il quale era stato invaso dai demoni poiché screditava pubblicamente la devozione al SS. Rosario. Allora San Domenico in nome di Dio impose ai demoni di dire se erano vere le cose che lui predicava in favore del Santo Rosario. Gli spiriti infernali risposero urlando che tutto ciò che San Domenico aveva detto sulla Madonna e sul Rosario era tutto vero. Ed aggiunsero inoltre che loro non avevano alcuna forza contro i servi di Maria, e che in punto di morte, molte anime peccatrici si salvano invocando la Beata Vergine. Infine dissero che loro erano stati costretti a dire che nessuna persona si danna se persevera nella devozione a Maria e al Rosario, perché Maria ottiene ai peccatori un sincero pentimento prima di morire. Quindi San Domenico fece recitare dal popolo il Rosario, ed oh meraviglia! ad ogni invocazione alla Madonna uscivano dal corpo dell'eretico ossesso molti demoni in forma di carboni ardenti, finché terminato il Rosario rimase completamente liberato. Dinanzi a questo fatto prodigioso si convertirono molti eretici.

lunedì 28 luglio 2014

Addio!

Ripubblico la lettera che una gentilissima lettrice mi scrisse prima di abbandonare il mondo traditore ed entrare in un monastero di clausura.

Ciao D., come stai? Voglio comunicarti che tra 14 giorni finalmente entrerò in Monastero! Nel cuore ho una grande pace, e sento la Grazia del Signore che agisce e mi accompagna. Il dolore per il distacco dai miei cari è forte, ma non confido nelle mie forze, bensì nella Sua Grazia! Lasciandoci dolcemente plasmare dall'Autore della Vita sarà Lui stesso a condurci all'Altra Riva! Lasciamoci "santificare" senza resistenze, perché senza di Lui non possiamo fare niente! Prima  pensavo che il desiderio di Santità fosse superbia, ma ho capito che aspirare alla Santità è aspirare a Dio stesso, che è Santità perfetta!  Spero di aver trovato la strada che il nostro Dio ha pensato per me, e di esservi fedele fino alla fine, riuscendo a pronunciare ogni giorno il mio piccolo FIAT! Prega tanto anche per me e per la mia famiglia. Il Signore benedica ogni tuo passo per la Sua Gloria! Vi porto tutti nel mio cuore e nelle mie misere preghiere. Diamoci appuntamento in Paradiso...e impegniamoci a mantenere la Promessa!

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                         ti ringrazio per la splendida notizia che mi hai dato! Sono davvero felice per te che finalmente lascerai questa società paganizzata per entrare in uno dei migliori monasteri di clausura d'Italia, nel quale potrai vivere sempre alla presenza di Dio, cioè col cuore costantemente rivolto al Signore. 

Su questa terra siamo solo di passaggio per breve tempo. Passa in fretta la scena di questo mondo. Il nostro scopo è di salvarci l'anima per dare maggior gloria a Dio, mentre tutto ciò che non giova a questo fondamentale obiettivo è vanità delle vanità. Ci sono tanti monasteri di clausura appartenenti all'ordine religioso in cui entrerai tra pochi giorni, ma tu hai scelto uno dei più fervorosi e di stretta osservanza. Lì sarà facile per te salvarti l'anima e impegnarti a diventare santa cercando di praticare con maggiore perfezione possibile le virtù cristiane.

Sant'Alfonso Maria de Liguori diceva che uno dei mezzi con cui il demonio tenta di far perdere la vocazione consiste nell'insinuare nel giovane vocato un eccessivo attaccamento alla famiglia. Certo bisogna voler bene ai parenti, ma per amore di Gesù Cristo bisogna esser pronti a rinunciare a tutto. Anche Santa Teresa d'Avila soffrì molto quando scappò di casa per entrare in monastero, la stessa sofferenza l'hanno sentita anche altri santi. Quindi sappi che il dolore che senti nel cuore è una cosa normale negli esseri umani. Coraggio, affidati alla Madonna e certamente riuscirai a superare questa prova d'amore. Devi dimostrare a Gesù buono, il tuo futuro Sposo, di amarlo sopra ogni altra cosa. Per questo sacrificio, Egli saprà ricompensarti abbondantemente già su questa terra, ma soprattutto nell'eternità.

Che grande grazia hai ricevuto! Tra tante altre ragazze che vivono su questa terra, tu sei stata una delle prescelte a divenire sposa di Cristo, il Re del Cielo! Quando giungerà l'ora della morte vedrai con maggiore evidenza quanto grande sia stata la grazia di abbandonare il mondo traditore per abbracciare la vita consacrata. In quell'ora estrema della vita si comprende più facilmente che le ricchezze, gli onori, i piaceri immorali e i divertimenti mondani, sono solo vanità delle vanità che svaniscono come fumo al vento. L'unica cosa che conta davvero è amare il Signore con tutto il cuore e servire Lui solo.

Quando sarai finalmente a casa del tuo Sposo, nel silenzio della tua cella monastica, sarebbe bello se tu pregassi ogni giorno Gesù buono di donare a tanti altri giovani la grazia della vocazione religiosa. La società è allo sbando, si vive come ai tempi del paganesimo, immersi in uno spaventoso materialismo idolatrico. A mio avviso per rievangelizzare il mondo è necessario rilanciare la vita religiosa. C'è tanto bisogno sia di missionari, sia di anime contemplative che con la preghiera e la penitenza ottengano da Dio la conversione delle anime. Bisogna pregare specialmente per la conversione dei sacerdoti che vivono stabilmente in peccato mortale, perché quando i sacerdoti sono santi, anche i fedeli si santificano, mentre quando i sacerdoti vivono malamente, anche gran parte dei fedeli vivono in maniera immorale, come dimostra l'esperienza. Supplichiamo il Signore di “catturare” più anime possibili alla vita consacrata in monasteri e conventi fervorosi e osservanti. 

Addio carissima sorella in Cristo, speriamo di poter ritrovarci un giorno insieme a tutti gli altri lettori del blog ai piedi della Beata Vergine Maria, nella Patria Celeste, dove con gli angeli e i santi potremo finalmente contemplare la Santissima Trinità per omnia sæcula sæculorum. Così spero, così sia.

Cordialiter

domenica 27 luglio 2014

Fare un'esperienza vocazionale in monastero nel periodo estivo

Le persone che aspirano ad abbracciare la vita monastica, ma che durante l'inverno studiano o lavorano, possono approfittare dell'estate per andare a trascorrere qualche settimana in monastero e fare un'esperienza vocazionale. In questo modo potranno verificare se sono portate o no per la vita contemplativa.

Tra gli Ordini religiosi contemplativi ho una simpatia particolare per l'Ordine della Visitazione, fondato da San Francesco di Sales e da Santa Giovanna Francesca di Chantal. La spiritualità visitandina si basa sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo. I Fondatori vollero che l'Ordine permettesse a tutte le donne di poter abbracciare la vita monastica, anche a quelle con più di 40 anni e quelle che non hanno una salute di ferro.

Diverse lettrici del blog hanno fatto un'esperienza vocazionale presso il la Visitazione di Baggiovara (Modena), e mi hanno parlato in maniera molto positiva di questa comunità monastica. Chi volesse mettersi in contatto con le Visitandine del monastero di Baggiovara (nelle foto a lato), può scrivere al seguente indirizzo: monvisit@virgilio.it  Le monache saranno liete di ospitarvi e aiutarvi a discernere la vostra vocazione.

Chi fosse interessata ad altre spiritualità monastiche, oppure a monasteri situati in altre regioni, può richiedermi gli indirizzi scrivendo alla mia e-mail: cordialiter@gmail.com


Invece agli uomini (tra i 20 e i 45 anni) attratti dalla vita contemplativa, consiglio di contattare i monaci Certosini di Farneta (Lucca).

Attenzione alla cattiva filosofia

Tempo fa mi ha scritto una studentessa universitaria ardente d'amore per il Signore...

Ciao, oggi per la prima volta sono capitata nel blog, ho letto tante bellissime cose, e vorrei anche io contribuire con la mia esperienza. Se sono 'capitata' in questo sito non è un caso, ma è il frutto della mia necessità di cercare occasioni per poter parlare con qualcuno di quello che provo. Ho 26 anni e studio Filosofia. Fin da bambina sono stata educata alla vita religiosa, nel senso che sono credente e praticante: ma solo oggi io posso dire di capire ciò che significa tutto questo. La mia passione per la Filosofia è nata al Liceo; quando l'ho scoperta, la mia vita è cambiata, e la mia gioia era immensa. Da allora l'ho sempre coltivata e amata con entusiasmo; lei ti eleva spiritualmente, ti abitua e ti insegna a scorgere il trascendente, o metafisico, come si dice in gergo tecnico. Io credevo di aver raggiunto il massimo della felicità nella mia vita. L'anno scorso ho passato un periodo molto buio della mia vita interiore, un periodo di enormi sofferenze e paure. Ho pregato tanto perché ne potessi uscire, ma il mio cuore era talmente pieno di paura che riuscivo a pregare solo con la testa. Usavo quello che ho sempre saputo usare: la razionalità. Credevo di aver perso Dio, di non riuscire più a riconoscerlo; la verità è che non l'avevo mai trovato. Ebbene, mi trovavo in Chiesa durante la Santa Messa domenicale, pochi mesi fa, periodo in cui, grazie ad un aiuto specialistico, stavo già molto meglio. Durante l'omelia ho smesso di seguire le parole del Parroco, come se mi fossi incantata. Fissavo la Croce. All'improvviso ho avvertito una sensazione davvero strana... non mi ero mai sentita così. Era come se qualcuno mi stesse abbracciando, e tutto intorno a me sentivo calore. Poi ho avvertito una gioia immensa nel cuore e un senso di amore grandissimo. Anche ora non riesco a trattenere le lacrime. Ho capito subito che il Signore stava rispondendo alle mie domande. La prima cosa che ho pensato è stata: eccoti Signore, ti ho trovato. Io ti ho cercato con la mente e tu mi hai risposto nel cuore. Da allora ho dentro una gioia incontenibile, che non so a chi trasmettere perché ho paura di essere presa per folle. Lui mi ha salvato, e la cosa straordinaria è che mi ha guarito dalle mie angosce ancora prima che io potessi conoscerlo e rendergli grazie. DIO E' GRANDE, E' IMMENSO. In quel momento ho avuto come la sensazione di svegliarmi da un lunghissimo sonno, e mi sono detta: ma io finora dov'ero???? dove guardavo? non è possibile, tu sei sempre stato qui al mio fianco, umile e discreto, e io non ti vedevo!! Tutto mi si è chiarito davanti, è un'emozione indescrivibile. La gente non ha il CORAGGIO di guardare fino in fondo nelle cose, non pensa, non sta in silenzio ad ascoltare. Non ha il coraggio di amare. In questi mesi mi sono tormentata e mi sono chiesta a lungo che senso abbia avuto il mio percorso di studi. La risposta che mi sono data è questa: è il modo che il Signore mi ha regalato per farmi arrivare a Lui. Questo era il mio percorso. Ora il mio animo è sereno e colmo di amore e di forza, ed ogni giorno che passa la mia coscienza si fa sempre più vivida: il Signore non viene accolto perché non viene capito, se solo la gente lo conoscesse!!...se solo tutti fossero in grado di sentire l'amore nel cuore come lo sto sentendo io... sarebbe bellissimo. Ecco perché scrivo. Perché la mia gioia immensa deve trovare un senso e una direzione. L'amore che sento dentro è tanto grande e insieme tanto semplice. Il Signore è degno di amore e riconoscenza infinite, non basta una vita per lodarlo. Soltanto ora capisco il significato dei gesti eucaristici, di tutte le parole, della possibilità che una persona voglia dedicare la sua vita a Dio. Tutte cose che prima non capivo, perché non le vivevo appieno, le vivevo per sentito dire, come gesti meccanici. Mi sento come una bambina che si entusiasma per la sua prima bambola, o per aver scoperto per la prima volta l'arcobaleno. Ora capisco anche cosa significa infinito, o eterno: lo si può percepire nell'esatto istante in cui senti Dio in te; qui ritrovo le bellissime, ma allora incomprensibili parole di Sant'Agostino, che io ho avuto modo di conoscere attraverso i libri della Filosofia medievale: si avverte l'infinito nell'attimo in cui trovi Cristo.

[…] Carissimo, io mi scuso e ti ringrazio se avrai letto questa mia lunga mail, ma per me è stato importante. Con grande affetto, ti saluto nella Benedizione del Nostro Signore, che tanto ci ama e che tanto dobbiamo amare.


Cara sorella in Cristo,
                                    sono contento che il mio blog sulla vocazione religiosa ti sia piaciuto. Ho apprezzato molto la tua testimonianza. Adesso però vorrei dirti due cose.

- La filosofia, se è buona come quella di San Tommaso d'Aquino, conduce a Dio. Mentre la cattiva filosofia (come quella di Kant, Hegel, Nietzsche e Heidegger), allontana le anime dal Signore. Continua pure a studiare filosofia, ma fai attenzione agli autori che trascinano direttamente o indirettamente all'ateismo. Anche di certi filosofi pseudo "cattolici" (mi riferisco ai modernisti), devi fare molta attenzione, poiché sono molto pericolosi. Come riconoscerli? Costoro disprezzano ferocemente la filosofia di San Tommaso, e con il loro immanentismo distruggono la fede in Dio. Papa San Pio X nella magistrale encicica "Pascendi Dominici gregis" ha condannato il modernismo definendolo "la sintesi di tutte le eresie", e ha affermato che esso conduce all'ateismo.

- Dopo aver letto la tua lettera, sento di doverti dire che spero tanto che Gesù buono voglia prenderti tutta per Sé, attraendoti alla vita religiosa in qualche ordine fervoroso e osservante. Sì, anche nel mondo potresti vivere da buona cristiana, ma ciò non è facile, come dimostra lo stile di vita della maggioranza dei secolari. Al contrario, in un buon ordine, è molto più facile amare Dio con tutto il cuore e sopra ogni cosa. Sarebbe bello se tu potessi fare un'esperienza di vita religiosa di una settimana in qualche buon convento, oppure, se lo preferisci, in qualche monastero contemplativo.

Qualunque cosa deciderai di fare “da grande”, spero tanto che tu possa continuare a dedicare la tua vita ad amare con tutte le le tue forze Gesù buono. Sì, solo Lui merita di possedere i nostri cuori.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

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sabato 26 luglio 2014

Vocazione clarisse

Alle ragazze che per motivi vocazionali desiderano mettersi in contatto con monasteri di clausura di monache clarisse, consiglio di scegliere quelli migliori, cioè quelli in cui il carisma di Santa Chiara viene vissuto con maggiore perfezione e carità.


Coloro che desiderano avere gli indirizzi di buoni monasteri di clarisse, possono contattarmi all'indirizzo:  cordialiter@gmail.com

Il periodo interno di prova dell'Aspirante al Carmelo

Pubblico un post scritto dalla mia collaboratrice Laudem Gloriam.


Prima di poter entrare ufficialmente al Carmelo per il postulandato, solitamente la Comunità richiede un periodo di prova di uno o più mesi, da vivere in seno al Carmelo con le sorelle, gustando la loro stessa vita e lasciando che lo Spirito le aiuti a discernere se, davvero, quella ragazza è chiamata a quel particolare stile di vita, o se la sua vocazione è altrove.

Terminati i mesi di prova all’interno, quando l’aspirante torna a casa, la Comunità si riunisce nel Capitolo, dove solo le sorelle che hanno professato solennemente possono accedere ed avere diritto di voto: lì condividono le impressioni che hanno avuto sulla candidata, le luci avute nella preghiera, e i suoi progressi all’interno della vita monastica. Se la maggioranza del Capitolo della Comunità vota favorevolmente, la candidata può accedere al postulandato, varcando la desideratissima porta del Carmelo, porta senza maniglie esterne, ma che solo dall’interno può schiudersi, tra i canti gioiosi delle sorelle che intonano il Magnificat e tengono in mano la candela della fede della Chiesa.

In questi giorni sto facendo un po’ di acquisti utili per il periodo di prova al Carmelo: dei sandali robusti, una gonna lunga, e altri piccoli effetti personali. Infatti, durante l’aspirantato interno al Carmelo, non si indossa alcun abito particolare (a differenza del postulandato e del noviziato), ma gli stessi che si possono trovare in un qualunque negozio di abiti vicino a casa propria. Solitamente, l’unica richiesta della Comunità è di indossare una lunga gonna, che è molto pratica (solo chi è stato al Carmelo, sa quanti inchini bisogna fare! I pantaloni aderenti non aiutano in queste genuflessioni per l’adorazione divina).

Proprio ieri stavo sentendo la Madre Priora per la scelta del giorno d’ingresso per la prova, ed è stato per me motivo di grande gioia scoprire che, nel periodo in cui dovevo scegliere la data, c’era la ricorrenza di un amatissimo santo Carmelitano! Non ho esitato due volte, ed al telefono le comunicai che non c’è miglior momento, per l’ingresso, che sotto la tutela di quel grande e amato Santo!

Quanto batte il cuore per l’attesa di quell’ingresso! Quanto vorrei far divorare dal fuoco queste settimane che restano, correndo verso la mia amatissima cella, accanto alle Madri e sorelle del Carmelo! Con che gioia vedo le ore che scorrono, e come vorrei che corressero con maggiore fretta! Chi può comprendere l’ardore del mio cuore, chi può toccare l’intimo del mio spirito, senza uscirne scottato dall’immane Fuoco che mi brucia, di desiderio, all’interno? Pregate per me!

Laudem Gloriam

venerdì 25 luglio 2014

Esercizi spirituali per donne

Le suore Servidoras stanno organizzando un turno di esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola da lunedì 4 a venerdì 8 agosto, presso il monastero di Tuscania, in provincia di Viterbo. Gli esercizi spirituali sono organizzati in collaborazione con i sacerdoti dell'Istituto del Verbo Incarnato.

Agli esercizi spirituali possono partecipare sia donne sposate che donne nubili. Li consiglio in modo particolare a coloro che stanno riflettendo sullo stato di vita da eleggere.

Per iscriversi o per chiedere informazioni su come raggiungere Tuscania, potete contattare le suore scrivendo all'indirizzo:  esercizispirituali@servidoras.org

Per partecipare agli esercizi non c'è una tariffa prestabilita da versare, ma si può lasciare un'offerta libera secondo le proprie disponibilità.

Le ragazze in discernimento vocazionale possono chiedere alle suore di rimanere lì per altri giorni per fare un'esperienza di vita religiosa.

Paura dei parenti

Ripubblico una vecchia lettera che tempo fa mi scrisse una ragazza preoccupata dell'eventuale incomprensione dei genitori circa la sua vocazione.

Caro fratello in Cristo,
                                     ho appena intrapreso un percorso di discernimento vocazionale...chiedo a te ed ai lettori del blog di pregare per me affinché senza paura di genitori ed amici possa dire un sì totale a Cristo...in qualunque stato di vita mi chiami! Pregate anche per il mio padre spirituale e coloro che mi sono accanto, specie i miei genitori, che non credo capiranno, specie all'inizio.

Grazie a tutti, prego per voi!

Cara sorella in Cristo,
                                     ti incoraggio a perseverare nel discernimento vocazionale intrapreso. Per amore di Gesù Cristo devi essere disposta a tutto, anche a subire l'opposizione di amici e parenti. L'amore con amor si paga!

Sappi che circa l'elezione dello stato di vita sei assolutamente libera, nessuno deve azzardarsi a costringerti a fare una cosa che tu non vuoi. Diceva Sant'Alfonso che i parenti spesso sono i peggiori nemici delle vocazioni. Se tu ti senti chiamata alla vita religiosa, sarebbe un grosso errore se qualcuno volesse impedirti di entrare in convento o in monastero. Bisogna fare la volontà di Dio, costi quel che costi. Se il Signore nella sua infinita misericordia ti ha concesso l'immensa grazia della vocazione religiosa, devi esultare di gioia e corrispondere presto al suo amore. Sappi che le ragazze maggiorenni possono diventare suore anche se i genitori sono contrari. Quindi non devi preoccuparti dell'opposizione di amici e parenti; l'unica cosa davvero importante è fare la volontà di Dio.

Coraggio, non arrenderti! Combatti la buona battaglia in difesa della vocazione, la Madonna ti aiuterà, e se resterai fedele sino alla fine, il Signore ti ricompenserà col suo ineffabile amore.

In Cordibus Jesu et Mariæ,

Cordialiter

giovedì 24 luglio 2014

Santificarsi nella vita religiosa

Ripubblico una delle prime lettere che mi ha scritto una giovane e cortese lettrice del blog, che alcuni mesi dopo mi ha confidato di voler donare a Gesù buono il resto della sua vita.

Egregio fratello in Cristo [...] voglio congratularmi con lei per l'ottimo sito. Certamente ci sono molti siti che parlano della vocazione ma molti di essi non fanno altro che spingere verso la rilassatezza e si insegna a vivere come i laici. [...] Sempre più spesso ci viene insegnato che la possibilità di servire il Signore e di arrivare alla santità è uguale in tutte le vocazioni, anzi sempre più spesso si mette il matrimonio al di sopra della vocazione religiosa.

Io non voglio sminuire la bellezza del matrimonio, ma mi sembra chiaro che chi sceglie la via della consacrazione percorre una strada più facile per arrivare alla santità. Certamente, se poi si entra in un ordine rilassato, è molto più difficile arrivare alla santità. […] Volevo informarla che fra i suoi lettori, oltre ai coniugati, ci sono anche giovani non sposati. Io, per esempio ho 25 anni e non sono sposata e sono sicura che ci saranno molti altri giovani come me a leggerla.

Che la Madonna Immacolata la protegga sotto il suo manto.

Un cordiale saluto,
(lettera firmata)

Carissima in Cristo,
                                  dammi pure del tu, lo preferisco. Sono contento che apprezzi il mio blog.  Diciamo che in genere è apprezzato da coloro che hanno una mentalità tradizionale, mente è criticato da coloro che hanno una mentalità modernista.

San Giovanni Crisostomo ha scritto delle splendide omelie sulla verginità che spiegano magistralmente il capitolo 7° della Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi. Pur essendo il matrimonio una cosa buona, è chiaro che la vita verginale è preferibile a quella coniugale. E' San Paolo (dovrei dire lo Spirito Santo per mezzo di San Paolo) che consiglia lo stato verginale, mentre il matrimonio lo raccomanda solo alle persone che per pigrizia sono “incontinenti”, poiché in quest'ultimo caso è meglio sposarsi anziché ardere dalla concupiscenza. Le persone sposate pensano a piacere al proprio coniuge, mentre le persone che per amor di Dio rimangono vergini, si dedicano principalmente a piacere al Signore. Nonostante le persone sposate siano la stragrande maggioranza della popolazione, la maggioranza dei santi canonizzati hanno vissuto nella verginità, o perlomeno, dopo aver perso la verginità hanno vissuto gran parte della loro vita nella castità (pensiamo a Santa Rita e Santa Margherita da Cortona). Coloro che non se la sentono di vivere in assoluta castità e preferiscono sposarsi, cerchino almeno di trovare un coniuge timorato di Dio col quale costruire una famiglia davvero cristiana come quella di Luigi Martin e Zelia Guerin, i zelantissimi genitori di Santa Teresa di Lisieux.

Purtroppo, è vero che i "modernisti" considerano il matrimonio e la vita religiosa due stati di vita "ugualmente perfetti", anzi, spesso sconsigliano sistematicamente di entrare in convento o in monastero. Invece grandi Dottori della Chiesa come San Tommaso d'Aquino e Sant'Alfonso Maria de Liguori affermano che la vita consacrata è "stato di vita più perfetto". Noi cattolici dobbiamo seguire gli insegnamenti dei Sommi Pontefici, anche di quelli del passato, i quali, ad esempio Pio XI e Pio XII, parlavano anch'essi di stato di vita "più perfetto" riferendosi alla vita consacrata. Ma i modernisti, come è noto, si ribellano agli insegnamenti dei Papi, soprattutto (ma non solo) di quelli che hanno governato la Chiesa prima degli anni sessanta. Ma il Magistero Pontificio su questioni dottrinali non è come lo yogurt che scade dopo un po' di tempo, rimane valido per sempre. Ecco cosa disse il grande Papa Pio XII, di gloriosa e immortale memoria, nel discorso pronunciato il 23 novembre 1952: "Se è vero che la famiglia è la cellula della società e che dalla ricostruzione di essa dipende il rinnovamento del mondo, quale potente impulso una gioventù come la vostra potrà dare al conseguimento di un così alto e urgente fine! D'altra parte, la vostra consacrazione prepara le anime giovanili ad accogliere - quando il Signore la ispiri — la vocazione alla vita religiosa, che rimarrà sempre uno stato più perfetto di quello — anch'esso santo — del matrimonio."

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Redentore e Maria Corredentrice,

Cordialiter

mercoledì 23 luglio 2014

Una mamma felice di avere un figlio in convento


Una mamma mi ha scritto per dirmi di essere entusiasta del fatto che uno dei suoi figli ha abbracciato la vita religiosa.

Caro Cordialiter,
                            da un po' di tempo seguo il tuo bellissimo blog e sento il desiderio di raccontarti la mia esperienza, che forse può essere utile anche ad altre persone.

Sono la mamma di un ragazzo di 19 anni che dopo due anni di discernimento ha iniziato da 6 mesi il suo percorso di consacrazione ed è entrato in noviziato presso un meraviglioso ordine che tu consigli spesso. […] Il mio cuore di mamma sapeva già da tempo che mio figlio aveva in sé il germe della vocazione, e questo ancora prima che lo comprendesse lui stesso. Quando è arrivato alla consapevolezza della chiamata, le prime persone a cui lo ha confidato siamo stati noi genitori. Ti assicuro che questo ha cambiato la nostra vita: eravamo cattolici, ma vivevamo un cattolicesimo "stanco", fatto di abitudini e privo di quella capacità di meravigliarsi per i doni del Signore, che è la gioia e il fondamento della nostra religione. I primi ad essere convertiti da nostro figlio siamo stati noi!!! Quando un ragazzo di 17 anni, tuo figlio, ti dice determinate cose, esprime concetti che dovresti essere tu a insegnare a lui e non viceversa, un genitore deve mettersi  in discussione!!! Dal giorno in cui ci ha confidato il suo desiderio, la nostra vita è cambiata, e la gioia è entrata a far parte della nostra esistenza in modo dirompente e incontrollato. I veri valori della vita ce li ha trasmessi nostro figlio e noi siamo grati a Dio per questo!!! I genitori non devono avere paura di perdere un figlio, di affidarlo a una vita "lontana dalla realtà": non esiste altra realtà se non Gesù Cristo, non esistono altri valori se non quelli dell'amore e della gioia. La grazia della chiamata alla vita sacerdotale investe anche chi sta vicino alla persona che viene chiamata. In questa ottica, i genitori partecipano alla scelta del figlio in un modo che non può che trasmettere gioia! Tutto viene visto in un'altra prospettiva e si riesce a dare vero valore alle cose: se tuo figlio è felice e sorride sempre ringraziando il Signore pur vivendo senza riscaldamento né acqua calda, mangiando solo quello che viene dalla bontà dei benefattori, senza televisione, videogiochi, musica, vestiti firmati, i genitori devono chiedersi cosa è veramente importante, se questa vita frenetica sempre a caccia di soldi e successo è quella giusta, o  se invece esistono cose più importanti che i nostri figli, e non noi adulti dall'alto della nostra "esperienza", sono riusciti a cogliere nonostante i nostri tentativi d "distrarli". Questo voglio dire ai genitori dei ragazzi e ragazze che sentono il desiderio di consacrarsi: ricordatevi che i figli non sono nostra proprietà, sono solo "piccole anime che Dio ci ha affidato in prestito". Imparate dai vostri figli, siate i primi convertiti del loro apostolato, lasciatevi avvolgere dalla gioia che si sprigiona dai loro occhi quando parlano di Gesù, non abbiate paura della Verità. Ai ragazzi invece voglio chiedere di non smettere mai di essere felici per la loro scelta: prima o poi qualunque genitore si convincerà davanti a tanta gioia. Testimoniate con il vostro esempio e con la vostra perseveranza quello che conta veramente nella vita. In fin dei conti, la missione dei genitori nel mondo è quella di volere la felicità per i propri figli, e quale felicità più grande ci può essere di quella di servire Gesù Cristo e portare a Lui tutti gli uomini?

Con tanto affetto!!!

Una mamma


Cara sorella in Cristo,
                                     ti ringrazio per la bella testimonianza che mi hai scritto, sono contento che tu e tuo marito siate entusiasti del fatto che Gesù buono ha chiamato uno dei vostri figli alla vita consacrata in un istituto religioso fervoroso e di stretta osservanza. 

Purtroppo, il vostro caso è solo un'eccezione, infatti in genere i genitori si oppongono tenacemente alla vocazione dei figli. Mi hanno scritto alcune signore che da giovani volevano diventare suore, ma i genitori (soprattutto le mamme) si sono opposti e le hanno convinte a restare nel mondo. Adesso rimpiangono di non essere entrate in monastero. Per questo motivo consiglio a coloro che hanno la vocazione, di confidarsi coi genitori solo poco tempo prima di partire, cioè quando ormai ci si è accordati con un monastero in cui entrare. Confidarsi prima di aver fatto un'esperienza vocazionale, significa mettere a repentaglio la propria vocazione, come dimostra l'esperienza.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

martedì 22 luglio 2014

Sposarsi?

Tempo fa mi ha scritto una ragazza uscita da un monastero, la quale era indecisa se pensare a sposarsi o pensare alla vocazione tentando una nuova esperienza vocazionale. Riporto la mia risposta nella speranza che possa essere di qualche utilità ad altre persone.


Carissima sorella in Cristo,
                                              il fatto che tu sia stata mandata a casa quando eri postulante, non significa in modo assoluto che tu non sia portata per la vita religiosa. San Giuseppe da Copertino venne letteralmente cacciato da un convento, e così entrò in un altro ordine religioso nel quale si fece santo. Chissà, forse tu non eri chiamata in quell'ordine, ma in un altro migliore, o almeno più adatto alle tue inclinazioni.

Non possiamo nemmeno escludere che Dio voglia che tu metta su famiglia. Anche in questo caso c'è un precedente. I genitori di Santa Teresa di Lisieux in gioventù tentarono di entrare in convento, ma vennero mandati a casa. Così decisero di sposarsi e misero su una famiglia davvero cristiana che merita di essere presa a modello.

Dunque che fare? Questo è un momento importantissimo della tua vita, è l'ora cruciale in cui devi eleggere lo stato di vita, e da questa decisione potrebbe dipendere la tua sorte eterna. Da parte mia cercherò di darti qualche semplice consiglio per aiutarti a capire quel che Dio vuole da te. Innanzitutto devi essere pronta a tutto, come un valoroso soldato, pur di eseguire ciò che Dio ti farà comprendere attraverso la preghiera e la meditazione. Appena avrai capito qual è la tua vocazione (religiosa o matrimoniale) dovrai obbedire a Dio con prontezza, proprio come fanno i soldati.

Per poter abbracciare la vita religiosa è necessario avere motivazioni spirituali come il desiderio di vivere più uniti a Gesù, vivere con maggiore perfezione la vita cristiana, fuggire i pericoli del mondo, dedicarsi all'apostolato per la salvezza delle anime, ecc. Se tu senti qualcuna di queste motivazioni, vale la pena approfondire la questione per capire se la tua è vera vocazione oppure hai solo dei pii desideri.

Motivi che inducono a mandare a casa i giovani entrati in convento per un discernimento vocazionale, sono la mancanza di obbedienza agli ordini leciti dei superiori (a quelli illeciti si è tenuti a resistere), la mancanza di volontà nel voler correggere i propri difetti, la mancanza di amore per la preghiera e la penitenza, ma soprattutto la negligenza nel vivere in castità.

Il mio consiglio è di trascorrere una settimana in un monastero di stretta osservanza per pregare Dio di illuminarti sullo stato di vita da eleggere. Deve essere un monastero di stretta osservanza, altrimenti in uno rilassato potrebbe venirti il disgusto per la vita religiosa.

Se invece ti senti chiamata per la vita matrimoniale devi sapere che è facile trovare delle donne pentitesi di aver abbracciato questo stato di vita. Anche tra le lettrici del blog ce ne sono alcune che se potessero tornare indietro entrerebbero in convento. Il matrimonio è una scelta delicata, poiché una volta che lo sposalizio è rato (cioè valido) e consumato, non può essere più sciolto da nessuno, nemmeno dal Papa. Dunque è importante scegliere la persona giusta. Come fare? Qualora tu abbia questa vocazione, devi cercare un ragazzo che abbia le qualità morali del Beato Luigi Martin (il papà di Santa Teresa di Lisieux), cioè deve essere un uomo davvero cristiano, fedelissimo a tutti gli insegnamenti della Chiesa, soprattutto a quelli riguardanti la sessualità. Purtroppo è molto difficile trovare un fidanzato del genere, infatti il grande problema è che molti uomini si sposano solo per pura attrazione fisica, e inoltre non sono fedeli alle proprie mogli. Affinché il matrimonio sia felice è importantissimo "selezionare" con estrema diligenza il futuro coniuge, altrimenti in seguito se ne pagheranno le conseguenze a caro prezzo. Il fidanzato deve osservare seriamente gli insegnamenti della Chiesa. A che serve sposare una persona bella e ricca, se non ha il santo timor di Dio? Il periodo di fidanzamento serve a conoscere il carattere e i principi morali del futuro coniuge. Se trovi un fidanzato che vuole abusare del tuo corpo prima del matrimonio, lascialo subito! è un chiaro segno che non ti ama. L'amore vero nasce da Dio, ma se il partner vuole profanare il tuo corpo (che è tempio dello Spirito Santo), ciò significa che per te non ha vero amore, ma semplice attrazione fisica. Ti prego di credermi, solo vivendo castamente il periodo di fidanzamento è possibile accertare l'amore vicendevole. Del resto l'esperienza dimostra che persone che sembravano innamoratissime, si sono lasciate quando è cessata l'attrazione fisica. Qualcuno potrebbe dire che le mie sono solo belle parole, perché di fatto è raro incontrare una persona disposta ad aspettare le nozze prima di consumare l'unione. In effetti la società si è paganizzata, e non è facile trovare cattolici di "stretta osservanza" con cui fidanzarsi. Ma bisogna anche "saper cercare"; di certo è molto difficile trovare persone così negli stadi, nelle discoteche, nelle birrerie e nei night club.

Vedo che mi sono dilungato molto, e non voglio rubarti troppo tempo. Ti ripeto però il consiglio di ritirarti una settimana in un monastero osservante per capire quello che Dio vuole da te. Se mi dici la regione in cui abiti, forse sono in grado di fornirti gli indirizzi di alcuni monasteri dove si vive santamente.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria, e rimango a tua disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordialiter

lunedì 21 luglio 2014

Entusiasta della spiritualità delle Visitandine

Tempo fa ho consigliato a una donna in discernimento vocazionale di fare un'esperienza di vita monastica presso il monastero delle Visitandine di Baggiovara. Ecco la sua entusiasta testimonianza della gioia che ha provato in monastero.


Caro D.,
                volevo tanto ringraziarti per l'indicazione del Monastero della Visitazione di Baggiovara!!! Sono da poco rientrata da una settimana di ritiro presso di loro. Mi risulta molto difficile esprimere a parole la bellezza dell'esperienza che ho vissuto tale è stata l'intensità...

Mi sono sentita accolta dalle sorelle come in un'amorevole famiglia dove regna l'amore, l'armonia e la dolcezza. Avevo l'impressione di essere li con loro da sempre. Madre Maria Daniela, l'abbadessa, è di una forza straordinaria, non ho mai visto in nessuno tanta energia unita a tanta carità e umiltà umana e spirituale. L'energia e la purezza di una bambina unita alla sapienza di un profondo conoscitore dell'animo umano. Per non parlare di Suor Paola e Suor Maria Serena, dolcissime! E le sorelle più anziane lasciano letteralmente stupiti e senza parole per la gioia e la serenità che trasmettono...

Il silenzio del luogo ma soprattuto quello che solo lì si riesce a creare entro se stessi fa percepire la reale presenza e l'amore del buon Dio. Questa esperienza mi ha insegnato a pregare, mi ha permesso di dedicare molto tempo alla preghiera ed alla meditazione e ad avvicinarmi di più al Signore. Farò sicuramente tesoro di questa esperienza affinché mi illumini e mi faccia con più chiarezza comprendere qual è la strada che il Signore ha previsto per me...

Non è facile decidere di lasciare tutto per abbracciare questo tipo di vita in modo fedele, cioè per sempre. Comunque desidero proseguire la ricerca in questa direzione e di sviluppare il più possibile la spiritualità perché sento che solo attraverso essa è possibile raggiungere la vera gioia e la pace.

Un caro saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                        ho letto con molto piacere la tua entusiasta testimonianza dell'esperienza vocazionale che hai fatto presso la Visitazione di Baggiovara. Sono davvero contento che ti piace la vita monastica e che apprezzi molto il silenzio che regna in monastero, perché hai compreso che esso aiuta l'anima a raccogliersi interiormente e ad elevarsi ai pensieri delle cose celesti, che sono quelle che contano davvero nella vita.

La spiritualità dell'Ordine della Visitazione mi piace tanto, perché è basata sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo. Se un cristiano non è dolce e caritatevole col prossimo, non è un esemplare seguace di Gesù.

Spero tanto che tu sia stata prescelta da Cristo Re per divenire sua sposa abbracciando la vita consacrata in un monastero fervoroso e osservante. Che grande grazia poter divenire sposa del Re del Cielo!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter
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Le donne attratte dalla spiritualità visitandina basata sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo, le quali desiderano mettersi in contatto con le Monache Visitandine di Baggiovara (Modena) per chiedere di poter fare un'esperienza vocazionale in monastero, possono contattare le religiose scrivendo al loro indirizzo di posta elettronica:   monvisit@virgilio.it

domenica 20 luglio 2014

Meglio i divertimenti mondani o la vita religiosa?

Riporto il testo di una lettera che scrissi a una ragazza (ex lettrice del blog) che mi comunicò che sarebbe entrata in un monastero di clausura nel quale precedentemente aveva fatto un'esperienza vocazionale. La superiora del monastero le aveva comunicato per iscritto di aver visto in lei i segni della vocazione, e così si convinse a fare il grande passo.


Carissima sorella in Cristo,
                                           ho accolto con gioia la bella notizia che mi hai dato. Mi hai scritto numerose lettere piene di unzione spirituale, che mi hanno edificato. Sono davvero contento che Gesù buono sia riuscito a rapire il tuo cuore e a convincerti a divenire sua casta sposa. Adesso devi amarlo ancora di più, perché troppo grande è il dono che ti ha fatto. Ma ti rendi conto? Se sarai perseverante diventerai sposa non di un uomo qualsiasi, ma del Re del Cielo! Queste sono grazie che Dio non fa a tutte le ragazze, e tu sei una delle fortunate prescelte. Queste cose i mondani non le capiscono, loro pensano che tu sia pazza, perché vai a rinchiuderti in un monastero di clausura e non potrai andare in discoteca, al cinema o in qualche altro luogo di divertimento. Loro non possono capire le gioie che si provano nel monastero, ad esempio nel cantare un devoto canto eucaristico innanzi al Santissimo Sacramento. Altro che tutti i divertimenti mondani messi assieme!

Mi hai detto che devi ancora sbrigare qualche faccenda nel mondo, e poi potrai finalmente partire per il monastero di clausura, dove Gesù buono ti aspetta a braccia aperte. L'istituto religioso in cui entrerai mi piace molto. Ho letto la biografia della Fondatrice e mi ha entusiasmato il suo ardore per la salvezza delle anime e l'amore per il Sacro Cuore.

In attesa della partenza, il diavolo cercherà di ostacolarti in vari modi. Potrebbe insinuarti che non sei fatta per la vita contemplativa, ma per la vita attiva. Questa è una tipica tentazione per far perdere alle ragazze la vocazione o almeno la tranquillità del cuore. Un'altra tentazione frequente è quella della nostalgia della propria città, della famiglia, degli amici del mondo, e cose di questo tipo. Non devi avere nostalgia di nulla, poiché quando si ha Dio si ha tutto.

Coraggio, resta fedele alla chiamata di Gesù, ed Egli ti ricompenserà generosamente. Mi raccomando, devi desiderare la santità con tutte le tue forze per far piacere al tuo casto Sposo. I mondani sono assetati di vino e divertimenti, tu invece devi essere assetata della salvezza eterna delle anime per la maggior gloria di Dio.

Quando starai pregando nel silenzio della tua povera cella monastica, o durante la veglia notturna davanti al Santissimo Sacramento, non dimenticarti di dire all'amatissimo tuo Sposo una preghiera per me e per tutti i lettori del blog.

Ti ringrazio ancora per la bella notizia che mi hai dato. Spero tanto di poterti incontrare nella Patria Celeste, dove insieme alla nostra Mamma Immacolata, agli angeli e ai santi, potremo adorare e lodare la Santissima Trinità con tutte le nostre forze per tutta l'eternità.

Cordialiter

sabato 19 luglio 2014

Non abbandonare la vita religiosa

Non bisogna respingere la vocazione. A tal proposito ripubblico la lettera di una ragazza che con le lacrime agli occhi ha voluto lanciare un accorato appello...

Caro fratello in Cristo, le scrivo affinché la mia testimonianza possa servire a tutte quelle ragazze che si sentono chiamate alla vita religiosa. Sono una ragazza di vent'anni, e pur avendo una giovane età, l'ho vissuta molto intensamente [...]. A soli dodici anni ho iniziato quasi per caso a frequentare un ordine di stretta osservanza, il quale mi ha portato ad amare Cristo e la sua Chiesa in maniera smisurata. Da piccola ho sempre pensato che un giorno mi sarei donata a Cristo [...] presso quella che definivo la mia vera casa, ossia qualche convento del mio amato ordine, ma essendo minorenne e non riuscendo ad ottenere il permesso dai miei genitori di poter entrare in convento, ho atteso il giorno del mio diciottesimo compleanno con ansia e trepidazione, e mentre tutti si accingevano a preparare il mio compleanno, io in gran segreto preparavo la mia anima per donarmi al mio amato Sposo. Dopo qualche mese dal mio compleanno partii dicendo ai miei genitori che quello sarebbe stato un ritiro non come gli altri e che prima o poi sarei tornata, forse qualche mese o due ...iniziai il mio cammino sotto la guida di monache sante, fedeli all'ordine e alla regola, persone che donerebbero la vita pur di restare fedeli alla loro professione. Avevo una gioia che mi veniva da dentro e che nessuno mai, pensavo, mi avrebbe potuto togliere. Certo le difficoltà ci sarebbero state, ma quelle ci sono anche nell'amore tra due creature. Ben presto i miei genitori si resero conto che quello sarebbe stato un ritiro senza ritorno e molto addolorati vennero a trovarmi disperati e con gli occhi pieni di lacrime mi supplicarono di tornare […]. Tornai a casa con la speranza che ben presto sarei ritornata. E fu proprio così, dopo poche settimane tornai nello stesso ordine ma nel ramo di clausura, parlo di clausura stretta, parlo dell'ordine delle [....]. Mai in vita mia avevo provato e sono certa che mai più proverò una gioia tanto grande. Pur essendo dietro a quelle grate mi sentivo libera, difficile a credersi ma era così, per me quella era l'anticamera del paradiso. Ancora oggi darei di tutto pur di ritornarvi. Le scrivo con le lacrime agli occhi e la morte nel cuore, la prego sproni chiunque a non abbandonare la via della consacrazione a Cristo perché, mi creda, si muore per davvero. Attualmente sono fidanzata, vivo in una famiglia agiata, studio e non mi manca niente... eppure le dico mi manca tutto, darei la mia stessa vita pur di ritornare a qualche anno fa, ma purtroppo non è possibile, e certa di questo continuo a sopravvivere nella speranza di tornar ad avere almeno un minimo di felicità. La prego in nome di Cristo e della Madonna faccia l'impossibile ma sproni e aiuti coloro che hanno la tentazione di abbandonare, dica loro che la felicità sta solo nella strada che Cristo ha scelto per noi. Grazie per il suo blog.


Carissima sorella in Cristo,
                                             dammi pure del tu (lo preferisco). Ti ringrazio per la tua testimonianza che credo potrà essere molto utile alle persone che frequentano questo blog. Però nella tua lettera ho notato un po' di scoraggiamento. Carissima, ogni cristiano deve sperare in Dio, dunque non deve temere di nulla, e nel suo animo deve albergare sempre la letizia spirituale. Quindi, coraggio! Anche se la situazione può apparirti compromessa, devi sperare contro ogni speranza. Sei sicura che non puoi più abbracciare la vita religiosa in qualche buon ordine? Comunque sia, non puoi vivere nel rimpianto il resto della tua vita, affidati alla Mediatrice di tutte le grazie e vedrai che si troverà una soluzione. Se in futuro mi scriverai ancora, spero con tutto il cuore di sentirti con l'animo allegro e piena di letizia spirituale. Ci tengo molto alla salvezza eterna della tua anima, poiché sei stata pagata a caro prezzo da Cristo inchiodato alla Croce. Confida sempre in Gesù e Maria!

Ti incoraggio ad adempiere la volontà di Dio su di te, e ti saluto fraternamente in Corde Matris,

Cordialiter

venerdì 18 luglio 2014

Una lettera delle Carmelitane

Pubblico una lettera scritta dalle Carmelitane di Cerreto a una ragazza.

Carissima, Noi ti portiamo sempre nella preghiera, le tue parole, i tuoi progetti, la tua energia, gli impegni, i pensieri, il tuo respiro, ci parlano un po’ di te che, stai cercando di vivere nella fede e con un grande tentativo di affidamento alla vita e la tua grande carica e il tuo amore e il tuo rispetto per ogni essere ed ogni vivente...

Non è facile affidarsi e scoprire il grande tesoro nascosto nelle situazioni, negli eventi, nelle relazioni ma il nostro impegno a rimanere fissi col cuore al vero tesoro esprime già la fedeltà di Dio che agisce suscitando in noi il desiderio di Lui, la sete, la fame della sua parola . E quando il suo volto si nasconde nella nube, nella notte, nel buio, siamo certe che è una manifestazione di predilezione. A volte avvertiamo la tensione e il disagio di una società che ci fa stare "sospesi", e al tempo stesso la stanchezza ma l’impegno per riuscire ancora a confluire in una assetto più vivibile, più delicato. Forse questi sentimenti, legittimi e comprensibili, rimandano a un malessere interiore e a un bisogno di sicurezze e vorremmo che la “ scena di questo mondo” fosse  "solida" . Ma il Signore ci esorta "Non preoccupatevi del domani" … E’ importante serenamente riconoscere, accettare, affrontare sapendo che: tra noi e Dio non  c'è debolezza o fragilità che possa frapporsi... anzi la nostra fatica ben gestita può diventare un gran trampolino per il nostro cammino di santità, di configurazione a Lui di risposta a un amore più grande. Gesù a Paolo, timoroso per la sua spina nella carne, diceva: ti basta la mia grazia! è una grande grazia poter fare un percorso spirituale che porta alla radice della nostra umanità ferita e assumerla in una risposta di vita ed è un dono ancora più grande credere fermamente e serenamente , non utopisticamente, che Dio può tutto : Lui agisce … ti salutiamo caramente nel Signore, 

le sorelle carmelitane di Cerreto.

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Per contattare le Carmelitane di Cerreto, scrivere all'indirizzo:  carmelitane@gmail.com

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Ritiro spirituale

Ripubblico quel che mi scrisse una cara lettrice del blog al ritorno da un ritiro spirituale.

Carissimo D.,
                       eccomi di rientro dal ritiro, anzi...dal Paradiso! Sono a casa già da qualche giorno, ma sto cominciando solo ora a riprendermi (si fa per dire) dal trauma del rientro a "Babilonia". Sono passata dal perfetto silenzio al caos più totale. La prima cosa che ti voglio dire è che senza averlo programmato, per una serie di circostanze, ho trascorso un intera giornata nei luoghi di S. Gemma Galgani! Quante lacrime ho versato sulla sua tomba, quante emozioni nei luoghi dove lei ha vissuto! […] Ho potuto vivere un'esperienza indimenticabile in due Comunità religiose molto fervorose che vivono con grande fedeltà il carisma dei loro fondatori, dall'una e dall'altra sono rimasta molto edificata. I due aspetti che mi hanno colpito di più sono: l'amore e la cura per la liturgia. [...] Che gioia, erano mesi che non gioivo così, ogni Messa era cantata a cappella in gregoriano!! Poi sono rimasta molto impressionata dalla capacità che hanno di accogliere i fratelli, riuscendo a coinvolgerli nei loro ritmi di preghiera in modo tale da non mancare alla carità fraterna e non perdere il loro raccoglimento. In effetti le due spiritualità a prima vista sembrerebbero molto diverse perchè la prima Comunità ha il carisma di essere Monaci nel mondo, e la seconda di essere eremiti in Comunità, ma osservandole più attentamente si scopre che hanno molto in comune, ad esempio la capacità di unire la Chiesa Occidentale a quella Orientale con molta armonia, infatti l'impatto che ne ho avuto è stato molto naturale […]. Nella Cappellina privata che hanno tutti gli eremiti, il Santissimo è custodito dentro un piccolo Tabernacolo che ha dietro lo sportellino il vetro dove Gesù è sempre esposto, ci pensi... poter adorare il Signore tutti i giorni per tutto il tempo che si vuole? Solo al pensiero di dovermi nuovamente privare di tanta beatitudine sentivo una sofferenza enorme, volevo restare lì per sempre. Ora che sono a casa, mi sembra di morire in certi momenti, ma si può morir d'amore? Credo di sì, la mia brama è verso di Lui e non posso più vivere senza. Se già prima avevo disprezzo per le vanità del mondo, ora mi pesa anche il mio corpo che ha tante esigenze, e mi costringe a restare attaccata a terra, invece vorrei volare.

Purtroppo il nemico è più agguerrito che mai, e se le inventa tutte per cercare di ostacolare la mia gioia, infatti ti chiedo di pregare per un'intenzione che mi sta dando molto dispiacere. […] Io come sempre ti offro la mia povera preghiera, in modo particolare ti ho ricordato davanti a Gesù durante le mie veglie. Per me sei e resterai un caro amico anche se gli impegni vicendevoli non ci consentono di sentirci frequentemente.

Ti saluto fraternamente e ti auguro tante grazie e benedizioni per il tuo cammino di santità.
Con affetto, tua sorella in Cristo

(lettera firmata)

giovedì 17 luglio 2014

Amare il silenzio

Tutte le anime che amano Dio amano anche la solitudine, perché nella solitudine è più facile raccogliersi ed elevare la mente al Signore. Nel silenzio e nella solitudine lo Spirito Santo parla al cuore delle sue anime dilette con parole che infiammano d'amore. Ducam eam in solitudinem, et loquar ad cor eius (Osee II, 14).

La virtù si conserva facilmente nella solitudine, mentre si perde facilmente nel conversare col mondo, ove poco si conosce Dio, e poco conto si fa del suo amore e dei beni che Egli dona a chi lascia tutto per amor suo. Diceva San Bernardo che lui aveva imparato molto più nella solitudine dei boschi che dai libri e dai maestri. Quindi i santi per vivere in solitudine e lontani dai tumulti del mondo hanno amato tanto le grotte, i monti e i boschi. La solitudine sarà una fonte perenne di allegrezza per quelle anime che la cercano: ella fiorirà come il giglio in bianchezza ed innocenza di vita, e produrrà i frutti di tutte le virtù. Queste anime felici un giorno saranno elevate a vedere la gloria del Signore e la sua infinita bellezza.

È certo che per mantenere l'anima unita con Dio bisogna conservar nella mente le idee di Dio e dei beni immensi che Egli prepara a chi lo ama. Ma quando noi abbiamo contatti col mondo, esso ci presenta le cose terrene, le quali cancellano le idee spirituali e ci privano dei sentimenti di pietà.

I mondani fuggono la solitudine perché nella solitudine si fan sentire i rimorsi delle loro coscienze, perciò costoro vanno cercando conversazioni e distrazioni di mondo. Al contrario, le anime che vivono con pace di coscienza non possono non amare la solitudine; e quando si trovano tra il baccano del mondo si sentono come pesci fuor d'acqua. È vero che l'uomo ama la compagnia; ma qual più bella compagnia che quella di Dio! Non apporta né amarezza né tedio l'allontanarci dalle creature per conversare intimamente col nostro Creatore.

Non è vero che la vita solitaria è vita malinconica; ella invece è un assaggio e principio della vita dei beati che godono un gaudio immenso nell'occuparsi solamente di amare e lodare Dio. I santi allorché vivono in solitudine sembrano soli, ma in realtà non stanno soli, stanno con Dio. Sembrano mesti, ma non sono mesti; il mondo, vedendoli lontani dai divertimenti terreni li giudica miseri e sconsolati, ma non è così; essi in realtà godono un'immensa e continua pace. Il Signore ben sa consolare un'anima che conduce una vita ritirata. Ella è sempre piena di gioia e d'allegrezza, e innalza ringraziamenti e lodi alla divina bontà.

mercoledì 16 luglio 2014

Vita monastica

Ripubblico il testo di una lettera di una ragazza attratta dalla vita religiosa.

Salve, 
           ti ringrazio per avermi risposto subito e per i tuoi preziosi consigli; [...] ne sono molto sollevata. Perciò credo che non dovrei perdere neanche un momento per esaudire il prima possibile il desiderio di Gesù. Essendo una studentessa (frequento il terzo dei cinque anni di liceo) non so come comportarmi per evitare che nulla della mia vocazione vada perso. Mi sento attratta dalla vita contemplativa della clausura, ma non so se sia veramente questa la mia strada e non vorrei mai scegliere un ordine perché "mi fa più comodo" di un altro. Quindi se potessi darmi dei consigli su come capire a quale ordine il Signore mi chiama, ti sarei molto grata.

Concordo sull'importanza di fare un'esperienza vocazionale in qualche monastero e, potendo, la farei anche subito, ma sinceramente non so come chiederlo ai miei genitori, non avendo mai fatto un ritiro spirituale, e dubito che a quest'età mi lascerebbero andare per più giorni senza farmi altre domande più specifiche.

[…] Potresti informarmi su monasteri di stretta osservanza nella mia zona e darmi dei consigli sui vari ordini, su come contattarli...? Da sola ho paura di cadere nella tentazione di scegliere la comodità e non ciò a cui sono chiamata e non saprei proprio da dove partire. Infine come posso prepararmi interiormente per essere una sposa un po' più degna di Cristo?

Grazie infinite per la disponibilità,

(Lettera firmata)


Carissima sorella in Cristo,
                                               quale ordine religioso scegliere? Non è semplice rispondere, poiché a volte si è indecisi su varie congregazioni osservanti. In genere bisogna ascoltare le proprie inclinazioni. Alcune ragazze sono portate per l'evangelizzazione, altre per la cura dei poveri e degli ammalati, altre ancora per la vita contemplativa nella clausura. Sono rimasto sorpreso nel constatare che molte lettrici che mi hanno contattato sono attratte dalla clausura; si tratta di una scelta forte e radicale adatta solo ad anime ardite desiderose di immolarsi.

A volte la propria attrattiva non corrisponde alla vocazione designata da Dio. La celebre suor Consolata Betrone da giovane si sentiva attratta dagli ordini di vita attiva. Fece tre prove ma andarono male. A quel punto il suo confessore le propose di provare in un ordine di clausura, nel quale riuscì ad entrare e a vivere santamente.

Adesso cosa devi fare? Eccoti alcuni consigli.

Nel tempo libero cerca di fare molta lettura spirituale. È importante che tu legga libri di sicura fede, ad esempio quelli scritti dai santi. Ti raccomando “Storia di un'anima” di Santa Teresa di Lisieux, il “Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica”, “Le Glorie di Maria”, “Riflessioni devote” e “Pratica di amar Gesù Cristo” tutti e tre di Sant'Alfonso Maria de Liguori, e infine “L'imitazione di Cristo” (autore anonimo). Questi libri sono tutti facilmente reperibili, e “Storia di un'anima” e “L'imitazione di Cristo” puoi trovarli anche nella versione audio mp3.

Cerca un direttore spirituale con cui confidarti. Deve essere ricco di dottrina, carità e prudenza, altrimenti c'è pericolo. Purtroppo è difficilissimo trovarne uno davvero adatto a questo scopo.

Santa Teresa di Lisieux quando viveva ancora nel secolo si considerava fidanzata di Gesù (con la professione religiosa divenne sua sposa). Anche tu adesso devi considerarti fidanzata del Redentore Divino e devi comportarti come tale. Pertanto devi disinteressarti di tutte le cose che piacciono tanto ai mondani: discoteca, gossip, divertimenti sfrenati, moda, corteggiamenti, cupidigia per le ricchezze, oroscopi, superstizioni varie e cose di questo genere. “Vanitas vanitatum et omnia vanitas”.

Non permettere a nessuno dei tuoi compagni di classe di prendersi troppa confidenza con te, ad esempio tenendoti mano nella mano, prendendoti a braccetto, e in altri atteggiamenti tipici dei corteggiatori. Io desidero solo che tu faccia la volontà di Dio, e se Lui ti desidera come sua sposa, sarebbe triste se tu donassi il tuo cuore ad una povera creatura umana, anziché al Re del Cielo.

Se possiedi trucchi personali (rossetto, rimmel, smalto per le unghie, ecc.) buttali via nell'immondizia senza che i tuoi familiari se ne accorgano. Una fidanzata di Gesù non ha bisogno di queste cose. Se ti hanno regalato dei vestiti che offendono il pudore e che sono di scandalo al prossimo (minigonne, magliette troppo scollate, ecc.) buttali via nella pattumiera. Nessuna donna dovrebbe indossare questi abiti vergognosi.

Ti incoraggio a perseverare con ardore nel percorso vocazionale che hai intrapreso.

In Corde Matris,

Cordialiter

martedì 15 luglio 2014

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L'anima si purifica con le tribolazioni

Ripubblico la lettera di una lettrice che soffriva per l'opposizione della madre alla vocazione.

Caro D.,
                sto in ombra, ma leggo sempre il tuo blog, e spesso mi ritrovo nelle lettere che ricevi, come mi ha colpito la lettera di quel ragazzo che è in difficoltà a causa del fatto che sua madre gli ostacola vocazione. Per questo ti chiedo di pubblicare anche la mia lettera, come risposta e incoraggiamento per lui, perché non è solo!!!!! Ci sono anch'io!!!! Capitano anche a me più o meno le stesse cose, e io non ho ancora scelto lo stato di vita. Non so ancora cosa fare, non so qual è la volontà di Dio su di me. Ciò che è certo è che io Lo cerco sempre di più e questo si fa notare...

Anche ieri sera ho discusso con mia madre che associa tutte le mie attività con l'andare in chiesa. Perché vado 2 ore a settimana all'incontro dell'Azione Cattolica, perché vado la domenica alla messa dei bambini, perché leggo libri dei santi, ecc. E...che bello sarebbe poter riuscire ad andare alla messa ogni giorno, ma per adesso non posso. Anche a me non piace uscire per andare a perdere tempo con certi tipi di amici, guardare la TV, leggere romanzi, ecc. Mia madre mi dice sempre che così non potrò mai trovare un fidanzato, e che invece altre ragazze della mia età sono già sposate e hanno dei figli. Io gli ho detto che in tutti questi anni non ho perso niente, e sono felice così. Anche a me capita la stessa cosa di quel ragazzo, e cioè che il mio padre spirituale vuole prepararmi a farmi suora, mentre mia madre...

Mi sono resa conto che tutti questi ostacoli servono alla nostra purificazione, perché Dio vuole rafforzare la nostra fede. Questa è la nostra piccolissima croce, e quando ho sentito ieri sera questo discorso della mamma, ripetevo più volte nel mio cuore, "Ti amo, Gesù!". Questa soluzione l'ho trovata solo quest'anno, ma è bene pregare in quel momento anche per la persona che ci fa soffrire. Inoltre, quando le persone che ci circondano ci perseguitano a causa della nostra fede, dobbiamo essere felici, perché così dimostriamo che quello che noi viviamo, non sono solo parole, ma anche atti.

Il mio consiglio e di alzarsi su, anche con le lacrime agli occhi, anche se fa male il cuore, e andare avanti, perché il conflitto non dura per sempre. La situazione si calma in pochi giorni, e prima o poi i parenti si abituano all'idea. A me capitano queste cose soprattutto durante la Quaresima. Sono piccole cose che possiamo offrire al Signore.

Spero tanto che la mia testimonianza possa incoraggiare quel ragazzo e forse altre persone che si trovano in questa situazione.

Ti auguro tutto il bene del mondo e tante benedizioni da Dio!

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                    ti ringrazio per la bella lettera di incoraggiamento che hai scritto. La pubblico molto volentieri, nella speranza che possa dare un po' di conforto a coloro che stanno subendo l'opposizione del mondo alla propria vocazione religiosa.

Sono contento che stai continuando a riflettere sullo stato di vita da eleggere, e che stai cercando di capire se la tua vocazione è di consacrarti a Dio abbracciando la vita religiosa.

Fai benissimo a non frequentare discoteche e altri ritrovi mondani che allontanano da Dio. Le cattive amicizie sono un grosso ostacolo non solo alla vocazione religiosa, ma anche alla salvezza della propria anima. Infatti, andando con persone malvagie, si finisce per diventare come loro. Il fatto che tu non abbia un fidanzato è un grande vantaggio, così sarà più facile adempiere la volontà di Dio qualora tu abbia la vocazione religiosa, come io spero. Il nostro scopo su questa terra è di salvarci l'anima per la maggior gloria di Dio, mentre le cose materiali (fidanzati, soldi, divertimenti, viaggi, ecc.) sono secondarie e non indispensabili per raggiungere l'obiettivo supremo, anzi, in certi casi sono di ostacolo.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

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lunedì 14 luglio 2014

Monache cordiali e caritatevoli


Una gentilissima lettrice del blog ha stretto una solida amicizia spirituale con le Benedettine di Fermo (Marche)...

Carissimo fratello,
                                finalmente riesco a scriverti! Sono passati almeno 5 mesi dall'ultima volta che ci siamo scritti, se ricordi ti avevo contattato per avere informazioni e aiuto riguardo la possibilità di stare qualche giorno in un monastero, possibilmente di ordine benedettino, e tu mi consigliasti, tra gli altri, il monastero delle Benedettine di Fermo. Ed io sono andata proprio là, a fine aprile, ed ho fatto un'esperienza incredibile e meravigliosa che solo la grandissima misericordia di Dio poteva farmi vivere. Proprio a me, povera peccatrice! Voglio ringraziarti perché senza i tuoi consigli non so se avrei mai fatto questo "esperimento"!

Le sorelle di Fermo sono entrate subito nel mio cuore, per la loro gentilezza, la loro dolcezza ed ospitalità. Ora mi sono trasferita a Fermo e vado a pregare con loro al monastero quasi tutti i giorni, ed ogni volta trascorro dei momenti meravigliosi. Ritorno a casa con una gioia nel cuore mai provata prima. Quando sono con loro mi sento a casa, in famiglia; nulla mi turba e basta uno sguardo alla Madre abbadessa e subito lei riesce a cogliere le mie preoccupazioni, le mie ansie, i miei stati d'animo e mi dice le parole giuste, come se mi leggesse nel cuore.

Io non so ancora cosa il Signore desidera da me e dalla mia vita ma di una cosa sono certa: mai mi allontanerò da queste meravigliose suore, sempre saranno nel mio cuore, con i loro sorrisi, la serenità e la purezza dei loro occhi. Ringrazio Dio tutti i giorni per questo dono immenso e spero e prego ardentemente affinché altre giovani donne come me possano gioire nella visione di tanto amore come quello che ho visto e sentito io entrando in questo monastero e vivendo con queste bellissime Spose di Cristo.

Ti saluto, e che Dio ti benedica.
(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                      sono contento che ti piace frequentare il monastero delle Benedettine di Fermo. Anche io penso che sono persone molto cordiali e caritatevoli col prossimo. Purtroppo, non in tutti i monasteri si trova un clima così fraterno. Un consiglio che do a coloro che vanno in una casa religiosa per fare un'esperienza vocazionale, è di vedere se c'è un clima di carità fraterna. In caso contrario è meglio andare altrove. Infatti, se in un monastero si osservano scrupolosamente tutte le regole, ma poi si manca nella carità, ci si comporta in maniera farisaica. San Paolo insegna che se una persona fa opere meravigliose, ma non ha la carità, nulla gli giova.

Delle Benedettine di Fermo apprezzo molto il fatto che sono particolarmente disponibili ad ascoltare i problemi della gente, e a fornire dei consigli utili. Ovviamente il loro apostolato più importante è la preghiera. Tra l'altro sono contento che amano molto il canto gregoriano, che è il canto tipico della Chiesa.

Ti incoraggio a proseguire nel discernimento vocazionale, nella speranza che tu possa comprendere qual è lo stato di vita che Gesù buono ha stabilito per il tuo bene sin dall'eternità.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter
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Coloro che desiderano fare un'esperienza vocazionale tra le Benedettine di Fermo, possono scrivere all'indirizzo: m.benedettine @ alice.it (scrivere l'indirizzo tutto attaccato, senza spazi). La Madre Abbadessa sarà felice di rispondere alle vostre lettere.