Per chiedere informazioni all'autore del blog, oppure per chiedere indirizzi di buoni conventi e monasteri, scrivere all'indirizzo: cordialiter@gmail.com

Visualizzazioni totali

lunedì 3 agosto 2015

Esperienza vocazionale in un Carmelo


Il Carmelo è un Ordine di vita integralmente contemplativa. Le donne attratte dalla ricerca continua del Volto di Cristo in una comunità orante possono mettersi in contatto con le monache carmelitane scrivendo a: carmelitane@gmail.com




Foto delle Carmelitane di  Cerreto di Sorano (Grosseto).

Una maestra in monastero

Pubblico la testimonianza vocazionale di una monaca di clausura del monastero di Baggiovara (Modena).


La storia della mia vocazione inizia fin dalla tenera età, fin da piccola avevo un sogno “nel cassetto” che custodivo con amore: quello di aiutare i bambini poveri, particolarmente quelli dell’Africa. Intanto compensavo questo desiderio nel dedicarmi ai bambini che incontravo nel mio cammino, cominciando dai miei fratelli più piccoli. All’età di 14 anni ho scelto la scuola per maestra d’asilo e, una volta diplomata, ho insegnato per anni in vari asili di Modena. Ero felice nel poter essere tutta per loro e sentivo la grande responsabilità che l’adulto ha con una creatura in formazione. Di quando in quando pensavo come sarebbe stato bello andare in Africa ad aiutare bambini meno fortunati. Nel 2005 ho deciso di vedere se potevo esaudire il mio sogno che continuava ad accompagnare la mia vita. Ora, ripensando a quel periodo, posso dire che il Signore ha benedetto quel momento. Mille difficoltà ostacolavano la partenza, il lavoro, l’aspettativa non concessa, ma io mi sentivo forte, avevo un coraggio che mai ho sentito nella mia vita. Era Lui che mi portava e io mi lasciavo portare. 

Quando tutto sembrava remare contro il mio progetto, ho invocato lo Spirito Santo e ogni cosa si è risolta.  Non mi sembrava vero, avevo ottenuto il permesso, potevo partire e compiere ciò che mi stava più a cuore, ma non sapevo che quello che mi aspettava non era solo il coronamento al sogno, ma solo un inizio, una svolta della mia vita. Dopo pochi giorni, il donarmi ai bambini africani non mi bastava più, sentivo un vuoto ed è così che ho iniziato a pregare spontaneamente in ogni dove: per le strade, nelle case dove andavo, mentre giocavo con loro, ecc. 

Tornata a Modena non capivo cosa mi stava accadendo: tutto aveva una dimensione diversa, e mi sentivo come un pesce fuor d’acqua. La mia vita era capovolta, ciò che prima aveva una certa importanza, ora era quasi banale. Il Signore stava facendosi posto in me. Così iniziai a partecipare alla S. Messa ogni mattino e a recitare il S. Rosario al termine del lavoro. Il mio padre spirituale mi consigliò di fare un ritiro in Monastero per un discernimento e ascoltare cosa il Signore mi volesse dire. Fu durante questo ritiro che sperimentai una grande pace e sentii che finalmente stavo realizzando il mio sogno: aiutare spiritualmente tutti i bambini e non solo quelli intorno che potevo fisicamente avvicinare . Il 31 maggio 2007 entrai in Monastero. Due anni più tardi il Signore mi chiese il grande sacrificio di lasciare l’abito religioso e ritornare in famiglia per una grave situazione familiare. Imparai così che nelle vie del Signore bisogna essere sempre pronti a tutto. 

Oggi, dopo essere rientrata da circa un anno e mezzo, posso dire che  tutto è dono di Dio anche il tempo che ho dovuto trascorrere necessariamente con i miei familiari. Sono grata al Signore per avermi chiamato a testimoniare il suo amore. 

Una monaca visitandina

_____________________________________________________________________________________
Le donne attratte dalla spiritualità visitandina basata sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo, le quali desiderano mettersi in contatto con le Monache Visitandine di Baggiovara (Modena) per chiedere di poter fare un'esperienza vocazionale in monastero, possono contattare le religiose scrivendo al loro indirizzo di posta elettronica:  monvisit@virgilio.it

domenica 2 agosto 2015

Trascorrere alcuni giorni in monastero

Ripubblico una lettera che ho inviato a una lettrice del blog che dopo aver avuto il coraggio di convertirsi, ha cominciato a sentirsi attratta da Gesù ad abbracciare la vita religiosa.


Carissima sorella in Cristo,
                                           rispondo volentieri alla tua lettera. Sono davvero contento di aver letto la testimonianza della tua conversione. Lo scopo di ogni essere umano è trovare la felicità, alcuni la cercano nelle ricchezze, altri nei piaceri carnali, altri nella vanagloria e in altri beni mondani. Nessuna creatura potrà mai saziare il tuo cuore che è stato creato per amare la Santissima Trinità, fine ultimo della tua vita. Nessuna persona è chiamata allo stato religioso per meriti acquisiti, ma solo per pura bontà di Dio, il quale elargisce i suoi doni con infinita sapienza. Il fatto che in passato hai commesso dei peccati contro la purezza, non deve farti demoralizzare. Ormai quelle colpe sono state cancellate per sempre dal Sangue di Cristo nel momento in cui hai ricevuto l'assoluzione sacramentale. Ora sei una persona diversa dal passato e da molti mesi vivi tranquillamente in castità. Il mio consiglio è di verificare se ciò che senti nel cuore è solo un pio desiderio oppure una vera vocazione religiosa, come spero. L'ideale sarebbe parlarne con un ottimo direttore spirituale, ma è molto difficile trovarne uno davvero adatto a tale scopo. Diceva San Francesco di Sales che solo uno su diecimila ha le caratteristiche per poter svolgere questo compito delicato. Se infatti un sacerdote non è ricco di dottrina, carità e prudenza, c'è pericolo nel farsi dirigere da lui. Ci sono ad esempio dei preti che scoraggiano sempre i ragazzi dall'abbracciare la vita religiosa. Diceva Sant'Alfonso Maria de Liguori (Dottore della Chiesa) che questi preti o hanno ricevuto l'ordinazione sacerdotale senza avere la vocazione, oppure non sanno cosa sia la vocazione. Dunque se non riesci a trovare un sacerdote che ti ispiri fiducia e che abbia le caratteristiche adatte per diventare il tuo direttore, ti consiglio di contattare direttamente qualche buon monastero femminile e chiedere la possibilità di poter fare un'esperienza vocazionale di alcuni giorni. Lì avrai la possibilità di confidarti con la priora o con la maestra delle novizie, le quali ti aiuteranno a capire qual è la tua vocazione. Inoltre quando sarai nel silenzio della tua cella e ancora di più nella cappella, potrai riflettere con calma sullo stato di vita a cui il Signore ti chiama. Non parlare più di vocazione con tua madre, e se ti chiede “vuoi farti ancora suora?”, rispondile che non ti senti degna, così lei penserà che hai rinunciato a questa idea. Se vai a [...], lei penserà che vai a farti una vacanza, e se ti chiede “Che vai a fare?”, puoi dirle che vai per un “ritiro spirituale” per ritemprare lo spirito; non è una bugia, ma una restrizione mentale, cioè una frase ambigua che ha vari significati, e che non costituisce nemmeno peccato veniale, come insegnano i manuali di Teologia Morale, poiché un'esperienza vocazionale è anche un ritiro spirituale. Coraggio, l'elezione dello stato di vita è una scelta di fondamentale importanza, io ti esorto a non arrenderti di fronte alle avversità, e a continuare sulla strada del discernimento vocazionale. La storia della tua conversione è molto bella, ma se il lieto fine fosse lo sposalizio con Gesù buono, sarebbe ancora più bella. Credimi, sulla terra non troverai mai nessun uomo che possa amarti più di Gesù Cristo. Del resto, non conosco nessuno che si lascerebbe inchiodare in Croce per amor tuo. Rimango a tua disposizione per rispondere a qualsiasi altra domanda; per me è una gioia rispondere alle lettere vocazionali dei lettori, poiché desidero tanto che Gesù sia amato. Ti saluto cordialmente in Cristo Re e Maria Mediatrice di tutte le grazie,

Cordialiter

sabato 1 agosto 2015

Perseverare nel discernimento

Ecco una delle lettere che mi ha scritto una gentile lettrice...

Ti ringrazio per queste tue riflessioni, sono sempre molto preziose. Sai, ho pregato molto affinché potessi capire finalmente cosa Dio ha in serbo per me. Ho affidato tutto nelle sue mani. [...] Dovrei partire a marzo e, fino a quel mese, vorrei comunque vivere brevi esperienze di ritiro. Questi pensieri sulla vocazione mi sono nati pochi giorni prima del mio ultimo esame (osservazione che mi fa riflettere) e tuttora sono vivi, anche se si alternano a periodi di forti dubbi e sconforto. Mi sento piccola piccola, su di uno stradone grande grande, e sento che Dio mi osserva con grande tenerezza e misericordia, ma in silenzio. Ed io non so cosa fare, da che parte andare. Questo suo silenzio è spesso presente nella mia vita, mi mette alla prova, mi forgia, mi fa bollire. Mi parla raramente, giusto quel poco per darmi tanta carica per lunghi periodi rigidi di silenzio. Mi affido comunque e sempre alla volontà di Nostro Signore […]. Non decide Lui per noi, Egli desidera per noi; siamo noi a dover trovare nella nostra fede cieca la forza per dire il nostro sì alla consacrazione. Non voglio nemmeno sperimentare questo stato di vita perché con la ragione posso valutarlo come sicuro, tranquillo e spiritualmente assicurante l’amore di Dio. Non voglio fare questa scelta perché a me piace per me, la voglio fare perché sento che a Lui piace per me, e fin quando non ho questa sensazione resto sempre nel dubbio. Mi farebbe piacere sapere dove poter trovare saggi padri spirituali nella mia zona […] abito a 10 km da [...].

A presto, anima gradita a Dio.
(Lettera firmata)


Carissima in Cristo,
                                   ti incoraggio a continuare il discernimento vocazionale che hai intrapreso. Perché ci tengo così tanto alle vocazioni religiose? Nel mondo è possibile salvarsi l'anima e cercare la propria santificazione, ma in mezzo a tante occupazioni, distrazioni e tentazioni, è più difficile dedicarsi alla vita devota. E infatti molta gente del mondo vive come se Dio non ci fosse (non mi riferisco solo agli atei, ma anche a molti cristiani). Invece entrando in un buon ordine religioso sarà molto più facile dedicarsi ad amare Dio e a seguire la via della perfezione cristiana. Entrando in un buon ordine, oltre a salvare quasi certamente la propria anima, se ne salveranno tante altre mediante la preghiera e altre forme di apostolato. Ad esempio nel Giorno del Giudizio scopriremo quante anime si sono salvate grazie all'apostolato di Santa Teresa di Lisieux, nonostante vivesse “reclusa” in un monastero di clausura. Se invece di abbracciare la vita religiosa si fosse sposata contro la volontà di Dio, difficilmente avrebbe salvato tante anime.

Coraggio, questo è un periodo importantissimo della tua vita, spero tanto che il Signore voglia prenderti presto tutta per Sé.

In Gesù e Maria,

Cordialiter

venerdì 31 luglio 2015

L'Amore assoluto

Tempo fa una studentessa liceale ha scoperto “casualmente” il blog, e mi ha scritto per confidarmi ciò che sente nel suo cuore. Pubblico alcuni passi della sua lettera...

Carissimo fratello cristiano, mentre ero su facebook, mi è capitata un'inserzione sul tuo blog ed ho subito cliccato. Vorrei raccontarti un po' di me: sono una ragazza di 18 anni e frequento l'ultimo anno di liceo classico. Sin da piccola sono stata accompagnata da questa forte presenza, la fede. Questo infatti è stato un fatto - passami la parola- strano, perchè la mia famiglia non è molto credente in Dio e comunque, non crede affatto alla Chiesa. Mentre io ho sempre subito il fascino della Religione Cattolica ed ho sempre amato la cultura e le trazioni associate ad essa. Però questa fede è sempre stata accompagnata da un forte dubbio, associato a tutto quello che mi veniva detto nei confronti del clero. Sento il bisogno comunque di mandarti un tema che ho scritto qualche giorno fa per farti capire meglio la mia situazione.

[…] A volte si ha paura della verità quando è difficile da ammettere, da attuare, quando una cosa sembra “troppo grande per noi” quando invece è esattamente quello che per noi andrebbe meglio; la vera e pura felicità! La vera e pura forza di vita! L'amore assoluto! Quell'amore che ti lascia andare avanti anche quando tutto è perduto! Quell'amore che sopravvive anche quando c'è buio, quell'amore che apprezza tutto e non fa storie, quello paziente e saggio; l'amore del Signore umanizzato in tutte le persone che soffrono; ovunque c'è bontà, ovunque c'è solidarietà. […]

Alla luce di tutto, vorrei chiederti un consiglio su come fare per canalizzare al meglio questa mia fede e soprattuto con chi parlare della vocazione.
Grazie di cuore.

Cara sorella in Cristo,
                                   ti ringrazio di avermi scritto. Sono contento nel constatare che nonostante la società si sia scristianizzata e paganizzata, esistono ancora persone che non si fanno trascinare dalla stolta mentalità mondana, ma vogliono tenacemente seguire Gesù buono e amarLo con tutto il cuore.

Per quanto riguarda il comportamento del clero bisogna dire che nella storia della Chiesa ci sono sempre stati sia i sacerdoti zelanti, sia quelli che conducevano una vita dissipata e peccaminosa. Purtroppo, ciò accade in qualsiasi istituzione. Anche tra i carabinieri, i dottori, gli insegnanti, i magistrati, gli operai, gli imprenditori, eccetera, ci sono i buoni e i cattivi.

Quando qualcuno critica la Religione Cattolica a causa del cattivo esempio di certi preti, noi non dobbiamo farci convincere dalle loro tesi. Noi siamo seguaci di Gesù Cristo a prescindere dal comportamento del clero, e comunque anche tra i sacerdoti o tra i religiosi ci sono tanti esempi di eroica vita cristiana, pensiamo ad esempio a Don Bosco, Padre Pio, San Francesco, Santa Chiara, San Pio X, Santa Teresina, Sant'Alfonso de Liguori, Sant'Ignazio di Loyola, San Francesco Saverio e tantissimi altri santi.

Io non lo so qual è la volontà di Dio su di te, ma spero con tutto il cuore che Gesù buono voglia prenderti tutta per Sé facendoti abbracciare la vita religiosa in qualche ordine religioso fervoroso e osservante. Continua a riflettere sullo stato di vita che il Signore nella sua infinita bontà ha designato per te! Anzi, io ti consiglio di supplicare ogni giorno il Re del Cielo di chiamarti alla vita religiosa. Certo che si può chiedere questa grazia! Si può chiederla anche per gli altri, come faceva Santa Teresa di Lisieux!

Nella risposta che ti ho inviato in privato ti ho segnalato gli indirizzi di alcune suore con cui puoi parlare del tema della vocazione. Sarebbe bello se tu potessi fare un'esperienza vocazionale con loro, così potresti vedere coi tuoi occhi come si vive in un ordine religioso fervoroso.

Questo è un periodo importantissimo della tua vita, perché ormai si sta avvicinando il momento in cui dovrai eleggere lo stato di vita. Affidati all'intercessione della Madonna affinché ti aiuti a capire qual è la volontà di Dio su di te.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

giovedì 30 luglio 2015

Donare un figlio a Dio

Tempo fa, una lettrice molto devota a San Giovanni Bosco, mi ha scritto un breve messaggio al quale ho risposto volentieri.

Ciao,
          tanti complimenti per il tuo blog, ormai è diventata una bella abitudine quotidiana leggere i tuoi scritti, che fanno tanto bene!

Molto bella ed emozionante l’intervista che hai fatto alla “mamma” della suora!

Mi vengono in mente le parole di Don Bosco: “Quando un figlio lascia la famiglia per farsi prete o religioso, Gesù Cristo prende il suo posto in casa”. Queste parole le amava ripetere una “Santa Mamma cristiana” di tre sacerdoti e aggiungeva “Non è vero che i figli che si fanno “religiosi” sono perduti per una mamma. […] Con tre figli preti non sono mai stata abbandonata!”.

Grazie, continua così.

Cordiali saluti.

(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                              innanzitutto sono contento di constatare che in questa società edonista e secolarizzata, ci siano ancora persone interessate alle cose spirituali. Cari lettori, mi rivolgo a tutti voi: per me è una grande consolazione sapere che esistete. Anche se non vi conosco personalmente, mi sento in “comunione spirituale” con ciascuno di voi. Non si tratta di un'illusione, ma è la realtà. Infatti noi siamo tutti membri dello stesso Corpo, ossia della Chiesa Cattolica che, come insegna il Magistero Pontificio, è il Corpo Mistico di Cristo.

Se tutti i miei sforzi per questo blog avessero prodotto anche un solo sospiro d'amore per Gesù buono, mi sentirei abbondantemente appagato. Voglio che le anime ardano col fuoco dell'amore divino, poiché Cristo deve regnare! Dunque vi ringrazio per le bellissime lettere che mi scrivete, le quali spesso sono piene di unzione spirituale ed innalzano l'animo verso Dio. Ah, se i mondani, invece di visitare i siti immorali, venissero su questo blog per leggere le vostre lettere, quante anime tornerebbero con lacrime di compunzione tra le braccia di Dio!

Ho ricevuto tante lettere edificanti; studentesse liceali che ardono dal desiderio di diventare spose di Gesù Cristo, ragazzi disposti a rinunciare al proprio lavoro pur di accedere al sacerdozio cattolico, giovani neolaureati pronti a rinunciare a tutto pur di abbracciare i consigli evangelici tra sacrifici e penitenze. Quanto vorrei che i mondani potessero leggere le vostre e-mail! Chissà, forse molti di loro scoprirebbero di essere anch'essi designati da Dio alla vita religiosa e all'apostolato.

Sì, aveva ragione Don Bosco a ricordare che i figli dati a Dio non sono persi per i genitori. Il Signore non si lascia battere da nessuno in generosità, e se a una mamma chiede un figlio, in qualche modo gli restituirà il centuplo già in questa vita.

Fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

mercoledì 29 luglio 2015

Religiosi rilassati

Tempo fa, una lettrice mi ha scritto varie e-mail per chiedermi informazioni sugli istituti di vita consacrata...

Grazie sei veramente gentile!
Ti saluto con tanto riconoscimento!
Che mi dici sulle suore di [...]?

Cara sorella in Cristo,
                                 ad essere sincero non conosco la congregazione delle suore di cui mi hai chiesto informazioni.

Comunque, voglio darti ugualmente dei consigli generali che ti consentiranno di comprendere da te stessa se un ordine è rilassato oppure fervoroso e osservante. Gli istituti rilassati sono quelli dove non si vive più in maniera davvero religiosa la vita consacrata. La differenza tra un ordine osservante e uno rilassato è un po' come la differenza che c'è tra un fiore fresco e uno appassito. Scriveva sant'Alfonso: "Oimè, piange la Chiesa, perché vede nei religiosi un comune rilassamento di spirito, unito ad una gran freddezza nel divino servizio! Non si nega, che vi sono i buoni fra tanti i quali vivono da veri religiosi, separati dagli attacchi mondani, e che si dedicano a farsi santi ed a portare anime a Dio [...] ma questi buoni religiosi [...] quanti sono? [...] son troppo pochi, come si vede; e perciò piange la Chiesa con tutti coloro che amano la gloria divina."

Come si fa a capire se un ordine religioso è rilassato? Basta vedere se vive in maniera simile al suo Fondatore, oppure in maniera simile alle persone secolari, cioè le persone che abitano nel mondo. I veri religiosi vivono continuamente col cuore rivolto a Dio, e si impegnano mediante l'apostolato, la preghiera e le penitenze, alla propria santificazione e alla conversione delle anime. Negli ordini osservanti c'è molta stima per l'utilizzo dell'abito religioso, si vive in semplicità, modestia e povertà (da non confondere con la miseria), si obbedisce sempre a quel che ordina il Papa, si osservano fedelmente gli insegnamenti del Magistero Ecclesiastico riguardanti la Fede e la Morale, si celebra la Messa in maniera devota, ecc. Negli ordini religiosi rilassati invece se ne vedono di tutti i colori: sigarette, gel sui capelli, disprezzo per l'utilizzo dell'abito religioso, discorsi mondani in refettorio, serate passate a vedere programmi televisivi indecenti, lusso e sfarzo nell'arredamento del convento, disobbedienza al Papa, accettazione di dottrine eretiche (come lo sono il negare la Risurrezione di Cristo, la perpetua verginità della Madonna, l'esistenza del purgatorio, l'eternità dell'inferno, l'immoralità del divorzio e dell'aborto, ecc.), celebrazione della Santa Messa in maniera indecorosa, poca preghiera, poco spirito di penitenza e mortificazione, poca carità fraterna, ecc. Insomma un fallimento praticamente totale. Giustamente la Chiesa ha soppresso in passato vari ordini religiosi che ormai erano divenuti dannosi.

I religiosi rilassati, invece di portare le anime a Dio facendo discorsi edificanti sul vero senso della vita, sulla salvezza eterna dell'anima, sui vizi e le virtù, sull'amore che dobbiamo dare alla Santissima Trinità, sull'apostolato e la preghiera per la conversione delle anime, sull'importanza della Confessione e degli altri Sacramenti, ecc... loro parlano solo di politica, economia e altri temi sociali. Certo, anche questi sono temi importanti, ma un religioso non può parlare sempre di queste cose e trascurare gli argomenti spirituali, altrimenti non sembra più un religioso, ma un sindacalista! Secondo Sant'Alfonso è meglio restare a casa propria anziché entrare in un monastero rilassato, dove si rischia di fare una vita insipida e infelice. Al contrario, entrando in un ordine religioso fervoroso e osservante si possono fare facilmente molti progressi nella vita spirituale e seguire fedelmente la via della perfezione cristiana.

Spero tanto di esserti stato di qualche utilità. Se desideri ulteriori informazioni non esitare a scrivermi nuovamente. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

martedì 28 luglio 2015

Perfide tentazioni contro la vocazione

Tempo fa una lettrice del blog mi disse di essersi accorta di alcune subdole tentazioni con cui il nemico del genere umano voleva farle perdere la vocazione.

Caro D.,
             grazie per avermi risposto, io sono appena tornata dalle vacanze ed è stata una bellissima sorpresa leggere la tua e-mail... Le vacanze sono state utili per ritemprare lo spirito, oltre che il corpo, infatti libera dal ritmo frenetico della scuola ho avuto più tempo per pregare, riflettere e con l'aiuto di Dio cercare di migliorare nei miei tanti difetti.

Sono stata molto contenta di scoprire che le [...] si offrono per la salvezza delle anime; è un mio grande desiderio quello di dare a Gesù e Maria quante più anime possibile e pregare per i peccatori. Essi spesso non trovano alcuna speranza davanti agli uomini, ma davanti a Dio hanno sempre un'altra possibilità: devono lasciarsi abbracciare dalla sua infinita misericordia.

Ultimamente mi sono accorta che il diavolo mi tenta soprattutto quando penso alla mia vocazione: a volte mi tornano in mente tutti i peccati che ho fatto di cui mi vergogno di più per farmi perdere la fiducia nella misericordia e nell'amore incondizionato del Signore, scoraggiandomi così a rispondere alla sua chiamata. Altre volte invece sento dei discorsi subdoli sulla Chiesa, sul Papa, sui cattolici praticanti... proprio come se volesse convincermi che sto "sbagliando strada". Alcuni dicono che le suore di clausura non servono a niente e che la loro vita è una forma di egoismo verso i bisogni della società; i loro discorsi però non stanno in piedi perchè allo stesso tempo criticano anche i missionari che secondo loro "non lasciano la libertà religiosa e impongono modi antiquati di vita". Mi dispiace davvero che la gente dica queste cose quando il Signore ha dato la vita anche per loro...

[...] Sosteniamoci nella preghiera, anche per l'inizio del nuovo anno scolastico, ti saluto in Gesù e Maria.

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                             innanzitutto sono molto felice che stai perseverando nel discernimento vocazionale. Ormai è passato molto tempo da quando mi hai scritto la tua prima lettera, e vedo che sei sempre più determinata a voler abbracciare la vita religiosa. Solo una persona innamorata di Gesù buono può pensare di abbandonare il mondo per entrare in un monastero di clausura di stretta osservanza.

È chiaro che il nemico del genere umano tenterà di ostacolarti in vari modi. Infatti lui sa benissimo che se una persona ha la vocazione religiosa ma preferisce rimanere nel mondo, non solo metterà a rischio la sua salvezza eterna, ma anche la salvezza di tante altre anime che avrebbe salvato con l'apostolato della preghiera se fosse entrata in monastero.

Molta gente non conosce le cose che riguardano la vita spirituale, pertanto pensa che la vita delle suore di clausura sia tempo perso. Noi invece sappiamo che le claustrali sono importantissime per la vita della Chiesa, infatti con le loro preghiere e penitenze attirano numerose grazie e conversioni sull'umanità, e pur restando nascoste all'interno della clausura contribuiscono alla salvezza eterna di innumerevoli anime.

Pensiamo a Santa Teresa del Bambin Gesù, morta all'età di 24 anni nel monastero delle carmelitane scalze di Lisieux. La Chiesa l'ha proclamata Patrona Universale dei Missionari Cattolici perché pur vivendo nella clausura ha contribuito con le sue preghiere e sacrifici ad aiutare i sacerdoti missionari che andavano in Paesi lontani ad evangelizzare i popoli. Nel Giorno del Giudizio scopriremo l'enorme numero di anime salvate grazie a Santa Teresa di Lisieux, e vedremo che la vita delle claustrali era utilissima per il bene spirituale della gente. Purtroppo, le persone mondane accecate dal materialismo idolatrico non possono capire questi discorsi.

Il nemico del genere umano tenta di scoraggiarti anche mediante le critiche che circolano nel mondo nei confronti della Chiesa Cattolica. Anche ai tempi di Sant'Atanasio, San Francesco, Sant'Alfonso e tanti altri santi, c'erano dei cristiani (anche consacrati) che si comportavano male. Ma questo non deve farci allontanare dalla Chiesa, al contrario, dobbiamo imitare i santi, i quali “riformarono” il cattolicesimo non con le critiche salottiere, ma dando il buon esempio e vivendo il Vangelo in maniera radicale. Del resto, ognuno di noi in punto di morte dovrà rendere conto a Dio solo delle proprie colpe, non di quelle commesse da preti, vescovi, cardinali o altre persone su cui non avevamo nessuna autorità.

In Corde Regis,

Cordialiter

lunedì 27 luglio 2015

Attenzione alla cattiva filosofia

Tempo fa mi ha scritto una studentessa universitaria ardente d'amore per il Signore...

Ciao, oggi per la prima volta sono capitata nel blog, ho letto tante bellissime cose, e vorrei anche io contribuire con la mia esperienza. Se sono 'capitata' in questo sito non è un caso, ma è il frutto della mia necessità di cercare occasioni per poter parlare con qualcuno di quello che provo. Ho 26 anni e studio Filosofia. Fin da bambina sono stata educata alla vita religiosa, nel senso che sono credente e praticante: ma solo oggi io posso dire di capire ciò che significa tutto questo. La mia passione per la Filosofia è nata al Liceo; quando l'ho scoperta, la mia vita è cambiata, e la mia gioia era immensa. Da allora l'ho sempre coltivata e amata con entusiasmo; lei ti eleva spiritualmente, ti abitua e ti insegna a scorgere il trascendente, o metafisico, come si dice in gergo tecnico. Io credevo di aver raggiunto il massimo della felicità nella mia vita. L'anno scorso ho passato un periodo molto buio della mia vita interiore, un periodo di enormi sofferenze e paure. Ho pregato tanto perché ne potessi uscire, ma il mio cuore era talmente pieno di paura che riuscivo a pregare solo con la testa. Usavo quello che ho sempre saputo usare: la razionalità. Credevo di aver perso Dio, di non riuscire più a riconoscerlo; la verità è che non l'avevo mai trovato. Ebbene, mi trovavo in Chiesa durante la Santa Messa domenicale, pochi mesi fa, periodo in cui, grazie ad un aiuto specialistico, stavo già molto meglio. Durante l'omelia ho smesso di seguire le parole del Parroco, come se mi fossi incantata. Fissavo la Croce. All'improvviso ho avvertito una sensazione davvero strana... non mi ero mai sentita così. Era come se qualcuno mi stesse abbracciando, e tutto intorno a me sentivo calore. Poi ho avvertito una gioia immensa nel cuore e un senso di amore grandissimo. Anche ora non riesco a trattenere le lacrime. Ho capito subito che il Signore stava rispondendo alle mie domande. La prima cosa che ho pensato è stata: eccoti Signore, ti ho trovato. Io ti ho cercato con la mente e tu mi hai risposto nel cuore. Da allora ho dentro una gioia incontenibile, che non so a chi trasmettere perché ho paura di essere presa per folle. Lui mi ha salvato, e la cosa straordinaria è che mi ha guarito dalle mie angosce ancora prima che io potessi conoscerlo e rendergli grazie. DIO E' GRANDE, E' IMMENSO. In quel momento ho avuto come la sensazione di svegliarmi da un lunghissimo sonno, e mi sono detta: ma io finora dov'ero???? dove guardavo? non è possibile, tu sei sempre stato qui al mio fianco, umile e discreto, e io non ti vedevo!! Tutto mi si è chiarito davanti, è un'emozione indescrivibile. La gente non ha il CORAGGIO di guardare fino in fondo nelle cose, non pensa, non sta in silenzio ad ascoltare. Non ha il coraggio di amare. In questi mesi mi sono tormentata e mi sono chiesta a lungo che senso abbia avuto il mio percorso di studi. La risposta che mi sono data è questa: è il modo che il Signore mi ha regalato per farmi arrivare a Lui. Questo era il mio percorso. Ora il mio animo è sereno e colmo di amore e di forza, ed ogni giorno che passa la mia coscienza si fa sempre più vivida: il Signore non viene accolto perché non viene capito, se solo la gente lo conoscesse!!...se solo tutti fossero in grado di sentire l'amore nel cuore come lo sto sentendo io... sarebbe bellissimo. Ecco perché scrivo. Perché la mia gioia immensa deve trovare un senso e una direzione. L'amore che sento dentro è tanto grande e insieme tanto semplice. Il Signore è degno di amore e riconoscenza infinite, non basta una vita per lodarlo. Soltanto ora capisco il significato dei gesti eucaristici, di tutte le parole, della possibilità che una persona voglia dedicare la sua vita a Dio. Tutte cose che prima non capivo, perché non le vivevo appieno, le vivevo per sentito dire, come gesti meccanici. Mi sento come una bambina che si entusiasma per la sua prima bambola, o per aver scoperto per la prima volta l'arcobaleno. Ora capisco anche cosa significa infinito, o eterno: lo si può percepire nell'esatto istante in cui senti Dio in te; qui ritrovo le bellissime, ma allora incomprensibili parole di Sant'Agostino, che io ho avuto modo di conoscere attraverso i libri della Filosofia medievale: si avverte l'infinito nell'attimo in cui trovi Cristo.

[…] Carissimo, io mi scuso e ti ringrazio se avrai letto questa mia lunga mail, ma per me è stato importante. Con grande affetto, ti saluto nella Benedizione del Nostro Signore, che tanto ci ama e che tanto dobbiamo amare.


Cara sorella in Cristo,
                                    sono contento che il mio blog sulla vocazione religiosa ti sia piaciuto. Ho apprezzato molto la tua testimonianza. Adesso però vorrei dirti due cose.

- La filosofia, se è buona come quella di San Tommaso d'Aquino, conduce a Dio. Mentre la cattiva filosofia (come quella di Kant, Hegel, Nietzsche e Heidegger), allontana le anime dal Signore. Continua pure a studiare filosofia, ma fai attenzione agli autori che trascinano direttamente o indirettamente all'ateismo. Anche di certi filosofi pseudo "cattolici" (mi riferisco ai modernisti), devi fare molta attenzione, poiché sono molto pericolosi. Come riconoscerli? Costoro disprezzano ferocemente la filosofia di San Tommaso, e con il loro immanentismo distruggono la fede in Dio. Papa San Pio X nella magistrale encicica "Pascendi Dominici gregis" ha condannato il modernismo definendolo "la sintesi di tutte le eresie", e ha affermato che esso conduce all'ateismo.

- Dopo aver letto la tua lettera, sento di doverti dire che spero tanto che Gesù buono voglia prenderti tutta per Sé, attraendoti alla vita religiosa in qualche ordine fervoroso e osservante. Sì, anche nel mondo potresti vivere da buona cristiana, ma ciò non è facile, come dimostra lo stile di vita della maggioranza dei secolari. Al contrario, in un buon ordine, è molto più facile amare Dio con tutto il cuore e sopra ogni cosa. Sarebbe bello se tu potessi fare un'esperienza di vita religiosa di una settimana in qualche buon convento, oppure, se lo preferisci, in qualche monastero contemplativo.

Qualunque cosa deciderai di fare “da grande”, spero tanto che tu possa continuare a dedicare la tua vita ad amare con tutte le le tue forze Gesù buono. Sì, solo Lui merita di possedere i nostri cuori.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

lll

domenica 26 luglio 2015

Bisogna riportare il Clero allo spirito evangelico

Pensieri tratti dall'epistolario del Beato Cardinale Ildefonso Schuster:

Sento da più parti, che il Signore desidera una riforma nel Clero e negli Ordini Religiosi. La veste canonica c'è, ma sotto questa veste, talora c'è poco spirito! La vera crisi sta tutta qui. (25 giugno 1945)

Purtroppo, di fronte al Comunismo trovasi un Cristianesimo in gran parte svuotato del suo contenuto [...] Bisogna anzitutto riportare il Clero allo spirito evangelico, indi la Parrocchia, la Diocesi e la Chiesa, in quanto massa. Sono necessari i Santi. Solo essi comprendono tali problemi e li sentono. Gli altri no. (3 settembre 1950)

Il grande errore del secolo, che si infiltra anche nel santuario e nei chiostri, è il naturalismo, che prende il posto del soprannaturale. Quale seduzione! Ecco perché gran parte dell'attività ecclesiastica è scarsa di frutto [...]. E' soprattutto la formazione del giovane clero, che bisogna curare nei seminari e nei noviziati dei Regolari; specialmente in questi ultimi. Molti Ordini sono divenuti innanzi a Dio alberi sterili: rami e foglie, senza frutto per il Signore. (20 ottobre 1950)

L'atmosfera di Dio è quella della Fede, della grazia, dell'orazione, mentre ora, anche i Religiosi, preferiscono un'atmosfera di razionalità, di attivismo, di accomodamento allo spirito del secolo. (2 novembre 1953)

La Madonna piange anche sul Santuario, e sui Chiostri. Si ragiona troppo, e si vive poco di Fede. All'ubbidienza ecclesiastica e religiosa, sottentra il culto della personalità. Alla mortificazione sacerdotale e cristiana, succede uno spirito edonistico, che è affatto nemico alla Croce di Cristo. Anche il clero va secolarizzandosi nello spirito. Sono cose che mi fanno paura. (22 febbraio 1954)

sabato 25 luglio 2015

Paura dei parenti

Ripubblico una vecchia lettera che tempo fa mi scrisse una ragazza preoccupata dell'eventuale incomprensione dei genitori circa la sua vocazione.

Caro fratello in Cristo,
                                     ho appena intrapreso un percorso di discernimento vocazionale...chiedo a te ed ai lettori del blog di pregare per me affinché senza paura di genitori ed amici possa dire un sì totale a Cristo...in qualunque stato di vita mi chiami! Pregate anche per il mio padre spirituale e coloro che mi sono accanto, specie i miei genitori, che non credo capiranno, specie all'inizio.

Grazie a tutti, prego per voi!

Cara sorella in Cristo,
                                     ti incoraggio a perseverare nel discernimento vocazionale intrapreso. Per amore di Gesù Cristo devi essere disposta a tutto, anche a subire l'opposizione di amici e parenti. L'amore con amor si paga!

Sappi che circa l'elezione dello stato di vita sei assolutamente libera, nessuno deve azzardarsi a costringerti a fare una cosa che tu non vuoi. Diceva Sant'Alfonso che i parenti spesso sono i peggiori nemici delle vocazioni. Se tu ti senti chiamata alla vita religiosa, sarebbe un grosso errore se qualcuno volesse impedirti di entrare in convento o in monastero. Bisogna fare la volontà di Dio, costi quel che costi. Se il Signore nella sua infinita misericordia ti ha concesso l'immensa grazia della vocazione religiosa, devi esultare di gioia e corrispondere presto al suo amore. Sappi che le ragazze maggiorenni possono diventare suore anche se i genitori sono contrari. Quindi non devi preoccuparti dell'opposizione di amici e parenti; l'unica cosa davvero importante è fare la volontà di Dio.

Coraggio, non arrenderti! Combatti la buona battaglia in difesa della vocazione, la Madonna ti aiuterà, e se resterai fedele sino alla fine, il Signore ti ricompenserà col suo ineffabile amore.

In Cordibus Jesu et Mariæ,

Cordialiter

venerdì 24 luglio 2015

Santificarsi nella vita religiosa

Ripubblico una delle prime lettere che mi ha scritto una giovane e cortese lettrice del blog, che alcuni mesi dopo mi ha confidato di voler donare a Gesù buono il resto della sua vita.

Egregio fratello in Cristo [...] voglio congratularmi con lei per l'ottimo sito. Certamente ci sono molti siti che parlano della vocazione ma molti di essi non fanno altro che spingere verso la rilassatezza e si insegna a vivere come i laici. [...] Sempre più spesso ci viene insegnato che la possibilità di servire il Signore e di arrivare alla santità è uguale in tutte le vocazioni, anzi sempre più spesso si mette il matrimonio al di sopra della vocazione religiosa.

Io non voglio sminuire la bellezza del matrimonio, ma mi sembra chiaro che chi sceglie la via della consacrazione percorre una strada più facile per arrivare alla santità. Certamente, se poi si entra in un ordine rilassato, è molto più difficile arrivare alla santità. […] Volevo informarla che fra i suoi lettori, oltre ai coniugati, ci sono anche giovani non sposati. Io, per esempio ho 25 anni e non sono sposata e sono sicura che ci saranno molti altri giovani come me a leggerla.

Che la Madonna Immacolata la protegga sotto il suo manto.

Un cordiale saluto,
(lettera firmata)

Carissima in Cristo,
                                  dammi pure del tu, lo preferisco. Sono contento che apprezzi il mio blog.  Diciamo che in genere è apprezzato da coloro che hanno una mentalità tradizionale, mente è criticato da coloro che hanno una mentalità modernista.

San Giovanni Crisostomo ha scritto delle splendide omelie sulla verginità che spiegano magistralmente il capitolo 7° della Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi. Pur essendo il matrimonio una cosa buona, è chiaro che la vita verginale è preferibile a quella coniugale. E' San Paolo (dovrei dire lo Spirito Santo per mezzo di San Paolo) che consiglia lo stato verginale, mentre il matrimonio lo raccomanda solo alle persone che per pigrizia sono “incontinenti”, poiché in quest'ultimo caso è meglio sposarsi anziché ardere dalla concupiscenza. Le persone sposate pensano a piacere al proprio coniuge, mentre le persone che per amor di Dio rimangono vergini, si dedicano principalmente a piacere al Signore. Nonostante le persone sposate siano la stragrande maggioranza della popolazione, la maggioranza dei santi canonizzati hanno vissuto nella verginità, o perlomeno, dopo aver perso la verginità hanno vissuto gran parte della loro vita nella castità (pensiamo a Santa Rita e Santa Margherita da Cortona). Coloro che non se la sentono di vivere in assoluta castità e preferiscono sposarsi, cerchino almeno di trovare un coniuge timorato di Dio col quale costruire una famiglia davvero cristiana come quella di Luigi Martin e Zelia Guerin, i zelantissimi genitori di Santa Teresa di Lisieux.

Purtroppo, è vero che i "modernisti" considerano il matrimonio e la vita religiosa due stati di vita "ugualmente perfetti", anzi, spesso sconsigliano sistematicamente di entrare in convento o in monastero. Invece grandi Dottori della Chiesa come San Tommaso d'Aquino e Sant'Alfonso Maria de Liguori affermano che la vita consacrata è "stato di vita più perfetto". Noi cattolici dobbiamo seguire gli insegnamenti dei Sommi Pontefici, anche di quelli del passato, i quali, ad esempio Pio XI e Pio XII, parlavano anch'essi di stato di vita "più perfetto" riferendosi alla vita consacrata. Ma i modernisti, come è noto, si ribellano agli insegnamenti dei Papi, soprattutto (ma non solo) di quelli che hanno governato la Chiesa prima degli anni sessanta. Ma il Magistero Pontificio su questioni dottrinali non è come lo yogurt che scade dopo un po' di tempo, rimane valido per sempre. Ecco cosa disse il grande Papa Pio XII, di gloriosa e immortale memoria, nel discorso pronunciato il 23 novembre 1952: "Se è vero che la famiglia è la cellula della società e che dalla ricostruzione di essa dipende il rinnovamento del mondo, quale potente impulso una gioventù come la vostra potrà dare al conseguimento di un così alto e urgente fine! D'altra parte, la vostra consacrazione prepara le anime giovanili ad accogliere - quando il Signore la ispiri — la vocazione alla vita religiosa, che rimarrà sempre uno stato più perfetto di quello — anch'esso santo — del matrimonio."

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Redentore e Maria Corredentrice,

Cordialiter

giovedì 23 luglio 2015

Una mamma felice di avere un figlio in convento


Una mamma mi ha scritto per dirmi di essere entusiasta del fatto che uno dei suoi figli ha abbracciato la vita religiosa.

Caro Cordialiter,
                            da un po' di tempo seguo il tuo bellissimo blog e sento il desiderio di raccontarti la mia esperienza, che forse può essere utile anche ad altre persone.

Sono la mamma di un ragazzo di 19 anni che dopo due anni di discernimento ha iniziato da 6 mesi il suo percorso di consacrazione ed è entrato in noviziato presso un meraviglioso ordine che tu consigli spesso. […] Il mio cuore di mamma sapeva già da tempo che mio figlio aveva in sé il germe della vocazione, e questo ancora prima che lo comprendesse lui stesso. Quando è arrivato alla consapevolezza della chiamata, le prime persone a cui lo ha confidato siamo stati noi genitori. Ti assicuro che questo ha cambiato la nostra vita: eravamo cattolici, ma vivevamo un cattolicesimo "stanco", fatto di abitudini e privo di quella capacità di meravigliarsi per i doni del Signore, che è la gioia e il fondamento della nostra religione. I primi ad essere convertiti da nostro figlio siamo stati noi!!! Quando un ragazzo di 17 anni, tuo figlio, ti dice determinate cose, esprime concetti che dovresti essere tu a insegnare a lui e non viceversa, un genitore deve mettersi  in discussione!!! Dal giorno in cui ci ha confidato il suo desiderio, la nostra vita è cambiata, e la gioia è entrata a far parte della nostra esistenza in modo dirompente e incontrollato. I veri valori della vita ce li ha trasmessi nostro figlio e noi siamo grati a Dio per questo!!! I genitori non devono avere paura di perdere un figlio, di affidarlo a una vita "lontana dalla realtà": non esiste altra realtà se non Gesù Cristo, non esistono altri valori se non quelli dell'amore e della gioia. La grazia della chiamata alla vita sacerdotale investe anche chi sta vicino alla persona che viene chiamata. In questa ottica, i genitori partecipano alla scelta del figlio in un modo che non può che trasmettere gioia! Tutto viene visto in un'altra prospettiva e si riesce a dare vero valore alle cose: se tuo figlio è felice e sorride sempre ringraziando il Signore pur vivendo senza riscaldamento né acqua calda, mangiando solo quello che viene dalla bontà dei benefattori, senza televisione, videogiochi, musica, vestiti firmati, i genitori devono chiedersi cosa è veramente importante, se questa vita frenetica sempre a caccia di soldi e successo è quella giusta, o  se invece esistono cose più importanti che i nostri figli, e non noi adulti dall'alto della nostra "esperienza", sono riusciti a cogliere nonostante i nostri tentativi d "distrarli". Questo voglio dire ai genitori dei ragazzi e ragazze che sentono il desiderio di consacrarsi: ricordatevi che i figli non sono nostra proprietà, sono solo "piccole anime che Dio ci ha affidato in prestito". Imparate dai vostri figli, siate i primi convertiti del loro apostolato, lasciatevi avvolgere dalla gioia che si sprigiona dai loro occhi quando parlano di Gesù, non abbiate paura della Verità. Ai ragazzi invece voglio chiedere di non smettere mai di essere felici per la loro scelta: prima o poi qualunque genitore si convincerà davanti a tanta gioia. Testimoniate con il vostro esempio e con la vostra perseveranza quello che conta veramente nella vita. In fin dei conti, la missione dei genitori nel mondo è quella di volere la felicità per i propri figli, e quale felicità più grande ci può essere di quella di servire Gesù Cristo e portare a Lui tutti gli uomini?

Con tanto affetto!!!

Una mamma


Cara sorella in Cristo,
                                     ti ringrazio per la bella testimonianza che mi hai scritto, sono contento che tu e tuo marito siate entusiasti del fatto che Gesù buono ha chiamato uno dei vostri figli alla vita consacrata in un istituto religioso fervoroso e di stretta osservanza. 

Purtroppo, il vostro caso è solo un'eccezione, infatti in genere i genitori si oppongono tenacemente alla vocazione dei figli. Mi hanno scritto alcune signore che da giovani volevano diventare suore, ma i genitori (soprattutto le mamme) si sono opposti e le hanno convinte a restare nel mondo. Adesso rimpiangono di non essere entrate in monastero. Per questo motivo consiglio a coloro che hanno la vocazione, di confidarsi coi genitori solo poco tempo prima di partire, cioè quando ormai ci si è accordati con un monastero in cui entrare. Confidarsi prima di aver fatto un'esperienza vocazionale, significa mettere a repentaglio la propria vocazione, come dimostra l'esperienza.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

mercoledì 22 luglio 2015

Sposarsi?

Tempo fa mi ha scritto una ragazza uscita da un monastero, la quale era indecisa se pensare a sposarsi o pensare alla vocazione tentando una nuova esperienza vocazionale. Riporto la mia risposta nella speranza che possa essere di qualche utilità ad altre persone.


Carissima sorella in Cristo,
                                              il fatto che tu sia stata mandata a casa quando eri postulante, non significa in modo assoluto che tu non sia portata per la vita religiosa. San Giuseppe da Copertino venne letteralmente cacciato da un convento, e così entrò in un altro ordine religioso nel quale si fece santo. Chissà, forse tu non eri chiamata in quell'ordine, ma in un altro migliore, o almeno più adatto alle tue inclinazioni.

Non possiamo nemmeno escludere che Dio voglia che tu metta su famiglia. Anche in questo caso c'è un precedente. I genitori di Santa Teresa di Lisieux in gioventù tentarono di entrare in convento, ma vennero mandati a casa. Così decisero di sposarsi e misero su una famiglia davvero cristiana che merita di essere presa a modello.

Dunque che fare? Questo è un momento importantissimo della tua vita, è l'ora cruciale in cui devi eleggere lo stato di vita, e da questa decisione potrebbe dipendere la tua sorte eterna. Da parte mia cercherò di darti qualche semplice consiglio per aiutarti a capire quel che Dio vuole da te. Innanzitutto devi essere pronta a tutto, come un valoroso soldato, pur di eseguire ciò che Dio ti farà comprendere attraverso la preghiera e la meditazione. Appena avrai capito qual è la tua vocazione (religiosa o matrimoniale) dovrai obbedire a Dio con prontezza, proprio come fanno i soldati.

Per poter abbracciare la vita religiosa è necessario avere motivazioni spirituali come il desiderio di vivere più uniti a Gesù, vivere con maggiore perfezione la vita cristiana, fuggire i pericoli del mondo, dedicarsi all'apostolato per la salvezza delle anime, ecc. Se tu senti qualcuna di queste motivazioni, vale la pena approfondire la questione per capire se la tua è vera vocazione oppure hai solo dei pii desideri.

Motivi che inducono a mandare a casa i giovani entrati in convento per un discernimento vocazionale, sono la mancanza di obbedienza agli ordini leciti dei superiori (a quelli illeciti si è tenuti a resistere), la mancanza di volontà nel voler correggere i propri difetti, la mancanza di amore per la preghiera e la penitenza, ma soprattutto la negligenza nel vivere in castità.

Il mio consiglio è di trascorrere una settimana in un monastero di stretta osservanza per pregare Dio di illuminarti sullo stato di vita da eleggere. Deve essere un monastero di stretta osservanza, altrimenti in uno rilassato potrebbe venirti il disgusto per la vita religiosa.

Se invece ti senti chiamata per la vita matrimoniale devi sapere che è facile trovare delle donne pentitesi di aver abbracciato questo stato di vita. Anche tra le lettrici del blog ce ne sono alcune che se potessero tornare indietro entrerebbero in convento. Il matrimonio è una scelta delicata, poiché una volta che lo sposalizio è rato (cioè valido) e consumato, non può essere più sciolto da nessuno, nemmeno dal Papa. Dunque è importante scegliere la persona giusta. Come fare? Qualora tu abbia questa vocazione, devi cercare un ragazzo che abbia le qualità morali del Beato Luigi Martin (il papà di Santa Teresa di Lisieux), cioè deve essere un uomo davvero cristiano, fedelissimo a tutti gli insegnamenti della Chiesa, soprattutto a quelli riguardanti la sessualità. Purtroppo è molto difficile trovare un fidanzato del genere, infatti il grande problema è che molti uomini si sposano solo per pura attrazione fisica, e inoltre non sono fedeli alle proprie mogli. Affinché il matrimonio sia felice è importantissimo "selezionare" con estrema diligenza il futuro coniuge, altrimenti in seguito se ne pagheranno le conseguenze a caro prezzo. Il fidanzato deve osservare seriamente gli insegnamenti della Chiesa. A che serve sposare una persona bella e ricca, se non ha il santo timor di Dio? Il periodo di fidanzamento serve a conoscere il carattere e i principi morali del futuro coniuge. Se trovi un fidanzato che vuole abusare del tuo corpo prima del matrimonio, lascialo subito! è un chiaro segno che non ti ama. L'amore vero nasce da Dio, ma se il partner vuole profanare il tuo corpo (che è tempio dello Spirito Santo), ciò significa che per te non ha vero amore, ma semplice attrazione fisica. Ti prego di credermi, solo vivendo castamente il periodo di fidanzamento è possibile accertare l'amore vicendevole. Del resto l'esperienza dimostra che persone che sembravano innamoratissime, si sono lasciate quando è cessata l'attrazione fisica. Qualcuno potrebbe dire che le mie sono solo belle parole, perché di fatto è raro incontrare una persona disposta ad aspettare le nozze prima di consumare l'unione. In effetti la società si è paganizzata, e non è facile trovare cattolici di "stretta osservanza" con cui fidanzarsi. Ma bisogna anche "saper cercare"; di certo è molto difficile trovare persone così negli stadi, nelle discoteche, nelle birrerie e nei night club.

Vedo che mi sono dilungato molto, e non voglio rubarti troppo tempo. Ti ripeto però il consiglio di ritirarti una settimana in un monastero osservante per capire quello che Dio vuole da te. Se mi dici la regione in cui abiti, forse sono in grado di fornirti gli indirizzi di alcuni monasteri dove si vive santamente.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria, e rimango a tua disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordialiter

martedì 21 luglio 2015

Addio!

Ripubblico la lettera che una gentilissima lettrice mi scrisse prima di abbandonare il mondo traditore ed entrare in un monastero di clausura.

Ciao D., come stai? Voglio comunicarti che tra 14 giorni finalmente entrerò in Monastero! Nel cuore ho una grande pace, e sento la Grazia del Signore che agisce e mi accompagna. Il dolore per il distacco dai miei cari è forte, ma non confido nelle mie forze, bensì nella Sua Grazia! Lasciandoci dolcemente plasmare dall'Autore della Vita sarà Lui stesso a condurci all'Altra Riva! Lasciamoci "santificare" senza resistenze, perché senza di Lui non possiamo fare niente! Prima  pensavo che il desiderio di Santità fosse superbia, ma ho capito che aspirare alla Santità è aspirare a Dio stesso, che è Santità perfetta!  Spero di aver trovato la strada che il nostro Dio ha pensato per me, e di esservi fedele fino alla fine, riuscendo a pronunciare ogni giorno il mio piccolo FIAT! Prega tanto anche per me e per la mia famiglia. Il Signore benedica ogni tuo passo per la Sua Gloria! Vi porto tutti nel mio cuore e nelle mie misere preghiere. Diamoci appuntamento in Paradiso...e impegniamoci a mantenere la Promessa!

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                         ti ringrazio per la splendida notizia che mi hai dato! Sono davvero felice per te che finalmente lascerai questa società paganizzata per entrare in uno dei migliori monasteri di clausura d'Italia, nel quale potrai vivere sempre alla presenza di Dio, cioè col cuore costantemente rivolto al Signore. 

Su questa terra siamo solo di passaggio per breve tempo. Passa in fretta la scena di questo mondo. Il nostro scopo è di salvarci l'anima per dare maggior gloria a Dio, mentre tutto ciò che non giova a questo fondamentale obiettivo è vanità delle vanità. Ci sono tanti monasteri di clausura appartenenti all'ordine religioso in cui entrerai tra pochi giorni, ma tu hai scelto uno dei più fervorosi e di stretta osservanza. Lì sarà facile per te salvarti l'anima e impegnarti a diventare santa cercando di praticare con maggiore perfezione possibile le virtù cristiane.

Sant'Alfonso Maria de Liguori diceva che uno dei mezzi con cui il demonio tenta di far perdere la vocazione consiste nell'insinuare nel giovane vocato un eccessivo attaccamento alla famiglia. Certo bisogna voler bene ai parenti, ma per amore di Gesù Cristo bisogna esser pronti a rinunciare a tutto. Anche Santa Teresa d'Avila soffrì molto quando scappò di casa per entrare in monastero, la stessa sofferenza l'hanno sentita anche altri santi. Quindi sappi che il dolore che senti nel cuore è una cosa normale negli esseri umani. Coraggio, affidati alla Madonna e certamente riuscirai a superare questa prova d'amore. Devi dimostrare a Gesù buono, il tuo futuro Sposo, di amarlo sopra ogni altra cosa. Per questo sacrificio, Egli saprà ricompensarti abbondantemente già su questa terra, ma soprattutto nell'eternità.

Che grande grazia hai ricevuto! Tra tante altre ragazze che vivono su questa terra, tu sei stata una delle prescelte a divenire sposa di Cristo, il Re del Cielo! Quando giungerà l'ora della morte vedrai con maggiore evidenza quanto grande sia stata la grazia di abbandonare il mondo traditore per abbracciare la vita consacrata. In quell'ora estrema della vita si comprende più facilmente che le ricchezze, gli onori, i piaceri immorali e i divertimenti mondani, sono solo vanità delle vanità che svaniscono come fumo al vento. L'unica cosa che conta davvero è amare il Signore con tutto il cuore e servire Lui solo.

Quando sarai finalmente a casa del tuo Sposo, nel silenzio della tua cella monastica, sarebbe bello se tu pregassi ogni giorno Gesù buono di donare a tanti altri giovani la grazia della vocazione religiosa. La società è allo sbando, si vive come ai tempi del paganesimo, immersi in uno spaventoso materialismo idolatrico. A mio avviso per rievangelizzare il mondo è necessario rilanciare la vita religiosa. C'è tanto bisogno sia di missionari, sia di anime contemplative che con la preghiera e la penitenza ottengano da Dio la conversione delle anime. Bisogna pregare specialmente per la conversione dei sacerdoti che vivono stabilmente in peccato mortale, perché quando i sacerdoti sono santi, anche i fedeli si santificano, mentre quando i sacerdoti vivono malamente, anche gran parte dei fedeli vivono in maniera immorale, come dimostra l'esperienza. Supplichiamo il Signore di “catturare” più anime possibili alla vita consacrata in monasteri e conventi fervorosi e osservanti. 

Addio carissima sorella in Cristo, speriamo di poter ritrovarci un giorno insieme a tutti gli altri lettori del blog ai piedi della Beata Vergine Maria, nella Patria Celeste, dove con gli angeli e i santi potremo finalmente contemplare la Santissima Trinità per omnia sæcula sæculorum. Così spero, così sia.

Cordialiter

lunedì 20 luglio 2015

Meglio i divertimenti mondani o la vita religiosa?

Riporto il testo di una lettera che scrissi a una ragazza (ex lettrice del blog) che mi comunicò che sarebbe entrata in un monastero di clausura nel quale precedentemente aveva fatto un'esperienza vocazionale. La superiora del monastero le aveva comunicato per iscritto di aver visto in lei i segni della vocazione, e così si convinse a fare il grande passo.


Carissima sorella in Cristo,
                                           ho accolto con gioia la bella notizia che mi hai dato. Mi hai scritto numerose lettere piene di unzione spirituale, che mi hanno edificato. Sono davvero contento che Gesù buono sia riuscito a rapire il tuo cuore e a convincerti a divenire sua casta sposa. Adesso devi amarlo ancora di più, perché troppo grande è il dono che ti ha fatto. Ma ti rendi conto? Se sarai perseverante diventerai sposa non di un uomo qualsiasi, ma del Re del Cielo! Queste sono grazie che Dio non fa a tutte le ragazze, e tu sei una delle fortunate prescelte. Queste cose i mondani non le capiscono, loro pensano che tu sia pazza, perché vai a rinchiuderti in un monastero di clausura e non potrai andare in discoteca, al cinema o in qualche altro luogo di divertimento. Loro non possono capire le gioie che si provano nel monastero, ad esempio nel cantare un devoto canto eucaristico innanzi al Santissimo Sacramento. Altro che tutti i divertimenti mondani messi assieme!

Mi hai detto che devi ancora sbrigare qualche faccenda nel mondo, e poi potrai finalmente partire per il monastero di clausura, dove Gesù buono ti aspetta a braccia aperte. L'istituto religioso in cui entrerai mi piace molto. Ho letto la biografia della Fondatrice e mi ha entusiasmato il suo ardore per la salvezza delle anime e l'amore per il Sacro Cuore.

In attesa della partenza, il diavolo cercherà di ostacolarti in vari modi. Potrebbe insinuarti che non sei fatta per la vita contemplativa, ma per la vita attiva. Questa è una tipica tentazione per far perdere alle ragazze la vocazione o almeno la tranquillità del cuore. Un'altra tentazione frequente è quella della nostalgia della propria città, della famiglia, degli amici del mondo, e cose di questo tipo. Non devi avere nostalgia di nulla, poiché quando si ha Dio si ha tutto.

Coraggio, resta fedele alla chiamata di Gesù, ed Egli ti ricompenserà generosamente. Mi raccomando, devi desiderare la santità con tutte le tue forze per far piacere al tuo casto Sposo. I mondani sono assetati di vino e divertimenti, tu invece devi essere assetata della salvezza eterna delle anime per la maggior gloria di Dio.

Quando starai pregando nel silenzio della tua povera cella monastica, o durante la veglia notturna davanti al Santissimo Sacramento, non dimenticarti di dire all'amatissimo tuo Sposo una preghiera per me e per tutti i lettori del blog.

Ti ringrazio ancora per la bella notizia che mi hai dato. Spero tanto di poterti incontrare nella Patria Celeste, dove insieme alla nostra Mamma Immacolata, agli angeli e ai santi, potremo adorare e lodare la Santissima Trinità con tutte le nostre forze per tutta l'eternità.

Cordialiter

domenica 19 luglio 2015

Cosa fare dopo la maturità?

Tempo fa una studentessa mi ha confidato di voler entrare in convento dopo gli esami di Stato...

Carissimo Cordialiter,
                                    il mio nome è [...], sono una ragazza di 18 anni, abito in un paesino vicino a [...] e a breve mi diplomerò. Da anni porto dentro di me il desiderio di poter abbracciare la vita religiosa perché è solo quando parlo con Gesù buono e la nostra cara mamma Maria che mi sento veramente felice! Tuttavia ho sempre avuto un fattore che mi bloccava e mi blocca tuttora: essendo figlia unica lascerei i miei genitori da soli, ed anche se mio padre afferma di essere felice all'idea che io prenda i voti, io continuo a non esserne convinta...è come se mi sentissi in dovere di metter su famiglia e donar loro dei nipotini! D'altra parte l'unico mio desiderio sarebbe quello di donarmi completamente a Gesù e aiutare i più bisognosi attraverso Lui. Non so che cosa fare...confido in un tuo consiglio (e complimenti per il bellissimo ed utilissimo blog!!)

Cordiali saluti e che Dio ti benedica!
(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                     ti ringrazio di avermi scritto, per me è una grande gioia ogni volta che qualcuno mi confida che vuole donare la propria vita a Gesù buono abbracciando la vita religiosa. È una bellissima notizia sapere che tuo padre è felice che tu diventi sposa di Cristo, magari tutti i genitori fossero felici come lui! Non devi sentirti in obbligo di rimanere nel mondo per dare dei nipotini ai tuoi genitori. Il nostro scopo supremo su questa terra non è quello di dare una discendenza alla propria famiglia, ma è di dare maggior gloria a Dio ricercando la perfezione cristiana e salvandoci l'anima.

San Francesco Saverio apparteneva a una nobile famiglia “decaduta”. Voleva studiare per diventare importante e riportare la sua famiglia all'antico splendore del casato. Però, Sant'Ignazio di Loyola, che era suo amico, gli diceva spesso la celebre frase del Vangelo: “Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l'anima sua?” In seguito San Francesco Saverio lasciò il mondo e insieme a Sant'Ignazio e ad altri compagni fondarono un istituto religioso che nel corso dei secoli ha dato tanta gloria a Dio.

Santa Teresa di Lisieux voleva diventare suora, poiché in questo modo sarebbe diventata “madre delle anime”. Nel Giorno del Giudizio scopriremo l'immenso numero di anime che si sono convertite e salvate grazie alle sue preghiere, alle penitenze e a i suoi scritti. Anche tu potrai diventare "madre delle anime" se abbraccerai la vita religiosa, infatti potrai aiutare tante anime con la preghiera e l'apostolato.

Luigi Martin (il papà di Santa Teresa di Lisieux), ebbe nove figli, ma solo cinque figlie femmine raggiunsero l'età adulta. Quattro di esse erano diventate suore di clausura, e solo Celina era rimasta nel mondo. Ormai Luigi Martin era vecchio e vedovo, e gli avrebbe fatto comodo avere una figlia sposata, ma un giorno pure Celina gli confidò di voler entrare in monastero. Quel sant'uomo, invece di arrabbiarsi, scoppiò a piangere dalla gioia e chiese a sua figlia di accompagnarlo in chiesa perché voleva ringraziare Gesù per essersi preso tutte le figlie come sue spose.

Del resto, se una persona ha la vocazione religiosa, ma preferisce rimanere nel mondo, farà una vita triste e infelice, così come dimostra l'esperienza. Ah, quante donne rimpiangono di aver donato il proprio cuore a un uomo del mondo, anziché averlo donato a Gesù, quando da giovani si sentivano attrarre alla vita consacrata!

Comunque, sappi che ci sono degli istituti religiosi (ad esempio le Servidoras) che alle figlie uniche le mandano in un convento il più possibile vicino alla casa dei genitori, così possono incontrarsi più spesso. Inoltre, i genitori, se vogliono, possono fare i volontari in qualche missione delle Servidoras, e così, invece di avere solo due o tre nipotini, avranno la gioia di essere “nonni” di un gran numero di anime beneficiate dal loro apostolato.

Coraggio, non rinunciare a donare a Gesù buono il resto della tua vita!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

sabato 18 luglio 2015

Opera di Gesù Misericordioso

Una lettrice del blog verso la quale nutro molta stima sta fondando un nuovo istituto religioso denominato "Opera di Gesù Misericordioso". Le hanno gentilmente concesso l'uso di un grande e antico convento per accogliere la nascente comunità. Per illustrare l'Opera le ho chiesto di rilasciarmi un'intervista che pubblico volentieri, poiché questa iniziativa mi sembra davvero entusiasmante.


- Qual è la spiritualità dell'Opera di Gesù Misericordioso?

- La spiritualità dell'Opera Gesù Misericordioso consiste nel portare l'Amore di Cristo morto e risorto per noi, ai più poveri nel corpo e nello spirito, attraverso le opere, la parola e la preghiera. La beata Madre Teresa di Calcutta ripeteva che la più grande povertà dei nostri giorni è la mancanza di amore, il sentirsi abbandonati. L'amore misericordioso di Gesù invece va incontro all'uomo, che nella sua libertà può anche rifiutarlo, ma non può impedire al Signore di amarlo ugualmente. Le parole di Madre Speranza su questo sono illuminanti: "L'uomo più perverso e più miserabile e perfino il più abbandonato e trascurato è amato da Dio con immensa tenerezza" . Questo in sintesi è il messaggio e la spiritualità dell'Opera Gesù Misericordioso. La Misericordia di Gesù è per noi fonte inesauribile di speranza. Di fronte ad un amore simile, nessuno può perdersi d'animo, nessuno può dire "non conto nulla". Gesù ci ha mostrato che ogni uomo dinanzi a Dio ha un valore immenso. 

- So che hai intenzione di accettare vocazioni anche di donne sposate, separate e divorziate. Qual è la prassi canonica da seguire in questi casi?

- L'Opera Gesù Misericordioso è rivolta principalmente all'accoglienza di donne separate e divorziate ma anche nubili che desiderano diventare religiose consacrandosi al Signore con i tre voti di castità, povertà ed obbedienza, ma che si trovano spesso nell'impossibilità di essere accolte dalla maggior parte degli altri Istituti di Vita consacrata, sia a causa del loro status che della loro età. In questi casi, viene richiesta alla Congregazione per la Vita Religiosa una dispensa per l'aspirante religiosa, per permetterle di abbracciare un tipo di vita più perfetta in Cristo.

-) Ti hanno affidato un convento per poter fondare il nuovo istituto religioso. Quali sono i requisiti per poter essere ammessi? C'è un limite di età?

- I requisiti per poter essere ammessi nel nostro Istituto sono il desiderio di consacrarsi totalmente a Dio, attraverso i tre voti di castità, povertà ed obbedienza e attraverso la preghiera e le opere ai più poveri e bisognosi. Non poniamo alcun limite di età: qualsiasi donna desiderosa di consacrarsi interamente a Dio può farlo ed è da noi fraternamente accolta, prescindendo dal suo stato civile, dalla sua età e dal suo stato di salute.

- Pensi che gli insegnamenti di Santa Faustina siano ancora di attualità?

- Santa Faustina Kowalska, apostola della Divina Misericordia, è "un dono di Dio per i nostri tempi", una grande mistica e maestra di vita spirituale. Attraverso di lei il Signore annuncia a tutti gli uomini lo straordinario messaggio della Misericordia Divina e mostra un esempio di perfezione cristiana con la testimonianza della vita attraverso le opere, la parola e la preghiera. L'attualità di questo carisma lo comprese bene Papa San Giovanni Paolo II a cui diede voce dicendo : "Anche se la Chiesa sin dagli inizi della sua esistenza annuncia il mistero della Divina Misericordia, oggi sembra invece essere particolarmente chiamata ad annunciare questo messaggio. Non può abbandonare questa missione se è Dio stesso che la chiama a ciò tramite la testimonianza di Santa Suor Faustina".

- Quanto tempo dedicherete all'adorazione Eucaristica?

- Crediamo nell'urgenza dell'Adorazione Eucaristica come mezzo ultimo per rinnovare e trasformare il mondo in cui viviamo in un mondo nuovo, dove Gesù Cristo, elevato nella fede e nell'amore, sana e abbraccia il mondo intero. "Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me" (Gv 12,32). La nostra regola prevede l'Adorazione Eucaristica Perpetua nella quale ci alterniamo con le sorelle e con i volontari in turni diurni e notturni, per ricondurre all'Amore di Cristo e alla Chiesa, Suo Corpo Mistico, il più grande numero di anime possibile, amando e facendo amare Gesù, realmente presente nel Santissimo Sacramento dell'Eucarestia.

- Oltre alla preghiera vocale e all'orazione mentale, desideri che il nuovo istituto debba dedicarsi anche a diverse opere caritative. Quali sono queste opere? Pensi sia possibile riuscire a conciliare la vita contemplativa con la vita attiva? 

- Il nostro Istituto ospita donne rifugiate sole o con i loro bambini. Il nostro lavoro si incentrata sul sostegno costante all’autonomia delle ospiti accolte, spesso particolarmente vulnerabili, non di rado vittime di tortura. Ogni passo, anche piccolo, verso l’autonomia è una conquista. In tal senso preziosa è la presenza dei volontari che seguono le ospiti : dal supporto all’apprendimento della lingua italiana alla prima alfabetizzazione, dal sostegno allo studio alla preparazione ai colloqui di lavoro. 

In qualsiasi impegno missionario, il posto di privilegio va dato alla contemplazione di Dio ed alla meditazione del Vangelo, affinché l'azione caritativa possa innestarsi e portare frutti in Cristo, vera vite.


Così la nostra vita attiva, attraverso la preghiera e l'Adorazione Eucaristica, diviene riconoscimento e adorazione costante della presenza di Dio nel mondo. Le religiose santificheranno talmente le attività di una vita solidale con i fratelli, soprattutto i poveri e i sofferenti, da trasformarle in sorgente di comunione viva con Dio. 


Sentiamo l'esigenza, nel ritmo talora spossante degli impegni caritativi e di evangelizzazione, di riservare alla preghiera personale e comunitaria dei momenti quotidiani e settimanali ben curati e sufficientemente prolungati.

- Quali saranno i santi protettori dell'Opera di Gesù Misericordioso?

- Gesù Misericordioso è il nostro Fondatore ed il nostro Padrone di Casa. L'Opera Gesù Misericordioso è posta, sin dal suo nascere sotto la guida e l'azione dello Spirito Santo invocato quotidianamente nella preghiera e nell'Adorazione Eucaristica sulla nostra comunità e sul mondo intero, e sotto la speciale protezione di Maria S.S.ma Madre di Misericordia.

- Ci sono molte donne che si sentono attratte alla vita religiosa, ma hanno paura di fare un'esperienza di alcuni giorni in convento per discernere la propria vocazione. Che consigli ti senti di dare a queste persone?

- Quando il Signore chiama, il chiamato prima o poi inevitabilmente attraversa momenti di sconforto e di sfiducia profonda, pur comprendendo bene che ogni altra scelta nel mondo è per lui una perdita rispetto alla vita più perfetta in Cristo a cui è chiamato. L'anima resta sorpresa dal « vieni e seguimi » del Signore, spesso tentando di sottrarsi a un tale invito, poi restando tormentata e insoddisfatta perchè non riesce a realizzarsi pienamente nella volontà del Signore da lei intimamente conosciuta. L'augurio a queste donne e la mia preghiera incessante sono che non prevalga in loro la scelta dettata dalla paura, che spinge a rispondere con un rifiuto al dono immenso della grazia del Signore, laddove Dio che si dona totalmente a noi ci chiede di donarci a Lui senza riserve! Alle donne che si sentono nel cuore di consacrarsi totalmente a Cristo ma sono assalite dai dubbi e dalla paura, consiglio di contattare il nostro Istituto per fare un'esperienza vocazionale, dove saranno seguite da un sacerdote esperto in fatto di vocazioni religiose, e dove saranno poste sotto la guida e l'azione incessante dello Spirito Santo attraverso la preghiera comune e l'Adorazione Eucaristica Perpetua. Durante questo percorso vocazionale potranno sperimentare se davvero sono chiamate ad essere spose di Cristo nella donazione totale a Lui, attraverso le opere ai più bisognosi e la preghiera, soprattutto l'Adorazione Eucaristica, centro e fondamento del nostro credere e sperare, nel raccoglimento e nella pace del cuore, facendo del silenzio la cassa di risonanza attraverso cui parlare ed ascoltare lo Sposo dei cuori.

_______________________________________________________________________

Per contatti scrivere all'indirizzo:  operagesumisericordioso@virgilio.it