Per chiedere informazioni all'autore del blog, oppure per chiedere indirizzi di buoni conventi e monasteri, scrivere all'indirizzo: cordialiter@gmail.com

venerdì 28 novembre 2014

Scrivere a una suora di clausura

Quando una persona si sente attrarre da Dio alla vita consacrata deve cercare di evitare di confidarsi con amici e parenti su questo argomento, perché le persone del mondo fanno fatica a comprendere questi discorsi, e spesso tentano di dissuadere coloro che vogliono donare la propria vita al Signore abbracciando la vita religiosa.

Le donne che si sentono attrarre alla vita contemplativa,  e desiderano confidarsi con una suora di clausura, possono scrivere alle Carmelitane del monastero di Cerreto di Sorano (Grosseto). Potete contattarle anche solo per chiedere di pregare per voi. Le monache saranno felici di rispondere alle vostre e-mail. Ecco il loro indirizzo:   carmelitane@gmail.com

Dobbiamo pensare a salvarci l'anima!

Ho rielaborato per renderne più agevole la lettura, alcune belle meditazioni del mio amatissimo Sant'Alfonso Maria de Liguori. Ecco a voi delle belle riflessioni sull'eternità e sul pellegrinaggio terreno.

Sant'Agostino definiva il pensiero dell'eternità come "magna cogitatio", ossia il gran pensiero. Questo pensiero ai santi ha fatto comprendere che tutti i tesori e le grandezze di questa terra non sono altro che paglia, fango, fumo e sterco. Questo pensiero ha convinto tanti giovani, anche nobili, re e imperatori ad entrare in convento. Questo pensiero ha dato coraggio a tanti martiri di sopportare gli atroci tormenti della morte anziché tradire Dio.

No, non siamo stati creati per questa terra; il fine per cui Dio ci ha posti nel mondo è di farci meritare la vita eterna con le buone opere. A tal proposito Sant'Eucherio diceva che l'unico affare di cui dobbiamo avere premura in questa vita è l'eternità, cioè di guadagnare l'eternità felice del paradiso e di evitare quella infelice dell'inferno: Negotium, pro quo contendimus, aeternitas est. Se ci salveremo saremo per sempre felici, se ci danneremo saremo per sempre infelici.

La fede è ciò che fa vivere i giusti in grazia di Dio e che dà vita alle anime, distaccando i cuori dagli affetti terreni e ricordando loro i beni eterni che Dio propone a coloro che l'amano. Per vincere le passioni e le tentazioni bisogna che spesso ravviviamo la fede, dicendo: Credo vitam aeternam, credo che dopo questa vita la quale presto per me finirà, vi è la vita eterna, o ripiena di gioie o ripiena di sofferenze, che mi toccherà secondo i meriti o demeriti miei. Santa Teresa ripeteva alle sue discepole: "Figlie, un'anima, un'eternità!", volendo dire: figlie, abbiamo un'anima; perduta questa, è perduto tutto; e perduta una volta è perduta per sempre. Insomma dall'ultimo istante di vita su questa terra dipende l'essere per sempre felici o per sempre disperati.

Un pensiero di viva fede circa l'eternità che ci aspetta può farci santi. Scrive San Gregorio che coloro che pensano all'eternità non si inorgogliscono nelle vicende prospere né si abbattono nelle avverse; poiché non desiderando nulla di questo mondo, di nulla temono. Quando ci tocca di patire qualche infermità o persecuzione ricordiamoci dell'inferno; facendo così ci sembrerà leggera ogni croce e ringrazieremo il Signore di non averci fatto morire quando stavamo in peccato mortale.

Mentre siamo in questa vita siamo pellegrini che vagano per la terra, lontani dalla nostra vera patria, il cielo, dove il Signore ci aspetta a godere eternamente la sua bella faccia: Dum sumus in corpore, peregrinamur a Domino, scrive l'Apostolo. Se dunque amiamo Dio, dobbiamo avere un continuo desiderio di uscire da questo esilio e di andare a vederlo. Questo desiderio era quel che sospirava sempre San Paolo.

Non c'è da meravigliarsi se i malvagi vorrebbero vivere sempre in questo mondo, poiché temono di passare dalle pene di questa vita alle pene eterne ed assai più terribili dell'inferno; ma chi ama Dio ed ha una moral certezza di stare in grazia, come può desiderare di continuare a vivere in questa valle di lacrime, in continue amarezze, angustie di coscienza, e pericoli di dannarsi? e come può non sospirare di andar presto ad unirsi con Dio nell'eternità beata, ove non c'è più pericolo di perderlo?

E quando siamo afflitti dai travagli o veniamo vilipesi dal mondo, consoliamoci con la gran mercede che apparecchia Dio a chi patisce per suo amore. Dice San Cipriano che il Signore vuole che gioiamo nei travagli e nelle persecuzioni, perché in quelle occasioni si provano i veri soldati di Dio e si distribuiscono le corone a coloro che sono fedeli: Gaudere et exultare nos voluit in persecutione Dominus, quia tunc dantur coronae fidei, tunc probantur milites Dei.

Ecco, sono pronto ad ogni croce che mi invierà il Signore. No, non voglio delizie e piaceri in questa vita; non merita piaceri chi ha offeso Dio. Sono pronto a patire tutte le infermità e traversie che mi colpiranno, son pronto ad abbracciare tutti i disprezzi degli uomini. Sono contento, se così piace a Gesù, che io venga privato di tutti i sollievi corporali e spirituali, purché non venga separato dall'amore di Dio. Ciò non lo merito, ma lo spero da quel sangue che il Redentore ha sparso per me. Voglio amare per sempre Dio, mio amore, mio tutto. Io vivrò in eterno ed in eterno lo amerò, come spero, e il mio paradiso sarà godere del suo gaudio infinito e lodare la sua infinita misericordia.

giovedì 27 novembre 2014

Discernimento vocazionale con le Servidoras

INVITO per le RAGAZZE: da Venerdì 5 a Lunedì 8 dicembre 2014, le ragazze desiderose di conoscere la spiritualità e lo stile di vita gioiosamente cristiano delle Servidoras, per fare un discernimento vocazionale con loro, possono trascorrere alcuni giorni nel loro Convento di Tuscania (VT) - Largo del Monastero 3. 

Durante quei giorni si farà vita comunitaria con le suore, preghiera, catechesi e apostolato.

Inoltre domenica 7 dicembre si parteciperà alla S. Messa celebrata dal Vescovo Mons. Lino Fumagalli, durante la quale 6 novizie riceveranno l'abito religioso. Per informazioni scrivere al seguente indirizzo:  vocazione@servidoras.org



xzx

Non tradire la vocazione

Mi ha colpito molto la storia di una lettrice del blog, la quale era entrata in un monastero di clausura di stretta osservanza, ed era felicissima e piena di gioia interiore. Tuttavia, a causa di forti pressioni ricevute dai parenti, è tornata nel mondo, dove ha trovato un fidanzato e ha tutto ciò che si può desiderare materialmente, però mi ha confidato di sentirsi triste ed infelice. Sente nostalgia del monastero, ma ha paura che abbandonando nuovamente il mondo potrebbe far soffrire i familiari e il suo fidanzato. Bisognerebbe pregare tanto per questa nostra sorella nella fede. 

Le rivolgo una “lettera aperta”:

Carissima sorella in Cristo,
                                         capisco le ragioni che ti spingono a sforzarti a restare nel mondo. Se da un certo punto di vista comprendo il tuo non voler far soffrire le persone a cui vuoi bene, da un altro punto di vista ti chiedo di riflettere attentamente su ciò che sto per dirti. Io non so esattamente qual è la volontà di Dio su di te, l'unica cosa che so è che hai nostalgia del monastero, perché lì ti sentivi il cuore pieno di pace, gioia e tranquillità di coscienza. Vivere lì ti sembrava l'anticamera del paradiso, ma da quando sei tornata nel mondo la situazione interiore è cambiata radicalmente, il tuo cuore è in lacrime e ti senti triste e infelice come in un inferno. Se tu decidessi di sposarti in queste condizioni spirituali, faresti soffrire moltissimo il tuo futuro marito, il quale si accorgerebbe presto che pur vivendo con lui, il tuo cuore è rimasto nel monastero di clausura. Per lui sarà uno strazio vederti triste e infelice, e ciò sarà un tormento per il suo cuore che gli farà vivere tristemente lo stato matrimoniale, e forse dentro di sé penserà: “Era meglio se mia moglie si fosse fatta suora, almeno adesso sarei più felice io, e sarebbe più felice lei, invece di avermi rovinato la vita.”

Prova a pensare alla situazione inversa. Immagina che il tuo fidanzato sia un ex novizio che è tornato nel mondo a causa delle pressioni dei suoi familiari. Adesso è triste ed infelice perché il suo cuore è rimasto in convento, dove si sentiva realmente felice. Se tu gli vuoi veramente bene, preferiresti che rimanesse insieme a te anche se triste e infelice, oppure preferiresti che tornasse in convento, pur di sapere che lì si troverà nuovamente felice?

Dunque, io penso che coloro che ti vogliono davvero bene, pur di vederti nuovamente felice, si rassegneranno nel sapere che sei tornata in monastero. Non devi preoccuparti dei peccati che hai commesso dopo il tuo ritorno a casa, poiché sai benissimo che Dio è contento di riabbracciare il figliol prodigo che ritorna da Lui col cuore pentito e confessa umilmente i suoi peccati.

Coraggio, non ti arrendere. Io continuerò a pregare per te fin quando non saprò che ti sei arresa all'amore di Gesù buono per te.

Ti saluto cordialmente in Cristo Redentore e Maria Corredentrice.

Cordialiter

Preghiera di San Bonaventura

O dolcissimo Signore Gesù, ferisci anche me col soavissimo e salutare tuo amore, affinché l'anima mia si riposi nella serena e apostolica tua santissima carità. La mia anima ti brami e si purifichi nell'attesa del Paradiso, e non sospiri che di separarsi dal corpo per essere sempre con te.

Tu sei o Signore, il gaudio degli Angeli, la forza dei Santi, il nostro soavissimo pane quotidiano. Il mio cuore abbia sempre fame e sete di te, o Gesù, e si delizi nelle dolcezze del tuo amore. Te sempre cerchi come fonte della vita e della sapienza, come torrente della gioia che riempie la casa di Dio.

Tu solo sii la mia gloria! A Te io pensi, di Te parli, tutto operi a Tuo onore, a Te pervenga con  umiltà e pace, con trasporto e diletto, con perseveranza e fervore, affinché in Te, mia fiducia, mia gioia, mia pace, io sempre viva con la mente e con il cuore. Amen



lll

mercoledì 26 novembre 2014

Donare la vita a Gesù Cristo

Ripubblico una bella lettera di una ragazza desiderosa di donare il resto della sua vita a Gesù buono.

Carissimo fratello,
                                 questa settimana ho avuto una notizia meravigliosa! Nella direzione spirituale, il mio direttore ha accolto con gioia la mia insistenza nel voler consacrare la mia vita a Dio. Mi aveva raccomandato un po’ di tempo per un giusto discernimento. In questi tre mesi non ho mancato un giorno di andare alla Messa e di pregare con fervore per comprendere cosa vuole il Signore per me, in modo che potessi compiere la Sua volontà nel migliore dei modi. Adesso è chiara in me la consapevolezza del dover essere tutta Sua. Gesù mi ha sedotta con la Sua straordinaria bellezza, con le parole che ogni giorno mi dona attraverso la Santa Messa, mi ha conquistata nella Comunione, ha preso possesso del mio cuore e della mia anima. E giorno dopo giorno mi fa la corte, in mille modi. A tratti subentra la mia fragilità umana e la mia sconfinata miseria. Lui mette alla prova la mia fedeltà, ma satana tenta in tutti i modi di insinuare in me il dubbio. Accade soprattutto durante l’adorazione Eucaristica, il momento che attendo con ansia, come la fidanzata che vuol correre dall’innamorato per stare insieme a lui. Cerca di distruggermi col sospetto che siano miei desideri, che io sia troppo stupida e debole per poter unirmi a Gesù consacrandoGli la mia vita. Ma il buon Dio conosce il nostro cuore e le nostre fragilità e non ci prova mai più delle nostre forze. Con la Sua grazia, torno ad alzarmi, più forte di prima e anche più convinta. Dunque comprendo che la prova è una grazia immensa che il Signore ci concede, perché, stringendo la Sua mano e mediante la Sua forza, ne usciamo più forti di prima. Mi innamoro di Lui ogni giorno di più. Al mattino lo sento vicino come solo un innamorato può fare. Mi riempie di attenzioni durante tutto il giorno, mi invade la Sua tenerezza ogni volta che penso a Lui e pronuncio il Suo dolcissimo nome. Dunque, ti starai chiedendo quale sia la buona notizia: ho detto al direttore spirituale che non potrò stare a lungo nel mondo, quindi sollecitavo la fondazione del nuovo ordine, di cui parlavamo. E lui ha detto che prima dell’estate inizieranno i lavori di costruzione della chiesa al centro di [...] e da lì sorgerà il monastero. La Mamma Celeste gli farà comprendere come vuole che sia quest’ordine. Sono così felice da non star più nella pelle, letteralmente: la mia anima a tratti sembra voler spiccare il volo verso la patria celeste. Al momento nessuno conosce questa mia vocazione, se non il direttore e l’amica di cui ti parlavo, anche lei chiamata alla vita consacrata.

Mia madre ha cominciato a sospettare qualcosa, ma io non ho ancora detto una sola parola sull’argomento. Qualche mattina fa, mi chiedeva cosa fossero questi “segreti” che ho con Padre A. , visto che da tre mesi parliamo più spesso. Mi ha chiesto se volessi farmi suora, le ho suggerito di chiederlo a Dio. Lei sta facendo il mio stesso cammino di fede, con la differenza che è sempre stata vicina al Signore e grazie alle sue preghiere Dio ha potuto attrarmi a sé. Inoltre ha sempre desiderato avere un figlio sacerdote, dunque mi aspettavo una reazione molto diversa. Ha detto che non devo farmi suora (quando la gente dice “farsi suora o monaca” lo dice in modo sprezzante), che io devo farmi una famiglia, che non sono adatta a vivere rinchiusa e che Dio lo si può amare anche così. Ho atteso che andasse via, per nascondere le lacrime. Non ha avuto una sola parola da me riguardo la questione, ma temo adesso il giorno in cui dovrò parlarne ai miei. Gli amici certamente mi rideranno in faccia e mi volteranno le spalle, i parenti non comprenderanno e mi prenderanno in giro. [...] Sono una persona molto sensibile e non sopporto di dover provare dolore per ogni piccola stupidaggine, ma con Gesù sono disposta ad affrontare tutti gli avversari. Se Lui mi vuole come sposa, nessuno al mondo potrà opporsi alla Sua volontà.

Per me e per questo progetto di vita, ti chiedo tanta preghiera. Io ricambierò certamente.

Un caro saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)

martedì 25 novembre 2014

Vocazione monache clarisse

Alle ragazze che per motivi vocazionali desiderano mettersi in contatto con monasteri di clausura di monache clarisse, consiglio di scegliere quelli migliori, cioè quelli in cui il carisma di Santa Chiara d'Assisi viene vissuto con maggiore perfezione e carità.


Coloro che desiderano avere gli indirizzi di buoni monasteri di clarisse, possono contattarmi all'indirizzo:  cordialiter@gmail.com

Eremite

Una lettrice veneta vorrebbe mettersi in contatto con qualche eremita (donna) delle regioni del nord, per poter iniziare un percorso di discernimento sulla vocazione da anacoreta. Se qualcuno conosce delle eremite del nord Italia, può segnalare al mio indirizzo i loro recapiti, ed io provvederò ad inoltrarli alla suddetta lettrice. Grazie!


Capodanno con le Servidoras

Le ragazze che desiderano trascorrere il Capodanno in maniera spirituale, possono farlo a Tuscania (Viterbo) presso le suore Servidoras. Potrete vivere la vita conventuale insieme alle suore dal 31 dicembre al 2 gennaio. Chi vorrà, potrà restare fino al 6 gennaio per partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola, i quali sono utili a tutti, ma soprattutto a coloro che stanno riflettendo sullo stato di vita da eleggere.

Per essere ospitate dalle Servidoras non c'è una tariffa da pagare (chi vuole può lasciare un'offerta libera). Per iscrizioni o informazioni scrivere al seguente indirizzo:  vocazione@servidoras.org




xzx

Figli del Cuore di Gesù

Recentemente è sorta la comunità dei “Figli del Cuore di Gesù”, la quale si ispira alla spiritualità della Beata Maria Deluil-Martiny, incentrata sull'adorazione Eucaristica e la devozione al Sacro Cuore. La comunità è guidata da 2 giovani sacerdoti diocesani, i quali hanno avuto il permesso del proprio vescovo per dar vita a questa nuova esperienza di vita comunitaria (la Messa viene celebrata secondo il rito di Paolo VI). Attualmente la comunità è composta, oltre ai 2 sacerdoti, anche da 3 aspiranti che desiderano consacrarsi a Dio. Chi volesse avere più informazioni può scrivere al mio indirizzo di posta elettronica, ed io provvederò a fornire i recapiti di uno dei sacerdoti responsabili di questa nuova fondazione.

Per approfondire la spiritualità della Beata Maria Deluil-Martiny, consiglio di leggere alcuni brani della lettera che ella scrisse alle sue figlie spirituali l'8 dicembre 1882.



La Servianne, 8 Dicembre 1882


Carissime Figlie in Cristo, siamo giunte al primo giubileo della Fondazione del nostro piccolo Istituto! [...] I vostri cuori traboccano di gioia e di riconoscenza; che potrei aggiungere ai vostri sentimenti e alla vostra religiosa commozione? Lasciatemi almeno lanciarvi il grido che errompe dal profondo della mia anima: Amore, amore!

Amore a Dio che ha tanto amato il mondo da mandare il suo unico Figlio per salvarlo! Amore all'Agnello che ci ha lavati nel suo Sangue adorabile e si è immolato per redimerci! Amore a Gesù Ostia che da dieci anni si degna di rimanere esposto sui modesti altari dei nostri monasteri! Amore al Cuore divino che ha conquistato i nostri cuori! Sorelle e Figlie carissime, vorrei comunicarvi la celeste Passione di Gesù Cristo. Egli è venuto a portare il fuoco dell'Amore sulla terra; che posso desiderare se non che esso infiammi le vostre anime? Vorrei vedervi divorate da questo amore; ma non di un amore di desideri e di sentimenti infecondi, bensì di un amore in opere e verità che va fino all'estrema dedizione e si lascia portare dall'Amato fino all'estrema immolazione. Per aggiungere fiamme al vostro fuoco di amore vi ricordo e vi metto al vivo come è odiato in questo tempo infelice Colui che amiamo; quanto è disprezzato Colui che adoriamo; quanto è oltraggiato Colui che serviamo in ginocchio.

L'Amore non è conosciuto, l'Amore non è amato, Sorelle mie! Quando ho visto l'odio del mondo per Dio che è Amore; il disprezzo e gli oltraggi del mondo per Colui che è Padrone di ogni potere in cielo e in terra; quando ho visto l'Armata di Satana devastare il campo delle anime per le quali il mio Salvatore ha versato il Suo Sangue, «il mio cuore si è liquefatto come cera nel mio petto», e per mezzo dell'amore che desidera fare di più di quanto è in suo potere e crede che tutto gli sia possibile, ho osato chiedere al Divino Amore di formarsi una piccola falange di Vergini che siano i Serafini della terra, anime pronte alla sofferenza, ardenti nella dedizione e che nulla, all'infuori dell'obbedienza guidata dalla prudenza che spetta all'Autorità, possa arrestare sulla via del sacrificio; anime completamente abbandonate alla sua azione divina, nelle quali si compiano interamente i suoi disegni di misericordia; anime eucaristiche riparatrici e apostoliche; anime ostie unite a Lui, trasformate in Lui, offerte e sacrificate da Lui; che non vivono più, ma nelle quali Egli viva, la cui vita sia nascosta con Lui in Dio; ostie vive nelle quali Egli completi, in un certo modo, la sua Passione, e di cui Egli disponga secondo il suo beneplacito per la sua gloria. Sorelle, è un sogno il mio? A voi la risposta, a voi il provare a Gesù con lo slancio e la generosità dei vostri cuori, che Egli non vi ha chiamate invano nel suo santuario e attorno al suo altare!

[...] Lo scopo di Satana, l'ideale delle sette è di scacciare Gesù Cristo dal mondo, di abolire perfino la memoria della sua dottrina e di strappargli le anime; bisogna dunque, Sorelle, amare Gesù Cristo, unirsi a Gesù Cristo, imitare Gesù Cristo, conquistare anime a Gesù Cristo. Bisogna amare Gesù Cristo e unirci a Gesù Cristo. Amiamolo da Vergini e da spose; gettiamo ai suoi piedi adorati i nostri gigli che Egli stesso ha fatto crescere, bagnandoli col suo Sangue prezioso, e il cui profumo sarà respirato da Lui solo.

L'Istituto è innanzitutto un'opera di amore; perciò esso non accoglie che anime ripiene di un amore generoso, delicato, ardente. Ecco perché ci siamo consacrate al Cuore di Gesù, centro dell'amore; ecco perché ci siamo strette attorno all'Eucarestia, capolavoro dell'Amore. L'Eucarestia è Dio con noi e ci dà la consumazione dell'Amore, l'unione reale con Gesù Cristo. Dobbiamo esaltare Gesù Cristo con l'adorazione, con immenso rispetto, fede viva e la virtù di religione portata al suo più alto grado, attinta in Gesù Cristo e che dalle nostre anime risalga a Lui e, per Lui all'adorabile Trinità.

Consacriamo i nostri cuori ad estinguere, per quanto possibile, la sete ardente che ha Gesù Cristo di essere conosciuto e amato dalle sue creature. Alle raffinatezze dell'odio infernale, vogliamo donare a Gesù Cristo tutte le delicatezze dell'amore che compatisce, che ripara, che tutto condivide e nulla rifiuta; dell'amore che strappa al Cuore del Diletto i segreti della sua carità ardente, dello zelo che lo divora, delle sue agonie, dei suoi dolori, dei suoi sacrifici; dell'amore che dà vita per vita e che per la gloria di Dio, è pronto anche a dare il suo Sangue. Ecco perché ci sforziamo di attuare i desideri del Cuore di Gesù. Ecco perché cerchiamo nel Cuore Immacolato di Maria, fonte di tenerezza e di amore, e negli ultimi anni della sua vita consumati dal martirio d'amore, il modello dei nostri sentimenti e della nostra vita. Ecco perché noi offriamo tutto e noi stesse per ciò che il Cuore di Gesù ha maggiormente amato.

Bisogna imitare Gesù Cristo. L'inferno vuole abolire la dottrina di Gesù Cristo? Noi lo seguiremo e lo imiteremo il meglio possibile, proprio in ciò che si oppone alla dottrina infernale delle sette. Esse predicano l'orgoglio, la ribellione, l'indipendenza; noi impareremo alla scuola del Cuore di Gesù, per praticarle con sforzo continuo, «le virtù della mitezza e della profonda umiltà che con l'ubbidienza e il sacrificio, formano le basi del nostro Istituto». Tenderemo a fare della perfezione dell'ubbidienza il carattere distintivo della nostra società.

[...] Le sette insegnano l'edonismo, il materialismo e il più gretto egoismo; noi vi opporremo la ricerca della totale abnegazione, il vigore della perfezione interiore e una incessante mortificazione in ogni cosa, per quanto sarà possibile; vi opporremo un amore generoso della croce, lo spirito di sacrificio, d'unione a Gesù immolato, che non è altro che lo spirito stesso del cristianesimo; vi opporremo una squisita purezza, le caste delicatezze della verginità, l'oblio dei nostri interessi personali, e infine, l'intero sacrificio di noi stesse per la maggior gloria di Dio. [...]

Bisogna conquistare anime a Gesù Cristo. Agli sforzi infernali per strappare le anime a Gesù Cristo, opporremo lo zelo e la dedizione dell'amore. Quanto sbaglierebbe l'anima che venisse a cercare in questo Istituto esclusivamente la propria perfezione! Una Figlia del Cuore di Gesù deve essere non solo un altro Gesù Crocifisso per lo spirito di sacrificio e di volontaria penitenza, o come un altro Gesù Ostia per lo spirito di oblazione e di immolazione perpetue, ma deve essere anche un altro Gesù Redentore compiendo in se stessa «ciò che Gesù Cristo deve soffrire in noi, per la formazione del suo corpo che è la Chiesa», per le stesse intenzioni del sacrificio di Nostro Signore, che sono la gloria di Dio e la salvezza delle anime. «Questa umile Società non è fondata soltanto per la salvezza e la santità dei suoi membri, ma perché i suoi membri si adoperino, con l'aiuto della grazia e con tutte le loro forze, alla salvezza delle anime, per il servizio dei sacri interessi del Cuore di Gesù, della santa Chiesa e del Sacerdozio cattolico, per mezzo della preghiera, del sacrificio, della diffusione della devozione verso il Cuore adorabile di Gesù e verso la Vergine Immacolata, Regina e ausiliatrice della Chiesa».

E come potremo noi dal profondo della nostra miseria elevarci a cose tanto sublimi? Sorelle faremo tutto per mezzo di Gesù Cristo; mediante la nostra unione al suo Cuore e al suo sacrificio, l'offerta dei suoi meriti infiniti e del preziosissimo calice del suo Sangue adorabile. Faremo tutto per Maria, l'Associata al divin sacrificio, per la quale venne sempre l'aiuto divino alla Chiesa contro i suoi nemici, e che, dopo aver annientato tutte le eresie, distruggerà certamente anche la grande apostasia sociale dei tempi presenti» [...].

E poiché ad ogni errore è seguito sempre il trionfo spirituale di ciò che esso combatteva, è certo che la Chiesa godrà in futuro di una meravigliosa fioritura di Ordini religiosi e di uno splendido risveglio di vita cristiana. O Sorelle! ... umiltà profonda, ma fiducia illimitata; abbandono senza riserva all'azione della grazia, perché «poche anime comprendono ciò che Dio opererebbe in esse, se si abbandonassero completamente nelle sue mani e lasciassero agire la grazia divina».

Capirete facilmente come un Istituto che ha simili scopi, non può accettare anime ripiegate su se stesse, meschine, pusillanimi, che cercano le dolcezze della pietà, invece di cercare il sacrificio e la perfezione; esso ha bisogno di anime generose, ardenti nell'immolazione, dimentiche di se stesse e soprattutto piene di quella dedizione amorosa che va dritta al Cuore del Diletto!

domenica 23 novembre 2014

Preti che diffondono eresie


Si stampano su riviste cattoliche e da Sacerdoti, errori, veri errori contro la Madonna e le cose più sante delle tradizioni della Chiesa. Si parla di aggiornamento ai tempi, ma c'è in realtà un aggiornamento al mondo ed allo spirito satanico. Non cooperate alla demolizione di quello che fa del vostro Ordine uno dei più belli della Chiesa. Rimanete puntello della Chiesa in questi tempi così pericolosi. Occorrono le parole che disse Pio XII ai Gesuiti: « O rimanete quali siete, nello spirito del fondatore, o è meglio che non siate più ». Parole di grande attualità per tutti gli Ordini religiosi.


[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

Vocazione al sacerdozio?


Riporto la bella lettera di un lettore del blog che sta cercando di capire la propria vocazione.


Gentilissimo Cordialiter,
                                           ho da poche settimane incontrato il Suo Blog. Sono rimasto affascinato dalle Sue parole e dalla bellissima Luce Divina che promana dalle sue indicazioni che tanto piamente Lei dà a chi le chiede un consiglio, un conforto o anche solo una voce di Speranza.

Le illustro brevemente la mia storia, sperando di non rubarLe troppo tempo.

Sono un ingegnere informatico di 41 anni, vivo a [...] e sono cattolico praticante, osservante fedele della Chiesa Apostolica Romana, e sono in grave crisi Vocazionale. Ho sempre pensato che dovessi mettere su famiglia, ma il Signore finora non ha mostrato Segni tangibili che debba essere così.

Da molti anni, infatti, nonostante diverse relazioni sentimentali, non riesco a stringere nessun legame affettivo veramente profondo, e le storie che pure vengono intrecciate, non portano a nulla, e mi gettano ogni volta ancor più nello sconforto.

Ho chiesto aiuto a più persone, compreso il mio Padre Spirituale, che però nel tempo non hanno saputo darmi quelle Risposte che aspetto. Quest'ultimo, poi, in particolare, mi ha molto deluso: deve sapere che una di queste ragazze con cui avevo intrecciato una relazione affettuosa, era molto incline al lato sessuale. Io ovviamente rifiutavo questo approccio, ed anzi mi preoccupavo molto e volevo uscire da questa situazione. Ma lui mi disse che, anzi, poiché la sessualità è importante e porta con sé altri aspetti che noi non vediamo, avrei dovuto approfondire con questa ragazza. Inutile che le dica che non solo ho chiuso la storia con lei, ma anche... con lui!

Per farla breve, nonostante mi fossi innamorato, ho dovuto chiudere questa ed altre relazioni perché c'era qualcosa nel mio cuore che mi faceva desiderare Altro. Forse questo "altro" è semplicemente una ragazza "perfetta per me" che ancora devo incontrare - ma allora perché il Signore non me ne dà cenno? - oppure c'è qualcosa che ancora non riesco a comprendere.

Sempre più spesso, infatti, penso alla mia vita come qualcosa che debba essere vissuta in un luogo diverso, un luogo spirituale intendo, ma non soltanto. Mi chiedo se questo mio tempo nel mondo sia da intendersi sprecato, per così com'è, e se io debba iniziare a pensare veramente ad una strada che finora avevo solo accarezzato nei miei sogni.

La ringrazio vivamente per ogni risposta.

Le auguro Ogni Bene

(Lettera firmata)


Carissimo fratello in Cristo,
                                               dammi pure del tu.

Sono rimasto edificato dalla tua coerenza di vita col Vangelo, poiché hai preferito lasciare la tua fidanzata pur di non offendere Dio e perdere l'anima. Hai fatto bene a lasciarla! Hai fatto bene anche a lasciare il tuo direttore spirituale, infatti quando la direzione spirituale diventa inutile o dannosa, è opportuno sostituire il direttore. A Roma ci sono migliaia di sacerdoti, non sarà difficile trovarne uno nuovo più adatto alla guida della tua anima. Ad esempio potresti rivolgerti presso i […].

Per quanto riguarda l'elezione dello stato di vita non posso consigliarti il matrimonio visto che lo Spirito Santo per mezzo di San Paolo Apostolo lo consiglia solo alle persone che per propria negligenza non riescono a vivere in castità. Ma la verginità è solo un consiglio, non un precetto, pertanto se dovessi decidere di sposarti, potrai tranquillamente abbracciare questo stato di vita. Tuttavia, in questo caso sarà bene cercare una ragazza che accetti tutto il Magistero della Chiesa, soprattutto al riguardo della vita matrimoniale (apertura alla vita, rifiuto degli anticoncezionali, fedeltà coniugale, educazione cristiana dei figli, eccetera). Secondo me potrebbe essere disastroso sposare una donna irreligiosa, la quale sarebbe causa di un mare di problemi morali e spirituali.

E se Dio desidera che tu elegga lo stato religioso e addirittura lo stato sacerdotale? Non possiamo escluderlo. È vero che dopo i 40 anni è più difficile essere accettati in qualche ordine religioso, ma ci sono sempre delle eccezioni. Se loro vedono che sei un uomo intelligente e che sei disposto ad impegnarti nel combattimento spirituale e nel cammino di perfezione, hai ancora buone possibilità di assere accettato.

L'ideale sarebbe ritirarti alcuni giorni in qualche convento di stretta osservanza per poter cercare di capire a quale stato di vita Iddio ti chiama. So benissimo che in certe aziende non è facile avere dei giorni di ferie, ma in questo caso potresti fare un mini-ritiro nel fine settimana (sempre meglio di niente). A tale scopo potresti andare nel convento di [...] o in quello di […]; sono luoghi tranquilli dove è più facile poter meditare e innalzare l'animo a Dio.

Spero con tutto il cuore che tu possa fare quel che il Signore vuole da te. Fammi sapere se sei riuscito a trovare un nuovo direttore che ti ispiri fiducia, altrimenti posso fornirti altri indirizzi di altri sacerdoti fedeli al Magistero.

Ti saluto cordialmente in Cristo Re e Maria Mediatrice, e con San Paolo ti incoraggio a continuare combattere la buona battaglia della fede.

Cordialiter


xz3

sabato 22 novembre 2014

Intervista a una lettrice in discernimento vocazionale

Una gentilissima lettrice del blog ha accettato di rispondere ad alcune domande sul suo percorso di discernimento vocazionale.


- Come è nato in te il pensiero di iniziare a riflettere sulla vocazione religiosa?

- Circa un anno fa mi sono riavvicinata alla preghiera che avevo tralasciato per molto tempo. Il motivo di questo riavvicinamento è partito da un disinteresse per le attrazioni mondane. Dopo un po' di tempo mi sono resa conto che la vicinanza al Signore mi dava molta consolazione, gioia e mi riempiva il cuore. Così per la prima volta nella mia vita ho intuito come dedicare la vita a Lui possa dare un senso profondo.

- Saresti felice di poter diventare sposa di Gesù Cristo abbracciando la vita consacrata?

- Non è ancora giunta in me la decisione interiore di lasciare tutto per diventare sposa di Gesù anche se ne sono molto attratta. Sarebbe una cosa bellissima!

- Tu hai fatto alcune esperienze vocazionali tra le Monache Visitandine. Che cos'è che ti affascina della spiritualità di San Francesco di Sales? 

- Ciò che più mi affascina della vita delle Visitandine è la serenità, la semplicità e la dolcezza fraterna. 

- Le Visitandine fanno largo uso del canto gregoriano, che è il canto tipico della Chiesa. Ti piacciono questi antichi e devoti canti liturgici? 

- Certo che mi piacciono, elevano ancor di più lo spirito e fanno sentire la pace.

- Molte persone mondane pensano erroneamente che è noioso vivere in un monastero di clausura. Tu ti sei annoiata quando hai provato la vita monastica?

- Non mi sono per nulla annoiata perché mi sento molto arricchita dalla preghiera e dall'orazione. Poi in monastero tutto il tempo è ben organizzato. Impossibile annoiarsi.

- Perché le monache di clausura che hai conosciuto sono così gioiose e felici?

- Penso sia perché hanno saputo riconoscere nel Signore la perla preziosa, l'essenza e fonte della vita, di fronte alla quale tutto il resto perde di significato.

- La vita monastica è molto gratificante ma richiede anche un grande spirito di sacrificio. Con l'aiuto di Dio sei disposta a lasciare tutto e a rinunciare alle effimere gioie mondane per donare il resto della tua vita al Redentore Divino, abbracciando la vita monastica?

- Ho iniziato da poco un percorso di discernimento per fare luce su questo punto. Spero di comprendere presto se questa strada è quella voluta dal Signore per me. In questo caso penso che sarei disposta a farlo con gioia.

_______________________________________________________________________________
Le donne attratte dalla spiritualità visitandina basata sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo, le quali desiderano mettersi in contatto con le Monache Visitandine di Baggiovara (Modena) per chiedere di poter fare un'esperienza vocazionale in monastero, possono contattare le religiose scrivendo al loro indirizzo di posta elettronica:   monvisit@virgilio.it

giovedì 20 novembre 2014

Depressione

Mi hanno scritto varie persone che soffrono o hanno sofferto di depressione. Per entrare in qualsiasi ordine religioso è necessario essere in buone condizioni psichiche e mentali. Coloro che riescono a guarire stabilmente dalla depressione, possono certamente abbracciare la vita religiosa...


Gentile Cordialiter,
                               mi chiamo [...], ho quasi 24 anni e vivo a [...]. Mi sono imbattuta per caso nel tuo blog e per me è diventato un appuntamento giornaliero. Ammiro moltissimo il tuo lavoro e ti ringrazio per l'aiuto che offri a tanti giovani che cercano la loro strada. Ora è arrivato il mio turno di chiedere consiglio.

Ero una cristiana piuttosto tiepida, una di quelle che si permetteva di selezionare solo quelle verità di fede che le facevano più comodo. Tuttavia ho sempre sentito la sete di qualcosa di più grande. Poi con l'inizio dell'università ho avuto un crollo: studio Chimica, un corso di laurea che, oltre ad essere piuttosto impegnativo, non è certo l'ambiente ideale per sviluppare la propria spiritualità. E così smisi di credere. Continuavo a pensare che ci fosse un'entità superiore (la complessa perfezione dell'universo rende assurdo credere che tutto sia dovuto al caso...), ma non mi preoccupavo di approfondire la questione in nessun modo. Per tre anni sono stata lontana da Dio, ma non ero davvero felice e mi sentivo spesso inquieta. Negli ultimi dieci mesi ho cominciato a stare male. Non riuscivo più a studiare e soffrivo di continui attacchi di panico, apparentemente immotivati. Non volevo più uscire con gli amici e sono rimasta indietro con gli esami. Mi è stato spiegato che esiste una parola per descrivere lo stato in cui mi trovavo: depressione. Così, dopo un difficile percorso di convincimento, ho deciso di andare da un bravo psichiatra che fosse in grado di aiutarmi. Nello stesso tempo però, ho sentito un fortissimo impulso verso Dio. Ho cominciato a pregare Gesù e la Vergine Maria, come mamma di tutti noi. Mi sono affidata a Lei. Ho sentito che in questi anni avevo vissuto immersa nel buio e, leggendo i brani del Vangelo, sono stata avvolta da una nuova luce. Mi sono confessata: è stato come rinascere a vita nuova. Adesso sento il bisogno di pregare spesso durante la giornata e anche di andare alla Messa. Voglio sempre sentire la vicinanza a Gesù. I miei genitori mi vedono ogni giorno più serena e sono felici che la terapia con lo psichiatra funzioni. Io però so che tutta questa gioia, questa felicità, la serenità nell'affrontare le piccole difficoltà di ogni giorno (che prima mi sembravano insormontabili), vengono dalla preghiera e dal sostegno di Maria. Sento di aver ricevuto una grande grazia e vorrei donarmi ancora di più a Gesù buono.

Credi che questo improvviso e rovente amore per Dio sia solo uno stato passeggero dovuto alla depressione? La mia paura più grande è che questo sia per me solo un modo per evadere dalla realtà e dalle responsabilità di tutti i giorni. Non so cosa fare. Non ho il coraggio di affrontare quest'argomento con la mia famiglia, sono tutti atei e so che non capirebbero, anzi, si arrabbierebbero tantissimo. Forse dovrei parlare di questo col mio psichiatra?

Mi scuso per la lunghezza della lettera. Spero tanto che tu riesca a trovare un po' di tempo per leggerla e per rispondermi. Grazie infinite per la tua attenzione!

Un affettuoso saluto in Gesù e Maria,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                    ti ringrazio per avermi scritto, è edificante leggere i racconti di conversioni come la tua, perché in esse rifulge maggiormente l'infinita misericordia di Dio. È commuovente pensare alla bontà con cui il Signore accoglie i peccatori pentiti. La pace interiore che senti dentro di te non è un'illusione, è un dono di Dio. Ordinariamente parlando, tutti coloro che si confessano umilmente e si uniscono a Gesù Eucaristico, sentono la pace della coscienza, la quale è un bene maggiore di tutte le ricchezze della terra. I mondani non comprendono questi discorsi, altrimenti lascerebbero le discoteche per andare a trovare la vera gioia in Dio. La verità è che siamo stati creati per amare Dio, e il nostro cuore non può trovare pace sin tanto che non riposa in Lui.

Adesso che sei quasi guarita dalla depressione devi perseverare nella via della vita devota che tanta gioia interiore ti sta donando. Il mondo è ingannatore, promette di far felici i suoi seguaci, ma in realtà rende inquieti e infelici su questa terra, e ancora di più dopo la morte, se si muore senza pentimento. San Domenico Savio ripeteva spesso: "La morte, ma non peccati". Aveva ragione, è meglio morire anziché offendere Dio con qualche peccato. Ormai sei stata presa in “trappola” da Gesù buono, non puoi più vivere senza di Lui. :-) Non ti rimane altro da fare che arrenderti al suo amore per te. Quando il mondo non era stato ancora creato, il Signore già ti amava, ti ha sempre amato sin dall'eternità. E chi altro potresti amare all'infuori di Lui? Io non conosco nessun altro uomo che si lascerebbe inchiodare in croce per salvarti. Dunque, che fare? Non parlare coi tuoi familiari di ciò che senti nel tuo cuore, loro sono atei, non possono capire questi discorsi, sarebbe come parlare in cinese. Il consiglio che ti do è di fare gli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola per comprendere quale stato di vita eleggere. Appena sarai completamente guarita dalla depressione, potrai anche abbracciare la vita religiosa, se questa è la volontà di Dio su di te. Non parlare di queste cose con lo psichiatra, a meno che non sia una persona profondamente religiosa ed esperta di vita spirituale, come lo fu San Giuseppe Moscati, ma è raro trovare un fedele laico con queste caratteristiche. Puoi stare certa che l'amore per Dio non è un'evasione dalle proprie responsabilità, anzi, questo amore aiuta a svolgere i propri doveri in maniera più responsabile. Continua ad amare la Santissima Trinità con tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze, ti assicuro che non te ne pentirai. Soprattutto non te ne pentirai nell'istante della morte, quando finalmente potrai vedere Gesù e vivere insieme a Lui per tutta l'eternità. Chi possiede Dio, possiede ogni bene, e chi invece perde Dio, perde tutto!

Sono felicissimo di sapere che sei devota alla Madonna, hai fatto benissimo a rifugiarti tra le sue mani materne. San Bernardo diceva che chi non è devoto alla Beata Vergine Maria è moralmente impossibile che si salvi, perché è come se chiudesse il canale delle grazie. Infatti Ella è la Mediatrice di tutte le grazie che Dio ci dona, quindi commettono un grosso errore coloro che non la amano e non si rivolgono a Lei per chiederle aiuto.

Spero di esserti stato di qualche utilità, approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù Redentore e Maria Corredentrice del genere umano,

Cordialiter

mercoledì 19 novembre 2014

Trascorrere alcuni giorni in monastero durante le vacanze natalizie

Le persone che studiano o lavorano, possono approfittare delle vacanze del periodo natalizio per poter fare un'esperienza vocazionale in qualche monastero (vita contemplativa) o convento (vita apostolica) per poter “provare” la vita religiosa e riflettere sullo stato di vita da eleggere.

Le case religiose sono delle oasi di pace nelle quali è facile raccogliersi interiormente ed elevare il cuore a Dio.

Chi non conosce qualche buon monastero o convento da contattare, può scrivere al mio indirizzo di posta elettronica per chiedere informazioni.

cordialiter@gmail.com









Pensieri devoti

Ripubblico l'e-mail di una lettrice attratta dall'adorazione eucaristica.

Carissimo Cordialiter,
                                    più passa il tempo e più mi sento come un pesce fuor d'acqua. Al lavoro, in famiglia, con gli amici, sento che ho ben poco da condividere con gli altri; non ho interesse a parlare di gossip, di cosa fanno o non fanno gli altri, di attualità o di politica... il mio unico interesse è Gesù.

Ho provato a parlare della mia fede, dell'importanza della preghiera e dell'affidamento in Dio, ma ho ricevuto solo incomprensione e derisione. Per molta gente che ho incontrato, avere fede e desiderare di passare il proprio tempo in contemplazione o in adorazione davanti a Gesù, significa perdere tempo, per cui sono stata etichettata come vagabonda e "girandolona". In realtà quando esco dal lavoro sento solo il desiderio di stare con Gesù, e il tempo mi sembra sempre così poco...

Se le persone capissero che per risolvere le liti, per unire le famiglie, per aiutare i propri figli, non servono tante parole o oggetti da comprare, ma solo preghiera, sacrifici e affidamento in Dio, quanto saremmo più felici!

Non vedo l'ora di trovare un buon monastero e chiedo giornalmente la luce per capire qual è la Sua volontà, ma anche la forza e il coraggio per metterla in pratica. Aspetto tue notizie per i due monasteri di [...] ma anche per sapere [...].

Grazie,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   penso che sia normale per un cristiano sentirsi “come un pesce fuor d'acqua” in questa società in cui regna il materialismo idolatrico. La mentalità del mondo è contraria al Vangelo. Presumo che il tuo stato d'animo sia condiviso da tutti (o quasi tutti) i lettori del blog. Non si possono fare compromessi, bisogna scegliere di stare o con Cristo o contro di Cristo.

I mondani non comprendono i discorsi spirituali, poiché per loro lo scopo della vita è di ammassare ricchezze, avere successo, divertirsi sfrenatamente, banchettare, ballare, ridere e scherzare. Insomma, pensano a tutto fuorché ad amare Dio e a salvare l'anima. Ecco quel che diceva Sant'Alfonso Maria de Liguori nelle celebri “Massime eterne”: “Si pensa ad accumulare ricchezze, si pensa a banchettare, a festeggiare, a darsi al bel tempo: e Dio non si serve, e a salvar l'anima non ci si pensa, e il fine eterno si tiene per bagatella! E così la maggior parte dei cristiani, banchettando, cantando e suonando se ne va all'inferno. Oh se essi sapessero che vuol dire inferno!”

Per incoraggiarti, ti riporto altri bellissimi pensieri di Sant'Alfonso:

*L'amore non sa stare ozioso. Chi ama Dio, non sa vivere senza dargli continuamente segni del suo affetto.

*Oh beati noi se questi quattro giorni di vita li spendiamo per Dio!

*S'inculchi ancora più volte amore a Dio. Chi non piglia amore a Dio, ma si astiene dal peccare solo per timore dell'inferno, sta in molto pericolo di tornare a cadere, quando cessa quella viva apprensione di timore. Ma chi giunge ad innamorarsi di Gesù Cristo, difficilmente cadrà ancora in peccato mortale. Ed a ciò molto giova il pensare alla Passione di Gesù Cristo.

*Solo l'amare Dio e salvarsi l'anima è necessario.

*Io amo Gesù Cristo e perciò ardo dal desiderio di dargli delle anime: ma prima la mia e poi un incalcolabile numero di altre.

*Si dà un gran gusto a Gesù Cristo certamente, con pensare ai suoi dolori e disprezzi patiti per noi. E chi pensa spesso ai suoi dolori ed alla sua Passione, mi pare impossibile che non s'innamori di Gesù Cristo.

*Fratelli miei: in questa vita che ci resta, o poca o molta, il che non lo sappiamo [...] facciamoci santi ed amiamo Gesù Cristo assai, perché se lo merita.

*Amiamo dunque assai Gesù Cristo, in cui troviamo il nostro Salvatore, il nostro Dio, la nostra pace ed ogni nostro bene. Ti prego perciò a dare ogni giorno un'occhiata alla sua Passione, mentre in essa troverai tutti i motivi di sperare la vita eterna e di amare Iddio, dove consiste tutta la nostra salute. Tutti i santi sono stati innamorati di Gesù Cristo e della sua Passione, e per questo unico mezzo si son fatti santi.

Spero tanto che tu possa abbandonare il mondo traditore ed entrare in un buon monastero nel quale potrai finalmente dedicarti totalmente alla vita devota che tanto desideri.

Cordiali saluti in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter

martedì 18 novembre 2014

Intervista a un'ex suora di clausura

Tempo fa ho rivolto alcune domande a una ex monaca di clausura. Ne è uscita fuori una specie di "intervista". Per leggerla, cliccate qui.

lunedì 17 novembre 2014

Vocazione a 18 anni

Pubblico la lettera che ho scritto a una ragazza di 18 anni.


Cara sorella in Cristo,
                                       rispondo molto volentieri alla tua e-mail.

Sant'Alfonso Maria de Liguori dice che quando il demonio si accorge che una persona desidera abbracciare la vita religiosa, si scatena contro di lei mettendole il bastone tra le ruote (suscitando persecuzioni e ostacoli vari) e cercando di distoglierla dal proposito di consacrarsi a Dio. Infatti il diavolo sa bene che se una persona entra in un buon istituto religioso, molto probabilmente salverà la propria anima e le anime di tante altre persone mediante l'apostolato e la preghiera. Inoltre, sempre Sant'Alfonso, dice che nel mondo sono i parenti i peggiori nemici delle vocazioni, e che tanti giovani hanno rinunciato ad abbracciare la vita consacrata proprio a causa delle pressioni ricevute dai familiari. Santa Chiara soffrì assai la persecuzione dei parenti che non volevano che diventasse suora. Oh, quante ne ha patite! Ma adesso è felice, è in Cielo con il suo amato Sposo.

Non farci caso alle cose offensive che ti dicono i tuoi genitori. Se un bambino di 4 anni ti dicesse che sei stupida, ti offenderesti? Certamente no, perché il giudizio di un bimbo è irrilevante e spesso senza fondamento, pertanto non ci faresti nemmeno caso. Se un analfabeta ti dicesse che sei un'ignorante, ti offenderesti? Probabilmente sorrideresti e non ci faresti caso, perché essere considerata ignorante da uno che non sa nemmeno leggere e scrivere, non è una cosa a cui dar peso. Perché ti ho fatto questi esempi? Perché i tuoi genitori nel campo spirituale sono “poco esperti”, pertanto farebbero molta fatica a capire quel che senti nel tuo cuore se tu ti confidassi con loro. Quindi i loro insulti non sono da tenere in conto. È ovvio che chi ha una visione un po' troppo materiale della vita, non riuscirà a capire una persona che invece ha una visione spirituale dell'esistenza terrena. San Francesco d'Assisi era figlio di un facoltoso mercante di stoffe, ma egli preferì lasciare tutto pur di seguire la chiamata di Cristo. I mondani lo accusavano di essere pazzo perché aveva rinunciato alle ricchezze della sua famiglia, per vivere poveramente e seguire Gesù nello stile di vita evangelico. Noi sappiamo che San Francesco si è salvato l'anima, e adesso gode in Cielo la visione beatifica di Dio. “Vieni servo buono e fedele”, gli avrà detto Gesù nell'ora del trapasso da questa vita terrena alla vita eterna. Chissà invece quante persone che criticavano e disprezzavano la vita di San Francesco, adesso stanno all'inferno, senza più speranza di salvezza. Insomma, ciò che conta è piacere a Dio, non agli uomini. Il nostro scopo in questo mondo è di conoscere, amare, e servire il Signore. Tutto ciò che non ci conduce a Dio è vanità delle vanità.

I mondani non capiranno mai per quale motivo una ragazza che può avere successo in questa società, possa desiderare di “andarsi a rinchiudere” in un convento. Tentare di spiegare quel che senti nel tuo cuore sarebbe come parlare in cinese. Per loro sono discorsi assurdi, visto che i mondani pensano solo ad ammassare beni materiali e a darsi ai divertimenti sfrenati. Ognuno di noi è alla ricerca della felicità: alcuni la cercano nei beni materiali, nel successo e nelle gioie mondane, altri invece la cercano in Dio. In questo mondo erano più felici San Francesco e Santa Chiara, nonostante fossero poveri, oppure i re e gli imperatori dell'epoca? Io mi fido più dei santi. Se tu per accontentare i tuoi genitori rinunciassi alla vita consacrata, vivresti in maniera triste e infelice anche se diventassi regina di un ricco regno. Ma grazie a Dio non hai nessuna intenzione di rinunciare a diventare sposa di Gesù Cristo. Infatti hai capito che il tuo tesoro è nel Signore, e non rinunceresti per nulla al mondo a seguire la divina chiamata ad abbracciare lo stato di vita più perfetto.

Stai facendo bene a non confidare a nessuna persona mondana che desideri diventare religiosa per poter vivere più unita a Gesù. Se il mondo venisse a sapere che stai riflettendo sulla vocazione, ti perseguiterebbe ancora di più. Quando andrai a fare un'esperienza vocazionale in convento, sarà meglio non dire ai mondani che vuoi diventare suora, ma che vuoi fare un “ritiro spirituale”. Come ti ho già spiegato in passato, non è una bugia (nemmeno veniale), perché un'esperienza vocazionale è anche una sorta di ritiro spirituale. Il periodo di difficoltà che stai vivendo adesso, lo hanno vissuto tante altre ragazze, prima di diventare suore. Le persecuzioni che stai patendo sono “normali”, cioè in genere le patiscono molti di coloro che vogliono rispondere affermativamente alla chiamata di Dio alla vita consacrata. Da un punto di vista spirituale si tratta di una vera e propria prova d'amore: coloro che amano Gesù con amore forte e sincero resistono alle persecuzioni sino alla fine, mentre coloro che hanno un amore debole si arrendono e abbandonano il cammino vocazionale.

Coraggio, resisti! Devi continuare a combattere la buona battaglia in difesa della vocazione, perché vuoi dare gusto a Cristo, il quale ti ha amato sin dall'eternità, prima ancora di creare il mondo, e che per amor tuo si immolò sulla croce del Golgota, pagando così al posto tuo la pena meritata dai peccati che sapeva bene che avresti fatto. E chi altro potresti amare all'infuori di Lui? Non conosco nessun uomo che si lascerebbe percuotere, flagellare, sputare in faccia, coronare di spine, e inchiodare in croce, pur di salvare l'anima tua.

Tu sei maggiorenne, sei assolutamente libera al riguardo dell'elezione dello stato di vita, nessuno deve permettersi di costringerti ad eleggere uno stato a cui non ti senti chiamata. Non pensare alle opposizioni che forse subirai quando i tuoi parenti sapranno che vuoi diventare suora, ma abbandonati nelle mani del Signore, ci penserà Lui a spianarti la strada che ti condurrà alle nozze col Re del Cielo. Il disprezzo che tu hai nei confronti della mentalità materialista ed edonista che dilaga nella società pagana in cui viviamo, lo hanno tutti i seguaci di Gesù Cristo. Non è possibile servire due padroni: o serviamo Dio (che è nostro Padre e ci ama davvero), oppure siamo schiavi del mondo. Non è possibile nessun compromesso tra il Vangelo e la mentalità mondana, poiché sono in opposta contrapposizione.

Approfitto dell'occasione per salutarti cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria,

Cordialiter

domenica 16 novembre 2014

Intervista a una ragazza laureata

Una gentilissima lettrice del blog, pur essendo laureata e avendo le potenzialità per fare carriera nel mondo, è disposta a lasciare tutto pur di seguire la chiamata alla vita religiosa. Le ho rivolto alcune domande alle quali ha accettato di rispondere.


- Da quanto tempo stai meditando sulla vocazione religiosa?

- In verità è una chiamata che ho sentito quando avevo 12 anni...e all’inizio avevo dato una risposta fortemente entusiasta. Poi dall’età di 17 anni circa, per vari avvenimenti della mia vita, ho rifiutato la chiamata di Gesù e l’ho cacciato dal mio cuore..continuando ad essere “cristiana” ma vivendo situazioni di forte incoerenza e conflitto..invocavo il Signore solo per chiederGli qualcosa o per prendermela con Lui. Per un decennio l’ho tradito e ferito..e quando, dopo dieci anni, stavo scivolando in un baratro senza fine, Lui mi ha salvata, stravolgendo la mia vita e donandomi Gioia e pace..e mi ha riproposto la chiamata che già avevo rifiutato una volta, dimostrandomi una fedeltà e un Amore che mi hanno profondamente commossa..in dieci anni mai Gli ho detto di amarlo, mai ho avuto un gesto di amore per Lui, ma solo conflitti, accuse e recriminazioni..e Lui in cambio mi ha dato solo Amore..per cui è dallo scorso anno, da quando L’ho incontrato, che Lui mi ha riproposto questa Sua chiamata...

- Come è nato in te il pensiero di iniziare a riflettere sulla vocazione?

- È iniziato appunto quando ho sentito dentro al mio cuore che Gesù dopo avermi salvata dall’abisso e aver preso dimora nel mio cuore da cui prima l’avevo scacciato, mi chiedeva di avere un posto esclusivo e totalizzante in esso, ho iniziato a sentire...come una..discrepanza tra ciò che vivevo nel mondo, seppure in modo lecito, e quello che sentivo nel cuore era come un richiamo, come un corteggiamento insistente ma leggero come una brezza..dalla consistenza del vento ma dall’ardore del fuoco...

- Saresti felice di poter diventare sposa di Gesù Cristo abbracciando la vita consacrata?

- Assolutamente sì!! Anzi adesso posso dire che Gesù Cristo è l’unico Sposo che io desideri, ha conquistato il mio cuore e da quando mi ha salvata mi ha avvolta in un abbraccio che non ha mai avuto fine, sta riversando su di me tutto l’amore che in questi dieci anni avevo rifiutato, e davvero ho fatto esperienza di come Lui ami ognuno di noi come se ciascuno fosse l’unico e il prediletto..perché..sembrava che Lui non aspettasse altro che io tornassi da Lui...e adesso...sarei folle se lasciassi la Sua mano...ora nel mio cuore verso di Lui c’è un Amore immenso, è Lui il mio Sposo e non lo lascerei per nulla e nessuno al mondo...

- Quando entrerai in convento, i modani criticheranno la tua scelta. Ti senti pronta a superare le incomprensioni e le critiche del mondo?

- Sì, mi sento pronta ad affrontare critiche e difficoltà..non che già ora manchino le incomprensioni..e ammetto che fanno male e feriscono..penso anzi che prima di me feriscano Gesù...
Per cui penso che la preghiera di riparazione sia fondamentale.. Per quanto riguarda me, “tutto posso in Colui che mi dà forza”...Lui ha fatto talmente tanto per me, e io non posso sopportare critiche e incomprensioni per Amore Suo?

- Sei disposta a rinunciare ai beni materiali, a una carriera lavorativa, a farti una famiglia, pur di seguire Cristo abbracciando la vita religiosa?

- Sì, sono disposta a lasciare quello che Lui mi chiede di lasciare. Non è un cammino facile, ma non è nemmeno impossibile...lo Sposo è vissuto nella povertà e nella scomodità, come possiamo noi Spose voler vivere in modo diverso? Quale assurda discrepanza ci sarebbe? Circa la famiglia, io pensavo di volermi sposare e avere una famiglia numerosa, penso ci sia anche bisogno di famiglie cristiane che diano testimonianza, ma non è quello che Lui mi chiede...Lui mi chiede di essere solo Lui il mio Sposo esclusivo...ed è qualcosa di talmente sublime che qualsiasi prospettiva a confronto non regge nella mia vita...io posso essere pienamente felice solo essendo sposa di Gesù...

- I tuoi amici si sono accorti che invece di essere attratta dalle cose mondane, sei più attratta dalle cose spirituali?

- Sì, se ne sono accorti già quando io stessa non avevo ancora capito a cosa il Signore mi chiamava...ora ovviamente è ancora più evidente, perché ho iniziato a condurre una vita molto ritirata, anche più di quanto già non facessi per indole...

- Che cos'è che ti affascina della vita religiosa?

- Ci sono tante cose, ma ne cito una che racchiude tutte: essere un tutt’uno con Gesù e vivere solo per Lui...vivere la sponsalità totale con Lui...sponsalità e consacrazione che vengono racchiusi nel simbolo dell’abito religioso che per me ha una importanza fondamentale, per ricordare a noi stessi e agli altri chi siamo e a cosa siamo stati chiamati...

- Tutti i cristiani hanno la vocazione alla santità, però i religiosi hanno un dovere speciale di ricercare la perfezione cristiana vivendo in maniera profonda gli insegnamenti evangelici. Ti affascina il lato ascetico della vita religiosa?

- Forse è quello che più di tutti mi affascina! Il lato ascetico, l’impronta contemplativa, la spiritualità che eleva l’anima a Dio, e crea un’intima unione con Lui che si sente e che avvolge...

- Ci sono tante altre lettrici del blog che, come te, stanno riflettendo seriamente sulla vocazione religiosa. Tuttavia alcune di esse si sentono un po' scoraggiate dal fatto che il mondo sta cercando di convincerle a lasciar perdere la vocazione, e a pensare solo a ricercare le effimere gioie mondane, come fanno in molti nel mondo. Cosa ti senti di consigliare a queste ragazze che sono indecise se rispondere alla divina chiamata ad abbracciare la vita consacrata?

- Io vorrei dire a queste ragazze: se Gesù vi chiama, come potete rifiutare la Sua chiamata? Le gioie del mondo passano, la fedeltà del Signore non passa mai, l’ho sperimentato sulla mia pelle! Se Lui vi chiama a diventare Sue Spose, riflettete sulla grande opportunità che vi sta dando, è una grazia incredibilmente grande! Pensate: GESU’ CRISTO vi ama a tal punto da corteggiare il vostro cuore...c’è secondo voi qualcosa, o qualcuno, che si può barattare con GESU’? E peraltro tutto questo Lui lo fa gratuitamente...noi non abbiamo nessun merito, nemmeno il minimo..la vocazione alla vita consacrata non deriva dal nostro merito. E’ un ulteriore atto di Amore di Gesù per noi. Anche io avevo paura di rispondere, ma poi Lui ha abbattuto pian piano tutte le mie paure. Se voi Gli permettete di conquistare il vostro cuore, e rispondete a Lui, anche solo dicendoGli “Signore, io vorrei ma ho paura, aiutami Tu”, Lui vi donerà qualcosa di talmente forte che a parole non si può nemmeno spiegare...“Volete andarvene anche voi?”




lll

sabato 15 novembre 2014

Alcuni giorni in monastero

Tempo fa una studentessa universitaria ha trascorso alcuni giorni di riflessione e preghiera nel monastero delle Monache Benedettine di Fermo (Marche). Ecco la sua testimonianza.


Conosco a malapena i nomi delle monache, eppure mi sono sentita sin da subito in una famiglia. Non sarei assolutamente in grado di riprodurre la piantina del Monastero, però sono stata come a casa.

“L’ospite sia trattato come Cristo” recita la Regola Benedettina. Posso confermare che è andata così. Lo schema delle mie giornate - propostomi dai miei responsabili - mi chiedeva di digiunare i primi due giorni e di riposare e scrutare molto la Sacra Scrittura. Io ho anche parlato con la Madre Abbadessa M. Cecilia, le ho aperto il cuore (vizi e dubbi compresi) perché ne avevo bisogno, perché sono stata mandata qui per questa ragione, perché sapevo che lei poteva aiutarmi […]. Avrebbe potuto giudicarmi, ma non lo ha fatto. Si è mostrata disponibile, ha pregato per me, mi ha cercato, mi ha parlato, mi ha risposto…non mi ha chiesto niente e alla fine sono stata io a scoprirmi - sebbene con timore - perché ho trovato una madre […].

La preghiera, che preghiera! Prima di venire ero convinta che sarebbe stato pesante partecipare alla vita delle monache soprattutto per gli orari e la lunghezza della preghiera. Invece ho visto e risento la gioia di lodare Cristo. Tutte quelle sorelle che cantavano le lodi del loro Sposo con dolcezza...avrei tanto voluto conoscere le melodie per potermi unire al loro coro! Poche volte in vita mia non mi è “pesato” pregare, ancora meno mi è capitato di gioire nella preghiera…in questi giorni invece andavo contenta alla preghiera chiedendomi: “Con che voce lo loderanno, oggi?” Anche l’amore che avevano tra loro mi ha colpita. L'anziana, la giovane, la stonata e l’intonata…era un gruppo eterogeneo ma molto affiatato! L’affetto di tutte per le due suore in carrozzina, i sorrisi durante i momenti di preghiera, mi hanno attestato più di mille parole la genuinità e la verità dei loro rapporti. Che bello!

Me lo sono detto tante volte in questi giorni: “Che bello!” Un po’ con paura, un po’ senza comprendere, un po’ con speranza! E se anche il Signore mi ha voluto qui solo per donarmi un po’ di speranza, dopo le tante disillusioni del mondo, già ne è valsa la pena. Già ha avuto senso…vedere che c’è ancora chi riesce ad amare. Chi, più che al perfezionismo, punta alla perfezione, chi riesce a rendere straordinario il quotidiano, in questo, non perde niente. Non perde la maternità perché l’altro è Cristo. Non perde la famiglia perché sono una comunità. Non perde la missione perché niente, nemmeno la preghiera, è fine a se stessa, ma tutto è esaltato secondo il progetto di Cristo. E l’amore si vede nella perseveranza: desiderio di amare l’altro oggi, come sto, anche se sono fragile. Scegliere, nella libertà, il Signore, che per Lui mi ha fatta. Scegliere Lui che ogni volta mi aspettava nel Tabernacolo, quando arrivavo in Cappella. Ho pianto quando lunedì, dopo essermi confessata, ho fatto la Comunione. Lui era lì per me, nonostante i miei peccati, il mio odio, le mie bestemmie. Per me che sono debole, schiava della mia affettività malata e ancorata ai miei progetti. Eppure Lui mi ha perdonata nella confessione; ha pietà di me, come l’ha avuta per Davide. L’ha scelto non perché era perfetto, ma per amore. L’amore è amore proprio perché non si merita. In questi giorni il Signore mi ha fatto una promessa: una promessa di felicità. Il suo progetto d’Amore è enorme e tutto ciò che mi è richiesto è affidarmi, smettere di comportarmi come se fossi io il Dio della mia vita, perché Lui mi conosce e mi ama, mi ha fatta per Sé. Non voglio più vivere per me stessa, voglio dare una forma alla mia vita, per amore del Signore. Voglio avere uno scopo: voglio che sia Lui il mio scopo. In questi 3 giorni di preghiera, ho abbandonato la mia vita e il mio tempo nelle Sue Mani; lasciando indietro problemi, famiglia, studio, amici, progetti…e Lui mi ha benedetta.

Ora ho un memoriale: posso lasciarmi amare per come sono. Si può vivere così.

(Lettera firmata)

________________________________
Per contattare le Monache Benedettine di Fermo, scrivere al seguente indirizzo: m.benedettine @ alice.it  (scrivere l'indirizzo tutto attaccato, senza spazi).

giovedì 13 novembre 2014

Una minorenne innamorata di Cristo

Cari lettori del blog, molti di voi mi hanno scritto delle lettere vocazionali che mi hanno procurato tanta consolazione spirituale. Tempo fa una ragazza minorenne mi ha scritto una lettera molto bella, che voglio ripubblicare ad edificazione delle vostre anime.


Salve, è la prima volta che scrivo e conoscere il tuo blog è stata davvero una grazia della Provvidenza.

Mi chiamo [...] e ho quasi diciassette anni; qualche mese fa ho sentito per la prima volta dentro di me la chiamata del Signore e da quel momento il desiderio di essere Sua per sempre si è fatto sempre più intenso. Tuttavia non so se è davvero questa la mia vocazione, spesso ho dei grandi dubbi sul fatto che sia soltanto una mia fantasia, un condizionamento o qualcosa che non viene da Dio. Non ne ho mai parlato con nessuno... e anche questo aumenta i miei dubbi. Io desidero solo fare la Sua Santissima volontà, mi metto tutta nelle Sue mani, ma ho paura di non riconoscere e di non saper comprendere la voce del Signore. Non mi sento degna di essere la Sua sposa perchè vedo tutti i miei limiti e sono ben lontana dall'essere santa! Desidero solo fargli piacere.

Sono molto devota alla Madonna, non Le nascondo niente e vorrei essere proprio come Lei: la serva del Signore. Prego quasi tutti i giorni il Rosario e questo mi dà la forza di andare avanti, mettendomi tanta pace nel cuore.

[…] Ultimamente sto cercando di informarmi, attraverso internet, su vari ordini religiosi; mi ha particolarmente colpita quello delle [...]. Ma sono in uno stato di confusione terribile, anche perché come dicevo, mi sento troppo peccatrice e temo che sia una tentazione di superbia o di "evasione" dalla realtà.

Concludendo, al di là della mia grande confusione, vorrei consolare Gesù e la Madonna, riparare tutti gli oltraggi che vengono fatti verso Essi ed essere come una piccolissima fiammella che si consuma d'amore per Loro, per la salvezza di tutte le anime. Questo nel modo che più desiderano.

Ti ringrazio anticipatamente, mi scuso se non sono riuscita a spiegarmi e prometto di ricordare te e tutti i lettori del blog nella preghiera.

(Lettera firmata)


Carissima sorella in Cristo,
                                             ti ringrazio per la bellissima lettera che mi hai scritto; mi riempie il cuore di gioia sapere che in questo mondo edonista e materialista ci siano ancora giovani ragazze che ardono dal desiderio di donare la propria vita al Redentore Divino.

Ciò che mi hai scritto mi è piaciuto molto e adesso ti spiego il perché. La vocazione, più che in un sentimento del cuore o in una sensibile attrattiva, è riscontrabile principalmente nella retta intenzione di chi aspira alla vita religiosa. Chi desidera diventare suora per il nobile motivo di consacrarsi al servizio di Dio e alla salvezza delle anime, di vivere più unita a Gesù, di appartenere tutta a Lui, e cose di questo genere, costei mostra di avere dei segni tipici di una sincera vocazione. Leggendo la tua lettera ho constatato le buone motivazioni che ti spingono a donarti al Re del Cielo. Questa è una delle tre condizioni che assicurano che una vocazione è vera. Le altre due condizioni sono l'assenza di impedimenti (problemi di salute, genitori in stato di bisogno, eccetera), e l'accettazione da parte dei superiori dell'ordine della richiesta di entrare nel monastero.

Io nutro molte speranze che la tua sia una vera vocazione, ma per il momento devi continuare il percorso di discernimento vocazionale. San Tommaso d'Aquino e Sant'Alfonso Maria de Liguori (due grandi Dottori della Chiesa) insegnano che quando una persona sente di essere chiamata alla vita religiosa, deve rispondere subito. Tuttavia il tuo caso è un po' diverso, poiché essendo minorenne è necessario avere il consenso di entrambi i genitori. Non preoccuparti, Gesù sa benissimo che non è colpa tua se non puoi entrare subito in monastero, dunque ti aiuterà a conservare intatta la vocazione, purché tu la custodisca con cura. Inoltre bisogna aggiungere che ci sono alcuni monasteri di clausura in cui è difficile entrare prima dei 20 anni, ma ci sono sempre delle eccezioni.

Sono contento che desideri solo piacere a Gesù. Questa è l'essenza della vita cristiana! Infatti il seguace di Gesù Cristo in tutte le sue azioni deve operare solo con l'intento di piacere a Dio. Prego con tutto il cuore affinché tu sia perseverante nel discernimento vocazionale, e spero vivamente che un giorno tu possa diventare una casta sposa di Cristo Re.

In unione di preghiera

Cordialiter