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domenica 5 luglio 2015

Ostacolata dai genitori

Pubblico la lettera che ho scritto a una ragazza.


Cara sorella in Cristo,
                                       rispondo molto volentieri alla tua e-mail.

Sant'Alfonso Maria de Liguori dice che quando il demonio si accorge che una persona desidera abbracciare la vita religiosa, si scatena contro di lei mettendole il bastone tra le ruote (suscitando persecuzioni e ostacoli vari) e cercando di distoglierla dal proposito di consacrarsi a Dio. Infatti il diavolo sa bene che se una persona entra in un buon istituto religioso, molto probabilmente salverà la propria anima e le anime di tante altre persone mediante l'apostolato e la preghiera. Inoltre, sempre Sant'Alfonso, dice che nel mondo sono i parenti i peggiori nemici delle vocazioni, e che tanti giovani hanno rinunciato ad abbracciare la vita consacrata proprio a causa delle pressioni ricevute dai familiari. Santa Chiara soffrì assai la persecuzione dei parenti che non volevano che diventasse suora. Oh, quante ne ha patite! Ma adesso è felice, è in Cielo con il suo amato Sposo.

Non farci caso alle cose offensive che ti dicono i tuoi genitori. Se un bambino di 4 anni ti dicesse che sei stupida, ti offenderesti? Certamente no, perché il giudizio di un bimbo è irrilevante e spesso senza fondamento, pertanto non ci faresti nemmeno caso. Se un analfabeta ti dicesse che sei un'ignorante, ti offenderesti? Probabilmente sorrideresti e non ci faresti caso, perché essere considerata ignorante da uno che non sa nemmeno leggere e scrivere, non è una cosa a cui dar peso. Perché ti ho fatto questi esempi? Perché i tuoi genitori nel campo spirituale sono “poco esperti”, pertanto farebbero molta fatica a capire quel che senti nel tuo cuore se tu ti confidassi con loro. Quindi i loro insulti non sono da tenere in conto. È ovvio che chi ha una visione un po' troppo materiale della vita, non riuscirà a capire una persona che invece ha una visione spirituale dell'esistenza terrena. San Francesco d'Assisi era figlio di un facoltoso mercante di stoffe, ma egli preferì lasciare tutto pur di seguire la chiamata di Cristo. I mondani lo accusavano di essere pazzo perché aveva rinunciato alle ricchezze della sua famiglia, per vivere poveramente e seguire Gesù nello stile di vita evangelico. Noi sappiamo che San Francesco si è salvato l'anima, e adesso gode in Cielo la visione beatifica di Dio. “Vieni servo buono e fedele”, gli avrà detto Gesù nell'ora del trapasso da questa vita terrena alla vita eterna. Chissà invece quante persone che criticavano e disprezzavano la vita di San Francesco, adesso stanno all'inferno, senza più speranza di salvezza. Insomma, ciò che conta è piacere a Dio, non agli uomini. Il nostro scopo in questo mondo è di conoscere, amare, e servire il Signore. Tutto ciò che non ci conduce a Dio è vanità delle vanità.

I mondani non capiranno mai per quale motivo una ragazza che può avere successo in questa società, possa desiderare di “andarsi a rinchiudere” in un convento. Tentare di spiegare quel che senti nel tuo cuore sarebbe come parlare in cinese. Per loro sono discorsi assurdi, visto che i mondani pensano solo ad ammassare beni materiali e a darsi ai divertimenti sfrenati. Ognuno di noi è alla ricerca della felicità: alcuni la cercano nei beni materiali, nel successo e nelle gioie mondane, altri invece la cercano in Dio. In questo mondo erano più felici San Francesco e Santa Chiara, nonostante fossero poveri, oppure i re e gli imperatori dell'epoca? Io mi fido più dei santi. Se tu per accontentare i tuoi genitori rinunciassi alla vita consacrata, vivresti in maniera triste e infelice anche se diventassi regina di un ricco regno. Ma grazie a Dio non hai nessuna intenzione di rinunciare a diventare sposa di Gesù Cristo. Infatti hai capito che il tuo tesoro è nel Signore, e non rinunceresti per nulla al mondo a seguire la divina chiamata ad abbracciare lo stato di vita più perfetto.

Stai facendo bene a non confidare a nessuna persona mondana che desideri diventare religiosa per poter vivere più unita a Gesù. Se il mondo venisse a sapere che stai riflettendo sulla vocazione, ti perseguiterebbe ancora di più. Quando andrai a fare un'esperienza vocazionale in convento, sarà meglio non dire ai mondani che vuoi diventare suora, ma che vuoi fare un “ritiro spirituale”. Come ti ho già spiegato in passato, non è una bugia (nemmeno veniale), perché un'esperienza vocazionale è anche una sorta di ritiro spirituale. Il periodo di difficoltà che stai vivendo adesso, lo hanno vissuto tante altre ragazze, prima di diventare suore. Le persecuzioni che stai patendo sono “normali”, cioè in genere le patiscono molti di coloro che vogliono rispondere affermativamente alla chiamata di Dio alla vita consacrata. Da un punto di vista spirituale si tratta di una vera e propria prova d'amore: coloro che amano Gesù con amore forte e sincero resistono alle persecuzioni sino alla fine, mentre coloro che hanno un amore debole si arrendono e abbandonano il cammino vocazionale.

Coraggio, resisti! Devi continuare a combattere la buona battaglia in difesa della vocazione, perché vuoi dare gusto a Cristo, il quale ti ha amato sin dall'eternità, prima ancora di creare il mondo, e che per amor tuo si immolò sulla croce del Golgota, pagando così al posto tuo la pena meritata dai peccati che sapeva bene che avresti fatto. E chi altro potresti amare all'infuori di Lui? Non conosco nessun uomo che si lascerebbe percuotere, flagellare, sputare in faccia, coronare di spine, e inchiodare in croce, pur di salvare l'anima tua.

Tu sei maggiorenne, sei assolutamente libera al riguardo dell'elezione dello stato di vita, nessuno deve permettersi di costringerti ad eleggere uno stato a cui non ti senti chiamata. Non pensare alle opposizioni che forse subirai quando i tuoi parenti sapranno che vuoi diventare suora, ma abbandonati nelle mani del Signore, ci penserà Lui a spianarti la strada che ti condurrà alle nozze col Re del Cielo. Il disprezzo che tu hai nei confronti della mentalità materialista ed edonista che dilaga nella società pagana in cui viviamo, lo hanno tutti i seguaci di Gesù Cristo. Non è possibile servire due padroni: o serviamo Dio (che è nostro Padre e ci ama davvero), oppure siamo schiavi del mondo. Non è possibile nessun compromesso tra il Vangelo e la mentalità mondana, poiché sono in opposta contrapposizione.

Approfitto dell'occasione per salutarti cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria,

Cordialiter

sabato 4 luglio 2015

Non scacciare la vocazione

Non bisogna soffocare il desiderio di abbracciare la vita religiosa; potrebbe essere la divina vocazione.

Buonasera, sono una ragazza di 22 anni, mi chiamo [...] e vivo in […]. Le scrivo perché fin da piccola ho il desiderio di diventare suora, non so il motivo di ciò, anche perché non sono molto praticante, però ho sempre questo desiderio che è come un tormento se così si può definire... cerco di soffocare questa mia ossessione ma è più forte di me e non trovo pace... non so neanche perchè le sto scrivendo, forse perché cerco delle risposte, forse perché ho bisogno solo di trovare la mia pace interiore... mi scusi per averle fatto perdere tempo... grazie


Cara sorella in Cristo,
                                  dammi pure del tu (lo preferisco). Ti ringrazio per avermi scritto; per me è una grande gioia poter essere di qualche utilità al prossimo.

Ognuno di noi su questa terra è solo di passaggio, la nostra vera Patria è il Cielo. Pertanto durante il pellegrinaggio terreno dobbiamo dimostrare a Dio che lo amiamo veramente con tutto il cuore e sopra ogni altra cosa. Noi siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio, e il nostro cuore non trova pace sin tanto che non riposa in Lui. Le cose della terra non possono saziare il nostro cuore, sono solo vanità delle vanità.

Ognuno di noi è alla ricerca della felicità, ma solo facendo la volontà del Signore è possibile riuscire a trovarla. È importante eleggere lo stato di vita che Dio ha designato per nostro bene sin dall'eternità.

Ho ricevuto tante lettere da parte di persone sposate (in maggioranza donne) che si sono pentite di non aver abbracciato la vita religiosa alla quale si sentivano chiamate in gioventù, e adesso piangono perché sentono che la vita nel mondo non era la loro vera vocazione, ma ormai quel che è fatto è fatto.
Personalmente sono convinto che le donne più felici della terra sono coloro che hanno abbracciato la vita religiosa in ordini religiosi fervorosi e osservanti. Il motivo è semplice, il loro Sposo, cioè Gesù, le consola e le dona tante gioie spirituali, le quali sono le più belle e ineffabili.

Dio ha un progetto per ciascuno di noi. Alcuni sono designati per mettere su famiglia e procreare dei futuri cittadini del Cielo (pensiamo ad esempio ai zelantissimi genitori di Santa Teresa di Lisieux), altri sono designati per rimanere celibi nel mondo (San Giuseppe Moscati), altri ancora sono designati per la vita sacerdotale e per la vita consacrata (ad esempio Sant'Alfonso Maria de Liguori e Santa Chiara d'Assisi). Ognuno deve cercare di capire la volontà di Dio su di sé, perché solo facendo la sua volontà possiamo essere davvero felici. Che cosa vuole il Signore da te? Per capire quale sia la tua vocazione, l'ideale sarebbe fare gli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola, oppure trascorrere alcuni giorni in un buon monastero (deve essere davvero buono) nel quale, raccolta nel silenzio e nella preghiera, potrai ascoltare quel che Dio dice al tuo cuore. Restando in città è difficile raccogliersi spiritualmente.

Dunque che cosa fare in concreto? Per il momento non parlare di vocazione né con i tuoi familiari (nemmeno se sono super-praticanti), né con le tue amiche, le quali potrebbero mettersi a ridere, soprattutto se sono persone neo-pagane che capiscono solo di discoteche, gossip, oroscopi, sfilate di moda, e altre vanità de genere.

Quale monastero contattare per fare qualche giorno di discernimento? Devi sceglierne uno davvero buono. E' importante questo fatto. Se tu andassi in un monastero rilassato, rischieresti di perdere la vocazione, come è accaduto ad altri. Come probabilmente ti sarai accorta da sola, molti ordini religiosi non vivono più come i loro santi fondatori, ma vivono in maniera rilassata e secolarizzata, e in genere hanno poca attrattiva sui giovani. Gli ordini religiosi fervorosi e osservanti invece affascinano col loro stile di vita autenticamente evangelico, e spesso attirano numerose vocazioni.

Adesso però la cosa più importante è ritornare a praticare la vita cristiana. Se vuoi posso fornirti gli indirizzi di alcuni buoni sacerdoti che possono aiutarti nella vita spirituale. Mi raccomando, cerca di alimentare una vera ed autentica devozione alla Madonna, e quando avrai bisogno di aiuto, non esitare a rivolgerti a Lei, la quale non abbandona mai i suoi servi fedeli. Affidati interamente alla Beata e Gloriosa Vergine Maria, che come insegnano dotti Autori (S. Bernardo di Chiaravalle, S. Alfonso Maria de Liguori, S. Massimiliano Maria Kolbe e tanti altri) è la Mediatrice di tutte le grazie, oltre che la nostra Mamma del Cielo.

Spero di esserti stato di qualche utilità, approfitto dell'occasione per porgerti i miei più fraterni saluti in Cristo Re e Maria Mediatrice,

Cordialiter

venerdì 3 luglio 2015

Malinconia e tristezza

Una lettrice del blog ogni tanto sente un po' di malinconia e tristezza...

Caro D., come stai?
                                 Volevo ancora una volta ringraziarti per il tuo bellissimo blog: [...] cercherò quantomeno di diffondere il tuo blog il più possibile tra le mie conoscenze, infatti non ti nascondo che tante volte ricevo maggior aiuto spirituale dalla lettura dei tuoi articoli che da persone di chiesa o sacerdoti. Non puoi immaginare quanto aiuto io riceva dal leggere le tue pagine e i tuoi consigli, nonché le preziose citazioni dei santi. Con questa fiducia mi rivolgo a te per una questione. Mi è successa una cosa strana pochi giorni fa. Ho trascorso alcuni giorni di riposo al mare in cui però non ho dedicato molto tempo alla preghiera anzi purtroppo devo dire che ho anche offeso il Signore con dei peccati […].

Grazie e scusami sempre per il disturbo!
Un caro saluto
(lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                      per me non è un disturbo aiutare le anime redente dal Sangue di Cristo, pertanto rispondo volentieri alla tua lettera.

Innanzitutto devo dirti che il nemico del genere umano cerca di infondere scoraggiamento e tristezza nelle anime per demoralizzarle e sconfiggerle facilmente nel combattimento spirituale poiché quando si è tristi non si ha voglia di combattere e si è più arrendevoli di fronte alle tentazioni. Dunque, se in futuro commetterai qualche peccato, non dovrai farti intrappolare dalla malinconia e dalla tristezza. Ti chiederai come può essere possibile non essere tristi nonostante la consapevolezza di aver offeso Dio. In effetti il peccato è una cosa triste perché con esso si è dato un dispiacere ad un Essere infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Però noi sappiamo che Dio è infinitamente misericordioso e che Gesù buono è morto in croce proprio per espiare al posto nostro la pena meritata dai nostri peccati. Quindi quando ci accorgiamo di aver peccato, invece di demoralizzarci dobbiamo subito chiedere scusa al Signore, riconoscendo di essere dei poveri peccatori e pentendoci di essere stati degli ingrati ripagando con una offesa Colui che per nostro amore volle immolarsi per la nostra redenzione. Diciamogli con contrizione che lo amiamo con tutto il cuore e che preferiamo morire anziché offenderlo nuovamente, e in questo modo otterremo subito il perdono; poi quando potremo confessarci, quel peccato verrà definitivamente incenerito dall'amore misericordioso di Dio. Ricordiamoci sempre che mentre la tristezza ci induce a commettere altri peccati, un atto ci carità perfetta invece ci restituisce subito la pace e la serenità. Insegna San Tommaso d'Aquino che la carità perfetta verso Dio non può essere presente in un'anima in peccato mortale, pertanto se una persona fa un atto di carità perfetta verso Dio, implicitamente è anche contrita del male fatto, e così nel suo cuore non può più albergare il peccato mortale che viene spazzato via dalla carità perfetta verso Dio.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

giovedì 2 luglio 2015

Le vere amicizie

Dagli scritti di Padre Adophe Tanquerey (1854 - 1932).


L'amicizia può essere mezzo di santificazione o serio ostacolo alla perfezione, secondo che è soprannaturale o naturale e sensibile. [...]

1° DELLE VERE AMICIZIE.

Ne diremo la natura e i vantaggi.

595.   A) Natura. -- a) Essendo l'amicizia una mutua comunicazione tra due persone, si specifica innanzi tutto secondo la varietà delle comunicazioni e la qualità dei beni che si comunicano. Il che viene molto bene spiegato da S. Francesco di Sales: "Quanto più squisite saranno le virtù in cui comunicate, tanto più perfetta sarà l'amicizia. Se comunicate in scienze, l'amicizia è certamente assai lodevole; più lodevole ancora se comunicate in virtù, nella prudenza, nella moderazione, nella fortezza, nella giustizia. Se poi la vostra mutua comunicazione riguarda la carità, la devozione, la perfezione cristiana, oh Dio! quanto preziosa sarà l'amicizia! Sarà eccellente perchè viene da Dio, eccellente perchè tende a Dio, eccellente perchè ne è vincolo Dio, eccellente perchè durerà eternamente in Dio! Oh! che buona cosa è amare sulla terra come si ama in cielo e imparare ad averci in questo mondo quella reciproca tenerezza che ci avremo eternamente nell'altro!"

La vera amicizia è dunque in generale un'intima corrispondenza tra due anime per farsi scambievolmente del bene. Può restare semplicemente onesta, se i beni che si comunicano sono di ordine naturale. Ma l'amicizia soprannaturale è di ordine assai superiore. È un'intima corrispondenza tra due anime che si amano in Dio e per Dio, a fine di scambievolmente aiutarsi a perfezionar la vita divina che possedono. Fine ultimo ne è la gloria di Dio, fine immediato il progresso spirituale, e Gesù il vincolo di unione tra i due amici. Tal è il pensiero del Beato Etelredo [...] che il Lacordaire traduce così: "Non posso più amar persona senza che l'anima prenda posto dietro il cuore e che Gesù Cristo venga a fare il terzo in mezzo a noi".

596.   b) Perciò quest'amicizia, [invece] di essere appassionata, predominante, esclusiva come l'amicizia sensibile, ha per doti la calma, il riserbo e la mutua confidenza. È affetto calmo e moderato, appunto perchè fondato sull'amor di Dio ne partecipa la virtù; onde è pure affetto costante, che va crescendo, al rovescio dell'amore passionale che tende ad affievolirsi. Ed è accompagnata da savio riserbo: [invece] di cercar familiarità e carezze come l'amicizia sensibile, è piena di rispetto e di riservatezza, perchè non desidera altro che comunicazioni spirituali. Questa riservatezza non impedisce però la confidenza; mutuamente stimandosi e vedendo nella persona amata un riflesso delle divine perfezioni, si prova per lei confidenza grandissima, che è del resto reciproca; il che porta intime comunicazioni, perchè si brama di partecipare alle soprannaturali doti dell'amico. Si comunicano quindi i pensieri, i disegni, i desideri di perfezione. E bramando di scambievolmente perfezionarsi, non si peritano di avvertirsi dei difetti e di aiutarsi a correggerli. La mutua confidenza che regna tra i due amici impedisce all'amicizia di diventare inquieta, affannosa, esclusiva; non si ha per male che l'amico abbia altri amici, anzi se ne gode pel bene suo e per quello del prossimo.

597.   B) È chiaro che tale amicizia presenta grandi vantaggi. a) La S. Scrittura ne fa frequenti elogi: "Un amico fedele è tetto robusto, e chi lo trova ha trovato un tesoro... l'amico fedele è balsamo vitale [...]. Nostro Signore ce ne diede l'esempio nell'amicizia che ebbe per Giovanni, il quale era conosciuto per "l'amato da Gesù, quem diligebat Jesus". S. Paolo ha amici a cui porta profondo affetto; soffre della loro assenza e la sua più dolce consolazione è di rivederli; così è inconsolabile perchè non trova Tito al luogo convenuto [...]; si rallegra appena lo ritrova [...]. Si vede pure quale affetto nutriva per Timoteo e quanto bene gli faceva la sua presenza e che aiuto gli dava a farne anche agli altri; lo chiama quindi suo collaboratore, suo figlio, suo carissimo figlio, suo fratello [...].

Anche l'antichità cristiana ci porge illustri esempi di amicizia: uno dei più celebri è quello di S. Basilio e di S. Gregorio Nazianzeno.

598.   b) Da questi esempi si deducono tre ragioni a mostrare quanto utile sia l'amicizia cristiana, specialmente per il sacerdote di ministero.

1) Un amico è una tutela rispetto alla virtù, protectio fortis. Noi sentiamo il bisogno d'aprire il cuore a un intimo confidente; il direttore risponde talora a questo bisogno, ma non sempre: la sua amicizia paterna è diversa dall'amicizia fraterna che cerchiamo noi. Abbiamo bisogno d'un nostro pari con cui poter discorrere con tutta libertà. Se non lo troviamo, correremo pericolo di far confidenze biasimevoli a persone che non sempre riusciranno innocue per noi e per loro.

2) È pure un intimo consigliere a cui apriamo volontieri i dubbi e le difficoltà e che ci aiuta a risolverli; è un monitore savio e affettuoso, che, vedendoci all'opera e sapendo ciò che si dice di noi, ci dirà la verità, facendoci così schivar talora molte imprudenze.

3) È finalmente un consolatore, che ascolterà amorevolmente il racconto delle nostre pene, e troverà nel suo cuore le parole necessarie per addolcirle e confortarci.

599.   Si può chiedere se queste amicizie siano da approvarsi nelle comunità, potendosi infatti temere che portino danno all'affetto che deve unire tutti i membri e che generino gelosie. Bisogna certamente badare che tali amicizie non rechino nocumento alla carità comune, e che siano non solo soprannaturali ma tenute entro i giusti limiti fissati dai superiori. Con queste riserve, anche coteste amicizie hanno i loro vantaggi, perchè i religiosi hanno essi pure bisogno d'un consigliere, d'un consolatore e d'un monitore che sia insieme un amico. Tuttavia anche nelle comunità, anzi più che altrove, bisogna premurosamente evitare tutto ciò che può aver colore di falsa amicizia.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]

mercoledì 1 luglio 2015

Le letture e le esortazioni spirituali

Dagli scritti di Padre Adophe Tanquerey (1854 - 1932).


Degli autori spirituali. Sono, chi li sappia scegliere tra i migliori, specialmente tra i santi, maestri insieme ed ammonitori. 

a) Sono maestri, che, possedendo la scienza dei santi e avendola praticata, ci fanno capire e gustare i principi e le regole della perfezione; ci rinsaldano la persuasione rispetto all'obbligo di tendere alla santità; ce ne indicano i mezzi, mezzi tanto più efficaci in quanto che li praticarono loro stessi; ci esortano, ci animano, ci traggono a seguirli. Sono maestri tanto più utili in quanto che sono sempre a nostra disposizione; e, con l'aiuto del direttore, possiamo scegliere quelli che convengono meglio allo stato dell'anima nostra trattenendoci con loro quanto vogliamo. Vi sono infatti ottimi autori adatti alle condizioni di ogni anima, e che rispondono a tutti i loro attuali bisogni; tutto sta a saperli scegliere bene e leggerli col desiderio di trarne profitto. 

577.   b) Sono pure ammonitori assai benevoli, che ci svelano i nostri difetti con riguardo e dolcezza. Son paghi di mostrarci l'ideale da perseguire, invitandoci a studiar noi stessi con l'aiuto di questo specchio spirituale, per rilevar lealmente le nostre buone qualità e i nostri difetti, le tappe già percorse e quelle che dobbiamo ancora percorrere per accostarci alla perfezione. Ci sono così agevolate le riflessioni su noi medesimi e le generose risoluzioni. 
Non è quindi meraviglia che la lettura dei libri spirituali, comprese le vite dei Santi, abbiano causato conversioni come quelle d'Agostino e d'Ignazio, e condotto ai più alti gradi di perfezione anime che altrimenti sarebbero vissute nella mediocrità.

578.   C) Delle conferenze spirituali. Queste conferenze hanno sulle letture un doppio vantaggio: a) s'adattano meglio ai bisogni speciali degli uditori, essendo state composte espressamente per loro; b) sono più vive e, a parità di condizioni, più efficaci dei libri, più atte a trasfondere la persuasione nelle anime: lo sguardo, il tono della voce, il gesto, in una parola l'azione oratoria, fanno risaltar meglio il valore delle cose dette. Ma, perchè ciò avvenga, è chiaro che chi parla deve essersi nutrito l'anima alle migliori sorgenti, sentirsi profondamente convinto di ciò che dice e chiedere a Dio di benedire e di avvivare le sue parole. E si richiede pure che gli uditori siano ben disposti. 

II. Disposizioni per approfittare delle letture e delle conferenze.

579.   La lettura spirituale è in sostanza destinata ad alimentare lo spirito di preghiera, ed è un modo di far meditazione e di trattenersi con Dio, di cui l'autore spirituale è interprete. [...]

Ci vuole un sincero desiderio di santificarsi: non si trae infatti vantaggio dalle letture o dalle conferenze se non in quanto uno vi cerca la propria santificazione. Si deve quindi: 
a) Aver fame e sete di perfezione, ascoltare o leggere con quella attenzione operosa che cerca avidamente la parola di Dio, che applica a sè e non agli altri ciò che legge o sente, ruminandolo per meglio digerirlo e metterlo in pratica. Vi si trova allora copioso alimento, qualunque sia l'argomento trattato, perchè nella vita spirituale tutto si intreccia e si connette: ciò che direttamente si applica agli incipienti si può facilmente adattare a quelli che sono più progrediti; ciò che si dice per costoro serve d'ideale ai primi; ciò che si riferisce al futuro consiglia risoluzioni per il presente, perchè a questo modo uno si dispone a ben compire i doveri che obbligheranno solo più tardi; e così la lotta vittoriosa contro le tentazioni future si prepara con la vigilanza nel presente. Si può quindi trar sempre partito per il presente da tutto ciò che vien detto, sopratutto poi se si presta orecchio al predicatore interiore che parla nel più intimo dell'anima a chi lo sappia ascoltare "Audiam quid loquatur in me Dominus Deus". 

582.   b) Ecco perchè è necessario leggere lentamente, "fermandovi, dice S. G. Eudes, a considerare, ruminare, pesare, gustare le verità che maggiormente vi commuovono, per imprimervele bene nella mente e trarne atti ed affetti". La lettura o l'esortazione diventa allora una meditazione: infatti uno si investe a poco a poco dei pensieri e dei sentimenti che si leggono o si ascoltano, si desidera di metterli in pratica, e se ne chiede internamente la grazia. 

583.   3° Ci vuole finalmente lo sforzo serio per cominciare a mettere in pratica ciò che si legge o si ascolta. È ciò che raccomandava S. Paolo ai suoi lettori, scrivendo che non sono già giusti coloro che ascoltano la legge ma quelli che la mettono in pratica [...]. Non fa del resto che commentar la parola del Maestro, il quale, nella parabola della semente, dichiara che traggono profitto della parola di Dio quelli che, "avendo ascoltata la parola con cuore buono ed ottimo, la custodiscono e la fanno fruttificare per mezzo della costanza".

Dobbiamo quindi imitare S. Efrem, che riproduceva nelle opere ciò che aveva appreso nelle letture [...]. La luce non ci vien data se non per l'opera, onde il primo atto deve essere uno sforzo per vivere secondo l'insegnamento ricevuto "Estote factores verbi et non auditores tantum". 


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]

martedì 30 giugno 2015

Vivere unita a Gesù

Con grande gioia ripubblico la lettera di una studentessa universitaria innamorata di Gesù.

Carissimo fratello in Cristo,
                                               sono una tua lettrice accanita e oggi avevo piacere di raccontarti la mia storia. Mi chiamo [...], ho 22 anni e sono di [...]. Nella mia vita Gesù è stato sempre presente, ma in maniera piuttosto "blanda". Ho vissuto un'adolescenza tranquilla, ho avuto qualche fidanzatino, ma Gesù era presente solamente in quei 50 minuti della Messa domenicale. A 18 anni ho conosciuto un ragazzo splendido, in grado davvero di donarsi agli altri, che mi ha portato ad avere una fede più profonda, così profonda che dopo 3 anni di fidanzamento assolutamente perfetti, in cui pensavamo davvero di essere fatti l'uno per l'altra, mi sono innamorata di Gesù. All'inizio non capivo nemmeno io cosa mi stava succedendo, perchè avessi il desiderio di andare a Messa anche nei giorni feriali, di pregare il rosario di tanto in tanto, di recitare lodi e compieta. Poi dopo un paio di mesi di preghiera, non dico intensa, ma sicuramente più forte di prima, sono partita 4 giorni con i miei genitori, e proprio in quei giorni mi sono resa conto di quanto mi mancasse l'incontro con Gesù nella Messa, che ormai era diventato quotidiano, e di quanto quell'incontro fosse diventato fondamentale per la mia vita. Tornata da quella breve vacanza, ho iniziato davvero a pregare intensamente per cercare di comprendere la volontà del Signore. Ma più i giorni passavano, più il mio amore per Lui cresceva, più il desiderio di donarmi a Lui si faceva forte. Così, con tanta sofferenza nel cuore, mi sono decisa a lasciare il mio fidanzato, spiegandogli che la mia vita sarebbe stata un'intera consacrazione al Signore. Un mese dopo, ho trovato il coraggio di dirlo anche ai miei genitori, ahimè molto poco credenti, ma inspiegabilmente non l'hanno presa così male come mi aspettavo.

Oggi mi ritrovo con pochissimi esami al termine dell'università, con la certezza nel cuore che Dio è la mia vita, ma con ancora tanti dubbi riguardo a dove concretamente svolgerò la mia "missione". Ho un carattere molto aperto, solare, infatti mi piace moltissimo stare a contatto con le persone; proprio l'altro giorno, un ragazzo disabile, che non mi conosceva affatto perché è entrato da poco nella struttura dove faccio volontariato, mi ha detto che nei miei occhi e nel mio sorriso ha visto una luce che non aveva mai visto prima. Il mio cuore è sobbalzato! Non credevo che il mio amore per Gesù trapelasse così tanto :) ! Che bello però sapere che Gesù mi usa come un suo strumento per portarLo agli altri. Credo quindi di essere maggiormente portata ad una vita attiva, piuttosto che ad una contemplativa. Comunque non mi preoccupo più di tanto riguardo a dove il Signore mi vorrà, perché sono certa che quando sarà il momento, quando finirò l'università, Lui me lo farà capire e io accetterò con gioia qualsiasi cosa, pur di compiere la Sua volontà!

Ti ringrazio davvero di cuore per tenere questo splendido blog, è davvero utile a tanti giovani in ricerca come me.

Un abbraccio nel Signore,

(lettera firmata)



Carissima sorella in Cristo,
                                               ti ringrazio per avermi scritto, è davvero edificante constatare che nonostante il materialismo pagano che dilaga nella società, Gesù buono continua ancora a catturare i cuori di tante persone. La carriera, i soldi, i viaggi, i divertimenti sfrenati e tutte le altre cose passeggere della terra, non potranno mai saziare le nostre anime che sono state create per conoscere, amare e servire Dio in questa vita, per poi poterlo amare in Cielo per tutta l'eternità. Sono davvero molto felice di sapere che senti il desiderio di donare il resto della tua vita all'amorevole Redentore delle anime nostre. Diventare sposa del Re del Cielo, ti rendi conto? Gesù si donerà tutto a te, e tu ti donerai tutta a Lui. Continua a perseverare, poiché è troppo grande il dono della vocazione religiosa. Solo in Cielo capirai con pienezza quanto grande sia stata la grazia di aver abbracciato la vita consacrata. Dispiace che i mondani non possono capire queste cose, altrimenti i conventi e i monasteri verrebbero invasi da una moltitudine di postulanti.

Non mi stupisco affatto che quel ragazzo disabile si sia accorto che in te c'è qualcosa che brilla. Quando una persona è innamorata di Gesù, la grazia di Dio la trasforma in un essere mansueto, dolce e caritatevole che attira la benevolenza delle anime di buona volontà. Ecco perché San Francesco di Sales e il Santo Curato d'Ars riuscivano a convertire tante anime. La carità e la grazia di Dio affascinano persino i pagani, i quali ai tempi di San Paolo rimanevano colpiti nel vedere che i cristiani si amavano come fratelli. Continua ad amare Dio e il prossimo, soprattutto i poveri e i disabili, perché è in base alla carità che si vede se un tale è davvero seguace di Gesù Cristo. Non dobbiamo dimenticarci che un Giorno saremo giudicati sull'amore. Inoltre la carità fraterna è un potente strumento d'apostolato, pensiamo ad esempio a quanti pagani si sono convertiti al cattolicesimo dopo essere stati folgorati dalla carità fraterna dei missionari. Il vero cristiano deve ardere dal desiderio di veder la Santissima Trinità amata da tutti, e per questo motivo deve zelare la salvezza delle anime redente dal Sangue di Cristo.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Re e in Maria Mediatrice e Corredentrice del genere umano,

Cordialiter

lunedì 29 giugno 2015

Meglio sposare un uomo del mondo o il Re dei re?

Alle ragazze che si sentono attratte dalla vita religiosa, ma che sono indecise se entrare in monastero oppure sposarsi, consiglio di leggere questa lettera di Sant'Alfonso Maria de Liguori a una ragazza incerta sullo stato di vita da eleggere: cliccate qui.

domenica 28 giugno 2015

Salvato dalla Madonna

Alcuni sentono un ardente desiderio di entrare in convento, ma il ricordo dei peccati commessi prima di convertirsi davvero a Dio, li fa credere indegni dello stato religioso. Sant'Agostino in gioventù non fu un peccatore? Eppure dopo la conversione venne elevato addirittura all'episcopato. Ma sentite quest'altro fatto raccontato da Sant'Alfonso Maria de Liguori nel suo capolavoro intitolato “Le Glorie di Maria”.

Nelle Fiandre (la regione settentrionale dell'attuale Belgio), vi erano due studenti che invece di applicarsi seriamente agli studi, se la spassavano allegramente tra feste, pranzi ed altri divertimenti mondani. Una notte andarono a casa di una “mala femmina”. Dopo un po' di tempo, uno dei due studenti se ne ritornò al suo domicilio, mentre l'altro restò ancora un po'. Quello che era ritornato al domicilio, pur essendo in peccato mortale, prima di mettersi a letto volle recitare alcune preghiere alla Madonna, come era solito fare (forse era una devozione che imparò dalla mamma quando era bambino). Recitò mezzo addormentato e frettolosamente le preghiere, poi si mise a dormire vinto dal sonno. A un certo punto della notte, sentì bussare alla porta di casa, e poi subito dopo vide l'orribile anima del suo amico nella stanza, il quale gli disse che uscendo dall'infame casa di quella donna, morì soffocato, ed essendo in peccato mortale, era stato condannato all'inferno eterno. Inoltre disse che quella stessa notte, anche lui sarebbe dovuto morire per castigo divino, ma la Madonna lo aveva salvato a causa di quella devozione mariana che praticava. E così l'anima dannata disparve. Lo studente sopravvissuto era sconvolto e terrificato per l'apparizione avuta, ma proprio in quel momento sentì suonare la campana di un convento francescano lì vicino, che chiamava i frati alla preghiera del mattutino. Si pentì della vita scellerata che aveva condotto, e si recò dai frati per raccontare la sua storia ed essere accolto nel loro ordine per fare penitenza tutto il resto della vita. Per strada venne trovato il cadavere del suo amico dannato, e i frati credettero al suo racconto. L'ex studente non solo visse santamente, ma ebbe la grazia di essere spedito in missione per convertire altre anime a Dio. Morì martire in terra di missione. Grazie alla devozione alla Madonna passò da una casa malfamata alla patria del Cielo.

sabato 27 giugno 2015

Consigli ad un novizio per conservare il fervore della vocazione

Quando viene ripreso o accusato (anche ingiustamente di cose di poca importanza), eviti di scusarsi, ed ami con affetto speciale chi lo accusa e lo riprende. Ami d'esser disprezzato in tutto, nelle mansioni affidategli, negli abiti, nella stanza, nel vitto, ecc. Non si intrometta a dire il suo parere se non quando viene interrogato. Si mortifichi in tutto secondo la prudenza e l'obbedienza, nel mangiare, nel dormire, nel guardare, nel sentire ecc. Osservi la modestia sia con sé, che con gli altri. Tenga quasi sempre gli occhi bassi, specialmente quando cammina per strada. Conservi il silenzio, fuorché quando bisogna parlare o per la gloria di Dio, o per l'utile proprio o del prossimo. Durante le ricreazioni non alzi la voce, e sfugga i contrasti e tutti i discorsi vani e mondani. Cerchi sempre d'introdurre discorsi devoti, sulla vanità del mondo, sull'amore per Gesù e Maria, sugli esempi dei santi e sul modo di avanzare nel cammino di perfezione. Dopo aver commesso un difetto, faccia subito un atto di umiltà, si penta e si metta in pace. Non desideri niente, ma solo quel che vuole Dio. Non domandi consolazioni. Durante i periodi di aridità di spirito si umilii e si rassegni nelle mani del Signore.

venerdì 26 giugno 2015

Attratta dal monastero

Una ragazza che frequenta spesso il monastero delle Monache Benedettine di Fermo (Marche), ha scritto una bella lettera sulla vita monastica.

Ciao, mi chiamo [...], ho 28 anni […].
Se qualche volta avete compiuto un ritiro spirituale da soli, forse avrete apprezzato la tranquillita' cui siete andati incontro senza volerlo, la semplicita' di essere costantemente alla presenza di Dio. Puo' succedere che molti di noi non sono abituati a vivere ore non del tutto programmate, prive di notizie, di conversazioni, ci sentiamo ad un certo punto intimiditi dal silenzio. Se non scappiamo dalla solitudine ai primi segni di difficoltà, possiamo imparare a stare soli e rimanere nel silenzio, sembra assurdo ma vero....incomincia in noi anche il desiderio della solitudine e sentire il bisogno di luoghi e momenti in cui noi e Dio stiamo semplicemente insieme privi di eventuali distrazioni (televisione e cellulari) che ci portano ad avere difficoltà a metterci in collegamento col Signore. Impariamo a desiderare un ritiro nel deserto...

Mentre scrivo queste parole immagino la serenita' del Monastero delle Monache Benedettine di Fermo che visito molte volte. ^_^ Ricordo anni fa, quando alcune mie amiche tra cui mia sorella mi invitavano ad andare con loro al monastero, allora non ero molto spinta ad andare...pensavo ad altro, ma al ritorno dal ritiro le mie amiche mi raccontavano entusiaste la loro esperienza; ad un certo punto mi incuriosii e incominciai a chiedermi "Che ci stanno a fare delle donne in clausura?" Travalicare il muro e sbirciar dentro affascina e tenta ogni ricercatore, sempre curioso e interessato, pellegrino della storia. Ma come si svolge la loro vita tutto il giorno? E poi quella molla segreta e misteriosa che le tiene dentro! Quella passione che le lega forte a Cristo....loro sposo per sempre! Stanno insieme nel monastero, tutte travolte dall'unica passione che le ha maritate a Cristo. Pregano, lavorano e alimentano lo spirito e la vita. Curano l'orto per avere frutta, fiori e ortaggi tutto l'anno, nel laboratorio delle ostie preparano particole per la Celebrazione Eucaristica per tutta la Diocesi, nel laboratorio di sartoria per tante ore tagliano, cuciono e ricamano. Accolgono, fedeli al carisma benedettino, tante persone alla ricerca di una parola di vita e ragazze in discernimento vocazionale. Mentre lavorano, non perdono di vista il rapporto con il loro Amato...ma nel loro cuore alimentano ogni attimo l'amore per Lui, custodito attraverso la LECTIO DIVINA quotidiana alla quale, anch’io, sono stata avviata dalla Madre Abbadessa e con la quale, fra l’altro, ho avuto un bellissimo e costruttivo dialogo.

La Comunità benedettina celebra quotidianamente la Liturgia delle Ore. Quando mi recai lì, mi sentii inizialmente estranea, ma loro con semplicità mi invitarono, mi travolsero e presto feci coro, ad ogni cenno discreto intuivo quando dovevo alzarmi e quando sedermi sulle panche. Piano piano la preghiera prendeva calore e colore in me, mi trasportava in un mondo che non e' il mio mondo abituale; e avvertivo che comune e', per me e per le monache, il punto d'arrivo e il punto di partenza: Dio soltanto!!! Le Lodi cantate sono un incanto, bisogna ascoltarli in latino gli inni che cantano ad ogni inizio di liturgia per sentirne il vigore e la fortezza!!! La recita della compieta alla sera completa e chiude il programma di preghiera ufficiale; mi piace tanto la compieta, essa e' proiettata sulla notte, perché passi serena, ristoratrice, e corpo e anima siano ben protetti. Non esiste monastero senza campanella. ^_^ Suona la campanella del monastero tante volte al giorno per richiamare le monache alla preghiera, la sua voce rompe il silenzio e ti fa piacere sentirla: annuncia di lasciare tutto per ritornare ad incontrare e lodare Cristo in chiesa!

Mi sono sentita nascere...e dire che mi sentivo vuota di dentro...si scopre, cosa ormai rara, la capacita' di stupirsi. Questa e' la malattia della nostra societa': non sapersi stupire di nulla. Ma la scoperta di Dio che e' dentro di noi, questa, sì, stupisce ancora. La sua voce ascoltiamola dentro di noi, accogliamola, non chiediamoci come sia possibile che il Signore ci parli, ci chiami. Lasciamo da parte ogni altro interesse e andiamo dove Dio ci fa andare e soprattutto…lasciamoci guidare!

E' necessario respirare l'aria di un monastero per sfiorarne il mistero e innamorarsene. Questo ho meditato nel monastero che mi ospita, con cuore riconoscente...

giovedì 25 giugno 2015

Gesù Eucaristia

Tempo fa un'assidua lettrice del blog mi ha detto che stava cercando un buon monastero di clausura in cui fare adorazione Eucaristica...

Caro fratello in Cristo,
                                         ti saluto con affetto. È ormai da più di un mese che seguo il tuo blog vocazionale, del quale sono molto entusiasta. Mi ha aiutato molto nella mia scelta sullo stato di vita da eleggere (e per il quale sto lottando dall'inizio di quest'anno per riuscire a realizzare ciò che ho nel cuore). Un po' tardi, forse... (ho compiuto 35 anni a Gennaio). Sono ormai più che convinta di entrare in un monastero di stretta clausura, e ne sono molto felice. Sono, però, un po' in ansia perchè non ho ancora compreso il carisma dove consacrarmi. Spero tu mi possa, in qualche modo, essere d'aiuto. Recentemente ho effettuato un ritiro di 4 giorni presso il Monastero di […] e mi sono innamorata della loro spiritualità; ma, dopo aver parlato con la superiora, sono stata messa, per così dire, "in lista d'attesa", nel senso che mi ha detto che dovrei aspettare uno o due anni, perchè, parlando con la Madre generale, ha avuto l'ordine di farmi aggregare con altre 5 ragazze (per fare la formazione insieme) che ancora devono terminare gli studi. Non volendo aspettare, quindi, per illuminazione del buon Dio, ho pensato di cercare un altro Ordine. Cosa che, però, a quanto mi è sembrato (ricercando nei siti dei Monasteri femminili), è molto complessa, più che altro per la grande quantità di carismi... ed inoltre, quasi tutti ubicati nel nord Italia, e per me, non è facile andare, per ora, molto distante dalla mia zona. Spero di non averti fatto spazientire. Unita in preghiera con Gesù Cristo e Maria Santissima ti saluto con affetto sperando in un riscontro.

(Lettera firmata)

P.S. non ho ancora trovato un buon direttore spirituale.


Cara sorella in Cristo,
                                        gioisco ogni volta che qualche persona mi confida che desidera abbandonare il mondo e abbracciare la vita religiosa. Coloro che hanno la vocazione devono essere grati a Gesù buono per essere stati prescelti tra tanti altri. Nell'ora della morte, quando sarà imminente il momento di presentarsi innanzi a Cristo Giudice per rendere conto della propria vita, comprenderanno meglio quanto sia stato prezioso il dono della chiamata alla vita religiosa. Inoltre le suore dovrebbero avere una gratitudine particolare verso Gesù. Infatti, le donne che si sposano con gli uomini di mondo, spesso si pentono poiché ricevono dai loro mariti maltrattamenti e tradimenti (il Vangelo insegna che si tradisce la propria moglie anche semplicemente desiderando altre donne). Insomma, un conto è essere sposa di un povero peccatore (noi umani siamo tutti peccatori), altro conto è essere sposa del Redentore Divino. Se tutte le donne comprendessero questi discorsi, difficilmente si lascerebbero ingannare da quegli uomini che promettono di renderle felici e invece le farebbero solo soffrire.

Non sono stupito del fatto che tu non abbia ancora trovato una valida guida spirituale. Purtroppo, è difficile trovarne una davvero adatta a tale scopo. Deve essere una persona esperta di ascetica, altrimenti i suoi consigli rischiano di essere inefficaci o addirittura dannosi. Ahimè, oggi si preferisce studiare i manuali di psicologia anziché quelli di ascetica. Alle anime amanti della perfezione cristiana e desiderose di approfondire questa materia, consiglio di leggere il celebre ed autorevole “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica” di Padre Adolfo Tanquerey.

Per quanto riguarda la tua situazione, penso che far aspettare una ragazza altri due anni nel mondo mi sembra un pericolo per la vocazione. Del resto, nulla capita per cieco caso, poiché non cade foglia che Dio non voglia. Se il Signore ha voluto o permesso questo imprevisto, certamente ci sarà una motivazione che noi adesso ignoriamo. Comunque, anche io se fossi nella tua situazione cercherei di trovare qualche altro ordine religioso con una spiritualità simile, cioè incentrata sull'adorazione Eucaristica, che a te piace tanto. Nella lettera che ti ho inviato in privato ti ho segnalato alcuni monasteri della tua regione. Qualsiasi cosa deciderai di fare, ti incoraggio a perseverare sulla strada della vocazione religiosa! La vita claustrale è una vita semplicemente splendida! La gente ti criticherà quando verrà a sapere che sei diventata monaca di clausura, ma non devi prendere in considerazione le critiche della gente, il mondo non capisce quanto sia bello vivere uniti a Dio e trascorrere la vita amando il Signore e adorandolo nel Santissimo Sacramento.

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

mercoledì 24 giugno 2015

Campo vocazionale in Toscana

Le ragazze in discernimento vocazionale attratte dalla spiritualità carmelitana possono valutare la seguente proposta.  

Presso il Monastero Janua Coeli in Cerreto di Sorano sono organizzati dei week-end  e delle settimane estive che vanno da luglio a settembre pensati appositamente per giovani dai 18 ai 35 anni.

Si tratta di brevi percorsi di alcuni giorni che prevedono momenti di preghiera, formazione, lavoro nel frutteto e nell’orto.

Si svolgono nei pressi dell'area adiacente al giardino del Monastero, in prefabbricati di legno autonomi dove si può sperimentare uno stile di vita sobrio, a contatto con la natura, essenziale.

Si tratta di giornate in cui è possibile

–  vivere  un clima di reale silenzio e solitudine,

-partecipare alla liturgia delle monache carmelitane tramite il Santuario,

-cercare motivazioni alla fede

-sperimentare un contatto con la realtà partendo dall'habitat circostante.

Per prenotare contattare il Monastero scrivendo all'indirizzo: carmelitane@gmail.com






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Santa povertà

Circa la perfezione della santa povertà, è necessario che ogni religioso si spogli da ogni affetto alle cose terrene. L'amore per le cose terrene è come una catena che impedisce all'anima di volare a Dio. Al contrario, la povertà è una grande ala che fa volare al cielo. O beata povertà volontaria! Chi è volontariamente povero, non teme di perdere nulla ed è sempre con l'animo gioioso. A tal fine Gesù Cristo per nostro bene volle darci il buon esempio vivendo poveramente su questa terra fin dalla nascita a Betlemme, ove nacque in un'umile stalla, ed ebbe come culla una mangiatoia per animali. Un'anima che ama assai Gesù Cristo, disprezza i beni della terra e li considera come sterco, come faceva l'eroico San Francesco d'Assisi. Beati pauperes spiritu, quoniam ipsorum est regnum caelorum (Matth. V, 3). Beati i poveri in spirito, poiché di essi è il regno dei cieli. Diceva Santa Teresa d'Avila che quanto più saremo poveri su questa terra, tanto più godremo nell'eternità, conformemente all'amore col quale avremo imitato la vita di Gesù Cristo. Le ricchezze possono essere paragonate alle spine, poiché quanto più sono maggiori, tanto più pungono e tormentano l'anima con le sollecitudini, coi timori di perderle e col desiderio di accrescerle. “Avarus terrena esurit ut mendicus”, disse il dotto San Bernardo di Chiaravalle. In effetti gli avari soffrono di fame come mendicanti, poiché non giungono mai a saziarsi dei beni che desiderano; ne vorrebbero sempre di più, e vivono sempre inquieti. Oh che tesoro godono i religiosi che non possiedono niente e niente desiderano in questo mondo! Essi godono la vera pace, che vale più di tutti i beni della terra, i quali non possono saziare il cuore dell'uomo, poiché è stato creato per amare Dio, e solo in Lui può trovare la felicità.

martedì 23 giugno 2015

Pensieri contrari alla vocazione

Una ragazza mi ha chiesto se è normale sentire una lotta interiore mentre si riflette sulla vocazione religiosa.

Salve, mi chiamo [...], ho visitato molte volte il blog sulla vocazione religiosa […]. Ho 17 anni e sin dal mio battesimo avvenuto tre anni fa mi sento chiamata ogni giorno; non una chiamata qualsiasi, ma una chiamata alla vita religiosa. Il mio parroco e le persone a me molto vicine mi incoraggiano in questo mio cammino di discernimento, ma vorrei chiederti se secondo te è normale che dentro di me sento una lotta interiore. Ti ringrazio e ti saluto, mi piacerebbe avere una tua risposta, grazie. Mi scuso per l'italiano non coretto, ma non sono italiana...

Cara sorella in Cristo,
devi essere molto grata a Gesù per averti fatto sentire la chiamata alla vita religiosa; si tratta di un dono enorme da parte di Dio. Il nostro scopo su questa terra è di salvarci l'anima per dare maggior gloria a Dio. Entrando in un buon ordine religioso, è molto facile raggiungere questo fondamentale obiettivo. Sono contento che il tuo parroco ti sta incoraggiando a proseguire il discernimento vocazionale. Tu mi domandi se è normale sentire una lotta interiore. Sì, è normale, infatti San Paolo dice che la carne ha desideri contrari a quelli dello spirito. Quindi nelle persone che si sentono attrarre alla vita religiosa, spesso avviene una lotta interiore perché da una parte si vorrebbe restare nel mondo per poter continuare a fare una vita comoda e ricca di divertimenti e piaceri, mentre d'altra parte si vorrebbe entrare in convento per poter vivere più uniti a Dio e dedicarsi alla vita devota e alla salvezza delle anime. Inoltre c'è un altro pericoloso nemico da affrontare: satana, la bestiaccia infernale. Infatti, quando il diavolo si accorge che una persona vuole entrare in un ordine religioso, fa di tutto per ostacolarla, poiché sa benissimo che divenendo religiosa sarà facile per lei salvarsi l'anima e salvare anche le anime di tante altre persone con la preghiera e l'apostolato. Quindi il demonio cerca di seminare dubbi, incertezze, tentazioni e persecuzioni pur di ostacolare la vocazione.

La lotta interiore che stai combattendo è una vera e propria prova d'amore nei confronti di Gesù. Se resterai fedele alla chiamata di Dio, sarà grande la ricompensa. Coraggio, non arrenderti! Prega ogni giorno la Beata Vergine Maria di aiutarti ad adempiere la volontà di Dio. Se vuoi avere un dialogo con delle suore per fare delle domande sulla vocazione religiosa, ti consiglio di scrivere alle Servidoras, le quali sono bravissime nell'aiutare le ragazze a discernere la propria vocazione. Puoi chiedere a loro anche di pregare per te durante l'adorazione Eucaristica che fanno ogni giorno. Per contattare queste gentili e gioiose suore, puoi scrivere all'indirizzo: vocazione@servidoras.org

Cordiali saluti in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter

lunedì 22 giugno 2015

Una donna bisognosa di aiuto

Ripubblico la lettera di una giovane donna che stava cercando un direttore che l'aiutasse nel cammino spirituale.

Salve,
         sono una giovane donna, mi chiamo [...], fin da bambina subivo il fascino dell'immagine di Gesù. Frequentavo la chiesa abitualmente al seguito di mia nonna. Ero una bambina molto vivace. Ricordo che quando andavo in chiesa mi incantava il Crocifisso, lo fissavo per tutto il tempo che potevo rimanere. [...] Attualmente lavoro in sala operatoria presso il policlinico di [...]. Non vado a messa abitualmente. L'ultima volta che mi sono confessata risale a mesi fa. Avevo l'urgenza di aprire il mio cuore. Sento che ho bisogno di aiuto e non so come fare. Mi commuove e mi scalda il cuore la Misericordia Divina, ne sento la grazia e il conforto. Ho molto a cuore la cura dei bisognosi vedendo in loro Gesù. Il mio conflitto è grande. Ma da dove iniziare? Mi interrogo continuamente. Chiedo a Gesù di indicarmi la via e di sostenermi. Quando sono in ascolto di Dio il mio cuore esulta di gioia. Ma mi sento indegna. Superba. Vago dentro me stessa. Ho bisogno di un cammino di fede e un padre spirituale.
Aspetto risposte,

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                    ti ringrazio di avermi scritto. Innanzitutto devo dirti che ho molte speranze che il tuo futuro sarà gioioso. Sai perché? Nella tua lettera appare chiaro che senti tanta nostalgia di Gesù, e visto che senti il desiderio di tornare a Lui conducendo una vita cristiana più fervorosa, ciò mi rende fiducioso sul tuo avvenire. Sant'Agostino in gioventù condusse una vita scellerata, ma poi capì che siamo stati creati per amare Dio, e il nostro cuore è inquieto sin tanto che non riposa in Lui.

Le colpe che hai commesso non devono intimorirti, esse verranno cancellate per sempre nella Confessione, ricordati che il Signore è incapace di allontanare da Sé una persona che ritorna a Lui col cuore sinceramente pentito.

Non è facile trovare una buona guida spirituale, perché è necessario che sia dotto, caritatevole e prudente. Visto che abiti a [...] ti consiglio di andare dai Padri [...], ho sentito parlare molto bene di loro. [...]

Per il momento che devi fare? Cerca di dedicare ogni giorno un po' di tempo alla preghiera, che è l'ossigeno dell'anima. Molto utile è anche la recita del Rosario, devi infatti coltivare una grande devozione alla Madonna, che oltre ad essere la Mamma di Gesù è anche Mamma nostra ed intercede per noi presso Dio.

Cerca di fare un po' di lettura spirituale ogni giorno. A tal proposito ti consiglio di leggere "Le Glorie di Maria", "Pratica di amar Gesù Cristo" e "Riflessioni devote", tutti scritti da Sant'Alfonso Maria de Liguori.

Ogni domenica devi cercare di andare ad assistere alla Santa Messa, la quale è la rinnovazione incruenta del Santo Sacrificio del Calvario. Quando non hai voglia di andarci, devi ricordarti che devi farlo per fare un piacere a Gesù buono. Lui lo vuole. Purtroppo, oggi spesso le Messe vengono celebrate male e con molti abusi liturgici, pertanto cerca di frequentare chiese dove le Messe vengono celebrate con devozione e sacralità.

Cerca di prenderti alcuni giorni di ferie per partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola organizzati dall'Istituto del Verbo Incarnato e dalle Serve del Signore e della Vergine di Matarà. Questi esercizi ti daranno una forte carica nella vita spirituale e ti aiuteranno a farti eleggere lo stato di vita che Dio ha designato per te. Certamente ti sarai accorta che le cose della terra non possono soddisfare il cuore umano: successo, soldi, viaggi, divertimenti, amicizie frivole e tutte le cose mondane non sono altro che vanità delle vanità che presto svaniranno. Dobbiamo pensare solo a vivere da buoni cristiani e a salvarci eternamente l'anima, per poter andare in Cielo ad amare Dio per sempre.

Questo è un momento importantissimo della tua vita, il Signore ti sta facendo sentire il desiderio della conversione e di una vita cristiana più fervorosa. Qual è il suo progetto su di te? Io non conosco gli arcani decreti divini, però ti dico chiaramente che spero assai che Gesù buono possa prenderti tutta per Sé in qualche ordine religioso fervoroso e osservante. Un conto è essere sposa di un uomo della terra, altro conto è essere sposa di Gesù Cristo. Secondo me le donne più felici della terra sono quelle che hanno abbandonato tutto per vivere più unite al Signore in qualche buon ordine religioso.

Gli uomini della terra spesso maltrattano e tradiscono le loro mogli, invece Gesù dona tanta gioia e pace interiore alle sue spose fedeli, cioè a coloro che lo amano con cuore indiviso.

Carissima in Cristo Redentore, la nostra vita in questa valle di lacrime è una continua battaglia spirituale per salvare l'anima. Coraggio, con l'aiuto di Dio e della Madonna ognuno di noi può farcela a raggiungere la Patria Celeste. Dobbiamo amare la Santissima Trinità con tutto il cuore e con tutte le nostre forze. Ma che ci stiamo a fare su questa terra se non amiamo Dio?

Avrei tante altre cose da dirti, ma per il momento mi fermo qui. Spero di esserti stato di qualche giovamento, ma non esitare a scrivermi se hai delle domande da farmi oppure se desideri solo un po' di incoraggiamento nella vita spirituale.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

domenica 21 giugno 2015

Testimonianza di una ragazza

Ripubblico la testimonianza di una lettrice del blog rinvigorita nella fede dopo aver partecipato alle "Giornate Universitarie" e agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio. 

Carissimo D.,
                     come stai? Leggo dal tuo blog che tantissime giovani che si tenevano in contatto con te hanno deciso di abbracciare la vita religiosa! Il cuore di Maria Santissima Corredentrice sarà colmo di gioia, e questo è anche merito tuo! Con quanta pazienza e sensibilità aiuti tantissimi a trovare la loro strada!

Anche il mio cammino spirituale è fiorito grazie ai tuoi preziosi consigli. Grazie a te sono entrata in contatto con le Servidoras. Ho partecipato alle Giornate Universitarie di Formazione Cattolica. Che esperienza! È stato meraviglioso conoscere tanti ragazzi, che come me non condividono la logica del mondo, ma amano profondamente Gesù e Maria. Ogni tanto mi sento così sola! Non mi interessano più le cose vane: televisione e discoteche non hanno più nessuna attrattiva. Le persone intorno a me, la famiglia e gli amici, non capiscono; e qualche volta ho dei momenti di scoraggiamento. Ma adesso so che ci sono altri come me e non ho più paura della solitudine.

Per grazia di Dio dopo le Giornate di Formazione sono rimasta per gli Esercizi Spirituali. Quei giorni di silenzio sono di un'intensità... assordante! Sono davvero nutrimento per lo spirito e portano un tale numero di doni celesti....! Un'esperienza che ogni cristiano dovrebbe fare con una certa periodicità. Purtroppo sono pochissime le parrocchie che la propongono ai loro fedeli.

Sono ancora in discernimento vocazionale. Non so se è Dio che desidera aspettare a rivelarmi la mia strada o se sono io che sono... sorda! Cerco di mettermi ogni giorno con la preghiera nelle mani di Gesù. Desidero solo fare ciò che a Lui piace. Mi affido alla Divina Provvidenza, che conosce tutti i nostri bisogni.

Ti ringrazio tanto per la pazienza con cui rispondi alle mie lettere e per il preziosissimo lavoro che fai con il blog. Che Dio ti benedica.

Un affettuoso saluto in Gesù e Maria,
(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                           sono contento che hai partecipato alle Giornate Universitarie di Formazione Cattolica organizzate dall'Istituto del Verbo Incarnato in collaborazione con le Servidoras. Al giorno d'oggi è importantissimo avere una solida preparazione dottrinale, onde evitare di farsi ingannare dai sofismi e dalle menzogne di coloro che vivono come se Dio non ci fosse, e che spesso gestiscono le scuole, le università, la stampa, le televisioni, ecc. C'è bisogno di cattolici coraggiosi e militanti che sappiano contrastare l'avanzata della secolarizzazione della società. Apprezzo il fatto che state cercando di organizzare un gruppo di giovani cristiani legati alla Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato. In questo modo potrete organizzare varie iniziative apostoliche per il bene delle anime, cioè per portarle a Dio; inoltre vi darete aiuto e coraggio a vicenda. Poter condividere con altre persone l'amore per il Redentore Divino, procura una grande gioia. I pagani rimanevano impressionati nel vedere che i cristiani dei primi tempi si amavano gli uni gli altri come fratelli. La carità fraterna è un potente mezzo di apostolato, perché un atto di pura carità vale più di mille parole. 

É meraviglioso sapere che ormai le discoteche, la televisione e le cose mondane della società non ti attraggono più. Quando una persona si innamora di Gesù Cristo, tutte le cose vane della terra non le interessano più, perché perdono ogni valore. Solo Dio è l'unico nostro bene!

Dopo le “Giornate Universitarie” hai fatto benissimo a partecipare anche agli esercizi spirituali di sant'Ignazio di Loyola, i quali sono un'occasione d'oro per riflettere sul vero senso della vita, che non consiste nell'ammassare beni materiali e immergersi nei divertimenti sfrenati. Il nostro scopo su questa terra è di conoscere, amare e servire Dio, per poter poi andare in Cielo ad amarlo per sempre. Tutto ciò che non conduce a questo fine, è vanità delle vanità.

Circa l'elezione dello stato di vita, spero tanto che tu sia stata prescelta da Gesù buono per divenire sua casta sposa abbracciando la vita religiosa. Certo, anche nel mondo è possibile praticare le virtù cristiane, ma è molto più difficile, perché si è costretti a vivere in mezzo a tante preoccupazioni materiali, per non parlare delle innumerevoli tentazioni. Invece in un convento fervoroso e osservante è molto più semplice fare vita devota e ascetica.

Carissima in Cristo, continua a combattere la buona battaglia della fede. La nostra permanenza in questa valle di lacrime è breve, infatti passa in fretta la scena di questo mondo. Tra cento anni al massimo, sia io che scrivo, sia tu che leggi, saremo entrati nell'eternità. Ancora un po' di sofferenza  su questa terra e poi potremo finalmente incontrare Dio. Accettiamo per amore di Cristo le sofferenze di questa vita, e così potremo dimostrare al Redentore Divino di amarlo davvero. Offriamo al Signore le nostre pene per la salvezza delle anime! La Madonna a Fatima disse che molte anime vanno all'inferno perché non c'è nessuno che offre preghiere e penitenze per la conversione dei peccatori. Sacrifichiamoci per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria e la maggior gloria della Santissima Trinità!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

sabato 20 giugno 2015

Desiderare di amare Dio più di tutti i santi

Insegna Sant'Alfonso Maria de Liguori, che è molto importante sollevare i nostri desideri a cose grandi, come il voler amare Dio più di tutti i santi, di patire più di tutti i martiri per suo amore, di soffrire e perdonare tutte le ingiurie, di abbracciare ogni fatica e pena per salvare un'anima, e cose simili. Innanzitutto perché questi desideri, benché siano di cose che non accadranno, nondimeno son di gran merito presso Dio, il quale odia le volontà perverse, ma si compiace di quelle buone. In secondo luogo, perché l'anima per questi desideri di cose grandi e difficili si rende più coraggiosa ad eseguire le cose più facili. Perciò giova molto fare sin dal mattino il proposito di far sempre quanto si può per Dio, di sopportare cristianamente tutte le avversità, di star sempre raccolto ed occupato nel fare atti di amore verso Dio. Così faceva San Francesco, come riferisce San Bonaventura. Dice Santa Teresa d'Avila che il Signore si compiace talmente tanto dei buoni desideri, che li considera come se fossero stati realizzati. Oh quanto è meglio aver a che fare con Dio che col mondo! Per conseguire i beni del mondo, le ricchezze, gli onori, gli applausi degli uomini, non basta il desiderarli, anzi il desiderio accresce la pena, quando non si ottengono; ma con Dio basta desiderare la sua grazia e il suo amore, per ottenerli già. L'amicizia di Dio la ottiene chi la vuole con vero e risoluto desiderio di ottenerla. Dico con vero e risoluto desiderio; poiché poco servono quei desideri inefficaci coi quali si pascono alcune anime pigre, le quali sempre desiderano, e intanto non danno mai un passo avanti nella via di Dio.

venerdì 19 giugno 2015

Felice di vivere nella purezza

Tempo fa ho ricevuto una bella testimonianza di vita cristiana da parte di una ragazza che voleva vivere in castità nonostante il fidanzato aveva idee diverse dalle sue...

Caro curatore di questo meraviglioso blog vocazionale, sono una studentessa di ventuno anni, lettrice assidua del tuo blog e di letture sacre (amo leggere). E' da tempo che volevo scriverti, per raccontarti la mia storia. Sono una cattolica-cristiana (vado a Messa la Domenica), e sin da quando andavo alle medie sono catechista, Dio mi ha dato questo grande dono di insegnare la sua Parola e trasmetterla agli altri. Sin da quando ero ragazzina amo Dio, e quando avevo 17 anni decisi di dire a mia madre che dopo la scuola superiore sarei voluta partire per andare in un monastero di clausura, per lodare Dio e dedicargli tutta la vita. Mia madre fece di tutto per distogliermi dalla mia vocazione, non perdeva mai un'occasione per ripetermi che prima o poi l'avrei abbandonata. Riuscì a distogliermi e […] l'anno dopo conobbi il mio attuale ragazzo. All'inizio mi sembrò un giovane credente, di buona fede, ma ora dopo tre anni che siamo fidanzati mi ripete sempre che il fidanzamento come lo intendo io (cioè casto fino al matrimonio) è solo un'idea arcaica [...]. Da parte mia ho detto che mi era sembrato di essere stata chiara sin dall'inizio e ho detto che se a lui non va bene il fidanzamento così, può anche lasciarmi, ma lui ha detto che sarebbe stupido lasciarmi solo per questo. Credevo di aver trovato una persona adatta alla mia personalità, (sono molto semplice, non vado mai dal parrucchiere, vesto sempre con dei vestiti che coprono tutto il mio corpo, non sono mai stata in discoteca la sera e per studiare all'università vivo in un istituto di suore), ma non è così, a lui piaccio solo perché sono seria, ma poi mi dice che mi trascuro, che sbaglio a dedicare tanto tempo allo studio e sbaglio ad essere con dei princìpi che mai nessuno mi toglierà, ne tanto meno lui. Vorrei qualche consiglio sul comportamento che devo assumere, aiutami, perché non riesco a parlare con nessuno di questa delicata questione, mi vergogno di tutto questo e il mio cuore è triste...

In più vorrei qualche consiglio spirituale, sono un'umile serva di Dio e lo amerò sempre! Grazie davvero per tutto ciò fai per ogni anima che ti chiede conforto. Pregherò per te.

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                  ti ringrazio per avermi scritto, la tua testimonianza di vita cristiana mi è piaciuta molto.

Il tuo modo di concepire il fidanzamento, cioè di viverlo in castità fino al matrimonio, non è arcaico, ma è il modo di viverlo ordinatoci per nostro bene dal Signore. Il Catechismo della Chiesa Cattolica promulgato da Papa Giovanni Paolo II ribadisce ai cristiani di oggi ciò che la Chiesa ha sempre insegnato al riguardo, e cioè che tutte le persone che non sono sposate devono vivere in castità anche se sono fidanzate. Purtroppo, persino tanti fedeli praticanti rifiutano di obbedire a questa Legge che Dio ha scritto nei nostri cuori (non fornicare), e si ribellano agli insegnamenti della Chiesa sul sesto comandamento. Tu continua a obbedire all'eterna Legge di Dio e non te ne pentirai giammai. I mondani ti derideranno e ti insulteranno, ma Gesù Cristo ci ha detto: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.” (Matteo 5,11-12)

Dunque non sei una persona antiquata, sei solo una seguace del Redentore Divino: continua così! L'unica cosa che conta nella vita è piacere a Dio, tutto il resto è vanità delle vanità. Apprezzo moltissimo anche il modo castigato di vestirti. La Madonna a Fatima disse che un giorno sarebbero venute delle mode che avrebbero offeso molto Nostro Signore, e infatti quelle mode oscene sono giunte davvero: minigonne, scollature profonde e gli altri abiti spudorati costituiscono un grave scandalo per l'anima del prossimo, poiché lo inducono a commettere dei peccati. Per questo motivo una donna davvero cristiana deve indossare solo abiti che non offendono il pudore. Continua ad essere semplice, a non frequentare luoghi malsani come le discoteche, e a vivere coerentemente la vita cristiana.

Quando avevi 17 anni era meglio se non avessi confidato a tua madre il desiderio di donarti a Dio in un monastero di clausura. Ma ormai quel che è fatto è fatto, adesso bisogna guardare al futuro. Ormai sei maggiorenne e tra qualche anno finirai gli studi universitari, ritengo sia importantissimo utilizzare questo periodo per riflettere attentamente sullo stato di vita che il Signore ha scelto per te. Io non so se ciò che sentivi nel tuo cuore a 17 anni era una vera vocazione o un semplice pio desiderio, però ti raccomando di metterti in ascolto della volontà di Dio. E se Gesù buono volesse prenderti tutta per Sé? Lo spero tanto! Un conto è essere sposa del Re del Cielo, altro conto è essere moglie di un uomo della terra: non c'è paragone! Io ti chiedo solo di pregare il Signore di farti capire la sua volontà. Tra coloro che mi hanno scritto ci sono anche varie persone (in prevalenza donne) che rimpiangono di essersi sposate e di non aver approfondito in gioventù la possibilità di abbracciare la vita religiosa. Tu sei ancora in tempo per riflettere attentamente ed eleggere lo stato di vita al quale ti chiama il Signore. Durante le prossime vacanze sarebbe ottima cosa poter trascorrere alcuni giorni in qualche convento fervoroso e osservante. Immersa nella preghiera e nella meditazione sarà più facile poter ascoltare ciò che Iddio vuole da te.

Ti consiglio di fare l'orazione mentale, la quale consiste nel dedicare alcuni minuti della giornata nel pensare alla maestà della Santissima Trinità, alla dolorosa Passione del Redentore, all'amore di Dio per noi, ai novissimi o ad altri misteri di fede, e inframmezzare questa meditazione con devote frasi piene d'amore rivolte a Gesù buono e anche alla nostra Mamma del Cielo. Per allenare l'anima al sacrificio e al combattimento spirituale, è buona cosa fare ogni giorno qualche mortificazione, ad esempio rinunciare a mangiare una caramella, ad usare l'ascensore e l'automobile, ad ascoltare una canzone, a leggere subito una lettera che si è appena ricevuta, a guardare un film lecito, a discolparti quando ricevi un rimprovero, ecc. Per quanto riguarda la tristezza che senti nel cuore, puoi trovare facilmente conforto buttandoti tra le braccia di Gesù buono. Solo Dio può consolarci nei momenti di dolore.

Carissima sorella in Cristo, spero tanto di esserti stato di qualche utilità. Per me è una grande gioia poter essere di aiuto alle persone che vogliono amare Dio, pertanto non esitare a scrivermi ogni volta che ne sentirai il bisogno.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,

Cordialiter