Per chiedere informazioni all'autore del blog, oppure per chiedere indirizzi di buoni conventi e monasteri, scrivere all'indirizzo: cordialiter@gmail.com

giovedì 29 gennaio 2015

Intervista a una postulante

Nel 2014, una postulante entrata nel monastero delle Benedettine di Fermo (Marche),  ha accettato (col permesso dell'Abbadessa) di rispondere ad alcune domande sulla sua vocazione. Ripubblico l'interessante intervista.

-) Come hai cominciato a capire che il Signore ti stava chiamando alla vita religiosa?

-) Ho sempre cercato Dio, ma non avevo coscienza di una probabile vocazione fino alla sosta in Monastero per qualche giorno di preghiera. Un colpo di fulmine in quei pochi giorni che - al rientro - sono stati per me un continuo memoriale ed un pungolo che mi sollecitava a ritornare nel luogo in cui avevo fatto una forte esperienza di Dio.

-) Che cos'è che ti affascina della vita contemplativa?

-) Mi affascina il primato a Cristo in tutte le cose. Nel mondo, c'è quasi  un prurito verso l'interferenza altrui nella propria vita. Si arriva alla maggiore età e ci si vuol costruire da soli, in modo autonomo e non accettiamo di conseguenza  una guida che ci aiuti a camminare. Ora invece capisco che occorre essere guidati, non mi fa paura l'obbedienza alla Madre Abbadessa che "nel Monastero fa le veci di Cristo" (Regola di S. Benedetto cap. 2): obbedienza è vera libertà! Madre Cecilia - coadiuvata da una monaca - mi segue con dolcezza e fermezza. Anche i rapporti fraterni si vivono in modo diverso, quando si da’ il primato a Cristo. C’ è  un salmo che dice: "Quanto è buono e soave che i fratelli vivano insieme. E’ come olio profumato….lì il Signore dona la vita e la benedizione " (Sl 132). Lo sto sperimentando ogni giorno che passa: l’ altra è per me ‘sacramento’ della Sua presenza, nonostante i limiti e le difficoltà.

-) I mondani pensano che sia triste vivere in un monastero di clausura. Tu ti senti triste?

-) Anch'io prima sono stata nel mondo (mondana), ma non ho mai pensato che le monache fossero tristi perché è una scelta di vita liberamente desiderata. Ora che ci sono dentro io, confermo quanto detto e sono felice.

-) Che cosa provi al pensiero che nel giorno in cui farai la professione religiosa diventerai vera sposa di Gesù Cristo?

-) Se sono felice adesso, quel giorno sarò felicissima, piena di gioia, di commozione e stupore per la gratuità dell'Amore di Dio verso di me.

-) Che cosa vorresti consigliare alle lettrici del blog che vorrebbero abbracciare la vita consacrata, ma hanno timore di fare il “grande passo”?

-) Alle ragazze che hanno timore di fare il "grande passo" consiglio di pregare, d'invocare lo Spirito Santo, d' interagire col Signore fidandosi di Lui che mette in fuga le nostre incertezze, la frequentazione ai sacramenti: la Confessione sistematica e l'Eucarestia.

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Le donne che desiderano contattare le Benedettine di Fermo per fare un'esperienza vocazionale in monastero, possono scrivere all'indirizzo: m.benedettine @ alice.it (scrivere l'indirizzo tutto attaccato, senza spazi).

mercoledì 28 gennaio 2015

Un papà ostile alla vocazione della figlia

Riporto l'e-mail di una ragazza che ha un padre ateo, il quale non vuole che la figlia diventi suora...


Ciao D.!
[…] Ho delle bellissime notizie da darti. In questo anno ho continuato il cammino di discernimento vocazionale, insieme a un sacerdote diocesano straordinariamente bravo, che mi ha fatto da direttore spirituale. A settembre ho fatto gli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio [...]. Finalmente, proprio durante la meditazione sull'elezione dello stato di vita, Dio mi ha mostrato chiaramente che mi vuole tutta per sé, come sua sposa, proprio tra le [...]! Sono tanto felice, ma anche molto spaventata. Sono certa che il discernimento che ho fatto sia giusto, anche perché la mia scelta è maturata in un tempo molto lungo ed ha preso forma definitivamente in un tempo di grande pace interiore e consolazione, che, come dice Sant'Ignazio, è quello giusto per prendere decisioni. Il mio direttore spirituale ha approvato la mia scelta. Mi ha detto che aveva visto in me una chiamata sincera già da qualche mese e che aspettava il momento in cui io fossi stata matura abbastanza da rendermi conto autonomamente di questa volontà di Dio su di me. 

Purtroppo dovrò aspettare ancora qualche tempo prima di entrare al postulandato, per finire di laurearmi. Ormai ho dato tutti gli esami e sto effettuando il tirocinio finale, per cui è questione di qualche mese. […] Le mie amiche mi parlano di ragazzi, ma io mi sento già fidanzata con Gesù e vorrei gridarlo a tutto il mondo. Inoltre soffro, perché mi sento come se stessi ingannando i miei genitori. Seguendo le indicazioni del mio direttore spirituale, ho deciso di non dire loro niente riguardo alla mia scelta, finché concretamente non avrò stabilito la data per entrare in convento. Questo per risparmiarmi la prova di mesi durante i quali certamente tenterebbero di farmi cambiare idea. Tuttavia ora che la laurea si avvicina, spesso mi chiedono cosa ho intenzione di fare dopo, se intanto voglio iniziare a preparare il curriculum, eccetera. Io rimango sul vago, rispondo sempre che il dopo è nelle mani di Dio e che non si devono preoccupare, ma mi sento come se stessi tramando contro di loro. Mi chiedo spesso come farò a dare loro la notizia, per me così bella e per loro così terribile... Ho paura soprattutto di far soffrire mio padre, che è ateo e che una volta mi ha detto che preferirebbe una figlia morta a una figlia suora. So che si vergognerà di me e che probabilmente smetterà di parlarmi. Ho paura di questo.

[…] Scusami se mi sono dilungata così tanto, ma sentivo da tanto il bisogno di sfogarmi con qualcuno e il fatto di non poter parlare della mia vocazione mi sta corrodendo. Tutti mi chiedono dei miei progetti e sembra che io non voglia pensare al futuro, quando invece sto proprio correndo a perdifiato verso la meta, il mio Signore e mio Dio che mi tende le braccia!

La risposta a tutte le mie angosce la conosco già: abbandonarsi a Dio totalmente, confidare in Lui senza riserve. Sarà Lui a prendersi cura di me. 

Grazie per avermi ascoltato e per il prezioso aiuto che dai a tante persone, affinché trovino la loro strada. 

Prega per la mia serenità e perseveranza. 
Un caloroso saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)



Cara sorella in Cristo,
                                            sono molto contento di sapere che ardi dal desiderio di donare la tua vita a Dio abbracciando la vita consacrata e divenendo sposa di Gesù Cristo in uno dei più fervorosi e osservanti istituti religiosi missionari.

Considero saggio ciò che ti ha detto la tua guida spirituale, cioè di aspettare ancora un po' di tempo prima di confidare ai tuoi genitori che hai deciso di rispondere affermativamente alla chiamata del Redentore Divino allo stato di vita più perfetto. Secondo Sant'Alfonso Maria de Liguori spesso i genitori sono i peggiori nemici delle vocazioni religiose, perché tentano in tanti modi di distogliere i figli dal pensiero di consacrarsi a Dio. E ciò avviene non solo tra i genitori atei, ma anche tra quelli che sono cattolici praticanti. 

Lo stesso Sant'Alfonso raccomanda ai giovani di non confidare ad amici e parenti la decisione di abbracciare la vita religiosa, appunto per evitare le persecuzioni dei mondani (soprattutto dei parenti). Quindi non devi sentirti in colpa se, quando qualcuno ti domanda cosa farai dopo la laurea, rispondi in maniera vaga e generica. I manuali di Teologia Morale insegnano che quando non vogliamo confidare una cosa a persone che non sono tenute a saperla, possiamo tranquillamente rispondere con frasi vaghe e generiche. Quindi puoi stare tranquilla che ciò che stai facendo non è affatto una cosa riprovevole, ma anzi è una cosa giusta e che quindi non costituisce nemmeno colpa veniale.

Purtroppo, i mondani hanno una visione materiale della vita, per loro lo scopo sulla terra è quello di ammassare beni materiali, avere successo, andare a ballare, divertirsi sfrenatamente, bere, mangiare, ridere e scherzare, pertanto fanno fatica a capire per quale motivo una persona possa decidere di lasciare tutto e di seguire Cristo abbracciando i consigli evangelici (povertà, castità e obbedienza) e dedicandosi all'ascetica, alla preghiera e all'apostolato per la propria personale santificazione e per la conversione e la salvezza delle altre anime, per la maggior gloria di Dio. 

Comunque, non preoccuparti di quel che dirà tuo padre quando saprà che hai deciso di entrare in convento. Ci sono stati altri genitori che si sono opposti, ma poi quando c'è stata la vestizione religiosa sono andati alla cerimonia ed erano i più commossi e felici di tutti.  :-)

Carissima in Cristo, in questi ultimi mesi che ti separano dall'abbandonare il mondo traditore per andare a vivere nella casa di Gesù buono che ti sta chiamando alla sua sequela, il demonio tenterà con le lusinghe o con le persecuzioni di convincerti a cambiare idea e a rinunciare alla vocazione religiosa. In realtà si tratta di una prova d'amore nei confronti del Signore, cioè dovrai dimostrargli che il tuo amore per Lui è più forte di tutte le avversità. Ricordati che maggiori sono le avversità, più bella è la vittoria!

Quando avrai altri dubbi e timori, oppure vorrai avere semplicemente delle parole di conforto, non esitare a scrivermi ancora. Per me è una grande gioia chiarire i dubbi e incoraggiare coloro che si sentono attrarre da Gesù alla vita religiosa.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

martedì 27 gennaio 2015

Vocazione carmelitana

Chi è la monaca carmelitana? 

La monaca carmelitana è una donna con un intenso gioioso desiderio di cercare il volto del Signore come l’unica cosa necessaria, una donna chiamata da Dio a vivere a tempo pieno o meglio a vivere “nel tempo, senza tempo” il ritmo della lode, dell’offerta, della supplica e dell’intercessione, una donna chiamata a cadenzare il proprio quotidiano al soffio del respiro di Dio, chiamata a lasciarsi plasmare dalla sua Parola, una donna che, maturando nell’ordinario la consapevolezza della propria umanità, riconosce e accoglie la fecondità della chiamata all’annuncio silenzioso e nascosto nella logica del seme che se non marcisce e muore non può portare frutto.

vocazione alla vita claustraleLa vocazione alla vita monastica carmelitana è una chiamata per una felicità vera, possibile, che affonda in Lui solo. A compromettere fiduciosamente la propria pochezza nell’esperienza del Tutto/nulla, è un lasciarsi coinvolgere in modo radicale, appassionato e totalizzante dalla volontà che Dio ha di scommettersi per l’uomo, è uno stare consapevolmente nella logica della sua kenosi. È una chiamata a vivere la vita non sul criterio del bisogno, dell’utilità, della visibilità o dei talenti. È una chiamata ad una vita un po’ “sprecata “, come l’unguento prezioso che quella donna sparse sul corpo di Gesù. Di fronte a quello spreco i commensali si indignarono ma Gesù lodò la donna. La carmelitana è chiamata da Dio a “sprecare” la sua esistenza “limitandosi” nello spazio ma abitando e amando il mondo, versando il profumo della preghiera per ogni uomo, balsamo di consolazione alle ferite intercedendo con cuore di carne, dal profondo, dal di dentro, a portare Dio all’umanità e l’umanità a Dio e ad indicare un’”oltre”, una meta eterna che trascende ogni orizzonte terreno.

Come vive la monaca carmelitana la preghiera?

Per la carmelitana la preghiera è un rapporto di tenera amicizia e fiducioso abbandono in Dio, è il desiderio più profondo del proprio cuore di vivere in comunione costante con Lui. È la sua ragione di vita, il respiro della sua anima, il lasciarsi coinvolgere dal Suo donarsi per amore, il suo impegno apostolico, è lasciarLo vivere e amare in lei. Per questo la carmelitana vive la preghiera come una spinta del cuore verso il volto di Cristo che cerca nella solitudine, nel silenzio, nel nascondimento e che, sempre più consapevole della propria pochezza e fragilità, riconosce, trova e ama nella Parola, nella liturgia, nel vivere quotidiano, nella propria storia personale, nel volto dei fratelli e delle sorelle che porta a Dio con l’offerta silenziosa della propria vita.

Cos’è la testimonianza per la monaca carmelitana?

Non verrei che il mio paragone sembrasse ardito ma ritengo che la carmelitana, monaca contemplativa per vocazione, chiamata cioè a vivere per l’Unico, nell’Unico e con l’Unico necessario, sia nel mondo, il Giovanni Battista della storia, di tutti i tempi, una voce che dà testimonianza alla Luce, sentinella del positivo, testimone che ogni uomo ha conservato in sé, sotto la tunica di pelle, una tunica di bellezza che Gesù, nei giorni più veri, riporterà alla vista e alla gioia di tutti. Come Giovanni, la carmelitana esiste per narrare un Dio di luce, che semina continuamente frammenti di sole dentro le vene della terra; con i suoi peccati e le sue ombre, con tutte le cose che sbaglia e non capisce, con la sua fragilità e i suoi errori, nonostante tutto, la carmelitana annuncia con la vita che Dio è luce .

La vita monastica non è altro che questo: un vuoto, in cui Dio può manifestarsi , può vivere ed essere intravisto. La monaca è solo una voce, non ha nella vita nessuno scopo esplicito, rinuncia a ogni ruolo ha solo il nudo nome di monaca o sorella, ma esiste per essere con Dio, per rispondere, con l’intera esistenza, all’invito rivolto da Gesù ai suoi discepoli: «Rimanete nel mio amore (Gv 15,9)».

Non è più vicina a Dio né più santa degli altri cristiani; solo si riconosce e vuole essere creature, fino in fondo, donna con il baricentro in Dio, certa della Suamisericordia, felice di appartenerGli, una donna che fa l’esperienza giornaliera di essere cercata prima di cercare, di essere guardata con amore prima di vedere e contemplare.

Alla monaca oggi, come al Battista ieri, tanti chiedono: “Tu, chi sei”? E la monaca, come Giovanni, può rispondere: “io non sono” sentendosi chiamata ad essere quella voce che ha la Parola dentro , a far coincidere, come Giovanni, la propria testimonianza con il diminuire e lo scomparire della propria persona, a vivere nella stabilità degli spazi e nel nascondimento per estendere i confini del cuore alle dimensioni del mondo.

Nell’esperienza della monaca carmelitana la Parola e la vita si uniscono e il tempo diventa uno stare notte e giorno alla Sua Presenza, un custodire e mettere in pratica la Parola, un silenzioso ma continuo indicare l’Agnello.

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Chi desidera trascorrere dei giorni in preghiera presso il Monastero Janua Coeli in Cerreto di Sorano può contattare le monache:  carmelitane@gmail.com

lunedì 26 gennaio 2015

Da ultrà a suora di clausura

Una lettrice del blog era un'ultrà di una squadra di calcio, ma adesso si sente attrarre alla vita monastica. Siccome la storia della sua conversione è molto interessante, le ho chiesto di rilasciarmi un'intervista per poter dare una testimonianza cristiana, ed ella ha accettato.

-) In passato vivevi lontano da Dio, frequentavi ritrovi mondani, andavi persino allo stadio a tifare nella curva degli ultras la tua squadra di calcio preferita, ed eri attratta dalle cose vane e passeggere della terra. Adesso invece sei innamorata di Gesù e ti senti attratta dalle cose spirituali. Come è avvenuta la tua conversione?

-) Quando ero bambina la mia nonna durante il mese di maggio mi portava ogni sera in chiesa per la recita del Rosario...quanti bei ricordi ho di quei momenti! È stato in quel periodo che è nato il mio amore per Gesù e Maria, e per la prima volta ho sentito la chiamata di Gesù. Poco tempo dopo ho conosciuto santa Teresina e ho letto il suo diario “Storia di un'Anima”. Santa Teresina mi ha aiutata molto nella crescita della fede, a farmi maturare spiritualmente, e mi ha fatto scoprire la bellezza della vita religiosa.

L'arrivo alle scuole superiori, insieme con l'arrivo del mio primo cellulare, mi ha fatto dimenticare tutto...piano piano ho iniziato ad allontanarmi dalla preghiera e ho cominciato a vivere come la maggior parte dei ragazzi di quell'età...in secondo superiore ho ricevuto la Cresima senza essere consapevole del sacramento che ricevevo...in terzo superiore ho perso completamente la grazia del Signore.

Però in quinto superiore una mia compagna di classe mi ha parlato della consacrazione alla Madonna del Carmelo che facevano ogni anno le suore carmelitane del mio paese proprio per la festa del Carmelo. Quell'anno ho partecipato al triduo di preparazione alla festa e il 16 Luglio ho ricevuto lo Scapolare e da allora sono consacrata a Maria! E Maria non mi ha mai lasciata, anzi è stata molto presente nel mio cammino (sono sicura che senza di Lei oggi non sarei qui a scrivere della mia conversione).

Terminate le scuole superiori mi sono trasferita, per poter frequentare l'università, in una grande città e qui mi sono abbonata allo stadio, e ho iniziato a frequentare la curva degli ultras della squadra che tifavo. Ho iniziato a vivere un amore esagerato per questa squadra...ho messo una squadra di calcio al posto di Dio...ho vissuto in quegli anni la mia idolatria più grande! Per esempio, da quando ero bambina ho al collo una catenina con la medaglia miracolosa...ecco in quegli anni ho tolto quella catenina e ho messo una collanina con il simbolo di quella squadra!

Nel 2008 ho conosciuto un ragazzo con il quale poco tempo dopo è iniziata una storia che è durata per 6 anni. A distanza di diversi anni ho compreso che questo ragazzo è stato il mezzo che Gesù ha utilizzato per guarirmi dall'amore malato che avevo per una squadra di calcio. Il fatto che a lui non interessava niente del calcio e che non veniva con me la domenica allo stadio, senza però mai chiedermi di non andare, ha fatto sì che piano piano io perdessi la voglia di andare alla stadio e nel giro di qualche mese ho completamente smesso di seguire il calcio.

Una domenica dell'Ottobre del 2010, mentre camminavo per strada per tornare a casa, lo Spirito Santo mi ha suggerito di andare in chiesa e confessarmi, e grazie a Dio ho seguito questa ispirazione e sono andata. Era tanto tempo che non mi confessavo. In quel confessionale il Signore ha fatto cadere i veli che fino a quel momento coprivano i miei occhi...è stato abbastanza duro con me ma è proprio quello che mi serviva. Fino a quel momento non mi ero assolutamente resa conto di come vivevo, della gravità della situazione...delle offese che recavo a Gesù. Sono tornata a casa piangendo ma con la decisione di cambiare stile di vita. Il mio ragazzo mi ha capita e anche se per lui non è stato facile ha accettato. Durante dei frequenti pellegrinaggi ho cominciato a sentire di nuovo la chiamata di Gesù. All'inizio quello che sentivo dentro mi spaventava molto...e per diverso tempo ho fatto finta di niente cercando di convincere me stessa che Gesù mi chiamava al matrimonio con questo ragazzo. Ma dentro di me non ero felice...mi sentivo come in gabbia...e anche questo ragazzo in cuor suo soffriva molto perché anche se ci volevamo molto bene, ormai stavamo viaggiando su due binari paralleli che non si incrociavano più.

Il punto di svolta della mia vita è stato contemporaneamente l'arrivo ad Assisi (nell'estate del 2013, dove ho conosciuto il mio attuale padre spirituale) e il corso dei Dieci Comandamenti. In poco più di un anno ho seguito diversi corsi ed ogni cosa ascoltata mi è servita: Gesù tante volte mi ha parlato e mi ha fatto comprendere tante cose...senza questi corsi, senza la Parola di Dio che è stata "lampada per i miei passi e luce sul mio cammino", senza la mia guida spirituale, oggi non sarei arrivata al punto in cui sono. E così nei primi mesi del 2014, con tanta fatica, tanta sofferenza e dolore, ma nella certezza di essere nella verità, ho messo fine al mio fidanzamento.

Continuando il mio cammino di discernimento ho iniziato a sentire dentro di me che Gesù mi chiamava sì ad essere sua sposa, ma in modo totale...donando a Lui tutto...ho iniziato a sentire la chiamata alla vita contemplativa, l'esigenza di donare a Lui ogni cosa e passare la mia vita nella contemplazione...e allora da qualche mese sto proseguendo il mio cammino di discernimento con l'abadessa di un monastero di clarisse, la quale mi ha fatto conoscere la bellezza della vita contemplativa...tra qualche tempo si concluderà questo cammino di discernimento e se è davvero Volontà del Buon Gesù sarò presto sua sposa in un monastero di clausura.

-) Adesso stai riflettendo sulla vocazione religiosa con l'aiuto di un'abadessa esperta di discernimento vocazionale. Se venisse confermato che ciò che senti nel tuo cuore non è un'illusione ma è una vera divina vocazione, saresti felice di donare a Dio il resto della tua vita?

-) Sarei felicissima...il Signore mi ha fatto il dono più prezioso che ho: quello della vita. Ed io sarei felicissima di poter donare a Dio quello che Lui stesso mi ha donato.

-) Un conto è essere sposa di un'umile creatura, altro conto è essere sposa del Re del Cielo. Ti rendi conto che è una grande grazia venire prescelta tra tante altre ragazze per divenire sposa di Gesù Cristo?

-) Sì, mi rendo conto di essere stata prescelta da Gesù senza che io me lo meritassi...non ho fatto niente per essere scelta tra tante altre ragazze a diventare sua sposa...non mi basterà tutta la vita per ringraziarlo, fortuna che ho l'eternità per farlo. La vocazione è un tesoro, la vocazione è una perla preziosa.”

-) Perché ti affascina l'Ordine di Santa Chiara? Che cos'è che ti piace maggiormente della spiritualità delle clarisse?

-) Sono molto legata a San Francesco e a santa Chiara perché gran parte del mio cammino spirituale lo devo all'ordine francescano. Della spiritualità clariana mi piace tanto il fatto che Chiara e con lei le clarisse, rappresentano la parte complementare di Francesco e di tutti i frati: San Francesco con i suoi frati rappresentano la vocazione francescana attiva, Santa Chiara e le clarisse rappresentano la parte contemplativa.

-) Molta gente mondana pensa erroneamente che le monache di clausura sono persone inutili per la società. In realtà sono molto utili perché mediante le loro preghiere e penitenze ottengono da Dio la conversione di tante anime. Perché ti piace così tanto la vita contemplativa che si conduce nei monasteri di clausura?

-) Una monaca con la sua preghiera può arrivare dove nessun missionario è mai arrivato e mai arriverà. Non a caso la patrona delle missioni, insieme a san Francesco Saverio, è santa Teresa di Gesù Bambino, una suora di clausura. Il mondo ha tanto bisogno di preghiere...solo in cielo sapremo tutte le grazie e le conversioni frutto delle preghiere innalzate a Dio dai monasteri di clausura.

-) Sei laureata e hai un lavoro. Sei disposta a rinunciare a tutto pur di abbracciare la vita consacrata e “dare gusto” a Dio?

-) Sono pronta a lasciare tutto perché ho capito che la mia pienezza e la mia felicità non sono nel mondo.



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domenica 25 gennaio 2015

Fare un'esperienza vocazionale in un monastero

Facendo un'esperienza vocazionale, cioè trascorrendo alcuni giorni in un monastero, è possibile verificare se si è portate per la vita contemplativa.

Tra gli Ordini religiosi contemplativi ho una simpatia particolare per l'Ordine della Visitazione, fondato da San Francesco di Sales e da Santa Giovanna Francesca di Chantal. La spiritualità visitandina si basa sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo. I Fondatori vollero che l'Ordine permettesse a tutte le donne di poter abbracciare la vita monastica, anche a quelle con più di 40 anni e quelle che non hanno una salute di ferro.

Diverse lettrici del blog hanno fatto un'esperienza vocazionale presso il la Visitazione di Baggiovara (Modena), e mi hanno parlato in maniera molto positiva di questa comunità monastica. Chi volesse mettersi in contatto con le Visitandine del monastero di Baggiovara (nelle foto a lato), può scrivere al seguente indirizzo: monvisit@virgilio.it  Le monache saranno liete di ospitarvi e aiutarvi a discernere la vostra vocazione.

Chi fosse interessata ad altre spiritualità monastiche, oppure a monasteri situati in altre regioni, può richiedermi gli indirizzi scrivendo alla mia e-mail: cordialiter@gmail.com


Invece agli uomini (tra i 20 e i 45 anni) attratti dalla vita contemplativa, consiglio di contattare i monaci Certosini di Farneta (Lucca).

Lasciare il mondo ed abbracciare la vita religiosa

Ripubblico la lettera che qualche anno fa mi ha scritto una ragazza prima di abbandonare il mondo traditore ed entrare tra le “Serve del Signore e della Vergine di Matarà”.

Caro fratello in Cristo,
                                     è con grande gioia che ti comunico che il 28 gennaio tornerò a Segni accompagnata dai miei genitori, per iniziare la mia avventura da postulante. Questo periodo è stato il più difficile perché era quello dell’incertezza sullo stato di vita da eleggere …anche la scelta dell’ordine in cui entrare non è una cosa semplice…

Grazie di cuore perché in questo periodo tutti i tuoi blog mi hanno sostenuta…è stato un po’ come avere qualcuno con cui parlare ogni giorno, dato che in famiglia non trovo molto spazio per parlare di cose spirituali…il tuo blog è stato il mio nutrimento spirituale, assieme ai libri cattolici e all’adorazione Eucaristica. Grazie anche perché il tuo blog mi ha fatto conoscere le Servidoras. Prego ogni giorno affinché il Signore mi faccia essere perseverante, e spero tanto di diventare Sua “sposa” e “madre delle anime”, come diceva S. Teresa di Gesù Bambino. [...] ero indecisa se frequentare prima l’università…anche per poter essere più utile all’ordine…ma poi sono stata conquistata dalla vita “angelica” della vita consacrata e non ho avuto più dubbi. […].

Grazie ancora,
(lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                    ti ringrazio per la splendida notizia che mi hai dato!

Sono felicissimo di sapere che tra pochi giorni abbandonerai il mondo traditore e abbraccerai la vita religiosa. Grande deve essere la tua gratitudine nei confronti di Gesù buono per averti dato il dono inestimabile della vocazione religiosa. Su questa terra dobbiamo salvarci l'anima amando Dio e osservando la sua Legge. Entrando in un convento fervoroso e osservante è molto più facile salvarsi e ricercare la perfezione cristiana. Per questo motivo sono contento che entrerai tra le Servidoras, che io considero uno dei migliori istituti religiosi presenti in Italia. Consiglio spesso di fare un'esperienza vocazionale tra le Servidoras, anche perché queste suore beneficiano dell'assistenza spirituale dei Padri dell'Istituto del Verbo Incarnato, i quali hanno una buona preparazione dottrinale, sono zelanti del bene delle anime, celebrano la Messa in maniera attenta e devota, e sono anche gentili e cordiali.

Pregherò il Signore di concederti la grazia della perseveranza. Infatti il demonio potrebbe tentare di farti abbandonare il convento facendoti venire nostalgia dei parenti, degli amici e delle false gioie del mondo. Non cascare in questa trappola, il mondo è traditore! Promette di far felici i suoi seguaci, ma in realtà li inganna. Il nostro cuore è stato creato per amare Dio, e solo in Lui può trovare la pace interiore e la vera gioia. Le ricchezze, il successo e i divertimenti mondani non hanno mai fatto felice nessuno.

Ho apprezzato molto la determinazione con cui hai deciso di abbracciare la vita religiosa. Spero tanto che nel tuo convento di Segni possano venire presto molte altre lettrici del blog. :-)

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

sabato 24 gennaio 2015

Pregare per le anime dei sacerdoti

Riporto alcuni brani di una lettera che Santa Teresa di Lisieux scrisse il 14 luglio 1889 a sua sorella Celina.

Mia cara Celina,
                          La mia anima non t'abbandona. Soffre l'esilio insieme con te!… Oh! quanto costa vivere, restare su questa terra d'amarezza e d'angoscia… Ma domani… un'ora, e saremo in porto. Che felicità! Come sarà bello contemplare Gesù faccia a faccia per tutta l'eternità! Sempre, sempre più amore, sempre gioie più inebrianti... una felicità senza nubi...

[...] Amiamolo fino al punto da soffrire per lui tutto ciò che vorrà, anche le pene dell'anima, le aridità, le angosce, le freddezze apparenti. È veramente un grande amore l'amare Gesù senza sentire nessuna dolcezza. È un martirio... Ebbene! Moriamo martiri ! [...] Celina, nei brevi istanti che ci restano , non perdiamo il nostro tempo... salviamo le anime... le anime. «Esse si perdono come fiocchi di neve» e Gesù piange, e noi… noi pensiamo ai nostri dolori senza consolare il nostro Fidanzato! Celina mia, viviamo per le anime, siamo apostoli, salviamo soprattutto le anime dei sacerdoti, queste anime che dovrebbero essere più trasparenti del cristallo… Ahimè! quanti cattivi sacerdoti, quanti sacerdoti che non sono santi abbastanza! Preghiamo, soffriamo per loro e nel giorno finale Gesù ci mostrerà la sua riconoscenza. Noi gli porteremo in dono le anime!…

Celina, comprendi il grido del mio cuore? Insieme, sempre insieme,

Celina e Teresa del Bambino Gesù del Volto Santo


["Gli Scritti" di S. Teresa di Gesù Bambino, Edizioni OCD, traduzione a cura di Dante Giovannini].

venerdì 23 gennaio 2015

Celebrare la Messa con sacralità e devozione

Per quanto riguarda la Messa moderna, promulgata da Paolo VI nel 1969, è un vero dramma vedere i numerosi abusi liturgici che l'affliggono. Non si tratta di “casi isolati”, ma di casi diffusi. Ad esempio alcuni anni fa la Congregazione del Culto Divino emise un documento intitolato “Redemptionis sacramentum” (LEV), con cui tra le altre cose ribadiva al n.93 che “È necessario che si mantenga l’uso del piattino per la Comunione dei fedeli, per evitare che la sacra ostia o qualche suo frammento cada.”. Purtroppo, in tantissime chiese il piattino sotto il mento dei comunicandi continua ad essere inutilizzato, e Gesù presente interamente anche nei piccoli frammenti finisce per cadere per terra ed essere calpestato dai fedeli. Un'altra cosa che mi fa soffrire molto sono i canti sciatti che dissacrano il rito sacro. Un conto è il meraviglioso canto gregoriano, altro conto sono le canzonette in stile "musica profana" che spesso sentiamo riecheggiare nelle chiese. No, non esagero, pensate che in una chiesa del Veneto è stata cantata addirittura una canzone dei Lunapop, mentre in una chiesa della Lombardia hanno cantato persino le canzoni di Luciano Ligabue! Personalmente, tra la Messa in rito antico (nell'immagine a lato) e la Messa moderna, preferisco la prima perché le sue preghiere, i suoi gesti, i suoi riti mi infondono maggior fervore. Inoltre, è molto più raro che un sacerdote che celebra secondo il rito antico commetta qualche errore durante la Sacra Liturgia.

Gli abusi liturgici oltre ad essere irriverenti nei confronti di Cristo, sono anche di danno per le anime, poiché tendono a desacralizzare il rito e quindi contribuiscono a spegnere la fede e il fervore del popolo. Il Concilio di Trento insegna che la Messa è essenzialmente la rinnovazione incruenta del Santo Sacrificio di Cristo. Non un nuovo sacrificio, ma lo stesso che il Redentore Divino compì sul Calvario, quando si offrì all'Eterno Padre come vittima di espiazione per i nostri peccati. Col suo sacrificio pagò al posto nostro la pena meritata dai nostri peccati. Quando la Messa è celebrata con sacralità e devozione, le anime si accendono di fervore, e spesso nascono delle vocazioni. Fateci caso, i pochi istituti religiosi maschili che hanno molte vocazioni, in genere celebrano la Messa in maniera devota, e senza compiere abusi liturgici.



Ecco alcune foto di Messe celebrate con sacralità e devozione.





giovedì 22 gennaio 2015

Tornare a Dio

Ripubblico la lettera di una gentile ragazza rumena...

Caro Cordialiter,
                             sono una ragazza di 17 anni della Romania e ho scoperto con piacere il tuo sito. Quando ero bambina pensavo di diventare una suora e questo desiderio è cresciuto con me. Purtroppo, l’adolescenza mi ha fatto cercare la mia felicità altrove, limitando il mio rapporto con Dio. [...] Per evitare l'angoscia dei sacramenti, ho un po' abbandonato la pratica religiosa, salvo a Natale e Pasqua. Giustamente, si potrebbe chiedere come io possa continuare a pensare alla vita religiosa. Io sento sempre questo desiderio di amare Dio, di essere Sua, che non mi lascia. Io ho cercato la mia felicità negli altri e non l'ho trovata. Io proverò a cercarla in Dio, e credo che la troverò, ma ho paura di avanzare da sola, paura di perdere la strada, così io ritardo la mia conversione. Un direttore spirituale potrebbe essermi di aiuto, ma esito ancora a richiedere questo aiuto. Io mi vergogno dei miei peccati, dei miei sentimenti e non so se avrei il coraggio di confidarmi con qualcuno. Io vorrei condividere il mio dolore chiedendovi di pregare per me e spero di ricevere qualche consiglio.

Approfitto dell'occasione per dire che io ammiro molto il tuo blog. [...].

Grazie
(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                              innanzitutto devo dirti che mi fa molto piacere ricevere lettere dall'estero. È bello sentirsi fratelli nella fede anche se abitiamo in Paesi lontani.

Hai ragione, le creature non possono darci la felicità, poiché il nostro cuore è stato creato per amare Dio, e può trovare pace solo se riposa in Lui. Non ti scoraggiare per i peccati che hai commesso, il Signore è infinitamente buono ed è contentissimo di perdonarci se noi ci pentiamo e confessiamo umilmente le nostre colpe. Ogni volta che un peccatore torna a Dio col cuore pentito, in Cielo gli angeli fanno grande festa. Pensa che Santa Margherita da Cortona, Santa Maria Maddalena, Santa Maria Egiziaca in gioventù furono grandi peccatrici, ma poi si pentirono e vissero santamente il resto della loro vita. Ricevere il perdono da Dio procura grande pace e gioia all'anima.

Sono contento di sapere che hai il desiderio di diventare suora. Ecco alcuni consigli. Per ora non parlare di vocazione con amici e parenti. Cerca di fare molta lettura spirituale leggendo classici del cristianesimo come “L'imitazione di Cristo”, “Storia di un'anima”, “Filotea”, "Pratica di amar Gesù Cristo", ecc. Cerca di trovare un buon sacerdote con cui confidarti. Incomincia a informarti sui vari ordini religiosi femminili per conoscere i loro carismi e capire se ti senti più portata a vivere in un monastero di clausura oppure in un ordine religioso di vita attiva. Ricordati che l'ordine religioso da scegliere deve essere osservante, cioè deve vivere in maniera veramente religiosa e non in maniera rilassata e secolarizzata.

Carissima, io voglio solo che tu sia felice, e potrai esserlo se farai quel che Dio desidera da te. Sappi che vivendo in un monastero osservante sarà molto facile per te salvarti l'anima e cercare la santità. Se Gesù ti chiama ad essere sua sposa, ritieniti molto fortunata, poiché un conto è essere sposa di un uomo della terra, altro conto è essere sposa del Re dei re.

Quando ti senti demoralizzata non esitare a scrivermi, per me è una grande gioia rispondere alle lettere dei lettori per cercare di incoraggiarli al combattimento spirituale.

Restiamo uniti nella preghiera. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

mercoledì 21 gennaio 2015

Intervista a una mamma


Tra le lettrici del blog ci sono anche alcune mamme di giovani suore. Sono molto contento che queste mamme, pur essendo persone sposate, fanno propaganda in favore della vita religiosa. Sapendo che una di queste signore ha una figlia suora tra le Servidoras, ne ho approfittato per farle alcune domande, alle quali ha risposto con gioioso entusiasmo. Ormai anche lei è contagiata dal carisma delle Servidoras.

- Sei contenta che Gesù buono ha preso tua figlia come sua sposa, chiamandola ad abbracciare la vita religiosa?

- Sono felicissima di questo dono che ho ricevuto dal Cielo, non avevo mai pensato ad un'eventualità del genere in casa mia.

- Qual è stato il momento più commuovente: quando se ne è andata di casa, quando ha fatto la vestizione religiosa, oppure quando ha fatto i voti?

- I due momenti più commoventi sono stati sia l'uscita di casa, sia quando ha fatto la Vestizione. Quel giorno ho pianto così tanto! Ma è stata una sensazione dolcissima, vedevo le lacrime di gioia di mia figlia ed era la cosa che mi faceva capire quanto lei era felice, e quanto lo dovevo essere io per lei e anche per noi che abbiamo avuto una Grazia immeritata così grande.

- Come avete conosciuto le Servidoras?

- Le abbiamo conosciute in occasione di una missione popolare che hanno fatto nella nostra parrocchia su invito del nostro parroco. È stata una settimana indimenticabile anche per tutti i ragazzi!

- Ogni tanto tu e tuo marito andate a trovare le suore? 

- Le andiamo a trovare di rado perché vivono troppo lontano da noi, ma almeno due volte all'anno facciamo lo sforzo, di solito per la giornata dei giovani, che è diventato un appuntamento fisso, e anche in occasione della giornata della famiglia. 

- Ti piacerebbe fare volontariato nelle loro missioni?

- Si, mi piacerebbe. Purtroppo, però, non ho il tempo in questo momento, ma un giorno forse...

- Che sensazione è sapere che la propria figlia è sposa non di un uomo qualsiasi, ma del migliore di tutti, Gesù Cristo?

- È una sensazione indescrivibile, ci si sente privilegiati. Inoltre è una gioia sapere che lei prega sempre per noi. Qualche volta le dico che ho il Genero più bello del mondo (so di non esserne degna minimamente, ma il Signore è di una bontà infinita e ha messo lo sguardo su chi non merita niente). Ho anche un'altra figlia sposata che mi ha dato un nipotino (gioia bellissima anche questa) ma so di dover pregare molto per questa piccola famiglia, perché nel mondo è sempre più difficile vivere la vita matrimoniale. Ho più paura per la figlia sposata che non per la suora, anche se so che tra poco andrà in missione, ed il mio cuore di mamma spera che non sia troppo lontano per non perderla del tutto di vista, ma bisogna abituarsi anche a questo.

- Tua figlia, prima di conoscere le Servidoras, già si sentiva attrarre alla vita religiosa?

- Circa un anno prima di entrare in convento si era avvicinata molto alla Chiesa e manifestava la voglia di studiare teologia per diventare insegnante di religione. Frequentava il liceo scientifico, e a volte litigava con i suoi compagni perché bestemmiavano o perché parlavano male della Madonna e di Dio. Ciò la rattristava molto. 

- I mondani pensano che vivere in convento sia una cosa triste. Tua figlia è musona o sorridente?

- Se tu la vedessi ti si aprirebbe il cuore, il suo sorriso è veramente stupendo.

- Prima che tua figlia ti confidasse di voler entrare in convento, avevi sospettato qualcosa?

- No, non mi ero accorta di nulla. Quando le ho detto che poteva confidarsi con me oppure poteva farmi capire almeno una briciola di quello che aveva intenzione di fare, lei mi ha risposto che la famiglia è il primo ostacolo di una vocazione.

- Hai ostacolato la partenza di tua figlia?

- Essendo all'epoca ancora minorenne avrei potuto impedirle di partire, ma non ho mosso un dito, e grazie a Dio ho fatto la cosa giusta.

- Che consiglio vuoi dare alle mamme che hanno scoperto che le loro figlie vogliono abbracciare la vita religiosa?

- Un consiglio solo: lasciatele andare e rendetevi conto che siete fortunate ad avere una figlia consacrata. Pregate molto per loro perché non è facile il cammino di perseveranza e santità che devono compiere. Siate felici e gioite per questa grande Grazia.

- Da come parli sembra che tu sia stata contagiata dall'entusiasmo e dallo zelo delle Servidoras. È vero?

- Verissimo! Quando sono con loro tutto il resto diventa niente, i problemi quotidiani spariscono, ci sono solo loro con la loro gioia e con il loro carisma, e si canta, si gioca, si prega, e si canta ancora, e tutto sempre con il sorriso, non mi stanco mai della loro presenza perché ti trasmettono amore puro. È sempre difficile congedarsi a fine giornata, ma io mi sono ricaricata per affrontare di nuovo la vita di tutti i giorni.

martedì 20 gennaio 2015

Tre grandi mezzi per conservare e aumentare in noi la vita cristiana

Abbiamo dunque a nostra disposizione tre grandi mezzi per conservare e aumentare in noi la vita cristiana che Dio ci largisce con tanta liberalità, e per darci generosamente a lui come egli si dà a noi.

1) Lottando, senza posa e senza scoraggiamento, con l'aiuto di Dio e di tutti i protettori datici da lui, contro i nostri nemici spirituali, siamo sicuri di vincere e di rassodare in noi la vita spirituale.

2) Santificando, con spesso rinnovata offerta, tutte le nostre azioni anche le più comuni, acquistiamo copiosi meriti, aumentiamo considerevolmente ogni giorno il nostro capitale di grazia e i nostri diritti al paradiso, pur riparando ed espiando le nostre colpe.

3) I sacramenti, ricevuti con buone e fervorose disposizioni, aggiungono ai personali nostri meriti una copia eccezionale di grazie che vengono dai meriti stessi di Gesù Cristo; e poichè spesso ci confessiamo e, se vogliamo, quotidianamente ci comunichiamo, non dipende che da noi di essere santi. Gesù è venuto e viene ancora in noi per comunicarci abbondantemente la sua vita: "Ego veni ut vitam habeant et abundantius habeant". Sta a noi l'aprire, il dilatar l'anima, per riceverla, coltivarla, aumentarla, partecipando continuamente alle disposizioni, alle virtù, ai sacrifici di Gesù. Verrà così il momento in cui, trasformati in lui, non avendo altri pensieri, altri affetti, altre intenzioni che le sue, potremo ripetere le parole di S. Paolo: "Vivo, jam non ego, vivit vero in me Christus".

[...] Giunti alla fine di questo capitolo, che è il più importante di questa prima parte, possiamo intender meglio la natura della vita cristiana.

1) È veramente una partecipazione della vita di Dio, perchè Dio vive in noi e noi viviamo in lui. Dio vive realmente in noi nell'unità della sua natura e nella trinità delle sue persone; e non vi resta inoperoso: produce nell'anima nostra un organismo soprannaturale che ci fa vivere una vita, non uguale ma simile alla sua, una vita deiforme. Colla grazia attuale, Dio mette questa vita in movimento, ci aiuta a fare atti meritori, e ricompensa questi atti producendo in noi una nuova infusione di grazia abituale. Ma noi viviamo in lui e per lui, perchè ne siamo i collaboratori: aiutati dalla sua grazia, riceviamo liberamente l'impulso divino, vi cooperiamo, e così trionfiamo dei nostri nemici, acquistiamo dei meriti, e ci prepariamo a quella ricca effusione di grazia dataci dai sacramenti. Non dimentichiamo però che lo stesso nostro consenso è opera della sua grazia, onde gli attribuiamo il merito delle nostre opere buone, vivendo per lui, perchè da lui e in lui viviamo.

2) Questa vita è anche una partecipazione della vita di Gesù, perchè Gesù vive in noi e noi viviamo in lui. Vive in noi non solo come Dio, allo stesso titolo del Padre, ma anche come Uomo-Dio. Gesù è infatti il capo d'un corpo mistico di cui noi siamo le membra e da lui riceviamo il movimento e la vita. Vive in noi in un modo anche più misterioso, perchè, con i suoi meriti e con le sue preghiere, fa sì che lo Spirito Santo operi in noi disposizioni simili a quelle che questo divino Spirito operava nell'anima sua. Viva in noi realmente e fisicamente nel momento della santa comunione, e, per mezzo del divino suo Spirito, fa passare in noi i suoi sentimenti e le sue virtù. Ma anche noi viviamo in lui: incorporati a lui, liberamente riceviamo il movimento ch'egli c'imprime; liberamente ci studiamo d'imitarne le virtù senza però dimenticare che non vi riusciamo se non per mezzo della grazia meritataci da lui; liberamente aderiamo a lui come il tralcio al ceppo, e apriamo l'anima alla linfa divina che con tanta liberalità egli ci comunica. E, tutto ricevendo da lui, per lui e a lui viviamo, ben lieti di darci a lui come egli si dà a noi, dolenti solo di farlo in modo così imperfetto.

3) Questa vita è pure, in una certa misura, una partecipazione della vita di Maria, o, come dice l'Olier, della vita di Gesù vivente in Maria. Volendo infatti che la santa sua Madre sia la vivente sua immagine, Gesù le comunica, per mezzo dei suoi meriti e delle sue preghiere, il divino suo Spirito, che la fa partecipare, in un grado sovreminente, alle sue disposizioni e alle sue virtù. Così Gesù vive in Maria, e poichè vuole che la madre sua sia madre nostra, vuole pure che spiritualmente ci generi. Ora, generandoci alla vita spirituale (come causa secondaria, ben inteso), Maria ci fa partecipare non solo alla vita di Gesù ma anche alla sua. Onde noi partecipiamo alla vita di Maria nello stesso tempo che alla vita di Gesù o, in altre parole, alla vita di Gesù vivente in Maria. È il pensiero così bene espresso nella bella preghiera del P. Condren perfezionata dall'Olier: "O Jesu vivens in Maria, veni et vive in famulis tuis".

4) Questa vita è infine una partecipazione della vita dei Santi del cielo e della terra. Abbiamo infatti visto che il corpo mistico di Cristo comprende tutti coloro che gli sono incorporati col battesimo, e specialmente tutti quelli che godono della grazia e della gloria. Ora tutti i membri di questo corpo mistico partecipano alla stessa vita, alla vita che ricevono dal capo e che è diffusa nell'anima loro dallo stesso divino Spirito. Siamo dunque tutti veramente fratelli, ricevendo dallo stesso Padre, che è Dio, per i meriti dello stesso Redentore, una partecipazione della stessa vita spirituale, la cui pienezza è in Gesù Cristo, "de cuius plenitudine nos omnes accepimus". Perciò i Santi del cielo e della terra s'interessano del nostro progresso spirituale e ci aiutano nella lotta contro la carne, il mondo e il demonio.

Come son consolanti queste verità! Quaggiù la vita spirituale è certamente una lotta; ma se l'inferno combatte contro di noi e trova alleati nel mondo e sopra tutto nella triplice concupiscenza, combatte per noi il Cielo; e il Cielo non è soltanto l'esercito degli Angeli e dei Santi, è Cristo, vincitore di Satana, è la SS. Trinità che vive e regna nell'anima nostra. Dobbiamo quindi esser pieni di speranza e sicuri di riportar vittoria, a patto che, diffidenti di noi, facciamo innanzi tutto assegnamento su Dio: "omnia possum in eo qui me confortat".


(Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Desclée & Co., 1928)


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lunedì 19 gennaio 2015

Addio!

Ripubblico l'e-mail che mi scrisse una lettrice del blog per annunciarmi la sua entrata in un monastero di clausura.

Carissimo D., 
                  non vedevo l'ora di scriverti!! FINALMENTE è giunto il momento per me tanto atteso e desiderato: il prossimo 2 febbraio, giorno della Presentazione di Gesù al Tempio, chiederò alla Vergine di presentarmi al Suo Figlio Gesù, ed entrerò come aspirante nel Monastero delle [...]! Mi sento talmente entusiasta e felice da camminare leggera, con un piede per terra e un altro per aria!!! Ho tanta di quella gioia da riversarla inevitabilmente su chi mi circonda, sento che non potrei desiderare altro nella vita!!! Oh, se tutti potessero scoprire cos'è amare ed essere amati da Gesù in questo modo così profondo!! Ecco perché so che non basterà questa vita intera e nemmeno tutta l'eternità per ringraziarLo di tutti i Suoi benefici, ma soprattutto dell'immenso dono della Chiamata a seguirLo più da vicino!! […] Io debbo ringraziarti tantissimo, perché sei tu che mi hai additato Casa mia, ossia il Monastero delle [...], sei stato strumento della Provvidenza!! La Madonna ti tenga sempre sotto il Suo manto! Non credo che in questa vita ci conosceremo di persona (anche se mai mettere limiti a Dio), quindi avrò modo di ringraziarti quando saremo in Cielo! Continua a pregare per me, e io lo farò per te. 

Un abbraccio nei Cuori di Gesù e Maria,
(lettera firmata)


Carissima in Cristo, 
                            sono felice di sapere che tu e le monache avete fissato la data del tuo ingresso in monastero. È bellissimo sentirti entusiasta per il gran dono che hai ricevuto, ossia quello di essere stata chiamata ad abbracciare lo stato di vita più perfetto e divenire sposa di Gesù Cristo. Mi dispiace che moltissimi cristiani ignorano quanto sia prezioso il dono della vocazione e quanto sia meraviglioso vivere in un monastero fervoroso e osservante. Quanto vorrei che tante altre persone potessero provare la tua stessa gioia spirituale, cioè essere entusiaste all'idea di consacrarsi presto al Signore.

Ovviamente non sto dicendo che tutti debbano diventare religiosi, ma almeno dovrebbero pensare così: "Beata lei che è stata prescelta da Dio per diventare religiosa e andrà a vivere in un monastero di clausura nel quale potrà vivere felice già su questa terra e salvarsi facilmente l'anima. Povero me invece che sono costretto a vivere in mezzo al mondo, tra mille tentazioni e pericoli spirituali, col grave rischio di perdere Dio per sempre. Altro che vita di perfezione cristiana, qui nel mondo sarà già assai se riuscirò a salvarmi l'anima e meritarmi l'ultimo posto in Paradiso! Ah, beati tutti coloro che hanno avuto la bella sorte di essere chiamati alla vita religiosa!" Ohimè, i mondani, non solo non ragionano così, ma addirittura criticano aspramente coloro che abbracciano la vita consacrata, soprattutto se di vita contemplativa.

Quando sarai in monastero, non dimenticarti di pregare tanto per le vocazioni sacerdotali e religiose. Tu hai avuto un dono enorme da parte di Dio, adesso devi pregare che questo dono venga donato a tante altre persone. Più persone si consacreranno a Gesù, e meglio sarà per tutta l'umanità! C'è tanto bisogno sia di anime che si dedichino all'evangelizzazione, sia di anime contemplative che con le loro preghiere ottengano dal Signore le grazie necessarie alla conversione dei cuori di tante persone che nel mondo vivono come se Dio non ci fosse. La Madonna a Fatima disse che tante anime vanno all'inferno perché non c'è nessuno che preghi o si sacrifichi per loro. Quindi, se ci fossero più religiosi, si salverebbero più anime. Inoltre i religiosi, se vivono in maniera fervorosa e osservante, si impegnano maggiormente ad amare il Signore e a ricercare la propria santificazione. Anche le persone che abitano nel mondo sono chiamate alla santità, ma è più difficile raggiungerla, perché hanno tante distrazioni e preoccupazioni materiali. Noi dobbiamo desiderare che Dio sia amato ardentemente da tutti! Sì, Lui lo merita! 

Adesso devo dirti una cosa importante. Quando hai fatto l'esperienza vocazionale hai potuto gustare delle intense consolazioni spirituali. In genere il Signore concede questi doni per “catturare” più facilmente le anime. Poi, una volta che le ha catturare, le mette alla prova togliendo loro le consolazioni spirituali, per vedere se lo amano con amore sincero e disinteressato, oppure solo per ottenere in cambio le consolazioni interiori. Purtroppo, molte persone quando terminano le consolazioni spirituali abbandonano il Signore e ritornano alla vita mondana. Il vero cristiano deve amare Dio perché Egli è degno di essere amato, non per ottenere qualche dono in cambio.

Quindi, se quando sarai nel monastero di clausura, dopo un iniziale periodo di fervore dovesse capitarti un periodo di aridità spirituale, non dovrai pensare che si tratti di mancanza di vocazione, bensì di una prova d'amore. Se resterai fedele a Gesù, riuscirai a superare la prova e dimostrerai di amare Dio in maniera sincera e disinteressata.

Il nemico del genere umano ogni volta che si accorge che una persona è attratta dalla vita consacrata, cerca di ingannarla con l'intento di “convincerla” a rinunciare ad entrare in monastero. Perché tutta questa subdola lotta contro la vocazione? Satana sa bene che se una persona entra in un istituto religioso fervoroso e osservante, quasi certamente si salverà l'anima, e inoltre salverà tante altre anime con la preghiera, la penitenza e l'apostolato. Ecco perché il diavolo si impegna molto nel far perdere le vocazioni.

Tutti i tuoi familiari e i tuoi conoscenti che ti vogliono davvero bene, devono essere contenti per te, perché lì in monastero sarai molto felice. Tu ci sei stata in monastero (durante l'esperienza vocazionale), e hai potuto vedere personalmente quanto siano felici le monache di clausura. Certamente sono molto più contente delle donne mondane. Le suore fervorose sono le donne più felici della terra perché il loro Sposo le dona la pace del cuore e le infiamma di carità. Siamo stati creati per amare Dio e il nostro cuore è inquieto sin tanto che non riposa in Lui.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

domenica 18 gennaio 2015

Le mamme “vocazioniste” di Lu Monferrato

Una mia amica mi ha segnalato la splendida iniziativa di un gruppo di mamme di Lu, un piccolo paese situato nel Monferrato, in provincia di Alessandria. 

Uno dei più grandi doni che Dio possa fare agli sposi cristiani è quello di chiamare uno o più dei loro figli al sacerdozio cattolico o alla vita religiosa. Sapendo ciò, nel 1881 un gruppo di mamme di Lu Monferrato decise di riunirsi ogni settimana in chiesa per fare adorazione Eucaristica, supplicando il Redentore Divino di inviare numerose vocazioni. E il Signore esaudì la loro supplica, e da allora a Lu sono sbocciate oltre 300 vocazioni sacerdotali e religiose, tra cui quella del Beato Filippo Rinaldi (nella foto a lato), terzo successore di Don Bosco.

Spero che tanti altri genitori cattolici seguano l'esempio delle mamme di Lu, supplicando Gesù buono di donare alle Chiesa numerose e sante vocazioni.

Lettera di un amico

Tempo fa un caro lettore del blog mi ha scritto un'accorata lettera di incoraggiamento...

Caro D., che bello il tuo blog! Lettera dopo lettera sento l'animo commuoversi, e mi smarrisco pensando a come Gesù voglia raggiungere proprio ogni luogo e tutte le persone per tramite dei suoi innamorati, dei suoi sboccianti apostoli. Mi commuovo soprattutto quando parli di Maria, quando rassicuri le giovani donne che a Lei si consacrano, perché hanno trovato il vascello sicuro che le condurrà gioiose al Porto Eterno, anche in mezzo alle più rovinose tempeste. Mi piace il calore spirituale che promana dai tuoi scritti, sapienti e sicuri. Certe volte, poi, leggendoti posso allontanare momenti di sconforto o di debolezza; e anche solo le immagini che inserisci sento talvolta riemergere nel mio spirito quando parlo o medito su cose spirituali (come l'immagine di santa Teresa trapassata, in quel suo volto beato e sereno).

Mi piace la tua parola combattiva e ispirata, ed è davvero un conforto per me sapere che darai ancora il tuo contributo per l'umile rivista della mia parrocchia.

Ti guidi sempre e ti protegga la nostra Madre, Immacolata e sempre Vergine Maria.

(Lettera firmata)

Carissimo amico,
                              ti ringrazio per le belle parole di incoraggiamento. Gestendo questo blog mi sono accorto che ci sono tante persone che si sentono attratte dalla vita consacrata, ma il mondo cerca di farle pensare ad altro. Per contrastare l'opera dei nemici delle vocazioni religiose, cerco di pubblicare un post al giorno, con l'intento di aiutare i lettori in discernimento vocazionale a mantenere accesa la fiammella della chiamata divina. Se un ragazzo ha la vocazione ma non ci pensa quasi mai, prima o poi rischia di perderla.

Tuttavia dalle lettere che ricevo mi sono accorto che il blog è letto anche da tante persone che pur non avendo la vocazione per la vita consacrata, vengono ogni giorno sul sito per trovare degli scritti spirituali con cui nutrire la propria anima. Ovviamente rispondo volentieri anche a costoro, poiché il precetto divino sulla carità fraterna riguarda tutti.

Ti confesso che qualche volta mi viene in mente il pensiero di abbandonare il blog, ma poi penso subito al dispiacere che proverebbero molti lettori con i quali ho un rapporto di amicizia spirituale, e non me la sento di tradirli e di abbandonarli come fanno i soldati disertori. Anzi, penso che questa battaglia merita di essere combattuta, e spero (a Dio piacendo) di continuare a combatterla per molti anni ancora.

Carissimo, continuerò volentieri a scrivere articoli per la rivista della tua parrocchia. Per me è un piacere fare “propaganda religiosa”. :-)

Approfitto dell'occasione per salutarti cordialmente in Cristo Re e Maria Corredentrice,

Cordialiter

P. S. Per farti piacere ho ripubblicato la foto del volto esanime di Santa Teresa di Lisieux. Quanta pace che emana il suo viso angelico. Per lei la morte è stata l'inizio della vita eterna con Cristo, il suo casto Sposo.

sabato 17 gennaio 2015

Intervista a una lettrice del blog

Ripubblico un'interessante intervista a una lettrice del blog.

 -) A quale età hai cominciato a pensare di donare la tua vita a Cristo abbracciando la vita consacrata?

-) A 19 anni, ricevetti una chiara chiamata ad una stretta intimità con Gesù. È stata improvvisa e totalmente inaspettata, e, negli anni, è stata da Lui più volte confermata e approfondita. È opera Sua, non mia.

-) Perché ti attrae così tanto la vita contemplativa?

-) Mi attrae Cristo che mi chiama, non la vita contemplativa in sé stessa. Questa è solo funzionale al tipo di chiamata ricevuta, in cui sento il bisogno viscerale di un cuore a cuore, intimo e silenzioso, con Lui.

-) Tra i tanti istituti di vita contemplativa esistenti, senti un'attrazione particolare per la spiritualità di Santa Teresa d'Avila, l'eroica Fondatrice delle Carmelitane Scalze. Che cos'è che ti affascina di questo Ordine religioso?

-) La prima volta che incontrai le Carmelitane Scalze, in loro vidi "me". Ma erano una "me" trasfigurata, più limpida e bella, e, soprattutto, una "me" vera. Ciò che mi attrasse fu la loro schiettezza in Cristo, senza giri di parole, la fraternità pulita e limpida, senza sotterfugi, la trasparenza nei rapporti con ciascuna persona, dove c'era un sincero e pieno ascolto dell'altro, perchè si è completamente svuotati interiormente. È quel "nulla" di cui parla S. Giovanni della Croce, che ai più spaventa, perchè probabilmente lo fraintendono, pensando ad una "spersonalizzazione" dell'individuo, o qualcosa di simile. Quel "nulla", invece, per me che l'ho sperimentato praticamente sulla mia pelle, è l'essere totalmente dipendenti da Dio, gioiosamente schiavi di ogni Suo desiderio, in ascolto di ogni anelito e fiato che giunge da Lui, direttamente, o mediato dai fratelli e sorelle. Gli scritti del Santo Padre Giovanni della Croce, e della Santa Madre Teresa d'Avila, come pure gli altri (splendidi!) scritti dei Santi carmelitani, sono una vera gioia per lo spirito, un itinerario, un cammino per tutti coloro che sono stanchi di vivere una vita mediocre, con mezze misure: sono le istruzioni di volo per "salire", e l'unico modo per salire, è "scendere", servire ed essere, con santa gioia, gli ultimi! Ecco la vocazione carmelitana: vivere insieme, da eremiti, il Vangelo di Cristo, radicalmente!

-) Tu hai trascorso diversi mesi in un monastero di clausura. Che cosa provavi nel vivere continuamente alla presenza di Dio?

-) I primi tempi dopo la chiamata, prima dell'entrata al Carmelo, mi sentivo costantemente e sensibilmente alla presenza dello Sguardo di Dio. Man mano che passarono gli anni, dopo l'ingresso al Carmelo, questa sensazione sensibile è svanita, per lasciare il posto a qualcosa di più solido e duraturo. Non bisogna attaccarsi troppo alle sensazioni, o si rischia di non maturare mai nella vita spirituale! In maniera naturale, con la Grazia, si passa dalle sensazioni alla consapevolezza della presenza di Dio ovunque, specialmente nel cuore dei fratelli (a partire da coloro che ci feriscono). Personalmente, non riesco a comprendere come si possa vivere, con la "V" maiuscola, senza porsi continuamente sotto gli Occhi dolcissimi di Cristo, assetati di ogni nostro bacio e attenzione nei Suoi confronti.

-) I mondani pensano che è triste vivere in un monastero. A te le suore di clausura sono sembrate persone tristi o felici?

-) Chi pensa che sia triste vivere in un Monastero, probabilmente non ha mai visto una persona consacrata. Anche un cristiano "triste" è incomprensibile: il Vangelo è pienezza di Vita, è Gioia purissima e divina! Soprattutto in mezzo alle croci (e che croci!) dove, anche se la gioia non è sentita nella carne, c'è una pace e una serenità felice, che non fa desiderare nient'altro che ciò che la Volontà del Padre buono dispone per ciascuno.  Perchè essere tristi, se Cristo è Risorto?

-) La vita contemplativa è semplicemente meravigliosa. Non pensi che bisognerebbe fare qualcosa di più per farla conoscere maggiormente?

-) Credo che l'unico modo per far "conoscere maggiormente" la vita contemplativa, sia che, all'interno dei Monasteri, si viva il Vangelo in maniera integrale, senza mezze misure. D'altronde, in una scelta di vita così radicale, non si può essere che santi o mediocri: non esiste una via di mezzo (!). E, per santi, non intendo affatto persone impeccabili, ma peccatori consapevoli del proprio limite, che sanno chiedere "scusa" a Dio e al fratello, che si mettono in discussione alla Luce della Parola di Dio.  Pertanto, più un Monastero profumerà di Vangelo, più il Profumo di quelle vite donate al Signore si espanderà lontano!  Quanti Monasteri di clausura non hanno siti web, pubblicità, si trovano in posti sperduti, e poi si ritrovano così tante vocazioni all'interno che non c'è spazio per starci tutti? Il Monastero in cui stavo io era di questa felice "categoria"!

venerdì 16 gennaio 2015

Gioia di vivere ai piedi di Gesù Eucaristia

Ogni essere umano desidera trovare la felicità, ma questo bene può essere dato solo da Dio. Tempo fa, una lettrice del blog era immersa nella tristezza, ma ha ritrovato la gioia di vivere ai piedi di Gesù Eucaristia...

Carissimo D., 
                      come stai? Io sono appena tornata da un altra bellissima esperienza, sono stata a fare servizio ad un campo di ragazzi e bambini, con una parrocchia che aveva bisogno di aiuto. Ti dico che ne avevo veramente bisogno, è stato un grande dono del Signore. sono partita triste senza voglia, sono tornata felice e con la voglia di urlare a tutti l'Amore del Signore. Sono successe tante cose, il Signore mi ha parlato in tutti i modi possibili...attraverso le domande rivolte ai bambini e ragazzi, attraverso le varie attività svolte, attraverso le persone che mi ha fatto incontrare, attraverso i giochi, mi ha fatto incontrare delle suore che non facevano altro che venirmi incontro e dirmi se ci avevo mai pensato a dedicare la vita al Signore, attraverso un seminarista (che ha solo un anno in più da me) che mi ha fatto sentire tutti i giorni l'abbraccio del nostro Padre, attraverso l'adorazione eucaristica... sarei rimasta ore ed ore lì davanti al mio Amato... è stato tutto stupendo, bellissimo. è stato un campo di condivisione continua con gli altri educatori e un campo dove il mio amato è stato con me sempre tutti i giorni e si è fatto toccare con mano. La paura di dedicarmi a Lui è ancora tanta, ma io adesso sono felice voglio capire di più e poi se sarà mi fidanzerò finalmente con Lui per diventare poi sua Sposa.

Un abbraccio, restiamo uniti in Cristo e in Maria,

(lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                             sono molto contento che hai ritrovato la serenità della vita cristiana. È incoraggiante sapere che anche le suore si sono accorte delle tue attitudini per la vita religiosa. Da tutte le cose che mi hai raccontato nella tue lettere ho compreso che nel mondo sembri come un pesce fuor d'acqua. Non vedo l'ora di sapere che hai abbandonato il mondo traditore per entrare in un ordine fervoroso e osservante, dove potrai vivere per il resto della tua vita insieme a Gesù buono.

In Corde Matris,

Cordialiter

giovedì 15 gennaio 2015

Esperienza vocazionale in un Carmelo


Le donne nubili che vogliono accostarsi alla Vita contemplativa
possono trascorrere dei giorni di riflessione e partecipare alla preghiera 
presso il Monastero Janua Coeli in Cerreto di Sorano (Grosseto) Toscana

scrivere a    carmelitane@gmail.com


Giorni di Preghiera e silenzio 

Solitaria sul ciglio della via che conduce alla Vita, ti capita di sperimentare la beatitudine dei piccoli quando leggi la tua fragilità come possibilità di incontro con il Signore. Nel deserto: qui è possibile ritrovare il volto di Colui che è, nel deserto del proprio vivere la solitudine di essere ciò che siamo, quando tutto sembra starti stretto perché aneli ad altro, attendi altro. E' così importante fare silenzio per ascoltare la sua voce!! Abbassare i volumi di ogni altro parlare per comprendere la sua volontà!

Quella sete, quella fame, quel torpore dell'inafferrabile, se solo tu allarghi gli spazi dell'attesa, ti salvano dal dissetarti alle paludi di una umanità ferma e ferita nel dispiegarsi della vitalità, dall'avventarti sui bocconi a sorpresa dell'immediato, dall'addormentarti su te stesso, nell'illusione che magicamente qualcosa cambi i tuoi giorni. Sogna pure, se vuoi, ma acqua di torrente che scorre dai monti cristallina e non si ferma a te che bevi ma continua a correre per dissetarti ancora più a valle... acqua di Sorgente!