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Visualizzazione dei post da novembre, 2010

Amare la solitudine

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Tutte le anime che amano Dio amano anche la solitudine, poiché nella solitudine è più facile raccogliersi ed elevare la mente al Signore. Nel silenzio e nella solitudine lo Spirito Santo parla al cuore delle sue anime dilette con parole che infiammano d'amore. Ducam eam in solitudinem, et loquar ad cor eius (Osee II, 14). La virtù si conserva facilmente nella solitudine, mentre si perde facilmente nel conversare col mondo, ove poco si conosce Dio, e poco conto si fa del suo amore e dei beni che Egli dona a chi lascia tutto per amor suo. Diceva San Bernardo che lui aveva imparato molto più nella solitudine dei boschi, che dai libri e dai maestri. Quindi i santi per vivere in solitudine e lontani dai tumulti del mondo, hanno amato tanto le grotte, i monti e i boschi. La solitudine sarà una fonte perenne di allegrezza per quelle anime che la cercano: ella fiorirà come il giglio in bianchezza ed innocenza di vita, e produrrà i frutti di tutte le virtù. Queste anime felici un giorn

Non bisogna confidare la propria vocazione ad amici e parenti

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Un ragazzo mi ha scritto per parlarmi a riguardo della segretezza che bisogna avere nei confronti della vocazione religiosa. Mi chiamo [...] e ho sfogliato con piacere il tuo blog sulla Vocazione religiosa. Sto conducendo un cammino di discernimento vocazionale presso la comunità dei [...]. Vorrei condividere anch’io la giusta affermazione che è stata spesso riportata nel blog in merito alla discrezione che colui che avverte la vocazione alla vita religiosa deve avere nei confronti dei familiari e degli amici. E’ molto consigliabile che il vocato secreti scrupolosamente la sua ispirazione vocazionale prima che essa sia completamente discernita (lo dico per esperienza personale). Fraternamente (lettera firmata) Caro lettore,                        è proprio così, bisogna avere la massima discrezione al riguardo della vocazione religiosa e sacerdotale. Sant'Alfonso Maria de Liguori diceva che spesso i genitori sono i peggiori nemici della vocazione dei figli. Infatti molti di lo

Benedettini dell'Immacolata

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Il 2 luglio 2008 a Villatalla, piccolo borgo situato sulle colline del ponente ligure, è sorta una nuova comunità benedettina di stretta osservanza, fondata da alcuni eroici monaci francesi capitanati da Padre Jehan de Belleville (il più anziano nella foto a lato). Ad invitare i monaci è stato il zelantissimo vescovo di Albenga-Imperia, Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Mario Oliveri (un vescovo davvero straordinario). Questa comunità ha assunto la denominazione di Benedettini dell'Immacolata, utilizzano il classico abito monastico benedettino nero con l'aggiunta di una Medaglia Miracolosa sul petto. Grande è il loro amore per la Sacra Liturgia e per l'intramontabile canto gregoriano. Per esperienze vocazionali o semplicemente per contattare questi monaci, potete scrivere al seguente indirizzo: Benedettini dell'Immacolata Via Umberto I, n. 25 Villatalla 18020 Prelà (Imperia) Ecco alcune “eloquenti” foto dalle quali traspare la grande sacralità con cui vivon

Minigonne e abiti immorali persino nelle chiese!

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Riporto alcuni brani di uno scritto del compianto esorcista Don Vincenzo Cuomo contro l'indecenza della moda che ormai dilaga persino nei luoghi sacri. Dando uno sguardo alla stagione estiva ormai passata, bisogna riconoscere, purtroppo, che nulla è migliorato per quanto riguarda la moda femminile che diventa sempre più indecente. Il nudismo, ormai, ha varcato anche le porte delle nostre chiese! Vi è un argomento diventato tabù: la moda femminile. Chi ne parla? Va tutto bene? E se qualcosa non va bene, chi deve illuminare, correggere, ammonire? Il nudismo, ahimè, si fa sempre più sfacciato e invadente, alimentato dagli spettacoli, dai giornali, dai manifesti stradali... [...] Ai nostri giorni si assiste alla globalizzazione dell’immodestia, perché si è radicata nella massa la convinzione che se la donna non è provocante, non è donna. Si è cominciato, allora, con l’accorciare le maniche, poi le maniche sono scomparse... Si è denudata sempre più la parte superiore del corpo. Contem

Una persona sposata può entrare in convento?

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Ci sono certe persone sposate che vorrebbero entrare in convento e abbracciare la vita religiosa. Una cosa del genere è possibile, ma non è molto facile da realizzare. Se il matrimonio religioso è rato (cioè valido) e consumato, non può essere sciolto da nessuno, nemmeno dal Papa. Tuttavia in casi particolari può essere data una dispensa ecclesiastica per poter entrare in un ordine religioso. Ovviamente in questo caso non si potrà più vivere la vita coniugale. Non si tratta né di divorzio né di annullamento del matrimonio. Comunque, se Dio vuole che una persona sposata diventi frate o suora, certamente darà il suo aiuto affinché ciò avvenga. _______________ Per visitare il mio sito internet su interessanti argomenti religiosi di spiritualità che ti aiuteranno a progredire sempre di più nel cammino cristiano,   cliccare qui.   xz1 _______________

Come fa un novizio a sapere se la sua vocazione è vera?

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Spesso i novizi si domandano se la loro è vera vocazione oppure si tratta solo di un'illusione. Il novizio deve sapere che affinché una vocazione sia considerata autentica è sufficiente che si realizzino tre condizioni. La prima è la “buona intenzione”, ad esempio il desiderio di consacrarsi a Dio per sfuggire le tante tentazioni che infestano il mondo, per avere più mezzi utili a salvare l'anima propria e quella del prossimo, per vivere più unito a Gesù Cristo, ecc. La seconda è l'assenza di impedimenti, come lo sono i problemi fisici, i problemi mentali, lo stato di bisogno dei genitori, ecc. Su tali questioni bisogna rimettersi al giudizio dei superiori, dopo aver spiegato loro la situazione con sincerità. Infine, la terza condizione è che i superiori accolgano la richiesta del novizio. Se si verificano queste tre condizioni, il novizio può star tranquillo che la sua è vera vocazione. xz2

Lettera a un seminarista amareggiato

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Un carissimo lettore del blog che sta frequentando il seminario diocesano, mi ha scritto per raccontarmi le vicissitudini che sta patendo. Ritengo opportuno non pubblicare la sua lettera per non esporlo a persecuzioni. Tuttavia desidero rispondergli pubblicamente nella speranza di poter giovare ad eventuali altri seminaristi che si trovano nelle stesse condizioni. Carissimo,                    mi dispiace molto che nel tuo seminario c'è poco fervore e scarso raccoglimento. Comprendo bene il tuo disagio, poiché anche io mi troverei male in un ambiente del genere. Dici che nessuno ti dà retta e che nessuno riesce a comprendere che stando a contatto con quelle volgarità si rischia davvero di perdere la vocazione. Parlare di questi problemi con certe persone è inutile; è come se tu parlassi in cinese; sembra che costoro non capiscano il linguaggio del raccoglimento, della penitenza, del fervore e della coerenza di vita cristiana. Capisco benissimo il tuo stato d'animo amareggiato

Un blog spirituale

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Cari lettori, questo blog viene aggiornato quotidianamente solo per il vostro bene spirituale, non essendoci alcun introito finanziario derivante dalla pubblicità. Ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto, aiutandomi così a vivacizzare il blog. Per garantire la vostra riservatezza, generalmente non pubblico mai i nomi di coloro che mi scrivono. In media sono circa 3.500 le visite mensili, e penso che per un sito vocazionale non siano poche, visti i tempi che corrono. Spesso pubblico post che trattano temi spirituali non strettamente di carattere vocazionale, affinché anche le persone sposate, o comunque senza vocazione religiosa, possano ugualmente nutrirsi spiritualmente con queste letture. Sono molto contento che ci siano ancora delle persone che amano Gesù buono e si interessano di questioni spirituali, mentre ormai il mondo è immerso nel materialismo idolatrico e nel fango dei vizi più turpi e degradanti. I mondani ci considerano “anormali” perché invece di interessarci di gos

Circa il fidanzamento cristiano

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Questo blog è rivolto principalmente a persone in ricerca vocazionale, ma probabilmente è frequentato anche da persone fidanzate, oppure da persone che avrebbero voluto entrare in monastero, ma a causa di motivi di salute o altri seri problemi, hanno dovuto rinunciare a tal proposito, e adesso vorrebbero sposarsi. Come ho già detto altre volte, San Paolo raccomanda il celibato (tranne alle persone incontinenti), ma se uno desidera sposarsi è libero di abbracciare questo stato di vita. Del resto c'è bisogno anche di famiglie davvero cristiane, le quali sono dei vivai di vocazioni religiose. Però, affinché il matrimonio sia felice, è importantissimo "selezionare" con estrema diligenza il futuro coniuge, altrimenti in seguito se ne pagheranno le conseguenze a caro prezzo. La fidanzata o il fidanzato, deve essere una persona veramente cristiana, che osservi seriamente gli insegnamenti della Chiesa. A che serve sposare una persona bella e ricca, se non ha il santo timor di Di

Louis Martin, un papà esemplare

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Spesso i genitori sono i più agguerriti avversari della vocazione dei propri figli. E' raro che un papà esulti di gioia quando apprende la notizia che un figlio vuole entrare in convento. Louis Martin ebbe in dono da Dio ben nove figli, quattro dei quali volarono in Cielo in tenera età. Anche sua moglie Zélie Guérin (donna davvero cristiana), morì prematuramente (aveva solo 45 anni), lasciandolo vedovo già a 53 anni. Delle cinque figlie, quattro (tra cui Santa Teresa di Lisieux) entrarono in monastero. Rimase solo Celine ad accudire l'ormai anziano papà. Un giorno Celine confidò a Louis che anche lei voleva entrare nel Carmelo di Lisieux perché sentiva la vocazione del Signore. Un padre “normale” si sarebbe ribellato, poiché Dio gli aveva già preso tutte le altre figlie. Invece, Louis con le lacrime agli occhi dalla gioia, rispose a Celine di accompagnarlo in chiesa perché voleva ringraziare Gesù Sacramentato per aver preso tutte le figlie come sue spose. Quanti padri avrebb

Amore ardente di San Luigi Gonzaga per Dio

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Diceva Santa Teresa d'Avila che Dio non lascia senza paga anche in questa vita qualunque buon desiderio. E così i santi per mezzo dei buoni desideri in poco tempo sono arrivati ad un grado sublime di perfezione. Così San Luigi Gonzaga (giovane gesuita morto all'età di 23 anni) giunse velocemente a tal grado di perfezione che Santa Maria Maddalena de' Pazzi, vedendolo in spiritualmente in Cielo, disse che le sembrava in certo modo non esservi santo in paradiso che godesse maggior gloria di Luigi, e nello stesso tempo intese la santa che egli era giunto a tal grado di santità grazie al gran desiderio che aveva avuto in vita di giungere ad amare Dio, quanto Dio meritava d'esser amato; e che vedendo di non potervi arrivare - poiché Dio merita un amore infinito - il giovane santo aveva sofferto in questa terra un martirio d'amore, che poi l'aveva elevato ad una gloria sì grande.

Download immagini sacre

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L'arte è davvero arte se riesce ad elevare l'animo. Ciò vale a maggior ragione per l'arte sacra. Per questo motivo ci tengo molto a pubblicare sul blog solamente immagini sacre che suscitano devozione. Sono molto contento quando vedo che anche altre persone pubblicano le stesse immagini. A tal fine ho selezionato alcune belle immagini sacre e le ho racchiuse in un unico file. Cliccate qui per scaricare il file zippato. Le immagini sono state rilasciate nel pubblico dominio, pertanto potete usarle anche a scopo di lucro. Diffondetele liberamente per il bene delle anime.

Sacro Cuore

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Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini, ma dalla maggior parte non riceve che ingratitudini.

Un vescovo zelante recluso in purgatorio

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Nel libretto intitolato “I nostri morti – La casa di tutti”, Don Giuseppe Tomaselli narra un fatto che fa riflettere. Un giorno, un anziano sacerdote gli disse che viaggiando tanto per l'Europa, l'Asia e l'Africa, aveva avuto modo di conoscere numerosi religiosi e prelati; ma l'uomo più santo che aveva conosciuto era stato Mons. Giovanni Battista Marenco, il zelantissimo vescovo della diocesi di Massa Carrara, morto il 22 ottobre 1921. Dopo circa sette anni dal decesso, in un convento di suore salesiane accadde un fatto sorprendente. Un giorno, verso l'imbrunire, la suora portinaia era nel cortile. Il portone era chiuso. Con sua meraviglia vide sotto i portici un ecclesiastico che passeggiava col capo chino e meditabondo. La suora domandò tra sé chi fosse quella persona, e come aveva fatto ad entrare se il portone era chiuso. Avvicinatasi riconobbe Mons. Marenco. - Eccellenza, e voi qui?... Non siete morto?... - Mi avete lasciato in Purgatorio!... Ho lavorato tanto

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