Una donna pentita di essersi sposata

Ripubblico la lettera di una signora che rimpiange di non essere entrata in monastero.

Caro fratello,
                           è da un po' che leggo il tuo blog. È meraviglioso...non vorrei disturbarti, ma forse tu mi puoi aiutare a risolvere un'angoscia spirituale che mi porto dietro da molti anni. Se vuoi, puoi pubblicare questa mia lettera, magari servirà a qualche ragazza ancora in dubbio sulla sua vocazione. Ho 48 anni, sono sposata da 26 anni e ho tre figli, ormai grandi. Avevo 19 anni, quando ho sentito forte nel mio cuore la chiamata alla vita religiosa. Andavo in chiesa tutti i giorni, guardavo il crocifisso...e piangevo d'amore per Lui. Desideravo entrare in clausura tra le Carmelitane Scalze. Avevo letto la vita di Santa Teresina e ne ero rimasta affascinata. Odiavo il mondo con tutte le sue illusioni. Mia madre se ne era accorta, e un giorno mi disse: "ma cosa ti sei messa in testa...con la vocazione si nasce...e tu non ce l'hai". Non l'ascoltai e andai a parlare col mio parroco. Gli confidai il mio ardente desiderio di offrire la mia vita a Gesù, in clausura. Per tutta risposta, mi disse di aspettare una ventina di giorni, per poi essere sicura di voler fare un'esperienza in convento. Non ero felice della sua risposta, ma obbedii. Quell'attesa fu fatale, poiché incontrai un ragazzo che mi sviò completamente. Mi fece una corte serrata e io cedetti e rimasi incinta. Ci sposammo, ma il mio matrimonio non è mai stato felice. La nostalgia di Dio è continua e giornaliera. Porto avanti il mio matrimonio, per obbedienza al sacramento, ma non sono felice, né appagata, né capita. Vivo nel mondo ma non mi sento del mondo. So, per certo, che il Signore aveva altri progetti per me, ma io non ho saputo afferrare subito quel treno...o forse non sono stata guidata bene dal sacerdote...comunque ho perso moltissime grazie che Dio aveva preparato per me. Nonostante sia sposata, io mi sento di essere completamente di Gesù, perché lo amo enormemente. È un grande dolore dover vivere una vita che non è per noi...

Care ragazze....non indugiate....se avvertite Quella dolce voce nel cuore... è Lui.... è Gesù...vi chiama... dite di sì e sarete felici per l'eternità. Io piango tutti i giorni per quello che ho lasciato...mi sento il cuore lacerato dallo strazio....ma non posso nulla ...ormai.

Caro fratello, ti saluto e ti ringrazio se vorrai rispondermi anche in privato, per dare un po' di conforto all'anima mia.


Cara sorella in Cristo,
                                            ti ringrazio di avermi scritto, credo che la tua testimonianza possa essere molto utile per quelle ragazze che si sentono attrarre da Gesù alla vita religiosa, ma temono di dover rinunciare alle gioie del mondo. Oh, quanto vorrei che tutte le persone che stanno eleggendo lo stato di vita potessero leggere la tua lettera! Chissà quanti eviterebbero l'errore di rinunciare alla vocazione! Ti confesso che ho ricevuto varie lettere di persone sposate (soprattutto donne) pentitesi di non aver abbracciato la vita religiosa.

In privato ti ho inviato una lunga lettera di incoraggiamento. Qui, pubblicamente, ti consiglio di offrire al Signore le tue sofferenze per le vocazioni religiose, poiché la Chiesa ha tanto bisogno di anime generose che offrano la propria vita a Cristo per la maggior gloria di Dio e la salvezza delle anime.

In Gesù e Maria,

Cordialiter

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