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giovedì 6 ottobre 2016

Pensieri del Beato Clemente Marchisio

Una gentile lettrice del blog mi ha inviato alcuni pensieri sull'Eucaristia tratti dagli scritti di Don Clemente Marchisio, zelante fondatore delle Figlie di San Giuseppe di Rivalba.

1 "La Chiesa insegna la reale presenza di Cristo nell’Eucaristia. Quanto e prezioso questo sacramento! Negli altri sacramenti si trova un raggio divino, in questo il Sole della giustizia. Gli altri sacramenti sono canali di grazia, in questo vive l’autore stesso della grazia."

2 - Gli Ebrei fuggendo dall’Egitto, per andare alla terra promessa, erano figura di noi che camminiamo per questa terra per meritarci la vita eterna. Dio agli Ebrei manda una figura dell' Eucaristia, la manna che cadeva dal cielo, ed essi ogni mattina ne raccoglievano e, con questa manna, ebbero la forza di continuare il loro cammino.

A noi ha dato l’Eucaristia, manna dell’anima per riuscire, da buoni cristiani, a compiere il pellegrinaggio di questa vita. Come la manna scendeva tutti i giorni dal cielo, Gesù nella SS. Eucaristia, per così dire, tutti i giorni scende dal cielo per noi. La manna aveva per il corpo ogni sapore desiderabile. L’Eucaristia raccoglie per l’anima ogni dolcezza, le accresce la grazia e la inebria del Paradiso. Della manna, Dio aveva ordinato che se ne tenesse un vaso pieno nel Tabernacolo. E la SS. Eucaristia si tiene sempre riposta nel Tabernacolo. Considerate: la manna era per il corpo, l’Eucaristia è per l’anima, e poi vi troverete tutte le somiglianze. L’Agnello pasquale che gli Ebrei dovevano mangiare tutti gli anni era una bella figura dell’Agnello immacolate che si dà in cibo ai cristiani. Quell'Agnello era un ricordo della liberazione dalla schiavitù dall'Egitto; l’Eucaristia è un ricordo della liberazione dall'inferno, essendo stati noi riscattati dal sangue di Cristo. Gli Ebrei, mangiando l’Agnello, dovevano avere i fianchi cinti, il bastone in mano, quasi in segno di partenza. I cristiani devono ricevere l’Eucaristia con i fianchi cinti, scacciata cioè ogni passione, come in atteggiamento di cammino, pensando che questa vita è un pellegrinaggio, e tenendo presente l’eternità."

3 - "Il nostro redentore Gesù istituì il sacramento dell’Eucaristia per restare con noi e per mai più abbandonarci ; per farci godere delle sue grazie e per concederci il suo aiuto; egli istituì il sacramento dell’Eucaristia per donare un cibo alle nostre anime, un cibo divino, atto a darci il vigore necessario per camminare nella via del bene, per vincere i nostri nemici spirituali, e acquistarci, in tal modo, la vita eterna. Gesù istituì l’Eucaristia per essere, ogni giorno, sacrificato per noi nella Messa e così preservarci dai tanti castighi che ci meriteremmo per i nostri peccati. Il Signore istituì l’Eucaristia per darci la prova più sublime dell’amore che ci porta. L’amore si comprende dai doni e tanto più uno dona una cosa preziosa tanto più dimostra l’amore. Che dire poi di chi donasse tutto quanto possedesse e perfino se stesso? Ebbene, Gesù fece così. Che aveva egli a questo mondo? Aveva un corpo illibato formato dal sangue di Maria Vergine. Per dimostrarci il suo amore che cosa ha fatto? Ce l’ha dato in cibo e nutrimento. Aveva un'anima la più nobile, la più santa dotata di ogni più bella qualità. Ce la diede nell'Eucaristia e insieme ci diede anche la sua divinità. Come Dio egli era inseparabilmente unito al Padre e allo Spirito Santo e, dandoci se stesso, ci diede anche il Padre e lo Spirito Santo."

4 - "Gesù Cristo è tutto intero in qualunque parte dell’ostia. Possiamo dare una similitudine: chi possiede uno specchio vi si vede dentro. Nello specchio vi è una sola figura. Se lo specchio viene rotto ci si vede in ogni piccolo pezzo. Per quanto tempo rimane la presenza di Cristo nelle specie consacrate? Fino a quando esse perdurano. Si può supporre per lo spazio di un quarto d'ora. In quei momenti noi possediamo nel nostro cuore, realmente, il re del cielo."