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sabato 23 luglio 2016

Proposta di una signora

Pubblico una lettera scritta da una signora intenzionata ad offrire e mettere a disposizione a scopi sociali e caritativi l'immobile ereditato.



Carissimi fratelli e carissime sorelle nel Signore,

sono Maddalena Gioia di Somma Lombardo (VA), vorrei  
esprimere tutta la mia gratitudine, tutti i miei sentimenti di Amore e di Grazia, ricevuti dal Signore.

La fonte, di questa forza meravigliosa, alimentata e guidata dallo Spirito Santo, ricevuta già con il Battesimo, nel corso degli anni mi ha fatto scoprire l'amore per la Parola.

Cristo per me è il centro, egli è l’Onnipotente, basta per ogni cosa.

L’amore che Dio mi dona è immensurabile, non finirò mai di ringraziarlo.

Io sono per il bene comune, che è la ricchezza di tutto il creato, pertanto l’amore che è fine e principio, mi insegna a rispettare l’ambiente, ad essere custode di tutto ciò che la terra contiene, ma soprattutto a non trattenerlo per me, ma a condividerlo con chi si trova in difficoltà e mettermi di nuovo al servizio dei bisognosi in spirito e corpo, dunque, dei poveri, ma non solo poichè l’uomo non vive di solo pane.

E qui entro in merito dello scritto, per comunicare la mia intenzione di “devolvere” a scopi sociali e caritativi la casa ereditata dai miei genitori.

Purtroppo la mia intenzione non trova il consenso dei miei tre fratelli ai quali spetta la loro quota ereditaria, ne segue che non posso avviare il progetto senza che prima abbia liquidato al più presto la loro porzione d’eredità.

E' un desiderio che sento profondamente come una chiamata del Signore, e questo mi spinge a non aderire alla richiesta dei miei fratelli di vendere l'immobile, ma di metterlo a disposizione delle istituzioni caritative promosse dalla Chiesa.

Per questo ho pregato e prego ancora tanto, rivolgendomi alla volontà di Dio che mi permetta di incontrare persone con lo stesso mio desiderio in modo tale da realizzarlo e concretizzarlo; per essere espressione di bontà, carità, accoglienza e benevolenza verso i fratelli.

Chiedo pertanto il Vostro aiuto e mi rivolgo a tanti bravi benefattori, singole persone, associazioni, comunità interessate e disposte ad aiutarmi.
Ciò che faremo sarà un segno di umanità. L'umanità che metteremo in azione non sarà solo frutto del nostro buon cuore ma l’esito certo della scelta di farci discepoli.

In passato, ho manifestato anche a sacerdoti e persino al sindaco del mio paese ho comunicato la mia disponibilità a dedicarmi ai bisognosi in forme diverse, sempre comunque ispirati da motivi di fede.

Oggi mi rivolgo a tutti coloro che sono alla ricerca di sé e di Dio, interessati a proseguire, o, intraprendere questo cammino insieme, i quali cercano un luogo di lavoro e di preghiera; non escludo quello di istituire un'associazione o fondare una congregazione di vita comunitaria che segna una rinascita esistenziale, spirituale e vocazionale.

Premetto che in base alla mia esperienza ho potuto constatare che per motivi interni pur leciti che condivido, l’ingresso in una comunità religiosa è spesso entro i trentacinque anni.

Resta inteso questo per tutti, che oltre alla chiamata e al percorso di formazione c'è senz'altro un primo, attento lavoro di discernimento interiore.

Io stessa in quest'ultimo periodo ho riprovato a riprendere dopo parecchi anni la strada della vita religiosa, ma essendo fuori età, mi sono ritrovata ancora a discernere, ma grazie a Dio, con il suo aiuto, ho capito che non era la strada giusta, quella di entrare in una comunità dove vige il limite di età.

Il Signore, ancora una volta mi ha messo davanti l'ennesimo bivio, davanti a due strade, mi ha accompagnata a non pensare più alla comunità, ma di riflettere: una strada era quella di entrare in una comunità, e nell'altra il Signore, insisteva avendo già le basi di un immobile, da metterlo a disposizione degli infelici.

Oggi sentiamo la sfida di scoprire e trasmettere "la mistica" di vivere insieme, di mescolarci, di incontrare, di partecipare ad una vera esperienza di fraternità mistica, contemplativa, che sa guardare alla grandezza sacra del prossimo, che sa scoprire Dio in ogni essere umano, che sa sopportare le molestie di vivere insieme, aggrappandosi all'amore di Dio, che sa aprire il cuore all'amore divino per cercare la felicità degli altri come la cerca il loro Padre Buono.


Cari fratelli e sorelle ho la grazia e la possibilità di trasmettere tutte queste informazioni necessarie:


                                      GRAZIE  DI  CUORE


Immenso, vanno a due persone a me tanto care D. e I. di pubblicare questo mio scritto sul blog.
Offriamo tutto a Gesù Cristo, che è morto per me-noi, che ha versato sangue da tutto il corpo povero Gesù mio! Che ha conosciuto tutta l'agonia e tutto lo strazio dei dolori, per noi inimmaginabili.
Io prego il Signore di farci sapere come aiutarlo, prego di non farci perdere la speranza e come continuare questa strada insieme a tutti voi.

Un abbraccio fraterno

maddalena.gioia56@gmail.com