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domenica 28 luglio 2013

Subdole tentazioni contro la vocazione

Tempo fa una lettrice del blog mi disse di essersi accorta di alcune subdole tentazioni con cui il nemico del genere umano voleva farle perdere la vocazione.

Caro D.,
             grazie per avermi risposto, io sono appena tornata dalle vacanze ed è stata una bellissima sorpresa leggere la tua e-mail... Le vacanze sono state utili per ritemprare lo spirito, oltre che il corpo, infatti libera dal ritmo frenetico della scuola ho avuto più tempo per pregare, riflettere e con l'aiuto di Dio cercare di migliorare nei miei tanti difetti.

Sono stata molto contenta di scoprire che le [...] si offrono per la salvezza delle anime; è un mio grande desiderio quello di dare a Gesù e Maria quante più anime possibile e pregare per i peccatori. Essi spesso non trovano alcuna speranza davanti agli uomini, ma davanti a Dio hanno sempre un'altra possibilità: devono lasciarsi abbracciare dalla sua infinita misericordia.

Ultimamente mi sono accorta che il diavolo mi tenta soprattutto quando penso alla mia vocazione: a volte mi tornano in mente tutti i peccati che ho fatto di cui mi vergogno di più per farmi perdere la fiducia nella misericordia e nell'amore incondizionato del Signore, scoraggiandomi così a rispondere alla sua chiamata. Altre volte invece sento dei discorsi subdoli sulla Chiesa, sul Papa, sui cattolici praticanti... proprio come se volesse convincermi che sto "sbagliando strada". Alcuni dicono che le suore di clausura non servono a niente e che la loro vita è una forma di egoismo verso i bisogni della società; i loro discorsi però non stanno in piedi perchè allo stesso tempo criticano anche i missionari che secondo loro "non lasciano la libertà religiosa e impongono modi antiquati di vita". Mi dispiace davvero che la gente dica queste cose quando il Signore ha dato la vita anche per loro...

[...] Sosteniamoci nella preghiera, anche per l'inizio del nuovo anno scolastico, ti saluto in Gesù e Maria.

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                             innanzitutto sono molto felice che stai perseverando nel discernimento vocazionale. Ormai è passato molto tempo da quando mi hai scritto la tua prima lettera, e vedo che sei sempre più determinata a voler abbracciare la vita religiosa. Solo una persona innamorata di Gesù buono può pensare di abbandonare il mondo per entrare in un monastero di clausura di stretta osservanza.

È chiaro che il nemico del genere umano tenterà di ostacolarti in vari modi. Infatti lui sa benissimo che se una persona ha la vocazione religiosa ma preferisce rimanere nel mondo, non solo metterà a rischio la sua salvezza eterna, ma anche la salvezza di tante altre anime che avrebbe salvato con l'apostolato della preghiera se fosse entrata in monastero.

Molta gente non conosce le cose che riguardano la vita spirituale, pertanto pensa che la vita delle suore di clausura sia tempo perso. Noi invece sappiamo che le claustrali sono importantissime per la vita della Chiesa, infatti con le loro preghiere e penitenze attirano numerose grazie e conversioni sull'umanità, e pur restando nascoste all'interno della clausura contribuiscono alla salvezza eterna di innumerevoli anime.

Pensiamo a Santa Teresa del Bambin Gesù, morta all'età di 24 anni nel monastero delle carmelitane scalze di Lisieux. La Chiesa l'ha proclamata Patrona Universale dei Missionari Cattolici perché pur vivendo nella clausura ha contribuito con le sue preghiere e sacrifici ad aiutare i sacerdoti missionari che andavano in Paesi lontani ad evangelizzare i popoli. Nel Giorno del Giudizio scopriremo l'enorme numero di anime salvate grazie a Santa Teresa di Lisieux, e vedremo che la vita delle claustrali era utilissima per il bene spirituale della gente. Purtroppo, le persone mondane accecate dal materialismo idolatrico non possono capire questi discorsi.

Il nemico del genere umano tenta di scoraggiarti anche mediante le critiche che circolano nel mondo nei confronti della Chiesa Cattolica. Anche ai tempi di Sant'Atanasio, San Francesco, Sant'Alfonso e tanti altri santi, c'erano dei cristiani (anche consacrati) che si comportavano male. Ma questo non deve farci allontanare dalla Chiesa, al contrario, dobbiamo imitare i santi, i quali “riformarono” il cattolicesimo non con le critiche salottiere, ma dando il buon esempio e vivendo il Vangelo in maniera radicale. Del resto, ognuno di noi in punto di morte dovrà rendere conto a Dio solo delle proprie colpe, non di quelle commesse da preti, vescovi, cardinali o altre persone su cui non avevamo nessuna autorità.

In Corde Regis,

Cordialiter