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sabato 8 luglio 2017

Lettera ai genitori che si oppongono alla volontà di Dio

Spesso i genitori si oppongono alla vocazione religiosa dei figli. I ragazzi in genere riescono a superare più agevolmente l'opposizione dei parenti, invece le ragazze fanno più fatica ad esercitare il loro diritto di eleggere lo stato di vita al quale si sentono chiamate.

Che fare? Non bisogna arrendersi! Le persone che hanno questo problema devono cercare di rimanere calme, senza tentare di far valere il proprio diritto con grida ed incomposte agitazioni. In effetti, tentare un “dialogo vocale” coi genitori ostili è un'impresa difficile e spesso poco fruttuosa (si corre il rischio di arrabbiarsi inutilmente).

Consiglio di scrivere una lettera ai genitori che si oppongono alla vocazione. Secondo me una lettera è più efficace dei discorsi vocali.

Per aiutarvi ho scritto per voi una lettera da usare in questi casi. Vi basterà copiarla, stamparla e firmarla (potete anche modificarla a vostro piacimento), e poi consegnarla ai genitori. Però non dovrete essere presenti mentre la leggeranno, ma dovrete andarvene nella vostra stanza.

Visto che questo problema riguarda principalmente le ragazze, la lettera l'ho scritta al femminile.

Cara mamma e caro papà, 
                                           vi ringrazio per tutto il bene che mi avete dato sin da quando ero bambina. Adesso sono maggiorenne ed è giunto il momento per me di eleggere uno stato di vita. Da molto tempo ormai mi sento attratta dalla vita religiosa. A me non interessa fare carriera nel mondo, accumulare ricchezze, viaggiare in luoghi esotici, divertirmi sfrenatamente in discoteca o in altri luoghi mondani. Queste cose non possono saziare il cuore umano che è stato creato per amare Dio, e non può trovare pace sin tanto che non riposa in Lui.

La nostra gioia su questa terra consiste nell'uniformarci alla volontà del Signore. Io sento la chiamata di Dio alla vita religiosa e ho la ferma intenzione di adempierla, costi quel che costi. Se restassi del mondo vivrei sempre triste ed infelice, come è accaduto a tante altre persone che non hanno risposto alla vocazione.

Se mi volete davvero bene vi chiedo con il cuore in lacrime di smetterla di ostacolare la mia entrata in convento. Non potete immaginare quanto sto soffrendo a causa di ciò. Nessun parente ha il diritto di impedire la mia vocazione, ed essendo maggiorenne posso anche andarmene di casa di nascosto ed entrare in convento contro la volontà dei parenti, così come hanno fatto Santa Chiara e tanti altri santi.

Il nostro scopo su questa terra è di conoscere, amare e servire Dio per salvarci l'anima terminando la vita terrena in stato di grazia, ed andare in Cielo ad amare il Signore per tutta l'eternità. Insegna Sant'Alfonso Maria de Liguori che entrando in un buon ordine religioso sarà facile vivere la vita cristiana in maniera più perfetta e salvarsi l'anima. Perché dovrei rinunciare alla vocazione religiosa? Forse per restare nel mondo ad accumulare onori e ricchezze? Ma che giova all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde l'anima sua?

Io voglio donare la mia vita a Gesù buono, il nostro amorevole Redentore Divino, voglio che il mio cuore sia tutto per Lui, voglio vivere per amare Dio.

Ormai ho deciso di entrare in convento, non ostacolatemi più, non fatemi più soffrire. Non vi preoccupate, non mi dimenticherò di voi, continuerò a volervi bene per tutta la vita. Del resto le costituzioni religiose non impediscono di ricevere telefonate e visite da parte dei parenti (ovviamente non tutti i giorni).

La mia speranza è che la nostra famiglia possa riunirsi un giorno ai piedi della Beata Vergine Maria, nella Patria Celeste, dove insieme agli angeli e ai santi potremo amare con tutte le nostre forze la Santissima Trinità, per tutta l'eternità. Così spero, così sia.

Vostra figlia,


Io credo che i genitori leggendo una lettera del genere si impietosiranno, capiranno che stanno facendo soffrire la propria figlia o il proprio figlio, e diventeranno più morbidi al riguardo della vocazione religiosa. Certo non faranno salti di gioia nel sapere che partirà per il convento, ma almeno smetteranno di opporsi tenacemente, perché ai genitori non piace vedere i propri figli soffrire. Tuttavia, se dovessero continuare ad opporsi, ricordo che le persone maggiorenni possono tranquillamente entrare in convento anche contro la volontà della madre e del padre.