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mercoledì 12 luglio 2017

Lasciare la carriera

Ho ricevuto varie lettere da parte di studentesse universitarie attratte dalla vita religiosa. Oggi ripubblico una di queste lettere molto edificanti.

Carissimo fratello in Cristo,
                                               sono una ragazza di 22 anni, mi chiamo [...] per motivi di studio vivo a [...], frequento infatti il terzo anno della facoltà di infermieristica... Da qualche giorno sono venuta a conoscenza del tuo blog... Sin da bambina ho donato il mio cuore a Gesù desiderosa di appartenere per sempre a Lui, ho sempre creduto che forse un giorno sarei entrata in qualche ordine religioso ma senza mai pensarci troppo, il mio piccolo voto personale fatto a Gesù e la vita che conducevo in parrocchia mi bastavano, ma crescendo ho cominciato a capire che non poteva essere per sempre così e per questo ho cominciato a pregare per la mia vocazione. Circa un anno fa ho conosciuto un giovane sacerdote [...] con il quale è nata una splendida amicizia e grazie a lui ho cominciato a capire la mia vocazione. Lo scorso giugno dopo tante resistenze da parte mia è riuscito a farmi partecipare ad una messa che lui celebrava dalle Monache Carmelitane di [...]. Vedendo loro ho sentito chiaramente dentro di me che questo è quello che Gesù vuole per me, ma all'inizio non riuscivo ad accettare di poter essere chiamata a questo genere di vita che fino ad allora nemmeno conoscevo. Solo a settembre sono riuscita a parlare con questo sacerdote del mio desiderio di seguire Gesù in un monastero, ma lui mi ha consigliato di finire prima gli studi e poi decidere...

In questi nove mesi sto diventando sempre più consapevole della mia vocazione anche se rimane il dubbio di quale possa essere l' ordine giusto per me. Mi sono molto affezionata ai Santi Carmelitani e questo mi porta a pensare che Gesù mi stia chiamando verso il Carmelo. Sono certa che al momento decisivo della scelta sarà Gesù stesso a farmi capire dove dovrò seguirlo ma ciò che mi tormenta è il fatto di non essere riuscita ancora dopo tutto questo tempo a parlarne con la mia famiglia. Sono certa che la loro reazione sarà molto dura e questo mi spaventa. In che modo posso comunicare loro la mia scelta? Come dovrò comportarmi di fronte alla loro reazione? Io non ho un carattere molto forte e ho paura di arrendermi davanti a questo ostacolo anche se so che ostacoli ne dovrò superare tanti per arrivare dove Gesù mi vuole. Conosci qualche sacerdote a [...] che possa guidarmi in questa mia scelta? Vorrei chiederti infine di sostenermi con la tua preghiera. Un abbraccio fraterno in Gesù e Maria!

Carissima sorella in Cristo,
                                               ti ringrazio di cuore, sono rimasto edificato nel leggere la tua bella lettera vocazionale. Laurearsi in infermieristica significa avere altissime probabilità di trovare un onesto posto di lavoro, ma per me è davvero consolante sapere che sei disposta a rinunciare a tutto pur di donarti a Gesù buono che è il fine ultimo della tua esistenza. Sei stata creata per conoscere, amare e servire Dio su questa terra per poi poterlo amare per tutta l'eternità dopo il breve pellegrinaggio terreno. Vien da commuoversi nel pensare che una ragazza come te avviata ad una sicura carriera lavorativa sia riuscita a non farsi incatenare dalle lusinghe del mondo e abbia capito che ciò che conta davvero nella vita è amare e servire Lui solo, mentre tutto il resto è vanità delle vanità. A che serve avere un buon stipendio, una bella macchina e una casa lussuosa, se poi il cuore è infelice perché non ha corrisposto alla vocazione del Signore?

Insegna Sant'Alfonso Maria de Liguori che se una persona ha la vocazione non deve confidarla agli amici e soprattutto ai parenti, poiché costoro spesso sogliono opporsi tenacemente. Per quanto riguarda l'elezione dello stato di vita non si è tenuti ad obbedire ai genitori, dunque se sarà necessario dovrai scappare di casa per poter abbracciare la vita religiosa come hanno fatto Santa Chiara, Santa Tersa d'Avila, San Gerardo Majella e tanti altri santi. Ti raccomando di continuare a conservare nel massimo riserbo il tuo desiderio di donarti a Dio, ne parlerai ai tuoi familiari solo poco tempo prima di entrare in monastero. Se si arrabbiano, rimani in silenzio e poi quando verrà il giorno prefissato te ne andrai di nascosto. Bisogna essere disposti a qualsiasi sacrificio pur di fare la volontà di Dio.

In questo periodo, quando torni a casa tua, cerca di fare una vita ritirata. I tuoi parenti vedendo che preghi molto, non fai mai discorsi mondani, non utilizzi trucchi e abiti spudorati, non guardi programmi televisivi dissipanti, non frequenti amicizie libertine, cominceranno a comprendere che sei una persona “diversa” dalle altre, e saranno già un po' più preparati quando gli comunicherai che vuoi abbandonare il mondo. Tra molti mesi, quando arriverà il momento giusto, potresti dire così: “Carissimi familiari, devo comunicarvi una notizia bellissima. Ogni essere umano su questa terra è alla ricerca della felicità. Alcuni pensano di trovarla tra le ricchezze, altri nelle discoteche, altri ancora nella vita matrimoniale. Dopo molti mesi di riflessione e alcuni periodi di esperienza vocazionale in monastero, ho capito che la mia felicità consiste nel vivere unita a Gesù buono, pertanto ho deciso di abbracciare la vita monastica...”

Se però ritieni che i tuoi familiari si arrabbieranno e ti picchieranno certamente, allora conviene non dire nulla, ma lasciare una lettera nella quale scriverai le cose che ti ho suggerito prima, e poi potrai andartene via di nascosto.

Ma adesso la priorità è un'altra, bisogna capire se Gesù ti desidera in un ordine di vita contemplativa oppure di vita apostolica, dopodiché bisognerà comprendere qual è l'ordine al quale sei chiamata. Il fatto che sei una studentessa “fuori sede” è un grande vantaggio per te, poiché in questi mesi che ti separano dalla laurea hai la possibilità di poter fare delle brevi esperienze vocazionali senza che i tuoi parenti se ne accorgano.

Per quanto riguarda dei buoni sacerdoti a [...] ti consiglio di recarti dai […].

Buon per te che hai capito queste cose, ossia dell'importanza di adempiere la volontà di Dio, anche a costo di rinchiuderti in monastero. Qualsiasi cosa pur di vivere con Gesù! Ma adesso devi prepararti al combattimento spirituale. L'intramontabile Catechismo di San Pio X insegna che con con la Cresima sei diventata un perfetto cristiano e soldato di Gesù Cristo, cioè lo Spirito Santo ti dà il coraggio necessario a superare qualsiasi avversità spirituale. Coraggio! Questa vita è solo una prova, cioè dobbiamo dimostrare a Dio di amarlo davvero, e per amor suo dobbiamo essere disposti a superare qualsiasi avversità. Ricorda sempre quel che diceva San Francesco: “Tanto è quel che mi aspetto, che ogni pena mi è diletto!”

Rimango a tua disposizione per qualsiasi altro chiarimento e approfitto dell'occasione per incoraggiarti nel tuo bel proposito di consacrazione religiosa. Ti saluto cordialmente in Cristo Re e Maria Mediatrice di tutte le grazie.

Cordialiter