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venerdì 12 maggio 2017

Portare Cristo ai popoli pagani

Una ragazza mi ha confidato che le piacerebbe diventare missionaria...

Salve, mi chiamo [...] e frequento il quarto anno di liceo. Quella che io definisco la mia storia con Gesù è altalenante, da piccola ero completamente innamorata di Gesù, leggevo molti libri sugli angeli (sono sempre stata attratta dall'influenza che hanno su di noi), e frequentavo la chiesa con grande animo. Si figuri che quando ricevetti la Prima Comunione, mentre tutti erano emozionati per i regali, io, bambina di soli 10 anni, quasi piansi all'idea di ricevere il Corpo di Cristo. Tale onore mi riempiva il cuore di gioia. Ma poi sono arrivati tempi tristi, forti crisi familiari, e lì arrivò quello che io credevo essere un distacco definitivo con Gesù. Non volevo saperne più niente, rifiutai perfino di continuare il catechismo per ricevere la santa Cresima. Mi ero avvicinata al mondo dell'occulto, dell'esoterismo. Era diventata la mia droga, la mia dipendenza, fin quando, non toccai davvero il fondo. Ed è lì che sentii il mio cuore che a gran voce gridava il nome di Cristo. Ed è stato proprio Lui a prendermi per mano e a riportarmi alla luce. Oggi io sono una persona felice, viva, positiva e canto alla vita ringraziando e venerando Dio ogni giorno. Ma questo non mi basta. Piano piano Gesù è diventato il centro del mio cuore, lo amo immensamente. Non m'interessa quasi più l'idea di formare una famiglia mia. Ho pregato e meditato tanto, chiedendo al Signore di farmi diventare strumento nelle sue mani. E in me si è accesa la luce della missione, vorrei diventare missionaria. Vivere tra i poveri, tra i malati, tra gli orfani, nei paesi più poveri del mondo per portare e spargere la stessa luce che Lui ha dato a me. In me ogni giorno arde sempre di più questo desiderio. Il problema è che molti dicono che la mia potrebbe essere solo un'infatuazione, che con il tempo potrei cambiare idea, che potrei pentirmene. Come faccio a capire se la mia è una vera vocazione? Aiutatemi per favore. E' importante per me. Aspetto vostre notizie.

Cara sorella in Cristo,
                                           sono felice di sapere che dopo essere precipitata nell'abisso dell'occultismo, hai compreso che stavi sbagliando e ti sei convertita a Dio. È un ennesimo commuovente trionfo della Divina Misericordia! È meraviglioso il tuo amore per le missioni, ti incoraggio a perseverare nel discernimento vocazionale, affinché tu possa capire in quale ordine entrare. Non parlare di vocazione con persone mondane, loro non possono capire questi discorsi. Hanno mai letto un trattato sulla vocazione? Hanno mai consultato un manuale di ascetica? Se la risposta è no, come si permettono di dissuaderti dall'abbracciare la vita religiosa? Lascia perdere quello che ti hanno detto, ciò che conta è la volontà di Dio, non le chiacchiere della gente. Non c'è nulla da temere proseguendo il cammino di discernimento vocazionale, infatti, prima di diventare suora con voti perpetui, c'è un lungo percorso da compiere (aspirantato, postulantato, noviziato, voti temporanei), durante il quale, se per caso dovessi “pentirti” di essere entrata in convento, potrai tranquillamente tornartene a casa tua. Al contrario, le donne che si pentono di essersi sposate (sono tantissime!), non possono più tornare indietro, poiché quando un matrimonio è rato (cioè valido) e consumato, non può più essere sciolto da nessuno, nemmeno dal Romano Pontefice.

Come fare a capire se una vocazione è vera? La chiamata del Signore alla vita religiosa, più che in un sentimento del cuore o in una sensibile attrattiva, è riscontrabile principalmente nella retta intenzione di chi aspira alla vita religiosa. Chi desidera diventare suora per poter vivere più unita a Gesù, praticare una vita devota, fuggire dai pericoli spirituali del mondo, lavorare per la salvezza delle anime, vivere con fervore la vita religiosa, costei mostra di avere dei segni tipici di una sincera vocazione. Insegna Sant'Alfonso Maria de Liguori che un novizio può essere certo che la sua vocazione è vera, quando concorrono tre condizioni: 1) retta intenzione; 2) assenza di gravi impedimenti e di seri problemi di salute, come ad esempio le malattie mentali; 3) essere accettato dai superiori dell'ordine.

Spero tanto che tu possa fare presto un'esperienza vocazionale in convento, così potrai vedere se sei portata per quel genere di vita. Visto che ti piacciono gli istituti missionari, ti consiglio di valutare anche l'ordine delle “Serve del Signore e della Vergine di Matarà” (dette anche “Servidoras”), che io considero uno dei migliori tra quelli missionari. Infatti, queste suore missionarie non si limitano ad aiutare materialmente i poveri che incontrano nelle loro missioni, ma cercano anche di evangelizzarli, poiché la carità più grande che si può fare al prossimo è di condurlo all'amore di Dio. Spero di esserti stato di qualche utilità, ma rimango a tua disposizione qualora volessi farmi altre domande. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter