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giovedì 23 marzo 2017

Disposizioni necessarie per ben ricevere i Sacramenti

Dipendendo la quantità di grazia prodotta dai sacramenti e da Dio e da noi, vediamo come possiamo aumentarla così da una parte come dall'altra.

A) Dio è certamente libero nella distribuzione dei suoi favori; e può quindi, nei Sacramenti, concedere maggiore o minore grazia secondo i disegni della sua sapienza e della sua bontà. Ma vi sono leggi ch'egli stesso stabilì, alle quali vuole sottomettersi. Così ripetutamente ci dichiara che nulla sa rifiutare alla preghiera ben fatta: "Domandate e riceverete, cercate e troverete, picchiate e vi sarà aperto: petite et accipietis, quærite et invenietis, pulsate et aperietur vobis"; principalmente se è appoggiata sui meriti infiniti di Gesù: "In verità, in verità vi dico, tutto ciò che domanderete al Padre in nome mio, ve lo darà: Amen, amen dico vobis, si quid petieritis Patrem in nomine meo, dabit vobis". Se quindi preghiamo con umiltà e fervore, in unione con Gesù, per avere, mentre riceviamo un Sacramento, maggior copia di grazia, l'otterremo.

B) Da parte nostra, due disposizioni contribuiscono a farci ricevere più copiosa grazia sacramentale: i santi desideri prima di ricevere i sacramenti, e il fervore nel riceverli.

a) L'ardente desiderio di ricevere un sacramento con tutti i suoi frutti, ci apre e ci dilata l'anima. È un'applicazione del principio generale posto da Nostro Signore: "Beati coloro che hanno fame e sete di santità perchè saranno saziati: Beati qui esuriunt et sitiunt justitiam, quoniam ipsi saturabuntur". Aver fame e sete della comunione, della confessione e dell'assoluzione, è un aprire più ampiamente l'anima alle comunicazioni divine; e allora Dio ci sazierà le anima affamate: "Esurientes implebit bonis". Siamo dunque, come Daniele, uomini di desiderio e sospiriamo le fonti d'acqua viva che sono i sacramenti.

b) Il fervore aumenterà anche di più quest'apertura dell'anima, consistendo nella disposizione generosa di non rifiutar nulla a Dio, di lasciarlo agire nella pienezza della sua virtù e di collaborare con lui con tutta la nostra energia. Una tal disposizione approfondisce e dilata l'anima, la rende più atta alle effusioni della grazia, più docile all'azione dello Spirito Santo, più attiva nel corrispondervi. Da questa mutua collaborazione scaturiscono copiosi frutti di santificazione.

Potremo qui aggiungere che tutte le condizioni che rendono le nostre opere più meritorie [...], perfezionano in pari modo le disposizioni che dobbiamo avere nel ricevere i sacramenti e aumentano quindi la misura di grazia che ci è conferita. Ma ciò si capirà anche meglio quando avremo fatto l'applicazione di questo principio alla confessione e alla comunione.

(Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Desclée & Co., 1928)