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giovedì 8 dicembre 2016

Pensieri del Beato Clemente Marchisio

Pensieri tratti dagli scritti del Beato Clemente Marchisio, fondatore delle Figlie di San Giuseppe di Rivalba.


"Un giorno S. Geltrude ascoltando una predica sulla tremenda giustizia di Dio per quanti non vogliono convertirsi, fu presa da tale spavento che non osava più accostarsi al SS. Sacramento, pensando che Gesù era il giudice severo che fu costituito dal Padre sopra tutti gli uomini. Sapete che cosa le disse Gesù vedendo la santa così angustiata? Se non osi parlarmi, domandami perdono dei tuoi peccati e aiuti per l’avvenire, vieni a trovarmi in chiesa, dove vivo nel SS. Sacra mento: là non posso fare altro che dare grazia e misericordia. Vedi bene che nell’Eucaristia, io dimoro nel breve spazio di un pezzo di pane. Sai perché mi sono rinchiuso in così breve spazio? Per la misericordia verso gli uomini. Nell’Eucaristia la mia giustizia è piccola di fronte alla mia misericordia. La misericordia è sempre vittoriosa; anche se lo volessi, non potrei castigare (...) Fratelli, avete sentito quanto sia grande l'amore di Gesù nello stare nascosto nella specie sacramentali: dunque andiamo con fiducia a Lui e certamente otterremo grazia e misericordia. Abbiamo bisogno di qualche cosa? Presto in chiesa, da Gesù per ricevere la grazia desiderata. Abbiamo peccati? Non perdiamo tempo. Veniamo da Gesù che nel SS. Sacramento non può punire, deve usarci misericordia. "


"Se Gesù Cristo se ne stesse su di un trono circondato dagli angeli; se il Figlio di Dio, come vide il profeta, stesse su di un trono di fuoco, con un mare di fuoco all’intorno, chi di noi oserebbe avvicinarsi? Non ce ne staremmo con la faccia a terra nel riconoscimento del nostro nulla o almeno non diremmo con S. Pietro: --Signore, allontanatevi da me che sono un peccatore!? Chi di noi, avendo il peccato sulla coscienza, oserebbe avvicinarsi? Gesù per toglierci ogni timore, ha nascosto il suo splendore e la sua potenza sotto la specie del pane e del vino. Venendo in chiesa non c’è nulla che ci possa spaventare. Nessuno ha paura del pane. Sembra che ci ripeta: Venite a me tutti voi che avete bisogno di grazie di ottenere il perdono dei vostri peccati, di vincere quelle passioni: io non sto nell’Eucaristia per castigare, Venite a me voi che volete amore: tutto è amore"



" Dall’Eucaristia egli ci ripete: Ecco quel cuore. che ha tanto amato e che ama gli uomini, che si è. consumato di amore per voi. Il beato Giovanni D’Avila diceva che non sapeva trovare santuario di più grande devozione che una chiesa in cui ci fosse il SS. Sacramento. Diceva: « Qui c’è tutto, qui c'è tutto».
Di molti santi sappiamo che si trattenevano, per lunghe ore, davanti al SS. Sacramento e spesso dicevano che vi sarebbero restati per tutta l’eternità.
Noi pure dovremmo restare davanti al tabernacolo come un povero ha bisogno del ricco, come un infermo ha bisogno del medico. Poi dovremmo ringraziare Gesù del suo amore e: cercare di contraccambiarlo. Fratelli, pensiamo spesso alla carità di Gesù nell’Eucaristia e ripetiamo col nostro cuore: Sia lodato e ringraziato in ogni luogo, in ogni momento, anche per la dimora in mezzo a noi, il SS.mo e Divinissimo Sacramento"


"Fratelli, abbiamo detto dell’immenso amore che Gesù ci dimostra nello stare con noi nel sacramento dell’Eucaristia, anche se da molti è abbandonato. Perché Gesù rimane nell'Eucaristia? E perché vi sta così nascosto? Egli conosce i nostri bisogni, sa come dall'adolescenza siamo inclinati al male; sa quanta forza, in una guerra continua, ci serve per Vivere da buoni cristiani; sa, infine, che tanti, coperti dalle piaghe dei peccati, non avrebbero il coraggio di presentarsi alla sua divina maestà, e per questo, per colmo d’amore nei nostri confronti, rimane nelle nostre chiese, sempre pronto ad ascoltarci e vi rimane nel modo più adatto ad ispirarci confidenza e fiducia. Possiamo applicare all'Eucaristia le parole dell’Apostolo:  <


"S. Francesco di Sales diceva che hanno bisogno di accostarsi con frequenza, alla comunione i buoni e i cattivi; i cattivi per convertirsi e i buoni per conservarsi nella bontà. Se mi domandaste: Noi dobbiamo comunicarci? Io non posso avere intenzioni diverse da quelle della Chiesa e quindi vi rispondo: Desidererei che vi accostaste assiduamente alla comunione. Sono fortunate davvero le persone che vi si accostano tutti i giorni o quasi tutti i giorni "