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mercoledì 10 agosto 2016

La vera stretta osservanza è fondata sulla carità

Una gentile lettrice ha voluto fare un'osservazione circa la questione della stretta osservanza. Riporto uno stralcio della mia risposta.

Carissima sorella in Cristo,
                                               accetto volentieri le critiche costruttive. In realtà sono d'accordo con te quando “puntualizzi” sul significato di “stretta osservanza”. Cerco di spiegarmi meglio. Quando sul blog scrivo che bisogna scegliere un monastero di stretta osservanza, non faccio altro che ripetere un concetto molto caro al mio amatissimo Sant'Alfonso Maria de Liguori, secondo il quale è meglio restare a casa propria anziché entrare in un monastero rilassato, dove si finirebbe per vivere rilassatamente come gli altri. Se io incoraggio a scegliere i monasteri osservanti, è perché ho timore che qualche lettore possa essere tentato di entrare in un monastero rilassato, dove non si vive più in maniera davvero religiosa, e a volte si trascorrono le serate nel guardare in tv programmi immorali. Però, come tu stessa hai evidenziato, non bisogna cadere nel pericolo opposto, ossia quello di un'eccessiva rigidità e severità. Tra le cose che hai accennato, mi ha amareggiato particolarmente il sapere che certe ragazze sono state scartate solo perché in gioventù hanno commesso l'errore di farsi un tatuaggio. Anche io ho il disgusto per i tatuaggi, ma se una ragazza ha sinceramente cambiato vita, mi piange il cuore il sapere che non è stata accettata solo per qualche stravaganza fatta in passato. Alessandra di Rudinì Carlotti fu addirittura amante di Gabriele D'Annunzio (altro che un misero tatuaggio!), eppure ciò non le impedì di diventare carmelitana scalza, essere eletta priora e fondare nuovi monasteri. Dolores Hart fu un'attrice di successo, la quale non girò solo scene castigate, eppure ciò non le impedì di diventare suora benedettina. Fortunatamente ci sono anche monasteri non “troppo severi”, nei quali le ragazze che in passato hanno conosciuto il peccato, non vengono scartate a priori, ma vengono accolte volentieri se si sono sinceramente convertite a Dio. In medio stat virtus. La virtù sta nella via di mezzo, dunque non bisogna né sprofondare nella rilassatezza, né nel rigorismo esagerato.

Insomma anche io considero ogni vocazione un dono immenso per il Corpo Mistico di Cristo, e non voglio che nemmeno una vada persa. Santa Francesca Saverio Cabrini recuperava le ragazze scartate da altri ordini religiosi e le faceva diventare delle ottime suore. Bisognerebbe imitarla!

Carissima, secondo me la vera “stretta osservanza” è quella fondata sulla carità. Senza carità, non c'è “stretta osservanza”, ma si rischia di cadere nel formalismo farisaico.

Approfitto dell'occasione per affidarti sotto la protezione dei castissimi sposi Giuseppe e Maria.

Cordialiter