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lunedì 11 luglio 2016

Un papà ostile alla vocazione della figlia

Riporto l'e-mail di una ragazza che ha un padre ateo, il quale non vuole che la figlia diventi suora...


Ciao D.!
[…] Ho delle bellissime notizie da darti. In questo anno ho continuato il cammino di discernimento vocazionale, insieme a un sacerdote diocesano straordinariamente bravo, che mi ha fatto da direttore spirituale. A settembre ho fatto gli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio [...]. Finalmente, proprio durante la meditazione sull'elezione dello stato di vita, Dio mi ha mostrato chiaramente che mi vuole tutta per sé, come sua sposa, proprio tra le [...]! Sono tanto felice, ma anche molto spaventata. Sono certa che il discernimento che ho fatto sia giusto, anche perché la mia scelta è maturata in un tempo molto lungo ed ha preso forma definitivamente in un tempo di grande pace interiore e consolazione, che, come dice Sant'Ignazio, è quello giusto per prendere decisioni. Il mio direttore spirituale ha approvato la mia scelta. Mi ha detto che aveva visto in me una chiamata sincera già da qualche mese e che aspettava il momento in cui io fossi stata matura abbastanza da rendermi conto autonomamente di questa volontà di Dio su di me. 

Purtroppo dovrò aspettare ancora qualche tempo prima di entrare al postulandato, per finire di laurearmi. Ormai ho dato tutti gli esami e sto effettuando il tirocinio finale, per cui è questione di qualche mese. […] Le mie amiche mi parlano di ragazzi, ma io mi sento già fidanzata con Gesù e vorrei gridarlo a tutto il mondo. Inoltre soffro, perché mi sento come se stessi ingannando i miei genitori. Seguendo le indicazioni del mio direttore spirituale, ho deciso di non dire loro niente riguardo alla mia scelta, finché concretamente non avrò stabilito la data per entrare in convento. Questo per risparmiarmi la prova di mesi durante i quali certamente tenterebbero di farmi cambiare idea. Tuttavia ora che la laurea si avvicina, spesso mi chiedono cosa ho intenzione di fare dopo, se intanto voglio iniziare a preparare il curriculum, eccetera. Io rimango sul vago, rispondo sempre che il dopo è nelle mani di Dio e che non si devono preoccupare, ma mi sento come se stessi tramando contro di loro. Mi chiedo spesso come farò a dare loro la notizia, per me così bella e per loro così terribile... Ho paura soprattutto di far soffrire mio padre, che è ateo e che una volta mi ha detto che preferirebbe una figlia morta a una figlia suora. So che si vergognerà di me e che probabilmente smetterà di parlarmi. Ho paura di questo.

[…] Scusami se mi sono dilungata così tanto, ma sentivo da tanto il bisogno di sfogarmi con qualcuno e il fatto di non poter parlare della mia vocazione mi sta corrodendo. Tutti mi chiedono dei miei progetti e sembra che io non voglia pensare al futuro, quando invece sto proprio correndo a perdifiato verso la meta, il mio Signore e mio Dio che mi tende le braccia!

La risposta a tutte le mie angosce la conosco già: abbandonarsi a Dio totalmente, confidare in Lui senza riserve. Sarà Lui a prendersi cura di me. 

Grazie per avermi ascoltato e per il prezioso aiuto che dai a tante persone, affinché trovino la loro strada. 

Prega per la mia serenità e perseveranza. 
Un caloroso saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)



Cara sorella in Cristo,
                                            sono molto contento di sapere che ardi dal desiderio di donare la tua vita a Dio abbracciando la vita consacrata e divenendo sposa di Gesù Cristo in uno dei più fervorosi e osservanti istituti religiosi missionari.

Considero saggio ciò che ti ha detto la tua guida spirituale, cioè di aspettare ancora un po' di tempo prima di confidare ai tuoi genitori che hai deciso di rispondere affermativamente alla chiamata del Redentore Divino allo stato di vita più perfetto. Secondo Sant'Alfonso Maria de Liguori spesso i genitori sono i peggiori nemici delle vocazioni religiose, perché tentano in tanti modi di distogliere i figli dal pensiero di consacrarsi a Dio. E ciò avviene non solo tra i genitori atei, ma anche tra quelli che sono cattolici praticanti. 

Lo stesso Sant'Alfonso raccomanda ai giovani di non confidare ad amici e parenti la decisione di abbracciare la vita religiosa, appunto per evitare le persecuzioni dei mondani (soprattutto dei parenti). Quindi non devi sentirti in colpa se, quando qualcuno ti domanda cosa farai dopo la laurea, rispondi in maniera vaga e generica. I manuali di Teologia Morale insegnano che quando non vogliamo confidare una cosa a persone che non sono tenute a saperla, possiamo tranquillamente rispondere con frasi vaghe e generiche. Quindi puoi stare tranquilla che ciò che stai facendo non è affatto una cosa riprovevole, ma anzi è una cosa giusta e che quindi non costituisce nemmeno colpa veniale.

Purtroppo, i mondani hanno una visione materiale della vita, per loro lo scopo sulla terra è quello di ammassare beni materiali, avere successo, andare a ballare, divertirsi sfrenatamente, bere, mangiare, ridere e scherzare, pertanto fanno fatica a capire per quale motivo una persona possa decidere di lasciare tutto e di seguire Cristo abbracciando i consigli evangelici (povertà, castità e obbedienza) e dedicandosi all'ascetica, alla preghiera e all'apostolato per la propria personale santificazione e per la conversione e la salvezza delle altre anime, per la maggior gloria di Dio. 

Comunque, non preoccuparti di quel che dirà tuo padre quando saprà che hai deciso di entrare in convento. Ci sono stati altri genitori che si sono opposti, ma poi quando c'è stata la vestizione religiosa sono andati alla cerimonia ed erano i più commossi e felici di tutti.  :-)

Carissima in Cristo, in questi ultimi mesi che ti separano dall'abbandonare il mondo traditore per andare a vivere nella casa di Gesù buono che ti sta chiamando alla sua sequela, il demonio tenterà con le lusinghe o con le persecuzioni di convincerti a cambiare idea e a rinunciare alla vocazione religiosa. In realtà si tratta di una prova d'amore nei confronti del Signore, cioè dovrai dimostrargli che il tuo amore per Lui è più forte di tutte le avversità. Ricordati che maggiori sono le avversità, più bella è la vittoria!

Quando avrai altri dubbi e timori, oppure vorrai avere semplicemente delle parole di conforto, non esitare a scrivermi ancora. Per me è una grande gioia chiarire i dubbi e incoraggiare coloro che si sentono attrarre da Gesù alla vita religiosa.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter