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domenica 3 luglio 2016

Malinconia e tristezza

Una lettrice del blog ogni tanto sente un po' di malinconia e tristezza...

Caro D., come stai?
                                 Volevo ancora una volta ringraziarti per il tuo bellissimo blog: [...] cercherò quantomeno di diffondere il tuo blog il più possibile tra le mie conoscenze, infatti non ti nascondo che tante volte ricevo maggior aiuto spirituale dalla lettura dei tuoi articoli che da persone di chiesa o sacerdoti. Non puoi immaginare quanto aiuto io riceva dal leggere le tue pagine e i tuoi consigli, nonché le preziose citazioni dei santi. Con questa fiducia mi rivolgo a te per una questione. Mi è successa una cosa strana pochi giorni fa. Ho trascorso alcuni giorni di riposo al mare in cui però non ho dedicato molto tempo alla preghiera anzi purtroppo devo dire che ho anche offeso il Signore con dei peccati […].

Grazie e scusami sempre per il disturbo!
Un caro saluto
(lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                      per me non è un disturbo aiutare le anime redente dal Sangue di Cristo, pertanto rispondo volentieri alla tua lettera.

Innanzitutto devo dirti che il nemico del genere umano cerca di infondere scoraggiamento e tristezza nelle anime per demoralizzarle e sconfiggerle facilmente nel combattimento spirituale poiché quando si è tristi non si ha voglia di combattere e si è più arrendevoli di fronte alle tentazioni. Dunque, se in futuro commetterai qualche peccato, non dovrai farti intrappolare dalla malinconia e dalla tristezza. Ti chiederai come può essere possibile non essere tristi nonostante la consapevolezza di aver offeso Dio. In effetti il peccato è una cosa triste perché con esso si è dato un dispiacere ad un Essere infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Però noi sappiamo che Dio è infinitamente misericordioso e che Gesù buono è morto in croce proprio per espiare al posto nostro la pena meritata dai nostri peccati. Quindi quando ci accorgiamo di aver peccato, invece di demoralizzarci dobbiamo subito chiedere scusa al Signore, riconoscendo di essere dei poveri peccatori e pentendoci di essere stati degli ingrati ripagando con una offesa Colui che per nostro amore volle immolarsi per la nostra redenzione. Diciamogli con contrizione che lo amiamo con tutto il cuore e che preferiamo morire anziché offenderlo nuovamente, e in questo modo otterremo subito il perdono; poi quando potremo confessarci, quel peccato verrà definitivamente incenerito dall'amore misericordioso di Dio. Ricordiamoci sempre che mentre la tristezza ci induce a commettere altri peccati, un atto ci carità perfetta invece ci restituisce subito la pace e la serenità. Insegna San Tommaso d'Aquino che la carità perfetta verso Dio non può essere presente in un'anima in peccato mortale, pertanto se una persona fa un atto di carità perfetta verso Dio, implicitamente è anche contrita del male fatto, e così nel suo cuore non può più albergare il peccato mortale che viene spazzato via dalla carità perfetta verso Dio.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter