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domenica 5 giugno 2016

Circa l'obbligo di assistere alla Messa festiva

Pubblico alcuni brani tratti da "Teologia Morale: prontuario di morale cattolica per sacerdoti e laici", di Padre Teodoro da Torre del Greco, O.F.M. Cap., edito dalle Edizioni Paoline (sesta edizione, 1964).



186. - La materia di questo precetto è di ascoltare tutta la Messa, cioè dal principio alla fine. L'adempimento del precetto richiede che colui che ascolta la Messa vi assista a) con la debita attenzione; b) con la dovuta intenzione; c) intieramente; d) presente corporalmente; [...]

I. La debita attenzione

L'attenzione può essere interna o esterna. La prima è l'avvertenza della mente all'azione ché si compie ed esclude la distrazione o divagazione della mente alle cose estranee; la seconda consiste nell'evitare qualunque atto esterno incompatibile con l'attenzione interna. Per l'adempimento del precetto basta che la Messa si ascolti con l'attenzione esterna. Non soddisfa, perciò, colui che durante la Messa studia o legge cose che non hanno alcuna attinenza col divin Sacrificio, oppure [...] dorme, giuoca, ecc. Soddisfa, invece, colui che raccoglie l'elemosina, l'organista, il cantore e colui che si confessa. In questi casi si suppone sempre che, in qualche modo, si stia attenti alla Messa, particolarmente dalla consacrazione alla comunione.

2. Con la dovuta intenzione, cioè, con l'atto della mente con il quale si intende compiere l'opera comandata.

Non soddisfa, dunque, colui il quale assiste alla Messa contro la sua volontà, oppure; essendo ubriaco, ignora che si celebra il Santo Sacrificio,come neppure soddisfa colui che va in chiesa solo per ammirare una bella fanciulla o per ripararsi dalla pioggia. Soddisfa, invece, colui che va in chiesa con l'intenzione di ammirare non solo la bellezza di una fanciulla o altra simile, anche peccaminosa, ma anche con l'intenzione di ascoltare la Messa (Génicot­-Salsmans, I, 341).

3. Intieramente, cioè, dall'inizio fino alla benedizione finale.

Pecca colui che omette una parte della Messa. La gravità o leggerezza del peccato dipende dall'importanza e dalla lunghezza della parte che si tralascia. Perciò:

a) Probabilmente commette peccato non grave colui che è presente solo a quelle parti che costituiscono la cosiddetta Messa dei fedeli [cioè dall'Offertorio in poi, n.d.r.].

b) Pecca gravemente colui che volontariamente tralascia la parte essenziale della Messa (dall'Offertorio, o anche dall'inizio del canone, secondo alcuni autori, fino alla Comunione), oppure solo quelle cose che nel sacrificio sono di grande importanza (la Consacrazione e la Comunione), anche se è presente alle altre parti.

c) Commette peccato veniale colui che volontariamente e senza motivo; omette qualsiasi piccola parte della Messa (...).

[...] Chi arriva prima della consacrazione e non può ascoltare un'altra messa, deve rimanere, perché può soddisfare parzialmente al precetto festivo; non soddisfa, invece, chi arriva dopo la consacrazione, e perciò, non è obbligato a restarvi.

4. Deve essere corporalmente presente, cioè, chi ascolta la Messa deve essere moralmente congiunto al celebrante da poter comprendere tutto lo svolgimento del sacro rito [...].

Si soddisfa al precetto ascoltando la Messa dal coro situato dietro l’altare o anche dalla sacrestia, benché non si veda il sacerdote celebrante, purché si possa avvertire lo svolgimento del sacrificio. Non si soddisfa quando si è distanti dalla Chiesa oltre 40 metri, a meno che non si sia congiunti a una gran massa di popolo che la chiesa non è capace di contenere e si possa seguire, almeno confusamente l'azione del celebrante. - Non soddisfa al precetto chi ascolta la Messa per radio, pur compiendo un'opera buona.

[...]

Le cause scusanti. Qualunque giusto motivo può scusare il fedele dall'assistere alla S. Messa.

Scusa dunque: a) l’impossibilità fisica o morale p. es. gli infermi, i convalescenti, i carcerati, i naviganti, quelli che abitano molto lontano dalla chiesa, ecc.

b) la carità del prossimo per cui uno è tenuto a soccorrerlo onde non abbia a subire un grave danno, p. es., coloro che assistono i malati, i pompieri in caso d'incendio o di alluvione, ecc.

c) l’ufficio che si esercita, p. es., i soldati di sentinella, i custodi del gregge, le madri che non possono abbandonare i bambini, le mogli ed i figli che temono l’indignazione del marito o del padre, ecc.