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mercoledì 27 aprile 2016

Attratto dalla vita missionaria


Un ragazzo mi ha detto che è indeciso se intraprendere la carriera d'insegnate, oppure donarsi a Dio abbracciando la vita religiosa e missionaria.

Caro Cordialiter, 
                           mi chiamo [...], abito in provincia di [...], ho 30 anni e scrivo per la prima volta dopo aver scoperto il tuo blog diversi mesi fa. Ho esordito con la parola "caro" non per formalità stilistica, ma perchè leggere i vari post e le tue risposte mi dà grande conforto. Vi trovo spesso espressi i miei pensieri e sentimenti più intimi! E questo non può che farmi sentire vicino a te...grazie per il prezioso aiuto che attraverso la rete giunge a tante persone, un vero esempio di carità cristiana! 

Per spiegare la mia situazione posso dire, brevemente, di essere tornato a Cristo circa un anno fa, dopo un lungo periodo in cui l'orizzonte terreno aveva oscurato il mio desiderio di Infinito. Solo l'intervento della Santissima Madre di Dio e Madre nostra poteva riportarmi sui giusti binari: la Sua amorevole guida e la preghiera del S. Rosario non hanno vincitori! Ora, ti scrivo in cerca di qualche consiglio perchè ho molta confusione in testa...o, meglio, una certezza, che è il desiderio di crescere nella fede e di compiere la volontà di Dio nella mia vita, ma tanta incertezza su come capire il Suo progetto per me e attuarlo in concreto. Come già dicevo mi ritrovo perfettamente leggendo il blog: denaro, potere e le vanità terrene non mi attirano più. Non sento tuttavia, o non credo di essere chiamato alla vita contemplativa in  monastero, pur sentendone il fascino. Non sento, altresì, di essere chiamato a formare una famiglia (condivido quanto letto tempo fa sul blog, che le donne più felici sono le Spose di Cristo); ma allora che fare? Dove mi vuole il Signore? In che campo mi chiama ad agire? Quale può essere il mio posto nella Chiesa? Quali sono i miei talenti e come metterli a servizio degli altri? Attualmente non lavoro e ho smesso circa 3 anni fa di frequentare l'Università; la prospettiva di diventare ingegnere e di lavorare in qualche industria avente come scopo il profitto non è nelle mie corde. Cosa mi attrae allora? Cosa mi rende contento? Direi che seguo la mia coscienza e mi sento felice quando faccio qualcosa per gli altri, quando mi avvicino alle loro difficoltà; a volte penso che qua sto perdendo il mio tempo mentre nel mondo la gente muore di fame...dovrei partire, ad esempio, come volontario in una Missione? Ma con quali competenze? Non si può improvvisare; non sono medico o infermiere, non sono un Sacerdote, non sono un operatore sociale, ecc...come potrei servire bene il prossimo e dare lode a Dio in questo modo? Quante domande, quanti dubbi... 

Nel mio percorso di ritorno alla fede, alimentato dalla preghiera e dalla lettura della Parola, posso dire di aver alzato gli occhi al Cielo in tutti i sensi; e proprio contemplando il cielo stellato e la natura che ci circonda, ha fatto capolino, tra i tanti pensieri, un'idea che mi sta travolgendo sempre più: la Scienza. San Paolo nella lettera ai Romani ci ricorda che Dio parla attraverso le cose che ha creato. Basta poco infatti, per accorgersi che la natura (dall'infinitamente piccolo delle particelle sub-atomiche all'infinitamente grande delle strutture dello spazio cosmico) mostra tutto il suo fascino lasciandoci intuire il fascino di Chi è alla sua  origine. Studiare e contemplare la bellezza, l'eleganza, la logica e la razionalità dell'Universo mi riempie di gioia. Che bello constatare che la legge dell'amore mostrataci da Gesù (fino al dono supremo della vita) è la vera legge universale! Vale per le stelle come il nostro Sole, che si consuma bruciando tutto il combustibile al suo interno ma donandoci così la vita; e vale anche per le più piccole particelle, dalla "vita" brevissima, ma che "morendo" generano altre particelle  più piccole con maggior energia. Che la ricerca scientifica, quella pura, senza secondi fini, quella  che cerca la Verità, la mia via di ringraziamento a Dio? O tutti questi sono solo bei pensieri e miei desideri, che però non sono la volontà di Dio per me? Oppure...che sia avvicinare gli altri a Dio attraverso la scienza il campo in cui sono chiamato ad agire? Ma come, magari insegnando? Su questo ultimo punto, entrando più nel concreto, posso dire che la Laurea in Ingegneria (qualora finissi) non è utile per poter insegnare ad esempio matematica o fisica (pur avendone  studiata un bel po'!). Allora? Dovrei ripartire daccapo a 30 anni con un corso universitario  che mi permetta poi di insegnare, nonostante le prospettive più cupe per questa professione? Oppure è meglio lasciar perdere? Io cerco risposte nella preghiera, ma ancora non sento di essere  chiamato fortemente in una particolare direzione. Certi giorni mi vedo ad insegnare matematica, spiegando che è il linguaggio per capire la bellezza dell'Universo creato da Dio; altre volte pregando e riflettendo sui problemi e sulle atroci ingiustizie nel mondo, quasi mi vergogno di starmene a pensare alla matematica; a volte, poi, trovo un tale conforto nella preghiera e nella Santa Eucaristia da non voler fare altro che contemplare e adorare Dio tutto il tempo, come una  candela vicino al Tabernacolo... Insomma, vorrei ringraziare e stare con Dio ogni momento, ma non so in che modo farlo...e a 30 anni questa indecisione non può essere protratta oltre, procura già abbastanza sofferenza in me e in chi mi è vicino! Grazie per avermi "ascoltato" e sopportato leggendo questa lunga mail; prego per te e per le Spose di Cristo, anime elette, veri pilastri che con preghiera e sacrificio  sostengono il mondo!


Carissimo in Cristo,
                                   sono contento che ti piace leggere spesso il mio blog sulla vocazione religiosa. Viviamo in un periodo drammatico, la società si è scristianizzata ed è sprofondata nel neopaganesimo. La storia ci insegna che Dio nei momenti di maggiore crisi dell'umanità, ha suscitato dei religiosi ricchi di virtù, fervore e zelo per la salvezza delle anime, i quali hanno lottato eroicamente per contrastare il degrado morale e ricristianizzare la società corrotta. Penso ad esempio a San Benedetto, San Bernardo di Chiaravalle, San Domenico, San Francesco, Sant'Ignazio di Loyola, Santa Teresa d'Avila, Sant'Alfonso Maria de Liguori, la Beata Maria Deluil-Martiny, San Massimiliano Maria Kolbe e tanti altri santi. Sono convinto che anche oggi per convertire e salvare le anime sia necessario rilanciare la vita religiosa, ed è questo uno dei principali scopi del blog.

Per quanto riguarda la tua situazione, penso che tu stia facendo bene a cercare di capire qual è la volontà di Dio su di te. L'elezione dello stato di vita è una scelta di fondamentale importanza. A tal proposito potresti partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio, oppure potresti fare un'esperienza vocazionale in qualche istituto religioso che potrebbe interessarti. Visto che ti piace la vita missionaria ti consiglio di contattare l'Istituto del Verbo Incarnato. Questi sacerdoti, oltre ad avere una buona formazione spirituale e dottrinale (seguono il tomismo), sono anche molto zelanti, caritatevoli e fervorosi. Per saperne di più su di loro, puoi leggere questo mio vecchio post:  http://vocazione-religiosa.blogspot.it/2011/05/istituto-del-verbo-incarnato.html

Inoltre ti consiglio di chiedere preghiere alle suore di clausura, le quali saranno felici di innalzare suppliche a Dio affinché ti illumini nelle scelte da compiere.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter