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lunedì 23 novembre 2015

Comunicarsi in ginocchio

Ripubblico una vecchia e-mail (2011) di una ragazza che mi parlò anche della questione della Comunione sulla mano.

Ciao, è da un po’ che non ti scrivo, l’ultima volta che l’ho fatto ero ancora in una fase dove avevo ancora dubbi se Gesù mi stava chiamando a sé. Oggi ti scrivo con immensa gioia che Gesù mi attira sempre più a Sé [...] Ho deciso di donargli tutta la mia vita, anima e cuore che anelano solo a Lui e il mio cuore è in fiamme, brucia di un amore immenso che non vuole nulla in cambio perché Lui mi ha già dato tutto, fino all’ultima goccia di sangue che scorreva nelle Sue vene e il mio desiderio è divenire l’ultima delle sue schiave, quella trattata peggio dal mondo e offrire tutto per la salvezza delle anime. Oramai non sono più soggetta alla mondanità del mondo, devo ancora occuparmi del mio lavoro ma lo riesco a fare mettendo sempre al primo posto Gesù […].

Per il momento soffro un po’, ma nel momento in cui la mia vita sarà dedita a Dio Padre per aiutare il prossimo e rendere Gloria al nostro Redentore, il mio cuore esploderà di gioia infinita, anche se io rimango sempre una misera creatura e non penso di poter fare grandi cose. Per ora questa gioia la trovo nei momenti di preghiera e durante le messe giornaliere dove continuo a chiedere a Gesù la forza di non farmi piangere, ma a volte il momento della celebrazione Eucaristica è talmente intenso che non riesco a non pensare a quanto siamo ingrati davanti a tanto amore, e le lacrime escono anche senza che me ne renda conto, ti lascio immaginare cosa succede nel momento in cui Gesù dimora nel mio piccolo cuore. Ti potrò sembrare matta ma un po’ lo sono, sono matta di Gesù!!! : )

Ti posso chiedere se è strano sentire la necessità di inginocchiarsi nel momento in cui si riceve Gesù, per me è un segno di ringraziamento davanti a tanto amore, ma vedo già che alcuni sacerdoti fanno fatica a mettere la Particola in bocca, in quanto non mi ritengo degna di poterla prendere tra le mani, figuriamoci se dovessi mettermi in ginocchio [...]. 

So che dovrò avere tanta pazienza e forza, la fase più dura inizierà adesso per questo ti chiedo di ricordarmi sempre nelle tue preghiere, io metterò te e tutte le ragazze e ragazzi che hanno deciso di intraprendere il mio stesso cammino nelle mie preghiere.

Ti saluto nel cuore ardente di amore di Gesù e Maria.


Cara sorella in Cristo,
                                   sono felicissimo di sapere che ardi sempre di più dal desiderio di abbandonare il mondo traditore e di abbracciare la vita religiosa. Viviamo in un mondo materialista in cui regna l'edonismo sfrenato. È edificante sapere che al giorno d'oggi ci sono ancora persone talmente innamorate di Gesù che sono pronte a seguire la chiamata alla Sua sequela.

Non è “strano” il tuo desiderio di voler ricevere in ginocchio Gesù Eucaristico. Questo era il modo in cui ci si è comunicati per svariati secoli, fino agli anni sessanta. Poi durante il Pontificato di Paolo VI è stata elaborata una nuova liturgia della Messa che consente di ricevere l'Ostia sia in ginocchio sia in piedi. Se ci hai fatto caso, alle Messe celebrate da Benedetto XVI, il Papa distribuisce la Comunione ai fedeli inginocchiati e direttamente sulla lingua. Insomma, le norme liturgiche consentono di ricevere la Comunione in questo pio modo, ma ci sono dei preti modernisti che invece costringono ingiustamente i fedeli a ricevere l'Ostia in piedi e sulla mano. Le norme liturgiche emanate dalla Santa Sede proibiscono ai preti di impedire ai fedeli di comunicarsi nel modo antico, ma si sa che i modernisti disobbediscono al Papa.

Io non ricevo mai la Comunione sulle mani, perché potrebbero essere sporche (ad esempio se hanno toccato soldi, fazzoletti, chiavi, ecc.), ma soprattutto perché temo che qualche frammento possa rimanere sulle mani e poi cadere per terra ed essere calpestato. Quando vado alla “Messa moderna” mi inginocchio al momento della Comunione solo quando sono certo che il sacerdote ha le mie stesse “simpatie liturgiche”, in caso contrario preferisco evitare inutili liti ai piedi dell'altare (come è avvenuto ad altre persone), e mi limito a fare un inchino reverenziale nei confronti di Gesù.

A dir la verità preferisco la Messa nel rito antico in latino (quello che era in vigore fino agli agli sessanta), il quale prevede che i comunicandi siano inginocchiati e ricevano l'Ostia solo sulla lingua. La Messa in rito antico (detta anche “Messa tridentina” o “Messa di san Pio V”) mi piace assai, perché percepisco tanta sacralità e un forte aumento di devozione. Non è solo una questione di latino, sono anche i gesti e le preghiere ad essere diversi. Non bisogna pensare che la Messa tridentina sia roba per “cattolici ribelli”, ricordo infatti che nel 2007 il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha “liberalizzato” l'uso di questa venerabile e antica forma liturgica con il Motu Proprio “Summorum Pontificum”. Purtroppo, in giro c'è tanto odio nei confronti di quei cattolici che amano la Messa tridentina.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Corde Matris,

Cordialiter