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venerdì 7 agosto 2015

Sono nata per te Signore

Dal Carmelo Janua Coeli


Mi hai fatto forza e hai prevalso ….

Nel corso dei secoli, opere magistrali, interessanti meditazioni, autorevoli riflessioni hanno trattato il tema della volontà di Dio e dell’adesione ad essa da parte dell’uomo. Insigni autori, uomini di preghiera, mistici, hanno saputo esprimere, nel tempo, con forza dottrinale e sapienziale, contenuti riguardanti questa tematica, ne hanno dato definizioni, indicazioni per riconoscerla, descritto vie e mezzi per attuarla. Hanno aiutato a leggere la Scrittura permettendo di riconoscerne in ogni frammento un particolarissimo modo di Dio di donare amore all’uomo piegandosi su di lui, irrompendo nella sua storia, suscitando vita, manifestando chiaramente e continuamente il suo unico divino desiderio di renderlo partecipe della comunione d’amore trinitaria, nonostante la sua infedeltà e il suo peccato. Molti santi hanno accolto dalle mani di Dio e sviluppato carismi pregnanti di fascino e “verità” spitiuale in grado di accompagnare il cammino di santità di molti cristiani desiderosi di vivere il vangelo in pienezza fino al culmine di quella volontà unitiva che rende partecipi dell’obbedienza totale di Cristo al Padre.

Di fronte a tanta ricchezza, ogni considerazione potrebbe risultare un balbettio ridondante, più o meno di effetto, tuttavia, scorgendo nella mia vicenda umana l’originalità d’amore con la quale Dio interviene nella storia di ogni persona, provo a esprimere, in chiave puramente esperienziale, cosa stia significando e comportando per me riconoscere, comprendere e vivere il Suo volere.

Il labirinto dei miei desideri è stato sempre abitato da una grande ricerca di senso, di pienezza, di totalità. Nonostante le mie innegabili fragilità e fratture, ho sempre cercato per la mia vita e nella mia vita misure decise. Non ho mai agognato nessun guinnes dei primati, tuttavia ho partecipato con adesione piena, immedesimazione, contatto profondo e tanta passione a ciò che sceglievo o “la vita sceglieva per me”.

Proprio in questa spinta interiore forte e potente, non senza cadute, infedeltà, naufragi… ho riconosciuto e continuo a riconoscere l’impatto travolgente del pensiero di Dio sulla mia vita e la sua misteriosa, irrazionale, potente forza d’amore con la quale ha voluto e vuole legarsi a me.

Seguendo le oscillazioni della mia povera umanità segnata dalla storia personale, scheggiata qua e là da una presunta libertà, arbitrariamente gestita, ferita da battaglie interne ed esterne non sempre ben combattute, a volte perse a volte vinte… insomma adattandosi caparbiamente a questa mia umanità caduca e debole, Dio continua ad irrompere, a far forza su tante mie resistenze e a prevalere.

Fuori da ogni logica umana, con una follia divina d’amore, al di là di ogni mia distrazione o aridità, mi coinvolge decisamente nella sua passione per me e mi sprona a tentare di corrispondere a questo suo grande amore, consapevolemente, con tutte le potenze del mio cuore, sempre sia quando la mia piccolezza non è in grado di capire le sue richieste, sia quando le sue richieste, al mio gusto troppo esigenti, mi porterebbero alla resa e quando, senza mezzi termini, la sua passione d’amore propone un coinvolgimento doloroso e assume i connotati della solitudine, dell’angoscia e del dono della vita.

Dicendo questo non dichiaro di fare scelte eroiche nè tanto meno di imbattermi in situazioni estreme, semplicemente mi trovo avvinta in una passione che mi porta ogni mattina ad alzarmi desiderando e provando con tutte le mie forze e, soprattutto, invocando l’aiuto del suo Spirtito, a vivere almeno per un giorno, come una scintilla di questo grande fuoco, attenta alla Sua presenza dentro di me, nelle relazioni più eterogenee, nel cuore e nella vita della persona che mi pone accanto, nelle circostanze più ordinarie, nei dettagli, nelle sfumature e nella costante riesumazione delle mie povertà che, per la Sua bontà, fluttuano sulle acque della Grazia e della Misericordia.

Ogni mattina supplico il Signore affinchè mi lasci vivo il ricordo del Suo ardente desiderio di me, e che io abbia nel cuore, nonostante tutto, forte, acceso e divorante il fuoco della passione per Lui; che mi dia la capacità di deporre la mia volontà per sintonizzarla con la Sua carità, di modulare il mio pensiero sulle frequenze della Sua verità, di tessere il mio operare con le trame della Sua libertà.

Diverse variabili intervengono nella mia vita e rendono ondulato il cammino della adesione a Lui ma mi da forza la certezza di essere un’idea eterna di Dio. Nel mio procedere intravedo i tratti del Suo progetto e comprendo, tra una caduta e l”altra, che l’dea del mio Dio è che io viva per Lui, di Lui, in Lui, che cresca, mi edifichi e porti i frutti per i quali Egli mi ha creato. Il buio che in alcuni momenti mi avvolge, il marasma delle emozioni che talvolta mi pervade, la fragilità nelle tentazioni e nelle prove…. tutto mi attraversa! Mi sostiene, tuttavia, il pensiero che la sua idea su di me è invariabile, eterna, raccoglie la mia vita nella sua totalità.

La voce del mio io, smanioso di permanere, di essere, in alcuni momenti, stenta a riconoscersi nella sua reale natura e statura e con arroganza e supponenza domanda al cuore: Dove è finita la tua genialità, il tuo spirito creativo, la tua carismaticità? Che fine han fatto le tue doti, le tue competenze, tutti i doni che fino a ieri mettevi a frutto sul campo e che vedevi, non senza fatica e dolore, fecondare e vivere? Perchè rimani inerme mentre scompari tra la nebbia dell’anonimato più estraneo ?

Ma, nei momenti di resa, quando il cuore si lascia irrorare da rivoli di fiducia, l’io si ridimensiona, si osserva circoscritto nei suoi reali tratti di finitudine e normalità. l’intera esistenza non riesce più a riconoscersi e a ritrovarsi in nessuna delle esperienze di apparente pienezza, anzi avverte un grande senso di piccolezza, di vacuità e una sete, una grande sete di Dio. Prevale un grande bisogno di guarigione, l’esigenza di vivere totalmente consegnata al Suo amore, senza attesa di grandi eventi o di occasioni speciali, perchè ogni momento appare unico ogni relazione importante, ogni caduta, empasse, aridità evidente miseria invocante misericordia.

Ed ecco emergere, dal profondo del cuore, il canto fermo della Parola nascosta in me, nonostante me, che sommessamente ma decisa afferma: ” Dove è il tuo tesoro là sarà anche il tuo cuore” Tu mi hai rapito il cuore sorella mia, mia sposa. Io ti ho chiamata per nome tu mi appartieni… E si rafforza una determinante volontà di partecipazione e adesione ad ogni istante della vita con l’intensità di chi riconosce nascosta in tutte le vicende, l’idea di Dio su di te alla quale Egli apporta qua e là delle potature, per portare a compimento quanto ha iniziato e che senza posa fa gridare: Tu ci hai fatti per te e il nostro cuore non trova pace se non riposa in te.

Spesso osservo il cammino di donne che prima di me o accanto a me vivono o hanno vissuto afferrate dall’amore di Dio fino al dono totale e come loro mi domando: Che cosa devo fare? Scrive Edith Stein, Santa Teresa Benedetta della Croce:« Cercare con tutte le forze di essere vuoti, di avere i sensi mortificati, la mente rivolta al cielo attraverso la speranza; la ragione rivolta a Dio con l’occhio schietto della fede, la volontà votata per amore alla volontà di Dio».
E santa Teresa con dei meravilgiosi versi dice:

Sono nata per Te, per Te è il mio cuore.


Dimmi che vuoi da me, dimmi, Signore!

Vita o morte, trionfo oppur infamia,


infermità o salute,

sia che in pace Tu mi voglia o in orride


pene continue e acute

tutto accetta e gradisce questo cuore:

Dimmi che vuoi da me, dimmi, Signore!

Dammi ricchezza o in povertade astringimi,


inferno dammi o cielo,

vita sepolta fra più dense tenebre

o senza velo:

a tutto mi sommetto, o dolce Amore:

Dimmi che vuoi da me, dimmi, Signore!

L’alma, se vuoi, di gioia inalterabile


oppur d’assenzio inonda;

divozione, orazione, ratti ed estasi

o siccità profonda:

nel tuo volere trova pace il cuore:

Dimmi che vuoi da me, dimmi, Signore!
Sono nata per Te, per Te è il mio cuore. 


Dimmi che vuoi da me, dimmi Signore!

La capacità unitiva alla volontà di Dio di queste donne è un chiaro segno che la loro totale resa all’amore di Dio, è frutto di un graduale spogliamento esteriore ed interiore per dilatare il cuore sugli spazi sconfinati del suo amore:“Sono venuta nel mio giardino sorella mia, mia sposa e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo”

Sussurra una voce interiore : “Il mio bene è stare vicino a Dio”….: lascia fare a Lui, non rifiutargli nulla, sii come argilla nelle sue mani entra con tutto il tuo essere in questa logica ri-creante di purificazione, riparatrice di espiazione e di amore bruciante e invoca di vivere fino in fondo il momento presente, con tutta la partecipazione di cui sei capace, non esitare davanti alla tua evidente debolezza, nella prova come nella consolazione procedi con audacia, perchè ” il Signore è il Dio che sa tutto e le sue opere sono eterne …. perché il Signore ti ama”

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Per contattare le carmelitane del Monastero Janua Coeli scrivere a: carmelitane@gmail.com

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