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martedì 11 marzo 2014

Matrimonio o vita religiosa?

Ripubblico un'interessante lettera di una studentessa universitaria...

Ciao, caro "fratello in Cristo" come piace scrivere a te, o semplicemente "fratello", come piace scrivere a me! :)

E' da un po' che non ti scrivo. Volevo informarti che ti leggo quotidianamente, e vorrei ringraziarti quotidianamente per il tuo servizio mediatico, tanto prezioso quanto consolatore. Io sto ancora in fase di discernimento, mi sono informata sui vari ordini che più mi potrebbero interessare, ma ho paura che non siano per me e che non siano fervorosi. Per il momento ho deciso che continuo il mio percorso da laica, ma sottolineo "per il momento". […] Io so solo che, più tempo passa, più mi "piace" l'idea di consacrarmi e, più tempo passa, più credo di non provare il desiderio di diventare madre e di sposarmi. Può darsi che la mia mente abbia proprietà di autoconvincimento eccezionali, ma attraverso le mie letture, ho capito che dedicarsi laicamente al marito e ai figli è bello quanto "rischioso", in quanto si toglie di conseguenza tempo al nostro Dio, alla preghiera, all'edificazione, al sacrifico, alle buone opere di evangelizzazione o anche solo di carità. […] In queste settimane non ho parlato con nessuno di tutto ciò, anche se una persona l'ha capito da sola. So solo che ho difficoltà ad aprirmi anche con i religiosi ed i consacrati che conosco, perché li reputo poco disponibili e sensibili, semplicisti, moderni e modernizzanti […]. Ho difficoltà così a trovarmi un padre spirituale. Pensa solo che l'ultima volta che mi sono confessata, un sacerdote mi ha deriso [...].

È una lotta continua anche a casa, con i miei familiari che mi vogliono inserita professionalmente, dedita al matrimonio e alle cose politiche ed economiche di questo mondo. Siamo tutte pedine che hanno in mente passaggi diversi ma lo stesso obiettivo comune, correndo all’impazzata, urtando gli avversari, cercando per sé consensi, denaro e sicurezza materiale. Perfino i miei parenti hanno idee religiose molto dissacranti e, per quanto io mi faccia in quattro per raddrizzarli nella fede, senza sapere niente della mia vocazione mi sento dire in tono dispregiativo che "sono io quella che si vuole fare suora, non loro". Ovunque mi giri vedo persone lontane da Dio […]. Non mi resta che pregare Maria che interceda e "muova" più di quanto io riesco a fare con le mie serie parole.

[…] Avevo in mente di scriverti da tempo, ora che l'ho fatto mi son resa conto di averti scritto troppo, ma sono contenta perché vedo in te un'anima affine, affidabile e generosa. La mia vita lentamente sta cambiando, e anche i miei pensieri e la mia visione delle cose. Sono convinta che il Signore stia spazzando via le "foglie secche" dalla mia strada, per farmi meglio andare avanti. Vorrei lasciarti dicendoti che non reputo giusto scriverti parlandoti solo di me; non voglio che tu ti senta di doverti aprire per forza con me né con altri, voglio solo che tu sappia di poterlo fare in qualsiasi momento, anche solo per un confronto, perché mi piacerebbe essere anche io di aiuto a te.

Che Maria possa pregare per te in qualsiasi momento della tua vita, e che lo Spirito Santo possa illuminarti sempre!

Ciao,

(lettera firmata)


Carissima in Cristo,
                                 ho letto con interesse la tua lettera che ritengo molto importante. Ecco per punti ciò che sento di dirti:

- Secondo me, prima di andare in Trentino, sarebbe meglio fare un'esperienza vocazionale in un buon ordine religioso. La mia preoccupazione è che una volta che una persona incomincia a lavorare, diventa più difficile abbandonare tutto e seguire la vocazione, come purtroppo sta accadendo ad altre lettrici del blog.

- Sono contento che sta aumentando il tuo desiderio di donarti a Dio, mentre sta svanendo il desiderio di sposarti e diventare mamma. Mi spiego, il matrimonio è una cosa buona, ma San Paolo lo consigliava solo alle persone che per propria negligenza sono incontinenti. Lui preferiva che le persone vivessero in castità, ma ovviamente non costringeva nessuno; si tratta infatti solo di un consiglio, non di un precetto. Tra l'altro diceva ciò che hai compreso anche tu, e cioè che le donne sposate pensano a piacere ai propri mariti, mentre quelle che per amor di Gesù decidono di restare nubili, hanno più possibilità di dedicarsi alle cose spirituali, le quali sono le più utili all'anima.

Sul tema del matrimonio devo dirti anche che è facile trovare delle donne cristiane pentite di essersi sposate. Purtroppo certi mariti maltrattano le mogli e tantissimi le tradiscono (il Vangelo insegna che basta guardare un'altra donna con desiderio impuro per aver già commesso adulterio nel proprio cuore). Poi ci sono le liti con suocere e cognate, i dolori del parto, gli strapazzi per la cura della casa, i figli che si ribellano, la sete di accumulare ricchezze da lasciare in eredità, le gelosie del consorte, ecc. Insomma è consigliabile non sposarsi ed essere più liberi di dedicarsi alla vita devota e alla salvezza dell'anima.

- Purtroppo, è vero che oggi non è facile trovare preti e religiosi con cui confidarsi su temi spirituali. Ah, come sarebbe bello poter avere un San Francesco di Sales come proprio direttore spirituale!

- Ciò che mi hai detto al riguardo della confessione è molto importante. Sai cosa ti dico? Stai facendo bene! Come tu stessa hai capito, un cristiano che si limita a non commettere peccati mortali (uccidere, bestemmiare, rapinare, eccetera), ha una visione superficiale della vita di fede. È davvero molto positivo il tuo desiderio di emendarti anche dai peccati veniali. Pur essendo colpe leggere che non uccidono l'anima, sono comunque delle offese a Dio. Inoltre indeboliscono l'anima, la quale rischia di cedere più facilmente al peccato mortale.

Le impazienze in genere sono peccati veniali, ma bisogna combatterle lo stesso. I santi restavano sereni anche in mezzo alle sciagure. Se noi non lottiamo contro le impazienze "veniali" rischiamo di diventare come le persone irascibili che per cose da nulla vanno in escandescenza e poi bestemmiano, prendono a bastonate il prossimo, o fanno qualche altra cosa di moralmente grave. Quindi ti consiglio di continuare a seguire la via della perfezione cristiana correggendoti anche delle colpe veniali e delle imperfezioni. Purtroppo, oggi è difficile parlare di ascetica, si viene subito accusati di essere "cattolici all'antica" se non addirittura “fondamentalisti”.

Fortunatamente dalle tue parti ci sono anche dei sacerdoti ben preparati e di vita devota, se vuoi posso dirti dove trovarli.

- Sant'Alfonso piangeva nel constatare il rilassamento tra i religiosi (per non parlare del clero diocesano). Anche oggi c'è da piangere. Ovviamente ci sono anche sacerdoti e religiosi che vivono santamente. Che possiamo fare noi poveri fedeli laici? Non ci resta che pregare il Signore di inviarci santi sacerdoti e pii religiosi.

- Ti ringrazio per la tua disponibilità ad aiutarmi se ne avrò bisogno. Ti confesso che in passato ho preso tante di quelle delusioni che ormai ho imparato a confidare solo nell'aiuto di Dio. Difficilmente mi confido con qualcuno, e comunque lo faccio con molta prudenza. Però, vedo che noi parliamo lo stesso linguaggio, quindi sarò lieto di rivolgermi a te in caso di bisogno di qualche consiglio. Che bello poter usufruire gratuitamente del consulto di una psicologa! :-)

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter