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domenica 12 marzo 2017

Pentirsi dei peccati commessi

Una studentessa liceale mi ha scritto che si è pentita dei peccati commessi e ha cominciato a riflettere sullo stato di vita da eleggere...


Buongiorno, mi chiamo [...], sono una ragazza di 17 anni, mi permetto di darti del Tu perché ho letto che lo preferisci.. Innanzitutto ti faccio i complimenti per il blog che spesso leggo e mi è di aiuto. Quest'anno devo iniziare la quarta superiore (faccio il liceo classico), però è da qualche mese che mi sento confusa, per parlare di questa mia confusione però devo fare un passo indietro e raccontarti cosa mi ha portato a ciò: sono cresciuta in una famiglia credente, e fin da quando ero piccola sono sempre andata in chiesa, ho sempre creduto, ho sempre voluto bene a Gesù ma come glielo volevano tanti altri bambini, infatti non mi rendevo conto della sua importanza e tante volte preferivo giocare piuttosto che pregare (ma questo credo che sia normale per una bambina), crescendo mi sono un po' allontanata da Gesù, ci credevo ma non avevo più voglia di andare a messa, di confessarmi, ecc. All'età di 15 anni ho cominciato a non vedere più di buon occhio la Chiesa, mi sembrava così diversa da Gesù, e ogni tanto dicevo "sì, esiste qualcosa, ma non so se esiste il Dio che ci espone la Chiesa, non so se Gesù sia proprio Dio o solo un uomo o un profeta", però le preghiere le dicevo sempre, non molte ma pregavo. Ci sono stati due anni in cui ho fatto cose di cui mi sono pentita. Sono cose che molti adolescenti fanno ma mi sono accorta che sono sbagliate. [...] Però se devo essere sincera mi sentivo usata, mi sentivo un oggetto, non volevo essere così. Poi quest'anno [...] mi sono confessata, mi veniva da piangere, infatti  quando sono tornata a casa sono scoppiata in lacrime però mi sentivo più libera. Qualche giorno dopo la confessione è maturata in me l'idea di diventare suora e mi sento portata per la vita apostolica, però non ne sono sicura, sono molto dubbiosa, ho scritto anche a una suora che mi ha risposto ad alcune mail ma è da 2 mesi che non la sento .. Io non so che fare, ogni tanto penso al matrimonio, ma tra le persone che io conosco non c'è quasi nessuno che crede, e poi quando penso al matrimonio sento un dispiacere perché sento di volere diventare suora, voglio aiutare le persone dal punto di vista spirituale e materiale, vorrei che tutti sapessero che Gesù ama ognuno di noi e che non si è mai soli. Inoltre molte volte quando i miei amici fanno certi discorsi io non mi trovo per niente d'accordo e penso "questo non è il mio posto" ma allo stesso tempo voglio molto bene […]. Mi affascinano anche tanto le vite dei santi e tante volte penso che vorrei essere come loro. Io non so qual è lo stato di vita che devo eleggere, sono confusa però spero tanto che Gesù mi chiami ad essere una religiosa […] mi piacerebbe fare un'esperienza vocazionale ma non ho il coraggio di dirlo ai miei genitori, loro sono cattolici e da quando ho ripreso ad andare a messa vengono anche loro con piacere tutte le domeniche, ma non credo che a loro farebbe piacere se io diventassi suora. Inoltre sono molto confusa quindi non so ancora se quella è la mia strada .. In ogni caso io sono disposta a dire "sì" a Dio qualunque cosa mi chieda di fare. Scusa se la mail è lunga, spero di non averti annoiata. 
Un saluto, che Dio ti benedica 
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo, 
                                         ho letto con molto interesse la tua e-mail.

Piangere dopo la Confessione è una consolazione spirituale che Dio dà in dono ad alcune anime che si sono sinceramente pentite dei peccati commessi e gli hanno chiesto umilmente perdono nel Sacramento della Riconciliazione. Quando una persona si confessa bene, cioè con vero pentimento, spesso sente sensibilmente una grande pace interiore. Tutte le ricchezze materiali della terra non valgono nulla in confronto alla pace della coscienza. Come è buono Dio! Ci perdona sempre se ci pentiamo sinceramente delle nostre colpe e le confessiamo umilmente. Con i nostri peccati offendiamo un Dio che è infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa, che grande ingratitudine! Ma il Signore è il più buono dei padri, e accoglie sempre a braccia aperte il peccatore che torna pentito ai suoi piedi. Davvero la Santissima Trinità merita tutto il nostro amore! Come si fa a non amare un Dio così buono? Eppure la maggioranza dei cristiani vive pensando poco o niente al Signore e alla sorte eterna che le spetterà dopo la morte. Ecco cosa scriveva in proposito Sant'Alfonso Maria de Liguori: “Si pensa ad accumulare ricchezze, si pensa a banchettare, a festeggiare, a darsi al bel tempo: e Dio non si serve, e a salvar l'anima non ci si pensa, e il fine eterno si tiene per bagatella! E così la maggior parte dei cristiani, banchettando, cantando e suonando se ne va all'inferno. Oh se essi sapessero che vuol dire inferno! O uomo, stenti tanto per dannarti, e nulla vuoi fare per salvarti!”

Anche se sei ancora una studentessa liceale, stai facendo benissimo a riflettere su quel che Dio desidera che tu faccia. È molto importante fare la scelta giusta circa l'elezione dello stato di vita, altrimenti le cose andranno male e si vivrà infelicemente, come vivono tante donne che hanno fatto la scelta sbagliata, cioè scegliendo ciò che non era la volontà di Dio.

Visto che sei ancora all'inizio del cammino di discernimento vocazionale, il mio consiglio è di impiegare questo tempo per rafforzarti spiritualmente facendo delle buone letture spirituali che ti faranno progredire molto nello sviluppo della vita interiore.

Per esempio potresti leggere “Imitazione di Cristo”, che è un grande classico del cattolicesimo. Questo libro è una miniera d'oro di consigli ascetici che ti faranno meditare e maturare molto spiritualmente.

Un altro libro che consiglio spesso è “Le Glorie di Maria”, scritto da Sant'Alfonso Maria de Liguori. Si tratta del testo più bello che ho letto sulla Madonna. È importantissimo essere devoti della Beata Vergine Maria, poiché ella è la Mediatrice universale di tutte le grazie che Dio ci dona, e chi non è suo devoto è moralmente impossibile che si salvi l'anima, perché è come se chiudesse il canale delle grazie (così insegnano San Bernardo di Chiaravalle, Sant'Alfonso e tanti altri santi).

Molto edificante è anche “Storia di un'anima”, l'autobiografia di Santa Teresa di Lisieux. Se vuoi posso consigliarti altri buoni libri spirituali da leggere.

Coraggio, continua a seguire Cristo Redentore, non te ne pentirai giammai!

Ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria,

Cordialiter