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venerdì 2 agosto 2013

Perseverare nel discernimento

Ecco una delle lettere che mi ha scritto una gentile lettrice...

Ti ringrazio per queste tue riflessioni, sono sempre molto preziose. Sai, ho pregato molto affinché potessi capire finalmente cosa Dio ha in serbo per me. Ho affidato tutto nelle sue mani. [...] Dovrei partire a marzo e, fino a quel mese, vorrei comunque vivere brevi esperienze di ritiro. Questi pensieri sulla vocazione mi sono nati pochi giorni prima del mio ultimo esame (osservazione che mi fa riflettere) e tuttora sono vivi, anche se si alternano a periodi di forti dubbi e sconforto. Mi sento piccola piccola, su di uno stradone grande grande, e sento che Dio mi osserva con grande tenerezza e misericordia, ma in silenzio. Ed io non so cosa fare, da che parte andare. Questo suo silenzio è spesso presente nella mia vita, mi mette alla prova, mi forgia, mi fa bollire. Mi parla raramente, giusto quel poco per darmi tanta carica per lunghi periodi rigidi di silenzio. Mi affido comunque e sempre alla volontà di Nostro Signore […]. Non decide Lui per noi, Egli desidera per noi; siamo noi a dover trovare nella nostra fede cieca la forza per dire il nostro sì alla consacrazione. Non voglio nemmeno sperimentare questo stato di vita perché con la ragione posso valutarlo come sicuro, tranquillo e spiritualmente assicurante l’amore di Dio. Non voglio fare questa scelta perché a me piace per me, la voglio fare perché sento che a Lui piace per me, e fin quando non ho questa sensazione resto sempre nel dubbio. Mi farebbe piacere sapere dove poter trovare saggi padri spirituali nella mia zona […] abito a 10 km da [...].

A presto, anima gradita a Dio.
(Lettera firmata)


Carissima in Cristo,
                                   ti incoraggio a continuare il discernimento vocazionale che hai intrapreso. Perché ci tengo così tanto alle vocazioni religiose? Nel mondo è possibile salvarsi l'anima e cercare la propria santificazione, ma in mezzo a tante occupazioni, distrazioni e tentazioni, è più difficile dedicarsi alla vita devota. E infatti molta gente del mondo vive come se Dio non ci fosse (non mi riferisco solo agli atei, ma anche a molti cristiani). Invece entrando in un buon ordine religioso sarà molto più facile dedicarsi ad amare Dio e a seguire la via della perfezione cristiana. Entrando in un buon ordine, oltre a salvare quasi certamente la propria anima, se ne salveranno tante altre mediante la preghiera e altre forme di apostolato. Ad esempio nel Giorno del Giudizio scopriremo quante anime si sono salvate grazie all'apostolato di Santa Teresa di Lisieux, nonostante vivesse “reclusa” in un monastero di clausura. Se invece di abbracciare la vita religiosa si fosse sposata contro la volontà di Dio, difficilmente avrebbe salvato tante anime.

Coraggio, questo è un periodo importantissimo della tua vita, spero tanto che il Signore voglia prenderti presto tutta per Sé.

In Gesù e Maria,

Cordialiter