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giovedì 28 febbraio 2013

Meglio restare a casa che frequentare i ritrovi mondani


Ripubblico la lettera di una ragazza attratta dalla vita religiosa...

Carissimo D.,
                      come stai? Io molto bene, mi mancano pochi esami e tra poco inizio a scrivere la tesi! Finalmente il momento che aspetto da tanto tempo si sta avvicinando! Leggo ogni giorno tutti i tuoi blog e mi ha colpito molto la lettera di quel ragazzo ostacolato dalla madre. Mi ha colpito perché mi rispecchio moltissimo in lui e in quello che gli sta capitando. Anche nella mia famiglia si pensa che la mia vocazione possa essere un'evasione della realtà (motivo per cui non ne parlo mai). Ed è spontaneo chiedersi: "Ma come possono pensare a questo? Io che sono sempre andata bene a scuola, adesso ho ottimi voti all'università, mi sono sempre occupata del prossimo nel mio tempo libero, ho sempre adempiuto al meglio tutti i miei doveri...com'è possibile che possano pensare che io voglia evadere dalla realtà se non l'ho mai fatto fino ad ora?" ... E questi pensieri fanno ancora più male perché vengono da coloro che ci hanno cresciuto e che ci sono stati sempre accanto... i nostri genitori! Come possono pensare questo? Non lo so, certamente anche i miei (come i suoi e come credo tutti) hanno paura di perderci perché la nostra scelta di vita non è "normale" quindi non sanno cosa potrebbe capitarci e a quali regole dovremmo "sottostare"... purtroppo, non capiscono che non è così, che più sei unito a Dio, più il tuo cuore è libero e senza paure... ma oggi è "normale" vedere i figli che lavorano, vanno a convivere, si sposano e se poi non va bene si separano, non vedere un figlio dentro un convento o un monastero.

Mi ritrovo molto anche nel fatto di dover discutere con loro (per fortuna col tempo un po' meno, ma le frecciatine non mancano mai!) sul fatto che il sabato sera preferisco stare a casa piuttosto che uscire con le grandi compagnie di una volta...è inutile, quando c'è Dio nel cuore, non c'è più spazio per altro! Questo non vuol dire per forza tagliare tutte le amicizie, ma conservare solo quelle vere (che purtroppo sono sempre poche) e coltivarle come si deve! E infine mi ritrovo tantissimo anche sul fatto che mi sento dire che la mia scelta sia stata "forzata" dal mio padre spirituale con cui ho un bel rapporto di amicizia... niente di più sbagliato! Anzi, proprio grazie al rapporto che si è creato tra di noi sono riuscita ad aprirgli completamente il mio cuore e Gesù non aspettava altro che questo: che gli aprissi il mio cuore perché Lui potesse entrare! E Lui è entrato, e il mio padre spirituale mi ha semplicemente fatto fare le scelte giuste nel mio cammino... e so che se non avessi avuto lui a quest'ora sarei persa, quindi il suo ruolo nelle nostre vite è più che fondamentale ed è lui la persona che meglio conosce le nostre anime! Quindi il mio umilissimo consiglio per quel ragazzo è di continuare a perseverare nella preghiera, di evitare le discussioni con chi ci circonda (anche con i nostri genitori, perché tanto è inutile, non capiranno mai!), di non lasciarsi scoraggiare perché le difficoltà bisogna affrontarle confidando nell'aiuto del Signore, e infine di non perdere la serenità, perché in fondo le scelte che Dio ci chiama a fare sono quelle che danno la felicità più profonda! Certamente un po' bisogna "tribolare", ma sono certa che ne valga la pena! :)

Un abbraccio D., a te, a questo ragazzo e a tutti i lettori del blog! Prego per tutti voi!

Grazie infinite per la tua costanza nel tenere i blog aggiornatissimi, Gesù ti ricompenserà pienamente!


Cara sorella in Cristo,
                                     ti ringrazio per avermi scritto. È proprio così: più si è uniti a Dio, più il cuore è libero dalle catene del mondo, poiché seguire il Vangelo significa essere liberi, mentre seguire la mentalità del mondo significa essere schiavi del peccato. Tra le tante cose belle che hai detto, vorrei sottolinearne una molto importante. Coloro che sentono di avere la vocazione alla vita religiosa, ma per qualche motivo devono restare ancora un po' di tempo nel mondo, devono cercare di stare alla larga dai luoghi di ritrovo mondani, poiché altrimenti si rischia di perdere la vocazione, che è un dono troppo prezioso! Andando con gli amici in discoteca, nei pub, o in birreria, spesso si viene travolti da un fiume di discorsi stupidi e materiali che allontanano il cuore da Dio. Mica abito sulla luna, so benissimo di cosa parlano i mondani: soldi, carriera, successo, pettegolezzi, discorsi invidiosi, mormorazioni, e tante altre cose vane e peccaminose. Vanitas vanitatum et omnia vanitas!

È chiaro che con gli amici spirituali e timorati di Dio puoi dialogare tranquillamente, ma come tu stessa hai notato, non è facile trovare amici di questa stoffa. Il materialismo dilaga dappertutto, e spesso persino nelle parrocchie si trovano persone che fanno discorsi mondani, per non dire irreligiosi. Ciò è causato in parte dalle dottrine di certi pseudo teologi moderni che trasudano di immanentismo.

Fai benissimo a restare a casa tua il sabato sera, magari per pregare o leggere un libro spirituale o la biografia di un santo. Cerca di vedere il meno possibile la televisione, poiché a parte qualche programma interessante e qualche altro passabile, tutto il resto è un diluvio di volgarità, edonismo e materialismo neopagano.

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter