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sabato 5 gennaio 2013

La vita religiosa è bella solo se è coerente col Vangelo

Riporto una delle prime lettere che ho ricevuto da una gentile studentessa liceale.

Grazie per aver risposto così prontamente e per i consigli, vedo che avevo inteso bene a darti fiducia.

Pregherò molto perché i giovani, i chiamati al matrimonio e i sacerdoti possano santificarsi, perché ora capisco quanto sia difficile amare Dio come gli si deve in mezzo al mondo! [...] Devo riparare a tutti i danni e gli scandali che ho fatto prima della conversione, che è avvenuta proprio un anno e più fa - e quanti sono nonostante la giovane età! e quanto gravi! che vergogna - e nel contempo devo prepararmi, come dici tu, per lo sposalizio con Gesù.

[...] Riguardo al direttore spirituale: io abito [...], quindi potrei cercarlo solo tra pochi sacerdoti, ma, ahimé -preghiamo per loro-, uno più dell'altro sono invischiati col mondo. Mi rivolgo quindi al mio parroco, che è anche mio confessore; lui non sconsiglia nessuno di abbracciare la vita religiosa, ma a quanto pare non gli vanno molto a genio le monache di clausura: all'inizio ero terribilmente incerta se Dio mi stesse chiamando alla missione o alla clausura e lui una volta disse "non te ne andrai mica in clausura!", per questo, da quando successivamente ho compreso risolutamente che la via era la clausura, non gli ho ancora detto niente a riguardo. Quindi non è un vero e proprio direttore spirituale... cosa posso fare? ho letto l'autobiografia di santa Gemma Galgani e ho visto che lei aveva un contatto epistolare col suo direttore spirituale, sbaglio? è possibile fare una cosa del genere? ma chi sarebbe disposto a farlo?

[…] Ho il desiderio di entrare in un ordine di stretta osservanza, puoi magari consigliarmene qualcuno nella mia regione giusto per fare dei ritiri, per ora? Tanto meglio se vi è la liturgia in forma antica del rito romano.

Per ora ti saluto, rinnovando i ringraziamenti.
(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                      sono felice che tu non voglia accontentarti di un monastero qualsiasi, ma desideri un monastero di stretta osservanza. La vita religiosa è bella solo se è vissuta in maniera profonda e radicale. Che senso ha entrare in un monastero “annacquato”, cioè dove si vive in maniera tiepida e rilassata?

Mi ha fatto molto piacere sapere che anche tu sei attratta dalla Messa nell'antico rito. Ho rispetto per la Messa moderna, ma mi piace di più il rito antico, che i giornalisti chiamano semplicemente “Messa in latino”, ma le differenze non si limitano al latino. Ho visto Messe moderne celebrate con devozione; ma quanti sono i sacerdoti che la celebrano degnamente e senza abusi liturgici? Speriamo che le cose in futuro possano migliorare.

In privato ti ho segnalato dei buoni monasteri in cui fare un'esperienza vocazionale. Secondo me hai fatto bene a non parlare più di clausura col tuo parroco, visto che lui è contrario a priori. Per quanto riguarda il direttore spirituale, la situazione generale è davvero problematica. È difficile trovare un sacerdote ben preparato, molto prudente e caritatevole. I manuali di ascetica affermano che un sacerdote non dovrebbe accettare di dirigere spiritualmente un'anima tramite corrispondenza, se prima non l'ha conosciuta di persona. Comunque, anche se non hai un vero e proprio direttore spirituale, non è una tragedia; potrai benissimo entrare in monastero lo stesso, saranno le superiore a vagliare la tua vocazione. Ti consiglio di non dire ai modernisti che ti piace l'antica Messa in latino, altrimenti rischi di essere ingiustamente ”sgridata”. In realtà Benedetto XVI col motu proprio Summorum Pontificum ha ordinato che la Messa tridentina deve essere onorata per il suo uso venerabile e antico. Ma si sa che i modernisti disobbediscono al Papa e odiano tutto ciò che appartiene alla Tradizione Cattolica.

Hai fatto bene a non parlare di vocazione coi tuoi parenti. Se qualche amica o parente dovesse chiederti per quale motivo non hai un “ragazzo” come ce l'hanno le altre tue coetanee, basterà rispondere loro che è difficile al giorno d'oggi trovare un buon fidanzato, ma non accennare alla vocazione. Le persone che vivono nel mondo (tranne rare eccezioni) non capiscono questi argomenti. Se certe tue amiche sapessero che sei attratta dalla vita monastica, forse si metterebbero a ridere e ti considererebbero pazza. Ma la vera pazzia è vivere su questa terra senza amare Dio che è l'unico nostro bene. Il desiderio di uno stile di vita più perfetto, è un grande dono che il Signore ti ha fatto, e che solo pochi riescono a capire. Del resto, Gesù è il miglior sposo che una donna possa avere. Al contrario, le donne che si sposano con gli uomini della terra, spesso si pentono di aver contratto matrimonio. Maltrattamenti, gelosie, tradimenti, litigi, dissapori con suocere e cognate, dolori del parto, strapazzi per la cura della casa, ribellioni dei figli, affanni per accumulare beni materiali ...questi sono i principali problemi che fanno soffrire le donne sposate. Ah, quante donne rimpiangono di essersi coniugate e di non essere entrate in convento quando erano giovani!

Gesù è stato tanto buono con te. Se fossi morta quando facevi peccati gravi, adesso dove staresti? Ma il Redentore ti voleva talmente tanto bene che non solo non ti ha fatto morire in peccato, ma addirittura ti ha trasformato completamente il cuore e ti ha fatto sentire l'ardente desiderio di donarti a Lui abbracciando la vita religiosa. Devi essergli molto grata!

Il “martirio d'amore” che stai soffrendo e che ti fa piangere di compunzione, è un grande dono. Fai bene ad offrire le tue sofferenze per la salvezza delle anime, per le vocazioni, per i vescovi, il Papa, la conversione dei pagani, ecc.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,

Cordialiter